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Ricorso al T.A.R. Sardegna contro il calendario venatorio sardo 2015-2016.


Germano reale (Anas platyrhynchos)

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Il ricorso ecologista.

E’ in corso di notifica e deposito, grazie al prezioso patrocinio dell’avv. Carlo Augusto Melis Costa, il ricorso al T.A.R. Sardegna delle associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, WWF e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus  avverso il calendario venatorio regionale sardo 2015-2016 promulgato con decreto assessoriale n. 17343/29 del 5 agosto 2015 e pubblicato sul B.U.R.A.S. digitale n. 37 del 13 agosto 2015, in quanto formulato in assenza di vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.), necessaria per tutte le attività o progetti che possano modificare le caratteristiche ecologiche e naturalistiche delle aree appartenenti alla Rete Natura 2000.

Il ricorso ecologista chiede l’annullamento del calendario venatorio, previa sospensione cautelare.

Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, i siti di importanza comunitaria (S.I.C.) esistenti nel territorio della Sardegna e individuati con un percorso procedurale che ha coinvolto a pieno titolo la Regione autonoma della Sardegna, lo Stato e l’Unione europea sono 87, per una superficie complessiva pari a ettari 269.333 (17,7% del territorio isolano), mentre le zone di protezione speciale (Z.P.S.) sono 31, per una superficie complessiva pari a ettari 147.644 (6,13% del territorio isolano), sono inoltre 6 le aree coincidenti fra S.I.C. e Z.P.S., per una superficie complessiva pari a ettari 97.094 (4,03% del territorio regionale). In totale le 124 aree naturali protette terrestri facenti parte della Rete Natura 2000 (S.I.C., Z.P.S., S.I.C. e Z.P.S. coincidenti) riguardano 452.366 ettari del territorio isolano (18,77% della Sardegna), in gran parte aperto all’attività venatoria.

aree naturali protette (S.I.C./Z.P.S.) della Rete Natura 2000 in Sardegna

aree naturali protette (S.I.C./Z.P.S.) della Rete Natura 2000 in Sardegna

Eppure, nonostante reiterate richieste e segnalazioni ecologiste e da parte dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.)[1], tuttora non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria – né in sede di pianificazione venatoria, tuttora inesistente, né in sede di calendari venatori – nelle aree classificate quali S.I.C. e/o Z.P.S., come richiesto dalla normativa comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica) e nazionale (D.P.R. n. 357/1997 integrato e modificato con il D.P.R. n. 120/2003), nonché per interpretazione giurisprudenziale[2].

Tordo bottaccio (Turdus philomelos, foto Raniero Massoli Novelli)

Tordo bottaccio (Turdus philomelos, foto Raniero Massoli Novelli)

Gli accertamenti da parte della Commissione europea per le ipotesi di violazioni del diritto comunitario.

Non si tratta dell’unico contenzioso aperto riguardo la caccia in Sardegna in assenza di procedure di valutazione di incidenza ambientale.   Anzi.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (17 agosto 2015) un ricorso in sede comunitaria (Commissione europea, Commissione petizioni del Parlamento europeo) avverso il calendario venatorio regionale sardo 2015-2016.

Nel contempo è stata chiesta l’adozione di provvedimenti di revoca/annullamento del calendario venatorio illegittimo ed è stato portato a conoscenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per gli eventuali aspetti di competenza.

Le Istituzioni comunitarie hanno già avviato gli opportuni accertamenti.

Infatti, nel 2014 la Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” aveva reso noto di aver aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000, individuati rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Fra i casi oggetto d’indagine vi sono il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. pur prevedendo la caccia anche entro S.I.C. e Z.P.S. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014) e così anche il calendario venatorio regionale sardo 2014-2015.

Recentemente la Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Europee – Struttura di Missione per le Procedure di Infrazione nuove informazioni complementari, segnalando ulteriori contestazioni e indicazioni di attuazione (nota Pres. Cons. Ministri prot.  n. DPE3253 del 27 marzo 2015).

logo Natura 2000Le conseguenze della violazione del diritto comunitario.

Il rischio è sempre più l’apertura di una procedura giudiziaria per violazione della normativa comunitaria sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora (direttiva n. 92/43/CEE) e, in conseguenza di eventuale sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, di una pesante sanzione pecuniaria a carico dell’Italia (e per essa alle amministrazioni pubbliche che hanno causato le violazioni), grazie soprattutto a omissioni o pressapochismo in materia di tutela ambientale, nonostante le tante istanze ecologiste.

Come si è visto, la procedura di infrazione prosegue e si è arricchita di ulteriori violazioni.

Che cosa accade in questi casi?

Se non viene rispettata la normativa comunitaria, la Commissione europea – su ricorso o d’ufficio – avvia una procedura di infrazione (art. 258 Trattato U.E. versione unificata): se lo Stato membro non si adegua ai “pareri motivati” comunitari, la Commissione  può inoltrare ricorso alla Corte di Giustizia europea, che, in caso di violazioni del diritto comunitario, dispone sentenza di condanna con una sanzione pecuniaria (oltre alle spese del procedimento) commisurata alla gravità della violazione e al periodo di durata.

Attualmente sono ben 97 le procedure di infrazione aperte contro l’Italia dalla Commissione europea. Di queste addirittura 19 (circa un quinto) riguardano materie ambientali.

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Si ricorda che le sanzioni pecuniarie conseguenti a una condanna al termine di una procedura di infrazione sono state fissate recentemente dalla Commissione europea con la Comunicazione Commissione SEC 2005 (1658): la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro, mentre la penalità di mora può oscillare tra 22.000 e 700.000 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento, in base alla gravità dell’infrazione.     Fino a qualche anno fa le sentenze della Corte di Giustizia europea avevano solo valore dichiarativo, cioè contenevano l’affermazione dell’avvenuta violazione della normativa comunitaria da parte dello Stato membro, senza ulteriori conseguenze.    Ora non più.

L’esecuzione delle sentenze della Corte di Giustizia per gli aspetti pecuniari avviene molto rapidamente: la Commissione europea decurta direttamente i trasferimenti finanziari dovuti allo Stato membro condannato: in Italia gli effetti della sanzione pecuniaria vengono scaricati sull’Ente pubblico territoriale o altra amministrazione pubblica responsabile dell’illecito comunitario (art. 16 bis della legge n. 11/2005 e s.m.i.).

Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario ne potranno rispondere in sede di danno erariale.

cartello "oasi permanente di ripopolamento e cattura"

cartello “oasi permanente di ripopolamento e cattura”

Buon senso e giustizia.

Bruxelles è molto più vicina di quanto possiamo pensare.

Il Governo Renzi, le Giunte regionali, gli Enti locali lo capiranno in tempo?

E rischieranno gravissime conseguenze solo per far felici i cacciatori?

Le associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, WWF e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus  attendono con fiducia e serenità il giudizio del T.A.R. Sardegna sia per ottenere giustizia per il nostro ambiente e la nostra fauna selvatica, ma anche per concretizzare il rispetto del diritto comunitario ed evitare pesanti sanzioni pecuniarie per il nostro Paese.

Lega per l’Abolizione della Caccia, WWF, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

_________________________________________________

[1]  L’I.S.P.R.A., nel parere (nota prot. n. 15625 del 17 luglio 2014) fornito per legge (art. 18 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) sul calendario venatorio, aveva segnalato la necessità della procedura di V.INC.A., senza esito.

[2]  vds. Corte di Giustizia CE, Sez. II, 14 gennaio 2010, n. 226, proc. C-226/08; Corte di Giustizia CE, 7 settembre 2004, n. 127, proc. C-127/02; T.A.R. Abruzzo, AQ, 11 luglio 2013, n. 719; T.A.R. Sicilia, PA, Sez. I, 9 luglio 2013, n. 1474; T.A.R. Sicilia, PA, Sez. I, 14 maggio 2012, n. 552.

 

aree naturali protette (S.I.C.) della Rete Natura 2000 in Sardegna

aree naturali protette (S.I.C.) della Rete Natura 2000 in Sardegna

 

aree naturali protette (Z.P.S.) della Rete Natura 2000 in Sardegna

aree naturali protette (Z.P.S.) della Rete Natura 2000 in Sardegna

 

La Nuova Sardegna, 25 ottobre 2015

 

(foto Raniero Massoli Novelli, Cristiana Verazza, S.D., archivio GrIG)

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  1. Linux
    ottobre 25, 2015 alle 12:54 am

    siete dei grandissimi rompi scatole amici dei sirboni, e mo chi gliel’ho (elisione, è giusto così fidatevi) va a dire al signore anziano della pubblicità di Videolina per il quale “la sua vita è la caccia?” e a mio babbo (che però nella vita, per fortuna, ha fatto anche tanto altro)? ma poi, le aree SIC e ZPS non coprono tutta la Sardegna quindi faccio una bella carta con i GIS a mio babbo e con un bel GPS e lo faccio sparare rasentando tutte le aree così imparate, soprattutto Deliperi.

  2. M.A.
    ottobre 25, 2015 alle 8:18 am

    Ahahah è propro bello essere “Onlus”…si possono fare tantissimi ricorsi! Curiosità.. quando è stato depositato il ricorso? Così a occhio e croce sembra il copia e incolla dei ricorsi precedenti! Ogni anno che passa, mi convinco del fatto che questi ricorsi contro la caccia non servono a una beata cippa dal punto di vista legale..ma servono a voi come “specchietto per le allodole” nei confronti dei vostri seguaci per ostentare “la lotta contro la caccia”. Mara, Arpia, Occhio Nudo e compagnia cantante saranno felici! 🙂
    P S. Ti dirò, se sospendono la caccia quest’anno mi fanno un favore (intanto per ora il mio l’ho fatto 🙂 ) però la RAS si mangierebbe le mani. Con dieci milioni di finanziamenti europei contro la peste suina africana chi mandano come soldatini “a gratis” come se fossimo biologi e veterinari a fare prelievi e campionamenti sui cinghiali per le ASL per attuare la quarta prescrizione? 🙂 🙂

    • ottobre 25, 2015 alle 12:58 pm

      il giorno che ‘sti ricorsi che “non servono a una beata cippa” ti costringeranno ad appendere il fucile al chiodo voglio proprio vedere che farai 😉
      Comunque, visto che per l’ennesima volta tiri fuori ‘sta storia delle onlus che non spendono nulla per fare i ricorsi, mettiamo qualche puntino sulle “i”.
      Per sgombrare il campo da qualsiasi illazione, anche ‘sta volta tutte le spese vengono dalla nostra tasca.
      E ora parliamo dei soldi che intascano le associazioni venatorie.
      I cacciatori in Italia sono circa 850 mila e pagano una tassa di concessione governativa annuale pari a 173,16 euro. Sono complessivamente 147,186 milioni di euro.
      Secondo l’art. 24, comma 2°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., il “95 per cento” dell’importo addizionale di 5,16 euro annuo per cacciatore (compreso nei 173,16 euro di tassa annuale) va ripartito “fra le associazioni venatorie nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa”.
      Euro 5,16 per 850 mila cacciatori è pari a euro 4.386.000,00: il 95% di tale importo è pari a euro 4.166.700,00.
      Questi soldi pubblici a quali associazioni venatorie vanno?
      Come vengono impiegati?
      Per esempio, le paginate pubblicitarie indigeribili anche alle Oloturie come questa (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/02/18/ora-i-cacciatori-sparano-anche-sulla-lingua-italiana/) chi le paga?
      Per esempio, la Festa di S. Uberto (http://www.unionecacciatorisardegna.it/userfiles/file/Pieg%20A4.pdf) chi l’ha pagata?
      Dove si trova il rendiconto di questi 4.166.700,00 euro che ogni anno vanno alle associazioni venatorie?
      Vedi, M.A., io sono favorevolissimo alla massima trasparenza, però anzichè andare a cercare l’inesistente pagliuzza nell’occhio ecologista, faresti bene anche a parlare del travone nell’occhio venatorio…

      Stefano Deliperi

      • ottobre 25, 2015 alle 6:59 pm

        Il dott. Deliberi tralascia di precisare che la tassa di concessione governativa é di 168 euro che vanno interamente allo stato; i 5,16 euro sono un’addizionale istituita per finanziare il fondo presso il Ministero del Tesoro. E’ tutto conforme a quanto prevede la legge 157 all’art. 24, il resto é solo gazzosa per incantare i poco informati che sono convinti di essere i soli detentori della verità.

        Art. 24.
        (Fondo presso il Ministero del tesoro)

        1. A decorrere dall’anno 1992 presso il Ministero del tesoro è istituito un fondo la cui dotazione è alimentata da una addizionale di lire 10.000 alla tassa di cui al numero 26, sottonumero I), della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni.

        2. Le disponibilità del fondo sono ripartite entro il 31 marzo di ciascun anno con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri delle finanze e dell’agricoltura e delle foreste, nel seguente modo:

        a) 4 per cento per il funzionamento e l’espletamento dei compiti istituzionali del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale;

        b) 1 per cento per il pagamento della quota di adesione dello Stato italiano al Consiglio internazionale della caccia e della conservazione della selvaggina;

        c) 95 per cento fra le associazioni venatorie nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa.

        3. L’addizionale di cui al presente articolo non è computata ai fini di quanto previsto all’articolo 23, comma 2.

        4. L’attribuzione della dotazione prevista dal presente articolo alle associazioni venatorie nazionali riconosciute non comporta l’assoggettamento delle stesse al controllo previsto dalla legge 21 marzo 1958, n. 259.

      • ottobre 25, 2015 alle 9:09 pm

        Giannantonio, non smentisci una virgola di quanto ho detto.
        Dove si trova il rendiconto di questi 4.166.700,00 euro che ogni anno vanno alle associazioni venatorie?
        Il resto sono solo gazzosa e chiacchiere.

        Stefano Deliperi

  3. ottobre 25, 2015 alle 1:11 pm

    A.N.S.A., 24 ottobre 2015
    Caccia: ricorso ecologisti a Tar.
    Chiedono l’annullamento del Calendario venatorio sardo. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/10/24/caccia-ricorso-ecologisti-a-tar_cd2b31c6-0e30-4642-9e47-ab89ff4cd3e0.html)

    CAGLIARI, 24 OTT – Ricorso al Tar Sardegna delle associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, Wwf e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus contro il calendario venatorio regionale 2015-2016, di cui si chiede l’annullamento, in quanto “formulato in assenza di vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.), necessaria per tutte le attività o progetti che possano modificare le caratteristiche ecologiche e naturalistiche delle aree appartenenti alla Rete Natura 2000”.

    _________________________________________________________________

    A.G.I., 24 ottobre 2015
    Caccia: ricorso ecologisti al Tar contro calendario Sardegna. (http://www.agi.it/cagliari/notizie/caccia_ricorso_ecologisti_al_tar_contro_calendario_sardegna-201510241503-cro-rca1043)

    Cagliari, 24 ott. – Sara’ impugnato davanti al Tar Sardegna il calendario venatorio regionale della Sardegna 2015-2016, promulgato con decreto assessoriale il 5 agosto scorso e pubblicato sul Buras il 13 successivo. Secondo la Lega per l’Abolizione della Caccia, il WWf e il Gruppo d’intervento giuridico (Grig), il documento e’ stato formulato senza la vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A), richiesta per attivita’ che possano modificare le caratteristiche ecologiche e naturalistiche delle aree incluse nella Rete Natura 2000. Le associazioni ecologiste, che hanno affidato il ricorso all’avvocato Carlo Augusto Melis Costa, chiedono l’annullamento del calendario venatorio, previa sospensione cautelare. Sul documento pende un altro ricorso in sede comunitaria, inoltrato il 17 agosto scorso da Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Grig, che ne hanno chiesto la revoca e presentato un esposto alla procura di Cagliari.

    _______________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 24 ottobre 2015
    Caccia, ricorso al Tar degli ambientalisti contro il calendario venatorio della Sardegna.
    Secondo tre associazioni è stato redatto senza la necessaria valutazione d’incidenza ambientale. Ci sono anche un ricorso alla Comunità europea e un esposto alla Procura di Cagliari: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/10/24/news/caccia-ricorso-al-tar-degli-ambientalisti-contro-il-calendario-venatorio-della-sardegna-1.12322257

    ______________________________________________________________

    da Ad Maiora Media, 24 ottobre 2015
    CACCIA, Ambientalisti presentano ricorso al Tar Sardegna contro il calendario venatorio sardo 2015-16: http://notizie.admaioramedia.it/caccia-ambientalisti-presentano-ricorso-al-tar-sardegna-contro-il-calendario-venatorio-sardo-2015-16/

    _______________________________________________________________

    da Sardinia Post, 24 ottobre 2015
    Calendario venatorio 2015-2016, ricorso al Tar degli ambientalisti: http://www.sardiniapost.it/cronaca/calendario-venatorio-2015-2016-ricorso-al-tar-degli-ambientalisti/

    ___________________________________________________________________

    da CagliariPad, 24 ottobre 2015
    Ecologisti, ricorso al Tar contro calendario caccia.
    “E’ formulato in assenza di vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale, necessaria per tutte le attività o progetti che possano modificare le caratteristiche ecologiche e naturalistiche delle aree appartenenti alla Rete Natura 2000”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=22933

    _____________________________________________________________

    da Alguer.it, 24 ottobre 2015
    E´ in corso di notifica e deposito il ricorso al Tar Sardegna contro il calendario venatorio sardo 2015-2016.
    Calendario venatorio: ricorso ecologista al Tar: http://notizie.alguer.it/n?id=97518

    _____________________________________________________________

    da Tiscali Notizie, 24 ottobre 2015
    Caccia: ricorso ecologisti a Tar: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/feeds/15/10/24/t_91_2015-10-24_1241274226.html?sardegna&sub=ultimora

    ___________________________________________________________________

    dal sito web della L.A.C., 24 ottobre 2015
    Ricorso al T.A.R. Sardegna contro il calendario venatorio sardo 2015-2016: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/comunicati-stampa/comunicati-stampa/articolo/ricorso-al-tar-sardegna-contro-il-calendario-venatorio-sardo-2015-2016.html

    _____________________________________________________________________

    da Big Hunter, 26 ottobre 2015
    CALENDARIO VENATORIO SARDEGNA. AMBIENTALISTI RICORRONO AL TAR: http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/18361/Default.aspx

  4. ottobre 27, 2015 alle 11:16 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

    Comitato faunistico, modifiche al calendario venatorio. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=291783&v=2&c=39&t=1)

    In attesa del provvedimento per l’eradicazione della Peste suina in Sardegna che entrerà in vigore il 1° dicembre, la caccia al cinghiale viene consentita anche con il sistema della battuta. Inoltre la caccia alla cornacchia grigia è consentita “alla posta” e senza l’uso del cane anche nelle giornate del 4 e 7 febbraio 2016.

    CAGLIARI, 27 OTTOBRE 2015 – Il calendario venatorio è stato modificato, questa mattina, durante la riunione, nella sede dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, del Comitato faunistico della Sardegna.

    Le modifiche. In attesa del provvedimento per l’eradicazione della Peste suina in Sardegna che entrerà in vigore il 1° dicembre, la caccia al cinghiale viene consentita anche con il sistema della battuta. Inoltre la caccia alla cornacchia grigia è consentita “alla posta” e senza l’uso del cane anche nelle giornate del 4 e 7 febbraio 2016.

    Caccia al giovedì. Su proposta del rappresentante della Cia – Confederazione italiana agricoltori, è stato chiesto al Comitato un nuovo incontro per inserire all’ordine del giorno l’autorizzazione della caccia al cinghiale anche di giovedì. La richiesta è stata formulata per la difficile situazione in cui vertono gli agricoltori sardi preoccupati per i gravi danni causati dalla specie ed è stata approvata dai due terzi del Comitato faunistico con il voto favorevole delle associazioni ambientaliste, delle associazioni che rappresentano gli agricoltori, di tutte le associazioni venatorie e delle Province di Cagliari, Sassari, Oristano e Carbonia-Iglesias.

    _________________________________________________________________

    da Sardinia Post, 27 ottobre 2015
    Caccia, modificato il calendario venatorio sardo: http://www.sardiniapost.it/cronaca/caccia-modificato-il-calendario-venatorio-sardo/

    • M.A.
      ottobre 28, 2015 alle 7:21 am

      Come mai non avete ancora parlato della 4° prescrizione per la PSA e dei 10 Mln di € che arrivano da Bruxelles?

  5. ottobre 30, 2015 alle 4:32 pm

    Sarei proprio curioso di sapere se il WWF nell’oasi naturalistica di Monte Arcosu che gestisce, si sia premunito di richiedere la procedura di valutazione di incidenza ambientale per le opere realizzate.

  6. novembre 17, 2015 alle 7:37 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Comitato faunistico, si alla caccia al cinghiale al giovedìLa proposta della caccia al giovedì era stata presentata, nel precedente incontro del 27 ottobre, dal rappresentante della Cia (Confederazione italiana agricoltori) anche per i notevoli danni al mondo agricolo causati dalla specie. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=293498&v=2&c=39&t=1)

    CAGLIARI, 17 NOVEMBRE 2015 – La caccia al cinghiale è autorizzata anche il giovedì. Lo ha deciso – a maggioranza – il Comitato faunistico della Sardegna, riunito questa mattina a Cagliari, nella sede dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.

    La proposta della caccia al giovedì era stata presentata, nel precedente incontro del 27 novembre, dal rappresentante della Cia (Confederazione italiana agricoltori) anche per i notevoli danni al mondo agricolo causati dalla specie.

    La proposta di inserire il tema all’ordine del giorno era stata approvata dai due terzi del Comitato faunistico con il voto favorevole delle associazioni ambientaliste, delle associazioni che rappresentano gli agricoltori, di tutte le associazioni venatorie e delle Province di Cagliari, Sassari, Oristano e Carbonia-Iglesias.

    ___________________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 18 novembre 2015
    Caccia al cinghiale, in Sardegna si potrà sparare anche il giovedì.
    La decisione del Comitato faunistico regionale per fare fronte ai danni provocati dagli animali all’agricoltura: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/11/18/news/caccia-al-cinghiale-in-sardegna-si-potra-sparare-anche-il-giovedi-1.12466927

  7. M.A.
    novembre 27, 2015 alle 2:28 pm

    Grig mi é giunta voce che il TAR ha rigettato il ricorso fatto dagli ambientalisti contro il Calendario Venatorio Sardo…che ci dici?

    • novembre 27, 2015 alle 9:42 pm

      il T.A.R. non ha rigettato proprio nulla. Non c’è stato alcun esame nel merito, semplicemente non ha concesso la sospensiva. E stiamo valutando l’appello.

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