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Una storia (forse) a lieto fine: la costa di Orvile, a Posada (NU).


Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

In un panorama isolano dove la speculazione immobiliare è arrembante lungo tutti i litorali, la Regione autonoma della Sardegna e molti Comuni fanno a gara nei tentativi di smantellare le norme di tutela costiera e nel favorire i peggiori cantieri edilizi fin sulle dune, di segno opposto è la storia di Orvile, in quel di Posada (NU).

Qui l’attuale Amministrazione comunale, con rara intelligenza, attraverso la vendita di un lotto (5.000 mq. nella frazione di San Giovanni, con vincolo di destinazione alberghiera), sta riacquistando la pineta costiera (60 ettari), fra la foce del Rio Posada e la spiaggia, venduta cinquant’anni fa con il miraggio della solita valorizzazione turistica a colpi di benna e con colate di cemento.

Poi varie vicissitudini, anche molto opache, fin quando (1994) il tentativo speculativo si fece più pressante con la Folli Costruzioni di Padova: inserzioni pubblicitarie, ville esclusive, piscine, golf e cosette simili, rintuzzate da esposti del Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra e dall’inchiesta giornalistica de La Nuova Sardegna.

Ora, forse, il lieto fine.  Poi il ripristino ambientale della pineta sfregiata nel 2009 da un incendio in collaborazione con l’Ente foreste della Sardegna.

E sarebbe proprio un bel segnale.   Sarebbe un segnale ancora migliore se vi contribuisse l’Agenzia della Conservatorìa delle coste della Sardegna, che ha nell’acquisizione e corretta gestione dei gioielli ambientali costieri il suo principale fine statutario (molto meno la progettazione di alberghi eco-sostenibili).

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

dune

dune

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 19 agosto 2013

Posada » ambiente sotto tutela. Dopo 50 anni Orvile tornerà bene comune.  Il Comune tratta l’acquisto dell’oasi naturale che si affaccia sulla spiaggia regina del 2013.  Paolo Merlini

POSADA. Ci sono voluti cinquant’anni, ma la tutela di Orvile ormai è vicina: l’oasi ambientale tornerà di proprietà del Comune di Posada e sarà definitivamente preservata dalla colata di cemento e dagli oscuri interessi che per lungo tempo hanno pesato sul suo destino. Di recente, su proposta della giunta guidata da Roberto Tola, il consiglio comunale ha votato per l’acquisizione della pineta che si estende per decine di ettari e si affaccia sul litorale di Posada, appena eletto da Legambiente spiaggia più bella e pulita d’Italia nella classifica 2013. Con quali fondi in tempi di tagli ai bilanci? Dal ricavato della vendita di un’area infinitamente più piccola, un lotto di 5000 metri quadri destinato alla costruzione di un piccolo albergo nella frazione turistica di San Giovanni. La procedura di cessione (base d’asta 821 mila euro) è appena stata avviata, la speranza degli amministratori è che vada presto a buon fine, così da concludere la trattativa con la società proprietaria di Orvile (l’ultima di una lunga serie). Poi, insieme con l’Ente Foreste, comincerà il rimboschimento dopo il vasto incendio che nel 2009 devastò mezza pineta: questo passo costituirà un ulteriore elemento di tutela paesaggistica. Una buona notizia, dunque, sul fronte dell’ambiente in un momento in cui mire speculative sono diffuse un po’ in tutte le coste dell’isola. Ma la vicenda di Orvile è per certi versi emblematica dell’assalto alle coste perché la sua storia, da cinquant’anni a questa parte, è costellata di misteri, di società che nascono e muoiono da un anno all’altro e di oscuri interessi.

La prima vendita. È il 1962 quando il Comune di Posada decide di cedere a privati una delle sue perle per favorire la nascita di un turismo che è già una realtà in Gallura e qualche chilometro più a sud, a La Caletta (Siniscola). L’offerta è conveniente: 60 ettari affacciati su un mare turchese proposti a un prezzo compreso tra 550.000 e un milione e centomila lire a ettaro. Si aggiudica l’asta Adriana Pelizza vedova Fronzaroli, appartenente a una famiglia di imprenditori genovesi che proprio nel vicino porto della Caletta operano da tempo nel commercio marittimo. L’offerta è di 900 mila lire a ettaro, cioè in totale di 54 milioni, una cifra di rispetto per l’epoca (attualizzata con la rivalutazione monetaria dell’Istat oggi ammonterebbe a un miliardo e 290 milioni di lire, cioè a 666 mila euro). Nella delibera del consiglio comunale gli amministratori di Posada dell’epoca annunciano che con quei soldi costruiranno due scuole, una strada e persino una caserma per i carabinieri. Fiduciosi, scrivono, che così si aprirà la strada al «turismo portatore di benessere» per far uscire il paese dal suo «letargo». Unica condizione, le strutture dovranno essere realizzate entro quattro anni. La conclusione invece è amara: la somma, o una sua anticipazione, viene versata all’esattoria di Siniscola, ma un funzionario infedele se ne appropria. In seguito il Comune dovrà sudare sette camicie per recuperarne solo una piccola parte. Nell’ottobre dell’anno successivo a Milano viene costituita la società Orvile spa. Oltre ad Adriana Pelizza ne fanno parte un tedesco (Wilfried Dodd), un francese (Francois Maixandeu), e Bindo Arrivabene, nobile veneto già noto per avere realizzato nel decennio precedente il Villaggio Milano alla Caletta, una decina di case immerse nel verde costruite secondo un modello urbanistico innovativo ma rispettoso della natura.

Airone cenerino (Ardea cinerea)

Airone cenerino (Ardea cinerea)

Spunta Sindona. Qualcosa di singolare accade negli anni successivi, visto che l’investimento non viene realizzato, e i soci più affidabili, come Pelizza e Arrivabene, probabilmente escono di scena. La sede legale dell’Orvile spa resta a Milano, ma nel 1968 viene spostata da via Montenapoleone a via Turati. L’amministratore unico è diventato Maixandeu, e nel collegio sindacale della società ora compaiono Matteo Macciocco e Vittorio Ghezzi. Chi sono? Uomini di fiducia di Michele Sindona, lo spregiudicato banchiere che negli anni Settanta ha fatto tremare la finanza italiana per i suoi rapporti con la mafia (Bontade e Badalamenti) e con Cosa nostra americana (Gambino), legato alla P2 di Licio Gelli e mandante dell’omicidio Ambrosoli. Ghezzi e Macciocco sono sindaci di due istituti legati a Sindona, la Banca privata italiana e la Banca privata finanziaria. Proprio in via Turati a Milano, e allo stesso numero civico 29 dello studio di Sindona, ora ha sede la Orvile spa. Della società non sapremo nulla sino al decennio successivo, mentre saranno le cronache degli anni Ottanta a riportare le condanne di Macciocco e Ghezzi a quattro anni per il crack dell’impero Sindona, il quale nel frattempo aveva riparato negli Usa dove era stato arrestato. Trasferito in Italia per il processo Ambrosoli, dove è condannato all’ergastolo, viene ucciso nel 1986 con un caffè al cianuro nel supercarcere di Voghera. Che ruolo avevano gli uomini di Sindona nella Orvile spa? Di preciso non si sa, ma è la prima volta, nelle attività investigative dell’isola, che si parla di infiltrazioni mafiose in Sardegna.

Nuovi misteri. Nell’aprile 1979 la Orvile spa cambia ancora volto. Amministratore unico diventa Agostino Golosio, 49 anni di Mamoiada, assicuratore. È stato segretario provinciale del partito socialista, fa parte del consiglio d’amministrazione dell’ospedale San Francesco di Nuoro. Pochi mesi dopo, il 3 dicembre, viene ucciso a colpi di pistola, davanti a testimoni, da due killer a volto scoperto in pieno centro a Nuoro. Secondo le indagini i sicari arrivano da oltre Tirreno, forse al pari dell’uomo che un anno dopo e con modalità simili uccide un fratello dell’assicuratore, mentre in auto è fermo a un semaforo. Nove anni dopo toccherà a un terzo fratello, freddato con un colpo di pistola durante una partita a carte in un bar. A sparare è un giovane che sembrava un avventore qualsiasi. C’è una relazione tra questi omicidi, o anche solo il primo di essi, e la Orvile spa? Se anche ci fosse, di sicuro non è mai stata appurata, perché questi casi non sono mai stati risolti dagli inquirenti.

Cisto (Cistus)

Cisto (Cistus)

Folli Costruzioni. La collina di Orvile fa parlare nuovamente di sé nel 1994. A fine agosto un’impresa immobiliare milanese compra un’intera pagina di Repubblica e del Corriere della Sera e pubblica a caratteri cubitali il seguente annuncio: «Folli Costruzioni. Sardegna, costa nord-orientale. Occasionissima». E ancora: «Stiamo costruendo il villaggio dei vostri sogni». Così composto: 250 appartamenti, 80 ville, ristorante, bar, minimarket, sauna, palestra, piscina olimpionica, campi da tennis, minigolf. E persino una chiesa: così, per i momenti di raccoglimento durante la splendida vacanza in riva al mare. Peccato sia una bufala (o, peggio, un tentativo di truffa), come appura la Nuova Sardegna qualche giorno dopo: Folli Costruzioni non sta affatto edificando, non ha neppure alcun tipo di autorizzazione per farlo. Nella reclame vengono citate altre due società: Smeraldo sas e Orvile srl. Quest’ultima deriva dalla spa con lo stesso nome e ha come amministratore unico la vedova di Agostino Golosio. La Smeraldo invece ha sede a Padova, e fa capo a un singolare personaggio di origine sarda, Vittorio Smenghi, che è anche procuratore speciale della Orvile srl. Si è occupato in sostanza di predisporre il progetto, presentarlo in Comune e affidare i lavori a un costruttore (Folli, appunto). Il fatto è che Smenghi è un po’ pasticcione, e dimentica i vincoli sull’area individuati dalla Regione pochi anni prima con i piani paesistici (1989) e quelli più generali sulle zone umide. Oppure qualcuno gli ha detto: vai avanti, si potrà costruire. In effetti dalla sua Smenghi ha una richiesta di deroga al piano urbanistico presentata alla Regione nel 1991 dal consiglio comunale di Posada (amministrazione guidata dal geometra Mario Sanna) dietro sua richiesta. Ma il nulla osta non è mai arrivato, dunque non c’è alcuna concessione. Fioccano esposti (dal Gruppo d’intervento giuridico), interrogazioni in consiglio regionale (Gavino Diana, progressista) e il progetto si arena definitivamente. Per un’altra vicenda, due anni dopo Smenghi verrà indagato per associazione per delinquere ma l’inchiesta non avrà seguito.stendardo GrIG

Epilogo. O no? L’Orvile srl esce di scena nel 2002, l’oasi ambientale va all’asta e viene acquistata dalla B 53 srl, il cui amministratore è William Sisti, imprenditore milanese un tempo vicino al Psi, attivo su vari fronti societari perlopiù immobiliari. Appena un anno dopo Orvile passa alla LaGare, società milanese nota nel settore delle costruzioni (entrambe hanno sede nello stesso indirizzo). B53 srl vende a LaGare per tre milioni e settecentomila euro. A capo c’è sempre Sisti, che vorrebbe ancora costruire: a Posada vanta amicizie con Berlusconi, a Cagliari viene ricevuto dalla giunta Cappellacci per esporre il problema. Ma i vincoli, per fortuna, ci sono ancora. Sisti esce di scena, e il nuovo assetto societario oggi decide di disfarsi della pineta vista mare. In prima fila per comprarla c’è il Comune di Posada. Il costo? Poco più di quanto l’aveva venduta, cinquant’anni fa.

mare

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Juri
    agosto 20, 2013 alle 11:34 am

    A proposito di Conservatoria delle Coste, sembra esserci un’altra conferma sulla sua trasformazione in Facilitatore di Privatizzazioni di beni storici…

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/08/20/castiadas_hotel_di_lusso_nell_ex_carcere_per_il_progetto_servono_20_milioni_di_euro-6-326107.html

  2. Occhio nudo
    agosto 20, 2013 alle 4:29 pm

    Ottima cosa. Bello il mare nella foto, è quello dell’articolo?

  3. Marco Chiandoni
    agosto 25, 2013 alle 12:03 am

    Tenete duro, Posada e dintorni meritano un turismo sostenibile, lungimirante e attento alla natura meravigliosa che circonda questa zona

  4. agosto 31, 2013 alle 3:17 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  5. mario
    ottobre 8, 2013 alle 1:48 pm

    Che l’attuale “Amministrazione comunale”, sia dotata di ” rara intelligenza”, Posada se n’è accorta, eccome… Ma proprio “rara”

  6. ottobre 8, 2013 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 ottobre 2013
    POSADA. Orvile, all’asta due lotti di terreno. Aree di proprietà del Comune situate a 350 metri dal mare.

    POSADA. L’annuncio di vendita è stato pubblicato l’altro ieri su alcuni quotidiani a rilevanza regionale e nazionale. Il comune di Posada, mette all’asta due lotti di terreno per finanziare l’acquisto della pineta e di parte della collina di Orvile. Si tratta di due appezzamenti di terreno di proprietà pubblica di 5mila e duecento metri quadri posti a 350 metri dal mare con vista sullo stagno e sul borgo di Posada. La destinazione urbanistica dei due lotti e per strutture ricettive vale a dire, che è consentita l’edificazione di case per vacanze, villaggi turistici o alberghi. In ciascun lotto, si potranno edificare 1500 metri cubi mentre la metà esatta del terreno, sarà oggetto di cessione al Comune per la realizzazione di verde attrezzato, giochi e parcheggi. L’offerta pur in tempo di ristrettezze, dovrebbe attirare sicuramente qualche imprenditore visto che il lotto si trova in una pozione davvero felice per la realizzazione di una struttura alberghiera. Il ricavato della vendita, sarà utilizzato per far tornare al patrimoni pubblico i 54 ettari della pineta di Orvile, in parte distrutta da un incendio del 2009. Dopo una lunga trattativa con i proprietari, gli amministratori comunali (l’ok all’operazione ha avuto anche il placet del gruppo d’opposizione) sono riusciti a trovare un accordo per una somma di poco superiore agli 800mila euro che il comune intende pagare proprio grazie alla vendita del lotto che si affaccia sul mare di San Giovanni. Una volta che Orvile (venduto dal comune nel 1962 per 54 milioni di vecchie lire), tornerà di proprietà pubblica, l’idea è di realizzarci un parco con la collaborazione dell’Ente foreste che si occuperà di rimboschire l’area percorsa dall’incendio. (s.s.)

    • mario
      ottobre 9, 2013 alle 6:04 pm

      Per caso siete a conoscenza dove sono situati i due lotti in vendita a S. Giovanni??

      • ottobre 9, 2013 alle 8:32 pm

        nella frazione di S. Giovanni, località Sos Palones (foglio 80, mappali 5300, 5301, 5303). Sono due lotti di mq. 2600 ciascuno, di cui almeno il 50% dev’essere destinato a verde attrezzato, parco, sport.

  7. mario
    ottobre 10, 2013 alle 4:32 pm

    Grazie, gentilissimi..

  8. dicembre 1, 2013 alle 2:09 pm

    Bravi!

    da La Nuova Sardegna, 1 dicembre 2013
    POSADA. Dopo mezzo secolo la pineta di Orvile torna al Comune. (Sergio Secci)

    POSADA. Dopo cinquant’anni, la pineta e la collina di Orvile tornano ad essere di proprietà comunale. L’epilogo alla lunga telenovela si è registrato ieri, quando il consiglio comunale, è stato chiamato a ratificare l’accordo con la società La Gare di Milano. Per raggiungere questo storico risultato, il comune aveva messo all’asta due lotti di terreno edificabili nella borgata turistica di San Giovanni. Base d’asta poco più di ottocentomila euro, ma in questo periodo di forte crisi economica, nessun offerente si è fatto avanti e alla fine, l’amministrazione comunale ha proposto uno scambio. I cinquemila metri di San Giovanni in cambio dei cinquantaquattro ettari di Orvile. Prendere o lasciare. E alla fine, la società immobiliare che a Orvile non potrà mai costruire nulla, ha accettato l’offerta con un unico vincolo: che il comune faccia una variante al piano urbanistico comunale per trasformare l’edificabilità del lotto da turistico a residenziale. Vale a dire che la società immobiliare potrà edificare villette anziché case per vacanze o un albergo. Una variante che porterà via qualche mese di tempo e quindi occorrerà aspettare l’anno nuovo perché la pineta di Orvile torni patrimonio pubblico. Un bosco in parte bruciato dal disastroso incendio del 2009 che potrà essere ricostituito grazie all’intervento di Ente Foreste con il quale il comune di Posada ha già raggiunto un accordo di massima. La proposta per lo scambio di terreni presentata mesi fa in consiglio comunale, aveva trovato d’accordo anche i rappresentanti della minoranza. La vendita della pineta di Orvile, fu effettuata nel 1962 ad Adriana Pellizza vedova Fronzaroli, Al comune dovevano arrivare 54 milioni di vecchie lire che dovevano essere utilizzato per la costruzione di due scuole, una strada per il mare e la caserma dei carabinieri. Come sia andata a finire a Posada lo sanno anche i bambin:, la somma depositata all’esattoria comunale sparì misteriosamente e solo una piccola parte, ne venne recuperata tanti anni dopo.

  9. dicembre 24, 2013 alle 4:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 dicembre 2013
    Posada, la pineta di Orvile è di nuovo del Comune. Dopo mezzo secolo il bosco e la collina ritornano nel patrimonio pubblico Sancito lo scambio con un lotto edificabile. Il sindaco: «Diventerà un parco». (Sergio Secci)

    POSADA. È stato firmato ieri a Milano il passaggio di proprietà della pineta di Orvile, ritornato al patrimonio comunale dopo cinquant’anni. È stato il sindaco Roberto Tola, accompagnato dalla segretaria comunale Graziella Deledda, ad apporre la firma sull’atto notarile che ridà il bosco di pino domestico e la collina, ai posadini. Si conclude quindi positivamente la lunga storia iniziata nel 1962 quando l’amministrazione comunale in carica, decise di mettere all’asta i terreni. Ad aggiudicarsi Orvile, fu Adriana Pellizza, vedova Fronzaroli, che offrì al comune 54 milioni di vecchie lire che dovevano essere utilizzati per la costruzione di due scuole, una strada per il mare e la caserma dei carabinieri. Come sia andata a finire a Posada lo sanno anche i bambini: la somma depositata all’esattoria comunale sparì misteriosamente e solo una piccola parte venne recuperata a fatica tanti anni dopo. Nei decenni successivi, la proprietà passò più volte di mano e a metà degli anni ottanta, sembrava fatta per la realizzazione di villette ed edifici residenziali ma tutto finì poi in una bolla di sapone sino all’entrata in vigore del Ppr regionale e alla cancellazione delle zone F che rendono di fatto l’intera area inedificabile. I contatti tra il Comune e la società La Gare di Milano si sono fatti nel frattempo più assidui e la giunta Tola è riuscita a strappare una promessa di vendita per 800mila euro che il Comune contava di incassare mettendo all’asta un lotto di 5mila metri nella borgata turistica di San Giovanni. L’asta però non attira acquirenti, complice la grave crisi che ha investito l’edilizia. Poi, dopo ulteriori trattative, il sindaco propone lo scambio: Orvile per il lotto edificabile di San Giovanni. Ed ecco che da Milano arriva l’ok all’operazione, sancita poi ieri nello studio di un notaio milanese. «La conclusione positiva della vicenda è per noi grande motivo di soddisfazione – dice Tola – . Posada dopo 50 anni torna in possesso di una sua proprietà storica. La collina diventerà un grande parco e grazie all’intervento dell’ente foreste, sarà rimboschita la pineta parzialmente distrutta dall’incendio del 2009. Per il paese è un giorno di festa».

  10. Mariodacorboba
    febbraio 18, 2014 alle 6:22 am

    Grazie, questi sono gli amminstratori di cui ha bisogno il nostro paese. Siete un esempio per l’italia.

  11. marzo 5, 2014 alle 2:53 pm

    bravo il Comune di Posada!

    da La Nuova Sardegna, 5 marzo 2014
    Incendio a Orvile, il Comune parte civile.
    La giunta di Posada dà incarico a un avvocato contro due presunti piromani di Orani rinviati a giudizio. (Sergio Secci)

    POSADA. Il Comune di Posada si costituisce parte civile nella vicenda che vede due uomini di Orani rinviati a giudizio per l’incendio che il 25 luglio 2009 mandò in cenere la metà della rigogliosa pineta di Orvile. La giunta comunale, nei giorni scorsi, ha deliberato di incaricare l’avvocato Angelo Collu di Nuoro per la costituzione di parte civile nel procedimento penale a difesa degli interessi del Comune che da alcuni mesi è tornato in possesso della vasta area a ridosso del mare. La giunta comunale, dopo il decreto di citazione diretta a giudizio davanti al tribunale di Nuoro a carico di Pasquale Zichi e Salvatore Carboni nel procedimento penale per l’incendio boschivo ha ritenuto di dare incaricare a un legale per la difesa della ragioni dell’ente quale parte offesa e la costituzione di parte civile a quattro anni dal disastroso incendio che distrusse buona parte della pineta di Orvile. Nel 2009 le fiamme appiccate dalla strada che si diparte dalla statale 125 verso il mare, ridussero in cenere trenta ettari di uno degli angoli più incantevoli del centro baroniese. A nulla servì l’intervento di mezzi aerei e uomini a terra, troppo forti le folate di maestrale che attaccarono la chioma dei pini dirigendosi verso il villaggio di Matta ’e Peru che venne fatto sgomberare. Le indagini si indirizzarono sin da subito verso una pista ben precisa, ovvero su due persone che poco prima avevano avuto una accesa discussione con un ragazzo della biglietteria attiva nei mesi estivi per entrare in pineta. La coppia venne subito individuata e il pubblico ministero Andrea Garau ha inviato ora ai due imputati il decreto di citazione a giudizio. Si tratta di un reato che prevede sino dieci anni di reclusione e che vede il Comune costituirsi parte civile a rivalsa dell’ingente danno subito per la perdita del un bosco.

  12. maggio 31, 2018 alle 2:44 pm

    da La Nuova Sardegna, 30 maggio 2018
    Rio Posada sotto l’egida Ramsar.
    La foce del fiume inserita dal Ministero dell’Ambiente nelle zone umide d’importanza internazionale. (Sergio Secci): http://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2018/05/30/news/rio-posada-sotto-l-egida-ramsar-1.16902751?ref=hfnsnuec-4

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