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Il calendario venatorio sardo 2015-2016 finisce davanti alle Istituzioni europee e alla magistratura.


Pettirosso (Erithacus rubecula)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (17 agosto 2015) un ricorso in sede comunitaria (Commissione europea, Commissione petizioni del Parlamento europeo) avverso il calendario venatorio regionale sardo 2015-2016 promulgato con decreto assessoriale n. 17343/29 del 5 agosto 2015 e pubblicato sul B.U.R.A.S. digitale n. 37 del 13 agosto 2015, in quanto formulato in assenza di vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.).

Nel contempo è stata chiesta l’adozione di provvedimenti di revoca/annullamento del calendario venatorio illegittimo ed è stato portato a conoscenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per gli eventuali aspetti di competenza.

Non è la prima volta che accade e, probabilmente, non sarà l’unica azione legale ecologista avverso il calendario venatorio illegittimo, uscito dalla riunione del 30 luglio 2015 del Comitato faunistico regionale.

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Infatti, come si ricorda, nel 2014 la Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” aveva reso noto di aver aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000, individuati rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Fra i casi oggetto d’indagine vi sono il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. pur prevedendo la caccia anche entro S.I.C. e Z.P.S. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014) e così anche il calendario venatorio regionale sardo 2014-2015.

Tordo bottaccio (Turdus philomelos, foto Raniero Massoli Novelli)

Tordo bottaccio (Turdus philomelos, foto Raniero Massoli Novelli)

Anche l’I.S.P.R.A., nel parere (nota prot. n. 15625 del 17 luglio 2014) fornito per legge (art. 18 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) sul calendario venatorio, aveva segnalato la necessità della procedura di V.INC.A., inascoltato.

Recentemente la Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Europee – Struttura di Missione per le Procedure di Infrazione nuove informazioni complementari, segnalando ulteriori contestazioni e indicazioni di attuazione (nota Pres. Cons. Ministri prot. n. DPE3253 del 27 marzo 2015).

Il rischio è sempre più l’apertura di una procedura giudiziaria per violazione della normativa comunitaria sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora (direttiva n. 92/43/CEE) e, in conseguenza di eventuale sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, di una pesante sanzione pecuniaria a carico dell’Italia (e per essa alle amministrazioni pubbliche che hanno causato le violazioni), grazie soprattutto a omissioni o pressapochismo in materia di tutela ambientale, nonostante le tante istanze ecologiste.

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

La procedura di infrazione prosegue e si è arricchita di ulteriori violazioni.

Che cosa accade in questi casi?

Se non viene rispettata la normativa comunitaria, la Commissione europea – su ricorso o d’ufficio – avvia una procedura di infrazione (art. 258 Trattato U.E. versione unificata): se lo Stato membro non si adegua ai “pareri motivati” comunitari, la Commissione può inoltrare ricorso alla Corte di Giustizia europea, che, in caso di violazioni del diritto comunitario, dispone sentenza di condanna con una sanzione pecuniaria (oltre alle spese del procedimento) commisurata alla gravità della violazione e al periodo di durata.

Attualmente sono ben 92 le procedure di infrazione aperte contro l’Italia dalla Commissione europea. Di queste addirittura 18 (circa un quinto) riguardano materie ambientali.

Si ricorda che le sanzioni pecuniarie conseguenti a una condanna al termine di una procedura di infrazione sono state fissate recentemente dalla Commissione europea con la Comunicazione Commissione SEC 2005 (1658): la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro, mentre la penalità di mora può oscillare tra 22.000 e 700.000 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento, in base alla gravità dell’infrazione.     Fino a qualche anno fa le sentenze della Corte di Giustizia europea avevano solo valore dichiarativo, cioè contenevano l’affermazione dell’avvenuta violazione della normativa comunitaria da parte dello Stato membro, senza ulteriori conseguenze.   Ora non più.

Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

L’esecuzione delle sentenze della Corte di Giustizia per gli aspetti pecuniari avviene molto rapidamente: la Commissione europea decurta direttamente i trasferimenti finanziari dovuti allo Stato membro condannato: in Italia gli effetti della sanzione pecuniaria vengono scaricati sull’Ente pubblico territoriale o altra amministrazione pubblica responsabile dell’illecito comunitario (art. 16 bis della legge n. 11/2005 e s.m.i.).

Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario ne risponderanno in sede di danno erariale.

Bruxelles è molto più vicina di quanto possiamo pensare.

Il Governo Renzi, le Giunte regionali, gli Enti locali lo capiranno in tempo?

E rischieranno gravissime conseguenze solo per far felici i cacciatori?

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Germano reale (Anas platyrhynchos)

 

La Nuova Sardegna, 18 agosto 2015

L'Unione Sarda, 23 agosto 2015

L’Unione Sarda, 23 agosto 2015

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. M.A.
    agosto 18, 2015 alle 2:38 am

    Grig..i ricorsi per voi sono motivo d’esistere..questo si è capito..come giustifocare se no le donazioni dei vostri “seguaci”? Si prende un’ideologia che accomuna molte persone che vi finanziano con le donazioni (in questo caso contro l’uccisione degli “altri animali”) e si lotta a oltranza in tribunale per il raggiungimento di quel principio..OK fin qui ci sono. Ma mi chiedo una cosa se mi è concesso..con quali fondi vengono fatti i ricorsi? Hanno un prezzo? O le ass. Ecologiste hanno esenzioni fiscali?

    • agosto 18, 2015 alle 6:50 am

      con i nostri soldi.
      E le associazioni venatorie hanno finanziamenti pubblici?

    • Occhio nudo
      agosto 18, 2015 alle 10:43 pm

      Interessante domanda, che mi fa venire in mente tutte le pagine de L’Unione Sarda acquistate negli ultimi anni dai cacciatori per fare propaganda. Soldi (tanti) veramente spesi bene.

  2. Arpia
    agosto 18, 2015 alle 1:57 pm

    Questi discorsi mi fanno troppo ridere, ogni tanto bisogna anche sorridere!

  3. Giannantonio
    agosto 18, 2015 alle 2:48 pm

    Sono ignorante in materia; ammesso che il ricorso trovi accoglimento e si chiuda con una sanzione pecuniaria allo Stato Italiano poi come si comporta la Corte dei Conti: ridistribuisce la stessa tra i componenti il Comitato che ha autorizzato il calendario?

  4. agosto 18, 2015 alle 3:05 pm

    A.N.S.A., 17 agosto 2015
    Calendario caccia, ricorso ecologisti.
    Provvedimento finisce davanti a istituzioni Ue e magistratura. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/08/17/calendario-caccia-ricorso-ecologisti_993495d3-8f0c-4f14-b57b-0517dcd19de3.html)

    CAGLIARI, 17 AGO – Il calendario venatorio sardo 2015/16 finisce davanti alle istituzioni europee e alla magistratura. Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato oggi un ricorso in sede comunitaria avverso il calendario regionale promulgato con decreto assessoriale del 5 agosto 2015 e pubblicato sul Buras, in quanto “formulato in assenza di vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale (Vinca)”.

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    da L’Unione Sarda, 17 agosto 2015
    Calendario venatorio, gli ecologisti si rivolgono alla Ue e alla Procura: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/08/17/calendario_venatorio_gli_ecologisti_si_rivolgono_alla_ue_e_alla_p-68-430578.html

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    da Sardinia Post, 17 agosto 2015
    Caccia, ricorso ambientalista contro il calendario venatorio 2015-2016: http://www.sardiniapost.it/politica/caccia-ricorso-ambientalista-contro-il-calendario-venatorio-2015-2016/

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    da CagliariPad, 17 agosto 2015
    Caccia, ecologisti ricorrono contro Calendario venatorio.
    Le associazioni ecologiste hanno fatto ricorso contro il calendario approvato dalla regione in quanto “formulato in assenza di vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale (Vinca)”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=20947

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    da Sassari Notizie, 17 agosto 2015
    Il calendario venatorio sardo finisce davanti alle Istituzioni europee e alla magistratura: http://www.sassarinotizie.com/articolo-34621-il_calendario_venatorio_sardo_finisce_davanti_alle_istituzioni_europee_e_alla_magistratura.aspx

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    da Alguer.it, 17 agosto 2015
    Calendario caccia Bruxelles farà giustizia: http://notizie.alguer.it/n?id=94282

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    da Olbia Notizie, 17 agosto 2015
    Il calendario venatorio sardo finisce davanti alle Istituzioni europee e alla magistratura: http://www.olbianotizie.it/articolo-34621-il_calendario_venatorio_sardo_finisce_davanti_alle_istituzioni_europee_e_alla_magistratura.aspx

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    da Caffè Editrice, 17 agosto 2015
    Sardegna: ricorso contro il calendario venatorio: http://www.caffeditrice.com/sardegna-ricorso-contro-il-calendario-venatorio/

  5. Giuseppe
    agosto 19, 2015 alle 8:57 am

    Scusate l’ignoranza, mi sono appena letto la procedura per la valutazione di incidenza ambientale, e qualcuna delle belle ed eccelse menti che lo stanno tirando in ballo mi sa dire a che serve nello specifico? come sia possibile ed in che modo possa incidere nell’esercizio per il momento ancora legale della caccia? Chi va a caccia in gran parte ormai lo fa per farsi una sgambata e parlare con il suo cane (e qui fatevi pure una risata) e non certo per fare carniere (per i dati gli ecologisti usano elaborati calcolatori elettronici, i cacciatori quando va bene le dita di una mano); e non certo ci va per dragare fiumi, laghi, spostare corsi d’acqua od armato di ruspe, camion ed altro materiale per edilizia. Siete talmente attenti alla caccia ed ai danni colossali che questa può fare che vi sfuggono i veri disastri ambientali quali le grosse lottizzazioni attuate da non poveri cacciatori ma da eminenti politici e connivenze varie. Perché anziché pensare al profitto che vi può portare la causa non cercate un dialogo anche con i cacciatori, quelli veri, quelli che come me hanno smesso non perché esistete voi, ma perché esistono una marea di pseudo cacciatori, anche esagitati e maleducati, a cui interessa solo fare carniere a tutti i costi.

  6. Franca
    agosto 19, 2015 alle 12:00 pm

    Perché nessuno di voi spreca una sola parola dietro lo scempio dell’abbattimento delle cornacchie. Vergogna inumana, come potete tacere dietro ad uno scempio del genere, sono inorridita nel vedere tale carneficina svolta a caccia non aperta vi siano cacciatori che distruggono animali indifesi. La verità è che vi sono molti metodi per allontanare i volatili dalle colture, nella penisola gli agricoltori acquistano a spese proprie e utilizzano dei cannoncini a gas che non uccidono nessuno. Vedere l’uccisione di questi animali è veramente vergognoso.

    • Giuseppe
      agosto 19, 2015 alle 12:23 pm

      Cara Franca, hai ragione sul fatto che nella penisola acquistino i cannoncini a gas, ma finisce lì; ti sei dimenticata di dire che dopo 24 ore le cornacchie si abituano al botto dei suddetti e non si smuovono più.

  7. Arpia
    agosto 19, 2015 alle 1:48 pm

    Si quei cani che i cacciatori tengono tanto bene, bravi. Per divertente intendevo le domande di M.A, e i battibecchi col Grig. Ci sono un paio di persone che commentano che penso di sapere esattamente chi sono e mi fanno solo ridere, non dico altro per non…… ma mi viene veramente da ridere….

  8. .308 Winchester
    agosto 22, 2015 alle 1:45 pm

    Buongiorno a tutti, belli e brutti ! 😉 😉
    Voi della categoria “anticaccia” in qualità di assidui frequentatori dei siti anti caccia (Mai che vi si legga in siti che parlano di caccia/pesca/ambiente) siete altamente simpatici…al farmacista! Dopo che qualcuno “dei vostri” si è permesso di augurarci ogni “ben di Dio”, vorreste che noi Cacciatori vi ascoltassimo e, ancor peggio, siete convinti che noi siamo i cattivoni…La realtà è che vi compatiamo!
    Avete dalla vostra una struttura giuridica agguerrita. Visti gli ultimi calendari venatori (escluso quello 2013/2014) avete inoltre vostri adepti in Assessorato ambiente!Che la nostra categoria sia utilizzata solo per il voto lo sanno tutti.
    Adducete motivazioni che in altre Regioni sono state rigettate, come questa volta. V.inc.a il migliore 😉
    Dalla vostra parte, compresa Striscia la Notizia, in Sardegna avete la parte giornalistica (che vi pubblica gli articoli integralmente)…
    Poi, a differenza che in altre Regioni, avete la Sinistra che passeggia al vostro fianco.
    Con ciò vi è la Signora Franca che, svegliatasi dal letargo waltdisneyano, vede che qualcuno inizia a gestire la fauna, adoperando una potatura (consentita dalla Legge) delle cornacchie.
    Poi chiedete che si faccia il Piano Faunistico Venatorio Regionale, volete gli ATC ma, come sapete (lo sapete?) gli ATC porterebbero un sacco di cacciatori continentali, ansiosi di sparare a più non posso perchè nelle loro regioni in cui vi sono gli ATC, si sono distrutti tutto.

    Tengo a precisare che il cacciatore (da non confondersi col bracconiere) tiene alla tutela della natura ed è da considerarsi ambientalista a pieno titolo.
    Sbaglio se da Sardo, conoscitore della materia non voglio che la Sardegna sia meta di turismo venatorio?

    La normativa nazionale è chiara, al fine di gestire (I SOLDI) gli ATC, vedasi altre Regioni tipo la Toscana, ci vogliono almeno 10.000 cacciatori per ATC. Dai Piani Faunistici Provinciali (presenti nel sito di ogni Provincia DECADUTA) sono stati previsti almeno due ATC a Provincia per un totale di 16 ATC. Nei documenti lo dicono a chiare lettere. Leggete per credere il Piano Faunistico Provinciale di Nuoro: a pag. 119:” In considerazione delle disposizioni normative attuali e soprattutto in considerazione del basso valore di Densità Venatoria che caratterizzano i due A.T.C. proposti per la Provincia di Nuoro, risulta evidente che a tali ambiti potranno essere iscritti altri cacciatori attualmente non residenti. Questa prospettiva però non deve rappresentare né un problema, né una penalizzazione, ma piuttosto un’opportunità che se organizzata e gestita adeguatamente può risultare estremamente vantaggiosa. Infatti, per quanto riguardano le risorse economiche a cui il Comitato direttivo degli A.T.C. può attingere per la realizzazione della gestione nel territorio a caccia programmata, esse sono definite dall’articolo 54 della L.R. 23/98.”

    Sappiate, voi che fate orecchie da mercante che per i 45000 cacciatori che sono oggi presenti in Sardegna – DIVISO – il Territorio AGRO/SILVO/PASTORALE e, considerato che Province come Ogliastra e Nuoro hanno una presenza di Cacciatori ben al di sotto rispetto al regolamento di attuazione alla Legge 157/92 (2 cacciatori ogni 100 ettari- contro i 5/6 previsti), potrebbero essere accettati almeno 95000 cacciatori (come in Toscana). Le amministrazioni provinciali questo lo sanno ed è per questo che programmano gli ATC, sapendo che al di là del mare, quei cacciatori sono pronti ad invaderci.

    Noi cacciatori/allevatori/agricoltori Sardi, conoscendo il pericolo che si nasconde dietro gli ATC, ma soprattutto conoscendo gli amministratori Sardi, abbiamo detto no a questo tipo di Gestione dei soldi. Vogliamo, auspichiamo una gestione faunistica ma cosi come prevista oggi, meglio secondo me tenere questo status quo.

    La Legge, a livello Nazionale consente di cacciare fino a 5 giornate a settimana rispetto alle 2 settimanali previste in Sardegna (a noi bastano 2 come è sempre stato)!
    Siete convinti che utilizzando il sistema CONSENTITO DALLA LEGGE 157/92, “più spendi=più cacci”, non aumenteranno le giornate settimanali disponibili, non irroreranno il territorio di animali allevati “pronta caccia” e non nasceranno capanni (AD OGGI ASSENTI IN QUANTO NON FA PARTE DELLE NOSTRE TRADIZIONI DI CACCIA)?
    In Sardegna ci vuole senza dubbio una gestione faunistica. Sono il primo che lo dice. Le Autogestite dovrebbero scomparire perchè sono riserve AUTO-USATE.
    Ma state attenti voi anti caccia perchè se continuerete ad urlare, forse ciò che vedrete, nel rispetto della Legge 157/92, non vi piacerà…..

    • agosto 22, 2015 alle 6:20 pm

      chi è dove ha parlato di A.T.C, Winchester (il poliziotto amico di Homer Simpson? A me è simpaticissimo 😛 ).
      Obbligo per una regione a statuto speciale come la Sardegna è il legame cacciatore-territorio.
      Non è obbligatorio accettare cacciatori “non sardi”, è obbligo “legare” i cacciatori a un territorio di caccia, per responsabilizzarli.
      Siete ambientalisti”? E da quando?
      Lo sarete quando inizierete a battervi contro inquinmenti e inquinatori, speculazioni e speculatori, fatt e gente simile e non vi limiterete a occuparvi di ambiente e fauna solo per andare a caccia.
      Dai, rimboccatevi le maniche…

      Stefano Deliperi

  9. ottobre 15, 2015 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 15 ottobre 2015
    Peste suina, nuove regole per la caccia: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/120238_Peste_suina_nuove_regole_per_la_caccia.pdf

  10. dicembre 6, 2015 alle 10:18 pm

    A.N.S.A., 6 dicembre 2015
    Cacciatori in rivolta,sciopero doppiette. Riunione a Pratobello contro norme Regione anti peste suina. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/12/06/cacciatori-in-rivoltasciopero-doppiette_100fc879-087c-408a-89b5-8785cba37a96.html)

    NUORO, 6 DIC – In quattrocento si sono astenuti oggi dalla caccia e si sono ritrovati nel villaggio di Pratobello – luogo simbolo della protesta del 1969 contro le basi militari – per dire no al Piano di eradicazione della peste suina africana della Regione, che implica obblighi, oneri e sanzioni pesanti a loro carico, ma anche per chiedere l’abolizione della caccia al cinghiale il giovedì.

    I rappresentanti delle doppiette isolane, provenienti da diverse province sarde, hanno aderito alla protesta dei cacciatori dall’autogestita di Orgosolo e hanno scelto di incontrarsi nel punto di congiunzione del Nuorese e dell’Ogliastra, le zone più colpite dalla peste suina.

    “Il provvedimento della Regione sul selvatico è inattuabile – spiega Antonio Manca dell’autogestita di Orgosolo – A nostro carico ci sono troppe responsabilità e troppi oneri: dobbiamo dotarci di una fossa per lo smaltimento delle viscere, di un refrigeratore congruo, dobbiamo effettuare i prelievi e portarli all’Istituto Zooprofilattico. I mezzi e i locali che usiamo per ritrovarci devono essere disinfettati ogni volta che li usiamo. Insomma una giornata di caccia sta diventando una giornata di lavoro. Paghiamo già le tasse per cacciare, non dobbiamo rimetterci altri soldi e il nostro tempo”.

    “Qui ci sono tutti i cacciatori delle zone rosse dove è più diffusa la peste suina e la trichinellosi – sottolinea Marco Efisio Pisanu, presidente regionale dell’associazione Caccia Pesca Ambiente – La Regione deve capire che ha a che fare con chi ha sempre garantito collaborazione: se ci sono dati sulla Psa sono dovuti ai cacciatori di questa zona che da quasi 40 anni collaborano allo studio, ma questo provvedimento è molto restrittivo e poco efficace. Se si vuole debellare la malattia bisogna partire dal depopolamento del suino brado e lo si deve fare col dialogo. Il bando che la Regione ha fatto alla ricerca di una ditta che procedesse a debellare il suino brado è andato deserto. Bisogna ascoltare chi può dare consigli non sanzionarli come se la Psa dipendesse da loro”.

    “Oggi con l’astensione dalla caccia chiediamo due cose – precisa Nicola Sanna dell’autogestita di Fundals – primo: si vieti la caccia il giovedì nelle zone dove c’è carenza di cinghiali come la nostra. L’apertura al giovedì rimanga solo nei territori dove sono più ingenti i danni provocati da questo animale, come il Sassarese, l’Oristanese e Tempio. Secondo: immediata sospensione del provvedimento sulla Psa, che la Regione ha calato dall’alto, per tornare al dialogo con i vari referenti del territorio”.

  11. dicembre 7, 2015 alle 2:54 pm

    A.N.S.A., 6 dicembre 2015
    Cacciatori in rivolta,sciopero doppiette.
    Riunione a Pratobello contro norme Regione anti peste suina: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/12/06/cacciatori-in-rivoltasciopero-doppiette_100fc879-087c-408a-89b5-8785cba37a96.html

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    da La Nuova Sardegna, 6 dicembre 2015
    Caccia di giovedì, le doppiette del centro Sardegna si ribellano: «Un favore ai cagliaritani».
    Manifestazione a Orgosolo contro la modifica del calendario venatorio. L’accusa: «È uno stratagemma per portare nelle nostre terre i cacciatori di altre zone dell’isola». (Nino Muggianu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/12/07/news/orgosolo-protesta-cacciatori-centro-sardegna-no-a-caccia-giovedi-favore-a-cagliaritani-1.12577019

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    da Sardinia Post, 6 dicembre 2015
    Lotta alla peste suina, cacciatori ‘in sciopero’ contro il piano della Regione: http://www.sardiniapost.it/cronaca/lotta-alla-peste-suina-cacciatori-in-sciopero-contro-il-piano-della-regione/

    • M.A.
      dicembre 7, 2015 alle 7:55 pm

      Beata ignoranza…di che favore si parla!? Di fatto con il quarto provedimento, la caccia al cinghiale nelle zone rosse, (di cui il nuorese ne fa parte…) è consentita solo a coloro che vengono censiti nelle A.S.L di pertinenza… Ergo..ai cagliaritani non fa né caldo né freddo che sia aperta di giovedì o domenica poiché se non registrati non possono cacciare ( ricordo che censirisi in zona rossa non é facile, comporta degli obblighi assai improbabili per chi si fa 180 km…). Diciamo le cose come stanno…ammazzare i cinghiali è diventata la caccia per antonomasia in Sardegna. Oltre ad essere una caccia molto divertente è una caccia che si sta evolvendo….in quanto è una caccia che mischia la tradizione con l’innovazione. Di tradizionale mantiene leggi e regole non scrItte tra i cacciatori da cui scaturiscono degli equilibri, ad esempio le battute che storicamente appartengono a determinate squadre. Appartiene alla sfera tradizionale della caccia grossa il concetto di Squadra, le feste dopo la caccia, le macellazioni..le sfilate…ed anche la “Domenica” rientra nell’aspetto tradizionale. Nell’innovativo entra in merito il cane da ferma, la forma di caccia al rastrello in tre persone, le armi rigate, beeper e collari GPS per i cani…e il “Giovedì”. Detto questo, faccio un’altra considerazione…il Grig spesso, forse volutamente, ha snobbato l’importanza che la caccia riveste in Sardegna specialmente nel Centro Sardegna. Come tutti ben sappiamo in molte realtà mancano varie figure istituzionali, manca a volte una stazione dei carabinieri, delle volte la scuola, altre volte mancano figure di riferimento come il medico o addirittura il sindaco, ma è presente in tutti i comuni piccoli medi o grandi un capocaccia ( figura che si rifà alla caccia grossa). In molte realtà la caccia grossa è un attività di aggregamento culturale, è un’attività che coinvolge il paese. Esitono competizioni tra le squadre di uno stesso paese con tanto di classifica sui cinghiali abbattuti, sfilate con i clacson, banchetti e sagre in cui partecipano uomini e donne, grandi e piccoli, etc etc…. Tanti sono gli aspetti della caccia grossa a cui la gente di molti paesi non vuole rinunciare, per tanto certi aspetti dell’innovativo (alcuni si sono sposati e fusi senza problemi ) che risultano una minaccia per il tradizionale. No al Giovedì non riguarda i cacciatori nuoresi o gli orgolesi ma riguarda la maggior parte dei cacciatori sardi. No al Giovedì.

  12. gennaio 19, 2016 alle 2:48 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Caccia, Sardegna non è tra regioni commissariate da Consiglio dei ministri.
    La Sardegna, sulle modifiche del calendario venatorio nell’ultima decade di gennaio, ha rispettato gli obblighi di legge e non è dunque tra le sette regioni commissariate venerdì dal Consiglio dei Ministri. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=298495&v=2&c=39&t=1)

    CAGLIARI, 18 GENNAIO 2016 – Sulle modifiche del calendario venatorio nell’ultima decade di gennaio, la Sardegna ha rispettato gli obblighi di legge e non è dunque tra le sette regioni commissariate venerdì dal Consiglio dei Ministri.

    È stato dunque confermato che, come rappresentato dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente in sede di Comitato faunistico regionale, le modifiche avrebbero determinato una violazione della normativa europea e aggravato la posizione dell’Italia rispetto all’eventuale chiusura negativa del caso Eu-Pilot 6955/2014, avviato dalla Commissione europea per chiarire alcuni aspetti dei calendari venatori. Pertanto anche nelle sette regioni commissariate la caccia sarà interrotta il 20 di gennaio.

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    da Go News, 15 gennaio 2016
    Caccia, Regione ‘commissariata’: non aveva adeguato il calendario per tre specie: http://www.gonews.it/2016/01/15/toscana-caccia-regione-commissariata-non-aveva-adeguato-il-calendario-per-tre-specie/
    Copyright © gonews.it

  13. luglio 21, 2016 alle 2:44 pm

    in realtà, si attende il parere I.S.P.R.A.

    da L’Unione Sarda, 21 luglio 2016
    Caccia, varato il calendario venatorio: doppiette “moderatamente soddisfatte”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/07/21/caccia_varato_il_calendario_venatorio_doppiette_moderatamente_sod-68-517518.html

    • luglio 29, 2016 alle 2:56 pm

      toh, lo dicono anche i cacciatori 😉

      da La Nuova Sardegna, 28 luglio 2016
      Calendario venatorio, è già polemica.
      Lallo Manca (Ucs): la Regione sarda è l’unica in Italia a non aver individuato gli ambiti territoriali. E ognuno va dove vuole. (Francesco Pirisi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2016/07/28/news/calendario-venatorio-e-gia-polemica-1.13884970?ref=hfnsnuec-9

      • M.A.
        luglio 29, 2016 alle 3:38 pm

        ahahahahahah ho letto e ti assicuro che persino l’associazione di cui fa parte ha preso radicalmente le distanze.
        Ma poi dico hai letto la proposta del piano faunistico regionale? la caccia alla migratoria è libera in tutto il territorio sardo.. quindi questi ATC a che servirebbero a due mezze giornate per la nobile stanziale??

        Art. 55 – Accesso all’A.T.C.
        1. Ogni cacciatore, previa domanda al competente Comitato direttivo, ha diritto di accesso in
        un ambito di caccia prescelto per l’esercizio dell’attività venatoria nei confronti della fauna
        stanziale e stanziale nobile. Per gli stessi fini può avere accesso ad altri ambiti, nei limiti di
        densità venatoria, stabiliti dal piano faunistico venatorio regionale, Omissis.
        2. L’esercizio venatorio nei confronti della fauna migratoria può essere esercitato in tutti gli
        A.T.C..
        3. L’opzione dell’ambito prescelto ha la durata di un anno e si intende rinnovata se entro il 31
        maggio il cacciatore non fa pervenire richiesta di modifica dell’indicazione contenuta nel tesserino
        regionale.

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