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Sequestrati due complessi di serre fotovoltaiche nel Sulcis.


Giave, Campu Giavesu, serre fotovoltaiche, particolare

Giave, Campu Giavesu, serre fotovoltaiche, particolare (marzo 2014)

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari nei giorni scorsi ha ottenuto il sequestro preventivo delle serre fotovoltaiche per una superficie complessiva di 18 ettari nelle località di Montixeddu, a Santadi, e di Marcu Pinna, a San Giovanni Suergiu, nel Sulcis, gestiti dalle Società Enervitabio San Giovanni ed Enervitabio San Nicola.

Indagati sei imprenditori per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni del Gestore dei servizi energetici (GSE) e per lottizzazione abusiva.

Sequestrati, inoltre, per equivalente oltre 130 tra fabbricati e terreni in Sardegna e in Emilia Romagna, 280 tra conti correnti e cassette di sicurezza, quote societarie per 16 milioni di euro, corrispondenti a quanto guadagnato con l’ipotizzata maxi truffa ai danni dello Stato.

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale ipotizzano una falsa attività agricola da parte delle due aziende, così da poter realizzare le serre fotovoltaiche, lucrare sugli incentivi per le energie rinnovabili e avere agevolazioni fiscali, nonché la realizzazione di progetti ben difformi da quelli approvati.

In realtà, lo svolgimento di attività agricola sarebbe stato marginale, in violazione di legge: infatti, In Sardegna, la procedura per la realizzazione delle serre fotovoltaiche e l’acquisizione dei relativi incentivi è stata semplificata esclusivamente per sostenere l’agricoltura, non dovendosi trattare di attività di tipo industriale.

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

La compagine societaria Enervitabio è la titolare anche della struttura (119 serre su 24 ettari), gestita dalla Enervitabio San Cosimo Soc. Agr. s.r.l. su finanziamento della taiwanese  Win Win Precision Technology, in località Campu Giavesu, in Comune di Giave (SS), posta sotto sequestro preventivo nel luglio 2016 in seguito a indagini svolte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura sassarese che hanno contestato un complesso meccanismo di acquisizione indebita di oltre 12 milioni di euro di incentivi pubblici per le fonti di energia rinnovabile.

In proposito, nel marzo 2014 l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiese lo svolgimento degli opportuni accertamenti alle competenti autorità, visto che erano pervenute documentate segnalazioni fotografiche che denotavano scarsa attività agricola.    L’allora sindaco di Giave Giuseppe Deiana e la Società di gestione affermarono la piena bontà dell’iniziativa. Ora il sequestro preventivo.

Anche a Villasor analogo impianto gestito da diversa compagine societaria, ritenuto il più grande del mondo (134 serre, 84.000 pannelli fotovoltaici, 26 ettari di terreno agricolo), è stato posto sotto sequestro preventivo (luglio 2015) per motivazioni similari

Viceversa, le serre fotovoltaiche di S’Arrieddu, in Comune di Narbolia (OR), realizzate dalla Enervitabio Santa Reparata e poi in mano alla China Developement Bank, sono state ritenute legittime con sentenza Cons. Stato, Sez. V, 25 febbraio 2016, n. 752 e sembrano incontrare difficoltà finanziarie.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ora come allora, auspica chiarezza e trasparenza nel settore, perché le serre fotovoltaiche devono essere un’opportunità per le aziende agricole e non l’ennesima speculazione in nome dell’energia rinnovabile sui terreni agricoli in danno delle finanze pubbliche.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

serre_fotovoltaiche_sardegna

Villasor, Su Scioffu, serre fotovoltaiche (da http://www.greenme.it)

A.N.S.A., 24 maggio 2018

Scoperta maxi truffa su fotovoltaico. Sigilli a due impianti e terreni nel Sulcis.

Due impianti fotovoltaici a San Giovanni Suergiu e Santadi, nel Sulcis, 280 tra cassette di sicurezza, conti correnti e quote societarie per un valore complessivo di 16 milioni di euro sono stati sequestrati dai militari della Guardia di finanza del nucleo di polizia economica e finanziaria e dagli uomini del Nucleo investigativo regionale del Corpo forestale nell’ambito di una maxi indagine su una truffa ai danni dello Stato nel campo delle energie rinnovabili.

Cinque le persone indagate tra cui due imprenditori del settore, uno di origine romagnole ma residente a Sant’Anna Arresi, sempre nel Sulcis, e un romano. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni del Gestore dei servizi energetici (GSE) di Roma, alla lottizzazione abusiva.

Alle due società coinvolte, spiegano gli investigatori, è stata attribuita la cosiddetta responsabilità parapenale, “prevista per gli enti attraverso i quali sono perpetrati determinati illeciti penali”. Il sequestro preventivo è stato disposto dal Gip del tribunale di Cagliari. Sotto chiave sono finiti i due impianti fotovoltaici del Sulcis e i terreni vicini, per un’area complessivamente di 18 ettari nei comuni di San Giovanni Suergiu e Santadi. Sequestrati “per equivalente” oltre 130 tra fabbricati e terreni dislocati in Sardegna ed Emilia Romagna, 280 tra conti correnti e cassette di sicurezza nonché quote societarie per 16 milioni di euro, corrispondenti a quanto guadagnato con la maxi truffa.

Sardegna, serre fotovoltaiche

Sardegna, serre fotovoltaiche

AZIENDE AGRICOLE “MASCHERATE”. È stata denominata “Eclissi” l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dal Corpo forestale che oggi ha portato al sequestro preventivo di due impianti fotovoltaici a Santadì e San Giovanni Suergiu, nel Sulcis, più conti correnti, proprietà e quote azionarie per un valore complessivo di 16 milioni di euro. Nel mirino sono finite le società Enervitabio San Giovanni ed Enervitabio San Nicola, proprietarie degli impianti. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i titolari delle due aziende avrebbe dichiarato falsamente che la loro principale attività era quella agricola, ma in realtà veniva prevalentemente prodotta energia elettrica.

Secondo le accuse avrebbero raggirato il Gestore servizi energetici (Gse) di Roma, presentando un progetto totalmente difforme da quello approvato dagli uffici tecnici comunali di San Giovanni Suergiu e Santadi, realizzando così una lottizzazione completamente abusiva. Le Fiamme gialle hanno anche analizzato il quadro economico-finanziario delle due imprese che si erano attribuite impropriamente la qualifica di “aziende agricole”, beneficiando così del regime tributario agevolato, quando in realtà avrebbero dovuto avere un carico fiscale ben più pesante. In questo modo i finanzieri hanno scoperto che non erano stati dichiarati ricavi per 21 milioni di euro e inseriti in bilancio costi non deducibili per altri 2,1 milioni.

INDAGATO ANCHE VALERIO VELTRONI. C’è anche Valerio Veltroni, fratello di Walter, tra gli indagati della maxi inchiesta che ha portato alla luce una presunta truffa legata al fotovoltaico. Sei e non cinque, come appreso inizialmente, le persone coinvolte. Valerio Veltroni è socio della Enervitabio di San Giovanni Suergiu; con lui sono indagati Paolo Magnani, responsabile della Enervitabio San Nicola di Santadi, Efisio Muntoni, Giovanni Battista Massa, Paolo Franco Balia e Roberto Bachis. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in erogazioni pubbliche e lottizzazione abusiva. “Stiamo analizzando tutta la documentazione ma fin da ora contestiamo tutte le accuse che vengono mosse – dice all’ANSA l’avvocato Guido Manca Bitti, che rappresenta Veltroni e Magnani – sono stati eseguiti ripetuti controlli due anni fa e non ci era stata segnalata alcuna irregolarità. Vorremmo capire come mai non sia stata fermata prima l’attività”.

 

Giave, Campu Giavesu, serre fotovoltaiche

Giave, Campu Giavesu, serre fotovoltaiche (marzo 2014)

da La Nuova Sardegna, 24 maggio 2018

Sigilli a due impianti fotovoltaici nel Sulcis.

Le Fiamme gialle in azione per una presunta truffa: sei gli indagati fra cui il fratello di Walter Veltroni.

 

 

da Sardinia Post, 24 maggio 2018

Fotovoltaico, sequestri in Sardegna: tra gli indagati anche Valerio Veltroni.

 

paesaggio agrario

paesaggio agrario (foto Benthos)

 

da L’Unione Sarda, 24 maggio 2018

Truffa del fotovoltaico: maxi-sequestro in Sardegna. Coinvolto il fratello di Veltroni.

Due parchi fotovoltaici messi sotto sequestro, sigilli a oltre 130 tra fabbricati e terreni in Sardegna ed Emilia Romagna e a 280 tra conti correnti, cassette di sicurezza e quote societarie per 16 milioni di euro (somma che sarebbe stata ottenuta illecitamente), sei persone sotto accusa per truffa e lottizzazione abusiva.

È il bilancio dell’operazione eseguita stamattina dagli uomini del Nucleo investigativo regionale della Forestale e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza a Santadi e a San Giovanni Suergiu su due aree vaste complessivamente circa 18 ettari.

L’ordine di mettere i sigilli è partito dal gip di Cagliari su richiesta del pubblico ministero Daniele Caria, che ipotizza l’esistenza di introiti non dovuti a vantaggio dei titolari della società proprietaria degli impianti, con sede nel Ravennate.

GLI INDAGATI – Nel dettaglio, sono finite nel mirino le società “Enervita Bio San Giovanni” ed “Enervita Bio San Nicola”, che si occupano dei parchi di San Giovanni Suergiu e Santadi.

Gli indagati sono Paolo Magnani di Ravenna, Valerio Veltroni di Roma (fratello di Walter, ex segretario nazionale del Pd), Efisio Muntoni di Villacidro, Giambattista Massa di San Giovanni Suergiu, Franco Paolo Balia di Sant’Antioco e Roberto Bachis di Carbonia.

Magnani, ingegnere, è l’uomo della “Enervita Bio”, società nata nel nord Italia e con una serie di sotto società isolane: Enervita Bio Santa Reparata (Narbolia), Santa Sofia (San Vero Milis), San Cosimo e San Giuseppe (Giave), Santu Pedru (Padria)

Le serre solari dovevano garantire la produzione agricola ma, nella ricostruzione investigativa, quell’aspetto sarebbe stato del tutto trascurato.

Le distese di pannelli sarebbero state utili solo a incamerare energia e a intascare i relativi incentivi e il denaro incassato dalla vendita della produzione in eccesso al gestore unico della rete.

Sul registro degli indagati sono finiti i titolari della società e i progettisti.

LA ENERVITABIO – La Enervitabio in Sardegna ha già realizzato imprese simili a Narbolia, San Vero Milis, Giave, Padria.

A Santadi, sulla collina di Montixeddu, ci dono 4 ettari per la produzione di asparagi, aloe e ortaggi in genere, che producono anche energia elettrica a basso costo.

Un’identica struttura è sorta nelle campagne di Marcu Pinna, a San Giovanni Suergiu.

Dovevano essere prodotte anche insalata belga, rucola, pomodori “Camona” e altre specie di ortaggi. Sempre in base alla ricostruzione degli inquirenti, il Gse sarebbe stato destinatario anche di un progetto totalmente difforme da quello approvato dagli uffici tecnici comunali di San Giovanni Suergiu e Santadi.

Le due imprese, attribuendosi la qualificazione giuridica di “azienda agricola”, avrebbero anche beneficiato illegittimamente di una tassazione agevolata, ma in realtà per gli inquirenti si trattava di una vera attività imprenditoriale assoggettata a un carico fiscale più oneroso.

Le Fiamme gialle hanno quantificato la sottrazione alla tassazione di ricavi per circa 21 milioni di euro, oltre all’appostamento contabile di costi non deducibili per quasi 2,6 milioni di euro.  (Andrea Manunza)

paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

 

 

(foto da http://www.greenme.it, Benthos, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Porico
    maggio 26, 2018 alle 5:03 pm

    La cosa potrebbe estendersi a macchia d’olio anche in altri settori . Non avverrà perché si andrebbe dritti alla testa del serpente: Il saccheggio delle risorse pubbliche ad opera di un’organizzazione ove si trovano i soliti -e conosciuti- poteri dell’antistato.

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