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Ennesimo disastroso inquinamento da marmettola nel Fiume Frigido! Vergognosa inerzia da parte di chi dovrebbe intervenire.


Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Ancora una volta, domenica 5 novembre 2017, il Fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola, inquinamento testimoniato dalle fotografie del prof. Elia Pegollo, strenuo difensore dell’ambiente apuano.

Centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Alpi Apuane sono inquinati dalla marmettola (marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d’acqua).  La causa è esclusivamente l’attività illecità rappresentata dagli scarichi abusivi dell’estrazione del marmo.

I danni ambientali ed economici sono enormi.

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Soltanto i maggiori costi sopportati per la potabilizzazione delle acque dal gestore pubblico del servizio idrico integrato Gaia s.p.a. a causa del pesante inquinamento da marmettola delle sorgenti del Cartaro e per le sensibili carenze gestionali pubbliche di numerose cave di marmo in Comune di Massa, ammontano a 300 mila euro all’anno[1].  Tali maggiori òneri sono stati oggetto (8 aprile 2016) di specifica segnalazione per ipotesi di danno erariale da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (6 novembre 2017) una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il pesante inquinamento ambientale da marmettola riscontrato lo scorso 5 novembre nel Fiume Frigido  Coinvolti la magistratura e le amministrazioni pubbliche competenti, la polizia giudiziaria e le istituzioni comunitarie.     Numerose le ipotesi di reato segnalate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, si cui si chiede lo svolgimento degli opportuni accertamenti: artt. 323 (abuso d’ufficio), 328 (omissioni di atti d’ufficio), 452 bis (inquinamento ambientale), 452 quater (disastro ambientale), 635 (danneggiamento), 674 (getto pericoloso di cose), 734 (deturpamento di bellezze naturali) cod. pen., 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (inquinamento delle acque), 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (violazione del vincolo paesaggistico), 30 della legge n. 394/1991 e s.m.i. (attività non autorizzate in un’area naturale protetta).

In seguito ai precedenti esposti (20 agosto 2015, 20 gennaio 2016, 18 settembre 2016, 18 settembre 2017) del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, il grave stato di inquinamento dei corsi d’acqua dell’area era stato riconosciuto dal Comando delle Guardie del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane (nota prot. n. 3835 del 30 settembre 2015), con indicazioni precise della provenienza degli sversamenti illeciti di marmettola da siti di cava che si trovano nella zona di Piastrone e Rocchetta al di sopra degli abitati di Caglieglia e Casette (in Comune di Massa) nei bacini industriali estrattivi dei Comuni di Massa e Carrara”.  L’ultimo sopralluogo del 29 agosto 2015, in conseguenza dell’esposto ecologista, ha consentito di verificare che “la marmettola proviene dal Fosso della Rocchetta (nei pressi degli abitati di Caglieglia e Casette) che regolarmente, ad ogni evento di piogge intense, si riempie di questi fanghi bianchi che vanno a riversarsi nel fiume Frigido in corrispondenza del punto di confluenza del canale di Rocchetta con il fiume (coord. GPS: N 44° 04′ 11” ed E 10° 10′ 18”)”.  Inoltre, “è stata verificata anche la parte a monte del fiume Frigido ed in particolare il corso dell’affluente Renara che ha origine dalle pendici del monte Sella, al di sopra del quale insiste una vecchia discarica di materiale lapideo di vecchie attività estrattive (dicasi “ravaneto”) che nel tempo, a seguito di abbondanti piogge, ha portato, per dilavamento, apporti di marmettola nei corsi d’acqua in questione”.

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Come noto, in precedenza l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (A.R.P.A.T.) con la sua newsletter n. 168 del 13 agosto 2015 aveva presentato un report sulle “Alpi Apuane e marmettola” e aveva descritto gli eventi di inquinamento ambientale altamente pregiudizievoli per la salvaguardia dei Fiumi Carrione e Frigido e gli habitat naturali connessi: nella parte alta dei bacini imbriferi dei Fiumi Carrione e Frigido sussistono perlomeno 178 cave, di cui più di 118 attive. A partire dagli anni ’70 del secolo scorso i ravaneti, accumulo di sassi sui pendii costituiti dagli scarti derivanti dal taglio del marmo a fini commerciali, adibiti a sede stradale, sono stati irrorati dalla c.d. marmettola, marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d’acqua.   La marmettola, secondo quanto asserito dall’A.R.P.A.T., è fortemente inquinante, contaminata “da oli e grassi … e da metalli”. “la marmettola, per l’ecosistema, è inquinante per l’azione meccanica: riempie gli interstizi, ed impermealizza le superfici perciò elimina gli habitat di molte specie animali e vegetali, modifica i naturali processi di alimentazione della falda, rende più rapido lo scorrimento superficiale delle acque (in pratica è come se il fondo del fiume fosse cementato), infiltrata nel reticolo carsico , modifica i percorsi delle acque sotterranee e può esser causa del disseccamento di alcune sorgenti e/o del loro intorbidamento”.

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Se è vero che “il tratto di mare prospiciente la foce del torrente Carrione è da considerarsi non balneabile perché il torrente sfocia in zona portuale”, le Foci del Torrente Frigido e del Fosso Brugiano sono soggette a divieto permanente di balneazione … per motivi igienico-sanitari” perché “l’ambiente risulta ‘molto inquinato o comunque molto alterato’.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, consapevole della piena conoscenza del fenomeno da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti (Ministero dell’ambiente, Regione Toscana), ha ripetutamente chiesto loro di adottare gli urgenti provvedimenti per metter fine a questo ignobile e continuo inquinamento delle acque e dell’ambiente apuano determinato da un’attività estrattiva del marmo lasciata fin troppo libera di spadroneggiare sulla Terra e sulle vite di chi quella Terra abita.   Finora nessun intervento risolutivo.

Di conseguenza l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha provveduto per l’ennesima volta a informare la magistratura e la polizia giudiziaria competente, nonché le Istituzioni comunitarie.  Alla Procura della Repubblica massese ha segnalato l’opportunità di verificare le condizioni per porre sotto sequestro preventivo le attività inquinanti.

Che cosa si aspetta per intervenire concretamente e risolutivamente una volta per tutte?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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[1] Come evidenziato dalle dichiarazioni provenienti dalla stessa società Gaia (vds. “Marmettola nel Frigido, rendere potabili le acque costa 300.000 euro in più all’anno”, di Melania Carnevali, su Il Tirreno, 3 febbraio 2016), “i maggiori costi legati alla presenza di materiali fini derivanti dall’esercizio delle cave sono valutabili nell’ordine di 300 mila euro all’anno”.

 

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

(foto Elia Pegollo, archivio GrIG)

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  1. novembre 8, 2017 alle 11:55 am

    L’ha ribloggato su Ambiente Sul Webe ha commentato:
    Uno schifo, un inquinamento ambientale ai limiti del dolo. Il Fiume Frigido inquinato dalla marmettola, marmo finemente tritato e scaricato sui fiumi. L’acqua è bianca, e dalle immagini sembra che sia appena passata un’alluvione.

  2. capitonegatto
    novembre 8, 2017 alle 1:25 pm

    Ma il marmo si vende in tutto il mondo, e quello di Massa-Carrara e’ famosissimo , e chi lo vende fa un sacco di soldi. E allora chi se ne frega di un po d’acqua bianca . E la montagna che diventa un ammasso di cemento ? Ma chi se ne frega !!! I primi sono gli amministratori dei due comuni che da decenni non fanno nulla.

  3. novembre 8, 2017 alle 3:05 pm

    da Il Tirreno, 8 novembre 2017
    Massa, il Frigido si tinge di bianco e il Grig scrive alla procura.
    L’associazione ecologista infuriata dopo l’ennesimo caso di inquinamento: «La contaminazione da marmettola deve essere fermata, serve un intervento». (http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/11/07/news/il-frigido-si-tinge-di-bianco-e-il-grig-scrive-alla-procura-1.16090137?ref=hftimcer-1)

    La marmettola continua a far paura. Si tratta di marmo finemente tritato, che sempre più spesso finisce nei corsi d’acqua di Massa e dintorni. Un fattore inquinante, capace, tra gli altri danni all’ambiente, di cambiare completamente il colore dell’acqua. L’ultima denuncia riguardo l’inquinamento da marmettola arriva dall’associazione ecologista Gruppo d’intervento giurudico onlus (Grig), che in un lungo intervento parla di un episodio avvenuto domenica 5 novembre e fa il punto della situazione. «Domenica 5 novembre il fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola, come testimoniano le foto di Elia Pegollo, strenuo difensore dell’ambiente apuano. La causa – scrive Grig – è esclusivamente l’attività illecita rappresentata dagli scarichi abusivi dell’estrazione del marmo. I danni ambientali ed economici sono enormi. Soltanto i maggiori costi sopportati per la potabilizzazione delle acque dal gestore pubblico del servizio idrico integrato, Gaia Spa, a causa del pesante inquinamento da marmettola delle sorgenti del Cartaro e per le sensibili carenze gestionali pubbliche di numerose cave di marmo nel Comune di Massa, ammontano a 300mila euro all’anno». L’associazione, poi, annuncia di essersi rivolta alla procura, come già accaduto in passato. «Sono numerose le ipotesi di reato segnalate alla procura, su cui si chiede lo svolgimento degli opportuni accertamenti. Il grave stato di inquinamento dei corsi d’acqua dell’area era stato riconosciuto dal comando delle guardie del parco naturale regionale delle Alpi Apuane, con indicazioni precise della provenienza degli sversamenti illeciti di marmettola da siti di cava che si trovano nella zona di Piastrone e Rocchetta al di sopra degli abitati di Caglieglia e Casette nei bacini industriali estrattivi dei Comuni di Massa e Carrara».

    «L’ultimo sopralluogo – dice ancora l’associazione – del 29 agosto 2015, ha consentito di verificare che la marmettola proviene dal Fosso della Rocchetta che regolarmente, ad ogni evento di piogge intensa, si riempie di questi fanghi bianchi che vanno a riversarsi nel fiume Frigido in corrispondenza del punto di confluenza del canale di Rocchetta con il fiume. Inoltre, è stata verificata anche la parte a monte del fiume Frigido e in particolare il corso dell’affluente Renara che ha origine dalle pendici del monte Sella, al di sopra del quale insiste una vecchia discarica di materiale lapideo di vecchie attività estrattive che nel tempo, a seguito di abbondanti piogge, ha portato, per dilavamento, apporti di marmettola nei corsi d’acqua in questione».

    «Come noto – riprende l’intervento del Grig – l’Arpat, il 13 agosto 2015, aveva presentato un report sulle “Alpi Apuane e marmettola” e aveva descritto gli eventi di inquinamento ambientale altamente pregiudizievoli per la salvaguardia dei fiumi Carrione e Frigido e gli habitat naturali connessi: nella parte alta dei bacini imbriferi dei Fiumi Carrione e Frigido sussistono perlomeno 178 cave, di cui più di 118 attive». L’associazione, poi, riprende le parole utilizzate da Arpat per descrivere la pericolosità della marmettola: «Fortemente inquinante, contaminata da oli, grassi e metalli. Riempie gli interstizi, ed impermeabilizza le superfici perciò elimina gli habitat di molte specie animali e vegetali. Modifica i naturali processi di alimentazione della falda, rende più rapido lo scorrimento superficiale delle acque (in pratica è come se il fondo del fiume fosse cementato), infiltrata nel reticolo carsico, modifica i percorsi delle acque sotterranee e può esser causa del disseccamento di alcune sorgenti e/o del loro intorbidamento».

    «Se è vero – va avanti Grig – che il tratto di mare prospiciente la foce del torrente Carrione è da considerarsi non balneabile perché il torrente sfocia in zona portuale, come scrive Arpat, le foci del Torrente Frigido e del fosso Brugiano sono soggette a divieto permanente di balneazione per motivi igienico-sanitari, perché l’ambiente risulta molto inquinato o comunque molto alterato, come riporta ancora Arepat». Infine, Grig lancia l’ennesimo appello alle istituzioni: «Crediamo che debbano essere presi urgenti provvedimenti da parte delle autorità competenti, per metter fine a questo ignobile e continuo inquinamento delle acque e dell’ambiente apuano. Finora nessun intervento risolutivo. Di conseguenza l’associazione ha provveduto per l’ennesima volta a informare la magistratura e la polizia giudiziaria competente, nonché le istituzioni comunitarie».

    ______________________________

    da La Nazione, 7 novembre 2017
    «Ennesimo inquinamento da marmettola nel Frigido: ora basta». (http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/9467-ennesimo-inquinamento-da-marmettola-nel-frigido-ora-basta)

    «ANCORA una volta, domenica 5 novembre, il fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola»: a denunciarlo è il Grig, il Gruppo di intervento giuridico, «un inquinamento testimoniato dalle fotografie del professor Elia Pegollo, strenuo difensore dell’ambiente apuano. Centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Alpi Apuane – prosegue il Grig – sono inquinati dalla marmettola (marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d’acqua). La causa è esclusivamente l’attività illecità rappresentata dagli scarichi abusivi dell’estrazione del marmo. I danni ambientali ed economici sono enormi. Soltanto i maggiori costi sopportati per la potabilizzazione delle acque dal gestore pubblico del servizio idrico integrato Gaia S.p.a. a causa del pesante inquinamento da marmettola delle sorgenti del Cartaro e per le sensibili carenze gestionali pubbliche di numerose cave di marmo in Comune di Massa, ammontano a 300mila euro all’anno[1]». Tali maggiori oneri sono stati oggetto (8 aprile 2016) di specifica segnalazione per ipotesi di danno erariale da parte del Gruppo d’intervento giuridico che ieri ha inoltrato una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il pesante inquinamento ambientale da marmettola riscontrato domenica nel Frigido. «Numerose le ipotesi di reato – specifica il Grig – segnalate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, si cui si chiede lo svolgimento degli opportuni accertamenti: artt. 323 (abuso d’ufficio), 328 (omissioni di atti d’ufficio), 452 bis (inquinamento ambientale), 452 quater (disastro ambientale), 635 (danneggiamento), 674 (getto pericoloso di cose), 734 (deturpamento di bellezze naturali) cod. pen., 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (inquinamento delle acque), 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (violazione del vincolo paesaggistico), 30 della legge n. 394/1991 e s.m.i. (attività non autorizzate in un’area naturale protetta)».

    ____________________________

    da La Gazzetta di Lucca, 6 novembre 2017
    Massa, ennesimo disastroso inquinamento da marmettola nel fiume Frigido: https://www.lagazzettadilucca.it/sviluppo-sostenibile/2017/11/ennesimo-disastroso-inquinamento-da-marmettola-nel-fiume-frigido/

  1. novembre 8, 2017 alle 12:02 pm

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