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Come vengono trattati i “gioielli ambientali” delle coste sarde.


Teulada, spiaggia di Tuerredda (giugno 2019)

anche su Il Manifesto Sardo (“Come vengono trattati i gioielli ambientali delle coste sarde“), n. 288, 16 luglio 2019

sabbia

Secondo i turisti di tutto il mondo, le spiagge della Sardegna sono fra le più desiderate in Italia (classifica nazionale Tripadvisor, 2019).

Veri e propri gioielli ambientali, straordinarie attrattive turistiche da conservare e fruire con intelligenza e buon senso.

Intelligenza e buon senso sembrano, però, espressioni fuori luogo, se riferite a fin troppi gioielli ambientali delle coste sarde.

E’ arrivata l’estate e si vede: sale l’avidità e spariscono gli scrupoli. 

Ecco un paio di esempi.

Teulada, spiaggia di Tuerredda in inverno.

A Tuerredda, lungo il litorale di Teulada, in tanti gioiscono della bandiera blu, ancora una volta concessa.

In realtà, fin da giugno chioschi e servizi per la balneazione, con i loro ombrelloni, sdraio e pedalò, impediscono anche due passi sulla battigia marina.

Nelle settimane a venire, come avviene da fin troppi anni, la progressiva occupazione della spiaggia farà impallidire le immaginazioni più allucinanti (e allucinate): la spiaggia viene soffocata da chioschi, ombrelloni, parcheggi peggio di una qualsiasi spiaggia della Riviera Romagnola.

Controlli non pervenuti, nonostante varie istanze in proposito avanzate dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus alla Guardia costiera, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, al Comune di Teulada sul rispetto delle già assurde concessioni demaniali marittime.

Coste e mare rientranti nel demanio marittimo (artt. 822 cod. civ., 28 cod. nav.), tutelati con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), Tuerredda ha bisogno di drastiche misure – come il numero chiuso dei bagnanti – per consentirne la salvaguardia: il Comune di Teulada, a cui sono delegate le funzioni amministrative in tema sul demanio marittimo, da anni fa orecchie da mercante.

Teulada, spiaggia di Tuerredda “satura” (agosto 2018)

A Punta Molentis, sul litorale di Villasimius, hanno recintato il mare.

«Tancas serradas a muru, fattas a s’afferra afferra, si su chelu fit in terra,
che l’aian serradu puru
».

Il poeta Melchiorre Murenu, scagliandosi contro gli effetti di rapina delle terre collettive determinate dall’Editto delle Chiudende, non immaginava quanto avrebbero fatto più di centocinquant’anni dopo i suoi conterranei.

Villasimius, Punta Molentis, recinzione e mare (7 luglio 2019)

Sarà effetto delle mareggiate primaverili, sarà effetto anche di ulteriori effetti atmosferici, ma il mare ha modificato i suoi confini e oggettivamente oggi l’acqua marina è attraversata da una recinzione di un’area in concessione.   Buon senso e norme dovrebbero prevederne la revisione.

Lo scorso 1 maggio, Festa del lavoro, fervevano i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del locale chiosco, mentre qualche giorno prima la Guardia costiera aveva posto sotto sequestro preventivo un pontile abusivo lungo 14 metri realizzato da chissà chi.

Villasimius, Punta Molentis, in primo piano pontile sotto sequestro preventivo (1 maggio 2019)

In precedenza, nell’agosto 2017, era stata documentata una situazione di cattiva  gestione ambientale, suscitando le rimostranze del sindaco di Villasimius, agli inizi di luglio 2019 le recinzioni di una concessione demaniale marittima a fini balneari interessano serenamente l’acqua di mare, mentre l’assurdo affollamento di bagnanti coinvolge anche le dune e rende la spiaggia sempre più simile a una scatola di sardine.

Villasimius, Punta Molentis, ombrelloni e bagnanti sulle dune (22 giugno 2019)

E chi se ne frega, qualcuno penserà, sono soldi che entrano: dieci euro per ogni posto auto, migliaia di euro incassati ogni giorno.

Ambiente e bagnanti da spennare e, magari, riuscire a lucrare anche qualche altro progetto con fondi pubblici per salvaguardare dune e spiaggia, il Providune, infatti, è terminato insieme ai relativi fondi comunitari LIFE (3.352.392,00).

Coste e mare rientranti nel demanio marittimo (artt. 822 cod. civ., 28 cod. nav.), tutelati con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), interessati dal sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu(codice ITB040020) e dall’area marina protetta “Capo Carbonara”.

Villasimius, Punta Molentis, campo bocce improvvisato sulle dune (10 agosto 2017)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inviato (8 luglio 2019) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti con la richiesta di verifica del rispetto delle concessioni demaniali, della opportuna revisione e della pubblica fruibilità della spiaggia.  Coinvolti la Guardia costiera, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il Comune di Villasimius, l’Area Marina Protetta “Capo Carbonara”, informato il Ministero dell’Ambiente.

In un primo momento il sindaco Dessì ha attribuito la colpa della situazione all’alta marea, affermando d’essersi insediato solo pochi giorni prima (L’Unione Sarda, 9 luglio 2019), come se non fosse stato sindaco nel precedente mandato amministrativo, poi ha affermato di “avere già in programma di intervenire” per fermare il degrado.

Villasimius, Punta Molentis, bagnanti sulle dune (6 luglio 2019)

Come?

Con la delibera Giunta comunale n. 120 del 10 luglio 2019 e con l’ordinanza sindacale n. 13 del 10 luglio 2019 viene limitata la presenza giornaliera a 300 bagnanti, viene impedito l’accesso dal mare, vengono aumentati biglietti d’ingresso e balzelli. Nulla si dice sulle concessioni demaniali esistenti. 

E come aveva in “programma di intervenire” in precedenza?  

Aumentando i parcheggi a pagamento da 200 a 300 nel mese di agosto e così aumentando a dismisura le presenze.

Poi l’esposto ecologista, l’attenzione dei mezzi d’informazione e, in particolare, la “relazione di servizio della Capitaneria di Porto di Cagliari – Sezione staccata di Villasimius, acquisita al protocollo generale dell’ente al n. 10477 del 10.07.2019 e relativi allegati” han fatto cambiare idea e han fatto adottare i primi provvedimenti per ridurre il pesantissimo carico antropico.

Bastera?    

Ci sarà un sussulto di decenza per la gestione dei gioielli ambientali delle coste sarde?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Villasimius, Punta Molentis (foto L’Unione Sarda, 15 luglio 2019)

P.S. “Ci hanno accusato di recintare il mare ma non è vero: la foto di qualche giorno fa mostra l’altra parte dello stabilimento. I lettini sono a mollo, ma quello non è il mare, è l’acqua portata dalla mareggiata. Lì c’era la sabbia” afferma Rinaldo Fanni, concessionario demaniale (L’Unione Sarda, 15 luglio 2019).

Questa è la foto pubblicata in prima pagina da L’Unione Sarda a corredo del medesimo articolo (“Punta Molentis, un paradiso per 300 fortunati”, 15 luglio 2019): è anche più evidente di quella che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, il mare s’è insinuato nel piccolo promontorio e s’è preso una parte di quella nei mesi scorsi era spiaggia emersa.  Altro che fascia di rispetto di 5 metri. 

La battigia marina è mutata (è chiaro fin dal maggio scorso), i limiti della concessione no, finora.

Villasimius, Punta Molentis, la battigia marina è cambiata (1 maggio 2019)
Il Fatto Quotidiano, 13 luglio 2019
ginepro, mare, cielo

(foto L’Unione Sarda, per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara machtub
    luglio 17, 2019 alle 8:59 am

    Vien da piangere, pensando al povero proprietario della villetta sulle rocce (nella terza foto) costretto a fare le vacanze a Courmayeur e godersi il “suo” mare solo d’inverno! 🙂

  2. G.Maiuscolo
    luglio 17, 2019 alle 9:04 am

    Un piccolo risultato è preferibile ad un risultato mancato.

    Unifico la mia modesta opinione su due dei tanti gioielli ambientali della nostra amata Isola:
    Punta Molentis e Tuerredda e affermo che, per quanto gli amministratori facciano e a mio avviso non fanno abbastanza per tutelare il paesaggio e per curarlo, la cosa più importante è che noi non si smetta di combattere e di esigere maggior rispetto;
    esattamente come fa il “Gruppo” dei cari Dottori che, a suon di denuncia civile e concreta, specie sul piano dell’individuazione di responsabilità civili e penali, mobilitano
    persone e …cosa ancor più importante, coscienze.

    Per questo, non mi stanco di esprimer Loro, la mia riconoscenza.

    Saluti meno tristi, oggi, per il, seppur piccolo, risultato raggiunto.
    Musica per tutti, rilassante e… più verità di così…

  3. Porico.
    luglio 17, 2019 alle 8:19 pm

    Gli arenili diminuiscono a vista d’occhio. Il problema è serio e andrebbe affrontato seriamente . Gli interessi che lo impediscono sono evidenti ,quasi quanto il coinvolgimento dei “politici ” .

  4. Fuz
    luglio 17, 2019 alle 10:14 pm

    Vi ringrazio per il vostro lavoro. Questo scempio deve finire.

  5. Riccardo Pusceddu
    luglio 21, 2019 alle 1:00 am

    Ci vorrebbe qualcosa di piu’ rivoluzionario per costringere i bagnanti a rispettare le spiagge. I controlli sono troppo sporadici quindi propongo di costruire un’abitazione totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, idrico e fognario (e possibilmente anche alimentare) per 2 custodi in ogni spiaggia. Compiti dei custodi quelli di vigilare sui bagnanti e imporre il rispetto delle spiagge 24 su 24 nei mesi estivi. Salario ridotto in cambio dell’alloggio. Niente piu’ bagnanti sulle dune o in altre aree con divieto di accesso. Bagnanti costretti a scuotersi la sabbia dai piedi e da quant’altro usino in spiaggia invece che portarsela a casa e farla finire nella fogna. Niente piu’ immondizia nella sabbia e in mare. Niente piu’ pesca abusiva di ricci e granchi. Le case dei custodi longi dall’essere un pugno nell’occhio nelle spiagge, rapresenterebbero invece un simbolo della cura e della protezione che i nostri gioielli ambientali meritano.

    • Mara machtub
      luglio 21, 2019 alle 11:24 am

      Ottima idea! Aggiungo che le “casette” dovrebbero essere sopraelevate con una guardia armata ciascuna, il tutto recintato da filo spinato. E grandi fari sulle torrette… oops, volevo dire “casette”. Un notevole passo avanti per la civiltà!

      • G.Maiuscolo
        luglio 21, 2019 alle 5:18 pm

        Mara, Grande… 🙂
        Quando si dice l’ironia…

        Ahahahahah…

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 21, 2019 alle 5:18 pm

        Al contrario, dovrebbero essere quasi totalmente interrate col tetto trasparente in modo da non necessitare riscaldamento invernale (la terra e’ un ottimo isolante termico se di spessore sufficiente) e da consentire la coltivazione e l’allevamento dei pesci.
        Il deterrente non sarebbero i fari e il filo spinato ma i custodi che dovrebbero aggirarsi fra i bagnanti 24 ore su 24. Il primo che sgarra… multa!
        Suppongo a giudicare dall’ironia fuori luogo che invece la tua proposta sia di educare le masse al rispetto dei luoghi come si sta facendo da svariati decenni col risultato che continua a rendersi necessario scrivere articoli come quello sul quale stiamo commentando.
        La tua si che e’ una grande idea!

    • Mara machtub
      luglio 22, 2019 alle 5:01 pm

      Riccardo Caro, scusa se mi permetto… ormai ci conosciamo virtualmente da qualche anno:
      cosa caspita ti sei bevuto stamattina? E i pesci allevati dovrebbero essere anguille, vero?
      Grazie per le belle risate che mi regali!

  6. G.Maiuscolo
    luglio 21, 2019 alle 9:37 am

    !

  7. G.Maiuscolo
    luglio 21, 2019 alle 10:59 am

    “QUEL CHIOSCO A CHIA”…
    Gentili Dottori, oggi, in bella mostra nel quotidiano locale.
    Bravi!
    Vedo che non mollate, anzi…

    Si noti l’assenza, per ora (10.57) di commenti.

    Cordialità

  8. luglio 22, 2019 alle 2:54 pm

    a Siniscola, invece…

    da La Nuova Sardegna, 20 luglio 2019
    Progetto dune, Siniscola rilancia e invita la Wertmüller a fare da madrina.
    Il sindaco vuole ampliare di 5 chilometri l’area tutelata. (Paolo Merlini): http://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2019/07/20/news/progetto-dune-il-comune-rilancia-1.17855207?ref=hfnsnues-1

  9. G.Maiuscolo
    luglio 22, 2019 alle 3:59 pm

    Bravo l’amministratore; era ora!

    Quando sono stata alla Caletta, illo tempore, forse era il 1975, “i domusu” fianta in sa sabbia”…a due passi, due, dal mare. Rimasi stupita…Diretta a Berchidda, adorabile località, sono stata a casa di gentilissimi ospiti, genitori di una mia amica che…udite udite…lavoravano nel circo, un circo vero…dove si esibiscono i giocolieri…ahahahahah.

    Non so se le cose sono cambiate, spero di sì, evidentemente, ma sono felice che il Sindaco stia facendo passi nuovi e buoni.
    Ripeto passi nuovi e buoni.
    🙂

  10. agosto 16, 2019 alle 11:56 am

    non se ne fanno mancare una, di cafonata…

    da L’Unione Sarda, 16 agosto 2019
    “Lancio di palloncini sul mare di Villasimius: e il rispetto dell’ambiente?”
    “Ormai sono noti a tutti i gravi danni causati dalla plastica, in particolare in un ambiente come quello marino”: https://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2019/08/16/lancio-di-palloncini-sul-mare-di-villasimius-e-il-rispetto-dell-a-127-917067.html

  11. agosto 21, 2019 alle 2:44 pm

    cafonata di non poco conto.

    da La Nuova Sardegna, 6 agosto 2019
    Una festa super cafona nelle acque della Pelosa.
    Un gruppo di turisti organizza un party con tavolini e rinfresco in mezzo al mare Tante segnalazioni a Guardia Costiera e Capitaneria che indagano sull’accaduto: http://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2019/08/06/news/una-festa-super-cafona-nelle-acque-della-pelosa-1.17863365

  12. agosto 21, 2019 alle 9:46 pm

    da L’Unione Sarda, 21 agosto 2019
    ARZACHENA. Cannigione, sequestrate sette nacchere di mare in una villa di lusso.
    Sono state scoperte all’interno di una proprietà sotto sequestro: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/gallura/2019/08/21/cannigione-sequestrate-sette-nacchere-di-mare-in-una-villa-di-lus-136-918987.html

  13. agosto 26, 2019 alle 5:52 pm

    cialtroni.

    da La Nuova Sardegna, 26 agosto 2019
    Golfo Aranci, sequestrati ombrelloni legati ai ginepri.
    Blitz della Guardia costiera sulla spiaggia di Baia de Bahas: http://www.lanuovasardegna.it/italia-mondo/2019/08/26/news/sequestrati-ombrelloni-legati-a-ginepri-1.17872188

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