Rapporto sullo stato di salute dei fiumi della Toscana.


Siena, lavori di taglio radicale della vegetazione riparia sul Torrente Arbia (2018)

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (A.R.P.A.T.) ha recentemente pubblicato il Rapporto sui risultati del monitoraggio delle acque di fiumi, laghi e acque di transizione (corpi idrici superficiali), relativamente al triennio 2016-2018, effettuato in 273 punti di campionamento, con la relativa classificazione in termini di “stato ecologico” e “stato chimico”.

Complessivamente, il 40% dei corpi idrici superficiali raggiunge l’obiettivo di qualità ecologica buona/elevata; relativamente allo stato chimico il 63% dei corpi idrici fluviali è in stato buono”.

In linea generale, i dati sembrano deporre per un miglioramento della salute dei corsi d’acqua rispetto al passato, ma emergono elementi di notevole gravità, pur nella terminologia piuttosto prudente: “la segnalazione di situazioni di forte alterazione dell’ambiente di pertinenza fluviale, anche a seguito di attività altamente invasive operate da parte di alcuni Consorzi di Bonifica, che, pur dettate dalle necessità di prevenzione del rischio idrogeologico, determinano un degrado ambientale che contribuisce al progressivo allontanamento dall’obiettivo previsto dalla Direttiva Europea 2000/60 EU di raggiungere lo stato ecologico buono su tutti i corpi idrici naturali entro il 2021 (o 2027, tenendo conto delle deroghe applicate nel vigente Piano di Gestione)”.

Siena, asportazione della vegetazione riparia dalle sponde di un corso d’acqua (2018)

Ancor più chiaramente: “le alterazioni dovute a taglio raso della vegetazione sia arbustiva che arborea, alla risagomatura delle sponde, alla rettificazione di tratti fluviali, all’uso di macchine operatrici direttamente in alveo, alla frantumazione della materia organica tagliata in alveo ed altro ancora, di fatto uccidono flora e fauna, per la cui ri-colonizzazione sono necessari tempi lunghi ben oltre l’anno. La conseguenza di tali invasive attività è un degrado della qualità ambientale in termini di stato ecologico”.

Si tratta degli scempi ambientali determinati dalle operazioni di taglio della vegetazione riparia sulle sponde dei corsi d’acqua della Toscana (Elsa, Merse, Arbia, Farma) nel pieno periodo riproduttivo (marzo-luglio)dell’avifauna selvatica, più volte denunciati dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, anche insieme a WWF, ISDE, LIPU-BirdLife Italia e G.U.F.I.

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Ma non secondario quanto emerge, ancora una volta, sullo stato di salute dei due principali corsi d’acqua delle Apuane, il Fiume Frigido e il Torrente Carrione: per ambedue l’indice di qualità morfologica[1] è “pessimo”.

Il cattivo stato di salute dei due corsi d’acqua delle Apuane è determinato fondamentalmente dagli effetti diretti e indiretti dell’attività estrattiva del marmo e, in particolare, dall’inquinamento da marmettola, anch’esso più volte denunciato dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

L’A.R.P.A.T. conduce da tempo una specifica attività di monitoraggio sull’area, il Progetto speciale Cave delle Apuane.

Fatti e attività dannose per l’ambiente e la salute sono riscontrati e certificati da soggetti pubblici, come l’A.R.P.A.T., eppure le cattive prassi continuano, nella Toscana del buon governo del territorio ormai smarrito.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


[1] L’indice di qualità morfologica, previsto dalla direttiva n. 2000/60/UE, è individuato “relativamente ai seguenti aspetti:

•caratteristiche del letto e delle sponde;

•forma planimetrica e profilo del fondo;

•connettività e libertà di movimento laterali;

•continuità longitudinale del flusso liquido e di sedimenti;

•vegetazione nella zona riparia”.

Fiume Elsa, Pian della Bufalaia, lavori taglio vegetazione (18 marzo 2019)

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. luglio 28, 2019 alle 9:53 am

    Horror naturae

  2. G.Maiuscolo
    luglio 28, 2019 alle 4:50 pm

    (…) “In linea generale, i dati sembrano deporre per un miglioramento della salute dei corsi d’acqua rispetto al passato, ma emergono elementi di notevole gravità, pur nella terminologia piuttosto prudente: “la segnalazione di situazioni di forte alterazione dell’ambiente di pertinenza fluviale, anche a seguito di attività altamente invasive operate da parte di alcuni Consorzi di Bonifica, (…) come:
    “le alterazioni dovute a taglio raso della vegetazione sia arbustiva che arborea, alla risagomatura delle sponde, alla rettificazione di tratti fluviali, all’uso di macchine operatrici direttamente in alveo, alla frantumazione della materia organica tagliata in alveo ed altro ancora. (…) ”
    La conseguenza di tali invasive attività è un degrado della qualità ambientale in termini di stato ecologico”.

    Un po’ come il “lifting”cui molti si sottopongono; sono convinti di farlo per migliorarsi, ma poi…
    “candu si castianta a su sprigu, pittucu su leggiore…” ( Quando si riflettono o (si specchiano) in uno specchio, dio santo che…orrore o che bruttezza!)

    Ma bravi, continuate così: quando vorrete fare qualcosa per arginare il danno, vi accorgerete che i rimedi serviranno a poco.

    …”Su fratelli, su compagne,
    su, venite in fitta schiera:
    sulla libera bandiera
    splende il sol dell’avvenir…”

    Sol dell’avvenir? Ma kali? ( ma quale avvenire?).

  3. Donatella Mercatelli
    luglio 31, 2019 alle 1:11 am

    Distruggono tutto , le sponde con la loro Vita Vegetale e Animale, sempre , 3 -4 passaggi all’anno, come Attila, dopo non cresce più erba, su tutti i corsi d’acqua anche i più piccoli e sconosciuti che mai si erano sentiti menzionare ma che ora sono diventati tutti ” pericolosissimi”….si devono “bonificare” “riqualificare” a suon di migliaia (milioni totali) di euro. I consorzi (pagati da noi medesimi con le cartelle esattoriali) si vantano di avere acquistato le più moderne macchine distruttrici per interventi sempre più efficaci per il bene delle acque ( si vantano loro) il bene dei pesci e degli uccelli! Ipocriti chi esegue e di più i mandanti, comuni e regione. Disastri di Vita sotto gli occhi dei cittadini(?) sudditi votanti che amano tutto pulito tirato a lucido, si mettono al posto di Dio che i fiumi li ha creati pieni di vita e in un altro modo sinuoso, verdi, misteriosi, non canali come tubature diritte…. poi dell’acqua inquinata, invece che limpida da poterla bere, non importa niente a nessuno tanto si compra quella minerale. Ma dove vuole andare l’uomo senza capire più le sue origini? E con solo l’istinto a distruggere? Spero in un altro modo di vivere e che si ami la Terra che soffre per la stoltezza e l’egoismo della sua creatura “più evoluta”????l’homo sapiens sapiens….
    Grazie GrIg di difendere anche i fiumi della Toscana contro gli scempi passati per bonifiche da amministratori comunali , regionali e consorzi !

  4. agosto 1, 2019 alle 12:34 pm

    curiosa davvero la reazione dell’Assessore all’ambiente della Regione Toscana Federica Fratoni: afferma di conoscere bene lo stato di salute dei fiumi delle Apuane. Brava, dopo che fa? Quali sono i risultati di questa approfondita “conoscenza”? I fiumi delle Apuane, da troppi anni, continuano ad essere inquinati di marmettola sotto il naso della Regione e dell’Assessore Fratoni.

    da La Gazzetta di Lucca, 26 luglio 2019
    GrIG: “Rapporto sullo stato di salute dei fiumi della Toscana”: https://www.lagazzettadilucca.it/politica/2019/07/grig-rapporto-sullo-stato-di-salute-dei-fiumi-della-toscana/

    _____________

    da La Gazzetta del Serchio, 26 luglio 2019
    GARFAGNANA. GrIG: “Rapporto sullo stato di salute dei fiumi della Toscana”: https://www.lagazzettadelserchio.it/garfagnana/2019/07/grig-rapporto-sullo-stato-di-salute-dei-fiumi-della-toscana/

    __________________

    da Toscana Notizie, 26 luglio 2019
    Ambiente, Fratoni: “Sui corsi d’acqua apuani Regione in prima linea”:

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