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Altro che raccolta differenziata, le campagne e strade sarde sono il regno dei rifiuti.


Fonni-Orogsolo, Pratobello, discarica abusiva (16 apr. 2017)

anche su Il Manifesto Sardo (“Sardegna regno dell’aliga“), n. 274, 16 dicembre 2018


Nelle scorse settimane l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Donatella Emma Ignazia Spano vantava con una punta d’orgoglio i risultati della Sardegna nella raccolta differenziata dei rifiuti: l’Isola è sesta nella classifica nazionale della raccolta differenziata, con il 63% di raccolta differenziata rispetto ai rifiuti prodotti, dopo il Veneto (al 72,9%), il Trentino Alto Adige, la Lombardia, il Friuli e l’Emilia Romagna.

Sì, è un bel risultato, ma non tiene minimamente conto di una realtà diffusissima in tutta la regione, l’abbandono dei rifiuti.

 Finora non si sono avvertiti miglioramenti e solo puntuali esposti alle amministrazioni pubbliche competenti portano a una (temporanea) bonifica ambientale.

Mores, discarica S.P. n. 63 (2018)

Da Pratobello, fra Fonni e Orgosolo, a Mores, dal parco Europa di Quartu S. Elena a S.Agostino di Alghero, sono infiniti le campagne, i cigli stradali, i parchi pubblici allietati da cumuli di rifiuti sistematicamente abbandonati pressochè impunemente da cafoni e incivili.

Perle strade gli obblighi di pulizia e di decoro ambientale competono ai titolari e ai concessionari della rete viaria (art. 14 del decreto legislativo n. 285/1992 e s.m.i.), mentre per i terreni contigui e le campagne sono compiti dei soggetti pubblici e privati proprietari (art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), come rammentato anche da una circolare assessoriale dell’ottobre 2012.

Sestu, discarica abusiva

Nonsono esenti da compiti anche gli amministratori locali: la recente  sentenza Corte cass., Sez. III, 15 novembre 2018, n. 51576 ha affermato che, nell’ordinamento delle Autonomie locali, pur sussistendo una netta distinzione fra i poteri d’indirizzo politico-amministrativo di competenza dei vertici istituzionali e i poteri gestionali attribuiti ai dirigenti o ai responsabili tecnico-amministrativi dei servizi (art.107del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.), non è certo escluso il dovere di attivazione da parte del sindaco di un Comune quando siano note situazioni che pongano in pericolo l’ambiente e/o la salute dei cittadini, non derivanti da fatti contingenti e occasionali.

Selargius, località Sa Muxiurida, incendio di rifiuti (giugno 2016)

Per esempio, nelle campagne di Selargius (CA), la località Sa Muxiurida rappresenta un vero e proprio lucroso Far West dei rifiuti noto a tutti: da anni l’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo le segnalazioni di cittadini preoccupati ed esasperati per la situazione di degrado ambientale e di pericolo per la salute umana che si è venuta a creare nella zona a causa dell’abbandono incontrollato di rifiuti di ogni genere, chiede la bonifica ambientale dell’area in questione. L’ultima volta lo scorso 3 novembre 2018.

Infatti, nonostante una parziale bonifica effettuata dal Comune di Selargius e gli interventi del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e il sequestro preventivo di una parte dell’area, la situazione rimane immutata, se non peggiorata.

Selargius, loc. Sa Muxiurida, rifiuti bruciati

Proprio il Corpo forestale e divigilanza ambientale ha fornito (nota prot. n. 77011 del 3 dicembre 2018) gli imponenti numeridell’attività svolta:

*attività in campo penale: n. 23 sequestri preventivi per discarica abusiva (2010-2018), n. 4 sequestri di automezzi pesanti per traffico illecito di rifiuti, n. 22 persone indagate;

*attività in campo amministrativo: n. 14 violazioni amministrative (2015-2018), n. 22 segnalazioni al sindaco di Selargius per l’emanazione di provvedimenti di bonifica ambientale (art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Sono numeri che fanno comprendere come visia una vera e propria lucrosa attività organizzata di gestione dei rifiuti parallela a quella legale per ragioni legate al risparmio economico nello smaltimento di rifiuti speciali e non (detriti, pneumatici, mobili, vernici, rottami, ecc.), prima depositati, poi bruciati.

Selargius, discarica abusiva Sa Muxiurida (luglio 2017)

Un’attività illecita, sanzionata in particolare ai sensi degli artt. 255 (divieto di abbandono di rifiuti) e 256 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., nonché 674 del codice penale, che va stroncata con adeguata attività di vigilanza predisposta dal Comune e provvedimenti della magistratura se non vogliamo che le campagne di Selargius siano destinate a diventare una permanente discarica a cielo aperto, con tutte le ovvie conseguenze ambientali e sanitarie.

Insomma, è fondamentale l’attività di sensibilizzazione dei cittadini e un efficiente servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, ma davanti a vere e proprie attività criminali di smaltimento illecito dei rifiuti di ogni genere non può mancare la giusta risposta preventiva e repressiva di amministrazioni pubbliche e magistratura.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Selargius, sa Muxiurida, rifiuti

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. Stefano Martini
    dicembre 16, 2018 alle 6:14 pm

    Le immagini sono eloquenti e drammatiche. Amo la Sardegna, tra poco verrò anche a viverci, è il mio desiderio da tanto ma, vedere questo ennesimo degrado [che si somma purtroppo a tanti altri] fa proprio male. Perfino la campagna intorno al paesino di neppure mille anime dove sto io è infestata di rifiuti abbandonati. Questa diffusione incontrollata del fenomeno mi sembra molto accentuata negli ultimi anni è c’è da chiedersi il perché. È pur vero che chi gestisce la cosa pubblica molto spesso è, nel migliore dei casi inadeguato al ruolo che ricopre. Però mi chiedo che fine ha fatto il senso civico o anche il semplice buon senso di tante, troppe persone che si comportano cosi. Quando ho provato a discutere della cosa con gente del posto mi sono sentito rispondere spesso che ad abbandonare i rifiuti sono i cinesi, gli immigrati o i turisti. Si tende comunque a minimizzare. Per non sembrare il solito continentale che si impiccia di cose che non conosce mi sono fatto da parte. In questa zona il servizio porta a porta funziona molto bene, anche il ritiro di ingombranti è buono, non si capisce perché molti si ostinano a liberarsi dei rifiuti ovunque o addirittura bruciandoli. Anche questo capita in un piccolo paese di campagna. In fondo credo che in materia ambientale dovrebbe esserci maggiore conoscenza rispetto a 40 anni fa, periodo in cui ho iniziato a frequentare la Sardegna.

  2. dicembre 17, 2018 alle 9:33 am

    Sig. Martini, sono “naturalizzata” sarda da oltre trent’anni, anch’io adoro questa meravigliosa isola. E anche io non riesco assolutamente a capire perchè oggi ci sia tanta maleducazione. Quando sono arrivata in Sardegna le strade e la campagna erano pulitissime (anche le case tenevano serenamente le porte aperte..). E’ così semplice portare i rifiuti speciali all’Ecocentro e selezionare gli altri per la raccolta quotidiana porta a porta, che non mi do pace. Come Lei dice, la situazione è molto peggiorata e non si vede nessuna volontà di mettere rimedio a questo sconcio. Tranne che al G.R.I.G. pare che non importi a nessuno. Amici sardi: dove siete????

  3. Agostino
    dicembre 17, 2018 alle 11:34 am

    L’abbandono dei rifiuti lungo strade e campagne è un fenomeno in continuo aumento negli ultimi anni, purtroppo non solo in Sardegna, ma che qui assume dimensioni veramente insopportabili.
    Certamente una delle cause è il passaggio alla raccolta porta a porta ormai presente in molti comuni.
    Credo che sia importante porre in risalto il problema e benissimo fa il GRIG a denunciarlo.
    Servirebbe una campagna di sensibilizzazione attraverso gli organi di informazione e bisogna cominciare a PUNIRE con le multe salate che già sono previste chi viene colto ad abbandonare rifiuti.
    Invece la Regione Sardegna ha previsto (vedi aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del dicembre 2016) solo 1 milione di euro per la “Attivazione di apposite linee di finanziamento a favore dei Comuni per l’installazione di apparecchiature di controllo contro il fenomeno dell’abbandono di rifiuti”, somma che poteva essere disponibile solo nel 2019 (ma ci siamo quasi).
    E’ certamente una somma troppo esigua, quindi serve incrementarla e soprattutto iniziare a punire chi viene “beccato” a sporcare in modo così stupido.
    Se sui giornali arriverranno le informazioni giuste sulle multe elevate date agli sporcaccioni, complete di nome e cognome del multato per esporlo al pubblico ludibrio, la deterrenza potrà funzionare.

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