La procedura di verifica di assoggettabilità alla V.I.A. si fa caso per caso.


Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

La legge n. 116/2014 (art. 15, comma 1°, lettera c) ha stabilito che – temporaneamente – non esistono più soglie dimensionali per le procedure di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale.

Centrali a biomassa, centrali eoliche, tanti altri progetti nel concreto effettivamente impattanti sull’ambiente e sui contesti economico-sociali devono essere ora concretamente valutati in tutti i casi.

La giurisprudenza l’aveva già affermato.

Marmilla, aereogeneratori

Marmilla, aereogeneratori

L’avevamo detto e sostenuto, più volte, motivatamente e in modo documentato, la legge lo prevede, ora, finalmente, anche la Regione autonoma della Sardegna ne ha preso atto.

Un passo avanti.

Bene, era ora.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

circolare Regione autonoma della Sardegna - Assessorato della Difesa dell'ambiente, 14 novembre 2014

circolare Regione autonoma della Sardegna – Assessorato della Difesa dell’ambiente, 14 novembre 2014

 

circolare Regione autonoma della Sardegna - Assessorato della Difesa dell'ambiente, 14 novembre 2014

circolare Regione autonoma della Sardegna – Assessorato della Difesa dell’ambiente, 14 novembre 2014

 

 

 

(foto per conto GrIG)

  1. novembre 25, 2014 alle 11:43 am

    Sconcerta e preoccupa la superficialità con la quale l’Ass. Difesa dell’ambiente ha emanato tale avviso e il commento in merito espresso dal Gruppo di Intervento Giuridico, che dimostra di non conoscere assolutamente la disciplina in materia.

    L’art.15 del DL 91/14 deve essere letto per intero ed in particolare nei punti dove sancisce la validità delle soglie prestabilite per l’attivazione della procedura di screening e dove toglie (momentaneamente) alle regioni la possibilità di modificarle (come invece sta facendo l’Ass. Difesa ambiente).
    Non è scritto in nessun punto dell’art.15 che le soglie sono “temporaneamente soppresse” come riportato nell’avviso riportato sul sito “Sardegna Ambiente” dell’Assessorato.

    Peraltro è risaputo che il nuovo decreto in fase di perfezionamento in Conferenza Stato Regioni (che conterrà le attese Linee Guida) lascerà inalterate le soglie vigenti dell’Allegato IV alla parte II del Dls 152/06, in quanto già rispettose dei criteri di definizione stabiliti dalla Direttiva 2011/92/UE all’Allegato II.

    Siamo per l’ennesima volta di fronte ad una palese dimostrazione di incompetenza dei soggetti regionali deputati a salvaguardare il ns territorio; non sono bastate le sentenze della Corte Costituzionale N.224/12, N.188/13, N.199/14 o la sentenza del TAR Sardegna N.00695/14 del 01/08/14 (quest’ultima ha demolito l’intero impianto normativo in materia di insediamento di FER stabilito dalla RAS), si continua ancora ad agire in modo irresponsabile e dilettantistico, in una ambito ove invece sono richieste conoscenze e competenze ben superiori (si veda la nuova Direttiva 2014/52/UE del 16/04/14).

    Per chi volesse approfondire l’argomento si rimanda ad una nota dello scrivente riportata nell’aera dowload del sito della Essei Servizi s.r.l.

    Silvestro Cossu

    • novembre 25, 2014 alle 5:15 pm

      L’art. 15, comma 1°, lettera c, della legge n. 116/2014, di conversione del decreto-legge n. 91/2014, afferma testualmente:

      “all’articolo 6, comma 7, lettera c) (del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, n.d.r.), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “; per tali progetti, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per i profili connessi ai progetti di infrastrutture di rilevanza strategica, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sono definiti i criteri e le soglie da applicare per l’assoggettamento dei progetti di cui all’allegato IV alla procedura di cui all’articolo 20 sulla base dei criteri stabiliti nell’allegato V. Tali disposizioni individuano, altresì, le modalità con cui le regioni e le province autonome, tenuto conto dei criteri di cui all’allegato V e nel rispetto di quanto stabilito nello stesso decreto ministeriale, adeguano i criteri e le soglie alle specifiche situazioni ambientali e territoriali. Fino alla data di entrata in vigore del suddetto decreto, la procedura di cui all’articolo 20 è effettuata caso per caso, sulla base dei criteri stabiliti nell’allegato V””.

      Quindi, “Fino alla data di entrata in vigore del suddetto decreto, la procedura di cui all’articolo 20 è effettuata caso per caso”.

      Qualsiasi disposizione regionale contenente soglie dimensionali conseguentemente perde efficacia.
      Ing. Cossu, posso capire che nella foga di farsi pubblicità abbia saltato qualche periodo, ma la norma è chiara.

      Il resto sono chiacchiere.

      Stefano Deliperi

  2. novembre 25, 2014 alle 7:42 pm

    Stessa risposta ricevuta dal SAVI, stesso argomentare.

    Però il nuovo comma 9 dell’art.6 del Dls 152/06 recita: “Fatto salvo quanto disposto dall’allegato IV, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del MATTM…, Le soglie di cui all’allegato IV, ove previste, sono integrate dalle disposizioni contenute nel medesimo decreto”.
    Anche questo comma è chiaro: fa salvo l’Allegato IV (così come è attualmente) e parla di integrazioni alle soglie.

    Inoltre se si ha la voglia di leggere la direttiva 2011/92/UE (che non contemplava la procedura di screening e parlava di soglie oltre le quali assoggettare i progetti a VIA) e la nuova 2014/52/UE (che introduce lo screening e modifica i contenuti dell’art.4 paragrafo 3 della 2011/92), si capisce che le soglie in discussione nel comma 7, c), NON sono le soglie “inferiori” oltre le quali si attiva lo screening, ma le soglie/criteri “superiori” (ovvero l’oggetto dell”integrazione”), oltre le quali si attiva la procedura di VIA (infatti l’oggetto del comma 7 dell’art.6 si deduce dall’incipit: “la valutazione è inoltre necessaria ………”).

    La valutazione caso per caso si riferisce pertanto all’analisi dei progetti peri quali è attualmente previsto lo screening (in quanto di dimensione superiore alle soglie previste e congelate dall’art.15) e serve per valutare se tali progetti debbano essere sottoposti a valutazione (VIA).

    Ribadisco che nel mio documento, che invito tutti a leggere, sono analizzati TUTTI i punti dell’art.15, non solo quello da Lei citato.

    Trovo squalificante che quando si analizzano aspetti legislativi di tale importanza si scivoli in considerazioni soggettive del tipo “posso capire che nella foga di farsi pubblicità abbia saltato qualche periodo…”.

    Io non ho saltato nessun periodo, ho analizzato tutti i punti, ho letto le due direttive UE e so di cosa sto parlando; fino a prova contraria chi ha analizzato un solo punto dell’art.15 è Lei.

    Il nuovo decreto dovrebbe essere in dirittura d’arrivo; dobbiamo solo aspettare qualche giorno; dopo la sua pubblicazione avremo modo di valutare (purtroppo a posteriori) quale doveva essere la corretta interpretazione di questo art.15.

    Mi auguro che quando questa interpretazione sarà chiara e di dominio comune vorrete fare pubblica ammenda su quanto finora sostenuto.

    Nel frattempo dei danni saranno stati fatti e nessuno pagherà, se non chi li ha subiti.

    Buona serata
    Silvestro Cossu

    • novembre 25, 2014 alle 10:14 pm

      tutti ignoranti? Tutti venduti?

      Si legga la norma, ing. Cossu. Il resto lascia il tempo che trova.

      Stefano Deliperi

  3. Giovanni Zecchini
    novembre 26, 2014 alle 2:43 pm

    Nel merito c’è una interrogazione parlamentare a risposta scritta. Evidentemente non c’è univocità di interpretazione.

    http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/74556

    Giovanni Zecchini

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