Archiviazione delle accuse infondate contro l’esponente ambientalista Franca Leverotti.


allegato-6-copia

Massa, Cava Valsora Palazzolo

Il G.I.P. del Tribunale di Massa ha accolto, con decreto di archiviazione n. 1640/2017 del 24-25 maggio 2018, la richiesta del Pubblico Ministero di infondatezza della notizia del reato di calunnia (art. 368 cod. pen.) a carico della prof.ssa Franca Leverotti, docente universitaria ed esponente di primo piano delle associazioni ecologiste Italia Nostra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Respinta l’opposizione all’istanza di archiviazione effettuata dal querelante Giorgio Turba, amministratore e legale rappresentante della Turba Cava Romana s.r.l., che lamentava un’insussistente intento calunnioso in quelle che il G.I.P. ha correttamente individuato come “condotte volte meramente a sollecitare ed a stimolare gli Enti interessati ad applicare la legge od a rivalutare  decisioni in precedenza assunte a favore della società del Turba”.

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d'acqua

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d’acqua

Attività che “hanno … trovato riscontro estrinseco anche in alcune determinazioni degli Enti interessati”, fra cui la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lucca,  “la quale ha espressamente dichiarato, in ordine alla cava Valsora-Palazzolo che gli accertati abusi da parte della società dell’opponente (Giorgio Turba, n.d.r.) hanno avuto un indubbio impatto paesaggistico con danno irreparabile della caratteristica della guglia posta su cresta rocciosa e modifica permanente dello skyline del complesso apuano”, l’Ente Parco regionale delle Alpi Apuane, che ha negato il rinnovo della pronuncia di compatibilità ambientale dell’attività estrattiva (5 maggio 2017) in quanto lo studio di impatto ambientale “non corrisponde allo stato attuale dei luoghi”, mentre i Carabinieri Forestali, nell’ambito dell’attività di indagine svolta sulla Cava Valsora Palazzolo, hanno riferito che sono “emersi elementi da cui desumere l’integrazione di una pluralità di reati previsti dal R.D. 523/1904 (Testo unico delle opere idrauliche), dall’art. 633 c.p., dal R.D. 827/1924 (evasione della corresponsione del canone per l’occupazione del demanio fluviale), dal d.lgs. 152/2006 in merito alla corretta gestione dei rifiuti e delle acque, dal d.P.R. 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, con particolare riferimento all’art. 83), dal d.lgs. 117/2008 in relazione alla gestione dei rifiuti derivanti dall’attività estrattiva”.

Insomma, risulta chiaramente che l’attività estrattiva svolta nella Cava Valsora Palazzolo sia tutt’altro che limpida e cristallina, altro che calunnie.

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: PRIMA

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: PRIMA

Infatti, con ordinanza del Presidente del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane n. 2 del 3 giugno 2016, ai sensi dell’art. 64 della legge regionale Toscana n. 30/2015, sono stati sospesi i lavori estrattivi e ordinato il ripristino ambientale, mentre il Comune di Massa ha accertato attività estrattiva in difformità rispetto al piano di coltivazione autorizzato (nota Settore 6, Ambiente, Attività produttive, Mobilità, Sport, Turismo prot. n. 1498 del 13 maggio 2016) e successivamente ha emanato diniego di autorizzazione paesaggistica in sanatoria (note Settore 6, Ambiente, Attività produttive, Mobilità, Sport, Turismo prot. n. 27209 e 27210 del 12 gennaio 2017), a causa del parere negativo (verbale n. 22565 del 12 gennaio 2016 in sede di conferenza di servizi) emanato dalla competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lucca.

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: DOPO

Alpi Apuane, come le cave di marmo stravolgono la morfologia della montagna: DOPO

Per tali motivi e il mancato ripristino ambientale, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva chiesto (6 febbraio 2017) la revoca delle concessioni e autorizzazioni relative alla Cava Valsora Palazzolo.

Non si può che ricordare il pesantissimo quadro di illegalità ambientale diffusa descritto dall’audizione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa Aldo Giubilaro e dei suoi Sostituti Procuratori Alessia Iacopini e Alberto Dello Iacono nel corso della missione in Toscana della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati svoltasi nel febbraio 2017.

A oggi, a fronte di numerosi e reiterati casi di riscontrata grave violazione delle prescrizioni autorizzative da parte di Aziende estrattive del marmo sulle Alpi Apuane con gravissimi danni all’ambiente e alle risorse naturali (soprattutto al patrimonio idrico a causa dell’inquinamento da marmettola, sistematicamente denunciato dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus), non si registrano i conseguenti opportuni provvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi.

E le persone, come Franca Leverotti, che con coraggio, disinteresse e sacrifici personali chiedono accertamenti e provvedimenti per la salvaguardia di ambiente e risorse fondamentali per la collettività, come l’acqua, meritano attenzione e stima.

Altro che calunnie…..

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Tritone alpestre apuano (Ichthyosaura alpestris apuana)

Tritone alpestre apuano (Ichthyosaura alpestris apuana)

(foto da La Nazione, A.G., archivio GrIG)

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  1. maggio 27, 2018 alle 12:37 pm

    da Il Tirreno, 23 maggio 2018
    Guerra delle cave: Giorgio Turba denuncia la Leverotti.
    L’imprenditore accusa la docente di calunnia e minacce per le sue iniziative contro le attività estrattive nel parco. (Claudio Figaia): http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/05/23/news/guerra-delle-cave-giorgio-turba-denuncia-la-leverotti-1.16872364

  2. Juri
    maggio 28, 2018 alle 6:21 pm

    Accusare qualcuno di calunnia sapendo che i fatti oggetto della denuncia sono veritieri potrebbe rappresentare, quella sì, un’azione calunniosa. E allora forse si dovrebbe valutare una bella controdenuncia.

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