Home > "altri" animali, acqua, aree urbane, beni culturali, biodiversità, difesa del territorio, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, società, sostenibilità ambientale, zone umide > Prevista la ripresa delle demolizioni degli abusi edilizi nel parco naturale regionale di Molentargius – Saline. Sarebbe ora.

Prevista la ripresa delle demolizioni degli abusi edilizi nel parco naturale regionale di Molentargius – Saline. Sarebbe ora.


Cagliari, parco naturale regionale "Molentargius-Saline", impianti salinieri

Cagliari, parco naturale regionale “Molentargius-Saline”, impianti salinieri

E’ il segreto di Pulcinella: l’abusivismo edilizio entro parco naturale regionale “Molentargius – Saline” e, in particolare, nella fascia agricola inedificabile di  Medau su Cramu – Is Arenas, costituisce il più pesante ostacolo alla predisposizione del piano del parco – il fondamentale strumento di pianificazione e gestione dell’area naturale protetta – e, in definitiva, allo stesso positivo decollo sotto tutti gli aspetti del parco naturale[1].

Il parco, come ampiamente noto, ha avuto vita stentata fin dalla sua nascita (legge regionale n. 5/1999) proprio per tali motivi.   Non bastano le centinaia di milioni di euro investiti negli anni per il disinquinamento di una delle zone umide d’importanza internazionale più rilevanti del Mediterraneo, il mattone abusivo frena qualsiasi prospettiva.

Nel territorio comunale di Cagliari sono stati riscontrati e sanzionati n. 206 casi di abusivismo edilizio totale e parziale, n. 245 casi di abusivismo edilizio totale e parziale oggetto di provvedimenti di demolizione e di ripristino ambientale, ben n. 39 casi sono oggetto di procedure di esecuzione coattiva dei provvedimenti di demolizione e di ripristino ambientale, mentre altri n. 137 casi di abusivismo edilizio totale e parziale sono ancora in attesa di esame dell’istanza di condono edilizio. Nessun dato riguardo lo svolgimento delle procedure di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.), nonostante l’area rientri in un sito di importanza comunitaria (S.I.C.)[2].   La volumetria complessiva realizzata risulta pari a mc. 50.000 circa.

P.T.P. "Molentargius - Saline"

P.T.P. “Molentargius – Saline”

Nel territorio comunale di Quartu S. Elena sono stati riscontrati[3] n. 1 caso di abusivismo edilizio totale e parziale oggetto di provvedimenti di demolizione e di ripristino ambientale, n. 14 casi di abusivismo edilizio totale e parziale oggetto di concessioni edilizie in sanatoria, n. 13 casi di abusivismo edilizio totale e parziale ancora in attesa di esame dell’istanza di condono edilizio, mentre in nessun caso sono state svolte le procedure di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.), nonostante l’area rientri in un sito di importanza comunitaria (S.I.C.).

Il Servizio Tutela Paesaggio di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna aveva, in un primo tempo (nota n. 1601 del 22 febbraio 2001), reso noto che, in materia di tutela paesaggistica, “dal gennaio 1982 … sono stati rilasciati n° 43 pareri favorevoli.   Non sono stati ancora emanati i provvedimenti sanzionatori … in quanto in fase di elaborazione”.   Successivamente (nota prot. n. 5463 del 25 settembre 2002) comunicava di aver rilasciato n. 4 pareri favorevoli e n. 8 provvedimenti sanzionatori.

aereofoto Molentargius

Cagliari, Molentargius, aereofotogrammetria Medau su Cramu

Come si vede, complessivamente a oggi nel parco naturale regionale “Molentargius – Saline” vi sono ben 259 casi di abusivismo edilizio totale o parziale riscontrati e sanzionati, di questi 39 sono oggetto di procedure di esecuzione coattiva dei provvedimenti di demolizione e di ripristino ambientale, mentre sono 150 i casi di abusivismo edilizio totale e parziale in attesa di esame dell’istanza di condono edilizio.

A quasi vent’anni dall’istituzione del parco naturale che cosa è stato fatto per combattere e risolvere una volta per tutte l’abusivismo edilizio?

Sostanzialmente molto poco.  Una vergogna, un’indecenza.

Vari tentativi esperiti nel corso degli anni di predisposizione di un piano di risanamento urbanistico (con cospicui òneri finanziari a carico pubblico) da parte del Comune di Cagliari non hanno avuto seguito.  Lo stesso piano urbanistico comunale (approvato definitivamente nel 2003) ha visto, nel corso del suo lungo e travagliato iter procedimentale, l’annullamento disposto dal Comitato Regionale di controllo (ordinanza n. 000647/025/2001 del 25 maggio 2001) delle previsioni di cui all’art. 31 normativa di attuazione (“ambiti di salvaguardia specifica – zona “A R”, Parco Is Arenas e zona “A S”, Saline), che vi indicavano un piano di risanamento urbanistico (P.R.U.).      Infatti, oltre alle normative ambientali che impediscono alcuna “sanatoria” generalizzata, risulta assente il requisito fondamentale dell’indice minimo di compromissione territoriale (0,40 mc/mq) previsto dall’art. 28 della legge regionale n. 23/1985 e s.m.i., trattandosi – per il solo Comune di Cagliari – di un’area di 200 ettari con circa mc. 50.000 complessivi di strutture abusive (indice di compromissione reale di 0,25 mc/mq).

Tarabusino (Ixobrychus minutus)

Tarabusino (Ixobrychus minutus)

Analogamente nemmeno appaiono percorribili sul piano giuridico eventuali ipotesi di sanatoria in via legislativa regionale, perchè in palese violazione delle competenze statali esclusive in materia di tutela del paesaggio, degli ecosistemi e dei beni culturali  di cui agli artt. 9 e 117, comma 2°, lettera s, cost., come indica la giurisprudenza costituzionale costante (fra le più recenti Corte cost. n. 210/2014; Corte cost. n. 308/2013,  proprio riguardo la Sardegna).

Il T.A.R. Sardegna, con sentenze Sez. II, 7 maggio 2015, n. 744 e n. 745, e poi il Consiglio di Stato, con sentenza Sez. VI, 4 settembre 2015, n. 4125, hanno respinto i ricorsi contro le determinazioni dirigenziali del Comune di Cagliari che hanno disposto la demolizione e il ripristino ambientale riguardo le due porzioni di un unico immobile abusivo realizzato nella zona agricola di Medau su Cramu. Nell’ottobre 2015 la struttura è stata demolita.

La zona umida Stagno del Molentargius – Saline costituisce uno dei compendi naturalistici più importanti del Mediterraneo e, giustamente, è tutelata con vincoli ambientali rilevanti.

Nitticora (Nycticorax nycticorax) e Garzetta (Egretta garzetta)

Nitticora (Nycticorax nycticorax) e Garzetta (Egretta garzetta) (foto Cristiana Verazza)

Infatti, è classificata zona umida di importanza internazionale in seguito alla convenzione internazionale di Ramsar (D.P.R. n. 448/1976, D.M. 17 giugno 1977), conseguentemente è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con specifico piano territoriale paesistico (decreto Ass.re reg.le P.I. e BB.CC. del 12 gennaio 1979), che – nello specifico – individua l’area di Medau su Cramu – Is Arenas quale “zona C 1 – conservativa naturale e sistema” dove “è vietata l’edificazione” ad esclusione della realizzazione del depuratore consortile e del piano di zona 167 Costa Bentu.     L’area è, inoltre, tutelata con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993) e rientra nel sito di importanza comunitaria (SIC) “Stagno di Molentargius e territori limitrofi” (codice ITB040022) di cui alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora. Con legge regionale n. 5/1999 vi è stato infine istituito il parco naturale regionale “Molentargius – Saline”, tuttora con vita difficile, nonostante l’assurda prospettiva di includerlo in un grande parco-minestrone con lo Stagno di Santa Gilla e la Sella del Diavolo.

Sarebbe finalmente ora di affrontare seriamente il problema nevralgico dell’abusivismo edilizio a Molentargius, tenendo ben ferma la barra su quanto indica la legge e il buon senso: demolizione e ripristino ambientale dove vi sono abusi edilizi insanabili, sanatorie edilizie esclusivamente ove condonabili.   In seguito anche il cammino del piano del parco e del parco stesso sarà molto meno difficile.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

P.S.   qui la tavola dell’edificazione all’interno dell’area naturale protetta: gli edifici realizzati dopo il 1992 (in rosso), anno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del piano territoriale paesistico “Molentargius – Monte Urpinu”, sono assolutamente da monitorare.

________________________________________

[1] qui le linee guida strategiche del piano del parco, qui la relativa procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.). La redazione del piano è stata affidata (determinazione D.G. Parco n. 37 del 4 giugno 2007) a un gruppo di professionisti coordinati da Francesco Carrer e Franco Piga. Collaborano Rita Cannas (aspetti economici), Marco Cadinu (paesaggista), Fausto Pani (geologo) e Antonio Sanna (aspetti normativi). Secondo una ricerca del Dipartimento di ingegneria del territorio dell’Università di Cagliari, l’edificato in buona parte abusivo di Medau su Cramu (Cagliari – Quartu S. Elena) ha una volumetria complessiva di 200.000 metri cubi (64% residenziale, 24% attività produttive, 12% maneggi e attività rurali) che occupano lo 0,7% dei 1400 ettari della superficie complessiva del parco (il 75% sono specchi acquei).  Il sistema viario è da lottizzazione pura e gran parte delle costruzioni sono state erette tra il 1979 e il 1992, successivamente – come dimostrano le aereofotogrammetrie – ci sono stati prevalentemente ampliamenti.

[2] Nota Comune di Cagliari – Servizio edilizia privata prot. n. 217600 del 26 settembre 2014.  In precedenza note prot. n. 3974 del 28 settembre 1999 e prot. n. 617 del 4 febbraio 2002.  

[3] Nota Comune di Quartu S. Elena – Settore pianificazione urbanistica, edilizia privata e SUE prot. n. nota prot. n. 64270 del 17 settembre 2014.  In precedenza note prot. n. 11827 del 20 marzo 1998, n. 123/01 del 12 febbraio 2001, n. 187/02 del 14 gennaio 2002, n. 1205/03 dell’11 novembre 2003 e n. 289/05 del 5 aprile 2005

 

Garzetta (Egretta garzetta) in volo sul canneto

Garzetta (Egretta garzetta) in volo sul canneto

da L’Unione Sarda, 4 maggio 2018

Medau su Cramu. Ruspe in arrivo per gli abusivi. Il sindaco: nessun condono per chi ha costruito dopo il 1979.

In Consiglio: «A rischio anziani e disabili. Molti di noi sono regolari». (Marcello Zasso)

L’ombra delle ruspe torna su Medau Su Cramu. Dopo le prime demolizioni del 2015 il destino sembra segnato per altre abitazioni realizzate nell’area diventata parte integrante del Parco di Molentargius. In questi giorni alcuni abitanti del quartiere stanno ricevendo il «preavviso di diniego dell’istanza in sanatoria», che lascia dieci giorni di tempo prima della chiusura della pratica e dell’ordinanza di demolizione.

IL DIBATTITO. «Si tratta di situazioni complesse e molto diverse tra loro, ci sono circa 150 pratiche di condono inevase e ora si tratta di una decina di provvedimenti dell’Edilizia privata arrivati in accordo con la Procura della Repubblica per sentenze passate in giudicato», ha spiegato il sindaco Massimo Zedda in Aula rispondendo a un’interrogazione del consigliere Alessandro Sorgia. Una nutrita delegazione di residenti era presente in Consiglio comunale per sentire le parole del primo cittadino. La percezione passata negli anni è che in quella terra tra Cagliari e Quartu vivano soltanto abusivi che si sono impossessati di aree del parco. «In realtà molti di noi sono nati qui, altri ci abitano da 40 o 50 anni e fin da prima che fosse istituito siamo sempre stati i primi guardiani del parco – spiega un gruppo di residenti a Medau Su Cramu – ci sono tante situazioni in regola, altre con qualche irregolarità e alcune completamente irregolari, ma la politica non si può accanire su situazioni delicate come quella di due ottantenni che rischiano di finire in mezzo alla strada».

LE SENTENZE. Tra anziani e famiglie con disabili sono tante le situazioni delicate. Non si tratta solo di abusivi che vivono nell’ombra, ci sono tanti cittadini che pagano i tributi comunali, ricevono la posta e sono regolarmente residenti in quelle abitazioni. Ma il susseguirsi di vincoli, sanatorie e false speranze negli anni hanno portato a una situazione confusa che i due Comuni interessati e l’Ente Parco faticano a gestire. «Una complessa vicenda amministrativa che ha visto il suo definitivo epilogo con tre sentenze, una della Corte Costituzionale nel 2006 e quelle della Corte di Cassazione civile e del Consiglio di Stato del 2015 – ha ricordato il sindaco ieri in Consiglio – sui manufatti realizzati dopo il 16 gennaio 1979 vale il vincolo di inedificabilità assoluta: non possono ottenere condono. Ma le ordinanze di demolizione, per contenziosi conclusi con sentenza passata in giudicato riguardano una decina di immobili».

TERRA DI NESSUNO. Il rumore delle ruspe si avvicina e mentre gli interessati fanno gli ultimi, disperati, tentativi, i portavoce di tutti i residenti hanno ottenuto un appuntamento con il sindaco per fare chiarezza sull’intero quartiere e trovare soluzioni condivise per il futuro. Chi abita lì non è collegato alle fogne, percorre strade devastate dalle buche, allagate nei gironi di pioggia e polverose in quelli di sole. Il consigliere Sorgia ha sottolineato la totale assenza di illuminazione anche nella strada d’accesso al quartiere, via La Palma, e il sindaco ha spiegato che solo i primi due lampioni sono del Comune e gli altri si trovano all’interno di terreni dei Monopoli di Stato, ma ha garantito che chiederà un intervento per sistemare almeno l’illuminazione. Poca roba per i residenti, che sperano di salvare le loro case o di rilanciare l’intera zona. Anche se per gli immobili arrivati dopo il gennaio 1979 il destino sembra segnato. «Stiamo curando gli spazi vuoti con l’associazione Orti sociali a Molentargius – spiegano – se fosse messa a disposizione l’acqua potrebbe nascere un’oasi verde con aziende agricole e fattorie didattiche e non essere considerata solo una terra di abusivi».

 

Cagliari, Saline di Molentargius

Cagliari, Saline di Molentargius

(foto Cristiana Verazza, S.D., archivio GrIG)

 

Annunci
  1. Porico
    maggio 5, 2018 alle 10:48 am

    Pure se voleranno un po’ di stracci sarà sempre un segnale di recupero della legalità.
    In Sicilia ,in casi analoghi di maggior dimensione, non si riuscì .

  1. maggio 5, 2018 alle 11:20 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: