Energia dal taglio dei boschi, sciagura ambientale e della legalità.


Monteriggioni, Casa del Giubileo – Strada del Certino, tagli boschivi (marzo 2022)

E’ uno dei crimini ambientali che paga di più.

In tutta Europa, basta vedere quanto accade in Romania.

La produzione energetica da biomasse ricavate dai tagli boschivi prevede investimenti di poco conto e grandi ricavi.

Fin troppo spesso i tagli boschivi sono abusivi e la criminalità organizzata ha esteso i propri affari nel campo.

Eppure ancora si insiste con incentivi pubblici in favore di una vera e propria sciagura ambientale spesso unita a una sciagura della legalità.

E’ così difficile capirlo?

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Romania, Carpazi, foresta tagliata e depredata (foto Balcani e Caucaso)

da Rai Play, 12 luglio 2022

Le inchieste di RaiNews24

Spotlight. L’affare dei tagli boschivi. Il prezzo dell’energia da biomasse legnose.

Oltre la metà dell’energia “rinnovabile” in Europa è prodotta bruciando legna. Si chiama biomassa forestale e secondo gli ambientalisti i circa 17 miliardi di euro di sussidi che riceve ogni anno mettono a rischio le foreste europee. Per questo l’Europarlamento sta discutendo se continuare a sovvenzionarla. Spotlight indaga sull’impatto degli incentivi alle biomasse legnose in Italia e Romania. L’inchiesta di Ludovica Jona.

Sovicille, Fattoria La Cerbaia – Molli, taglio boschivo, mezzi meccanici (dic. 2019 – genn. 2020)

da Il Fatto Quotidiano, 5 ottobre 2022

Rifiuti bruciati con la legna, alberi tagliati per prendere più incentivi, legami con i clan: cosa c’è dietro il sequestro della centrale a biomasse di Cutro (Crotone).

Secondo l’accusa le ditte boschive coinvolte hanno tagliato più alberi di quelli autorizzati e mischiato la legna con catrame e immondizia, falsificando sistematicamente i documenti sul conferimento del cippato. I cinque impianti calabresi – i più grandi in Italia – avrebbero presentato al Mipaaf dati non veritieri provocando un danno allo Stato da 13 milioni di euro. 31 le persone arrestate.  (Ludovica Jona)

“Se questi qua, non sia mai, cacciano davvero gli incentivi, abbiamo finito di spacchiare (sguazzare, è finita la pacchia, ndr) tutti quanti”. Così due fornitori di cippato dell’impianto a biomasse legnose di Cutro (Crotone) commentavano le proposte parlamentari di eliminare i sussidi alla produzione di energia dalla combustione di legna, nel luglio 2018. L’intercettazione è inserita nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Catanzaro che ha disposto l’arresto di 31 persone (due sono irreperibili), indagate per associazione per delinquere di stampo mafioso, e il sequestro dell’impianto a biomasse di Cutro, insieme ad altre sette imprese boschive della provincia di Crotone e quattro della provincia di Caserta. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone, dai Ros e dal Nipaf (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) di Cosenza. Per il procuratore Nicola Gratteri, che ha coordinato le indagini, i 31 appartengono a una organizzazione che controlla un vasto territorio della provincia di Crotone. “Lo Stato incentiva le biomasse perché ritiene producano energia pulita – ha sottolineato Gratteri in conferenza stampa – è un’attività prevista dalla legge dove si ottengono milioni di euro di contributi. Ma questi presunti innocenti, secondo l’imputazione, nel cippato mettevano spazzatura, catrame, asfalto della ripulitura dell’autostrada”.

Roma, Castel Romano (riserva naturale Decima-Malafede), tagli boschivi,

Catrame dei lavori Anas in Puglia mischiato al cippato di legna bruciato a Cutro – Il materiale proveniente dai lavori di manutenzione e pulizia del sedime stradale effettuati dall’Anas in Puglia secondo l’accusa è stato conferito – almeno una volta – alla centrale a biomasse di Cutro gestito dalla società Serravalle Energy sequestrata nei giorni scorsi. Le evidenze della fornitura di materiale sporco emergono anche da una conversazione telefonica intercettata nell’ottobre 2016 e riferita all’acquisto di materiale da parte dell’azienda F.K.E. Legnami Srl gestita – secondo quanto riportato dell’ordinanza – da Mario Donato Ferrazzo, “detto Topolino, capocosca di Mesoraca”. “Abbiamo trovato dei blocchi di cemento … ne abbiamo trovati sei”, è il dialogo – intercettato – tra Francesco Trocino, definito “braccio destro di Ferrazzo” e il fornitore. “Nonostante ciò – scrive il Gip – l’azienda F.K.E. anziché restituire il materiale lo miscelava e lo trasportava alla centrale a biomasse di Cutro perché Biomasse Italia Spa (situata nella vicina Strongoli) aveva bloccato i conferimenti che avvenivano in quel momento storico mediante la ditta F.lli Spadafora”. “L’affare con la Puglia dura fino a febbraio 2017 per interrompersi per una questione meramente economica”, nota ancora il Gip: “La triturazione necessaria per il materiale sporco non rendeva più conveniente il trasporto”. Nell’ordinanza si legge che anche “accertamenti tecnici mostrano materiale non conforme sia arrivato alla F.K.E.”.

Bondeno, Senetica, taglio vegetazione (fine apr. 2020)

Tagli boschivi raddoppiati con il riutilizzo delle autorizzazioni – Tra le ditte sequestrate, l’azienda boschiva F.lli Spadafora, i cui titolari sono descritti nell’ordinanza come “contigui alla criminalità e in ascesa economica grazie all’intensificarsi di conferimenti in centrali a biomassa”, oltre che responsabili di “tagli abusivi come quello di 15mila piante effettuato grazie a connivenze del personale preposto a controlli, conferito nel 2013 a Laino Borgo e poi in altre centrali calabresi”. Secondo acquisizioni documentali e sopralluoghi delle forze dell’ordine la F.lli Spadafora “raddoppiava il quantitativo di cippato conferito presentando la stessa documentazione presso due centrali a biomassa diverse, usando materiale proveniente da tagli furtivi o non autorizzati”. Per la perizia tecnica “su 40 autorizzazioni regionali al taglio, utilizzate per produrre cippato di legno vergine da conferire presso le centrali a biomassa, 27 venivano duplicate, ovvero usate per conferire cippato in diverse centrali”. La duplicazione consentiva, “il conferimento illegale presso le centrali di ben 56.277 tonnellate di cippato”. Sulla truffa delle autorizzazioni, il Gip riporta la testimonianza del collaboratore di giustizia Salvatore Riolo, pluripregiudicato contiguo alla cosca Manfreda di Petilia Policastro, sentito in relazione alla sua attività di addetto a tracciare la filiera del cippato nelle centrali a biomasse di Strongoli e Crotone: “Nel corso del tempo ho fatto diverse segnalazioni riguardanti ditte che operavano nel trasporto del cippato. Tra queste l’azienda F.K.E. scaricava presso le Biomasse di Crotone e Strongoli per conto di terzi, tra questi le ditte di Serravalle Domenico, degli Spadafora, o acquisti fatti direttamente da F.K.E. Mi accorsi subito che F.K.E. faceva trasporti maggiori rispetto a quelli autorizzati. Veniva scaricato materiale misto a cartone, pedane colorate o materiale con terriccio. Un materiale così composto, quando viene bruciato inquina e sprigiona veleno, soprattutto le pedane”.

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Truffa al Gse da 13 milioni di euro. Il Gip: “Nessun controllo da parte di cinque operatori elettrici” – L’accusa, rivolta ai rappresentanti e proprietari della centrale di Cutro della società Serravalle Energy e di altri impianti calabresi, ovvero Mercure Srl (gruppo Sorgenia), Ecosesto (gruppo Falk), Biomasse Italia e Biomasse Crotone (gruppo Eph), è di “aver presentato per anni (dal gennaio 2014 al gennaio 2019) istanze al Mipaaf per l’accesso all’incentivazione recante attestazione di dati non veritieri in tal modo inducendo in errore il Gestore dei Servizi Elettrici”. L’energia elettrica prodotta sarebbe stata “certificata come prodotta da cippato di legna vergine o comunque incentivabile, quando non lo era”. “Sul piano delle certificazioni – scrive il Gip – è emerso che gli operatori elettrici acquisivano la documentazione senza eseguire alcun accertamento sulla veridicità”. In questo modo le centrali a biomasse avrebbero percepito un ingiusto profitto, derivante dagli “oneri generali di sistema” posti a carico di tutti i consumatori sulle bollette. “L’artifizio messo in atto dagli operatori elettrici”, avrebbe provocato un danno patrimoniale per l’Ente pubblico stimato in 13 milioni di euro. Secondo i dati raccolti dalla video-inchiesta giornalistica “L’affare dei tagli boschivi” andata in onda su Rainews (e ora disponibile su Raiplay) le cinque centrali a biomasse calabresi oggi ricevono quasi la metà dei sussidi complessivamente erogati ogni anno in Italia per impianti a biomasse legnose: 383,5 milioni di euro nel 2019 e 268,5 nel 2020.

Prealpi Venete, Follina, tagli boschivi

da Il Fatto Quotidiano, 10 settembre 2022

Cambiamenti climatici, la denuncia: “Centrali a biomasse forestali sono bomba di carbonio nel cuore dell’Europa, come i roghi estivi”.

4,2 milioni di tonnellate di legna bruciata – di cui un quinto dalle 4 centrali italiane – e 6,2 milioni di tonnellate di Co2 emesse nel 2022, in nome delle rinnovabili”: è l’accusa della Fern sulla multinazionale ceca che in Calabria, Sardegna e Lombardia possiede impianti pagati dallo Stato con decine di milioni di euro di incentivi. Per una tecnologia che per la scienza tutto è tranne che pulita, ma che rientra nella tassonomia verde Ue. (Ludovica Jona)

Monteriggioni, Fondo Buio – Fungaia, tagli boschivi (febb. 2022)

(foto S.F., D.S., F.>., S.D.))

  1. sardo
    ottobre 9, 2022 alle 10:17 PM

    Ecco perchè anche in Sardegna occorre vigilare e tanto. Anche la tanto sbandierata “pianificazione” che dovrebbe, secondo menti raffinate, consentire di tagliare boschi che faticosamente si stanno riprendendo dal saccheggio energetico degli ultimi secoli, proprio perchè le sue finalità principali sono esclusivamente energetiche necessiterebbe di attentissimo vaglio nell’ambito di più livelli pianificatori e non autoreferenziarsi come unica “giusta e pulita” solo perchè “forestale”. Come ha dimostrato il caso “Marganai”, nonostante plurimi tentativi di spasmodica addomesticazione pur in presenza di accertati reati, solo prescritti, dietro determinate operazioni possono celarsi errori madornali che nessuna “oculata” pianificazione riesce a nascondere.

  2. stanjslava@virgilio.it
    ottobre 10, 2022 alle 2:03 PM

    In ogni regione d Italia è cosi, parlano tutti , associazioni, scienziati, politici ma nessuno fa nulla. Si dovrebbe presentare una legge popolare per obbligare l installazione di pannelli solari sulle scuole,università,fabbriche,centri commerciali eccetera eccetera,queste enormi superfici risolverebbero il problema energetico e poi trovare una soluzione per bloccare il taglio degli alberi,ma come siamo in emergenza climatica e la tutela degli alberi è essenziale contro l’inquinamento atmosferico, la salvaguardia del territorio e poi si permette alle ditte di biomassa ogni scempio……possibile che non c è modo di cambiare ciò che è sbagliato…. >

  3. Eugenio
    ottobre 10, 2022 alle 6:38 PM

    Purtroppo ho l’impressione, dal numero di TIR e trattori carichi di legna in circolazione, che qualcosa di simile stia avvenendo anche sul crinale emiliano dell’Appennino, in zone dentro e fuori la “protezione” del Parco. Non si vede un carabiniere “forestale” per qualche controllo, nemmeno a pagarlo, nel Comune di Ventasso e Villa Minozzo. Sembra come con la caccia: si lascia il controllo ai boscaioli che operano per conto di ditte private o dei Consorzi “volontari” voluti dalla Regione ER per “valorizzare” il patrimonio boschivo. Questa primavera vedremo dei bei “buchi” nei boschi appenninici, e poi cominceranno le frane e i dissesti, e le solite polemiche tardive. Ma sarà tardi.

    • ottobre 10, 2022 alle 10:03 PM

      se ha informazioni precise e fotografie, spedisca tutto a grigsardegna5@gmail.com e vediamo che cosa si può fare.
      Buona serata.

      Stefano Deliperi

      • EUGENIO
        ottobre 11, 2022 alle 11:41 am

        Grazie per la risposta. Proverò a cercare altre informazioni più concrete, per vedere se è possibile documentare tagli illegali.
        Cordiali saluti.

  4. Silvio Serpi
    novembre 1, 2022 alle 7:35 PM

    In Sardegna sono stati presentati diversi progetti che prevedono la realizzazione di impianti solari termodinamici “ibridi”, finora bloccati attraverso delibere dei comuni interessati (qualche comune è stato colpevolmente accondiscendente), oltre che da ricorsi e manifestazioni pubbliche organizzate da Comitati costituitisi spontaneamente. Con il termine di impianto “termodinamico ibrido” si vorrebbe intendere un solare termodinamico per il quale nelle ore notturne e/o nelle giornate fredde, i sali fusi circolanti nell’impianto dovrebbero essere mantenuti ben oltre le temperature di solidificazione attraverso la combustione del legname (nel progetto da me esaminato si parla di legname proveniente dalla Toscana).
    I progetti sono tutti uguali, fatti in serie, con indicazioni “farlocche” riguardo la sicurezza, il consumo di legname (sottodimensionato di oltre il 90%) e il conseguente inquinamento. Gli incentivi avrebbero senso se, come recitano le norme di settore, venissero avviati alla combustione gli scarti delle lavorazioni agricole o il legname ricavato da terre “marginali” per l’agricoltura (fatte salve tutte le prescrizioni riguardanti gli aspetti di tutela paesaggistica, come anche la salvaguardia del territorio contro i rischi di erosione dei pendii, di frane, di inondazione derivante dalla spogliazione arborea e arbustiva con conseguente riduzione dei tempi di corrivazione).
    In realtà, mentre si stavano presentando i progetti, contemporaneamente “oscuri mediatori” battevano il territorio cercando terreni altamente produttivi (come ad esempio le risaie) per impiantarvi alberature da trasformare in combustibili per i suddetti impianti.
    Bisogna vigilare, ma purtroppo gli speculatori hanno molto spesso sponde politiche di altissimo livello, che negli anni, con il pretesto di semplificare le normative di settore, stanno riducendo sempre più gli spazi di confronto e le possibilità di ricorrere contro speculazioni scellerate ed i conseguenti “scempi ambientali”.

  1. novembre 18, 2022 alle 3:37 PM

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: