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Ancora un pesante inquinamento da marmettola nel Fiume Frigido, ancora nessun intervento risolutivo!


Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (14 settembre 2017, foto prof. Elia Pegollo)

Ancora una volta, giovedi 14 settembre 2017, il Fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola, inquinamento testimoniato dalle fotografie del prof. Elia Pegollo, strenuo difensore dell’ambiente apuano.

Centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Alpi Apuane sono inquinati dalla marmettola (marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d’acqua).  La causa è esclusivamente l’attività illecità rappresentata dagli scarichi abusivi dell’estrazione del marmo.

I danni ambientali ed economici sono enormi.

Soltanto i maggiori costi sopportati per la potabilizzazione delle acque dal gestore pubblico del servizio idrico integrato Gaia s.p.a. a causa del pesante inquinamento da marmettola delle sorgenti del Cartaro e per le sensibili carenze gestionali pubbliche di numerose cave di marmo in Comune di Massa, ammontano a 300 mila euro all’anno[1].  Tali maggiori òneri sono stati oggetto (8 aprile 2016) di specifica segnalazione per ipotesi di danno erariale da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (14 settembre 2017, foto prof. Elia Pegollo)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (18 settembre 2017) una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il pesante inquinamento ambientale da marmettola riscontrato lo scorso 14 settembre nel Fiume Frigido  Coinvolti la magistratura e le amministrazioni pubbliche competenti, la polizia giudiziaria e le istituzioni comunitarie.     Numerose le ipotesi di reato segnalate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, si cui si chiede lo svolgimento degli opportuni accertamenti: artt. 323 (abuso d’ufficio), 328 (omissioni di atti d’ufficio), 452 bis (inquinamento ambientale), 452 quater (disastro ambientale), 635 (danneggiamento), 674 (getto pericoloso di cose), 734 (deturpamento di bellezze naturali) cod. pen., 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (inquinamento delle acque), 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (violazione del vincolo paesaggistico), 30 della legge n. 394/1991 e s.m.i. (attività non autorizzate in un’area naturale protetta).

In seguito ai precedenti esposti (20 agosto 2015, 20 gennaio 2016, 18 settembre 2016) del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, il grave stato di inquinamento dei corsi d’acqua dell’area era stato riconosciuto dal Comando delle Guardie del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane (nota prot. n. 3835 del 30 settembre 2015), con indicazioni precise della provenienza degli sversamenti illeciti di marmettola da siti di cava che si trovano nella zona di Piastrone e Rocchetta al di sopra degli abitati di Caglieglia e Casette (in Comune di Massa) nei bacini industriali estrattivi dei Comuni di Massa e Carrara”.  L’ultimo sopralluogo del 29 agosto 2015, in conseguenza dell’esposto ecologista, ha consentito di verificare che “la marmettola proviene dal Fosso della Rocchetta (nei pressi degli abitati di Caglieglia e Casette) che regolarmente, ad ogni evento di piogge intense, si riempie di questi fanghi bianchi che vanno a riversarsi nel fiume Frigido in corrispondenza del punto di confluenza del canale di Rocchetta con il fiume (coord. GPS: N 44° 04′ 11” ed E 10° 10′ 18”)”.  Inoltre, “è stata verificata anche la parte a monte del fiume Frigido ed in particolare il corso dell’affluente Renara che ha origine dalle pendici del monte Sella, al di sopra del quale insiste una vecchia discarica di materiale lapideo di vecchie attività estrattive (dicasi “ravaneto”) che nel tempo, a seguito di abbondanti piogge, ha portato, per dilavamento, apporti di marmettola nei corsi d’acqua in questione”.

Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (14 settembre 2017, foto prof. Elia Pegollo)

Come noto, in precedenza l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (A.R.P.A.T.) con la sua newsletter n. 168 del 13 agosto 2015 aveva presentato un report sulle “Alpi Apuane e marmettola” e aveva descritto gli eventi di inquinamento ambientale altamente pregiudizievoli per la salvaguardia dei Fiumi Carrione e Frigido e gli habitat naturali connessi: nella parte alta dei bacini imbriferi dei Fiumi Carrione e Frigido sussistono perlomeno 178 cave, di cui più di 118 attive. A partire dagli anni ’70 del secolo scorso i ravaneti, accumulo di sassi sui pendii costituiti dagli scarti derivanti dal taglio del marmo a fini commerciali, adibiti a sede stradale, sono stati irrorati dalla c.d. marmettola, marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d’acqua.   La marmettola, secondo quanto asserito dall’A.R.P.A.T., è fortemente inquinante, contaminata “da oli e grassi … e da metalli”. “la marmettola, per l’ecosistema, è inquinante per l’azione meccanica: riempie gli interstizi, ed impermealizza le superfici perciò elimina gli habitat di molte specie animali e vegetali, modifica i naturali processi di alimentazione della falda, rende più rapido lo scorrimento superficiale delle acque (in pratica è come se il fondo del fiume fosse cementato), infiltrata nel reticolo carsico , modifica i percorsi delle acque sotterranee e può esser causa del disseccamento di alcune sorgenti e/o del loro intorbidamento”.

Se è vero che “il tratto di mare prospiciente la foce del torrente Carrione è da considerarsi non balneabile perché il torrente sfocia in zona portuale”, le Foci del Torrente Frigido e del Fosso Brugiano sono soggette a divieto permanente di balneazione … per motivi igienico-sanitari” perché “l’ambiente risulta ‘molto inquinato o comunque molto alterato’.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, consapevole della piena conoscenza del fenomeno da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti (Ministero dell’ambiente, Regione Toscana), ha ripetutamente chiesto loro di adottare gli urgenti provvedimenti per metter fine a questo ignobile e continuo inquinamento delle acque e dell’ambiente apuano determinato da un’attività estrattiva del marmo lasciata fin troppo libera di spadroneggiare sulla Terra e sulle vite di chi quella Terra abita.   Finora nessun intervento risolutivo.

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d’acqua

Di conseguenza l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha provveduto ancora una volta a informare la magistratura e la polizia giudiziaria competente, nonché le Istituzioni comunitarie.  Alla Procura della Repubblica massese ha segnalato l’opportunità di verificare le condizioni per porre sotto sequestro preventivo le attività inquinanti.

Che cosa si aspetta per intervenire concretamente e risolutivamente una volta per tutte?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

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[1] Come evidenziato dalle dichiarazioni provenienti dalla stessa società Gaia (vds. “Marmettola nel Frigido, rendere potabili le acque costa 300.000 euro in più all’anno”, di Melania Carnevali, su Il Tirreno, 3 febbraio 2016), “i maggiori costi legati alla presenza di materiali fini derivanti dall’esercizio delle cave sono valutabili nell’ordine di 300 mila euro all’anno”.

 

Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (14 settembre 2017, foto prof. Elia Pegollo)

(foto prof. Elia Pegollo)

 

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  1. settembre 19, 2017 alle 3:03 pm

    da Il Tirreno, 19 settembre 2017
    Marmettola nel Frigido. I Grig: colpa delle cave.
    Le acque tornano a intorbidirsi, nuovo esposto degli ecologisti alla Procura. L’amministrazione comunale: «Combattiamo chi inquina, chiuse quattro attività». (http://www.versiliaproduce.it/index.php/en/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/8665-marmettola-nel-frigido-i-grig-colpa-delle-cave , http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/09/19/news/marmettola-nel-frigido-i-grig-colpa-delle-cave-1.15877029)

    MASSA. «Ancora una volta, giovedì scorso, il fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola. E ancora nessun intervento risolutivo». La denuncia, l’ennesima, arriva dall’associazione ecologista Grig, Gruppo d’Intervento Giuridico, che raccoglie la testimonianza – corredata da fotografie – del professor Elia Pegollo, appassionato di montagna e strenuo difensore dell’ambiente apuano. E, ancora una volta, la segnalazione di “attentato ambientale” diventa materiale per un esposto alla Procura della Repubblica.«Centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Apuane sono inquinati dalla marmettola», dice Stefano Deliperi a nome dei Grig. E la causa – punta il dito – «è esclusivamente l’attività illecita rappresentata dagli scarichi abusivi dell’estrazione del marmo. I danni ambientali ed economici sono enormi. Soltanto i maggiori costi sopportati per la potabilizzazione delle acque dal gestore pubblico del servizio idrico integrato Gaia a causa del pesante inquinamento da marmettola delle sorgenti del Cartaro e per le sensibili carenze gestionali pubbliche di numerose cave di marmo in Comune di Massa, ammontano a 300 mila euro all’anno». Un problema cronico, che via via si ripresenta, come accaduto, secondo quanto raccolto da Pegollo e del Gruppo d’Intervento Giuridico, il 14 scorso, quando le acque del Frigido sono tornate a intorbidirsi e ad assumere la caratteristica colorazione lattiginosa provocata dalla marmettola.I Grig, ieri mattina hanno inoltrato così l’ennesima richiesta di informazioni ambientali e di adozione di provvedimenti a tutela delle acque, indirizzata alle amministrazioni pubbliche, all’Arpat ma anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa. A cui si chiede di accertare se in questo episodio di sversamento di marmettola sono stati commessi reati quali abuso d’ufficio, omissioni di atti d’ufficio, inquinamento ambientale, disastro ambientale, danneggiamento, getto pericoloso di cose, deturpamento di bellezze naturali, inquinamento delle acque, violazione del vincolo paesaggistico, attività non autorizzate in un’area naturale protetta. Ma da dove arriva la marmettola? I “colpevoli” di questo ultimo sversamento non sono stati individuati, però è da anni che gi ambientalisti indicano le attività di cava come responsabili di questa forma di inquinamento che ha ripercussioni, sottolineano i Grig, anche sulla balneabilità dell acque del mare alle foci del Brugiano e del Frigido.«La battaglia contro la marmettola noi la stiamo combattendo – replica a distanza Uilian Berti, vicesindaco – e con noi c’è la Regione Toscana che ha attivato una task force con 20 persone per i controlli sulle cave, che riguardano la sicurezza ma anche il rispetto delle norme ambientali. Voglio dire con questo che i controlli ci sono e sono ripetuti e che i rinnovi delle autorizzazioni alle cave – prosegue – sono condizionati anche alle misure anti-sversamento». Certo, aggiunge il vicesindaco, «il territorio carsico delle Apuane, rende difficile individuare la provenienza della marmettola. In alcuni casi, utilizzando traccianti, abbiamo riscontrato che proveniva da cave del bacino di Carrara. In altri casi, da vecchie discariche in siti di escavazione non più attivi». Insomma, la battaglia non è vinta, ammette Berti. Ma non si dimentichi, conclude , «che la nostra amministrazione ha adottato ben 13 provvedimenti di caducazione nei confronti di altrettante cave e attualmente sono attivi quattro ordini di sospensione delle attività di escavazione, numeri che non hanno precedenti e che certificano la nostra attenzione sulle cave».c.f.

    Cos’è: un fango che “cementifica” i corsi d’acqua.

    La marmettola, fango prodotto dalla segagione del marmo, non è un rifiuto tossico, in quanto è carbonato di calcio (con tracce di acciaio delle lame e, raramente, di olii dei macchinari), cioè materiale inerte. Ma ha pesanti effetti di “cementificazione”: riempie gli interstizi nei letti dei fiumi, impermealizza le superfici eliminando gli habitat naturali velocizza lo scorrimento, modifica i percorsi delle acque sotterranee e può esser causa del disseccamento di sorgenti.

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    da Controradio, 18 settembre 2017
    Frigido: ancora inquinamento da marmettola.
    La denuncia dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Alpi Apuane inquinati dalla marmettola: http://www.controradio.it/fiume-frigido-pesante-inquinamento-marmettola/

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    da La Gazzetta di massa e Carrara, 18 settembre 2017
    Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: “Ancora un pesante inquinamento da marmettola nel Fiume Frigido, e ancora nessun intervento risolutivo!”: http://www.lagazzettadimassaecarrara.it/economia/2017/09/gruppo-dintervento-giuridico-onlus-ancora-un-pesante-inquinamento-da-marmettola-nel-fiume-frigido-e-ancora-nessun-intervento-risolutivo/

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    da La Voce Apuana, 18 settembre 2017
    “Ancora un pesante inquinamento da marmettola nel Fiume Frigido, ancora nessun intervento risolutivo”. La denuncia del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: http://www.voceapuana.com/massa/attualita/-ancora-un-pesante-inquinamento-da-5089.aspx

  2. settembre 25, 2017 alle 2:58 pm

    da La Nazione, 22 settembre 2017
    Disastro cave su rifiuti e marmettola Su 30 aziende, 28 multate dall’Arpat.Grave bilancio di controlli e accertamenti al monte su reati ambientali.
    I risultati. Ben 27 reati rilevati e 28 multe fatte su 30 cave controllate. Questo quanto emerso dalla prima fase di indagini da parte di Arpat nelle cave.
    118 accertamenti. Dall’inizio del 2017, gli accessi in cava per verifiche e accertamenti sono stati 118, con 54 aziende finite sotto la lente d’ingrandimento. (Lisa Ciardi) (http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/8701-disastro-cave-su-rifiuti-e-marmettola-su-30-aziende-28-multate-dall-arpat)

    BEN 27 reati rilevati e 28 multe fatte su 30 cave controllate. È un quadro ben poco rassicurante quello tracciato alla prima tranche di verifiche effettuate da Arpat nelle cave. Il dato è emerso ieri, in Regione, nel corso dell’audizione del direttore generale di Arpat Toscana, Marcello Mossa Verre, da parte della quarta commissione consiliare «Territorio e ambiente», che doveva approvare il bilancio 2016 dell’agenzia. Dall’inizio del 2017, gli accessi in cava per verifiche e accertamenti sono stati 118, con 54 aziende finite sotto la lente d’ingrandimento. Fra queste, alcune devono ancora completare l’iter dei controlli, mentre per 30 di loro le verifiche sono concluse. «Nelle 30 cave che hanno visto terminare i nostri accertamenti – ha spiegato il direttore di Arpat – abbiamo rilevato in tutto 27 reati e fatto scattare 28 sanzioni. Nella maggior parte dei casi, i problemi sono legati alla gestione dei rifiuti e delle acque meteoriche». Quasi in ogni cava è stato rilevato almeno un reato amministrativo e uno penale, senza contare le verifiche parallele dell’Asl sulla sicurezza e quelle a carattere ambientale della Forestale, delle quali non si conoscono ancora gli esiti. «La nostra attività – ha concluso il direttore di Arpat – si è intensificata su impulso del presidente Enrico Rossi in seguito agli ultimi infortuni. Da gennaio abbiamo moltiplicato le verifiche». Soddisfazione e preoccupazione a un tempo da parte delle forze politiche. «L’Arpat ha presentato un bilancio importante – ha detto il presidente della quarta commissione Stefano Baccelli (Pd) –. Lo dimostrano i controlli alle cave che se un tempo erano sui 10 l’anno adesso siamo a 50-60 aziende controllate in dodici mesi». «Sono dati preoccupanti – ha commentato Giacomo Giannarelli (5 Stelle), vicepresidente della commissione – visto che tutte le aziende controllate risultano non in regola. Per questo intendiamo approfondire il tema e monitorare con attenzione i risultati dei prossimi accertamenti».

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    21 settembre 2017
    Comune, stop alla marmettola «A fine lavoro va ripulito tutto». Pronta un’ordinanza per le cave su… assist del procuratore Giubilaro. (Francesco Scolaro) (http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/8687-comune-stop-alla-marmettola-a-fine-lavoro-va-ripulito-tutto)

    LE CAVE come la cucina del ristorante: finita la giornata i piazzali e le aree di lavoro devono essere completamente ripulite. La polvere, di marmo in questo caso, dovrà essere ‘spazzata via’ e raccolta in modo che la pioggia non la trascini più a valle, inquinando sorgenti e fiumi. Concedeteci il paragone, d’altronde è lo stesso che il procuratore capo della Repubblica di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, ha fatto il 16 febbraio durante l’audizione di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. L’ipotesi è chiara: è quasi impossibile sapere con precisione da dove provenga la marmettola dopo che è stata trascinata via dall’acqua quindi bisogna intervenire all’origine, impedire che si accumuli nei piazzali di cava e nelle aree vicine. Insomma, pulire tutto, ogni giorno, almeno nei periodi delle piogge più intense. Una proposta che deve aver ‘stuzzicato’ le corde in Comune e ieri il dirigente Fabio Mauro Mercadante ha annunciato quella che potrebbe essere una vera rivoluzione per i bacini estrattivi del versante massese. «In questi giorni ufficio ambiente e ufficio cave stanno studiando alcuni provvedimenti per attenuare o bloccare il problema della marmettola che si fa vivo a seguito di ogni pioggia». L’ultimo caso, peraltro, si è verificato il 14 settembre, come denunciato dal Grig e riportato ieri anche da La Nazione: Frigido bianco latte a causa dell’inquinamento da marmettola. La soluzione al vaglio di palazzo civico è «un’ordinanza con la quale obbligheremo i soggetti autorizzati a lavorare le cave, che possono essere diversi dai concessionari – ha proseguito Mercadante – a effettuare delle pulizie straordinarie dei piazzali. Pulizie che saranno controllate dal Comune e dagli altri soggetti che aderiscono al protocollo sottoscritto fra Regione e Arpat». Le misure punitive saranno molto più severe rispetto al passato: «Non ci saranno sanzioni monetarie, che sono quelle che sortiscono meno effetti deterrenti nel mondo del lapideo – ha detto ancora Mercadante – ma una sospensione dell’attività lavorativa per un periodo che varia a seconda dell’infrazione rilevata. Così obbligheremo le imprese del marmo ad avere maggiore attenzione verso la pulizia delle aree di lavoro delle cave e otterremo anche più sicurezza per i lavoratori, contenendo il rischio di inalazione delle polveri. A breve adotteremo l’atto che sarà preceduto da un avvio del procedimento per evitare qualsiasi tipo ricorso. L’ordinanza sarà rivolta a tutti i soggetti che operano nelle cave di Massa e avrà efficacia temporale relativa al periodo in cui piove di più, all’incirca da novembre a giugno». Quello dell’inquinamento da marmettola è un problema che non ha ancora trovato una soluzione definitiva dopo decenni di denunce e battaglie degli ambientalisti. L’ordinanza potrebbe finalmente ottenere lo scopo di ridurre il fenomeno, a patto che i controlli sul rispetto delle misure siano altrettanto serrati, e darà una mano anche a capire la provenienza delle polveri di marmo. Non è escluso che, dato il carsismo delle Apuane, la marmettola che finisce nelle sorgenti e nei fiumi non provenga da bacini che ricadono in altri Comuni. Una misura che si somma alla task force speciale messa insieme da Regione e Arpat.

  3. ottobre 23, 2017 alle 2:56 pm

    suoniamo le campane, era ora!

    da Il Tirreno, 21 ottobre 2017
    Marmettola, prima ordinanza di pulizia.
    Visita dei tecnici Arpat in cava Rocchetta Caldia. Entro 15 giorni andranno rimossi fanghi e polveri e puliti i piani di lavoro: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/10/21/news/marmettola-prima-ordinanza-di-pulizia-1.16021548

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    20 ottobre 2017
    Stop alla marmettola Scatta l’ordinanza anti inquinamento.
    Norme più rigide per la raccolta e lo smaltimento dei materiali Sospensione dell’attività per chi non si mette in regola: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/10/20/news/stop-alla-marmettola-scatta-l-ordinanza-anti-inquinamento-1.16016541

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    da La Nazione, 21 ottobre 2017
    Cave pulite, primo stop alla Rocchetta «La marmettola si infiltra ovunque». Il sindaco ordina la rimozione della polvere di marmo dai piazzali. (Francesco Scolaro): http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/9215-cave-pulite-primo-stop-alla-rocchetta-la-marmettola-si-infiltra-ovunque-il-sindaco-ordina-la-rimozione-della-polvere-di-marmo-dai-piazzali

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    IL REPORT RIFIUTI LIQUIDI INCONTROLLATI, POSSIBILE «DANNO O PERICOLO SULLE MATRICI AMBIENTALI». La mano pesante di Arpat: due denunce in Procura: http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/9214-la-mano-pesante-di-arpat-due-denunce-in-procura

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    20 ottobre 2017
    Giro di vite sulla marmettola. Multe e sospensioni alle cave. Scatta l’ordinanza. Berti: «Così responsabilizziamo le aziende»: http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/9192-giro-di-vite-sulla-marmettola-multe-e-sospensioni-alle-cave-scatta-l-ordinanza-berti-cosi-responsabilizziamo-le-aziende

  1. settembre 19, 2017 alle 7:37 am

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