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Migliaia e migliaia di ettari di terre collettive occupate da privati in Sardegna: Comuni e Regione devono recuperarli!


cristalli di neve e alberi

cristalli di neve e alberi

anche su Il Manifesto Sardo (“Migliaia e migliaia di ettari di terre collettive occupate da Privati in Sardegna: Comuni e Regione devono recuperarli!“), n. 231, 1 febbraio 2017

 

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (30 gennaio 2017) una specifica istanza ad alcuni Comuni della Sardegna che vedono migliaia e migliaia di ettari di terreni a uso civico occupati illegittimamente da Privati per l’adozione delle necessarie azioni di recupero ai rispettivi demani civici (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.).

I Comuni interessati sono Cabras, Lotzorai, Alà dei Sardi, Porto Torres, Dolianova, Carloforte, Barumini e Posada.

Coinvolta anche la Regione autonoma della Sardegna (Presidenza, Assessorato dell’agricoltura, Agenzia Argea Sardegna) per l’esercizio dei poteri sostitutivi in caso di inerzia comunale, informate per gli accertamenti e i provvedimenti di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna e il Commissariato per gli Usi Civici per la Sardegna.

Sardegna, versanti boscosi

Sardegna, versanti boscosi

Attraverso un’analisi dei dati pubblici dell’Inventario generale delle Terre civiche, è stato possibile verificare un’ampia casistica di terreni appartenenti ai rispettivi demani civici, ma occupati senza alcun titolo da Privati.

In Sardegna sono stati accertati demani civici in ben 236 Comuni sui 377, in altri 120 il provvedimento di accertamento è pronto, ma non è stato promulgato (in 21 Comuni non sono stati riscontrati diritti di uso civico), complessivamente 4-500 mila ettari.

Naturalmente anche in tanti altri Comuni sardi si riscontrano analoghe situazioni, da Orosei a San Gavino Monreale, da Portoscuso a Baunei, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

Carloforte, Stea

Carloforte, Stea

Fra i casi più rilevanti vi sono gli oltre 550 mila metri quadri di bosco e macchia mediterranea di Bricco Nasca, a Carloforte, le decine di lotti nella località costiera di Tancau, a Lotzorai, i circa 150 mila metri quadri intestati alla società estrattiva Industriale Monte Rosè a Porto Torres.

Singolare quanto accaduto sulla costa di Posada: oltre 550 mila metri quadri intestati a una società immobiliare (la Lagare s.p.a.di Como) a Monte Orvile, vennero venduti illegittimamente (i terreni a uso civico non sono alienabili, se non dopo sdemanializzazione e autorizzazione regionale) con atto del 26 marzo 1964 rogato presso la Prefettura di Nuoro, recentemente (2013) ricomprati dal Comune, dopo varie vicissitudini e rischi speculativi.   Tuttavia non sembrano rientrati nel demanio civico.   Sempre a Posada, tanti piccoli lotti risultano occupati da Privati sulla costa di San Giovanni – Sos Palones.

dune

dune

E ancora: decine e decine di ettari di pascoli e bosco a uso civico intestati a Privati ad Alà dei Sardi (centinaia di ettari di boschi a uso civico sono stati venduti all’allora Azienda Foreste Demaniali della Regione Sardegna) e ben 12.382.732 metri quadri ceduti in diritto di superficie dal Comune per la realizzazione della centrale eolica della Geopower s.r.l. – Falck Renewables.    L’operazione è stata legittimamente autorizzata?       I diritti di uso civico dei residenti sono stati tutelati?

Sulle colline e i monti (loc. Pillonadoris, Monti Mannu, Padentino, Sa Mitza e s’Iixi e altre) di Dolianova risultano parecchi ettari di terreni a uso civico intestati a Privati senza alcuna spiegazione, mentre nel Sinis di Cabras non si contano i terreni appartenenti al demanio civico con intestazione a Privati: da Is Aruttas a Mari Ermi, da Mistras a San Giovanni di Sinis, da Funtana Meiga a S’Acqua Mala, ad Acqua Durci – Sa Concullia Ogai.

Svariati ettari di terreno agricolo appartenenti al demanio civico di Barumini (ma in territorio comunale di Las Plassas) risultano anch’essi intestati a Privati.

Cabras, Is Aruttas, spiaggia

Cabras, Is Aruttas, spiaggia

Finora non si ha notizia di alcuna attività comunale o regionale finalizzata al recupero dei terreni a uso civico occupati senza titolo da Privati.

Anzi.

Come noto, infatti, ormai sta procedendo da tempo la pesante offensiva istituzionale dei vertici della Regione autonoma della Sardegna contro le terre a uso civico: sdemanializzazioni, occupazioni abusive ignorate, mancata dichiarazione pubblica di demani civici accertati sono le principali direttrici di attacco ai danni dei patrimoni collettivi di centinaia di centri piccoli e grandi dell’Isola.

Un nuovo Editto delle Chiudende, come il provvedimento che nella prima metà dell’800 dette inizio alla privatizzazione dei grandi demani collettivi sardi.

L’attuale situazione è descritta puntualmente nell’articolo Diritti di uso civico e demani civici in Sardegna, ecco coma la Giunta Pigliaru vuole realizzare il nuovo Editto delle Chiudende (2 gennaio 2017).

Chi ci guadagna?  Riscontri elettorali, imprese industriali, piccoli e grandi abusi (forse anche di qualche amministratore pubblico), grandi imprese immobiliari (soprattutto lungo la costa orientale).

Chi ci perde?  Le tante collettività locali sparse in tutta la Sardegna (in tre quarti dei Comuni sono presenti terre a uso civico), a cui vengono sottratti coste, pascoli, boschi senza nulla in cambio.   Tutti noi per quanto concerne il valore ambientale dei demani civici.

Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis e Tharros

Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis e Tharros

Nessuna trasparenza regola queste operazioni, per esempio l’ultima legge regionale n. 26/2016 che ha introdotto nuove forme di sdemanializzazione delle terre civiche è stata approvata in quattro e quattr’otto di notte, senza alcuna pubblicità né vergogna né giustificazioni plausibili.

Su sollecitazione di tanti cittadini – oltre alla campagna permanente legale e di sensibilizzazione – il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus propone una petizione popolare al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru con richieste semplici e dirette: l’abrogazione della legge regionale n. 26/2016 di sdemanializzazione delle terre civiche (da proporre al Consiglio regionale), la promulgazione dei 120 provvedimenti di accertamento di altrettanti demani civici che dormono nei cassetti regionali da più di 4 anni, l’avvio delle operazioni di recupero delle migliaia di ettari occupati abusivamente.

Bisogna far sentire la propria voce, bisogna far sentire la volontà dei cittadini, in poco tempo più di 900 persone hanno messo la loro firma per difendere i demani civici: firma anche tu e fai firmare la petizione in difesa delle terre collettive!

Si può firmare qui: Petizione contro il nuovo Editto delle Chiudende!

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

alba

alba

anatre_in_voloIstruzioni per l’adesione: la petizione si può sottoscrivere al link https://buonacausa.org/cause/petizione-popolare-contro-il-nuovo-editto-delle-chiud. Basta cliccare sul tasto verde dov’è scritto “Sottoscrivi”.     Poi giunge un messaggio all’indirizzo indicato nella sottoscrizione per la conferma.   Basta confermare l’avvenuta sottoscrizione.

Non c’è alcun obbligo di donazione di neanche un centesimo.

Buonacausa.org è una piattaforma che ospita sia petizioni che iniziative di raccolta fondi per tutela dell’ambiente e diritti civili. L’abbiamo scelta perchè non riempie di e-mail pubblicitarie i sottoscrittori delle petizioni.

Chi vuole può firmare serenamente.

 

animali-aquile_11350-gif-animataqui la Proposta di legge regionale “Trasferimento dei diritti di uso civico e sdemanializzazione di aree compromesse appartenenti ai demani civici resa disponibile gratuitamente dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per chiunque volesse utilizzarla in sede di iniziativa legislativa.

 

Gennargentu, nevaio

Gennargentu, nevaio

 

La Nuova Sardegna, 1 febbraio 2017

La Nuova Sardegna, 1 febbraio 2017

(foto S.L., J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. amico
    febbraio 1, 2017 alle 12:24 am

    Ammirevoli per determinazione e competenza. Bene e come già detto ottima la Vs proposta. Se qualcuno avesse veramente a cuore la soluzione di eventuali problemi….

  2. febbraio 1, 2017 alle 3:05 pm

    da Vistanet, 31 gennaio 2017
    Terre pubbliche ai privati. Il Grig: “Migliaia di ettari occupati abusivamente, i comuni e la Regione li recuperino”: http://www.vistanet.it/cagliari/blog/2017/01/31/terre-pubbliche-ai-privati-grig-migliaia-di-ettari-occupati-abusivamente-i-comuni-e-la-regione-le-recuperino/

    ___________________

    da Casteddu online, 31 gennaio 2017
    Da Dolianova a Barumini, “migliaia di ettari occupati abusivamente”.
    La protesta del gruppo di Intervento Giuridico: “territori enormi occupati illegittamente da privati, firmate contro l’editto delle chiudende in Sardegna”: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/44275/da-dolianova-a-barumini-migliaia-di-ettari-occupati-abusivamente.html

    ________________

    da Il Manifesto di Bologna, 7 febbraio 2017
    Sardegna, terre collettive occupate da privati: Comuni e Regione devono recuperarli: http://www.ilmanifestobologna.it/wp/2017/02/sardegna-terre-collettive-occupate-da-privati-comuni-e-regione-devono-recuperarli/

  3. Aleia
    febbraio 1, 2017 alle 3:08 pm

    È una battaglia giusta e veramente importante. Spero che quante più persone possibile appoggino la vostra iniziativa.

  4. Ricardo curreli
    febbraio 1, 2017 alle 6:56 pm

    Aderisco

  5. febbraio 7, 2017 alle 3:09 pm

    da L’Unione Sarda, 7 febbraio 2017
    Cabras: terreni comunali occupati abusivamente dai privati. (Sara Pinna) (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/02/07/cabras_terreni_comunali_occupati_abusivamente_dai_privati-68-567919.html)

    Una zona grigia vasta quasi un milione di metri quadri.
    Una fetta enorme del patrimonio comunale di Cabras che è sparita dalle mappe dei terreni pubblici.
    Occupata abusivamente da decenni e fuori dal controllo dell’amministrazione.
    Così, almeno, secondo l’esposto degli ambientalisti. Eppure, tutti questi ettari non sono né abbandonati né incolti. Qualcuno, anzi, li sta sfruttando alla grande.
    Ci vuole pazienza e una lente d’ingrandimento per controllare la cartina del patrimonio fantasma.
    E andando a piedi per le campagne, dalla zona di Mont’e Prama fino ai confini con Nurachi, è possibile fare curiose scoperte. In alcuni dei terreni che dovevano essere destinati a “uso civico”, si trovano villette con vista mare, enormi piantagioni di carciofi, pascoli e pollai. Qualcuno ha addirittura realizzato garage e piccoli capannoni per custodire gli attrezzi di campagna.
    Il “Gruppo d’intervento giuridico” ha deciso di ricostruire i confini di tutto il territorio occupato.
    «Dall’inventario generale delle terre civiche – dice il presidente dell’associazione Stefano Deliperi – è stato possibile verificare un’ampia casistica di terreni appartenenti al demanio, ma occupati senza alcun titolo da privati: da Is Aruttas a Mari Ermi ma anche a Mistras e San Giovanni di Sinis».
    Ma il sindaco Cristiano Carrus precisa: « Il Comune ha avviato le procedure per l’approvazione del piano di valorizzazione delle terre civiche. Tra le azioni c’è anche il recupero dei terreni occupati».

  6. febbraio 8, 2017 alle 10:59 pm

    Il Sindaco di Cabras ha comunicato (nota prot. n. 18 del 3 febbraio 2017) che il Comune ha in corso l’aggiornamento del piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche (l’incarico è stato affidato con determinazione Servizio usi civici n. 34 del 31 dicembre 2015).
    Nel corso dell’elaborazione sarà effettuata una precisa individuazione con sistema informativo G.I.S. anche ai fini delle singole occupazioni dei terreni e relativa natura.
    In tale sede saranno indicate le azioni per il recupero dei terreni a uso civico occupati senza titolo.

  7. febbraio 13, 2017 alle 3:03 pm

    il Comune di Dolianova ha comunicato (nota prot. n. 2169 del 9 febbraio 2017) “che … ha avviato le procedure per l’aggiornamento del Piano di Valorizzazione e recupero delle terre civiche … di prossimo completamento”, nel quale è compreso “l’adeguamento digitale delle cartografie catastali onde consentire una precisa conoscenza della situazione possessoria, sia con preciso riferimento alle situazioni eseguite in difformità a titoli concessori in essere sul patrimonio civico, sia con riferimento alle occupazioni sine titulo”.
    In seguito sarà possibile effettuare le operazioni di recupero al demanio civico delle aree occupare illegittimamente.

    Il Sindaco di Lotzorai ha comunicato (nota prot. n. 713 del 9 febbraio 2017) che il Comune “ha avviato le procedure per l’aggiornamento del Piano di Valorizzazione e Recupero delle Terre Civiche … la cui definizione è prossima al completamento”. Inoltre, “l’Amministrazione ha intenzione in tempi brevi di adoperarsi per una puntuale mappatura di tutte le terre civiche mediante sistema informativo Gis”, così da avere un quadro chiaro della situazione di fatto del demanio civico.
    Nel Piano aggiornato saranno individuate le misure di recupero delle terre a uso civico illegittimamente occupate.

  8. febbraio 17, 2017 alle 3:03 pm

    il Sindaco di Posada ha comunicato (nota prot. n. 1027 del 15 febbraio 2017) i lunghi passaggi amministrativi che hanno portato in un primo tempo (1964-1968) alla vendita dei terreni a uso civico sul litorale di Orvile, previa autorizzazione da parte della Regione autonoma della Sardegna, e alla recente riacquisizione (2013-2014) da parte del Comune, mentre il Comune non ha notizia di eventuali occupazioni sine titulo nella località Palones. A breve, sul punto, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus farà un’integrazione dell’istanza del 30 gennaio 2017.

  9. febbraio 28, 2017 alle 7:52 pm

    il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha fatto (22 febbraio 2017) un’integrazione dell’istanza relativa a Posada.
    Riguardo i terreni in località Sos Palones, si allega l’estratto relativo a Posada dell’Inventario generale delle Terre civiche (reperibile in http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=215979&v=2&c=1306&t=1), previsto dagli artt. 6-7 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i., dove sono agevolmente reperibili numerosi lotti per decine di migliaia di metri quadri complessivi (fogli 62 e 80, mappali vari) intestati a Privati (nessun riferimento a “lottizzazione abusiva”).

    da La Nuova Sardegna, 19 febbraio 2017
    Usi civici, il sindaco: «Nessuna lottizzazione abusiva a Orvile».
    Tola risponde al Gruppo di intervento giuridico «Il Comune sta valorizzando le terre civiche usurpate». (Sergio Secci): http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2017/02/18/news/usi-civici-il-sindaco-nessuna-lottizzazione-abusiva-a-orvile-1.14901137

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