Ma che vuol fare la Giunta Solinas sugli usi civici?


Cuglieri, Cascata di Capo Nieddu

Nei giorni scorsi l’Assessore Quirico Sanna i due Direttori generali dell’Assessorato dell’urbanistica hanno assicurato al Sindaco di Oristano Andrea Lutzu il “sostegno forte e deciso” della Regione autonoma della Sardegna agli “oltre 160 i Comuni della Sardegna interessati dall’annoso problema degli usi civici, di cui la città di Oristano con le frazioni di Torregrande, Nuraxinieddu, Massama e Silì rappresenta il caso più urgente da risolvere”.

Quindi, “la massima disponibilità … si concretizzerà a breve in un tavolo tecnico e, sempre a breve, con una serie di azioni volte a tutelare l’interesse delle Comunità coinvolte. La Regione rappresenterà infatti l’esigenza dei Comuni ai parlamentari sardi e ai due rappresentanti sardi del Governo Calvisi e Todde”.

L’annuncio segue di pochi giorni l’altro ennesimo annuncio di nuovo accertamento del demanio civico di Orosei perorato dall’ex sindaco e consigliere regionale di lunga data Franco Mula.

Gheppio (Falco tinnunculus)

I consueti riti regionali del tavolo tecnico, magari anche con le sedie tecniche, e dell’incontro con l’assessore competente sono rispettati: la liturgia regionale autonomistica è salva, ma non è stato fatto un passo in avanti.  

Come noto, i terreni a uso civico e i demani civici (leggi n. 168/2017, n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.) costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le Collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale (valore riconosciuto sistematicamente in giurisprudenza)[1].

I diritti di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017 e 2, 9, 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.): “intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso” (art. 2 legge regionale n. 12/1994). I demani civici sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).  Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i., 3 della legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.).

Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis

Al termine delle operazioni di accertamento dei demani civici, in via di conclusione da parte dall’Agenzia Argea Sardegna, (delegata in materia dalla Regione), molto probabilmente più di un sesto dell’Isola risulterà a uso civico, complessivamente 4-500 mila ettari.

Boschi, pascoli, coste, terreni agricoli, zone umide, un grandissimo patrimonio collettivo di rilevante interesse ambientale.

La presenza di terre collettive è stata finora accertata in 333 Comuni della Sardegna su 377, ben l’88,33% (dati al 30 giugno 2019).

Per capirci, in quasi il 90% dei Comuni sardi sono, quindi, presenti terreni a uso civico, raccolti in rispettivi demani civici.

Un bel pezzo di ambiente e identità della Sardegna.

Orosei, veduta aerea della costa di Cala Liberotto (da Sardegna Geoportale)

Nei mesi scorsi (giugno 2019) c’è stata l’ennesima richiesta proveniente dall’Amministrazione comunale di Orosei di intervento regionale per eliminare il problema degli usi civici, terminologia cara anche all’Amministrazione regionale sarda, tanto attenta all’identità isolana da qualificarla un problema..

Nel caso di specie, si chiede esplicitamente l’adozione di un atto di annullamento in via di autotutela della determinazione n. 30498/949 del 20 dicembre 2011 del Direttore del Servizio Territorio rurale, ambiente e infrastrutture dell’Assessorato regionale Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale che, con ampia istruttoria e motivazione, ha accertato il demanio civico di Orosei.

A parte il fatto che non paiono delinearsi quei “sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell’adozione del provvedimento o … di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario” che possano sostanziare un simile provvedimento (art. 21 quinques della legge n. 241/1990 e s.m.i.), la situazione meriterebbe ben altra soluzione, salvaguardando il patrimonio della collettività locale (titolare dei diritti di uso civico), tutelando gli interessi di salvaguardia ambientale costituzionalmente garantiti e venendo finalmente incontro alle legittime aspettative di tanti privati.

San Vero Milis – Narbolia, pineta costiera di Is Arenas

Infatti, da anni è ben nota la vicenda: sulla costa di Orosei centinaia di ettari di terreni a uso civico, appartenenti al locale demanio civico di cui sono titolari esclusivi tutti i cittadini residenti nel centro della costa orientale sarda, sono stati venduti illegittimamente dal Comune nel corso del tempo.

Sono sorti complessi turistico-edilizi e “seconde case”, spesso gli attuali acquirenti ignorano le vicende degli anni passati.

Le Amministrazioni comunali e il Consiglio regionale hanno tentato le soluzioni più fantasiose, contraddittorie e illegittime, venendo sempre fermati da Corte costituzionale (sentenze nn. 210/2014 e 103/2017) e azioni ecologiste, sprecando soldi e tempo, esasperando poi tanti incolpevoli cittadini.

Oristano, pineta litoranea di Torregrande

Tuttora è pendente il procedimento n. 1/2012 davanti al Commissario per gli usi civici, nel quale venne realmente rilevato “un concreto e reale conflitto di interessi tra il comune ricorrente e gli utilizzatori residenti nel comune di Orosei”, in quanto l’Amministrazione comunale “contesta la qualità demaniale del suolo e, comunque, l’esistenza degli usi civici” (ordinanza commissariale del 28 settembre 2012).

Ignorata finora la soluzione più semplice e rispettosa di leggi e buon senso: trasferire i diritti di uso civico dai terreni irrimediabilmente compromessi a boschi e coste di proprietà comunale.   A iniziare da Bidderosa, per esempio.

Il trasferimento potrebbe esser deciso in via giurisdizionale proprio davanti al Commissario, mediante quelle soluzioni conciliative proprie del procedimento (art. 29 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), mentre, oggettivamente, la recente sentenza Corte cost. n. 178/2018 ha decisamente complicato le procedure amministrative in materia, già disciplinate dall’art. 18 ter della legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.

Gli artt. 37-39 della legge regionale Sardegna n. 11/2017 ora dichiarati illegittimi avevano il pregio – caso unico in Italia – di legare qualsiasi eventuale ipotesi di sdemanializzazione di terreni a uso civico irreversibilmente trasformati (seppure illegittimamente) a trasferimenti del diritto di uso civico su altri terreni pubblici di pregevole interesse ambientale (es. coste, boschi, zone umide, ecc.) e sempre previa vincolante procedura di copianificazione Stato – Regione.[2]

Carloforte, faro di Capo Sandalo

Dopo decenni di gravissima ignavia dello Stato e di gran parte delle Regioni (Regione autonoma della Sardegna compresa) costituiva un importante passo verso la salvaguardia e la gestione del grande patrimonio delle terre collettive (oltre 5 milioni di ettari in tutta Italia, 4-500 mila ettari nella sola Sardegna).

Ora la Corte costituzionale ha riportato un clima di grande incertezza senza indicare una strada giuridicamente corretta di agevole percorrenza.

Infatti, si deve ricordare che l’art. 38 della legge regionale n. 11/2017, ora dichiarato illegittimo, aveva sostituito integralmente l’art. 18 ter della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i. concernente il trasferimento dei diritti di uso civico e non è pacifica – in conseguenza della sentenza Corte cost. n. 178/2918 – la reviviscenza della norma che continuerebbe a consentire il trasferimento dei diritti di uso civico in altri terreni di proprietà pubblica in casi di irreversibile perdita delle caratteristiche morfologiche o ai fini di accorpamenti o, comunque, di migliore fruizione collettiva e tutela ambientale.

La giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n. 218/2015, Corte cost. n. 13/2012, Corte cost. n. 107/1974) non indica un generale e automatico effetto di reviviscenza di norme abrogate in caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale.

Portoscuso, Capo Altano – Guroneddu

In proposito, poi, gli istituti della permuta dei terreni e del trasferimento dei diritti d’uso civico, previsti da varie normative regionali, non sono esplicitamente previsti dalla normativa nazionale (legge n. 168/2017, legge n. 1766/1927, regio decreto n. 332/1928), ma sembrerebbero comunque applicabile in base al favor della legge n. 1766/1927 e s.m.i. per le soluzioni conciliative (art. 29).

I nodi critici evidenziati costituiscono elementi di fondamentale rilievo per una corretta gestione delle terre collettive finalizzata al migliore risultato sotto il profilo della salvaguardia ambientale e della effettiva fruizione dei diritti di uso civico, criticità ben rappresentate anche in sede di Conferenza delle Regioni e Province autonome dove, recentemente (nota prot. n. 18/161/CR12bis/C1 del 13 dicembre 2018 “Problematiche applicative della legge 168/2017 Art. 3, comma 7 in materia di Domini Collettivi”), è stato affermato che “partendo dalla considerazione che la competenza regionale deve essere intesa esclusivamente come legittimazione a promuovere i procedimenti finalizzati alle ipotesi di sclassificazione di cui alla legge 1766/1927 (legittimazione, alienazione e mutamento di destinazione) (sentenza n. 178/2018), ci si interroga sull’ammissibilità di alcuni istituti previsti dalle Leggi regionali, quali la permuta o il trasferimento di usi civici su altri terreni di proprietà del comune”.

Sarebbe, pertanto, opportuna un’iniziativa legislativa promossa dalla Regione autonoma della Sardegna in coordinamento con le altre Regioni e Province autonome per un’integrazione della legge n. 168/2017 che contemplasse le procedure relative a permute e trasferimenti dei diritti di uso civico.

Situazioni analoghe a quella di Orosei e di Oristano sono presenti in Sardegna (e alcune sono state positivamente risolte proprio con il trasferimento dei diritti di uso civico, come a Macomer) come nel resto d’Italia (es. a Civitavecchia interi quartieri sono risultati edificati illegittimamente in aree a uso civico).

Desulo, Gennargentu, foresta di Girgini

Non solo, vi sono esempi positivi, validi per l’intero Bel Paese, che avrebbero vita difficile alla luce della sentenza Corte cost. n. 178/2018: per esempio, il Comune di Desulo ha deciso, con la deliberazione consiliare n. 33 del 29 novembre 2018, adottata all’unanimità, segno della forte condivisione della proposta,di chiedere all’Agenzia Argea Sardegna il trasferimento dei diritti di uso civico (art. 18 ter della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i. e s.m.i.) da poco più di 11 ettari di vari terreni non contigui a più di 1.577 ettari di boschi e pascoli del Gennargentu, per“ … incrementare il proprio patrimonio civico e tutelare sotto il profilo ambientale una vasta area boschiva. In particolare l’apposizione del diritto d’uso civico garantirà, alle generazioni future, l’inalienabilità, l’inusucapibilità e l’imprescrittibilità dei terreni sui quali si trasferirà il diritto”.

Nei mesi scorsi c’è stato anche un vero e proprio risultato storico per la difesa delle terre collettive in Sardegna determinato dal primo recupero al demanio civico (addirittura in via bonaria) di quasi 48 ettari di terreni occupati illegittimamente da Privati a Carloforte.

Risultato questo non certo dovuto all’attività regionale in proposito, finora completamente assente nonostante l’obbligo di recupero dei terreni illegittimamente occupati stabilito dall’art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – che conduce strenuamente da anni una vera e propria campagna permanente per la difesa delle terre collettive – ritiene che riti stantii e soluzioni pasticciate non debbano più essere presenti nella materia dei diritti di uso civico e conferma la propria disponibilità a ogni forma di collaborazione finalizzata alla tutela dei demani civici e dei relativi diritti delle collettività locali.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


[1] vds. sentenze Corte cost. nn. 345/1997, 46/1995, 210/2014, 103/2017, 178/2018 e ordinanze Corte cost. nn. 71/1999, 316/1998, 158/1998, 133/1993.  Vds.. anche Cass. civ., SS.UU., 12 dicembre 1995, n. 12719; Cass. pen., Sez. III, 29 maggio 1992, n. 6537.

[2] in passato la Corte costituzionale aveva ritenuto legittimi provvedimenti normativi regionali che consentivano procedure di sdemanializzazione di terreni a uso civico una volta oggetto di trasformazioni irreversibili senza alcuna contropartita (vds. Corte cost. n. 511/1991).

Carloforte, Stea

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

Usi civici: 160 Comuni interessati, Oristano il caso più urgente. La Regione avvia tavolo tecnico per risoluzione problematica.

“La Regione non poteva rimanere sorda davanti alla richiesta d’aiuto che arriva dai Comuni – spiega l’Assessore Sanna – Da oggi inizia una battaglia che porteremo avanti in tutte le sedi, di concerto con il Comune di Oristano e con tutti gli altri Comuni sardi di cui raccogliamo le istanze, per risolvere l’annoso problema degli usi civici che in Sardegna rappresentano un freno allo sviluppo.”

Cagliari, 17 settembre 2019 – Sono oltre 160 i Comuni della Sardegna interessati dall’annoso problema degli usi civici, di cui la città di Oristano con le frazioni di Torregrande, Nuraxinieddu, Massama e Silì rappresenta il caso più urgente da risolvere. È partito da qui l’incontro presso l’assessorato degli Enti locali a cui hanno partecipato, oltre all’assessore Quirico Sanna e al sindaco Andrea Lutzu anche i direttori generali Umberto Oppus e Maria Ersilia Lai, il capogruppo del Psd’Az in Consiglio comunale Danilo Atzeni e l’assessore comunale all’Urbanistica Gianfranco Sedda.

“La Regione non poteva rimanere sorda davanti alla richiesta d’aiuto che arriva dai Comuni – spiega l’Assessore Sanna – Da oggi inizia una battaglia che porteremo avanti in tutte le sedi, di concerto con il Comune di Oristano e con tutti gli altri Comuni sardi di cui raccogliamo le istanze, per risolvere l’annoso problema degli usi civici che in Sardegna rappresentano un freno allo sviluppo. Ho dato al sindaco – prosegue l’Assessore – la massima disponibilità di questo Assessorato, che si concretizzerà a breve in un tavolo tecnico e, sempre a breve, con una serie di azioni volte a tutelare l’interesse delle Comunità coinvolte. La Regione rappresenterà infatti l’esigenza dei Comuni ai parlamentari sardi e ai due rappresentanti sardi del Governo Calvisi e Todde”.

La Sardegna, considerata la molteplicità di Comuni interessati, rispetto al problema dei terreni gravati da usi civici rappresenta infatti un caso particolare. Una situazione di emergenza sulla quale, nel 2018, è intervenuta la Corte Costituzionale, che con sentenza ha di fatto trasmesso le competenze in materia dalle regioni allo Stato. Da quel momento anche chi aveva intrapreso azioni volte a sanare la situazione perseguendo gli interessi pubblici con politiche di sviluppo dei territori più adeguate alla modernità – è il caso del Comune di Oristano – ha accusato una battuta d’arresto. “Davanti a questa battuta d’arresto – spiega il sindaco Andrea Lutzu – oggi abbiamo un interlocutore attento, la Regione, che non solo ha deciso di ascoltare le istanze della città che rappresento ma che vuole concretamente avviare la stagione della svolta. È una giornata importante per la città di Oristano. Abbiamo fatto l’impossibile prima di chiedere il sostegno dell’assessore Sanna, adottando una delibera sul trasferimento dei terreni gravati da usi civici e convocando due conferenze di servizi e tavoli di lavoro nel tentativo di risolvere una situazione drammatica per Oristano. Oggi abbiamo un’arma in più, il sostegno forte e deciso della Regione, che ci aiuterà a portare avanti una battaglia sacrosanta, che porterà sviluppo alla nostra città”.

foresta mediterranea

(foto Geoportale Sardegna, J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. G.Maiuscolo
    settembre 20, 2019 alle 8:54 am

    (…) “I consueti riti regionali del tavolo tecnico, magari anche con le sedie tecniche”.
    🙂

    Sto pensando… se i “tavoli” sono davvero tecnici ( con all’o.d.g l’annoso problema degli usi civici) o se sono imbanditi dei più appetibili prodotti sardi…

    Ahahahahah…

  2. Salvatore vardeu
    settembre 20, 2019 alle 1:18 pm

    E’ di questi giorni, la problematica nata dalla richiesta di rinnovo della imposizione di un vincolo venatorio ( rinnovo ad una privata società sportiva ) di una ” Autogestita di caccia”. Su territori in parte per circa due terzi sottoposti ad uso civico… Ci auguriamo che la problematica venga risolta. Anche nel rispetto degli usi civici del territorio, e nelle esigenze dei cittadini cacciatori.

  3. settembre 20, 2019 alle 3:03 pm

    da Alghero Live, 19 settembre 2019
    GrIG: “Ma che vuol fare la Giunta Solinas sugli usi civici”? https://algherolive.it/2019/09/19/grig-ma-che-vuol-fare-la-giunta-solinas-sugli-usi-civici/

    ______________

    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2019
    LA RICHIESTA. Grig: sugli usi civici servono risposte.
    Gli ambientalisti sollecitano una posizione chiara alla giunta Solinas: http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/09/20/news/grig-sugli-usi-civici-servono-risposte-1.17884715

  4. Porico
    settembre 20, 2019 alle 7:32 pm

    Sono i tempi. I beni pubblici vengono sacrificati da una classe politica -(par di ricordare che anche gli amministratori uscenti avessero in mente di svendere la Sardegna)- per accontentare amici, clienti, parenti e sodali. Grazie al GRIG ,l’operazione già lanciata con la svendita di alcune aziende pregiate, si fermò. Speriamo che il miracolo si ripeta.

  5. Riccardo Pusceddu
    settembre 20, 2019 alle 10:00 pm

    Medaglia d’oro a Desulo e al GrIG per il suo impegno ed il buon senso giuridico dimostrato per la tutela dei terreni protetti dagli usi civici, un patrimonio di immenso valore da preservare per le generazioni future. E a Stefano Deliperi una statua commemorativa non gliela leva nessuno.

  6. G.Maiuscolo
    settembre 22, 2019 alle 9:08 am

    Dottore…statua commemorativa assicurata.
    Io mi recherò in pellegrinaggio a Desulo e mi inginocchierò davanti al suo monumento.
    Grazie comunque e …non scherzo ora.
    🙂
    PS: Porico, sono d’accordo con Lei su quel “par di ricordare che anche gli amministratori uscenti avessero in mente di svendere la Sardegna…”.
    Avessero…

  7. G.Maiuscolo
    settembre 22, 2019 alle 2:14 pm

    Chiedo cortesemente al Gruppo dei dottori: che simboli sono, scusate, quelli che si vedono… Io digito dal portatile, non ho questi simboli a disposizione; sembrano LUPI…Spiegate, gentilmente…
    Quelli precedenti indicano stupore, questi? Se sono lupi, viva il lupo!
    Grazie.

  8. G.Maiuscolo
    settembre 22, 2019 alle 3:13 pm

    Ess…sconvolti…
    Che avrò mai detto…

    Comunque…sembrano lupi, non attusu…
    Ahahahahahah…

    Grazie gentilissimi Dottori.

    PS. Il monumento ve lo meritate. Ironia, a parte.

  9. Presidente Consorzio Cala Liberotto
    settembre 23, 2019 alle 2:49 pm

    Leggo con ritardo, ma sempre con piacere, l’ineccepibile ricostruzione tecnico giuridica del Dott. Deliperi, al quale ho già più volte rivolto naturali sentimenti di stima e rispetto per ciò che fa.

    Da tempo, peraltro, non trova d’accordo nè me, nè le centinaia di proprietari di Cala Liberotto, dal lontano 2005 vittime totalmente innocenti di un provvedimento che ci condanna all’indisponibilità delle nostre case, e che ha condannato l’intera area ad un disastro economico senza precedenti : non solo non si può vendere, ma neanche ristrutturare, su circa 800 abitazioni. Tutti trattati alla stregua di qualunque abusivo.

    Concordo, in condizioni di incontrovertibile verità, il Comune avrebbe da tempo dovuto procedere al trasferimento verso l’unica area disponibile di pari valore ambientale, ossia l’oasi protetta di Biderrosa. Soluzione facile e intelligente, ovvio, mai adottata se non fosse perchè l’accusato, ossia il Comune, ha nel tempo prodotto altri documenti che attesterebbero l’inesistenza del gravame civico. Così come avevano fatto i primi ricorrenti, i proprietari degli alberghi, che nel 2011 videro riconosciute le proprie ragioni, quando la Regione Sardegna riconobbe di aver sbagliato…e per circa 600 ettari!, sul medesimo atto di accertamento!!.Bene, già quell’episodio denuncia che forse l’accertamento iniziale non fosse proprio inoppugnabile, e giustificherebbe in modo assoluto ciò che dal 2012 tutti noi stiamo semplicemente chiedendo, insieme al Comune di Orosei, e cioè che un qualificato gruppo di tecnici, di specchiata professionalità e neutralità, riguardi le vecchi carte e quelle sopravvenute, e si esprima a titolo definitivo. Noi, per primi, sapremo trarne le conclusioni, e attivare, in caso di conferma delle vecchie conclusioni, una milionaria azione di risarcimento. Semplice.
    Ed invece? Doveva essere il Commissario preposto alla liquidazione ad attivare questa pratica, e sappiamo invece che non solo non l’ha completata, ma dopo 7 anni di inutile presenza ha deciso di salutare tutti senza prendere alcuna posizione. Pur dinanzia ad esplicita richiesta da parte del principale accusato, il Comune di Orosei, di andare a sentenza.. Alla faccia nostra e della fiducia nella macchina giudiziaria.

    Ora è la stessa Regione a rendersi conto che forse troppe cose non tornano, e chiede semplicemente ai suoi funzionari, anche alla luce delle carte sopraggiunte, semplicemente di concludere in breve tempo una nuova operazione di accertamento. Attenzione, non l’annullamento senza motivi, ma un nuovo accertamento. Poi vedremo, ma che finalmente si faccia ! Dove sarebbe il problema se non nell’enorme rischio di immagine per l’emittente nell’ammettere, qualora i tecnici dovessero dare ragione a noi e al Comune, un così grave equivoco? Chi ne pagherebbe i danni? Ecco, è qui che casca l’asino, ed è questo il motivo per cui, da 14 anni, si è preferito lasciare 800 proprietari nell’attesa infinita dell’arrivo di Godot!

    • settembre 23, 2019 alle 3:34 pm

      Rispettabilissima posizione, ma un nuovo accertamento non può che prevedere una revoca del precedente sulla base di nuovi elementi che, allo stato, sono sconosciuti…
      Tutto qui.

      Stefano Deliperi

      P.S. è credibile un Ente locale che oggi dice (in sede giurisdizionale) che gli usi civici non esistono, mentre avant’ieri non ha fatto alcuna opposizione e ieri ha proposto un “suo” accertamento?

  10. Amico
    settembre 23, 2019 alle 7:25 pm

    Noto con piacere che il Presidente del Consorzio Cala Liberotto è bene informato su alcune cose, mentre invece risulta essere male informato su altre.
    Bene informato sul contenuto delle decisioni che la Regione Sardegna dovrà ancora prendere. Io non ho visto ancora nessun atto in cui si chiede ai funzionari regionali di fare un nuovo accertamento. Ma evidentemente le voci girano molto velocemente e taluno ha conoscenza in anticipo di quello che l’amministrazione vuole fare.
    Male informato su come sono andate le cose. nel 2011.Nessun proprietario di albergo vide riconosciute le proprie ragioni. La inviterei ad andarci piano con simili affermazioni. Vi fu, dopo l’accertamento del 2011 ed un ricorso in via gerarchica, il riconoscimento di un errore materiale, cosa buona e giusta da parte di una amminsitrazione pubblica, che portò all’emanazione della determinazione del 2012 (che inviterei a leggere) che non toglieva assolutamente 800 ettari.. La pregherei quindi di evitare di dire falsità in merito a quanto accaduto in quegli anni.
    Male informato sul fatto che il primo accertamento è del 2005, nessun Presidente di alcuna Consorzio all’epoca ebbe niente da dire forse sperando che gli usi civici continuassero a passare sotto silenzio, accertamento che fu annullato in auto tutela dalal stessa Regione. Non per sfizio, gusto di farlo o chissà quale altro motivo, ma solo ed esclusivamente in quanto fu reperito un provvedimento Commissariale, citato ampiamente nella determinazione del 2011, che doveva necessariamente essere preso in considerazione.
    Male informato anche sui nuovi elementi. Gli unici elementi esistenti allo stato sono quelli presentati in sede gurisdizionale e sulla base dei quali ad oggi nessun magistrato ha potuto affermare che il provvedimento di accertamento sia erroneo. Vorrei ricordarle che quel provvedimento si basa tutto sul principio dell’antico possesso. Principio in ragione del quale i discorsi propagandistici di politici locali valgono meno di zero. Principio che la più recente Giurisprudenza ha affermato essere tuttora in vigore e che comporta che sia chi contesta l’esistenza dell’uso civico ad avere l’onere della prova di dimostrare che gli immobili sono stati acquistati in piena e perfetta proprietà dall’Ente esponenziale. In questo caso il Comune. Ad oggi nessuno ha potuto dimostarre con atto scritto la piena e perfetta proprietà di tali immobili da parte del Comune prima dell’entrata in vigore della Legge nazionale sugli usi civici.
    Quanto al trasferimento non solo il Comune si è rifiutato di farlo al tempo dell’emanzione della determina del 2011, cosa che avrebbe ben potuto fare, ma si è anche rifiutato in sede Giurisdizionale. Adesso lo stesso Ente rinvigorito dalla nuova maggioranza in Consiglio regionale che vede tra le sue fila l’ex Sindaco, tenta la via tutta Italiana di risolvere le cose Politicamente. Forzare la mano all’amministrazione non sulla base di fatti ma sulla base di promesse. Be sarò strano io ma una persona che si lamenta del comportamento della magistratura ma è ben felice che gli atti ammkinistrativi vengano adottati, su impulso della politica per me dovrebbe chirire a se stesso se vuole vivere in un paese dove vige il principio di legalità o dove la politica può tutto. Altro fatto che mi lascia perplesso è il giudizio sul fatto che i nominandi tecnici di cui io non conosco i nomi siano già riconosciuti di specchiata professionalità quando non se ne conoscono appunto i nomi e le specifche qualifiche. Oppure la specchiata professionalità, deriva dall’essere individuati, cosa per me di dubbia legittimità in quanto gli atti gestionali dovrebbero essere di competenza dirigenziale, dalla politica e quindi come tali ad essa dovranno rispondere?.
    Mah vedremo.

    Dott. Deliperi si è dimenticato un passaggio. Dopo l’emanazione della determinazione del 2005 il Comune, che oggi nega l’esistenza degl usi civici fece due istanze di sclassificazione ad Argea. Cosa curiosa chiedere la sclassificazione se non si ammette l’esistenza del vincolo. Nel 2011 non solo non si oppose, ma in sede di contraddittorio, prima del’emanazione della nuova determinazione, indicò quali non passibili di essere assogettai da usi civici i soli mappali in cui erano state realizzati PEP. PP o opere pubbliche.
    Vedremo come andrà a finire.
    Saluti.

    • settembre 23, 2019 alle 7:32 pm

      concordo pienamente.

      Non ho dimenticato le istanze di sdemanializzazione (il termine “sclassificazione” è orrendo e ha ben poco di giuridico), ho solo voluto sintetizzare per rendere immediato il concetto.

      Buona serata.

      Stefano Deliperi

    • Presidente Consorzio Cala Liberotto
      settembre 24, 2019 alle 12:40 pm

      Senza alcun problema posso riconoscere, come già fatto altre volte, alcune improprietà, magari anche rilevanti se fossimo in altro contesto, non credo qui. Non posso certo competere con lo scrivente “amico” (quasi) anonimo, che mostra una profonda conoscenza della materia e dell’intero iter giurisdizionale degno dei massimi esponenti che, su questa materia, per lunghi anni si sono inutilmente cimentati sul tema.

      Io preferisco concentrarmi sulla sostanza e sull’obiettivo finale. La Regione Sardegna, attraverso il Direttore del Servizio Rurale ecc ecc, con det. 30498/949 del 20/12/2011 ha formalmente accertato gli immobili gravati da uso civico presso il Comune di Orosei, previo annullamento, in via di autotutela, della precedente determinazione n.214 del 23/5/2005, che pure aveva preceduto – ai sensi dell’art. 5 L.R. 12/1994, ad analogo accertamento. Ciò a seguito di nuove ricerche presso gli uffici del Commissario Regionale ove era stata rinvenuta un’importante sentenza, registrata in Cagliari il 20/4/1932 che di fatto escludeva dal gravame civico buona parte dell’area individuata con il primo accertamento. Quindi, nella mia disinformazione, due atti, uno del 2005 ed uno del 2011. Le assicuro, li conosco già e li ho più volte letti.

      E quindi : posso confermarle con assoluta tranquillità che l’area che chi frequenta da sempre e conosce Cala Liberotto identifica come “quella degli alberghi” (inutile spiegarle perché) venne definitivamente sgravata, dopo che per 6 anni aveva vissuto in condizione opposta. Felice per i proprietari di quell’area, verso i quali ho solo da riconoscere un’indubbia capacità imprenditoriale. Poco mi importa chi suscitò le ulteriori ricerche, qualcuno senz’altro e non i proprietari delle abitazioni, che mai sono stati formalmente informati del gravame civico, neanche dopo il 2011, fatto sta che l’ente pubblico, stante un’imperdonabile (a mio parere, per un provvedimento così importante) incompletezza di informazioni, ha potuto emettere un atto così vincolante, salvo poi riconoscere l’errore. Mi dica lei, così ben informato, a quanti ettari corrispondeva l’area in oggetto, così risulterà felice di aver messo il puntino sulla “i”.
      Mi viene da aggiungere che in un contesto privato, un tecnico responsabile di svista anche lontanamente paragonabile a quella, non avrebbe neanche avuto il tempo di raccogliere i propri effetti personali prima di saltare la porta a gambe all’insù. Altro che encomio e merito alla PA! Ma sono altri mondi, capisco, molto lontani dalle prassi in cui lei probabilmente vive. Forse può ora capire meglio cosa intendo per “specchiata professionalità”?

      Vogliamo riconoscere o no, che dopo questo “lieve” incidente di percorso, possa risultare lecita la richiesta di analisi di tutte le altre carte, anche antecedenti la sentenza commissariale del 1932, prodotte da studi legali, storici, e dai residenti che liberamente, dopo il 2011, hanno a loro volta approfondito la materia? E il dubbio che anche la seconda determinazione, a sua volta già parzialmente rettificata, possa contenere altre importanti imprecisioni?
      Sono quelli gli atti che dimostrerebbero, eventualmente, il contrario. Da discutere se chi di dovere “possa” o “voglia effettivamente” guardarli. Io li ho visti, sarò un privilegiato? Magari da raffinare, ma ricchi di contenuti. La storia recente racconta inequivocabilmente che il Commissario preposto ha avuto 7 anni e 3 CTU a disposizione per farlo, senza mai pronunciarsi formalmente. Devo credere che non li abbia mai avuti sotto mano? E i ricorsi degli studi legali, che raccoglievano gran parte di questo materiale? Neanche quelli? Così l’ente regionale, che per altra via avrebbe potuto esaminare i documenti e farsi carico di un eventuale correzione, non lo ha mai fatto. Eppure era il 2013 quando l’allora assessore, in mia presenza, a voce alta presso i suoi uffici, presente l’allora sindaco di Orosei, che consegnava materialmente parte di quei documenti, chiese ai funzionari che si costituisse un gruppo di lavoro per fare rapida e definitiva chiarezza. Siamo a fine 2019. Era già allora interferenza del politico di turno ? Ben venga! 10, 100, 1000 volte, credo faccia semplicemente il suo lavoro.

      E così trovo lo spazio per esprimere solo due parole rispetto alle sue gratuite illazioni relative al chiarimento che dovrei fare a me stesso circa il tipo di Paese in cui vorrei vivere. Non ho bisogno né del suo caloroso invito, né di chiarirmi alcunchè : semplicemente un Paese in cui la giustizia faccia il suo corso senza interferenze interne e in tempi ragionevoli (credo non spetti a me aggiungere niente su questo tema, soprattutto dopo le più recenti vicende) e la politica svolga il suo ruolo attraverso curricula e personaggi diversi da quelli che ho visto negli ultimi venti anni. Sufficiente ?

      Non nutro alcuna particolare stima né verso gli attuali né verso i precedenti amministratori del Comune di Orosei, ai quali l’iniziativa che ho fondato proprio nel 2011 si è rivolta per anni proponendo solo interventi di buon senso volti alla semplice salvaguardia della località, nient’altro, senza raccogliere mai niente. Sono stati dei pasticcioni, talvolta anche riconoscendo implicitamente l’esistenza del gravame civico attraverso atti pubblici, e rifiutando le condizioni di trasferimento loro proposte , che da sempre, anche su questo spazio,ho auspicato come soluzione più naturale e intelligente possibile. Ma la linea dominante e coerente dei più è stata quella di un rifiuto costante dei termini dell’accertamento 2011. Io e gli 800 proprietari di case a Cala Liberotto abbiamo semplicemente l’ambizione, dopo 14 anni (!!!) di vedere riconosciuta una verità vera, qualunque essa sia, in tempi brevi, indipendentemente da una definitiva condanna del Comune, rispetto alla quale, dal giorno dopo, sapremo come ricorrere. Ecco perché non possiamo che sostenere l’iniziativa di chi, oggi, semplicemente, formula la stessa richiesta che noi stessi portammo in Assessorato 6 anni fa, quella di una semplice rilettura dei documenti sopravvenuti, e per via amministrativa! Ho sinora solo letto pubbliche dichiarazioni in merito (mi auguro anche lei), ora attendo gli atti formali, e ho pochi dubbi sul fatto che potranno arrivare presto, alla faccia di chi continua a cavillare, ad allungare il brodo, a cercare tutto tranne che l’unica soluzione che ha in testa ma che, lo si voglia o no, non è affatto l’unica. Perché nella via giurisdizionale, alla quale mi sono rimesso come tutti noi, e nella quale ho ciecamente creduto per 7 lunghi anni, non riesco proprio a credere più.

  11. Presidente Consorzio Cala Liberotto
    settembre 23, 2019 alle 7:53 pm

    Mi scuso per eventuali improprietà tecniche di linguaggio, ma è proprio sui contenuti del suo post scriptum che da tempo, a mio parere, si gioca questa partita. Avant’ieri l’Ente locale ha commissionato un accertamento, per 1600 ettari, che dopo alcuni anni lo stesso ente ha riconosciuto come errato per oltre 1/3, dietro ricorso di alcuni proprietari di grandi strutture (diciamo…ieri? anche se sono passati 7 anni!). Obiettivamente, noi dormivamo, anche perchè nessuno (anche questo pare impossibile) ci ha mai formalmente informato del vincolo sulle nostre proprietà. Ieri, cioè a partire dal 2012, più volte ed anche alla presenza del sottoscritto, allo stesso Ente è stato chiesto di ri-esaminare le carte, alla luce di interessanti osservazioni scaturite da nuove ricerche storiche, prodotte da privati, e presentate dal Comune di Orosei. Nè l’Ente, nè il Commissario preposto, l’hanno mai fatto. Oggi, finalmente, l’uno e l’altro (anche il nuovo Commissario pare si stia attivando, proprio in questi giorni) sembrano finalmente propensi a far esprimere un neutro parere tecnico su un atto che, può capitare, è nato sbagliato, portando le conseguenze che conosciamo. Si dovesse mai accertare che è così, la credibilità dell’ente sarebbe scalfita? Il mio personale parere è naturalmente si, e parecchio. Mi auguro che rispetto a questo rischio, uno dei principali motivi del lungo empasse, prevalgano la serietà degli attori interessati e il rispetto di una moltitudine di proprietari onesti

    • settembre 23, 2019 alle 10:25 pm

      potrei sapere per quali motivi afferma che l’accertamento del demanio civico di Orosei sarebbe “nato sbagliato”?
      Solo perchè lo afferma Tizio o Caio? Quali sarebbero le motivazioni sul piano giuridico?

      Stefano Deliperi

      • Presidente Consorzio Cala Liberotto
        settembre 23, 2019 alle 11:07 pm

        Dott. Deliperi, anche la mia è un’ipotesi, la cui origine deriva però da pagine e pagine di documenti, alcuni magari formalmente discutibili, anche poco leggibili, ma pieni di contenuti oggettivi, che prima uno storico di Orosei, poi alcuni residenti locali che per due anni hanno frequentato gli archivi storici, poi un avvocato della zona, ed altri, hanno prodotto nel periodo successivo al 2012, e messo a disposizione degli amministratori, dei giudici, e dei politici. Con la richiesta che fossero semplicemente letti, e magari semplicemente smentiti. Se fosse vero ciò che quei documenti riportano, l’uso civico sulla gran parte dell’area di Cala Liberotto costituirebbe un gigantesco abbaglio. Cioè uno sbaglio. Fatto sta che io e lei possiamo anche leggerli, per farci un’idea, rispettabile ma fine a se stessa. Forse è arrivata l’ora che siano finalmente altri, più titolati di noi a decidere sulla questione, a farlo.

      • settembre 23, 2019 alle 11:19 pm

        il giudice precostituito per legge è il Commissario per gli usi civici, non l’assessore regionale di turno…

        Mi sfugge davvero perchè non abbiate avviato un’azione per il risarcimento del danno avverso il vostro dante causa.

        Buona serata.

        Stefano Deliperi

  12. amico
    settembre 23, 2019 alle 8:18 pm

    Non avevo dubbi sul fatto che Lei ricordasse. Era la scusa per fare ricordare a tutti.

  13. amico
    settembre 24, 2019 alle 9:18 am

    Allora. Invece di girare intorno alle cose e parlare di documenti esistenti inesistenti ecc,. documenti che a mio parerer andrebbero comunque esaminati senza fare ricorso alla spinta del politico di turno, la sostanza in soldoni per me è questa.
    Tutte le lotizzazioni coinvolte nell’accertamento sono state fatte su terreni intestati catastalmente al comune. Questo è un dato incontrovertibile.
    Le circolari Ministeriali dell’epoca, ancora seguite dalla Guirisprudenza di legittimità e di merito, affermano che l’immobile debba essere ritenuto gravato da uso civico quando il Comune, benchè intestatario Catastale, non ne possa dimostrare il titolo d’acquisto della proprietà. Non riesco a inserire il file PDF della circolare ministeriale 8761 del 1934 con la quale il Ministro esortava i Commissari della Sardegna a compere la liquidazione tenuto conto di tale basilare principio. Lo faceva perchè ci si era resi conto che, appunto detto principio non ven9va applicato in manoera esatta.
    Quindi o il Comune dimostra con atti scritti, questo richiede la circolare, che i terreni sui quali ha assentito le lotizzazioni erano di sua esclusiva proprietà in ragione di un titolo particolare d’acquisto o detti immobili benchè venduti sono da ritenersi usi civici ( non da ultimo ma per la chiarezza espositiva Cassazione 19792 del 2011).
    Il resto sono soluzioni raffazzonate, soggette ad imlpugnativa da parte di chiunque che invece di risolvere aggravano.
    Allo stato mi pare che la soluzione sia il solo traferimento in sede giudiziale. Non capisco l’avversità a tale operazione sopratutto su una zona già vincolata, ma questi sono i misteri della politica.
    P.S Per il presidente del Consorzio. L’accertamento del 2005 è stato pubblicato sul BURAS. Nell’albo pretorio del Comune di Orosei e dopo di esso il Comune con due deliberazioni del Consiglio Comunale ha chiesto la sclassificazione. Qundi era a conoscenza di tutti.
    Altra precisazione. L’avere corretto l’accertamento del 2005 è motivo di vanto per chi opera in scienza e coscienza e dimostra non l’erroneità di quello del 2011 ma semplicemente la volontà della PA procedente di fare le cose per bene. Troppo semplice dire oggi era sbagliato quello precedente è sbagliato l’attuale oppure supporre che perchè si è ritenuto di agire in autotutela questo debba essere visto come una ammissione di erroneità di un atto. Chiariamoci davanti a documenti nuovi la PA deve agire? Se si bene a fatto nel 20111 a fronte di un provvedimento Commissariale non conosciuto nel 2005. Bene farebbe a farlo oggi davanti ad elementi nuovi. Ma mai e poi mai sotto il ricatto della politica che è l’arma che si sta usando adesso.

  14. Felice Corda
    settembre 24, 2019 alle 5:57 pm

    Caro Amico, ti scrivo… per riaffermare definitivamente alcune cose. Dal punto di vista giuridico, sostanziale e anche formale, posso garantirle che, in merito al contenzioso di cui si discute ormai da 14 anni, la penso esattamente come Lei. Da anni, sostengo che l’oggetto della discussione degli usi civici a Calaliberotto o in qualsiasi parte della Sardegna, non è sostenere che “c’erano o non c’erano gli usi civici”, ma dimostrare, come,Lei sostiene, con atti pubblici alla mano, non con intestazioni nelle carte catastali, l’origine e la provenienza della proprietà comunale per cui, negli anni 60, il comune ha ceduto quelle aree. Dimostrare, come parrebbe dimostrato con atti pubblici alla mano, che tutta la superficie di Biderosa e gli altri 1200 ettari di proprietà comunale, sono legittimamente intestati al comune, facendo parte del c.d. Patrimonio “disponibile”. Non vi sono dubbi, però, che nel 2011, anche allora, al di là di ciò che Lei possa pensare, per poter effettuare “nuove ed ulteriori ricerche presso il Commissario regionale per gli usi civici”, ci fu la manina, se non la spinta politica della componente di centro dx della Regione, allora guidata dall’On.le Capellacci. Buon pro, giusto così, ma gran parte di quelle superfici, che appartenevano, legittimamente, riguardavano alcuni noti componenti locali del centro dx. Questo, perché mai, senza alcuna “spinta” politica, oggi come allora, un dirigente regionale, mai e poi mai, si permetterebbe di porre in dubbio un suo provvedimento amministrativo, senza alcun ricorso gerarchico, di andare ad annullare in “autotutela” una sua precedente “determinazione”. Quello che fa specie e desta gravi dubbi in tutta questa storia è che l’amministrazione regionale effettui tali accertamenti sempre con lo stesso tecnico professionista esterno ai ruoli dell’Assessorato. Cioè, il professionista esterno che affianca (si fa per dire) “la competente struttura assessoriale nelle problematiche di natura tecnica inerenti l’accertamento formale delle terre civiche ricadenti nel Comune di Oresei”. Riepilogando: il professionista esterno, fa il primo accertamento che ha prodotto la determinazione n. 214 del 23.02.2005, lo stesso professionista fa il secondo accertamento che ha prodotto la determinazione n. 304988/949 di “annullamento in autotutela della precedente. E, Lei, caro amico o amica, mi vorrebbe far credere che si trattasse “di un mero errore materiale”, e che fosse “cosa buona e giusta”, da parte dell’amministrazione, fare tutto ciò senza l’intervento e/o la pressione politica di allora? Se poi, è lo stesso tecnico, che su incarico del Comune di Orosei, rifà la relazione tecnico/descrittiva delpiano di accertamento degli usi civici di Orosei, siamo veramente alle comiche, per non dire allo scandalo amministrativo. Tutto questo dimostra che, nell’Assessorato competente, non esistendo dirigenti in grado di fare, all’interno, queste delicatissime e rognose ricerche per cui è necessario rivolgersi all’esterno, sempre allo stesso tecnico, che conosce perfettamente il detto che la “giustizia è come la pelle dello scroto che si può tirare da tutte le parti”. Ma tant’è. Se a tutto ciò, si aggiunge il comportamento del Commissario agli usi civici che dopo 7 anni di contenzioso ha preferito rassegnare le dimissioni, sono perfettamente comprensibili le lamentele del Presidente del consorzio che assieme ad oltre 800 cittadini, compreso il sottoscritto, attende una soluzione qualsiasi per risolvere un vergognoso accanimento giudiziario, senza fine, di cui loro sono incolpevoli vittime. E’ evidente che lo stesso magistrato, la Dr.ssa Ornano, ha dovuto abbandonare il campo perché accusato, da un incompetentissimo avvocato, di un “conflitto di interessi” con il Grig. Queste gravi accuse è umanamente comprensibile che queste gravissime accuse, in fase di giudizio finale, abbiano costretto la Dr.ssa Ornano ad astenersi dal prendere una decisione a favore o contro l’Amministrazione comunale di Orosei e, di riflesso, a favore o contro gli ottocento lottisti di Orosei. È altresì evidente che a 800 cittadini, vittime dei pasticci amministrativi del Comune e/o della Regione, davanti al perdurare del comportamento del Comune di Orosei, che non vuol raggiungere un accordo per il trasferimento in sede giudiziale di pari superficie a Bidderosa, non rimane altro che attendere una sentenza definitiva del nuovo Commissario, considerato che le riunioni tecnico politiche non porteranno mai a niente, salvo che non ci rivolga, per la quarta volta, allo stesso tecnico esterno, che certifichi una volta per tutte, che nei censimenti precedenti ha rilevato una marea di cazzate e per tale motivo è necessario, in autotutela, annullare anche l’atto del 2011.

    • Presidente Consorzio Cala Liberotto
      settembre 24, 2019 alle 6:38 pm

      Chapeau!

  15. amico
    settembre 24, 2019 alle 7:56 pm

    Gentile Felice Corda,
    Solo alcune precisazioni. Il primo accertamento, quello del 2005, è stato effettuato a seguito di una relazione tecnica predisposta da una Società vincitrice di una gara d’appalto. I nomi sono facilmente individuabili dall’esame degli atti.
    Il Dirigente che firmò quella determinazione di accertamento era uno diverso rispetto a quello che ha firmato la determinazione del 2011. Se quest’ultimo abbia subito pressioni dalla politica a me non è dato saperlo. Se quelle pressioni hanno determinato il riprendere in mano la situazione e modificare un errore, ben venga. Io so che ho parlato di errore materiale per la determinazione del 2012 che ha modificato quella del 2011. Per quanto attiene la determinazione del 2005 ho detto esplicitamente che è stato rinvenuto presso il Commissario degli usi civici il documento più volte menzionato nella citata determinazione del 2011. Cosa ben diversa di un errore materiale. Ma ritrovamento di un nuovo documento del 1942, non di ieri, e necessità di prenderlo in considerazione,
    Forse le sarà sfuggito che ho già scritto più volte che è doveroso da parte di una PA rimediare ai propri errori. Ieri come oggi.
    Quanto al tecnico esterno cui lei fa riferimento le posso assicurare che ad oggi nessun accertamento da lui eseguito è mai stato annullato in sede giurisdizionale. I ricorsi per i circa 250/300 accertamenti effettuati dalla Regione Sardegna si possono contare sulle dita di una mano. Questo è un dato incontrovertibile e che dimostra in ogni caso che siamo nell’ordine di una normale contestazione che può coinvolgere qualsiasi attività di tale portata. I suoi giudizi sul tecnico nominato anche dal Comune di Orosei per fare il trasferimento sono appunto suoi e come tali rimangono, Forse sono, a mio modesto avviso un po ingenerosi o perlomeno esagerati nell’ambito di un discorso che si svolge in pubblico. Io cercherei di moderare i toni quanto ai giudizi sulle singole persone. Ne esce fuori un ginepraio inutile e poco edificante. Che poi la PA non sia attrezzata per svolgere simili lavori di natura tecnica è un dato di fatto. Non a caso anche i 230 accertamenti rimanenti sono stati affidati all’esterno a un Società considerato l’enorme mole di attività che nessuna PA è in grado di fare. La PA ha il compito di vigilare che il lavoro sia fatto a regola d’arte e che le risultanze siano coerenti con quanto prevede la legge. Le ripeto ad oggi, Orosei a parte, non mi pare vi siano contenziosi in atto inerenti gli accertamenti emanati prima dalla regione oggi da Argea. Detto questo ribadisco. Può il Comune di Orosei dimostrare carte alla mano che quei terreni li aveva acquistati in piena e perfetta proprietà? Mi potrà credere o no ma io spero che possa farlo per mettere rimedio alla situazione dei lottisti che in totale buona fede hanno acquistato quegli immobili. Da qui a sputare veleno su tutto e tutti senza avere in mano carte contrarie mi pare un gioco al massacro poco edificante per tutti. Perchè non dimentichiamoci mai che chi oggi va in giro a promettere e sbandierare successi o risultati mirabolanti è la stessa persona che in altra veste quell’accertamento del 2011 non solo non l’aveva contestato ma l’aveva addirittura, almeno in un primo momento, ritenuto un successo. Poi mi creda o meno a me delle pressioni politiche poco interessa. Non ho niente da chiedere a nessuno e niente devo a nessuno. Questo mi fornisce la libertà di poter dire che se uno sbaglia è giusto che corregga i suoi errori. Che gli errori fanno parte della vita di tutti compresi i funzionari pubblici, i tecnici, i liberi professionisti, le Società che vincono gli appalti. Che però quella da rispettare è la legge con tutte le sue ritualità. Ad oggi la legge sta dalla parte di quell’atto amministrativo. Se domani non sarà più così se ne prenderà atto. A questo punto sarei proprio curioso di vedere tutte queste carte che dimostrerebbero l’illegittimità dell’accertamento di Orosei. Sa così per curiosità uno sguardo lo darei volentieri. Quanto alle sue considerazioni della cazzate del famoso tecnico mi spiace evidenziarle una mancanza di stile anche perchè neanche i tre CTU nominati dal precedente Commissario ad oggi mi pare che abbiano smentito la famosa relazione. Ma ripeto vediamo gli eventi. Vediamo i nuovi specialisti cosa faranno e sanciranno. Vediamo chi firmerà un’eventuale ritiro in auto tutela del provvedimento del 2011. Magari tecnici capaci e bravi sapranno fare di meglio. Ma come lei chiede a me se nel 2011 ci sia stata o meno la manina politica a spingere per la rivisitazione del precedente accertamento, io chiedo a lei ma veramente mi vuole far credere che coloro che dovranno, a quanto afferma il Presidente del Consorzio, occuparsi di fare un nuovo accertamento non dovranno tenere conto di chi li ha nominati e per quale fine? Siamo in Italia.

  16. Felice Corda
    settembre 24, 2019 alle 10:23 pm

    Gentile Amico o Amica,
    effettivamente ho esagerato in alcune considerazioni personali nei confronti del Tecnico incaricato sia dalla dalla Amministrazione regionale che dal Comune di Orosei nelle sue prestazioni professionali, per dipanare l’incredibile situazione degli usi civici di Orosei. E me ne scuso. Tutto ciò, è sicuramente dovuto al fatto che il tecnico di cui trattasi – Geom. Giovanni B. Piras-, avesse operato in tale attività di censimento degli usi civici in Sardegna presso la Società appaltatrice di tale attività fin dall’inizio. Non solo, ma che avesse anche partecipato, in modo quasi esclusivo, per conto dell’Amministrazione Regionale (Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro Pastorale ) nei successivi atti mediante “la predisposizione di una relazione di accertamento del Comune di Orosei” che aveva portato all’annullamento in autotutela della Determinazione n. 214 del 23.02.2005 attraverso la Determinazione n. 30498/949 del 2011.2011. Per tali precedenti attività, aveva destato stupore, in particolare nel sottoscritto, che il Comune avesse affidato allo stesso tecnico, l’incarico di una ricognizione generale degli usi civici esistenti sul territorio comunale di Orosei, considerato che tale attività fosse stata svolta in precedenza dall’Amministrazione regionale, e che la stessa, in qualche modo servisse alla sclassificazione delle superfici urbanisticamente compromesse nel territorio di Calaliberotto e non solo per essere trasferite in altre superfici di proprietà comunale, di pari valore economico e ambientale, come poteva essere Biderosa, in base alla legge 12/94 e successive modifiche e integrazioni. Tale incarico, seppur legittimo, destò in molti cittadini interessati a tale problema grande stupore, considerato che ci si rivolgeva, allo stesso tecnico che aveva predisposto gli accertamenti precedenti in cui si confermava l’esistenza di superfici demaniali soggette ad uso civico e che, di fatto invalidavano tutti gli atti illegittimi dell’amministrazione comunale di Orosei, con cui erano stati ceduti a circa 800 cittadini, negli anni 60/70/80, altrettanti lotti per la costruzione di una abitazione. Il tutto, se non dal punto di vista giuridico, sembrava una autentica contraddizione politica, una infelice scelta, considerato che l’Amministrazione di Orosei, da un lato aveva intrapreso presso il Commissario degli Usi civici, il contenzioso contro tale accertamento e, dall’altro lato, per risolvere il problema, si rivolgeva allo stesso tecnico che, di fatto, con la sua attività presso l’amministrazione regionale aveva messo in un cul de sàc tutti i cittadini interessati. Al di la di questo, tale scelta, dopo la relazione dello stesso tecnico, che nel suo “preambolo” dichiarava onestamente tutta l’attività svolta in precedenza, il Comune di Orosei, a lavoro svolto e pagato, dopo una delibera all’unanimità del Consiglio Comunale di sclassificazione e il trasferimento di tali superfici soggette ad uso civico, in altre superfici comunali, rendeva carta straccia tutto, ripartendo con la solita cantilena: “a Calaliberotto non ci sono mai stati gli usi civici”, riprendendo così la strada del contenzioso che, in fondo, non aveva mai abbandonato. Onestamente e sinceramente non ho nessun pregiudizio nei confronti del Geom. Piras, anzi al contrario, al di la degli interventi interessantissimi di Deliperi nel blog del Grig, posso garantire che la relazione del Geom. Piras, a favore del Comune di Orosei, per me, per quanto riguarda gli usi civici, è diventato un punto di riferimento quasi indispensabile, per semplicità espositiva sia dal punto di vista storico che da quello giuridico. Per me, e per tanti come me, prigionieri e vittime, da 14 anni, di una situazione assurda, kafkiana, la scelta fatta dalla politica regionale di ulteriori tavoli tecnici per risolvere un problema che sopratutto l’Amministrazione comunale di Orosei può e non vuol risolvere, in tempi stretti, quasi per assurdo, mi ha fatto pensare al Geom. Piras, che per la sua esperienza tecnico-giuridica, per accontentare l’attuale maggioranza, probabilmente, sarebbe stato in grado, di poter affermare tutto e il contrario di tutto ciò che è stato detto e dimostrato finora, considerato che “amministrativamente”, e politicamente finché non interviene una sentenza definitiva della magistratura, diversi dirigente e/o un politici spregiudicati sono capaci di tutto ciò. Per questo motivo, oggi più che mai, il sottoscritto è convinto che in questa ingarbugliata situazione, senza la buona volontà del Comune di Orosei, dovranno trascorrere ancora diversi anni per venirne a capo.

  17. Presidente Consorzio Cala Liberotto
    settembre 25, 2019 alle 11:46 am

    Con riferimento ai più recenti post, mio pensiero :
    – Il fatto che siano stati presentati solo pochi ricorsi ha a mio parere un significato davvero relativo. Nella stragrande maggioranza dei casi l’uso civico sardo interessa aree di campagna abitate da poche aziende agricole, dove il sindaco di turno ha gestito o gestirà il trasferimento su aree di analoga specie, senza scomodare nessuno, anche qualora ci fossero estremi per interminabili e costosi ricorsi, se non Argea. La lettura avrebbe valore sui casi di accertamento relativi ad aree urbanizzate sul mare con livelli di trasformazione definitiva e concentrazione edilizia simili a Cala Liberotto.
    – Io non so molto del tecnico incaricato, quello che credo, fermamente, è che l’accertamento 2011 sia un abbaglio, viziato nella sostanza e nella forma. Solo a titolo di esempio : riguarda nuovamente aree che la sentenza commissariale 1932 aveva definitivamente sancito come libere da ogni gravame civico, ne presume l’esistenza su terreni che la stessa relazione dichiara essere di natura non feudale, dove il gravame dovrebbe essere dimostrato e non semplicemente presunto, ecc ecc… non sta davvero a me continuare, anche consapevole che non è certo questa la sede per entrare nel merito, ma fa acqua da tutte le parti. E che quindi, da un accertamento già viziato ne sia scaturito un secondo, a sua volta corretto, e poi anche rivenduto al Comune di Orosei, sia venuto fuori ciò che si conosce.
    – Senza voler affatto difendere l’operato del Comune di Orosei nel 2013, devo riconoscere che il “pasticcio” dell’implicita ammissione dell’uso civico deve essere inquadrato nell’ambito del contesto di allora e delle dichiarazioni in sede di Consiglio, perché il documento di delibera recita in ampio preambolo che il Comune non ha mai riconosciuto l’esito dell’accertamento, e che anzi si è opposto con ricorso, ma che date le lungaggini del percorso giurisdizionale e le oltre cento diffide ricevute dai proprietari, in attesa che il ricorso dia esito coglie l’opportunità della nuova legge regionale. E lo fa chiedendo proprio a colui che aveva realizzato l’accertamento (e quindi l’unico che poteva produrre le carte in tempi brevissimi) di produrre un’ipotesi di sclassificazione e trasferimento. E’ naturalmente sempre anche più di un’ombra, ma a me pare molto diverso dal dire che a Orosei “chi oggi va in giro a promettere e sbandierare successi o risultati mirabolanti è la stessa persona che in altra veste quell’accertamento del 2011 non solo non l’aveva contestato ma l’aveva addirittura, almeno in un primo momento, ritenuto un successo”.

  18. amico
    settembre 25, 2019 alle 12:22 pm

    Si continua a disinformare.
    Assolutamente falso che la maggior parte degli accertamenti riguardino aree non urbanizzate. Una semplice lettura anche dell’articolo del GRIG dimostra il contrario. Mi pare che Oristano e dintorni, in merito ai quali vi sia stato l’incontro presso l’assessorato degli EELL, siano aree ampiamente urbanizzate. ma di esempi ce ne sono tanti. Portoscuso un altro. Anzi a dire il vero nella maggior parte dei comuni accertati molte porzioni di terreni ad uso civico sono o urbanizzate o occupate. Uno sguardo all’inventario generale consentirebbe di evitare simili affermazioni.

    Il provvedimento del 1932 del Commissario in ragione del quale si è proceduto con la determinazione del 2011 riguarda solo ed esclusivamente terreni ex ademprivili e su di esso si esprime, Tutti quei terreni sono stati esclusi dall’accertamento. Ma in quel provvedimento non si fa cenno di terreni di antico possesso per i quali vale ancora il principio della presunzione dell’esistenza dell’uso civico in manacanza di atti contrari. Quindi le aree ricomprese nel provvedimento commissariale del 1932 non sono ricomprese nell’atto del 2011. La cartografia allegata, fatta proprio per individuare con certezza i terreni ex ademprivili, nonchè le motivazioni della determina del 2011 dicono questo. Il resto sono chiacchere da bar.

    Il pasticcio se proprio così vogliamo definirlo, benchè ancora qualcuno si ostini a fare finta di non saperlo non è nato nel 2011 ma nel 2005 nel momento del primo accertamento. dal 2005 al 2011 il Comune di Orosei ha presentato due istanze di sclassificazione che necessariamente ammettono l’esistenza dell’uso civico. Senza preamboli e senza avere fatto ricorso all’atto regionale del 2005. Ma ripeto questo è un passaggio che non so perchè si fa finta di diemnticare. In quei sei anni dove era il Comune e dove era il Consorzio? Mistero.

    Chi nel 2011 sbandierò quel nuovo accetamento come un successo lo fece eccome anche perchè aveva già in mente il trafserimento allora possibile. Il perchè cambiò idea forse è cosa che sanno meglio gli abitanti di Orosei e forse è legato alla gestione di altre parti di territorio comunale.

    Comunque inutile continuare. Speriamo che tutto si risolva per il meglio.

  19. Presidente Consorzio Cala Liberotto
    settembre 25, 2019 alle 12:59 pm

    Caro amico, prima di chiudere definitivamente questo scambio ormai su binario morto, e per lasciar stabilire ai lettori se e chi voglia continuare a disinformare :

    – il Consorzio non poteva esserci, è nato come semplice comitato dopo il 201, e certo non con l’idea di doversi occupare anche di questa sventura. Mi spiace.

    – Carloforte, Oristano, mi ricordo di Macomer, magari sbaglio ma…facciamo un’altra decina di paragonabile rilevanza, almeno tra quelli che sinora hanno capito cosa è successo. Se poi vuole continuare con l’elenco faccia pure, purchè si parli di 800 abitazioni in riva al mare e di paragonabile valore economico per il Comune interessato.

    – in ultimo, non io, nè lei, che peraltro, pur mantenendo un discutibile anonimato, sembra ben dentro la tematica discussa, possiamo sancire se su un terreno di antico possesso di origine non feudale valga il principio della presunzione o meno. A me risulta di no, giurisprudenza alla mano. Evidentemente attingiamo da fonti di diritto diverse. Io, pur nella mia convinzione, su argomenti non cristallini, mantengo la sana abitudine di non qualificare le tesi opposte come chiacchiere da bar. E’ un fatto di educazione, e spesso conviene

  20. amico
    settembre 25, 2019 alle 2:07 pm

    Le chiacchere da Bar erano riferite al fatto che nella determina del 2011 vi siano terreni su cui ha statuito il Commissario nel 1932. Non su altro. Se si è sentito offeso mi scuso, ma una simile affermazione non sta in piedi.
    Sull’antico possesso invito al legegre la circolare ministeriale 8761 del 1934, la nota Ministeriale del 7 maggio 1934 n. 15998/B 12 e la nota di risposta prot 8786 del 14. maggio 1934 del Commissario per la Sardegna che dice esplicitamente che secondo i dettami della legge e delle circolari ministeriali citate nelle terre di originaria pertinenza dei comuni e quindi di natura non feudale o ademprivile esiste la presunzione che esse appartengano al demanio del comune e quindi gravate di uso civico a favore dei comunisti…Non posso trascriverla tutta.
    Comunque non si preoccupi vedrà che tutto si risolverà.

  21. Paolo G.
    settembre 25, 2019 alle 11:31 pm

    la premessa è che 800 persone che hanno acquistato in buona fede e costruito casa con le necessarie autorizzazioni devono essere tutelate di fronte a quello che dal loro punto di vista è un esproprio senza alcun indennizzo e immotivato. La politica di fronte a ciò può usare ignavia, arroganza o saggezza. Da quanto letto nei resoconti e commenti, i terreni di Cala Liberotto sono stati considerati demanio civico, appartenuto da sempre alla collettività. Ciò in quanto da sempre intestati in catasto al Comune e in forza della presunzione che i terreni da sempre intestati al Comune appartengono alla collettività se il Comune non dimostra come li ha acquistati (compravendita, donazione, permuta ?). Questo è l’effetto non di circolari ministeriali ma di un diritto naturale (a chi dovrebbero appartenere se non alla collettività che preesiste al Comune) che il legislatore fascista ha voluto ribadire. Avrebbe potuto fare scelte diverse, il legislatore liberale più volte tentò di abolire gli usi civici. Quindi il Comune dovrebbe dimostrare in forza di quali atti ha acquistato i terreni a lui intestati, altrimenti sono demanio civico, dei cives. Il legislatore fascista aveva previsto dei meccanismi per la sdemanializzazione in casi determinati. In sintesi, i terreni del demanio civico potevano essere alienati previa verifica delle condizioni previste e con autorizzazione espressa dell’organo competente. Quindi, il Comune dovrebbe dimostrare di essere stato autorizzato ai sensi della legge del 1927 ad alienare quei terreni. Probabilmente ci sono stati piani di lottizzazione approvati, sono intervenute soprintendenze, ma in punta di diritto dovrebbe essere prodotto il decreto o il provvedimento che autorizzava l’alienazione ai sensi della legge del 1927.
    Se il Comune ha o ritiene di avere tali prove, ben venga un nuovo esame da parte dell’amministrazione. La domanda è se tale riesame possa essere risolutivo. Se l’amministrazione dovesse anche accogliere le motivazioni del comune in via amministrativa infatti non è detto che cessi il contenzioso. Qualunque cittadino di Orosei e forse qualsiasi associazione riconosciuta per la tutela in giudizio dei beni ambientali potrebbe chiedere il giorno dopo che la qualitas soli sia dichiarata dal giudice precostituito per legge (Commissario regionale per gli usi civici). Ed allora il contenzioso proseguirebbe, e le villette sotto la spada di Damocle sarebbero comunque invendibili o fortemente svalutate. Per questo l’ipotesi della soluzione conciliativa che preveda un trasferimento del demanio civico ed il contestuale impegno di tutti gli interessati di non farvi ricorso sarebbe più ragionevole, perchè sarebbe risolutiva. Oppure in alternativa sarebbe risolutiva una legge nazionale che trovi una volta per tutte una soluzione per i casi di terreni del demanio civico alienati e trasformati prima di una certa data. In fondo meglio perdere 1000 o anche 10000 ettari alla causa piuttosto che perderli tutti 500000. Il legislatore di fine ‘800 potrebbe prima o poi risvegliarsi con la scusa di obbrobri giuridici quali la situazione di Cala Liberotto e non sempre la Consulta potrà fare le barricate.

  22. G.Maiuscolo
    settembre 26, 2019 alle 8:30 am

    Non so altri: io ho appreso tanto da questa …chiamiamola disputa, e mi scuso per il termine “disputa” perché mi pare di comprendere che sia molto, molto di più. E mi scuso anche per questo commento che nulla ha a che vedere con gli altrui interessi nella vicenda e men che meno nel dialogo “interno” agli interessati.

    Che dire…auguri a tutti ed in modo particolare ai cittadini dei luoghi che, in qualche modo sono stati…
    In fondo, noi lettori, non abbiamo potuto fare a meno di leggere…e abbiamo letto!

  23. giovanni battista piras
    settembre 26, 2019 alle 12:31 pm

    Buongiorno sono il geometra Giovanni Battista Piras il tecnico citato nelle conversazioni sul blog in merito al Comune di Orosei in materia di usi civici.
    Vorrei chiarire e precisare in merito ad alcune affermazioni fatte su questo sito dai sig. Felice Corda e dal Presidente del consorzio Cala Liberotto.
    1-Il primo accertamento e inventario, pubblicato sul BURAS nel 2015 con n.214, fu redatto dalla Progetti Europa & Global, il tecnico esecutore non era il sottoscritto.
    In merito a quanto dichiarato dal sign. Felice Corda:
    2-Ho sempre operato libero da influenze politiche, difatti collaboro con Amministrazioni comunali di schieramenti politici diversi.
    Io personalmente non ho militato in alcun partito e non faccio politica attiva, mi sono sempre astenuto da giudizi e considerazioni ideologiche, l’unica fede che ostento è quella Religiosa.
    Non sono sensibile a spinte o suggerimenti politici, in caso di interferenze darei immediatamente le dimissioni (Istituto quasi scomparso in Italia) sempre che non debba ricorrere alla Magistratura l’unica in Italia autorizzata a formulare giudizi di merito sulla azioni dei cittadini.
    Sul fatto che l’Amministrazione Regionale mi abbia affidato l’incarico La pregherei di leggere le motivazioni scritte sulla delibera di affidamento e se lo ritiene utile Le posso inviare il mio curriculum professionale.
    Ho la pessima abitudine di non sovvertire un mio lavoro in base al datore, se dichiaro una cosa per me è sacra, come ho scritto sulla premessa del lavoro ricognitivo svolto per conto del Comune di Orosei nel 2013.
    Riguardo all’affidamento del 2013 deve chiedere spiegazioni all’Amministrazione Comunale per quali motivi mi hanno voluto come loro tecnico di fiducia, io posso dirle che con la parte politica e tecnica non ho mai avuto screzi o disaccordi riconoscendo nella Giunta e nei tecnici comunali, del tempo, una grande professionalità e onestà intellettuale.
    In merito al lavoro svolto nel 2013 le proposte da me presentate e approvate dal Consiglio Comunale avrebbero risolto quello che oggi viene definito un “problema” e ci tengo a precisare che nessun componente della Giunta o consigliere comunale ha mai provato a fare pressioni sulla futura pianificazione per favorire terzi.
    Sul fatto che con l’esperienza tecnico giuridica io sia in grado di affermare “tutto e il contrario di tutto” ho dei seri dubbi, non sono un illusionista, rispondo in prima persona al codice deontologico del Consiglio Nazionale dei Geometri e alle Leggi dello Stato.
    In merito a quanto dichiarato dal Presidente del consorzio Cala Liberotto:
    Il lavoro di accertamento e inventario svolto nel 2010/2011 non è un abbaglio come Lei afferma, se Lei ha fonti documentali che contraddicono quanto dichiarato dalla Regione tramite il lavoro svolto dal sottoscritto La invito a renderlo pubblico.
    In merito all’errore materiale da me commesso e corretto, fu possibile accertare la difformità nella prima Determinazione del 2010 grazie alla professionalità di un geometra libero professionista locale il quale dopo avermi contattato telefonicamente si è recato nel mio studio con una serie di prove documentali.
    Tali documenti dimostravano che alcuni mappali erano da considerarsi di natura allodiale e non di antico possesso, dopo aver riconosciuto l’errore mi sono adoperato per la correzione escludendo le particelle interessate.
    Devo essere grato e riconoscente della professionalità del collega geometra per non aver fatto proclami o quant’altro, semplicemente mi ha contattato e a sue spese è venuto nel mio studio in Oristano per chiarire gli aspetti tecnici cartografici, ottenendo ragione in quanto dovuta.
    Su quanto Lei afferma sui beni di antico possesso e demaniali (ex ademprivili) Le consiglio di leggere le pubblicazioni presenti nelle librerie così si rende edotto.
    Lei cita alcuni comuni sardi come esempio sul tema degli usi civici, preciso che le amministrazioni comunali Macomer, Carloforte, Oristano hanno risolto il “problema” usi civici ricadenti su aree urbanizzate, più precisamente il Comune di Macomer nel 2014 (non ero io il tecnico incaricato), il Comune di Carloforte sta procedendo da circa un anno alla predisposizione delle procedure amministrative nel rispetto della L.R. n.12/4, Oristano nel 2015 ha provveduto al trasferimento di una porzione di aree urbanizzate nella Borgata marina di Torre Grande, purtroppo il lavoro svolto non comprendeva tutta la Borgata, non per mia scelta di pianificazione ma su indicazioni dell’Amministrazione del tempo.
    Posso anche citarle i Comuni di Orgosolo (anno 2015) trasferimento andato a buon fine, circa ¼ del centro abitato era occupato dal diritto d’uso civico, il Comune di Desulo (2014) idem come sopra, Comune di Portoscuso (2015) e tanti altri comuni che si sono affidati alla professionalità del sottoscritto.
    L’uso civico non è un “problema” ma una risorsa, diventa un problema quando non si gestisce correttamente e soprattutto non si adoperano le azioni amministrative come previsto dalla L.R. n.12/94, come esempio le porto quello di Portoscuso, circa 1.100 particelle catastali occupate ed edificate, L’amministrazione insieme al sottoscritto nel tempo di 7 mesi, grazie anche alla collaborazione e professionalità dei tecnici ARGEA, ha provveduto al trasferimento del diritto d’uso civico.
    Il lavoro del 2010 accertamento formale e inventario generale delle terre civiche nel Comune di Orosei, redatto in base alla legge n.1766/27 al regolamento d’uso n.332/28 e L.R. n.12/94) non è da confondere con la ricognizione delle terre civiche trattasi di due cose ben distinte, si legga le procedure amministrative in merito ai due procedimenti.
    Sul fatto che io abbia rivenduto il lavoro svolto per la Regione al comune di Orosei è un’affermazione non vera e calunniosa, come già detto sono un professionista con un codice deontologico e non un commerciante (categoria rispettabilissima ma, che non si occupa di usi civici).
    Ad oggi mi rattrista vedere e sentire una miriade di “esperti” in materia i quali pur non avendo mai prodotto un documento o lavoro sul tema hanno la presunzione di giudicare i professionisti i quali si assumono penalmente e civilmente tutte le responsabilità su quanto dichiarano.

    • Presidente Consorzio Cala Liberotto
      settembre 26, 2019 alle 11:24 pm

      Avevo anticipato l’intenzione di chiudere ogni ulteriore commento su questo spazio ma evidentemente, complice la passione suscitata tra alcuni lettori, non posso sottrarmi all’occasione di poter interloquire direttamente col tecnico anche da me chiamato in causa.

      Vede geometra, pur nei limiti di quanto può essere consentito a chi è lontano galassie da questi linguaggi desueti, da carte storiche di due secoli fa, da elenchi di norme che rimandano ad altre norme, ho fatto il possibile per entrare sull’argomento. Tappandomi il naso, ma l’ho fatto. Più volte, in altri post, ho anticipato l’intervento con le scuse per eventuali imprecisioni, e ci mancherebbe. Anche troppo, le assicuro. Faccio altro nella vita che scartabellare carte catastali, e per fortuna! E proprio grazie ad un percorso manageriale svolto in tutti altri ambienti, non ho alcuna difficoltà a confermarle che in quegli ambienti, certi errori, si pagano. E per fortuna!

      Le giuro, su Orosei non ho ancora capito chi lo ha commesso, chi ha chiamato chi, quando, tra 2005 e 2011, chi abbia sollevato il problema, in base a che cosa, a che titolo lei entra in gioco, se chiamato dalla Regione o da un professionista di Orosei, ma non importa. Mi importa vedere scolpito sul granito che per 6 anni, a causa di un’omissione, non 10, non 20, ma diverse centinaia di ettari sono rimasti imbalsamati nella totale indisponibilità. Non c’è da encomiare nessuno, tutt’altro ! Gia questo mi basterebbe per dubitare per tutta la vita sui restanti 1200, sino a che un terzo non mi convincesse che il mio dubbio non ha ragione di esistere.

      Le confesso, non cercherò di rendermi edotto al livello da lei auspicato per poter interloquire con lei su questi temi, frequentando scaffali di libreria dedicati agli usi civici, se mai riuscissi a trovarli ! Per quanto serve a me, mi accontento dell’infimo livello di conoscenza sin qui raggiunto. Però mi viene da pensare a quella decina di studi legali che ha prodotto fior di ricorsi, ampiamente motivati e documentati, da molti dei quali io stesso ho potuto attingere, ritenendo assolutamente condivisibili le tesi esposte, pur contrarie alla sua. Li inviterò tutti, saranno almeno una trentina di professionisti, a raccogliersi in biblioteca per preparare finalmente tesi diverse dalle castronerie che scrivono. Loro si, dovrebbero preoccuparsi, non devono aver capito proprio niente di uso civico. A studiare!

      Nel dubbio, avevano chiesto al giudice terzo. Mah ! Ci avrebbe potuto pensare lei a erudirli, anche dopo la formale richiesta di pronunciarsi da parte del principale accusato, il Comune di Orosei, pur a suo rischio e pericolo…ed invece…niente!

      Capirà quindi che non sta certo a me rendere pubblici documenti che mi stupisce lei ancora non conosca, dato che circolano da anni. Guardi, voglio credere che anche il geometra che le fornì il prezioso documento di cui parla nel suo intervento possa averne copia, a Orosei forse si trovano perfino nelle edicole, così lo stesso Comune di Orosei che si è presentato in giudizio motivando il rifiuto di ogni ipotesi transattiva, Argea, gli Uffici del Commissario, tutti ambienti con cui, immagino, lei potrebbe avere la massima possibilità di interlocuzione e richiesta. Spero converrà che sarebbe davvero ridicolo se a produrli dovessi essere io.

      Mi pare anche terribilmente offeso dal mio qualificare come “rivenduto” al Comune di Orosei nel 2013 un lavoro già parzialmente fatto. Caro geometra, io vivo nel 2019, in un mondo in cui rispetto all’ovvietà non ci si offende: ho fatto consulenze, mi sono attorniato di consulenti, ne ho pagati a decine, anche per centinaia di migliaia di euro. Sa quanti hanno preso dalla mia azienda lavori e know how per poi riproporli almeno a 5? Sa quante volte abbiamo pagato un lavoro già acquistato da altre 5? Il consulente, nel mondo, vende ad altri lavori già fatti, è il cuore della sua attività. Nel caso suo, no ? Mi scuso. Mi era sembrato di capire che nel 2011 lei avesse già svolto un grosso lavoro di accertamento, per la Regione Sardegna, relativo all’agro di Orosei, e che il pregevole documento del 2013 (che ho sempre apprezzato per forma e contenuti), oltre a preamboli e conclusioni fosse costituito, per la gran parte, da una sintesi del lavoro già fatto. Evidentemente sbaglio, lei ha fatto tutto ex novo, adesso ho capito.

      Che sia stata la politica, il caso, la capacità di l’influenza personale, la professionalità indiscussa, l’arrivo di Pippo, Pluto e Paperino tutti insieme, poco importa. Tanto ho gioito nel 2011, quando i confini dell’area civica iniziale sono stati nettamente ridimensionati, tanto resto idrofobo per ciò che è accaduto dopo.

      I miei genitori, pensando di fare il massimo che si dovesse allora, si rivolsero al Notaio, che come pubblico ufficiale in rappresentanza dell’autorità statale avrebbe dovuto certificare ogni eventuale vincolo prima dell’acquisto. Così fu, tanto per i miei genitori quanto quelli degli attuali altri 800 proprietari di Cala Liberotto. Erano tutti morti, genitori e notai, quando ci hanno raccontato…. che quella era carta straccia, che l’atto del notaio non aveva più alcun valore. Sembrava uno scherzo. Da allora abbiamo auspicato che il Comune responsabile risolvesse la questione, come han fatto altri, accettando una transazione. La transazione è stata inequivocabilmente rifiutata. Allora abbiamo sperato nel giudice terzo, per 7 anni. Il giudice terzo se n’è andato.

      Alcuni degli 800 proprietari, sempre spettatori del teatrino, sono anche passati a miglior vita senza potersi curare, perché l’unico bene da cui avrebbero potuto ricavare sostegno alle cure era indisponibile. Molti hanno a che fare con edifici fatiscenti, non ristrutturabili da 14 anni. Molti muratori, falegnami, artigiani, che campavano da questa località, non lavorano più.

      Concludo, geometra Piras : noi possiamo anche essere disponibili, con pazienza, a rispondere a chi, come lei, si offende, si sente oltraggiato, chiamato ingiustamente in causa, e l’abbiamo fatto anche stavolta. Però la inviterei a riflettere un po’ sul livello di esasperazione raggiunto da queste parti, cioè sulla trave, lasciando da parte le pagliuzze. Qui tutti preparatissimi, tutti inappuntabili, tutti sulla punta del diritto, tutti con una ragione, tutti con una norma pronta, E noi? ….. in mezzo al teatrino, da 14 ANNI!!!. Il vaso, a Cala Liberotto, è definitivamente colmo, ma forse, in giro per la Sardegna, non si è ancora capito

  24. G.Maiuscolo
    settembre 26, 2019 alle 2:40 pm

    …E continua la saga di Orosei e di Cala Liberotto. La sto seguendo, con passione, manco fosse …la serie di “Chernobyl” su Sky, che ho seguito di recente.
    Certo che il sig.Giovanni Battista Piras, geometra, per mettercela, ce la sta mettendo la faccia…

    Mi chiedo: “Ma ita tialu hanti fatto in Orosei, cun tottusu custusu impiastrusu ?( Ma che diavolo hanno fatto, in Orosei, con tutti questi…pasticci?)
    🙂

  25. G.Maiuscolo
    settembre 26, 2019 alle 3:57 pm

    AHAHAHAHAH… Siete incredibilmente stratosferici… nella vostra semplice e carina simpatia.

  26. Bacalu
    settembre 27, 2019 alle 1:55 am

    Purtroppo, essendo parte in causa come sfortunato proprietario di un lotto di Cala Liberotto io non ci trovo molto da ridere. E non rido da 15 anni.

    Potrei tediarvi con la mia storia di emigrato che, tornato in Sardegna, ha deciso di investire praticamente tutti i risparmi di una vita a Cala Liberotto. Ma ve la risparmio.

    Potrei annoiarvi elencando i pubblici ufficiali e gli enti che nel tempo hanno avuto a che fare con questa zona senza mai eccepire, alcunchè: notai, agenzia delle entrate, agenzia del territorio, soprintendenza di Sassari, comune di Orosei, Provincia di Nuoro, Ente forestale,ecc. ecc. Sopratutto potrei evidenziare che le lottizzazioni di Cala Liberotto sono state regolarmente sottoposte all’approvazione della stessa regione Sardegna che, nella sostanza, dopo averle approvate a suo tempo oggi sta invece rinnegando se stessa.

    Come cittadino onesto e in buona fede, devo anche dire di non aver violato alcuna legge. Ma pur tuttavia permettetemi di urlare come non sia degno di un paese civile che siano necessari 15 anni di discussioni politico/amministrative e 8 anni di discussioni giudiziali davanti a due differenti commissari per riportare questa faccenda dentro il perimetro di una situazione di certezza giuridica. Certezza che ancora oggi, leggendo le vostre rispettabili posizioni, ancora non esiste.

    A chi mi legge qui dentro, se parte in causa, chiedo di fare chiarezza o quantomeno aiutare a fare chiarezza senza ulteriori ritardi perchè ormai non se ne può più. Questo non è un gioco tra accademici. Qui ci sono di mezzo le vite delle persone, che delle loro legittime proprietà devono avere il diritto di godere e di disporre.

    E delle due l’una: o gli si civici non ci sono oppure ci sono.

    Se non ci sono facciamola finita e basta. Veramente basta. Facciamo solo finta che sia stato un incubo dal quale ci siamo finalmente svegliati. Perchè per noi proprietari in buona fede è veramente un incubo.

    Ma se gli usi civici ci sono, e quindi verranno trasferiti su altre aree, mi dicono che i nostri atti di acquisto saranno nulli come nulle saranno tutte le nostre autorizzazioni edilizie e paesaggistiche. In pratica le nostre costruzioni saranno abusive. Ed allora ? Questo paradosso come verrà risolto?

    • settembre 27, 2019 alle 6:50 am

      ..come detto e scritto infinite volte, il trasferimento dei diritti di uso civico su altri terreni di proprietà comunale di valore ambientale avrebbe risolto da anni questa problematica. Attualmente può esser fatto in via giudiziale, nel corso del pendente giudizio davanti al Commissario per gli usi civici. In seguito, mettendo a disposizione segretario comunale e altri eventuali ufficiali roganti, potrebbero essere effettuate le necessarie procedure di validazione degli atti intercorsi, oggi radicalmente nulli.

      Stefano Deliperi

    • G.Maiuscolo
      settembre 27, 2019 alle 8:36 am

      Gentile Sig.Bacalu, La prego di scusarmi se può aver pensato che si ridesse della quasi “drammatica” situazione di Cala Liberotto. Si rideva per altro, non certo per i gravosi problemi degli altri.

      Ho affermato, in qualche post precedente, di non conoscere prima d’ora la “disputa” e la questione di Orosei su C.L. La sto seguendo, con interesse, e voglio trasmetterle la mia solidarietà, perché al di là della importante questione degli “usi civici” e della loro vanificazione per responsabilità che, spero, la Magistratura voglia verificare ed attribuire, comprendo il suo discorso ed il suo rammarico, nonché gli sforzi che Lei può aver fatto per la sua casa.
      Guardi, comunque, che la vostra situazione è assurda per certi versi…
      Ma cercate di seguire i consigli di chi potrebbe chiarirvi le idee( Legga Dott. Deliperi) per arrivare ad una possibile soluzione, senza che alcuno possa uscirne danneggiato e distrutto; innanzitutto i cittadini “penalizzati” ( stavo per scrivere defraudati) ed anche lei e tanti altri come lei

      Saluti ed auguri.

      • Bacalu
        settembre 27, 2019 alle 10:34 am

        Non si preoccupi. La situazione è talmente assurda che veramente potrebbe apparire ridicola. Purtroppo la realtà è quella più volte descritta. Come detto io non chiedo ne favori ne scorciatoie politiche. Io chiedo che ci sia certezza del diritto. Ma se effettivamente ci sono nuovi documenti da analizzare, che siano analizzati. Se ci sono delle commissioni tecniche esterne che presentino i risultati e che siano analizzati !!!!!! Se servono a qualcosa bene se no che vengano messi da parte e si proceda alla sdemanializzazione. Dopo 7/8 anni di discussioni credo che i tempi siano ormai maturi. Per rispetto di chi sta incolpevolmente pagando gli effetti di 60 anni di “malfunzionamento della cosa pubblica”.
        In caso di eventuale sdemanializzazione, spero poi che non siano necessari altri 10/15 anni per procedere alla “regolarizzazione” degli atti. A riguardo, da incompetente, viste le premesse, nutro qualche dubbio che i problemi di un migliaio di proprietà vengano risolti in tempi brevi. Inoltre, mi domando, chi pagherà per le eventuali regolarizzazioni? Noi proprietari? Ancora ? Non basta quanto abbiamo già pagato? Oppure il comune di Orosei? Siamo sicuri che sia disposto ad accollarsi le spese?

  27. Paolo G.
    settembre 27, 2019 alle 7:14 am

    comunque la nullità di un atto deve essere dichiarata dal giudice, e dovrebbe essere invocata dal Comune che ovviamente dopo aver chiesto il trasferimento degli usi civici soprattutto per evitare di pagare danni agli acquirenti in buona fede non avrebbe alcun interesse a chiederla. Le autorizzazioni a costruire sono valide, visto che a quanto pare si sono pronunciate anche le soprintendenze. Per il Presidente; perchè non avviate davvero l’azione di danni, magari qualcosa si sblocca.

  28. Presidente Consorzio Cala Liberotto
    settembre 27, 2019 alle 8:17 pm

    Paolo buonasera, intanto approfitto per ringraziarla anche del precedente post, e per la sua chiarezza. Le dirò, noi ci siamo trovati addosso questa vergogna, e anche nelle azioni siamo forse stati scoordinati e impreparati. Tenga sempre presente che l’azione di ricorso, promossa da vari studi legali del nuorese, ha a suo tempo visto la partecipazione di un numero limitato di proprietari, quelli informati dal passa parola, non gli altri, perchè non essendoci stata alcuna formale comunicazione agli interessati, la massa dormiva. Il Comune è stato comunque raggiunto da un centinaio di diffide, alle quali ne abbiamo fatto seguire una collettiva a nome del Consorzio attraverso uno studio legale cagliaritano, nel 2017. Bene, lei pone la stessa domanda del Dott. Deliperi di quache giorno fa, e le dirò….col senno di poi io per primo avrei promosso un’azione di risarcimento diretto, già molti anni fa, ma avevamo capito che, con il giudizio in corso presso il Commissario, apparentemente incanalato verso una transazione o comunque una decisione a breve, sarebbe stato a quel punto non andare oltre la diffida. Ecco, col senno di poi, chi di noi poteva aspettarsi che tale giudizio non si sarebbe concluso, nonostante 3 CTU? Che saremmo arrivati alle soglie del 2020? Che il Comune avrebbe rigettato l’ipotesi transattiva ? Che il Commissario avrebbe rassegnato le dimissioni? Le dirò, siamo in ballo, con molti dubbi, ma anche una certezza : la piena e libera proprietà ci sarà ovviamente restituita, in un modo o nell’altro. Il quesito unico è : quando? Dovessero mancare prove definitive e convincenti, meglio attraverso una transazione davanti al giudice, ho capito perfettamente. Se il Comune fosse condannato, lo ripeto da anni, con un bilancio annuale di una decina di milioni di €uro non avrebbe neanche i fondi necessari per fazzoletti e cerotti, qui si parla di oltre cinquecento milioni di €uro, con stima per difetto. La transazione sarebbe una via obbligata

    • settembre 27, 2019 alle 8:37 pm

      Personalmente rimango convinto che, se le cose stanno come dite, avreste dovuto avanzare istanze di risarcimento danni nei confronti del Comune di Orosei. Molto probabilmente la soluzione transattiva davanti al Commissario sarebbe stata raggiunta da anni.

      Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 28, 2019 alle 4:31 am

        Non solo nei confronti del Comune di Orosei ma anche nei confronti dei notai che hanno rogato gli atti.

  29. settembre 28, 2019 alle 6:27 pm

    Vista la situazione assurda, se alla regione e al commissario per gli usi civici è stata sottoposta nuova documentazione, come leggo sopra, direi che tutti ci aspettiamo che quanto prima e senza altri ritardi venga correttamente esaminata. Credo sia un sacrosanto diritto di tutti quei cittadini che stanno oggi pagando immotivatamente per questa iattura.

    Pertanto, a mio modesto modo di vedere, considerato che i tempi di verifica fino ad oggi non possono essere misurati in settimane ma anni e direi quasi decenni, ben venga l’intervento del politico di turno, del Gruppo di intevento giuridico, anche del Papa con tutti i vescovi ed i santi del paradiso, se può essere finalmente di aiuto all’accertamento della verità.

    Se, eventualmente, dovesse arrivare prima una rettifica in autotutela delle decisioni regionali precedenti non vedo dove possa essere lo scandalo ( se non in questi tempi biblici) e sopratutto non vedo perchè qualcuno possa o debba necessariamente impugnare quella decisione. A che pro? Per ributtare centinaia di incolpevoli famiglie in una nuova mischia giuridica accademica e pluriennale?
    Mi aspetterei inoltre che in caso di un atto regionale in autotutela il commissario degli usi civici proceda a chiudere il contenzioso per chiara “cessazione della materia del contendere”.

    Se invece, sempre eventualmente, dovesse arrivare prima una decisione del commissario degli usi civici ad essa ci si adeguerà. Nel bene o nel male.

    Pur non essendo un grande esperto in materia giuridica, non ritengo percorribile la strada del risarcimento del danno verso il comune di Orosei ? Per quale motivo? Negli anni 60 ha regolarmente chiesto alla regione che venissero autorizzate le lottizzazioni e tale autorizzazione regionale è arrivata senza alcun riferimento all’esistenza di usi civici. Dal 2005 ad oggi il comune di Orosei si è vista rettificare tale autorizzazione, inaspettatamente, sempre dalla regione Sardegna, e con dati obiettivamente non sempre puntuali e costanti nel tempo e si è semplicemente opposta a questa rettifica (più o meno correttamente). Al momento risulta semplicemente in attesa di definizione della materia.

    Un risarcimento dei danni verso i notai sarebbe ugualmente uno sperpero di denaro. Dalle loro verifiche delle proprietà ri quando concedeva le autorizzazioni paesaggistiche. Come non risultava agli organi di vigilanza ambientale che non hanno mai, ovviamente, eccepito alcunchè. Infatti, fino al 2005 ma anche oltre, gli usi civici ad Orosei non risultavano proprio a nessuno e dico nessuno.

    A mio modesto avviso, da grande ignorante, una azione di risarcimento, non milionaria ma miliardaria, andrebbe proposta contro la regione Sardegna e lo stesso Stato Italiano. Pur nel lodevole, meritorio e condivisibile intento di procedere all’accertamento della terre civiche per la sacrosanta salvaguardia del nostro ambiente e del nostro territorio, avrebbe dovuto prevedere una scorciatoia ben definita per casi lampanti come questi. Siamo tutti d’accordo che non è certo possibile radere al suolo un paese per colpa della inefficacia della burocrazia di 60 anni fa.

    La scorciatoia è la sdemanializzazione? I 15 anni passati tra chiacchiere da bar, delibere comunali, richieste di revisione ottenute, richieste di revisione negate, ricorsi presso tribunali, leggi regionali, corte Costituzionale, richiesta di atti in autotutela, commissari che vanno e vengono, CTU, avvocati di primo secondo e terzo livello, esperti regionali interni ed esterni, ecc ecc dicono che la scorciatoia non ha funzionato. Non ha funzionato!!
    _____________________________

    Ripeto ancora che in caso di conferma degli usi civici, io come tutti gli altri 800/1000 proprietari speriamo di non dover attendere ancora decenni per definire gli atti originari di acquisto dei nostri terreni e di non dover essere chiamati in causa con nuovi versamenti di denaro per regolarizzazioni, concorsi patrimoniali, competenze professionali, imposte, sanatorie e quant’altro.

    Oltre il danno sarebbe la beffa finale. E su chi possano eventualmente competere questi sicuri oneri, fino ad oggi nessuno mi ha saputo rispondere con chiarezza.

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 28, 2019 alle 10:31 pm

      Lei ha scritto: “Un risarcimento dei danni verso i notai sarebbe ugualmente uno sperpero di denaro. Dalle loro verifiche delle proprietà ri quando concedeva le autorizzazioni paesaggistiche.”
      La seconda delle 2 frasi e’ palesemente erronea e non riesco a ricostruirne il significato. Potrebbe per cortesia correggerla?

      • settembre 29, 2019 alle 10:26 am

        Ha ragione, me ne scuso. Nella fretta per errore ho cancellato delle righe. Intendevo dire che durante l’attività di preparazione degli atti di compravendita i notai eseguono le doverose verifiche catastali e se su queste non è mai stato riportato alcun vincolo (leggasi : da usi civici) non hanno mai potuto elevare alcuna osservazione. Di conseguenza non credo proprio si possano chiamarli in causa.

        Poi avevo riportato un’altra osservazione, staccata dal contesto, che riguardava l’attività della soprintendenza in sede di concessione delle autorizzazioni paesaggistiche. Anche loro, deputate ad effetturare i doverosi controlli prima di consentire il mutamento dello stato dei luoghi. E anche loro mai hanno elevato alcun vincolo da usi civici sui terreni di cui stiamo discutendo.
        Certo nessuno di noi penserebbe neanche per un secondo alla malafede di tutte queste persone. Non sarebbe neanche immaginabile. E’ evidente che nessuno, fino al 2005, ha mai avuto contezza dell’ ipotetica esistenza del vincolo.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 29, 2019 alle 12:05 pm

        Grazie per il chiarimento. Il fatto e’ che ce l’ho a morte coi notai che in Italia sono una vera e propria casta col titolo che si tramanda credo di padre in figlio mentre qui in Inghilterra dove vivo il mercato e’ realmente concorrenziale e i passaggi di proprieta’ possono addirittura venire espletati da anche non aventi titolo come ho fatto io per una proprieta’ che ho acquistato qui. Si paga in questo caso solo l’imposta allo stato, che per un’abitazione media si aggira sui 2000 euro.
        Pero’ sembrerebbe che in questo caso i maledetti notai non siano da tirare in causa. La regione e soprattutto la Soprintendenza invece certamente si e non credo neanche per un momento che nessuno sapesse niente dei vincoli esistenti. E pure se davvero non sapevano sarebbero comunque colpevoli di negligenza nell’espletare i doverosi controlli o peggio ancora di mancata professionalita’ nella materia sulla quale erano chiamati a sindacare.
        Ma in Italia si sa i veri colpevoli non pagano mai. Sono sempre i poveretti in buona fede a farlo anche se devo dire che a volte se lo meritano visto che hanno continuato per decenni a votare la stessa gentaglia.

  30. amico
    • Riccardo Pusceddu
      settembre 30, 2019 alle 11:05 am

      E a chi hanno trasferito le funzioni di accertamento?

  31. Felice Corda
    settembre 30, 2019 alle 3:12 pm

    Evidentemente, l’oggetto della discussione nella riunione del 26 settembre, poiché si cita il comma 5 della L.R.n.12/1994 non può non essere che l’incarico ad una commissione di tecnici esterni per rivedere la determinazione n. 30498/949 del 20.12.2011 con la quale l’Assessorato in sede di autotutela aveva annullato la determinazione n. 214 del 23.02.2005. Perché tutto questo ? Evidentemente, sia il Comune di Orosei, come il diversi proprietari di Calaliberotto, con ricorso pendente presso il Commissario per gli usi civici, sostengono che le superfici non ademprivili, ma alloidali, per cui sono stati escluse dagli usi civici le superfici che riguardavano la parte “alberghiera” , riguarda anche tutta Calaliberotto. A mio parere, salvo che mi sfuggano altri motivi reconditi di cui non ho la minima idea,si vuol nominare una commissione di esperti, per poter arrivare ad uno soluzione amministrativa interna, senza la sentenza del nuovo Commissario, per rivedere, lo studio, la relazione e le carte, che a suo tempo ha redatto, il Geom Piras che hanno portato, appunto, alla revisione del primo provvedimento di accertamento del 2005 dando luogo al secondo provvedimento del 2011. Infatti, il comma 5 prevede, tra l’altro, che: “per le procedure di di accertamento dei terreni gravati da uso civico l’Amministrazione può avvalersi di esperti in materia di usi civici, di scienze agrarie, forestali e urbanistiche. Come dire, una Commissione tecnica d’Ufficio esterna, anziché, un unico tecnico, come avvenne nel 2011, con il Geom. Piras. Perché tutto questo? Non vi sono dubbi, che la Direzione Generale dell’Assessorato non può, onestamente, in sede di autotutela, rivedere e/o annullare, quanto già rivisto e o annullato come in precedenza, se non si ha a portata di mano documenti storico catastali certi, incontestabili, che garantiscano la legittimità di un nuovo atto di annullamento in autotutela.

  32. amico
    settembre 30, 2019 alle 4:06 pm

    L’art. 5 della L.R. n. 12 /1994 fa riferimento a tutta la procedura di accertamento e non comoprende solo il comma 6 che è quello che consente la nomina di esperti esterni. (Dovrebbero essere nominati, a mio parerre dal Dirigente responsabile della materia e non dall’Assessore poichè nel mentre si è approvata la L.R: 31/1998 che prevede la separazione tra atti politici e atti gestionali. In mancanza anche l’accertamento andrebbe fatto con decreto ed invece tutti quelli fatti sono determine dirigenziali). Quindi ad oggi, sempre a mio parere non è dato sapere dal semplice oggetto se verrà o meno nominata una commissione esterna. Avrò capito male ma mi pare si continui a sostenere che i famosi 800 ettari che riguaradavano la c.d.patrte alberghiera non siano stati ricompresi nell’accertamento del 2011 in quanto allodiali. No non sono stati ricompresi in quanto ex ademprivili. Assegnati in parte al Comune (quindi acquisiti in piena proprietà) e in parte alla Compagnia Ferroviaria (Denmanio) che non li ha rivendicati con retrocessione al Comune
    Infatti nella determina del 2011 è precisato che

    che a seguito di ricerche nuove ed ulteriori effettuate presso gli Uffici del
    Commissario regionale per gli Usi Civici della Sardegna è stata rinvenuta la
    Sentenza del Commissario degli Usi civici n. 143 del 10.04.1942 registrata in
    Cagliari il 20 aprile 1932 al n 2394 volume 200 mod 3° atti giudiziari. Con detto
    provvedimento giurisdizionale il Commissario accerta e dichiara che i Lotti A
    (Demaniale) e B (Comunale) dei terreni di origine ademprivile e ricadenti nel
    territorio comunale di Orosei non rientravano più nella competenza dello stesso
    Commissario ed in particolare statuiva:
    per quanto attiene il lotto A: “Considerato che l’abbandono delle aree pretese da
    parte del Demanio sul lotto A rende legittimo il possesso del Comune e dei privati
    su tale lotto e quindi usucapibile la proprietà posseduta, che un tale possesso
    legittimo sembra protratto per oltre trent’anni, che resta così consolidata la
    posizione dei possessori, ne si presenta il caso di una rivendica qualsiasi in favore
    della cassa Ademprivile (ora Istituto di Credito Agrario per la Sardegna) in quanto i
    terreni erano usciti dal demanio prima della legge devolutiva 2 agosto 1897n°382”,
    per quanto attiene, invece, il lotto B: “Considerato altresì che il lotto B venne
    nella sua totalità costituito in compensi,che i compensi furono assegnati a titolo di
    piena ed assoluta proprietà, non sottoposti alle condizioni per mancata vendita,
    che quindi raggiunsero la sistemazione prevista dalla legge 23 aprile 1865 n°2252,
    che come tali perdettero la originaria natura ademprivile e rientrarono nel libero
    commercio fondiario e nella giurisdizione ordinaria che, conseguentemente, esce
    dalla speciale competenza di questo Commissariato Regionale qualsiasi
    controversia possa sorgere intorno ai compensi alla loro delimitazione, al loro
    possesso e proprietà, sopratutto in ordine alla usucapione che i privati possessori
    possano vantare su talune parti del compenso n°140 e che, da contro suo, il
    Comune possa pretendere su terreni rientranti in compensi assegnati a privati”

  33. Felice Corda
    settembre 30, 2019 alle 5:52 pm

    Perfettamente d’accordo sulla precisazione che ai sensi della L. 31/1998, mai e poi mai potrà la giunta regionale nominare una commissione esterna di esperti per la rivisitazione dell’ultimo provvedimento del 2011 per l’accertamento degli usi civici ad Orosei. Ma, nessuno, può vietare alla stessa giunta che, davanti ad un grave problema di ordine economico e sociale che riguarda 800 cittadini “innocenti”, vittime della burocrazia comunale e regionale, da 14 anni, sei mesi e 3 giorni, possa deliberare di dare indicazioni alla componente “gestionale”, di predisporre una commissione ad hoc, formata da diversi esperti, previsti dal comma 6 dell’art. 5, della L.R. 12/1994, per studiare, rivedere, analizzare e relazionare definitivamente sulle tesi diverse delle parti in causa. Tutto questo dovuto, anche al fatto, che il giudice naturale, Il Commissario per gli usi civici, dopo 7 anni, 10 mesi, e 12 giorni non si sia ancora pronunciato sul ricorso sia del Comune di Orosei che di diversi cittadini che hanno presentato allo stesso. Personalmente, ritengo, che l’accertamento e il provvedimento in essere, sono inoppugnabili sul piano storico e giuridico, salvo che in esso non si “scoprano” verità nascoste e/o sconosciute che possano dare adito ad una diversa interpretazione e “verità”.

  34. amico
    settembre 30, 2019 alle 8:45 pm

    Al momento sembrerebbe che la Giunta non abbia adottato la delibera.

  35. Felice Corda
    ottobre 1, 2019 alle 12:14 pm

    Oggi, primo ottobre, sul sito della Presidenza della Giunta regionale, sono state pubblicate 30 delibere della riunione del 26.09.u.s., ma…manca quella relativa agli usi civici di Orosei. Chissà!

  36. amico
    ottobre 4, 2019 alle 3:06 pm

    Pare che neanche nell’ultima seduta la Giunta abbia deliberato. Così risulta dal sito.

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