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Anche il calendario venatorio regionale sardo 2014-2015 finisce davanti alla Commissione europea.


Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (12 agosto 2014) alla Commissione europea un ricorso in merito al calendario venatorio regionale sardo 2014-2015 (decreto assessoriale n. 16377/DecA/1 del 28 luglio 2014 + allegato 1, allegato 2, allegato 3) in quanto consente, ancora una volta, l’attività venatoria entro le aree S.I.C. e Z.P.S. in assenza di alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.).

Come si ricorda, recentemente la Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” ha reso noto di aver aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000, individuati rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

Fra i casi oggetto d’indagine vi sono il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. pur prevedendo la caccia anche entro S.I.C. e Z.P.S. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014).

Quindi, il calendario venatorio regionale sardo 2014-2015 andrà a integrare l’indagine europea.

Anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), nel parere (nota prot. n. 15625 del 17 luglio 2014) fornito per legge (art. 18 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) sul calendario venatorio, aveva richiesto la procedura di V.INC.A., inascoltato.

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Il rischio è sempre più l’apertura di una procedura di infrazione per violazione della normativa comunitaria sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora (direttiva n. 92/43/CEE) e, in conseguenza di eventuale sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, di una pesante sanzione pecuniaria a carico dell’Italia (e per essa alle amministrazioni pubbliche che hanno causato le violazioni), grazie soprattutto a omissioni o pressapochismo in materia di tutela ambientale, nonostante le tante istanze ecologiste.

Che cosa accade in questi casi?

Se non viene rispettata la normativa comunitaria, la Commissione europea – su ricorso o d’ufficio – avvia una procedura di infrazione (art. 258 Trattato U.E. versione unificata): se lo Stato membro non si adegua ai “pareri motivati” comunitari, la Commissione  può inoltrare ricorso alla Corte di Giustizia europea, che, in caso di violazioni del diritto comunitario, dispone sentenza di condanna con una sanzione pecuniaria (oltre alle spese del procedimento) commisurata alla gravità della violazione e al periodo di durata.

Sardegna, Giara, bosco mediterraneo

Sardegna, Giara, bosco mediterraneo

Si ricorda che le sanzioni pecuniarie conseguenti a una condanna al termine di una procedura di infrazione sono state fissate recentemente dalla Commissione europea con la Comunicazione Commissione SEC 2005 (1658): la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro, mentre la penalità di mora può oscillare tra 22.000 e 700.000 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento, in base alla gravità dell’infrazione.     Fino a qualche anno fa le sentenze della Corte di Giustizia europea avevano solo valore dichiarativo, cioè contenevano l’affermazione dell’avvenuta violazione della normativa comunitaria da parte dello Stato membro, senza ulteriori conseguenze.    Ora non più.

Attualmente sono ben 106 le procedure di infrazione aperte contro l’Italia dalla Commissione europea. Di queste addirittura 20 (quasi un quinto) riguardano materie ambientali.

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Germano reale (Anas platyrhynchos)

L’esecuzione delle sentenze della Corte di Giustizia per gli aspetti pecuniari avviene molto rapidamente: la Commissione europea decurta direttamente i trasferimenti finanziari dovuti allo Stato membro condannato: in Italia gli effetti della sanzione pecuniaria vengono scaricati sull’Ente pubblico territoriale o altra amministrazione pubblica responsabile dell’illecito comunitario (art. 16 bis della legge n. 11/2005 e s.m.i.).

Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario ne risponderanno in sede di danno erariale.

Bruxelles è molto più vicina di quanto possiamo pensare.

Il Governo Renzi, le Giunte regionali, gli Enti locali lo capiranno in tempo?

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Beccaccino (Gallinago gallinago - foto Raniero Massoli Novelli)

Beccaccino (Gallinago gallinago – foto Raniero Massoli Novelli)

 

L'Unione Sarda, 19 agosto 2014

L’Unione Sarda, 19 agosto 2014

 

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

  1. Genius Loci
    agosto 12, 2014 alle 5:14 pm

    Grazie GrIG!
    Speriamo che “il passe dei balocchi” capisca che è ora di farla finita col prendere per i fondelli anche la Commissione europea.
    Come in altri casi, anche in ambito europeo, l’Italia si distingue per quanto riguarda l’elusione della legalità (e non solo) e secondo la logica della moglie ubriaca e la botte piena.
    Siamo bravi in diversi campi compreso quello di prendere soldi e non rispettare le regole.
    Speriamo che la Commissione europea si pronunci con una sonora condanna pecuniaria (io la farei pagare a quanti hanno le mani sporche in questa brutta storia).

  2. agosto 12, 2014 alle 5:40 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 agosto 2014
    Calendario venatorio sardo, ricorso degli ambientalisti all’Ue.
    Sotto accusa la possibilità di cacciare anche in aree di interesse comunitario: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/08/12/news/calendario-venatorio-sardo-ricorso-degli-ambientalisti-all-ue-1.9750027

    ___________________________

    da CagliariPad, 12 agosto 2014
    Caccia, gli ecologisti scrivono alla Commissione Europea.
    Per le associazioni, il nuovo calendario venatorio regionale 2014-2015 consente la caccia all’interno dei Siti di Interesse Comunitario e delle Zone di Protezione Speciale senza alcuna valutazione di incidenza ambientale: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=10551

  3. giannantonio
    agosto 13, 2014 alle 8:48 am

    GRIG, sicuramente, potrà dirci se gli altri Stati membri della C.E. dove è consentito cacciare nelle aree S.I.C. e Z.P.S. abbiano prodotto, a loro volta, le valutazioni di incidenza ambientale. Una curiosità, in qualche altro intervento, mi sembra di ricordare, di aver letto che l’associazione Amici della Terra sia uno dei componenti il Comitato Faunistico Regionale: chissà se ha votato contro il calendario venatorio o si é astenuta?

    • agosto 13, 2014 alle 9:56 am

      vedi Giannantonio, la cosa è semplice: è necessaria la procedura della valutazione di incidenza ambientale per qualsiasi attività/intervento che possa modificare gli equilibri ecologici in un S.I.C./Z.P.S.?

      La risposta è sì.

      Il resto, se permetti, sono chiacchiere, benaltrismo.

      Se ci sono gli evasori fiscali – e ci sono – io e te siamo autorizzati a non pagare le tasse?

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        agosto 13, 2014 alle 2:25 pm

        Non si tratta solo di benaltrismo: come partecipanti alla C.E. mi sembra che i cacciatori sardi debbano avere gli stessi diritti di quelli Corsi (per restare in quelli a noi prossimi), ma mi risulta che il calendario venatorio sardo sia ben più restrittivo di quello della regione francese citata, addirittura il più restrittivo dell’intera Comunità Europea.
        Mi perdoni Dott. Deliperi, ma ha eluso la risposta sulla parte della domanda riguardante l’Associazione Amici della Terra; capisco che potrebbe risultare scomodo ammettere che chi partecipa alla stesura del calendario venatorio, magari si astiene, poi promuove ricorsi alla Commissione Europea.

      • agosto 13, 2014 alle 4:49 pm

        forse non si conosce l’abc delle regole democratiche: se non si condivide una decisione, si può votare contro o si può anche non partecipare alla decisione. E nulla vieta di rivolgersi alle Istituzioni competenti per segnalare le violazioni di norme.
        E’ quanto è stato fatto in questo caso e la Commissione europea ha già aperto una procedura di indagine relativa ai due analoghi calendari venatori degli anni scorsi.
        Bisogna essere molto poco avveduti per perseverare nella medesima violazione.

        Stefano Deliperi

    • pa
      agosto 14, 2014 alle 7:47 am

      i rappresentanti ambientalisti nel comitato faunistico hanno votato contro in generale e si sono astenuti in alcune parti.

  4. agosto 13, 2014 alle 10:40 am

    da La Nuova Sardegna, 13 agosto 2014
    CACCIA. Ecologisti, ricorso contro il calendario venatorio.

    Il calendario venatorio davanti alla Commissione europea. Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato un ricorso perchè “consente l’attività in aree Sic e Zps”.

  5. M.A.
    agosto 13, 2014 alle 12:05 pm

    Ciao Grig, spesso mi sono chiesto se le vostre azioni contro la caccia e i cacciatori sardi sono dettate da dei veri e sani principi a favore della legalità, o semplicemente per pura e squallida ideologia anticaccia. Su Facebook sono tanti i commenti di disappunto. I cacciatori temono nel rinnovare, pagare i versamenti e vedersi il calendario bloccato, e modificato in itinere. Sono vari i commenti di disappunto che si leggono; persone che affermano “spesso pagavo pur avendo pochi soldi e pensavo :”un paio di scarpe in meno, ma ho il porto d’armi pagato”…” quest’anno in molti penso che non rinnoveranno. Molti di voi, saranno felici pensando :”evviva ci saranno meno cacciatori, e più animali saranno salvi”..beh non sarà proprio così. Ora la palla si sposterà in campo politico. La Regione Sardegna, dovrà intervenire politicamente per raddrizzare il tiro. Molte delle aree SIC e ZPS sono delle vere e proprie porcilaie, basti pensare al Gennargentu. Se in quelle aree dovesse essere bloccata la caccia sarebbe una vera e propria catastrofe dal punto di vista sanitario per la peste suina. È per questo che la Regione deve intervenire al più presto. Da una parte la UE chiede la V.INC.A. per permettere la caccia in queste aree, dall’altra parte la stessa UE pressa la regione per porre rimedio alla peste suina, e i cinghiali sono i vettori della malattia, spostando il virus da una parte all’altra della Sardegna. Peccato però che tantissime ZPS e SIC in Sardegna sono aree dove i cinghiali abbondano, vietarne la caccia sarebbe da pazzi considerando il numero di cinghiali che ogni anno viene prelevato e l’emergenza sanitaria dei posti in questione. Non ne ho sentito parlare da voi, stranamente, ma il carniere max di cinghiali è passato da 10 a 40 a giornata..e di certo non per fare un favore ai cacciatori sardi…tutt’altro!

    • agosto 13, 2014 alle 4:45 pm

      saprai sicuramente che la peste suina è diffusa dall’allevamento brado dei maiali, che contribuisce a incrementare a dismisura quel numero di ibridi “cinghialeXmaiale” che attualmente costituisce un vero e proprio pericolo in varie parti della Sardegna per gli equilibri ecologici.
      A ciò, in diversi luoghi della Sardegna, contribuiscono gli effetti di immissioni di cinghiali di origine continentale.
      E questo, se permetti, è tutt’altro che effetto di richieste ecologiste, come sai bene.
      E’ l’effetto di una scadente gestione del territorio, scadente gestione che comprende anche la caccia.

      Stefano Deliperi

  6. M.A.
    agosto 13, 2014 alle 5:28 pm

    Si certo, tutto quello che vuoi, fatto sta che i cinghiali, come ho detto, sono un veicolo del virus anche laddove il pascolo brado non viene praticato, ma il virus è presente. Non esistono mezzi ecologici per ridurre il numero, esiste la palla asciutta (o balla soba), che ne riduce il numero. È una soluzione troppo allettante per la Regione la caccia, fa parte della tradizione delle comunità, ottiene risultati in quanto in 14 giornate il numero dei cinghiali viene decimato, non vi sono problemi di smaltimento delle carcasse (in quanto dopo opportuni esami della ASL le carni vengono consumate) e in più la Regione viene pagata dagli stessi cittadini per cacciare ( e risolvere il problema indirettamente). Se non siamo governati da individui poco furbi, la politica dovrà risolvere l’inghippo…poi che i cinghiali siano incroci con maiali, o sono incrementati a causa di ripopolamenti venatori avvenuti in tempi remoti…oggi giorno poco importa! Esistono e vanno contenuti e 40000 uomini sono la soluzione, in quanto la caccia è una forma di prevenzione per ostacolare il virus.

    • agosto 13, 2014 alle 5:37 pm

      con te nulla fa testo: la caccia è la soluzione a ogni problema, pure al rubinetto che perde 😉

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        agosto 13, 2014 alle 5:55 pm

        Sei troppo intelligente per non sapere che la situazione è questa. E come lo sai tu, lo so io e gli altri utenti, lo sanno anche i politici nel palazzo della Regione. Esiste una grande economia suinicola da salvaguardare che da lavoro a tante famiglie Sarde…e se il virus dovesse uscire dall’isola..ahi ahi.. allora si che sarebbero guai! Pensi che ci faranno i complimenti o pensi che dovremmo pagare una cifra un bel po più consistente rispetto a quella che dovremmo pagare ora qualora fosse accertarta l’infrazione?? Pensi che per assessori e funzionari la priorità sia questa oppure temere la multa per consentire la caccia grossa nelle SIC e ZPS senza V.INC.A? Mah..e se i cacciatori si rifiutassero di cacciare il cinghiale in segno di protesta nei confronti del CFR che ha partorito questo obbrobrio di calendario? Chi va poi ad ammazzare i cinghiali..Voi dei Grig o qualche altra ass.ecologista?

      • agosto 13, 2014 alle 6:08 pm

        sei anche tu troppo intelligente per non sapere che i salumi e gli insaccati sardi non possono già uscire dalla Sardegna per la presenza della peste suina.
        E i Cinghiali c’entrano poco.
        C’entra parecchio, invece, il lassismo degli amministratori pubblici e, spiace dirlo, degli allevatori degli ultimi anni.

        Stefano Deliperi

  7. giannantonio
    agosto 13, 2014 alle 6:10 pm

    Ha ragione dott. Deliperi, effettivamente, “forse non si conosce l’abc delle regole democratiche”, che imporrebbe a chi fa parte di un comitato di accettare le decisione della maggioranza. Se non ho interpretato male quanto da Lei riportato tra le righe, Amici della Terra non ha partecipato alla votazione e, dunque, a maggior ragione, l’azione intrapresa é perlomeno censurabile se non giuridicamente, dal punto di vista deontologico.

    • agosto 13, 2014 alle 6:40 pm

      di grazia, in base a che cosa?
      A quale norma giuridica? A quale deontologia?
      Fin quando le norme saranno disattese, ci gioveremo di tutti gli strumenti che l’ordinamento ci consente per difendere il patrimonio faunistico.
      Le decisioni “a maggioranza venatoria” non ci vincolano proprio.

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        agosto 13, 2014 alle 8:50 pm

        Tale atteggiamento é sacrosanto per LAC e GRIG che non partecipano al CFR, per Amici della Terra le sedi di discussione e proposta sono quelli del Comitato. Se poi non si accettano le decisioni a maggioranza sono solo problemi di democrazia che ha tirato in ballo Lei.

      • agosto 13, 2014 alle 9:01 pm

        il suo è un concetto curioso di democrazia: i soprusi vanno accettati perchè li decide la maggioranza.
        Le ricordo l’esistenza dell’art. 24 cost. Tutto qui.

        Stefano Deliperi

  8. M.A.
    agosto 13, 2014 alle 6:24 pm

    Lo so, e appunto che i salumi e gli insaccati sardi non possono lasciare l’isola, risolvere questo problema che sta mettendo in ginocchio l’intera economia suinicola sarda è di prioritaria importanza. A livello del genere in tema politico piovono fior di voti. Ti posso dar ragione sul lassismo degli amministratori e di QUALCHE allevatore, ma come sai bene i Cinghiali c’entrano eccome. Nel Medio Campidano la peste suina non è arrivata grazie allo spirito santo, ed essendo i cinghiali una specie altamente prolifica oltre che serbatoio e vettore del virus, formandosi sempre di più corridoi biologici che favoriscono uno scambio genetico e incremento del numero è facilmente comprensibile come è arrivato il virus. Se nelle aree SIC e ZPS il prelievo venatorio di questo ungulato fosse vietato, e se si sommano le altre numerose aree interdette alla caccia e infestate dai cinghiali sarebbe veramente un bel casino. Il virus non è statico ma ha la capacità di evolversi e fortificarsi, motivo per cui la soluzione alla peste suina, non è una puntura sul maiale anche se questa soluzione farebbe gola a tante industrie farmaceutiche..

    • agosto 13, 2014 alle 6:41 pm

      e quindi che cosa impedisce di svolgere una corretta procedura di valutazione di incidenza ambientale?
      Ancora non si comprende…

      Stefano Deliperi

  9. mara
    agosto 14, 2014 alle 6:33 pm

    Per M.A. puoi per cortesia spiegare il senso della tua frase “squallida ideologia anticaccia” ?

    dal dizionario Gabrielli:
    squallido
    [squàl-li-do]
    agg.
    1 Di luogo o ambiente, misero, triste, desolato: una campagna incolta e squallida; una squallida pensione di quarta categoria
    2 Di persona, emaciato, pallido, patito: reso sempre più magro e s. dalle preoccupazioni
    ‖ estens. Viso squallido, smunto
    3 Che avvilisce e deprime: fare una vita squallida e grigia; vivere nella più squallida miseria
    ‖ Che dimostra decadimento morale: una squallida vicenda di sfruttamento dei minori
    4 lett. Ispido, ruvido: chioma squallida

  10. Pietro Pirredda - Arzachena (Italia)
    agosto 15, 2014 alle 9:53 am

    Ricorso alla CE……..solo perchè ERRONEAMENTE MA VOLUTAMENTE da anni Voi del minuscolo popolo animalaro / anti caccia, (in continua diminuzione rispetto agli anni precedenti) vorreste cambiare il senso di rotazione della Terra….

    Buon Ferragosto…..meno 20 all’apertura della caccia!

    • agosto 15, 2014 alle 9:59 am

      cos’è, ti sei svegliato male? Hai problemi con la rotazione terrestre?
      Rasserenati, Pietro, c’è il sole 😛

      Stefano Deliperi

    • mara
      agosto 15, 2014 alle 12:16 pm

      Non sareste tanto preoccupati e rabbiosi, se fossimo solo un “minuscolo popolo animalaro/anticaccia” 🙂
      Il tempo e l’umana intelligenza lavorano per noi.

  11. M.A.
    agosto 15, 2014 alle 4:08 pm

    “Umana intelligenza” !? Permettimi Mara, è relativo! 🙂 Mangiarsi allegramente una fettina e ripudiare eticamente chi uccide..è UMANA DEFICIENZA! (Deficienza : da dèficit s. m. [propr. «manca», pres. indic. del verbo lat. deficĕre «mancare»] e nel vostro caso, in questo senso manca riuscire ad accettare eticamente l’uccidere per nutrirsi. Su grinta Mara, tutto è recuperabile 😀 !) È in virtù di questo che ho utilizzato quell’aggettivo “squallida” ideologia anticaccia. 😉

    • mara
      agosto 15, 2014 alle 4:42 pm

      Peggio per me che ho porto il coltello a Pietro… ma tu non puoi fare a meno di uccidere eh?
      Hai un dente cariato.

      • M.A.
        agosto 15, 2014 alle 6:30 pm

        Mara sai bene che per me “uccidere per nutrirsi” (ovvero cacciare) e mangiare carne non mi crea nessun scompenso emotivo. Non è questione di sensibilità, ma direi meglio di consapevolezza. Per esempio, da cacciatore, io rispetto le regole. Non tutte le regole che sono tenuto a rispettare condivido, ce ne sono alcune veramente vergognose, che di sensato hanno veramente poco. Altre invece rispetto con più piacere. Per esempio, sai perché è vietato sparare i cinghialetti con le striature? Non perché è eticamente o umanamente scorretto sparare al cucciolo e nemmeno perchè sarebbe una preda non in grado di condirti la pasta. Morire a 4 mesi o 4 anni non fa differenza per quell’individuo mentre per la specie cinghiale “sus scrofa” invece si; in quanto uccidere un esemplare che non abbia raggiunto la maturità sessuale e muoia prima di espletare il suo ruolo fisiologico (riprodursi e mandare avanti la specie) crea un danno.

  12. Pietro Pirredda - Arzachena (Italia)
    agosto 16, 2014 alle 4:48 pm

    Posto il fatto che, a differenza di animali in via d’estinzione, uccidere un cinghialetto striato non ne indebolirebbe la razza, ipotizzando per un attimo che non vi fosse normativa in merito! l’etica venatoria è ciò che distingue un cacciatore da una persona che va in giro per le campagne in cerca di animali da sparare.
    Mara, egregia Mara….. un giorno capirai che non tutte le cose vanno come ti ha insegnato Walt Disney! 😀
    Deliperi, scusa la domanda ma chi li paga i vostri ricorsi? Prendete una quota anche dalle mie tasche??

    • agosto 16, 2014 alle 4:57 pm

      Pietro, ultimamente ti trovo un po’ alterato, quasi senza bussola.
      Stai sereno, anche oggi c’è il sole e il mare della Sardegna è splendido.
      I nostri ricorsi? Li paghiamo noi, con le nostre quote sociali.
      E le associazioni venatorie chi le tiene in piedi? I soldi da dove arrivano? C’è qualche azienda che fabbrica fucili, munizioni e abbigliamento “venatorio” che da contributi? Magari arrivano anche soldi pubblici?

      Stefano Deliperi

    • mara
      agosto 16, 2014 alle 9:49 pm

      Walt Disney chi?
      Mio nonno era il più grande cacciatore di Cesana (To) e mio suocero di S.Giusta (Or). Tutto un altro film, carissimo Pietro di Arzachena.

  13. giannantonio
    agosto 16, 2014 alle 6:29 pm

    Le associazioni ambientaliste e animaliste che possono accedere ai contributi pubblici sono quelle riconosciute dal Ministero dell’Ambiente; fra queste, Deliperi mi corregga se sono male informato, rientrano e/o rientravano Amici della Terra e LAC. Purtroppo, come spesso succede nel nostro paese, non esiste pubblicità sulla ripartizione dei fondi e sulle eventuali attività di controllo effettuate per verificare l’effettiva destinazione degli stessi.

    • agosto 16, 2014 alle 7:29 pm

      spiace contraddire, ma non esistono “contributi pubblici” ordinari in favore di associazioni ambientaliste.
      Che noia, voi cacciatori periodicamente tirate fuori ‘sto argomento senza uno straccio di prova.
      Ribadisco, visto che risposta non è pervenuta: le associazioni venatorie chi le tiene in piedi? I soldi da dove arrivano? C’è qualche azienda che fabbrica fucili, munizioni e abbigliamento “venatorio” che da contributi? Magari arrivano anche soldi pubblici?

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        agosto 16, 2014 alle 9:11 pm

        Non mi risulta che “contributi pubblici ordinari” vengano ancora erogati: quelli a cui ho fatto riferimento sono chiaramente legati a progetto; per tale motivo ho lamentato la mancata pubblicità delle azioni di controllo effettuate per verificare l’effettiva destinazione degli stessi.
        Trattandosi di soldi pubblici penso che tutti quelli che come me e Lei pagano le tasse siano d’accordo sulla necessità e trasparenza dei controlli. Regole valide per tutti i percettori di fondi pubblici compreso, nel caso ne usufruiscano, le Associazioni Venatorie.
        Però mi permetta dott. Deliperi ma, ragionevolmente, le sembra possibile che il mercato italiano legato alla caccia rivesta per l’azienda multinazionale che fabbrica fucili, munizioni e abbigliamento da caccia, leader mondiale nel settore, interesse tale da contribuire al mantenimento economico delle Associazioni Venatorie Italiane. Ma non penso proprio.
        Se poi Le resta il dubbio e vuole eliminare i punti interrogativi,può sempre procedere all’esame del bilancio che non avrà difficoltà a reperire.

      • agosto 16, 2014 alle 11:19 pm

        sono perfettamente d’accordo che qualsiasi contributo pubblico vada rendicontato e verificato nel suo utilizzo.
        Non vedo proprio dove sia il problema. Di certo non da parte nostra.
        Inizierei, comunque, con il rendicontare quel 95% del Fondo costituito dallo Stato con parte delle tasse per la caccia e ripartita “fra le associazioni venatorie nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa” (art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i., http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Caccia/Legge157-1992.htm), importi non soggetti ad alcun controllo da parte della Corte dei conti.

        Stefano Deliperi

      • mara
        agosto 16, 2014 alle 9:46 pm

        Silenzio assordante eh?

  14. giannantonio
    agosto 17, 2014 alle 2:03 pm

    Siamo in perfetta sintonia; quel che non capisco é perché vuole limitare la rendicontazione alla quota destinata alle Associazioni Venatorie che, tra l’altro, sono pubblicizzate e provengono dai versamenti degli stessi cacciatori: perché invece, trattandosi di risorse rivenienti dal gettito fiscale dell’intera collettività (cacciatori compresi) non iniziamo almeno a pubblicare l’elenco dei contributi riconosciuti alle Associazioni Ambientaliste e Animaliste. Probabilmente, sarà tutto regolare, ma il fatto che non si riesca ad ottenere tali dati non fa altro che insinuare comprensibili dubbi.

    • agosto 17, 2014 alle 3:57 pm

      no, no, non voglio proprio limitare alcuna rendicontazione: chiunque benefici di soldi pubblici deve rendicontare come ha speso tali fondi.
      Iniziamo con il render pubblici i contributi di fondi pubblici percepiti da anni ai sensi dell’art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i. dalle associazioni venatorie.
      Le associazioni ambientaliste non hanno percepito analoghi fondi pubblici “ordinari”: lo vogliamo capire o no?

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        agosto 17, 2014 alle 8:42 pm

        Che le associazioni ambientaliste non hanno percepito analoghi fondi pubblici “ordinari” penso che lo abbiano capito tutti, perché, nei precedenti interventi, Lei lo ha già riportato chiaramente ed io Le ho precisato che il mio riferimento era ai contributi a progetto. Proprio perché specifici e legati ad attività da svolgere la pubblicizzazione e la rendicontazione rivestono particolare importanza.
        Purtroppo, come lamentato, l’attività é top secret e non si riesce neanche a pubblicizzare l’elenco degli ammessi ai sostanziosi contributi a progetto.

      • agosto 17, 2014 alle 8:48 pm

        per cortesia, non facciamo il cane che si morde la coda: se vuol sapere i destinatari e gli importi dei “contributi a progetto”, deve indicare il progetto e chiederlo alle amministrazioni pubbliche che li hanno erogati, non certo a noi.

        Intanto, potremmo iniziare con il render pubblici i contributi di fondi pubblici percepiti dalle associazioni venatorie da anni ai sensi dell’art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i.

        Questi sono contributi “ordinari” eppure non sono conosciuti.

        Oppure questi non interessano?

        Proviamo allora a fare un po’ di conti in tasca: i cacciatori in Italia sono circa 850 mila e pagano una tassa di concessione governativa annuale pari a 173,16 euro. Sono 147,186 milioni di euro.

        Secondo l’art. 24, comma 2°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., il “95 per cento” dell’importo addizionale di 5,16 euro annuo per cacciatore (compreso nei 173,16 euro di tassa annuale) va ripartito “fra le associazioni venatorie nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa”.

        Euro 5,16 per 850 mila cacciatori è pari a euro 4.386.000,00: il 95% di tale importo è pari a euro 4.166.700,00.

        Questi soldi pubblici a quali associazioni venatorie vanno? Come vengono impiegati?

        Stefano Deliperi

  15. giannantonio
    agosto 17, 2014 alle 10:30 pm

    Dott. Deliperi, La ringrazio per l’ospitalità ma sull’argomento getto la spugna, non certo perché mi ha convinto ma perché il confronto é diventato ripetitivo e noioso.
    Buona notte.

  16. Occhio nudo
    agosto 17, 2014 alle 11:00 pm

    wow, una cifretta ragguardevole! Altro che fantomatici “contributi a progetto”! Contenti loro, contenti tutti.

    • giannantonio
      agosto 18, 2014 alle 1:59 pm

      Si però tutti rivenienti dai versamenti effettuati dai soli cacciatori a differenza dei fantomatici “contributi a progetto” che si vocifera, in assenza di alcuna pubblicità, superiori ai 3 milioni di euro annui e tutti a carico della fiscalità generale.
      Deliperi ha fornito dei dati interessanti che dovrebbero far riflettere tutti coloro che sono contrari alla caccia “a prescindere”. Valuta solo quanto resta nelle casse dello stato (circa 143 milioni di euro con i quali si pagano, tra l’altro, gli indennizzi agli agricoltori per i danni subiti dalla fauna selvatica) e raffrontalo con quanto entra di fondi certi nelle stesse casse dall’attività delle associazioni ambientaliste e animaliste.

      • agosto 18, 2014 alle 5:10 pm

        vede, Giannantonio, continua a parlare di “contributi a progetto” in favore di non specificate associazioni ambientaliste senza esser in grado di citarne nemmeno uno.
        Eppure non le interessa minimamente sapere dove finiscono e come vengono utilizzati oltre 4 milioni di euro di fondi pubblici “certi” erogati ogni anno in favore delle associazioni venatorie.
        Fondi che costituiscono un minimo corrispettivo in rapporto alle decine e decine di milioni di esemplari di specie selvatiche appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) uccisi ogni anno dai cacciatori.
        Non regalate proprio nulla ed è evidente l’ipocrisia dello strabico aggiornamento.

        Stefano Deliperi

  17. Occhio nudo
    agosto 18, 2014 alle 2:44 pm

    Giannantonio, invece di riportare voci senza fondamento, perché non porti dati concreti e reali? Cosa intendi quando scrivi di “fondi certi nelle stesse casse dall’attività delle associazioni ambientaliste e animaliste”? Non esistono “fondi certi” elargiti dallo Stato a favore delle associazioni ambientaliste e animaliste, esistono le donazioni che i cittadini decidono volontariamente di devolvere alle stesse associazioni, perciò a cosa ti riferisci?

    • giannantonio
      agosto 18, 2014 alle 7:09 pm

      Occhio nudo, ti prego rileggi con più calma quello che ho riportato nell’intervento ed in quelli precedenti. Se poi rileggi i contributi di Deliperi ti accorgerai che lui nega l’erogazione di contributi pubblici ordinari ma non di quelli a progetto. Poi, ben sapendo che da oltre 4 anni, nonostante le interrogazioni parlamentari, il Ministero dell’Ambiente non fornisce alcun dato, mi invita a citare dati su cui sa che non posso rispondere.

      • agosto 18, 2014 alle 8:26 pm

        Giannantonio, ha letto male: non nego e non affermo cose di cui non sono a conoscenza.
        Anzi, l’ho invitata a citarli, se esistono. E finora non ne ha citato nessuno.
        Invece lei si disinteressa di più di 4 milioni di euro annui di “contributi ordinari” reali concessi alle associazioni venatorie.
        Splendido esempio di due pesi e due misure 😉

        Stefano Deliperi

      • Occhio nudo
        agosto 18, 2014 alle 10:45 pm

        Giannantonio, li ho letti molto bene ma continuo a non trovare elementi concreti che dimostrino che le associazioni ambientaliste percepiscono finanziamenti continui dallo Stato, come accade invece nel caso delle associazioni venatorie. Fai riferimento all’erogazione di contributi a progetto, ma non spieghi a cosa ti riferisci. Al finanziamento legato alla realizzazione di un progetto? Ai finanziamenti europei? A cosa? Quali dati hai in proposito? Se si tratta di finanziamenti europei o per la realizzazione di un progetto, ovviamente l’erogazione è legata ad un progetto e seguirà tutte le procedure e i controlli contabili e finanziari da parte di innumerevoli enti, quando si parla di “contributi ordinari” si fa riferimento a finanziamenti concessi solo per il fatto di esistere, e devo ammettere che le associazioni venatorie, sotto questo aspetto, sono molto fortunate, ricevono dei finanziamenti solo perchè esistono. Vi siete chiesti, voi iscritti, come vengono spesi quei soldi?

  18. Antonio Pisano Presidente Associazione Venatoria "Caccia Natura Libertà"
    agosto 18, 2014 alle 4:54 pm

    Scusate un attimo ma in questo sito non si deve parlare di valutazione d’incidenza prevista dall’art. 6 della Direttiva Habitat 92/43 CEE …omissis ” Qualsiasi PIANO o PROGETTO non direttamente connesso o necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative in tale sito singolarmente o congiuntamente ad altri PIANI e PROGETTI forma oggetto di un opportuna valutazione d’incidenza” ecc ecc ecc CHI DI VOI VUOLE SPIEGARE ALLA PUBBLICA OPINIONE, LA CORRELAZIONE ??? DI PIANO O PROGETTO CON LA CACCIA ??? (noi sappiamo il fatto nostro e lo spigheremo nelle assemblee pubbliche) grazie ed un saluto a tutti. Antonio Pisano.

    • agosto 18, 2014 alle 5:17 pm

      toh, il Presidente di un’Associazione venatoria viene a dirci di che dobbiamo parlare e di che cosa non dobbiamo parlare, questa è bella 😉
      Sig. Pisano, la procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) è chiesta per ogni piano/programma che interessi un S.I.C./Z.P.S. e possa mutare gli equilibri ecologici propri dell’area specifica.
      Lo richiedono le direttive comunitarie in materia di tutela degli habitat naturali e semi-naturali, fauna, flora (n. 92/43/CEE) e in materia di tutela dell’avifauna selvatica (n. 2009/147/CE).
      E’ richiesta per gli atti di pianificazione faunistico-venatoria o, se assenti (come in Sardegna, come dovrebbe sapere), sui singoli calendari venatori.
      C’è un bel po’ di giurisprudenza che lo ribadisce e una procedura di indagine comunitaria aperta in proposito.
      Poi, se ne vuol sapere di più, venga a uno dei nostri seminari di diritto ambientale sulle valutazioni di impatto ambientale.
      Buona serata.

      Stefano Deliperi

      • mara
        agosto 18, 2014 alle 6:25 pm

        🙂 + 🙂 + 🙂 = !

  19. Antonio Pisano Presidente Associazione Venatoria "Caccia Natura Libertà"
    agosto 18, 2014 alle 8:17 pm

    Sig. Deliperi mi permetta…non me lo insegna Lei, che cosè la valutazione d’incidenza, ovvero “procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito natura 2000 (sic zsc zps) singolarmente o congiuntamente ad altri ad piani Progetti e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso” non ci confonda con piano programma o piano progetto, l’art. 5 dpr 357/97 sulla valutazione d’incidenza fa riferimento di RELAZIONE su tipologie progettuali di cui all’art. 1 DPCM 10 agosto 1988 n.377,e successive modifiche e integrazioni ed agli allegati A e B del DPR 12 aprile 1996 G.U. 210/1996 la modifica intervenuta all’art. 5 con l’art. 6 DPR 120/2003 a seguito della procedura d’infrazione, lascia in piedi secondo il Tar Sicilia i grossi dubbi di riconducibilità di PIANO o PROGETTO al calendario venatorio sostenuto dall’Avv. Valentina Steffutti. Per accorciare il discorso Le consiglio di leggersi quanto indicato nel “Manuale per la gestione dei Siti Natura 2000” per quanto riguarda la Valutazione d’Incidenza pag. 15, si fa riferimento a due opuscoli (1°)Gestione Siti Natura 2000, Guida all’interpretazione dell’art.6 Direttiva Habitat 92/43. (2°) Valutazione di piani progetti aventi incidenza significativa sui siti Rete Natura 2000,guida metodologica art. 6 paragrafi 3 e 4 Direttiva 92/43/CEE. Per chiudere,Facciamo riferimento al 1° opuscolo sulla raccomandazione della Commissione Europea omissis :La parola “Progetto” dovrebbe essere interpretata in senso lato in modo da comprendere sia i lavori di costruzione che altri interventi in ambienti naturali. La parola PIANO ha anche un significato ampio e comprende piani di utilizzazione del territorio e piani o programmi settoriali, ESCLUSE PERO’ LE DICHIARAZIONI POLITICHE GENERALI. I piani ed i progetti connessi con la conservazione e gestione del sito, singolarmente o a titolo di componente di altri piani o progetti, dovrebbero in genere essere esclusi dalle disposizioni dell’art. 6 paragrafo 3. Sig. Deliperi mi scusi ma devo andare in ferie ci vediamo a settembre. La saluto Antonio Pisano.

    • agosto 18, 2014 alle 8:23 pm

      buone vacanze, sig. Pisano: le saluto la Commissione europea che non la pensa come lei e ha aperto la procedura d’indagine EU Pilot 6730/14/ENVI anche per i due calendari venatori regionali sardi 2012-2013 e 2013-2014 in assenza di procedura di valutazione d’incidenza ambientale (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014).
      Continui a studiare, mi raccomando! 😉

      Stefano Deliperi

      P.S. ma non avete nulla da dire sul bracconaggio? (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/08/17/bracconaggio-delinquenza-per-passione/)

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 19, 2014 alle 1:36 pm

        La procedura è un atto dovuto e finirà come un foglio accartocciato e buttato nel cestino per la raccolta differenziata (della carta) 😉

      • agosto 19, 2014 alle 5:13 pm

        “la procedura è un atto dovuto”? Ganzissimo!!!
        Il vostro “esperto” di diritto comunitario merita una bella medaglia di carta riciclata in premio!!!

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 19, 2014 alle 5:20 pm

        GRIG non ammetti che il Sig. PISANO ha totalmente ragione? Il fatto di interpretare una norma/sentenza non da diritto a volere la ragione anche perchè in un tema come la caccia vi sono sentenze che nel tempo sovvertono quelle precedenti. Certo sarà la Comunità Europea a determinare se il vostro ricorso debba essere accettato e su questo non v’è dubbio! Io concordo personalmente con quanto afferma GIURIDICAMENTE il Sig. Pisano…poi gli altri potete dire ad esempio che il simbolo “falce&martello” rappresenta i fascisti! 🙂 🙂 🙂

      • agosto 19, 2014 alle 5:23 pm

        io non sono proprio riuscito a capire che cos’ha detto il sig. Pisano, sorry 😉

        Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        agosto 19, 2014 alle 5:22 pm

        ….GRIG, la medaglia datela a Makley…:D …. a patto che riesca a catturare il “Piccione Yankie Dudle” 😀

      • agosto 19, 2014 alle 5:40 pm
      • Pietro Pirredda - Arzachena (Italia)
        agosto 19, 2014 alle 7:23 pm

        Si scusa Grig, ho sbagliato a scrivere i nomi a sentirli pronunciare sembravano scritti diversamente. 🙂 lo guardavo da bambino e mi è rimasto sempre impresso per il continuo chiedere medaglie

      • agosto 19, 2014 alle 8:16 pm

        😛 😛 😛

  20. giannantonio
    agosto 18, 2014 alle 9:16 pm

    Dott. Deliperi, non vorrei sembrare scortese ma quando il 16 agosto 2014 alle ore 7:29pm ha affermato testualmente:
    “spiace contraddire, ma non esistono “contributi pubblici” ordinari in favore di associazioni ambientaliste”
    non é in contrasto con quanto riportato nell’intervento odierno alle ore 8:26pm:
    “Giannantonio, ha letto male: non nego e non affermo cose di cui non sono a conoscenza”.
    Perlomeno sulla negazione, se non continuo a leggere male, mi deve confortare.

    • agosto 18, 2014 alle 9:33 pm

      Giannantonio, abbia pazienza:

      1) non esistono “contributi pubblici” ordinari in favore di associazioni ambientaliste;

      2) non posso affermare nè negare che esistano contributi su singoli progetti in favore di associazioni ambientaliste, non ne sono a conoscenza, ma lei non è in grado di citarne nemmeno uno.

      Non mi pare proprio che ci sia alcuna contraddizione, mi sono espresso in lingua italiana, non è difficile capire.

      E’ analogamente non difficile da capire che lei usi due pesi e due misure per questi fantomatici eventuali contributi pubblici su singoli progetti in favore di associazioni ambientaliste e per i reali e concreti “contributi pubblici” ordinari in favore delle associazioni venatorie (art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i.). Oltre 4 milioni di euro di fondi pubblici annui per lei assolutamente non interessanti.

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        agosto 18, 2014 alle 10:31 pm

        Dott. Deliperi, si rilegga tutti gli interventi e continui pure a negare l’evidenza, non tenga conto delle interpellanze parlamentari senza risposta e della provenienza dei fondi in favore delle associazioni venatorie (solo risorse versate dai cacciatori e, per usare un termine a Lei caro, non é difficile da capire che sono ben diversi da eventuali contributi a carico dell’intera fiscalità).
        Buona notte all’obiettività.

      • agosto 18, 2014 alle 10:40 pm

        Giannantonio, lei nega l’evidenza e parla di cose che non è in grado nemmeno di descrivere.
        Contento lei, contenti tutti.
        Quali sono queste “interrogazioni parlamentari” e quale oggetto abbiano lo sa solo lei, così come lo sa solo lei quali siano questi benedetti “contributi” su singoli (ignoti) progetti in favore delle associazioni ambientaliste.
        Che cosa siano invece oltre 4 milioni di euro di fondi pubblici dati come “contributi ordinari” annui alle associazioni venatorie lo capisce anche un bambino.
        Ma questo a lei non interessa, perchè preferisce due pesi e due misure.
        Buona notte a lei e, ancora una volta, buona notte alla trasparenza.

        Stefano Deliperi

        P.S. le ripeto: le tasse di concessione governativa che versa chi pratica la caccia costituiscono solo un minimo corrispettivo in rapporto alle decine e decine di milioni di esemplari di specie selvatiche appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) uccisi ogni anno dai cacciatori. La caccia non è un diritto, è una concessione. La differenza sul piano giuridico è abissale, come quella fra il giorno e la notte.

  21. giannantonio
    • agosto 18, 2014 alle 11:04 pm

      Giannantonio, sei in buona compagnia del sen. Carrara: interrogazioni parlamentari a quale Ministro? Per quale benedetto “progetto”?
      Se le richieste sono generiche, arrivano risposte generiche, come accade per l’80% delle interrogazioni parlamentari: gazzosa chiama gazzosa.
      Oltre 4 milioni di euro annui di “contributi ordinari” alle associazioni venatorie ai sensi dell’art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i. sono una cosa precisa, concreta.
      Non si sa a chi vanno e per fare che cosa.
      E’ ben diverso.

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        agosto 19, 2014 alle 9:15 am

        A proposito di gazzosa, ma se é così bene informato sul contenuto dell’art. 24 della legge n. 157/1992 che al 4 punto recita testualmente:
        “L’attribuzione della dotazione prevista dal presente articolo alle associazioni venatorie nazionali riconosciute non comporta l’assoggettamento delle stesse al controllo previsto dalla legge 21 marzo 1958, n. 259”;
        perché continua a richiedere cose non previste dalla Legge?
        Che si tratta di sola gazzosa lo denota il fatto che continua volutamente ad ignorare i 143 milioni di euro versati dai cacciatori, che restano nelle casse dello stato e che tutte le spese, comprese quelle del funzionamento del comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, sono a completo carico degli stessi.
        Riguardo alle interrogazioni parlamentari La terrò informato dei prossimi sviluppi; vedrà che prima o poi si riuscirà a scoperchiare la pentola e speriamo che dalla stessa scaturisca un buon profumo di stufato (nel termine culinario) e non il paventato olezzo maleodorante.

      • agosto 19, 2014 alle 3:09 pm

        Giannantonio, sveglia!!!
        Sono io che t’ho detto che si tratta di fondi non soggetti a controllo della Corte dei conti, con il commento dello scorso 16 agosto (ore 23.19).
        Si tratta di contributi ordinari statali, scandalosamente esclusi da ogni doveroso controllo: il 95% del Fondo costituito dallo Stato con parte delle tasse per la caccia e ripartito “fra le associazioni venatorie nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa” (art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i., http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Caccia/Legge157-1992.htm).
        Tu parli senza alcun concreto riscontro di pretesi contributi pubblici su ignoti progetti ad associazioni ambientaliste anch’esse sconosciute e pretendi giustamente trasparenza. E sa il Cielo se esistono ‘sti benedetti contributi.
        Io parlo di soldi pubblici, veri, reali, più di 4 milioni di euro annui che vanno alle associazioni venatorie e non si sa per fare che cosa.
        C’è una bella differenza e la capisce chiunque sia in buona fede.
        Le tasse di concessione governativa che versa chi pratica la caccia costituiscono solo un minimo corrispettivo in rapporto alle decine e decine di milioni di esemplari di specie selvatiche appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) uccisi ogni anno dai cacciatori.
        La caccia non è un diritto, è una concessione. La differenza sul piano giuridico è abissale, come quella fra il giorno e la notte.

        Stefano Deliperi

        P.S. ha ripetuto svariate volte sempre lo stesso concetto, l’ennesimo commento analogo non sarà reso pubblico: abbiamo regole in questo blog, le trova scritte sul lato destro dell’homepage.

  22. Antonio Pisano Presidente Associazione Venatoria "Caccia Natura Libertà"
    agosto 19, 2014 alle 6:35 am

    Caro Deliperi quando studiavo io Tu eri ancora in programma, sulla valutazione d’incidenza sei passato dal sito di quanto affermato da Gian Andrea Pagnoni a quello che oggi ha pubblicato il Ministero,e ricorda che creando conflitti sul territorio non stai tutelando l’ambiente,e se dobbiamo dirla tutta il Tuo copia incolla non Ti porterà da nessuna parte. Buona giornata.

    • agosto 19, 2014 alle 3:07 pm

      Caro Pisano, non ho dubbi sul fatto che lei stia studiando da molto, purtroppo non ancora abbastanza per farsi comprendere in lingua italiana.
      Buona giornata e buone vacanze!

      Stefano Deliperi

  23. giannantonio
    agosto 19, 2014 alle 7:35 am

    Occhio Nudo, purtroppo non sono in grado di dare una risposta alle tue domande però ne converrai anche tu che di certo il clima di disinformazione che, nel tempo, é stato creato attorno ai contributi riconosciuti alle associazioni ambientaliste e animaliste (si parla di 3 milioni di euro annui di fondi provenienti dalla fiscalità generale) concorre ad ingenerare dubbi sulla regolarità degli stessi; nel contesto in cui viviamo mi viene molto difficile solo pensare che dette associazioni ma, per carità, il discorso vale anche per tutte le altre, si sostengano con le donazioni volontarie dei soli cittadini.

    • Occhio nudo
      agosto 19, 2014 alle 3:30 pm

      Giannantonio, la disinformazione è fatta dai “si dice” “si parla” “si vocifera” che non portano dati concreti, anche io potrei dire “si parla di un asino che vola ma nessuno lo ha mai visto” e credo che la gente avrebbe qualche difficoltà a credermi se non portassi delle prove di quello che affermo. A cosa ti riferisci quando parli di “fiscalità generale”?

      • giannantonio
        agosto 19, 2014 alle 5:41 pm

        Ritenendomi una persona educata a domanda rispondo:
        Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
        Con fiscalità generale, nel dibattito politico economico in Italia, si intende l’insieme delle entrate fiscali dello Stato italiano, raccolte in base a obblighi di leggi che non indicano già una specifica destinazione di spesa pubblica.
        Auguro a Deliperi una serena serata, visto che da i toni usati non sembra proprio nei suoi momenti migliori che pure ho avuto modo di apprezzare in argomenti diversi da quelli venatori nei quali la supponenza prende il sopravvento su tutto.

      • agosto 19, 2014 alle 5:49 pm

        sono sereno, Giannantonio, ma non per questo dobbiamo – io e i tanti frequentatori del blog – prendere per oro colato tutto quello che voi cacciatori dite, illazioni non provate e doppiopesismo compresi.
        Rasserenatevi, anche con un bel tuffo in spiaggia, oggi c’è un bel sole 😀

        Stefano Deliperi

  24. Occhio nudo
    agosto 19, 2014 alle 6:01 pm

    Grazie per la risposta educata, ora puoi spiegarmi a cosa ti riferisci nello specifico? Sai, continuo a pensare che una insinuazione, pur fatta educatamente, quando non ha un fondamento, rimanga una insinuazione fine a sé stessa, quindi dannosa. Non mi pare che abbia chiarito a cosa ti riferisci quando scrivi di fiscalità generale collegata ai finanziamenti alle associazioni ambientaliste, e chi legge potrà serenamente pensare che sia un po’ come parlare di asini che volano. Meno male che c’è wikipedia. Cordialmente, credo di non avere altro da aggiungere a questa conversazione. Buona serata.

    • giannantonio
      agosto 19, 2014 alle 10:05 pm

      Scusa Occhio Nudo ma pensavo di aver riposto alla domanda. Cerco di rimediare: ho parlato di fiscalità generale in relazione ai contributi riconosciuti alle associazioni ambientaliste e animaliste; era un modo per evidenziare che invece i contributi ordinari versati alle associazioni venatorie provengono da tassazione a carico esclusivo dei cacciatori con destinazione specifica di spesa e, dunque, non rientranti nella fiscalità generale.
      Sono d’accordo che ci siamo detti tutto sull’argomento; magari ci confrontiamo di nuovo quando ci (se ci) saranno novità.
      Buona serata.

  25. Andrea Fresi Tempio
    agosto 20, 2014 alle 1:44 am

    Non so chi sia il sig. deliperi e poco mi importa, ma quando il Sig. Antonio Pisano tratta questi argonenti lo fa con cognizione di causa, la sua esperienza e conoscenza della materia é alquanto invidiabile, carta canta, lo ha dimostrato in una miriade di occasioni e continua a farlo…..io e tutti i miei amici, parenti e conoscenti abbiamo una convinzione, il mondo sarebbe migliore se quanti animalisti ci sono ne fossero mancati..che vi piaccia o no la SARDEGNA é la nostra e la gestiamo come meglio crediamo, cosi i nostri avi prima di noi, cosi noi ora, cosi inostri figli,,, se il nostro territorio é unico non lo é certo per merito di animalari frustrati, bensi per merito nostro che viviamo e amiamo attimo per attimo il nostro territorio…..certo gli animalisti cosa saggia farebbero se lottassero per far si che tutte le altre regioni d’Italia limitassero il loro calendario come facciamo noi, cominiando ad andare a caccia DUE giorni la settimana e non CINQUE, e spingendo altresì affinché vengano definitivamente eliminati gli atc……se qualcuno é convinto di usare preminenza nei nostri confronti sperando in una subordinazione da parte nostra,,,,be,,,,,SI É FATTO MALE I CONTI…..saluti a tutti i cacciatori…..

  26. agosto 20, 2014 alle 9:23 am

    Andrea Fresi di Tempio, grazie per il suo intervento, la sua frase “che vi piaccia o no la SARDEGNA è la nostra e la gestiamo come meglio crediamo” fa capire tante cose sulla vostra mentalità e sull’atteggiamento nei confronti del prossimo e del bene pubblico. Non crediamo ci sia bisogno di ulteriori commenti.

  27. Genius Loci
    agosto 20, 2014 alle 11:51 am

    Andrea Fresu, mi dispiace contaddirla ma a Sardegna non è di voi cacciatori e tantomeno la gestite come meglio credete.
    La Sardegna va gestita secondo il parere e le esigenze di altre centinaia di migliaia di sardi e secondo le normative comunitarie, nazionali regionali, ecc., ed indirizzata verso un futuro sostenibile per il bene collettivo.
    Se “il nostro territorio è unico” non è certo per merito dei cacciatori, dei bracconieri o di chi impallina la segnaletica stradale di centinaia di paesi sardi.
    Come ricordato spesso dal GrIG, ricordi che la caccia non è un diritto ma una concessione, farebbe bene, dunque, ad abbassare la cresta e scendere dal piedistallo in cui la sua categoria si è arroccata.
    Ricordi anche che niente è eterno, nemmeno le cose più radicate, veda per esempio la caccia alla volpe nei paesi anglosassoni o la corrida in Spagna.
    Per quanto riguarda il calendario venatorio vi si sta solo chiedendo di attenervi alle regole.
    Saluti e pieno sostegno al GrIG.

  28. Fabrizio De Andrè
    agosto 20, 2014 alle 5:54 pm

    Infatti si vede come stà andando la sardegna e mi dispiace per i vostri figli,futuri emigranti.Però visto che secondo lei,la caccia all’estero è meno restrittiva,quando andrà a trovarlo potrà sparare con una mitraglia per accaparrarsi più prede.Saluti

  29. gm
  30. settembre 3, 2014 alle 4:41 pm

    l’1 settembre 2014 la Commissione europea – DG Ambiente ha comunicato che il nuovo ricorso confluirà “nell’ambito della procedura EU Pilot 6730/14/ENVI”.

  31. settembre 29, 2014 alle 2:48 pm

    bravi, han fatto quello che ogni cacciatore deve fare obbligatoriamente nel corso dell’attività venatoria.

    da L’Unione Sarda, 29 settembre 2014
    INIZIATIVA DELL ’UCS. I cacciatori raccolgono i bossoli abbandonati: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140929093134.pdf

  32. giannantonio
    settembre 29, 2014 alle 8:42 pm

    Chissà se sarà la volta buona per fare chiarezza? Dal sito del Senato riporto:

    “”Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02573

    Atto n. 4-02573

    Pubblicato il 30 luglio 2014, nella seduta n. 295

    D’ANNA – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali. –
    Premesso che:
    il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali hanno con i loro capitoli di bilancio la possibilità di erogare contributi economici, sovvenzioni, sussidi, ausili finanziari e, comunque, vantaggi economici di diverso genere a enti pubblici e soggetti privati per iniziative ed interventi rientranti nelle materie di competenza dei due Ministeri;
    a tal fine è stata adottata la direttiva del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 5 agosto 2010, con la quale vengono definiti i criteri, le modalità e le procedure ai fini dell’adozione dei provvedimenti di attribuzione di tali contributi economici, sulla base della rilevanza delle iniziative proposte nelle materie di competenza del Ministero e nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, efficienza, parità di trattamento e trasparenza;
    tra i beneficiari di cospicui contributi economici ci sono le associazioni ambientaliste e animaliste riconosciute ai sensi della legge n. 349 del 1986 che risulterebbero ammontare a più di 70;
    il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è tenuto a pubblicizzare le iniziative e i progetti finanziati attraverso la divulgazione di informazioni riguardanti i soggetti, il costo totale e il contributo finanziario concesso;
    le suddette informazioni non risultano facilmente accessibili ai cittadini, come non risulta agevole accedere ai dati relativi all’entità annuale delle provvidenze economiche erogate, e verificare la ripartizione delle somme tra le associazioni riconosciute;
    non risulta all’interrogante che il Ministero svolga periodici controlli onde verificare la “rappresentatività” delle associazioni animaliste e ambientaliste riconosciute;
    risulta invece che buona parte di questi contributi economici vengono utilizzati dalle associazioni per alimentare il proprio apparato burocratico e la corresponsione di emolumenti ai propri organismi dirigenti;
    appare quanto mai auspicabile, a parere dell’interrogante, specie in costanza di crisi economica, garantire la trasparenza e il miglioramento dell’utilizzo delle risorse pubbliche,
    si chiede di sapere:
    se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto rappresentato in premessa:
    se risulti a quanto ammontano le somme erogate alle associazioni animaliste e ambientaliste riconosciute, a vario titolo (sovvenzioni, contributi, finanziamento di progetti, pagamento di servizi di gestione di aree protette, redazione di piani di gestione dei siti di interesse comunitario e delle zone di protezione speciale nell’ultimo quinquennio (2009-2014);
    quale sia l’entità delle somme erogate ripartite per singola associazione animalista e ambientalista;
    se risulti che le prestazioni di gestione per conto dei Ministeri svolte dalle associazioni animaliste e ambientaliste siano state, per l’appunto, svolte direttamente dai soci o se siano stati affidati incarichi, collaborazioni e consulenze a soggetti diversi ed estranei alle associazioni;
    se risulti che le somme erogate siano state regolarmente rendicontate e quali tipologie di controllo siano state adottate per verificare la regolarità contabile dell’utilizzo delle risorse;
    se nell’ultimo quinquennio siano stai disposti periodici controlli sulla “consistenza associativa” e la “rappresentanza associativa” delle associazioni beneficiarie o se le risorse siano state erogate solo sulla base di un’autocertificazione e come siano stati effettuati tali controlli e se siano mai state riscontrate irregolarità o difformità rispetto alle dichiarazioni presentante dalle associazioni stesse;
    se non ritengano di porre in essere iniziative di competenza per assoggettare le attività di dette associazioni animaliste e ambientaliste al controllo della Corte dei conti.””

    • settembre 29, 2014 alle 9:29 pm

      peccato che non v’interessi sapere invece come vengono distribuiti da oltre vent’anni i fondi per le associazioni venatorie in base alla legge n. 157/1992 e s.m.i.

      Ricapitoliamo per i distratti.

      I contributi di fondi pubblici percepiti dalle associazioni venatorie da anni ai sensi dell’art. 24 della legge n. 157/1992 e s.m.i. sono contributi “ordinari” eppure non sono conosciuti.

      Curiosamente non interessano.

      Proviamo allora a fare un po’ di conti in tasca: i cacciatori in Italia sono circa 850 mila e pagano una tassa di concessione governativa annuale pari a 173,16 euro. Sono 147,186 milioni di euro.

      Secondo l’art. 24, comma 2°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., il “95 per cento” dell’importo addizionale di 5,16 euro annuo per cacciatore (compreso nei 173,16 euro di tassa annuale) va ripartito “fra le associazioni venatorie nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa”.

      Euro 5,16 per 850 mila cacciatori è pari a euro 4.386.000,00: il 95% di tale importo è pari a euro 4.166.700,00.

      Questi soldi pubblici a quali associazioni venatorie vanno? Come vengono impiegati?

      Non vi pare strano, cari cacciatori, che non v’interessi sapere dove vanno a finire e in favore di che cosa?

      A noi – e a me personalmente – interessa sapere l’impiego di ogni euro di soldi pubblici dato a chiunque (associazioni venatorie, ambientaliste, culturali, sportive, a vanvera, ecc.), perchè sono soldi pubblici.

      E a voi?

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        settembre 29, 2014 alle 10:14 pm

        Io, personalmente, la penso esattamente come Lei: ogni centesimo di soldi pubblici, sia che si tratti di fondi rivenienti da tasse a carico dei soli cacciatori o della fiscalità generale, elargito sotto forma di contributo deve essere pubblicizzato e sottoposto al controllo della Corte dei Conti.

      • settembre 29, 2014 alle 10:16 pm

        concordo.

        Stefano Deliperi

  33. giannantonio
    settembre 30, 2014 alle 1:46 pm

    Per qualcuno potrà risultare incomprensibile, ma, a parte la caccia, la pensiamo esattamente allo stesso modo. L’unico blog che frequento é quello del GrIG proprio perché si possono esprimere le proprie opinioni civilmente, senza censure, anche se non condivise.

    • settembre 30, 2014 alle 4:50 pm

      Giannantonio, qui le opinioni civili e rispettose del prossimo sono liberamente esprimibili, crediamo che il confronto sia sempre un arricchimento.
      Buona serata.

      Stefano Deliperi

  34. gennaio 9, 2015 alle 3:03 pm

    la riunione del Comitato faunistico regionale, recentemente rinnovato (vds. http://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=b348931f-c09d-4b5f-954b-d7b86fec6455), si è conclusa con la conferma del calendario venatorio regionale sardo 2014-2015 (vds. http://www.sardegnaambiente.it/documenti/18_183_20140808114209.pdf).

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