Dissesto idrogeologico e calamità innaturali.


Capoterra, Frutti d’Oro, alluvione (autunno 2008)

Purtroppo, in Italia, negli ultimi 55 anni, sono stati più di 5.000 i morti a causa delle ripetute, consuete calamità innaturali.

Da Olbia a Genova fino a Refrontolo e Livorno.   In tutta Italia.  Si ripetono sistematicamente.

Le cause?   Sempre le stesse: quella calamità che si chiama uomo.

L’allora Governo Renzi, due anni fa, affermava di voler voltare pagina con il nuovo programma nazionale Italia sicura, l’attuale Governo Gentiloni non pare che abbia fatto seguire molti fatti.

Noi abbiamo proposto un vero e proprio New Deal a livello nazionale e regionale, un grande piano di risanamento idrogeologico per salvaguardare l’ambiente, la vita, il lavoro.

A ciò si aggiungono le fortissime preoccupazioni per una normativa nazionale di recepimento della disciplina europea sulla valutazione di impatto ambientale estremamente carente e parzialmente illegittima.

Ecco che cosa ci scrivono da Olbia.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2017

 

Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2017

 

Al Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Allorché nel giugno scorso venimmo a conoscenza del decreto 104 che, recependo la Direttiva 2014/52/UE, è intervenuto sulla valutazione dell’impatto ambientale, le perplessità e le preoccupazioni sul progetto di mitigazione del rischio idraulico che si vuole realizzare ad Olbia, sono sicuramente aumentate. Abbiamo conosciuto e condiviso la Vostra opinione circa quel decreto ed apprezzato l’opera di sensibilizzazione e diffusione svolta dal GRIG, che ci ha permesso di conoscere situazioni ed esperienze quale quella dell’Arch. Fiorentino a proposito del progetto di ampliamento dell’aeroporto di Firenze.

Così abbiamo ritenuto che anche questo Comitato potrebbe riferire delle problematiche legate alle previste vasche di laminazione di Olbia, e chissà quanti altri ancora potrebbero inserirsi per parlare dei tanti “disastri” italiani che certamente il nuovo decreto, consentirà.

Una domanda è d’obbligo: l’Unione Europea, che emana le leggi e fissa gli obiettivi, cosa può fare riguardo al tentativo del Governo Italiano di “tappare la bocca” ai cittadini, ridimensionando l’importanza della VIA?

Dovessimo avere come metro di giudizio il comportamento che scaturisce dalla risposta della Commissione Europea, “interrogata” recentemente da tre eurodeputati Verdi sulla nostra questione, c’è poco da star tranquilli.

Basta leggere la recente ’interrogazione” al Parlamento Europeo e la risposta fornita dalla Commissione sull’argomento “Vasche di Laminazione di Olbia” per comprendere quanto sia importante mantenere alta l’attenzione.

 

La sensazione, come da Voi sostenuto, è che “se ne sono voluti lavare le mani”!                                     Possibile che di questa ennesima “disgrazia”, che sta per abbattersi su Olbia , nonostante le informazioni fatte pervenire agli Enti di controllo da parte del nostro Comitato, nessuno si senta in dovere di intervenire, magari per rispondere a qualcuna delle tante domande formulate in questi ultimi 3 anni?

Eppure sono sotto gli occhi di tutti, non soltanto i danni inferti alla Città con la doppia alluvione del 2013 e 2015, ma anche gli sprechi consumati e/o da consumare con le demolizioni e ricostruzioni previste (ad oggi due su 28, le cosi dette opere incongrue. Tutto ciò, in mancanza di coerenza con un Piano regolarmente approvato! Esse sono infatti incongrue solo se rapportate al Piano Mancini avversato dall’attuale Amministrazione Comunale, non ad altre soluzioni sul campo! Ente, quest’ultimo, che sta per dare incarico ad uno dei 12 Gruppi Professionali partecipanti ad un Bando europeo per una soluzione alternativa allo stesso piano “Mancini”, da presentare entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto con l’Affidatario.

La nostra opinione, suffragata dalle leggi, fa discendere, molto opportunamente, le opere dai piani e non lascia spazio ad improvvisazioni di alcun genere, per cui non resta, che accelerare le procedure per disporre, al più presto, di un strumento di pianificazione (PAI), regolarmente approvato, aggiornato a seguito di Cleopatra 2013 e soprattutto condiviso.

Le illegittimità abbondantemente denunciate, gli sprechi consumati e ipotizzabili, senza il PAI, siamo purtroppo certi, allontaneranno la stessa messa in sicurezza della città. Allo stato, riteniamo infatti che, a rigor di logica, si potranno eseguire soltanto demolizioni e le opere condizionate da procedure, appesantite dai sicuri contenziosi con una moltitudine di soggetti.

In compenso, in mancanza di tempestivi pronunciamenti da parte degli Enti interessati, c’è chi continuerà a “calpestare” le regole, che pure il legislatore si era dato, con VAS e VIA al riparo da pericolose “scorciatoie”!

Lo “stordimento” della gente e la confusione che si è creata anche per la diatriba in atto fra Comune e Regione, non fanno che alimentare ulteriori sprechi e ritardi, ma soprattutto insicurezza, disagio e preoccupazioni ogni volta che si vede un addensamento di nubi.

Certo avrebbe aiutato e non poco il pronunciamento del TAR sulla validità della delibera di Consiglio Comunale n° 25 del 08/03/2016, che ha fra l’altro consentito alla Regione di commissariare il Comune di Olbia per il completamento della VIA, cioè di opere non gradite’ allo stesso Comune, avvalendosi peraltro dei tecnici comunali e dei loro dirigenti, ingegneri non idraulici, primi fautori del Quadro delle opere e del piano Mancini e, con la attuale Amministrazione, valutatori dei gruppi di progetto che hanno partecipato al bando per l’affidamento della progettazione della soluzione alternativa che deve rispondere al principio: “FUORI L’ACQUA DA OLBIA!” con riferimento a quella eccedente la portata degli esistenti canali.

La posta in gioco, nel caso di Olbia, non è di poco conto, perché assieme alla tempestività ed economicità degli interventi c’è da assicurare e garantire la salute, la sicurezza, il patrimonio e la qualità della vita dei cittadini.

La realizzazione di ben 4 vasche di laminazione, due delle quali interne alla Città (Livorno docet), zanzare comprese (!) e l’allargamento dei canali che arriverebbero a lambire decine se non centinaia di case, non va certamente nella direzione auspicata!

Felice Catasta

Coordinatore del

Comitato Salvaguardia Idraulica Olbia

 

(foto A.N.S.A.)

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  1. novembre 13, 2017 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 novembre 2017
    Olbia, barricate sui terreni da espropriare per il piano Mancini.
    Nelle aree destinate alle vasche di laminazione ci sono delle aziende agricole. La Regione invia 70 tecnici per i carotaggi. (Serena Lullia): http://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2017/11/11/news/olbia-barricate-sui-terreni-da-espropriare-per-il-piano-mancini-1.16105724

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