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Diga di Monte Nieddu – Is Canargius, l’ora dello scempio ambientale e finanziario.


Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello "inizio lavori"

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello “inizio lavori”

E’ giunta la conclusione della procedura di accertamento EU-Pilot 5437/13/ENVI avviata su ricorso della associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus da parte della Commissione europea sulla diga di Monte Nieddu – Is Canargius, fra i monti del Sulcis.

Come prevedibile, si è conclusa con la presa d’atto della progettazione in assenza di procedura di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.), entrata in vigore nel 1988 (direttiva n. 85/337/CEE), in quanto risalente al 1960 (sì, proprio 54 anni fa…), mentre l’approvazione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici è del 1970 e la concessione di derivazione dell’acqua è del 1975.

Insomma, un reperto archeologico progettistico basta e avanza per realizzarla.

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga di Monte Nieddu-Is Canargius (2008)

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga di Monte Nieddu-Is Canargius (2008)

E’ uno dei peggiori e misconosciuti scempi ambientali e finanziari di tutta Italia.  Centinaia di milioni di euro letteralmente buttati per realizzare un inutile scempio ambientale.

Come abbiamo detto, il Presidente Pigliaru e l’Assessore Maninchedda – senza nascondersi dietro le pretese istanze del territorio o una curiosa petizione in famiglia dal Partito dei Sardi all’Assessore regionale dei lavori pubblici appartenente al Partito dei Sardi – si assumano, se lo ritengono, la responsabilità di mandare avanti in un periodo di gravissima crisi economica un progetto che non si sa nemmeno se darà fra qualche decennio i 20 milioni di metri cubi d’acqua promessi.

Lavori da fare (lo scempio finora attuato è pari a meno del 20% dei lavori previsti), 83 milioni di euro statali e regionali già stanziati, più di 172 ettari di bosco da distruggere in un sito di importanza comunitaria (S.I.C.), contenziosi pregressi da sanare a suon di ulteriori milioni di euro, condotte idriche di adduzione ancora da progettare e finanziare, quando sarebbe molto più agevole ed economico recuperare quei 20 milioni di metri cubi annui di acqua riciclata buttati a mare dal depuratore Tecnocasic di Macchiareddu.

Non si capisce se costoro vogliano l’acqua o vogliano far fuori qualche ulteriore vagonata di soldi pubblici attraverso cantieri perfettamente inutili.

Chi volesse approfondire la realtà della diga di Monte Nieddu – Is Canargius può dare un’occhiata qui: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/08/02/due-o-tre-cose-che-dovete-sapere-sulla-diga-di-monte-nieddu-is-canargius/ .

Un’ultima considerazione: avran tempo prima o poi in quel di Sarroch di occuparsi del d.n.a. dei propri bambini alterato dai fattori inquinanti?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

studio per la V.I.A. del progetto della diga di Monte Nieddu - Is Canargius (1994)

studio per la V.I.A. del progetto della diga di Monte Nieddu – Is Canargius (1994)

 

L'Unione Sarda, 24 novembre 2014

L’Unione Sarda, 24 novembre 2014

 

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. mara
    novembre 26, 2014 alle 9:08 am

    Anche per Portoscuso, Sarroch, Porto Torres ecc. ecc. non è stato fatto il V.I.A…. altri tempi. Ora che tutti sono pentiti della violenza irreparabile fatta al territorio, è indispensabile non ripetere gli stessi errori. Ma in Regione ci sarà qualcuno con coscienza civica normodotata?

  2. Occhio nudo
    novembre 26, 2014 alle 9:43 am

    Diciamo che è tutto abbastanza ridicolo e dimostra anche la poca utilità delle istituzioni europee. Comunque, la gente vuole questo, si tenga la diga, probabile incompiuta, e le lagne future.

  3. Shardana
    novembre 26, 2014 alle 9:06 pm

    Ma vaffanculo,ci mancava anche bruxelles………..non è più possibile stare dietro a tutto quello che succede in sardegna…….ovunque ti giri progetti succhia soldi per cantieri da voto di scambio,portati avanti da una classe politica così ignorante da compromettere il destino di una terra da secoli martoriata dalla violenza di opere inutili e mai portate a termine.

  4. dicembre 2, 2014 alle 10:26 pm

    da Il Manifesto Sardo, n. 181, 1 dicembre 2014
    Opere pubbliche disastrose. (Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus): http://www.manifestosardo.org/opere-pubbliche-disastrose/

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