Home > acqua, biodiversità, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, sostenibilità ambientale, trasporti > Perché ancora un favore alla distruttiva attività di cava sulle Alpi Apuane?

Perché ancora un favore alla distruttiva attività di cava sulle Alpi Apuane?


Centaurea Montis Borlae

Centaurea Montis Borlae

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (5 luglio 2016) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione di opportuni provvedimenti riguardo la realizzazione di una nuova strada carrabile di fatto a servizio delle cave di marmo del Sagro e del Borla, nei Comuni di Carrara e di Fivizzano (MS).     La realizzazione della strada è stata prevista con protocollo d’intesa Provincia di Massa Carrara, Comuni di Carrara e di Fivizzano, Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, in parte già sottoscritto.

Sono stati richiesti lo svolgimento del preventivo procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, necessario per queste tipologie progettuali, e gli opportuni accertamenti su legittimità delle attività estrattive in corso, quantitativi dei materiali estratti, correttezza dei corrispettivi percepiti per i materiali estratti.

Coinvolti i Ministeri dell’Ambiente (Organi centrali e Direzioni generali delle Valutazioni ambientali e per la Protezione della natura) e dei Beni e Attività Culturali (Organi centrali e Soprintendenza per belle Arti e Paesaggio di Lucca), la Regione Toscana (Presidenza, Avvocatura, Difensore civico e Settore valutazioni ambientali), il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane (Direzione e Guardie del parco), l’A.R.P.A.T., i Carabinieri del N.O.E., la Guardia di Finanza, il Corpo forestale dello Stato.  Informati per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, la Commissione europea e la Commissione “petizioni” del Parlamento europeo.

Carrara, bacino estrattivo Torano

Carrara, bacino estrattivo Torano

Le zone interessate dalla nuova strada fan parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in aree (siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) della Rete europea Natura 2000 (direttive n. 92/43/CEE e n. 09/147/CE), con la presenza di rari endemismi vegetali (Centaurea Montis Borlae Soldano, Santolina leucantha, Globularia incanenscens, Rhamnus glaucophylla).

Dopo una riuscita manifestazione svoltasi nei giorni scorsi, è opportuno fare anche questo passo per fermare l’ennesimo favore nei confronti di un’attività distruttiva del territorio e dei beni ambientali come la selvaggia estrazione del marmo sulle Apuane.

Non si può non ricordare che la Procura regionale per la Toscana della Corte dei conti nel marzo 2016 ha aperto un’indagine per verificare l’eventuale sussistenza di danno erariale causata dalla cattiva gestione delle cave di marmo delle Alpi Apuane.       Canoni di concessione e tassa sui marmi estratti irrisori, mancata caducazione delle concessioni delle cave inattive, vendite a importi ridotti sono alcuni dei campi su cui si stanno concentrando le analisi della Procura erariale.   Per ora, si tratta delle cave di marmo in Comune di Massa, in seguito l’indagine potrebbe allargarsi.

Tutto parte da vari esposti inoltrati negli anni scorsi da parte di Franca Leverotti, già consigliere nazionale di Italia Nostra e poi coordinatrice del Presidio GrIG delle Alpi Apuane.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, in proposito, inoltrato diversi documentati esposti (20 agosto 2015, 20 gennaio 2016) indirizzati alla magistratura e alle amministrazioni pubbliche competenti relativamente al gravissimo inquinamento ai danni dei corsi d’acqua delle Apuane determinato dalla marmettola e dalla cattiva gestione delle cave, inquinamento conclamato ma finora scarsamente contrastato dalle amministrazioni pubbliche titolari delle competenze in materia[1], nonostante le richieste (27 agosto 2015, 30 settembre 2015) provenienti anche dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d'acqua

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d’acqua

Non può esser dimenticato, inoltre, come siano presenti disposizioni favorevoli all’eccessiva attività estrattiva nello stesso Piano di indirizzo territoriale (P.I.T.) con valenza di piano paesaggistico della Toscana, tanto da aver determinato ricorsi in proposito da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus al Commissario per gli usi civici di Roma (10 settembre 2015) e alle Istituzioni comunitarie (4 gennaio 2016), nonché un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (poi trasposto davanti al T.A.R. Toscana) da parte di Mountain Wilderness Italia, Società Italiana di Geologia Ambientale (S.I.G.E.A.), Amici della Terra, Verdi Ambiente e Società (V.A.S.), Lega Italiana Protezione degli Uccelli (L.I.P.U.), Club Alpino Italiano – Toscana, il Centro “Guido Cervati” di Seravezza e il Centro culturale “La Pietra Vivente” di Massa (18 settembre 2015).

La profonda ignavia che ha contraddistinto le amministrazioni comunali titolari degli agri marmiferi delle Apuane, recentemente è sembrata finalmente affievolirsi: la Cava Valsora, dopo il diniego conclusivo della procedura di valutazione di impatto ambientale (febbraio 2016) deve chiudere.   E’ in corso, poi, un’ampia indagine condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa e dal Corpo forestale dello Stato riguardo violazioni paesaggistiche, reati di inquinamento delle acque e del suolo (in particolare da marmettola, residuo dell’estrazione marmifera).

Importanti segnali per la salvaguardia dei valori naturalistici e ambientali delle Alpi Apuane, ma anche per il ripristino della legalità.

Segnali che devono far ben riflettere prima di autorizzare una nuova e fortemente impattante opera pubblica fondamentalmente al servizio degli interessi privati estrattivi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

_________________________

[1] l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (A.R.P.A.T.) con la sua newsletter n. 168 del 13 agosto 2015 ha presentato un report sulle “Alpi Apuane e marmettola” e ha descritto gli eventi di inquinamento ambientale altamente pregiudizievoli per la salvaguardia dei Fiumi Carrione e Frigido e gli habitat naturali connessi.

 

Monte Sagro, comparazione fra gli anni '70 e il 2015

Monte Sagro, comparazione fra gli anni ’70 e il 2015

 

Appello al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

In nome dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente, le chiediamo di intervenire sullo sciagurato progetto promosso dal Presidente del Parco delle Alpi Apuane e appoggiato dai sindaci di Carrara e Fivizzano e dal già Presidente della Provincia di Massa Carrara, che prevede di riattivare una strada rinaturalizzata in area Parco e di tracciarne un tratto nuovo ancora in area Parco, a 1.200 metri di altitudine, in area Sic e ZPS, per collegare le cave di inerti del Sagro.

Organi competenti decideranno sulla legittimità e l’opportunità di un protocollo d’intesa sottoscritto da questi 4 politici nella loro funzione di amministratori, senza un dibattitto nelle rispettive giunte e consigli. Il presidente della Provincia lo ha sottoscritto lunedì 8 appena prima di lasciare l’incarico che non poteva più reggere essendo decaduto da Sindaco di Montignoso, “nell’esercizio delle funzioni non riservate dalla legge al Consiglio Provinciale”; il Presidente del Parco lo ha portato qualche giorno dopo  alla ratifica del suo Consiglio;  non sappiamo quale prassi ha utilizzato il sindaco di Fosdinovo, mentre quello di Carrara lo ha portato a conoscenza del suo Consiglio come si evince dai resoconti apparsi sui giornali.

Non le sembra un segnale forte di democrazia appannata  un simile comportamento?

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: PRIMA

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: PRIMA

Non le sembra anomalo che il Consiglio del Parco nel 2014 in deroga ad una sua delibera del 2009, voluta << per contrastare la tendenza strisciante di trasformare le cave di marmo in cave di sassi>> abbia proposto di collocare dei frantoi mobili in area Parco al solo scopo di favorire i concessionari?

In consiglio comunale a Carrara i sindacati, gli stessi che non contestano quando gli operai delle cave (che fanno un lavoro definito “usurante”) lavorano anche il sabato e la domenica, invocano la difesa di 40 posti di lavori, quando in realtà la Walton ne ha 12 e la Aleph 15, di cui 4 part time e 5 a tempo determinato.

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: DOPO

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: DOPO

Queste cave, Presidente, sono cave fratturate che producono carbonato di calcio, e  blocchi di modesta dimensione, utilizzati anche per le scogliere in mare. Non solo, si sono caratterizzate negli anni per aver compiuto frequenti illegittimità: scavi abusivi, con introiti  stimati in 15.000 euro, coltivazioni non autorizzate anche sopra i 1270 metri,  scarico di materiale in area vergine, infrazioni mai sanate o sanate per cifre modeste: 400, 600 euro. Eppure hanno continuato a scavare pur non rispettando le prescrizioni e non presentando la documentazione richiesta.

Oggi gli uffici del  Parco hanno archiviato il procedimento di cava Crespina (in connessione con la sorgente di Rio Sottana) e  fermato quello di Vittoria perché nel progetto si prevedeva l’asportazione di 70.000 tonnellate annue di detrito. La resa è molto probabilmente inferiore a quel 25/75 che ha voluto la Regione per le cave nel Parco;  e queste sono tonnellate di montagna asportate senza nessun vantaggio per la collettività, a favore del business privato del carbonato di calcio, prontamente fatto proprio dalla ‘ndrangheta presente in questa zona come a tutti è noto.

Quanto all’area delle cave Castelbaito Fratteta, separate dalle altre due da una morena glaciale, oggi ferma grazie all’intervento di Arpat che aveva ben motivato in conferenza dei servizi il suo parere negativo, si trova in prossimità del fiordaliso delle Apuane , la centaurea Montis-Borlae, che in tutto il mondo vive  solo qui.

Non sente Presidente la responsabilità di dover lasciare questo fiore all’umanità? Non crede che l’espansione dell’area estrattiva metta a rischio questo endemismo? Non crede che al Parco spetti tutelare l’ambiente, il paesaggio, le specie e sviluppare una economia eco-sostenibile? Perché non assumere gli operai per affiancare i soli 4 guardiaparco in questa opera?

La Pietra Vivente (Elia Pegollo)    Gruppo di Intervento Giuridico onlus – presidio Apuane (Franca Leverotti)

Tritone alpestre apuano (Ichthyosaura alpestris apuana)

Tritone alpestre apuano (Ichthyosaura alpestris apuana)

(foto AA.VV., F.L., archivio GrIG)

Annunci
  1. luglio 6, 2016 alle 3:03 pm

    da Il Tirreno, 4 luglio 2016
    «Presidente fermi quello scempio»: appello a Rossi.
    Pegollo e Leverotti snocciolano i numeri sull’occupazione «La Walton ha 12 operai e la Aleph 15, di cui 4 part time»: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2016/07/04/news/presidente-fermi-quello-scempio-appello-a-rossi-1.13769178 , http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/4-luglio-TIRR-CARRARA.-%C2%ABPresidente-fermi-quello-scempio%C2%BB-appello-a-Rossi.pdf

    ________________

    da La Gazzetta di Massa Carrara, 5 luglio 2016
    Deliperi (Gruppo d’Intervento Giuridico onlus): “No alla nuova strada per le cave di marmo del Sagro e del Borla”: http://www.lagazzettadimassaecarrara.it/economia/2016/07/deliperi-gruppo-d-intervento-giuridico-onlus-no-alla-nuova-strada-per-le-cave-di-marmo-del-sagro-e-del-borla/

    _________________________

    da Città di La Spezia, 5 luglio 2016
    Apuane, mobilitazione contro la nuova carrabile: http://www.cittadellaspezia.com/Lunigiana/Attualita/Apuane-mobilitazione-contro-la-nuova-211933.aspx

    ______________________

    da Liguria News, 5 luglio 2016
    Apuane, mobilitazione contro la nuova carrabile: http://www.ligurianews.com/la-spezia/attualita/12594588/apuane-mobilitazione-contro-la-nuova-carrabile

    _______________________

    da TG Regione, 5 luglio 2016
    “Perché ancora un favore alla distruttiva attività di cava sulle Alpi Apuane?”: http://www.tgregione.it/cronaca-regionale/perche-ancora-un-favore-alla-distruttiva-attivita-cava-sulle-alpi-apuane/

  2. luglio 6, 2016 alle 7:48 pm

    da Il Tirreno, 6 luglio 2016
    Rossi: controlli alle cave tutti i giorni.
    CARRARA.. Svolta nel modo di affrontare la sicurezza nelle cave: è stato firmato a Massa il protocollo di intesa tra la Regione Toscana e le Procure di Massa Carrara, Lucca, con le Procure generali. (Manuela D’Angelo): http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2016/07/06/news/rossi-controlli-alle-cave-tutti-i-giorni-1.13772854?ref=hftimces-1

    ———-

    «Non transigo sul rispetto delle regole». Pugno di ferro del procuratore Giubilaro: la mia non è retorica, qui si tratta di vite umane: http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/3003-non-transigo-sul-rispetto-delle-regole

  3. luglio 9, 2016 alle 9:46 pm

    da Il Tirreno, 9 luglio 2016
    Strada del Sagro, denuncia in Procura.
    CARRARA. Gli ecologisti di Grig e Pietra Vivente rilanciano. Dopo l’appello al presidente Enrico Rossi ora ricorrono alle vie legali. (Cinzia Chiappini). (http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2016/07/09/news/strada-del-sagro-denuncia-in-procura-1.13787911?ref=hftimcer-3)

    CARRARA. Gli ecologisti rilanciano e, sulla vicenda del Sagro, si rivolgono alla Procura.
    Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e La Pietra Vivente, hanno preso carta e penna per segnalare il caso delle cave del Sagro a Procura e istituzioni nazionali e per lanciare un appello al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi:«Sono attività che producono solo carbonato di calcio» dicono e soprattutto scrivono alla Procura.
    Una segnalazione ai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni e Attività Culturali, alla Regione Toscana, al Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, ad A.R.P.A.T., ai Carabinieri del N.O.E., alla Guardia di Finanza, al Corpo forestale dello Stato e ancora alla Procura della Repubblica e alla Commissione europea per fare chiarezza sulla strada carrabile attraverso i bacini marmiferi prevista dal protocollo d’intesa Provincia di Massa Carrara, Comuni di Carrara e di Fivizzano, Parco naturale regionale delle Alpi Apuane.
    L’hanno messa nero su bianco il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e La Pietra Vivente per chiedere «lo svolgimento del preventivo procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale e gli opportuni accertamenti su legittimità delle attività estrattive, quantitativi estratti e correttezza dei corrispettivi percepiti».
    Le due associazioni insomma vogliono vederci chiaro non solo sulla “fattibilità” del percorso interno ai bacini, che collegherebbe le due cave del Sagro a Torano e da lì alla Strada dei Marmi ma anche e soprattutto sulla “leggittimità” dei due siti estrattivi che, dicono, esercitano «un’attività distruttiva del territorio e dei beni ambientali».
    I problemi sono tanti, dicono i Grig e la Pietra Verde, e spaziano da quelli di natura ambientale – le zone interessate fanno parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in siti di importanza comunitaria e a protezione speciale – a quelli “legali”, «per via di Canoni di concessione e tasse irrisori, della mancata caducazione delle concessioni delle cave inattive e per le vendite a importi ridotti».
    Dopo la segnalazione agli enti competenti le due associazioni hanno lanciato nei giorni scorsi un appello al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: «in nome dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente, le chiediamo di intervenire sullo sciagurato progetto che prevede di riattivare una strada rinaturalizzata in area Parco e di tracciarne un tratto nuovo ancora in area Parco, a 1.200 metri di altitudine, in area Sic e ZPS, per collegare le cave di inerti del Sagro». Ma Grig e Pietra verde non si limitano a questo e ricordano come il protocollo sia stato «sottoscritto da 4 politici nella loro funzione di amministratori, senza un dibattito nelle rispettive giunte e consigli» con quello che le due associazioni definiscono «segnale forte di democrazia appannata».
    Ma gli ambientalisti intervengono anche sul tema più prettamente occupazionale sostenendo che a fronte dei 40 addetti sbandierati da alcuni sindacati, la forza lavoro dei due siti ammonta a 27 persone, di cui molte con contratto part time e a tempo determinato.
    «Perché non assumere gli operai per affiancare i soli 4 guardia parco in questa opera?» propongono quindi le due associazioni, che poi hanno riassunto al governatore la “realtà” dei due siti.
    «Queste cave – avevano ricordato a Rossi – sono cave fratturate che producono carbonato di calcio, e blocchi di modesta dimensione. Le frequenti illegittimità commesse negli anni, dagli scavi abusivi alle coltivazioni non autorizzate anche sopra i 1270 metri».
    Adesso dopo l’appello al presidente Rossi Grig e Pietra Vivente rilanciano con la denuncia in Procura proprio sulla vicenda delle cave del Sagro.
    Insomma una vicenda ancora al centro delle polemiche.

  4. maggio 29, 2017 alle 6:26 pm

    da La Nazione, 26 maggio 2017
    CAVE DEL SAGRO. Lettera del GrIG Apuano al Governatore Rossi. Stop alla…strada dei camion. Ambientalisti: “Progetto fuori legge”: http://www.territorialmente.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/26-mag-NAZ-CARRARA.-Stop-alla…-strada-dei-camion-Ambientalisti-%C2%ABProgetto-fuori-legge%C2%BB.pdf

  5. luglio 10, 2017 alle 2:50 pm

    da Il Tirreno, 7 luglio 2017
    Sagro, il caso della delibera in extremis. A 4 giorni dal ballottaggio il via libera della giunta Zubbani, De Pasquale corre ai ripari e dà mandato di revocarla. (Cinzia Chiappini) (http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/7641-sagro-il-caso-della-delibera-in-extremis)

    CARRARA. È un’eredità ingombrante, quella che l’amministrazione di Angelo Zubbani ha lasciato ai suoi successori per quanto riguarda la vicenda della Strada del Sagro. Il “lascito” consiste in un atto di indirizzo approvato dalla precedente giunta il 21 giugno scorso, a soli 4 giorni dal ballottaggio per le elezioni comunali, corredato da uno studio di incidenza e da una relazione tecnica, che esprimono pareri favorevoli alla realizzazione di un tracciato per collegare le cave del Murlungo al bacino di Torano e da lì alla Strada dei Marmi. Si tratta della cosiddetta “strada del Sagro” quella che permetterebbe alle attività estrattive della zona di conferire a valle gli scarti della lavorazione fermi, ormai da anni, al monte.L’indirizzo favorevole al progetto della giunta Zubbani rappresenta un impegno particolarmente “gravoso” per la nuova amministrazione targata Movimento 5 Stelle che si è sempre detta contraria alla strada. Anche per questo, interpellato sulla vicenda, il sindaco Francesco De Pasquale ha fatto sapere di aver già sollecitato i dirigenti dei settori competenti, ambiente e opere pubbliche, per mettere a punto un nuovo atto di indirizzo, per revocare quello del suo predecessore. Il nuovo primo cittadino ha ribadito il suo “no” alla strada del Sagro per ragioni ambientali e storiche: De Pasquale ha ricordato che il tracciato attraverserebbe un’area naturalistica protetta, all’interno del Parco delle Apuane e si sovrapporrebbe a quello di un’antica via di lizza, di pregio archeologico. E questo, ha insistito il sindaco, nonostante le “tesi” contenute nello Studio di “Incidenza del progetto di recupero e adeguamento della viabilità di collegamento tra il bacino del Murlungo e il bacino industriale di carrara” redatto dal dottor Alberto Dazzi, agronomo carrarese e dalla Relazione Tecnica curata dallo studio Zammori di Aulla.«In questi documenti si vuol spacciare la costruzione della nuova strada come un’opera di recupero della viabilità esistente, quando in realtà si tratta di costruire un tracciato percorribile dai camion su quello di un vecchio sentiero del Cai e sul percorso di un’antica via di lizza» ha commentato De Pasquale. In effetti nella relazione dello Studio Zammori si legge: «La viabilità oggetto di recupero è attualmente abbandonata, era un itinerario escursionistico del Cai dismesso da tre anni. Nei primi decenni del secolo scorso essa ha costituito un tratto di collegamento con i bacini estrattivi del Murlungo. Il recupero consente soprattutto di preservare e sottrarre al degrado fisico un manufatto la cui integrità testimonia il lavoro umano dei cavatori, fatto di quotidiana fatica umana e sapienza». Quello che per i tecnici è un intervento di recupero di una viabilità preesistente, per De Pasquale è un’opera dall’impatto ambientale non sostenibile e che distruggerebbe un’antica via di lizza di pregio storico. E questo non solo perché il tracciato porterebbe i camion ad attraversare un’area tutelata dal Parco delle Apuane, ma anche e soprattutto perché la strada servirebbe le cave ai piedi del Sagro, che i grillini vedono come fumo negli occhi: «Noi siamo contrari alle cave nel parco e dunque anche a quelle ai piedi del Sagro. Siamo per la loro chiusura. Sarà per il nome che porta, che deriva dal termine “sacro” ma per noi quel monte non si tocca» conferma il primo cittadino ribadendo che la sua amministrazione «non ha alcuna intenzione di autorizzare la realizzazione di una strada al servizio di quelle attività estrattive».L’idea di De Pasquale, piuttosto, è quella di convertire le cave del Murlungo a fini turistici e culturali: «Penso alla Cava dei Poeti, a quella del Boscaccio e soprattutto a quelle ai piedi del Sagro: possono e devono essere destinate a ospitare spettacoli ed eventi, dotandole dei servizi del caso, a iniziare dai parcheggi e dai punti ristoro. Il Comune – ha anticipato il sindaco – assegnerebbe delle concessioni ad hoc per stimolare una nuova imprenditoria al monte, che non sia legata solo al consumo di una risorsa esauribile, come il marmo, ma che punti su turismo e cultura». Il problema – per i grillini – è che la chiusura e l’eventuale destino delle cave ai piedi del Sagro non è nella disponibilità del comune di Carrara visto che esse sorgono nel territorio di Fivizzano: «Non abbiamo autorità in materia ma possiamo dire no alla strada, e lo diciamo» ha ribadito il primo cittadino, lasciando aperto però un canale di dialogo con chi quei siti li lavora.Sì perché se sulla realizzazione della strada il no di De Pasquale è inappellabile, il primo cittadino lascia intendere di non poter essere altrettanto perentorio su altre opzioni, come quella della teleferica: «Noi abbiamo un progetto di questo tipo a fini turistici per portare i visitatori dal piano a Campocecina e viceversa. Se però gli operatori di quei siti ne realizzassero una a loro spese, non opporremmo un “no” secco ma saremmo disposti a sottoporre l’idea ai cittadini» ha concluso De Pasquale, ventilando l’ipotesi di un referendum in grado, con il sì dei carraresi alla teleferica, di salvare le cave del Sagro.

    La cronistoria. Il primo protocollo fu siglato a giugno dell’anno scorso.

    CARRARA. Ricordiamo che il progetto della “Strada del Sagro” era stato rilanciato per consentire alle attività estrattive della zona del Murlungo di conferire a valle gli scarti della lavorazione fermi, ormai da anni, al monte.Dal 2012 infatti la strada per Fosdinovo è interdetta ai mezzi pesanti, causa smottamenti e quella via Castelpoggio-Gragnana è aperta al solo transito dei camion che trasportano i blocchi, a seguito dell’ordinanza sindacale varata dopo l’apertura della Strada dei Marmi. Questa empasse rischia di sfociare in uno stop alle attività estrattive del Murlungo, impossibilitate a rispettare la norma che impone la pulizia dei piazzali e il trasporto a valle degli scarti.Per evitare il fermo di quelle cave, su proposta dell’amministrazione provinciale, i comuni di Carrara e Fivizzano, insieme all’ente Parco delle Apuane hanno sottoscritto un protocollo datato giugno 2016 che prevede l’ipotesi di una nuova viabilità interna ai bacini marmiferi, con la possibilità per tutti camion provenienti dal Sagro di transitare da Castelpoggio-Gragnana almeno per il periodo (sei mesi circa) ipotizzato per la realizzazione della nuova strada.La progettazione del tracciato è stata affidata al Comune di Carrara: l’ex sindaco Angelo Zubbani, immediatamente dopo la ratifica del protocollo, aveva dichiarato di «non volersi assumere la responsabilità della chiusura delle cave del Murlungo» e di essere per questo favorevole alla realizzazione dell’opera.Di qui l’atto di indirizzo dello scorso 21 giugno, arrivato qualche giorno prima della fine del mandato della amministrazione. Per l’esattezza, come diciamo nell’articolo sopra, appena quattro giorni prima del ballottaggio. (c.ch.)

  1. luglio 27, 2016 alle 11:18 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: