Le truffe del mini-eolico.


centrale eolica

centrale eolica

Sono almeno 74 i progetti di mini-aerogeneratori con potenza di poco inferiore a 60 Kv presentati dallo stesso entourage nelle campagne del Campidano sui quali stanno indagando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Teoricamente impianti mini-eolici ideati per fornire un giusto sostegno energetico per singole aziende agricole e un beneficio ambientale per la Terra, nella realtà sono diventati uno strumento speculativo per aggirare la legge (in primo luogo l’obbligo di sottoposizione alla procedura della valutazione di impatto ambientale) e lucrare con certificati verdi e benefici di varia natura.

Da magistratura e polizia giudiziaria sono contestate l’ipotesi di truffa e violazioni in materia di valutazione di impatto ambientale, urbanistiche e ambientali.

Lo scorso 3 maggio 2014 è stato effettuato in proposito il sequestro preventivo di una serie di mini-aerogeneratori con potenza di poco inferiore a 60 Kv (nove già realizzati + sette in corso di realizzazione) nelle campagne di Villanovaforru, Sanluri e Sardara (VS), ma il fenomeno è molto più ampio.

L’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico aveva inoltrato in proposito alle autorità competenti due specifiche richieste di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti (24 aprile 2014, 23 ottobre 2013), segnalando il mancato espletamento della procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

Marmilla, aereogeneratori

Marmilla, aereogeneratori

Infatti, in questi casi non si tratta di un aerogeneratore singolo con potenza inferiore a 60 kv, ma diverse “pale eoliche” connesse in assenza di aziende agricole e la normativa nazionale in materia di valutazione di impatto ambientale prevede l’assoggettamento di tutti gli impianti in questione alla procedura di V.I.A., senza alcuna esclusione “sotto soglia”, come chiarito recentemente anche dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 188 del 12 luglio 2013.

Quindi, tutti gli impianti di produzione di energia eolica vanno assoggettati a procedura di V.I.A. affinché se ne valutino gli effetti sull’ambiente nel quale dovrebbero inserirsi.

Invece le necessarie procedure di V.I.A. non risultano espletate.

In proposito, l’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico esprime il proprio sostegno alla magistratura e alla polizia giudiziaria impegnate nell’attività di indagine sulla proliferazione delle pale mini-eoliche nel Campidano.

D’altro canto, c’è una rilevante possibilità per le tante aziende agricole che sinceramente desiderano ricevere un aiuto energetico grazie ai mini-aerogeneratori eolici, grazie allo specifico programma di finanza agevolata concordato fra Banco di Sardegna s.p.a. e la finanziaria regionale SFIRS s.p.a.: in pratica, l’investimento iniziale verrebbe erogato al 100% (compresa I.V.A.), grazie alla garanzia della SFIRS, e coperto dal contributo in conto energia che per il mini-eolico è di durata ventennale.

Questo, però, ricorda il Banco di Sardegna s.p.a., se la produzione energetica sia effettiva e sufficiente per il pagamento dei ratei, in base a certificazione di un soggetto terzo specializzato, altrimenti le condizioni del finanziamento saranno modificate.

Gli annunci trionfali del luglio 2013 devono, quindi, esser confermati dalla presenza effettiva di operatori del settore agricolo, della concreta produzione di energia e del beneficio riservato a reali aziende agricole.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico ribadisce il sostegno alla diffusione delle fonti di energia rinnovabili e, allo stesso tempo, chiede il rispetto di un territorio, di una popolazione e dei tanti onesti titolari di aziende agricole fin troppo provati dalle mire speculative di signori del vento e banche.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

qui la “scheda prodotto minieolico per l’agricoltura” del Banco di Sardegna s.p.a.

 

L'Unione Sarda, 12 maggio 2014

 

La Nuova Sardegna, 12 maggio 2014

La Nuova Sardegna, 13 maggio 2014

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Riccardo Pusceddu
    Mag 15, 2014 alle 12:47 pm

    Ho letto la sentenza della Corte Costituzionale (che pero’ non e’ infallibile come era successo per esempio quando fu chiamata ad esprimersi sulla costituzionalità di alcuni referendum elettorali che a mio parere ci avrebbero risparmiato la cosiddetta seconda repubblica ma questa e’ un’altra storia) dalla quale si evince che TUTTI gli impianti eolici senza esclusione di soglia debbano essere assoggettati alla Valutazione di Impatto Ambientale. La legge va rispettata oppure va cambiata ma non trasgredita come e’ successo nella fattispecie dell’articolo.
    Ma perche’ la procedura di VIA non piace a nessuno? E’ troppo restrittiva? Quali sono i criteri da rispettare per ottenerla?
    Lo sai come la penso sull’eolico e sul riscaldamento globale: bisogna far presto o sarà troppo tardi. Quindi non solo pale eoliche ma tutto quello che può portare a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera compresa soprattutto la lotta agli sprechi che sono il modo più efficiente di ridurle (molto più delle stesse pale eoliche). Quindi case passive e auto elettriche. Si tratta tuttavia di 2 interventi di natura differente. Ridurre gli sprechi non basta perché non vi e’ produzione netta di energia (altrimenti non avremo bisogno di metodi di produzione diretta di energia). E per questo che sono necessarie le pale eoliche a mio parere. Ma che tu sappia gli agricoltori stanno istallando o no?

    • Mag 15, 2014 alle 3:34 pm

      vi sono diverse aziende agricole che stanno accedendo al programma del mini-eolico a loro dedicato.
      Personalmente penso che siano fra i primi danneggiati da questi comportamenti illeciti.

      Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        Mag 15, 2014 alle 4:34 pm

        sono totalmente d’accordo con te stavolta. Con una piccola precisazione pero’. Sembrerebbe che fare istallare agli agricoltori impianti mini-eolici possa essere la soluzione soprattutto per chi come me crede nel potere ai singoli contro i gruppi di potere, le multinazionali e le lobby dell’eolico su impianti in grande scala. Purtroppo così non e’. La ragione e’ semplice: le pale eoliche come tutte le tecnologie per produrre energia (non solo quelle rinnovabili quindi) hanno bisogno della massima resa possibile per ottenere quell’EROEI a cui ho più volte accennato in altri commenti ai tuoi articoli. Quindi e’ tutta una questione di siti e di distanza dal suolo del generatore, in parole povere l’altezza del palo alla cui sommità si trova l’elica. Più il sito e’ ventoso meglio e’. Più alto e’ il palo meglio e’. Quindi una pala eolica istallata da un agricoltore non ottiene mai l’EROEI degli impianti più grossi. Dimmi se sbaglio

  2. Mag 19, 2014 alle 2:55 pm

    da L’Unione Sarda, 19 maggio 2014
    SAN GAVINO E VILLACIDRO . Ai Comuni due milioni di euro in 20 anni. Energia elettrica dal vento: via libera ad altre 14 pale. (Gigi Pittau): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20140519103436.pdf

  3. Riccardo Pusceddu
    Mag 20, 2014 alle 1:43 am

    ho letto l’articolo dell’Unione Sarda e mi sono ricordato che secondo te gli impianti eolici non apportano alcun beneficio alla popolazione sarda ma sono solo interventi meramente speculativi. Come li vedi questi 2 milioni di euro? Sono pur qualcosa. Certo non la penserei così se non credessi che quella eolica e’ la migliore energia rinnovabile oggi disponibile e quella ad impatto ambientale più basso (fatta eccezione quella ottenuta indirettamente con il risparmio energetico). Ma non voglio ripetermi e diventare logorroico

  4. Mag 28, 2014 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 28 maggio 2014
    Il Tribunale del Riesame di Cagliari dissequestra il parco tra Villanovaforru, Sanluri e Sardara. Via i sigilli dalle mini pale eoliche, il secondo round ai “signori del vento”. (Massimo Ledda) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140528091707.pdf)

    Ribaltando la decisione del Gip Giorgio Altieri, il Tribunale del riesame di Cagliari ha annullato ieri il sequestro preventivo del parco eolico in fase di ultimazione tra Villanovaforru, Sanluri e Sardara, nel cuore del Medio Campidano.
    IL DISSEQUESTRO. Ancora non si conoscono le motivazioni, ma appare probabile che i giudici della seconda sezione – presieduta da Massimo Costantino Poddighe – abbiano accolto i rilievi della difesa che sin dal primo momento aveva segnalato la mancanza di una serie di atti d’indagine necessaria a sostenere l’ipotesi della Procura. Qualunque sia la ragione, il risultato immediato è che da ieri sono stati tolti i sigilli alle nove mini pale già in funzione e ai sette lotti da 200 metri quadrati ciascuno in cui era stata già autorizzata la loro realizzazione.
    L’ACCUSA. Secondo la tesi dei pm Gaetano Porcu e Danilo Tronci, che hanno coordinato il lavoro degli uomini del nucleo investigativo regionale del corpo Forestale guidati dal commissario Ugo Calledda, le società coinvolte – la Arg Wind srl e la Sarcos Wind – avevano chiesto singoli permessi per pale da 59,9 kilovolt, fermandosi appena prima della soglia dei 60 che fa scattare l’obbligo di ottenere la valutazione d’impatto ambientale alla Regione. Un modo per aggirare la legge e creare – sempre stando all’ipotesi dell’accusa – un parco eolico abusivo. Tre gli indagati: Stefano Argenziano, 42 anni di Avellino, legale rappresentante della Arg Wind srl, Paolo Usai, 48 anni di Sanluri, responsabile della sicurezza nel cantiere e Danilo Serra, 47 anni, anche lui di Sanluri, amministratore unico della Sarcos srl che ha eseguito i lavori di messa in posa delle pale e della Sarcos Wind, società che ha presentato altre sei richieste di autorizzazione per il mini eolico. Le ipotesi di reato vanno dalle violazioni paesaggistiche legate alla mancata richiesta della valutazione di impatto ambientale, a quelle urbanistiche, alla truffa aggravata ai danni del gestore energetico. Così il 3 maggio era scattato il sequestro preventivo del parco, che il Gip aveva convalidato escludendo però la truffa. Ieri il Riesame ha invece annullato la misura cautelare.
    LA DIFESA. Un risultato che gli avvocati Roberto Nati e Antonio Avino Murgia, difensori di Danilo Serra, hanno commentato con soddisfazione: «La difesa aveva rilevato che la complessa normativa che disciplina la materia consente la realizzazione di impianti di mini eolico come quelli che intende realizzare la società Sarcos Wind. Nel settore delle energie rinnovabili, infatti, interagiscono normative di rango diverso tutte, però, rivolte, al raggiungimento del comune obiettivo di incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Interazione che, spesso, ha provocato conflitti di attribuzioni tra normative nazionali e regionali, risolte dalla Corte Costituzionale in favore della prima e con recesso della seconda allorquando ha introdotti limiti non consentiti. In questa congerie normativa si è trovata ad operare la Sarcos Wind che ha osservato tutti i precetti normativi, operando solo ed esclusivamente nel pieno rispetto della legge». Argomenti che hanno costituito il cuore anche del ricorso presentato dal legale di Argenziano, l’avvocato Roberto Delogu (Usai è invece difeso dall’avvocato Guido Manca Bitti). Ora la palla ritorna alla Procura: nonostante il dissequestro, infatti, l’inchiesta contro i “signori del vento” non si ferma.

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    L’ALTRA INDAGINE. «Gli uffici della Regione fanno troppa confusione»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140528091735.pdf

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    La rabbia dei sindaci: Pigliaru deve fermarli: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/93580_La_rabbia_dei_sindaci_Pigliaru_deve_fermarli.pdf

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    da Sardinia Post, 28 maggio 2014
    Dissequestrato parco eolico nel Cagliaritano, ma prosegue inchiesta: http://www.sardiniapost.it/cronaca/dissequestrato-parco-eolico-nel-cagliaritano-procura-prosegue-inchiesta/

  5. Riccardo Pusceddu
    Mag 28, 2014 alle 9:32 pm

    Stefano, chiedo lumi. Ma insomma la Valutazione di Impatto Ambientale si deve fare per tutti gli impianti a prescindere dal limite dei 60Kw come sembra evincersi dalla sentenza 188 della Corte Costituzionale (anche per gli impianti degli agricoltori, tanto per intenderci) oppure no? Oppure nella legislatura si fa differenza tra minieolico ed eolico? E se c’e’ differenza allora qual’e’ questa differenza? Perché il giornalista dell’Unione Sarda scrive che i signori del vento si sono fermati poco prima della soglia dei 60 Kw “che fa scattare l’obbligo di ottenere la valutazione d’impatto ambientale alla Regione”? Che pasticcioni a volte questi giornalisti: ha chiamato anche i chilowatt chilovolt

  6. Mag 28, 2014 alle 10:25 pm

    la soglia dei 60 kw è per soli mini-aerogeneratori legati alla singola azienda agricola/utenza, l’ipotesi della Procura della Repubblica è che – non essendoci aziende agricole di riferimento, soprattutto in poche centinaia di mq. di terreno – si tratti di una o più “centrali eoliche” composte da vari aerogeneratori autorizzati singolarmente.
    Insomma, un aggiramento della norma.

    Stefano Deliperi

    • Riccardo Pusceddu
      Mag 28, 2014 alle 11:58 pm

      fermo restando che se questa e’ la normativa (che mi piacerebbe controllare da me se mi mandi dei riferimenti normativi) va rispettata o cambiata ma non elusa, trovo che essa sia sommamente ipocrita. Se un autogeneratore pone un rischio ambientale tale da far ritenere opportuno legiferare in proposito e imporre la presentazione di una Valutazione di Impatto Ambientale per scongiurare tale rischio allora dove sta la logica nell’ esentare da tale valutazione le singole aziende agricole? Come se il fatto che vengano istallate in tale contesto non crei i presupposti di un danno ambientale. Mi sembra che siamo alle solite: si pensa più per interessi personali che a Gaia che se potesse parlare direbbe: questi si scannano per vedere a chi tocca produrre energia pulita e intanto il tempo passa e io sono sempre più inquinata

  7. Mag 29, 2014 alle 5:30 pm

    da Sardinia Post, 29 maggio 2014
    Energia, da centrosinistra moratoria su impianti nell’agro: http://www.sardiniapost.it/politica/energia-centrosinistra-moratoria-impianti-nellagro-100-richieste-minieolico/

  8. Silvia
    giugno 4, 2014 alle 5:39 pm

    Credo ci sia molta poca informazione attorno a tutto l’argomento. Gli impianti eolici sino a 60 kW sono assoggettati a VIA solo se ricadenti in area tutelata, sono realizzabili da tutti e non solo da aziende agricole, il territorio non è degli agricoltori ma di tutti i cittadini che vogliono investire nelle rinnovabili (libera concorrenza). La legge regionale in questione, che imponeva la realizzazione per le sole az. agricole è stata annullata da sentenza del TAR nel lontano 2011 ma nessuno sembra ricordarsi. Come spunta un impianto tutti a puntare il dito… “sono brutte” “sono impattanti””guadagnano con il nostro vento “..bhè rischiate con il vostro vento, investite voi stessi nel vostro territorio, in una energia pulita che certo non farà del male a nessuna generazione futura .. anzi aiuterà l’isola a divenire autonoma energeticamente e più pulita. Danno ambientale? gli impianti sono realizzabili solo in poche aree visto che la normativa regionale è già abbastanza stringente e a non meno di 500 m tra una pala e l’altra (in assenza di VIA)…ma voi, avete mai visto i territori del nord europa??… noi italiani sempre gli stessi, sempre a lamentarsi senza mai trovare soluzioni utile agli sviluppi di un futuro migliore per tutti.

    • giugno 4, 2014 alle 5:42 pm

      ..il giorno in cui una sentenza del T.A.R. annullerà una legge, con un esposto manderemo in galera tutti quelli che ci stanno antipatici 😛

      • Silvia
        giugno 5, 2014 alle 9:10 am

        ..qualora non sussista una forma di ricorso superiore (Corte Costituzionale) da parte della Regione (cosa che la Regione non ha fatto) la sentenza del TAR è efficace: sent. n.28 14/01/2011

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 4, 2014 alle 6:41 pm

      quindi come stanno le cose? E’ vero che la VIA e’ richiesta solo per le aree sottoposte a tutela ambientale? E’ vero il fatto della sentenza del TAR? E’ vero che non può annullare una legge regionale? Sono ignorante in materia.

      • Silvia
        giugno 5, 2014 alle 9:19 am

        ..La regione stessa nella grande confusione che lei stessa ha creato tra leggi e deliberazioni ha legiferato nuovamente in materia di VIA ..fugando ogni dubbio (o quasi) con la delib. 45/34 12.11.2012 e la LR 25 2012 art.8 (molto utile anche il chiarimento dell’ ass. difesa ambiente prot. n.993 del 6/6/2013)…buona lettura a tutti coloro che vogliono entrare nel merito delle cose senza soffermarsi su approssimativi articoli di giornale ed altrettanto approssimative valutazioni personali.

  9. Riccardo Pusceddu
    giugno 4, 2014 alle 6:53 pm

    forse va rivista anche la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che forse e’ troppo restrittiva visto che tutti ne hanno paura. E intanto gli impianti eolici non si fanno e quando si fanno vengono sequestrati. E intanto il nostro benamato (spero) pianeta soffre. Che ipocrisia. Comunque c’e’ una certa logica nel consentire gli impianti minieolici agli agricoltori esentandoli dalla procedura di VIA e non consentire la stessa cosa agli imprenditori delle energie rinnovabili. La logica di scegliere il male minore. Come dire; si consente all’agricoltore di danneggiare un po l’ambiente perché tanto lo danneggia di più senza pale eoliche (usando l’energia elettrica fatta col carbone). Ne va della sua immediata sopravvivenza mentre gli imprenditori possono investire altrove. Oppure sottoporre i loro progetti alla procedura di VIA

    • Silvia
      giugno 5, 2014 alle 9:48 am

      Permettimi di disquisire anche su questo. L’installazione di un impianto è una attività libera e non una attività riservata, si violerebbero i principi comunitari di libera concorrenza, imparzialità e correttezza qualora le procedure fossero diverse tra soggetti diversi. Anche a me piacerebbe che l’agricoltore investisse nelle rinnovabili, ma c’è tra loro ancora molta reticenza e gli investitori che invece hanno visto il business ne approfittano..io suggerisco a tutti di aprire più gli occhi .. è successo già nel fotovoltaico e molti hanno perso il treno.
      Ultimo appunto: qualora un agricoltore decidesse di installarsi l’impianto lo farebbe comunque per guadagnare dagli incentivi statali (infatti è più conveniente immettere l’energia in rete piuttosto che autoconsumarsela) .. avrebbe comunque generato energia pulita senza danneggiare nessuno (e per danno io non intendo una variazione dell’ambientale naturale cosa che è già valutata dalle amministrazioni al rilascio delle autorizzazioni in modo oggettivo…non si può semplicemente dire: “le pale sono brutte e non si installano”).

      • Riccardo Pusceddu
        giugno 6, 2014 alle 2:56 am

        sono d’accordo con te. Alle amministrazioni sembra stare a cuore solo la conservazione del paesaggio bucolico e ameno. A loro non importa niente della CO2 che si immette nell’aria e dei disastri che provoca e provocherà a quegli stessi paesaggi che essi così ipocritamente dichiarano di voler conservare. La CO2 non si vede mentre una pala eolica si e questo gli basta. Che modo ristretto di pensare, non vedono più in la di qualche decennio. E intanto la terra muore sotto il peso di 7 miliardi di esseri umani che consumano in totale le risorse di 2 o 3 terre alla faccia delle generazioni future e di tutte le specie che con noi condividono questo meraviglioso pianeta.
        E poi io trovo le pale eoliche anche molto belle da vedere se disegnate bene. Sono sicuramente meglio degli edifici di cui stiamo tappezzando le campagne in Sardegna, e producono danni ambientali irrisori all’ambiente (moria di uccelli e pipistrelli) rispetto ai vantaggi che offrono a quello stesso ambiente che danneggiano un poco. Il danno di cui si lamentano gli ambientalisti e’ per lo più un danno visivo. Ma allora cos’e’ meglio: un paesaggio apparentemente intatto destinato a riscaldarsi di 4 gradi centigradi nel volgere di qualche decennio (con tutti i disastri che questo comporta) oppure un paesaggio con qualche pala qua e la (anche belle secondo me, ripeto) che questo temuto riscaldamento lo previene? Io sogno di pale eoliche altissime che si potrebbero fare anche (preferibilmente no) in mezzo ai boschi quando questi si trovino in zone particolarmente ventose, senza che l’elica renda necessario il taglio di alcun albero. Oppure sogno di un fotovoltaico più efficiente che potesse fare concorrenza all’eolico che a tutt’oggi rappresenta la modalità più vantaggiosa (in termini di EROEI e di abbattimento della CO2 e del basso impatto ambientale) con un indice che può arrivare nelle località più propizie ad indici di 14 a 1 contro l’ahime misero 4 a 1 raggiunto dalle tecnologie fotovoltaiche e solari termiche. Certo se queste ultime raggiungessero l’EROEI degli impianti eolici allora sarebbero da preferire di sicuro per il minor impatto ambientale (niente moria di uccelli e pipistrelli) ammesso che si riuscisse a risolvere più vantaggiosamente il problema del riciclaggio dei pannelli (che contengono mi pare metalli pesanti particolarmente inquinanti). Scusami per lo sfogo ma l’ambiente mi sta molto a cuore e cerco sempre di non fermarmi alla superficie dei problemi ma di analizzarli quanto più in fondo possibile

  10. giugno 5, 2014 alle 3:15 pm

    Buonasera Silvia,

    ha testualmente detto “la legge regionale in questione, che imponeva la realizzazione per le sole az. agricole è stata annullata da sentenza del TAR nel lontano 2011”.

    Sul piano giuridico è una pura stupidaggine, perché una “legge” non può essere annullata da alcuna sentenza di un Giudice amministrativo qual è il T.A.R.

    C’è sicuramente poca chiarezza nel quadro normativo vigente in Sardegna sul c.d. mini-eolico, grazie anche alle circolari regionali che cita.

    Tuttavia, la Corte costituzionale, con sentenza n. 188 del 12 luglio 2013, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale” (https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/07/19/la-corte-costituzionale-boccia-il-mini-eolico-senza-la-v-i-a/).

    Con ciò sono sostanzialmente travolte anche tutte le norme – come l’art. 8 della legge regionale n. 25/2012 (http://consiglio.regione.sardegna.it/xivlegislatura/Leggi%20approvate/lr2012-25.asp) – e circolari regionali antecedenti.

    Nel commento precedente, in risposta a una richiesta di Riccardo Pusceddu, ho fatto riferimento al caso specifico di Villanovaforru e non vorrei che, venendo preso come paradigma generale, fosse fonte di equivoci: stando a quanto statuito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 188/2013 qualsiasi impianto di produzione di energia da fonte eolica dev’essere preceduto da vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale.

    Sul piano normativo la Regione autonoma della Sardegna dovrebbe legiferare coerentemente con la decisione della Corte costituzionale proprio per evitare qualsiasi problema a chi volesse operare correttamente nel settore.

    Stefano Deliperi

  11. Silvia
    giugno 5, 2014 alle 6:22 pm

    Grazie Stefano per la correzione, ad onor del vero infatti non era una legge quella annullata dal TAR, ma una delibera (quella che vincolava la realizzazione di impianti eolici alle sole attività agricole), no cambia però la sostanza: chiunque secondo la legge italiana può installare il proprio impianto.
    Non sono invece d’accordo sulle tue valutazioni sulla procedura di VIA: è vero che legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 nella parte in cui dispone che “gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale” è stata definita illegittima: è assurdo infatti che una turbina posta in prossimità di un bene tutelato es. un nuraghe potesse essere installata senza VIA.
    E’ vero anche che tale sentenza non dice che tutti gli impianti inferiori a 60 kW saranno assoggettati a VIA.

    La regione dopo la prima sentenza del Tar Sardegna in cui si sollevava il problema di illegittimità della LRn.3, era già corsa ai ripari legiferando e partorendo la legge regionale n. 25/2012 (che oggi è in vigore con la quale ha stabilito che se è obbligatoria la partecipazione del Ministero dei beni culturali al procedimento autorizzatorio, tutti gli impianti eolici sono sottoposti a Via, a prescindere dalla soglia – Art.8-) .

    La Corte costituzionale ha dato ragione al Tar poiché la legge regionale impugnata, consentendo l’installazione di impianti al di sotto delle soglie stabilite anche in mancanza di valutazione d’impatto ambientale, si pone in contrasto con la norma statale contenuta nel Dlgs n. 152/2006 (Allegato III, art. 6) che prescrive inderogabilmente la procedura di valutazione d’impatto ambientale per tutti gli impianti eolici per la produzione di energia elettrica, sulla terraferma, nel cui procedimento autorizzativo è prevista la partecipazione obbligatoria del Ministero per i beni e le attività culturali , senza quindi esclusioni “sotto soglia”: la partecipazione di tale ministero è obbligatoria solo se l’area è tutelata.

    Spero di aver fatto chiarezza (lavoro e mastico abbastanza la normativa del settore). Buon vento a tutti.

    • giugno 5, 2014 alle 7:29 pm

      la Corte costituzionale, con sentenza n. 188 del 12 luglio 2013, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale”.

      L’ha affermato testualmente e mi pare difficile una diversa interpretazione, quando ha considerato “se, quindi, l’obbligo di sottoporre qualunque progetto alla procedura di VIA attiene al valore della tutela ambientale (sentenza n. 127 del 2010), la norma regionale impugnata, nel sottrarre a tale obbligo la tipologia degli impianti ‘sotto soglia’, è invasiva dell’ambito di competenza statale esclusiva di cui all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.
      Deve, dunque, essere dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna n. 3 del 2009, nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale”.

      Si può discutere se – visto che l’Allegato III alla Parte II del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. parla (lettera c-bis) di «Impianti eolici per la produzione di energia elettrica, sulla terraferma, con procedimento nel quale è prevista la partecipazione obbligatoria del rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali» – si possa escludere dall’obbligo di preventivo procedimento di V.I.A. per quei progetti di impianti “sotto soglia” in aree dove non sussista vincolo paesaggistico ex lege (art. 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o con provvedimento di individuazione specifica (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o per previsione di piano paesaggistico o per indicazione di strumenti urbanistici (es. aree d’interesse archeologico).

      In grandissima parte dei casi il dubbio non si porrebbe proprio, ma a mio parere questi casi residui meriterebbero un intervento chiarificatore del legislatore statale (art. 117, lettera s), senza altre “soluzioni pasticciate” regionali.

      Stefano Deliperi

  12. Riccardo Pusceddu
    giugno 6, 2014 alle 2:33 am

    quindi quali sono i casi in cui e’ obbligatoria la partecipazione del rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali? Quindi Stefano sei d’accordo che nei casi in cui non fosse necessaria e il sito non e’ sottoposto a vincolo paesaggistico allora gli impianti si possono fare anche senza la VIA?

  13. Silvia
    giugno 9, 2014 alle 9:19 am

    ..esattamente così..non tutti gli impianti sottosoglia sono soggetti a VIA e sono realizzabili anche dai “non agricoltori”.. ma aspettiamo anche l’opinione di Stefano.
    Buona giornata.

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 9, 2014 alle 10:32 am

      mi pare che Stefano si sia già espresso in merito ma io avevo chiesto un’approfondimento sui questi che lui chiama “casi residui” visto che non mi intendo di leggi e regolamenti

  14. Silvia
    giugno 9, 2014 alle 11:32 am

    ..aggiungerei casi non poi tanto residui….attendiamo.

  15. giugno 9, 2014 alle 5:29 pm

    per Riccardo e Silvia: vi ho già risposto.

    Non è che alla centesima domanda analoga alla precedente vien scodellata la risposta che volete avere.

    Abbiate pazienza, come Associazione ci occupiamo delle svariate tematiche inerenti la tutela dell’ambiente e della salute, non solo dell’energia eolica, che vi sta a cuore. 😉

    In un territorio regionale come quello sardo, dove fra vincolo paesaggistico ex lege (art. 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o con provvedimento di individuazione specifica (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o per previsione di piano paesaggistico o per indicazione di strumenti urbanistici (es. aree d’interesse archeologico) siamo a gran parte del territorio regionale interessato (i soli vincoli paesaggistici ex lege o con provvedimento di individuazione arrivano già da soli circa al 40%).

    Rimangono escluse poche aree (zone industriali, ecc.).

    Vista la pronuncia della Corte costituzionale, come vi ho già detto, a mio parere questi casi residui meriterebbero un intervento chiarificatore del legislatore statale (art. 117, lettera s), senza altre “soluzioni pasticciate” regionali.

    Stefano Deliperi

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 10, 2014 alle 12:54 pm

      Stefano, abbi pazienza ma sono un po duro di comprendonio. Ancora non ho capito perché (in base a quale norma o legge o regolamento) gli agricoltori possono installare impianti sotto i 60Kw senza la Valutazione d’Impatto Ambientale mentre tutti gli altri soggetti devono sottoporre gli stessi impianti alla procedura di VIA.
      Secondo quanto mi pare d’aver capito gli impianti eolici sotto la soglia dei 60Kw si distinguono in minieolici (esentati dalla VIA) ed eolici (che necessitano della VIA). La prima categoria e’ riservata agli operatori agricoli (agricoltori e allevatori) che hanno la possibilità di istallare impianti (solo sotto soglia pero’) senza aver bisogno della VIA mentre la seconda si applica agli speculatori che per il fatto di non avere una azienda agricola in loco, sono invece soggetti alla presentazione della VIA. Insomma se la mia analisi e’ corretta, e’ la presenza o meno di un’azienda agricola che fa scattare l’obbligo della VIA e che assegna agli impianti istallati dagli agricoltori la denominazione di minieolico. E’ così? Se questo e’ il caso non capisco pero come questa distinzione sia compatibile con quanto ha detto Silvia sulla libera concorrenza. Dal canto mio io la considero una distinzione fittizia per il fatto che ho spiegato in un mio commento precedente, ovvero che se la Valutazione di Impatto Ambientale ha un senso allora andrebbe applicata a tutti i soggetti senza discriminazioni ipocrite tra agricoltori e speculatori. Tale procedura dovrebbe tutelare l’ambiente, no? Che senso ha tutelarlo contro gli speculatori e tutelarlo meno contro gli agricoltori? A meno che non si faccia un distinguo tra le due categorie ammettendo che gli agricoltori possano distruggere l’ambiente (o rischiare di distruggerlo senza la VIA) perché ne hanno più bisogno degli speculatori.
      Stefano, non t’alterare: lo so che sei occupatissimo ma il mio obbiettivo qui non e’ cercare di avere da te la risposta che voglio ma solo cercare di capire perché ancora sono confuso. Poi se non hai tempo non rispondermi. Io sono sicuramente meno occupato di te quindi non mi incavolerò se non lo fai

  16. giugno 10, 2014 alle 4:47 pm

    aiuto, Riccardo 😦

    Non mi altero, ma basta.

    Come ho già detto in un commento precedente, il riferimento testuale “la soglia dei 60 kw è per soli mini-aerogeneratori legati alla singola azienda agricola/utenza, l’ipotesi della Procura della Repubblica è che – non essendoci aziende agricole di riferimento, soprattutto in poche centinaia di mq. di terreno – si tratti di una o più ‘centrali eoliche’ composte da vari aerogeneratori autorizzati singolarmente” è riferito alla vicenda di cui si parla in questo articolo.

    Non esiste, ovviamente, un riferimento normativo che vincoli un qualsiasi progetto di centrale eolica alla professione del proponente.

    Detto questo, anche in questo caso come già detto, in un territorio regionale come quello sardo, dove fra vincolo paesaggistico ex lege (art. 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o con provvedimento di individuazione specifica (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o per previsione di piano paesaggistico o per indicazione di strumenti urbanistici (es. aree d’interesse archeologico) siamo a gran parte del territorio regionale interessato (i soli vincoli paesaggistici ex lege o con provvedimento di individuazione arrivano già da soli circa al 40%).

    Rimangono escluse poche aree (zone industriali, ecc.).

    Quindi, in tutti questi casi (la grande maggioranza) è necessario il procedimento di V.I.A.

    Vista la pronuncia della Corte costituzionale, come vi ho già detto, a mio parere questi casi residui meriterebbero un intervento chiarificatore del legislatore statale (art. 117, lettera s), senza altre “soluzioni pasticciate” regionali.

    “Soluzioni pasticciate” che complicano la vita soprattutto a chi vuole operare correttamente.

    Stefano Deliperi

    P.S. che il Cielo la mandi buona 😉

  17. giugno 10, 2014 alle 6:54 pm

    Invito tutti a leggere il mio articolo che trovate sul sito della ESSEI SERVIZI s.r.l
    http://www.essei.it/downloads/AENTULA%20MINIEOLICO%20IN%20SARDEGNA%20031.pdf
    Riporta chiari riferimenti alla legislazione nazionale e regionale vigente; occorre solo un pò di pazienza per leggere, conoscere, capire le disposizioni legislative.
    Non sono poche e sono complesse ma così è l’Italia.

    In buona sostanza TUTTI hanno libero accesso alla produzione di energia da fonte eolica; limitare la possibilità di talune installazioni ai soli operatori agricoli è anticostituzionale.

    La Regione Sardegna ha individuato aree NON idonee dove gli impianti NON si possono insediare.

    La normativa Nazionale stabilisce che sotto 1 MW, non si procede a VERIFICA AMBIENTALE; la Regione Sardegna, in forza di quanto attribuitogli dalla legislazione nazionale, ha stabilito che la soglia per la VERIFICA AMBIENTALE è fissata in 60 kW.

    Non è consentito frazionare gli impianti per aggirare la normativa in materia ambientale; al riguardo la Regione Sardegna ha stabilito una distanza (500 m) fra impianti di 60 kW, oltre la quale non si procede con VERIFICA AMBIENTALE.

    La legislazione nazionale stabilisce che sotto i 60 kW NON si procede con autorizzazione Unica ma con semplice DIA (pratica SUAP presso il comune).

    Chi si muove all’interno del quadro legislativo così sinteticamente tracciato è in regola con la legge.

    Al di sotto dei 60 kW le installazioni sono sottoposte a V.I.A. – VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (quindi per qualunque potenza) solo se ricadenti in ambito di cui alla Parte II del Dls 42/04 (codice Urbani del Paesaggio) che tratta di BENI CULTURALI.
    I BENI PAESAGGISTICI sono contenuti nella Parte III del Codice; una installazione ricadente
    in un Bene Paesaggistico di per sè NON implica la V.I.A., ma solo l’applicazione dell’art.146 in tema di autorizzazione paesaggistica.

    Silvestro Cossu

    • giugno 10, 2014 alle 7:35 pm

      meno male che Lei ha così tante certezze, rivolgersi alla Sua Azienda dev’essere una sicurezza 😉

      Stefano Deliperi

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 10, 2014 alle 10:01 pm

      ma allora cosa ne facciamo della sentenza della Corte costituzionale n. 188 del 12 luglio 2013, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 23, della legge della Regione autonoma della Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), nella parte in cui dispone che gli impianti eolici con potenza complessiva inferiore o uguale a 60 kW sono considerati minieolici e non sono assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale”, più volte evocata da Stefano? Volevo proprio evitare di andarmela a leggere, per questo ho insistito un po con Stefano ma pare che non abbia scelta.

  18. Riccardo Pusceddu
    giugno 11, 2014 alle 12:00 am

    allora, mi sono letto la sentenza n. 188 del 12 luglio 2013 e sembra proprio che tutti gli impianti eolici che ricadano nei territori di competenza del Ministero dei beni ambientali e delle attività culturali (i quali, prendendo per buono quanto asserisce Stefano visto che non ho controllato personalmente, ricoprono gran parte del territorio dell’isola) siano da sottoporre a procedura di VIA, in accordo anche con l’allegato III alla Parte II del d.lgs. n. 152 del 2006. E qui sta la confusione che ancora mi assilla. Perché laddove sussista un’azienda agricola non vi e’ la necessita’ di tale procedura? Mettiamo che tale azienda sia locata su una di queste aree sottoposte a controllo del Ministero dei beni ambientali e delle attività culturali: che succede? Se e’ vero che la maggiorparte del territorio isolano e’ sottoposto a vincoli che necessitino in caso di intervento ritenuto dannoso, della partecipazione obbligatoria del rappresentante del più volte citato Ministero dei beni ambientali e delle attività culturali allora dovrebbero essere altrettanto poche le aziende agricole ricadenti al di fuori di queste aree di tutela. Non me la sento di chiedere a Stefano di chiarire ancora una volta quindi chiedo a chiunque altro che legga legga questo commento se conosce la risposta a queste mie domande e lo ringrazio in anticipo se decidesse di rispondervi

    • giugno 11, 2014 alle 12:06 am

      per pietà, Riccardo, dove hai letto che se il progetto di mini-eolico è connesso a un’azienda agricola è esentato tout-court dall’obbligo di procedura di V.I.A.?

      Non esiste, ovviamente, un riferimento normativo che vincoli un qualsiasi progetto di centrale eolica (mini, maxi, XXL) alla professione del proponente.

      Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        giugno 11, 2014 alle 12:47 am

        quindi tutti gli agricoltori (con azienda ricadente in aree dove interventi necessitino della partecipazione di rappresentante del Ministero dei beni ambientali e delle attività culturali) hanno la necessita’ di sottoporre gli impianti eolici che desiderino istallare nelle loro aziende, alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) si o no?

  19. Shardana
    giugno 11, 2014 alle 10:42 am

    Scusate ma state confondendo sempre di più….In tre parole,gli impianti con potenza inferiore o uguale a 60 le che autorizzazioni necessitano?gli ultimi casi dove sono stati sequestrati gli impianti erano a posto alla fine?Grazie

  20. maurizio
    giugno 11, 2014 alle 12:42 pm

    Stefano vedo che non hai pubblicato il mio intervento.

    poco simpatico? o scomodo ?

    • giugno 11, 2014 alle 3:40 pm

      ci sono varie persone che si occupano della gestione di questo blog, non è il blog personale di nessuno.
      Il tuo commento non era “poco simpatico” o “scomodo”, era semplicemente senza capo nè coda.
      Questo, come vedi, è un blog, non uno “sfogatoio”. Ci sono delle regole, le puoi leggere a destra della schermata.
      I commenti che le rispettano sono pubblicati, gli altri no.

  21. maurizio
    giugno 11, 2014 alle 7:06 pm

    Direi che si tratta proprio di uno ” sfogatoio ” molto personale, visto quello che scrive Deliperi, informazioni non intere, o meglio informazione che contengono una piccolissima parte della verità, tutto il resto rimane una sua personale interpretazione, venduta per corretta.

    Come ho scritto precedentemente, sarebbe bello che Deliperi mettesse in evidenza le eventuali informazione errate dell’intervento del Sig. Cossu.

    Magari il link che avevo inserito e che riguardava Deliperi, non puntava ad elogiarlo, e anche questo porta a ragionamenti senza ne capo ne coda!!!!!!!

    In fine credo che il tizio che ha scritto nel Link che avevo postato, magari anche lui voleva dare informazione!!!!!

    • giugno 11, 2014 alle 10:20 pm

      vedi, Maurizio, a differenza di altre associazioni ambientaliste forse a te molto più simpatiche (come queste, per esempio: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/10/legambiente-una-lobby-economico-politica-laccusa-degli-altri-ambientalisti/1003687/, http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/10/legambiente-fa-business-con-lecologia-i-dubbi-degli-esperti-e-una-onlus/1003675/), noi non facciamo propaganda all’energia eolica “senza se e senza ma”.

      Tantomeno facciamo “affari” con l’energia eolica, come fanno – legittimamente – tante aziende e tanti consulenti.

      Non siamo riusciti proprio a capire che cosa volessi dire e dove volessi andare a parare con quel tuo commento.

      Forse tutto era chiaro nella tua mente, ma nelle tue parole molto meno.

      Che cosa vuoi sapere che mi riguardi personalmente e che – per inciso – non c’entra proprio nulla con l’energia eolica?

      Sono stato designato (30 aprile 2013) dall’Assemblea consortile del Consorzio di gestione del Parco naturale “Molentargius – Saline” per l’incarico gratuito di componente del Consiglio direttivo dell’Area naturale protetta. In seguito è stata chiesta l’autorizzazione al Segretariato generale della Corte dei conti, dove lavoro. Autorizzazione non concessa perchè sono entrate in vigore norme interne (luglio 2013) che vietano ogni tipo di incarico, pur gratuito, in seguito all’emanazione delle c.d. norme anti-corruzione.

      Il “giornalista” che ne ha parlato sul proprio blog si è “dimenticato” di fare qualche verifica. Difficilmente vincerà il Premio Pulitzer continuando così.

      Se n’è già parlato qui: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/04/06/parco-naturale-regionale-molentargius-saline-parco-dei-milioni-perduti-e-anche-parco-dei-raccomandati/#comments (commento del 31 luglio 2013). Contento? Soddisfatta la tua curiosità?

      E il problema dove sarebbe?

      Stefano Deliperi

      P.S. il Sig. Cossu ha fatto il suo commento e pubblicizzato la sua Azienda. La risposta è già in questo articolo. Chi ha pazienza se la legga 😉

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 12, 2014 alle 1:01 am

      e’ vero che Stefano alle volte e’ un poco sbrigativo e liquida gli interventi senza approfondirli con una sua analisi circostanziata ma da qui a dire che le sue informazioni contengono solo una piccolissima parte della verità mi sembra per lo meno eccessivo! E poi non dimentichiamoci che egli deve essere occupatissimo a proteggere la nostra bella isola anche per noi che il più delle volte ce ne stiamo qui belli comodi a dibattere, contestare, criticare; serve anche questo ma l’azione sul campo, quella che coraggiosamente Stefano intraprende ogni giorno, vista la mole di abusi e malfunzioni che si trova a dover combattere, e’ nettamente più efficace. Noi tutti si spera, abbiamo a cuore le sorti della nostra bella isola anche se a volte abbiamo idee diverse e perfino opposte, quindi invece di litigare e criticarci a vicenda dovremmo cercare di trovare punti in comune perché la verità non sta mai tutta da una parte sola. Naturalmente Stefano non ha bisogno che io prenda le sue difese ma ho voluto dire la mia lo stesso e non potrei neppure farlo se non ci fosse il suo blog, quindi un grazie di cuore a Stefano Deliperi e al GrIG!

  22. shardana
    giugno 11, 2014 alle 11:53 pm

    Alla faccia,solo ora ci si accorge che lega ambiente è una lobby economico politica?Scusate ma le bandiere blù mica ci crederete?A carloforte il mare era sempre pulito per loro a parte i coli batteri fecali che dal campeggio tracimavano nella spiaggia della caletta.Dell’inquinamento di portovesme poi manco a parlarne,se no i fanghi rossi gli fanno un casino

  23. Riccardo Pusceddu
    giugno 17, 2014 alle 10:17 am

    ieri era la giornata mondiale del vento, promossa dalla EWEA e dal Global Wind Energy Council. Certo, si tratta di associazioni a fini di lucro se non per il fatto che sono state messe su dai lobbisti del vento – ditte produttrici di turbine eoliche in primis. Ma non e’ questo forse un caso in cui esercitare pressioni sui governi di tutto il mondo per la realizzazione di nuovi impianti eolici e’ un fatto positivo? Si tratta in fin dei conti di energia pulita e Dio sa quanto ne abbiamo bisogno. Certo, la cosa migliore sarebbe evitare gli sprechi ma questo non basta e basterà sempre meno con la popolazione mondiale destinata a raggiungere i 10 miliardi, tutti affamati di cibo e energia. Hai voglia ridurre gli sprechi! In una delle pagine web dedicata all’evento (http://www.greenreport.it/news/wind-day-legambiente-renzi-troppi-veti-per-leolico-soprintendenze-regioni-governo/#prettyPhoto) si fa riferimento a centrali eoliche bocciate per motivi estetici. Le pale sarebbero brutte da vedere. Molto più bella perché invisibile, la CO2 che si continua inesorabilmente ad immettere nell’aria ogni santo giorno dalle centrali a carbone, dai tubi di scappamento delle autovetture, dagli impianti di riscaldamento. Che ipocrisia! E poi le pale non sono neppure brutte e se anche lo fossero allora perché non insistere che le ditte che le producono non ne facciano di più belle?
    Altra ipocrisia quella relativa alla moria diretta di uccelli, talmente irrisoria e sicuramente più bassa di quella causata da cause molto più banali ma presenti massicciamente nel territorio come il traffico veicolare e i gli impatti coi vetri delle finestre. Tanto irrilevanti sono questi decessi che persino la Royal Society for the Protection of Birds (il corrispettivo britannico della nostra LIPU che invece vi si oppone) approva e financo promuove il settore eolico seppure con le dovute attenzioni per i siti particolarmente interessati da movimenti migratori o altra attività aviaria. Ricordo che l’energia eolica e’ la forma di energia rinnovabile al momento col rendimento più alto in termini di energia ricavata sull’energia investita (un parametro noto come EROEI che prende in considerazione l’energia necessaria per estrarre i materiali per produrre le turbine, fabbricarle, trasportarle sui luoghi degli impianti, istallarle e riciclarle a fine vita), seconda solo al quella idroelettrica che pero’ e’ molto più impattante a causa della devastazione causata dal bacino di raccolta e dalla necessita di usare quantità enormi di cemento per la diga (produrre cemento e’ una delle attività umane che produce più CO2 in assoluto). Per fare un’esempio di EROEI a confronto l’eolico ne ha uno di 14 a 1 contro il misero 4 a 1 del fotovoltaico (al momento attuale)! Anche l’impatto sull’ambiente e’ inferiore soprattutto nei casi delle torri eoliche più alte che possono tranquillamente essere installate anche in mezzo al bosco più incontaminato (se ce ne fosse bisogno) senza richiederne l’abbattimento mentre invece negli impianti fotovoltaici si deve sacrificare la superficie nei quali sono ubicati dove non si può piantare niente che non sia erba. Spero che questo atteggiamento di avversione all’eolico cambi prima possibile. Ogni giorno di opposizione ad esso e’ un giorno non solo sprecato ma soprattutto un giorno in più di emissioni di CO2 dagli impianti convenzionali.

  24. giugno 17, 2014 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 17 giugno 2014
    Affari con le pale eoliche per agricoltori fantasma.
    Fra i sei indagati dalla Procura di Cagliari anche un ingegnere di Nuoro. Sospetti su un parere legale fornito dall’Argea, sequestrati tutti gli impianti. (Mauro Lissia) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/06/17/news/affari-con-le-pale-eoliche-per-agricoltori-fantasma-1.9439937)

    CAGLIARI. Operazione semplice: metti in piedi un’azienda agricola virtuale, grazie a quella incassi l’autorizzazione a impiantare un piccolo parco eolico necessario per alimentare l’attività e con le pale a vento guadagni migliaia di euro grazie agli incentivi dei gestori dell’energia. Non si parla di due lire: un pala eolica assicura per vent’anni un profitto che va da 100 a 130 mila euro.
    Solo che stavolta il gioco è stato scoperto dagli uomini del nucleo investigativo del Corpo Forestale e il pm Gaetano Porcu ha iscritto al registro degli indagati sei persone: Davide e Alberto Piseddu (48 e 42 anni) di Villanovatulo, Salvatore Scudu (66) di Villagrande Strisaili che per l’accusa sono i titolari delle finte imprese agricole. Con loro rispondono dell’accusa di concorso in truffa, tentata truffa e falso ideologico oltre che si violazioni urbanistiche il commerciante imprenditore Desiderio Mulas (57 anni) indicato dagli investigatori come l’ideatore del sistema di società agricole inesistenti, l’ingegnere nuorese Pierpaolo Loi (50) che avrebbe svolto il ruolo di progettista e il legale rappresentante delle società Pierpaolo Piseddu (55 anni). Sotto la lente della Procura c’è anche la posizione di Fabio Cuccuru, direttore dell’area di coordinamento dell’Argea, una delle agenzie agricole regionali, che avrebbe espresso un parere tecnico considerato sospetto dal pm Porcu.
    La vicenda è nata a ottobre dell’anno scorso, quando gli uomini del commissario Fabrizio Madeddu hanno messo sotto sequestro due pale eoliche da 200 watt nelle campagne di Villanovatulo perché risultavano installate in un’area vincolata, vicino a un fiume. Qualcosa però non quadrava e i forestali hanno deciso di andare a fondo negli accertamenti.

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 18, 2014 alle 4:56 am

      gli agricoltori erano fantasmi ma l’energia elettrica prodotta (sebbene in surplus) non inquinante, era più vera che mai! Ma non sarebbe meglio che il GrIG si facesse promotore oltre che alla difesa della legge anche di azioni volte a cambiarla questa legge troppo ostativa degli impianti eolici? Magari proponendo che per ogni centrale eolica istallata se ne chiuda una a carbone?

  25. giugno 17, 2014 alle 2:56 pm

    energia eolica “senza se e senza ma”, disinteressatamente.

    da Greenreport, 12 giugno 2014
    Wind Day, Legambiente a Renzi: «Troppi veti per l’eolico da Soprintendenze, Regioni, Governo»: http://www.greenreport.it/news/wind-day-legambiente-renzi-troppi-veti-per-leolico-soprintendenze-regioni-governo/#sthash.qpGAhuUv.dpuf

    ________________________________

    sempre in tema di “pratiche ambientaliste disinvolte”.

    da La Stampa, 16 giugno 2014
    Greenpeace specula sull’euro e brucia quasi quattro milioni.
    Lo scandalo rivelato dal settimanale tedesco Spiegel. La difesa: “E’ stata l’iniziativa di un singolo dipendente, subito licenziato”: http://www.lastampa.it/2014/06/16/esteri/greenpeace-scommette-contro-leuro-e-brucia-in-borsa-quasi-milioni-ECcqcTzkUfCxPxnTOBgGuJ/pagina.html

    ________________________________

    che ne pensano i Sindaci sardi.

    da L’Unione Sarda, 17 giugno 2014
    Sindaci contro eolico e fotovoltaico: «Nuovo assalto». (Antonio Pintori): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/94822_Sindaci_contro_eolico_e_fotovoltaico_Nuovo_a.pdf

  26. Riccardo Pusceddu
    giugno 18, 2014 alle 5:00 am

    energia eolica con qualche “se” e qualche “ma”, interessatamente: per una volta che l’interesse degli speculatori corrisponde con quello dell’ambiente, non dovremmo esserne contenti?

  27. giugno 24, 2014 alle 7:23 pm

    Buona sera a tutti

    Chiedo scusa se utilizzo questo forum in modo improprio per un invito (se considerate questo invito inappropriato non pubblicate questo post).

    Sarò presente al salone dell’innovazione SINNOVA 2014 che si terrà presso il Centro Polifunzionale S.Gilla in Cagliari, i giorni 27 (venerdì) e 28 mattina (Sabato).

    Rappresento la società AENTULA s.r.l., unico costruttore sardo di aerogeneratori per impianti minieolici.

    Avrei piacere di incontrare personalmente chi di Voi potrà e vorrà partecipare, per rappresentare una piccola realtà virtuosa del mondo delle rinnovabili e confrontarmi con Voi sulle problematiche oggetto del forum.

    Non esiste solo il mondo degli speculatori dell’eolico (grande e piccolo) e del “furtovoltaico” delle grandi serre monofalda.

    Ci sono anche operatori che lavorano onestamente, con passione e impegno, per promuovere e attuare la piccola generazione distribuita e l’autoconsumo, nel rispetto dell’ambiente e della ns. terra in particolare.

    Operatori che sono contrari a quello che hanno fatto i precedenti governi per favorire i mega impianti e i mega speculatori, e che sono contrari a ciò che sta facendo (sotto la spinta delle lobby dei fossili) l’attuale governo, con la tassazione dell’autoconsumo (operazione forse sconosciuta ai più).

    Se volete confrontarvi su questi ed altri temi sulle rinnovabili sono a disposizione.

    Saluti a tutti

    Silvestro Cossu

    • giugno 24, 2014 alle 8:22 pm

      per carità, Silvestro, non pensiamo certo che tutti gli operatori dell’eolico siano “farabutti”, anzi. 😉
      Sono gli operatori corretti e rispettosi della legge fra i primi a esser danneggiati.

      Stefano Deliperi

    • Mirko
      novembre 6, 2014 alle 4:58 pm

      Buona sera Silvestro, visto che sei del settore, ne approfitto per farti un po’ di domande sul minieolico e sull’approccio che le agenzie immobiliari stanno adottando nella mia zona, se avrai la pazienza di rispondere te sarò grato.
      Cosa ne pensi del fatto che le agenzie immobiliari e chi per loro, offra ai proprietari dei terreni 2500 euro annui per l’impianto di una pala dalla potenza di 60 Kw o 25000 euro in un’unica soluzione e chi si è visto si è visto?
      Cosa ne pensi del fatto che tali pale non abbiano alcuna connessione con le esigenze energetiche delle aziende? Ti scrivo questo perché da un calcolo approssimativo, la produzione annuale, vista la ventosità dei siti, dovrebbe ammontare a seconda del tipo di torre dai 160000 agli oltre 200000 Kw, per ricavi annuali che vanno dai 43000 euro ai 60000 euro (l’area a cui mi riferisco si trova nella Sardegna Nord occidentale a pochi Km dalla costa, in un altipiano posto a 600 m s.l.m; dall’atlante eolico la velocità del vento risulta, a 25 m s.l.t, di 6 m/s). Se ti va, potresti confutare tali calcoli (ovviamente mi rendo conto delle approssimazioni legate ad una tale anali superficiale) e confermare o smentire quella che è l’energia prodotta.
      Le domande per l’installazione di queste torri nel mio comune sono una ventina, 2 per il minieolico da 200Kw giacciono bloccate in regione, come giudichi questa situazione? Non ti pongo queste domande per entrare in polemica con te per il solo fatto che ti occupi di energia eolica, ma delle risposte chiare aiuteranno me e gli altri a distinguere chi fa il lavoro seriamente da chi invece vuole unicamente speculare.
      Grazie per l’attenzione
      Mirko

      • novembre 6, 2014 alle 6:27 pm

        Mi sembra inappropriato usare il forum per queste considerazioni di tipo economico/speculativo.
        La mia mail è essei@essei.it.

        In linea di principio sono contrario agli investimenti speculativi fatti da soggetti spesso estranei alla nostra terra: ovvero acquisire il diritto di superficie per installare un generatore e godere degli incentivi sull’energia (prodotta e immessa in rete), lasciando ai proprietari del terreno quegli importi che tu hai citato (in genere sono anche inferiori 2.000 €/anno o 20.000€/una tantum, per una durata dei diritti di 20 anni ).

        Ci piacerebbe che le pale eoliche le installassero i sardi, sprattutto le aziende agricole.

        Le produzioni che tu ha citato dipendono dalla ventosità e con i venti medi della Sardegna (attorno a 5÷5,5 m/s) sono generalmente inferiori ai valori da te riportati.

        Relativamente alla possibilità di autoconsumare parte dell’energia prodotta occorre osservare (cosa che pochi sanno) che in Italia l’attuale meccanismo di incentivazione muove contro l’autoconsumo (il recente DL 91/14, addirittura arriva a tassarlo, sia pure in minima parte).

        Tutti i politici a parole sono per la generazione distribuita e per l’autoconsumo; di fatto questo non si sta verificando nei decreti di incentivazione, anche a causa delle forti pressioni ingenerate dalle lobbies delle fonti fossili e da un atteggiamento generalmente ostile nei confronti delle rinnovabili manifestato a più riprese dalla Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

        Relativamente ai procedimenti autorizzativi, la situazione nella regione Sardegna è molto complessa in relazione al fatto che l’impianto normativo regionale viene sistematicamente cassato o dalla corte Costituzionale o dal TAR (l’ultima sentenza del TAR Sardegna N.00695/14 del 01/08/14 annulla la DGR 45/34 che aveva la pretesa di sanare i vizi di incostituzionalità sanciti dalla sentenza N.224/12).

        Saluti
        Silvestro Cossu

  28. ottobre 3, 2014 alle 2:49 pm

    da L’Unione Sarda, 3 ottobre 2014
    La Regione boccia il progetto dell’eolico: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141003100428.pdf

  29. ottobre 8, 2014 alle 2:47 pm

    da L’Unione Sarda, 8 ottobre 2014
    SARDARA .Denuncia alla Procura. La replica: è regolare.
    «Quella pala eolica è fuorilegge»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20141008104124.pdf

  30. novembre 24, 2014 alle 11:06 pm

    A.N.S.A., 24 novembre 2014
    Sequestrato impianto eolico, ‘prima’ dopo Sblocca Italia.
    Violate nuove norme per generatore Villanovaforru: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/11/24/sequestrato-impianto-eolico-in-sardegna_f0b74933-9b68-443b-9ca6-a378900fce50.html

    _______________________________________

    da CagliariPad, 24 novembre 2014
    Violazione dello Sblocca Italia, sequestrato impianto eolico in Sardegna.
    Un aerogeneratore eolico è stato sequestrato oggi dagli uomini dal Nucleo investigativo del Corpo forestale di Cagliari, a Villanovaforru: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=13101

    ___________________________________________

    da L’Unione Sarda, 25 novembre 2014
    VILLANOVAFORRU. Una pala. Impianto eolico sequestrato dalla Forestale: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20141125110605.pdf

  31. novembre 25, 2014 alle 8:11 am

    Sconcerta e preoccupa la facilità e la superficialità con la quale il Corpo Forestale ha effettuato tale sequestro basandosi su una interpretazione fantasiosa e discutibile di un solo comma dell’art.15 del DL 91/14.

    L’art.15 deve essere letto per intero ed in particolare nei punti dove sancisce la validità delle soglie prestabilite per l’attivazione della procedura di screening e dove toglie (momentaneamente) alle regioni la possibilità di modificarle (come invece sta facendo l’Ass. Difesa ambiente).
    Non è scritto in nessun punto dell’art.15 che le soglie sono “temporaneamente soppresse” come scritto nel verbale di sequestro e come riportato nell’avviso riportato sul sito “Sardegna Ambiente” dell’Assessorato.

    Siamo per l’ennesima volta di fronte ad una palese dimostrazione di incompetenza dei soggetti regionali deputati a salvaguardare il ns territorio; non sono bastate le sentenze della Corte Costituzionale N.224/12, N.188/13, N.199/14 o la sentenza del TAR Sardegna N.00695/14 del 01/08/14 (quest’ultima ha demolito l’intero impianto normativo in materia di insediamento di FER stabilito dalla RAS), si continua ancora ad agire in modo irresponsabile e dilettantistico, in una ambito ove invece sono richieste conoscenze e competenze ben superiori (si veda la nuova Direttiva 2014/52/UE del 16/04/14).

    Per chi volesse approfondire l’argomento si rimanda ad una nota dello scrivente riportata nell’aera dowload del sito della Essei Servizi s.r.l.

    Silvestro Cossu

  32. novembre 29, 2014 alle 9:34 pm

    da L’Unione Sarda, 29 novembre 2014
    Nuovo sequestro per il parco eolico tra Villanovaforru e Sardara: 8 indagati: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/11/29/nuovo_sequestro_per_il_parco_eolico_tra_villanovaforru_e_sardara-6-398069.html

    _________________________________________________

    da Videolina, 29 novembre 2014
    NUOVO SEQUESTRO PER IL PARCO EOLICO A VILLANOVAFORRU: http://www.videolina.it/video/servizi/73840/nuovo-sequestro-per-il-parco-eolico-a-villanovaforru.html

  33. Giovanni
    dicembre 10, 2014 alle 8:49 am

    sicuramente sono in ritardo nell’inserirmi nel forum, ma l’esigenza è quella di sapere se un impianto mini eolico ad asse verticale della potenza di 1 Kw di diametro inferiore a 1 metro e con palo di 1,5 metri posto sul tetto o recinzione in muratura alta 1,5 mt., ubicato in zona urbanizzata come quella di Costa Rei ad una distanza dal mare di circa 450-500 metri in linea d’aria, DEBBA o no Avere una qualsivoglia autorizzazione. Mi riferisco a questi piccoli impianti al servizio di abitazioni ad integrazione della potenza esistente ENEL, che sono pubblicizzati da alcune ditte. Grazie per chi vuole rispondere.

  34. gennaio 7, 2015 alle 10:59 pm

    da Sardinia Post, 7 gennaio 2014
    Rinnovabili, valutazione ambientale obbligatoria: Cagliari fa giurisprudenza: http://www.sardiniapost.it/cronaca/rinnovabili-valutazione-ambientale-obbligatoria-tribunale-di-cagliari-fa-giurisprudenza/

  35. aprile 22, 2015 alle 9:55 pm

    da L’Unione Sarda, 22 aprile 2015
    L’inchiesta sul parco eolico fuori norma. Chiuse indagini per lottizzazione abusiva. Sotto accusa in otto: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/04/22/l_inchiesta_sul_parco_eolico_fuori_norma_chiuse_indagini_per_lott-6-415968.html

  36. Leo
    giugno 4, 2015 alle 7:24 pm

    Buongiorno,
    mi sembra di aver capito che il minieolico (30 metri!) può essere impiantato anche da privati, non necessariamente imprenditori agricoli ma che il VIA è sempre obbligatorio.
    Nelle campagne di Luogosanto (OT), dove abito, si aggirano “agenzie immobiliari” che pagano 25.000 euro per l’affitto del terreno dove installare le pale e promettono di fare tutte le pratiche in Comune . Ci vuole solo un mese per i permessi …. è regolare? In questo lasso di tempo fanno anche il VIA?
    Purtroppo 3 pale sono già state costruite e altre sorgeranno presto. All’Ufficio Tecnico di Luogosanto mi hanno detto che non c’è modo di arginare questo fenomeno. Che la vecchia giunta aveva deliberato per impedire questa costruzione indiscriminata limitando l’altezza a 6 metri e consentendola solo alle aziende agricole per salvaguardare aree di pregio ambientale e denunciando che il fenomeno era meramente speculativo (Delibera n.15 del 30.5.2014 e del. n.27 del 29.9.2014). Il 12.1.2015 la Regione Sardegna rimetteva la stessa all’Amministrazione comunale chiedendo di motivare la scelta rispetto alla normativa nazionale vigente. A questo punto il comune si è fermato ritenendo inutile una risposta.
    C’è qualcosa che si può fare per fermare questo scempio? Tra l’altro 2 pale sarebbero proprio molte vicine a casa mia e so che si tratta spesso di pale riciclate da altri paesi (come quelle di Luras, dismesse dal Portogallo) quindi vecchie e molto rumorose….

  37. giugno 18, 2015 alle 5:37 pm

    Il comune di Tempio Pausania applica il decreto del 30-3-2105 il quale dice che non c’è bisogno di VIA e quindi la pratica per la costruzione di pale eoliche viene espletata in un mese circa! Infatti la dipendente comunale sulla sua scrivania ha un paio di faldoni tutti di richieste da approvare. Ogni giorno, da queste parte nasce una nuova pala e sta diventando come un immenso parco eolico “diffuso”!

    • vanessa filipponi
      luglio 14, 2015 alle 7:36 pm

      Buonasera a tutti, mi inserisco in questo interessante discorso perche’ sono quasi disperata. Premesso che sono titolare di una piccola azienda agricola biologica, sto cercando di installare un impianto da 60 kw ma sono snervata da due anni di pratiche, cambio di leggi ecc…
      Prima mi hanno bloccato perche’, seppure a diversi chilometri dal mare rientravo nell’ ambito di.paesaggio.costiero. Adesso, atteso questo benedetto.chiarimento normativo, ho fatto ripresentare il progetto confidando nel d.m. 52/2015.
      Per farla breve, il comune ha inviato una richiesta di parere al savi indicando la.zona come vincolata paesaggisticamente ( sulla cartografia del sitap non risultano vincoli) secondo una mappa comunale.
      Risultato? L’intervento deve essere assoggettato alla.via
      Se tra di voi esperti c’e’ qualcuno che puo darmi qualche consiglio ve ne sarei grata, anche perche’il tecnico che.ha fatto il progetto non sa piu’ che pesci prendere.
      Grazie
      Vanessa

      • luglio 15, 2015 alle 9:36 am

        Sul sito della Essei Servizi s.r.l. c’è un mio documento (Minieolico in Sardegna) aggiornato ante pubblicazione delle Linee Guida per la Verifica di Assogettabilità Ambientale (D. 30/03/15, in vigore dal 26/04/15).
        Nell’ultima parte del documento è affrontato il tema della VIA obbligatoria per impianti ricadenti in zone sottoposte a tutela e per le quali è prevista la partecipazione obbligatoria del rappresentante del MIBAC (fattispecie c-bis) Allegato III alla Parte II del DLS 152/06).
        Naturalmente il mio parere (adeguatamente supportato dai riferimenti della legislazione primaria – leggi nazionali) è ben diverso da quello del SAVI.
        Un saluto a tutti.
        Silvetro Cossu

  38. giugno 23, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 23 giugno 2015
    Vale il silenzio-assenso per le torri da 60 kilowatt: possono essere alte anche 30 metri.
    L’invasione del “mini-eolico”.
    La nuova norma: nessuna valutazione d’impatto ambientale. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150623091656.pdf

    ———————————–

    Promettono decine di migliaia di euro per l’affitto dei terreni da destinare alla pale
    Gli strani promoter in giro per gli stazzi galluresi: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150623091754.pdf

  39. giugno 24, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 24 giugno 2015
    Sono spariti tutti i vincoli, torri eoliche anche sulle coste. (Michele Ruffi): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/114445_Sono_spariti_tutti_i_vincoli_torri_eoliche_.pdf

    ———————————

    Per ora non nasceranno le pale di Nurri: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/114452_Per_ora_non_nasceranno_le_pale_di_Nurri.pdf

    ______________________________________________

    da Sardinia Post, 24 giugno 2014
    Vincoli rimossi, via libera alle torri eoliche con vista mare: http://www.sardiniapost.it/cronaca/vincoli-rimossi-via-libera-alle-torri-eoliche-con-vista-mare/

  40. luglio 2, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 2 luglio 2015
    Piccole pale eoliche crescono. (Andrea Busia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/114894_Piccole_pale_eoliche_crescono.pdf

    ———————–

    Carenze normative e assalto alle coste: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/114896_Carenze_normative_e_assalto_alle_coste.pdf

  41. vanessa filipponi
    luglio 15, 2015 alle 5:21 pm

    Gentile ing. Cossu, conosco il documento di cui parla.
    Ma asesso che il savi ha dato parere negativo (10 giugno 2015) in assenza di via io che posso fare?
    E poi, per quale motivo non viene applicato il nuovo decreto ministeriale in maniera omogenea?
    I casi sono due. O la mia interpretazione del d.m. 52 e’ completamente sbagliata oppure siamo governati da degli incompetenti!
    grazie a quanti vorranno darmi una mano per comprendere meglio.
    Vanessa

  42. luglio 24, 2015 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 24 luglio 2015
    Allarme degli ambientalisti: «Gli speculatori subentrano nei progetti già avviati».
    Eolico, assalto alla Sardegna. Società spagnola promette grandi profitti col vento sardo. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150724095505.pdf

    ——————–

    Procedure semplificate. Pale come funghi in Gallura e nel Sassarese: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150724095543.pdf

  43. settembre 3, 2015 alle 4:09 pm

    da L’Unione Sarda, 3 settembre 2015
    Speculazioni sull’eolico: in Gallura è crollata una torre.
    Rottami dalla Spagna, le pale hanno 25 anni. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150903093314.pdf

    ———————————————————————–

    Impianti selvaggi, rischi per l’antincendio: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150903093400.pdf

    ————————————————————————

    FORESTALE BLOCCATA. Illeggibile la mappa delle zone vietate: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150903093441.pdf

  44. ottobre 15, 2015 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 15 ottobre 2015
    Il grande affare delle pale eoliche: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/120257_Il_grande_affare_delle_pale_eoliche.pdf

    ————————

    “Vento sporco”: la speculazione sull’energia eolica raccontata in un documentario: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/10/15/vento_sporco_la_speculazione_sull_energia_eolica_raccontata_in_un-68-439832.html

  45. novembre 13, 2015 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 13 novembre 2015
    Villanova Tulo: da smantellare il parco eolico sequestrato: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/13/villanova_tulo_da_smantellare_il_parco_eolico_sequestrato-68-445075.html

  46. Mirko
    dicembre 15, 2015 alle 8:13 pm

    Buonasera, nonostante tutta questa discussione ho ancora dei dubbi…
    Qualcuno mi potrebbe dire qual’è la distanza che chi installa una torre eolica da 60 Kw deve mantenere da un bene archeologico (nuraghe)? Visto che la normativa vigente prevede il silenzio assenso, di chi dev’essere questo silenzio? Degli amministratori immagino o, forse, dell’ufficio tecnico, dato che la comunità ed i cittadini che ne fanno parte, vengono a conoscenza dei progetti solo una volta che questi vengono realizzati (l’alternativa è sostare in comune a fare domande di accesso agli atti ogni settimana, e tale accesso ha un costo). Essendo il paesaggio un bene pubblico trovo assurdo che la comunità sia, di fatto, esclusa da tale processo e che un privato, in un terreno agricolo possa, tentato da vari speculatori (sono pochi i casi di torri appartenente alla classe del minieolico tarato sulle reali esigenze di un’impresa agricola) fare quello che gli pare.

  47. dicembre 15, 2018 alle 9:49 pm

    crash.

    da Sardinia Post, 15 dicembre 2018
    Tempio, distrutto un impianto eolico: bloccato il sistema di rotazione pale: https://www.sardiniapost.it/cronaca/tempio-distrutto-impianto-eolico-blocco-del-sistema-di-rotazione-pale/

  48. gennaio 9, 2019 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 9 gennaio 2019
    EMERGENZA. Pala eolica fuori controllo, chiusa la provinciale tra San Gavino e Gonnosfanadiga.
    Il forte vento potrebbe causare il distacco della pala. (Antonio Pintori): https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/medio-campidano/2019/01/09/pala-eolica-fuori-controllo-chiusa-la-provinciale-tra-san-gavino-136-820227.html

    __________________________

    da La Nuova Sardegna, 9 gennaio 2019
    Pala eolica “impazzita” rischia di precipitare, strada provinciale chiusa alle auto.
    Allarme a Gonnosfanadiga, il traffico automobilistico è stato deviato su percorsi alternativi: http://www.lanuovasardegna.it/cagliari/cronaca/2019/01/09/news/pala-eolica-impazzita-rischia-di-precipitare-strada-provinciale-chiusa-alle-auto-1.17636332?ref=hfnscaer-1

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