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Situazione ambientale e sanitaria di Portoscuso: ognuno si assuma le proprie responsabilità fino in fondo.


Portoscuso, polo industriale di Portovesme

L’impatto ambientale e sanitario non può aumentare a Portoscuso.

E’ scontato per chiunque abbia soltanto un paio di neuroni funzionanti nella scatola cranica e anche solo uno straccio di coscienza.

In alcun modo, nemmeno un microgrammo in più di metalli pesanti.

La situazione ambientale e sanitaria di Portoscuso è già un inferno sulla Terra.

Lo dimostra senza possibilità di minimizzazioni la relazione di monitoraggio ambientale 2014 dell’A.R.P.A.S.

Ognuno – amministratore o funzionario pubblico o sindacalista che sia – si prenda le sue responsabilità, comprese quelle sul piano penale, erariale e morale, senza giocare a scaricabarile o voler lasciare in mano ad altri il cerino acceso.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

da Sardinia Post, 28 giugno 2017

Dati choc su Portovesme, Deliperi: “Un crimine sotto gli occhi di tutti”. (Pablo Sole)

“Il crimine è sotto gli occhi di tutti. Passa il tempo ma sul disastro ambientale di Portovesme si assiste ad una attività ignava di silenzio organizzato, soprattutto da parte della pubblica amministrazione e della politica. Che, al contrario, vuole autorizzare la ripresa delle attività inquinanti e l’ampliamento di un disastro permanente come il bacino dei fanghi rossi”. Così Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico, commenta la pubblicazione dei dati sul livello di inquinamento della falda che corre sotto l’area industriale di Portovesme (leggi). Tra le concentrazioni di sostanze nocive, spiccano il cadmio (30mila volte sopra soglia), ma anche l’arsenico, l’alluminio, il fluoro, il piombo.

“La situazione è sotto gli occhi di tutti – insiste Deliperi – nessuno può far finta di niente. Qui si sta decidendo di lasciare ai figli un’eredità pesantissima, la piombemia, giusto per fare un esempio, non provoca solo tumori ma anche deficit intellettivi. Noi come associazione possiamo dare un impulso per un’inversione di rotta, per l’individuazione di un’alternativa. Ma miracoli, quelli no: non li possiamo fare. È la pubblica amministrazione, da una parte, a doversene occupare. Dall’altra, c’è la magistratura. Va poi considerato che in Sardegna, a Portovesme c’è la situazione peggiore, anche rispetto a Porto Torres o di Ottana (con la presenza di amianto)”.

Ma come è possibile che la politica, conoscendo i dati choc del report Arpas, con i rilevamenti effettuati nel 2014, niente abbia detto? “Il silenzio e la posizione della politica rispetto al disastro di Portovesme? Sinceramente è la cosa che mi meraviglia di meno. Onestamente l’audacia dell’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano non l’ho mai vista, nemmeno nel recentissimo caso della Fluorsid, una cosa incredibile. E dire che nel 2012 il presidente Francesco Pigliaru disse cose condivisibili e anche alle elezioni si è presentato con questa immagine. Oggi invece si è allontanato dalle posizioni precedenti. Nel frattempo, registriamo la presentazione, in consiglio regionale, di una mozione firmata da 33 onorevoli di maggioranza e opposizione per chiedere all’esecutivo di accelerare l’iter di approvazione dell’ampliamento della discarica della Portovesme srl. C’è un approccio lassista, si continua ad insistere su un modello che si è ampiamente dimostrato negativo. Al contrario, io un appello della politica contro l’inquinamento non l’ho mai sentito”.

 

Portovesme, bacino “fanghi rossi” bauxite (foto Raniero Massoli Novelli, 1980)

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Giorgio ZINTU
    giugno 30, 2017 alle 11:01 am

    Vincenzo Migaleddu qualche anno fa aveva definito “eclatanti” i dati dello screening effettuato in quel periodo e come le patologie (sembra ovvio ma non lo è) fossero di origine ambientale. Abbiamo dati, malati, morti, ambiente contaminato. Cosa aggiungere? Non lo sappiamo o facciamo finta di nulla? Come testimoniato da situazioni note analoghe a questa nel mondo, tutto continua come se nulla fosse accaduto. Le responsabilità dei sindacati, della politica e dell’informazione, ormai mezzo di distrazione di massa, sono sotto gli occhi e sulla pelle di tutti. Questa situazione accompagnata da una maggiore precarietà dell’intero sistema della prevenzione potrà portare anzitempo alla tomba senza neanche passare da un ospedale, salvo quando ormai sarà troppo tardi. Così o si inverte la rotta delle coscienze o si precipita nel baratro. E sembra che quest’ultima opzione sia quella preferita dagli amanti del lavoro a qualsiasi prezzo, anche quello della vita delle nuove generazioni e dell’intero pianeta.

  2. Carlo Forte
    luglio 1, 2017 alle 11:01 am

    La grossa responsabilità, oltre che ad una classe politica ignorante,che utilizza il dolore per tenersi a galla,è dello stato che continua nella gestione fuorilegge di un territorio dove la catena alimentare ed il mare sono palesamente avvelenati.Non è possibile che la mortovesme continui a gestire il portale,sapendo che si sono smaltiti materiale radioattivi. Vincenzo,ci manca……..

    • luglio 1, 2017 alle 12:53 pm

      Vincenzo Migaleddu ci manca, ma manca soprattutto una qualche forma di ribellione da parte dei residenti sulcitani.
      A tanti, a troppi va bene così.

      Stefano Deliperi

      • Mara
        luglio 2, 2017 alle 4:16 pm

        Sono convinta che tu abbia profondamente ragione. Penso che non si ribellano per ignoranza e/o per disperazione Servirebbe un’informazione capillare, proprio in quei luoghi. Servirebbero alternative di lavoro. Quella suggerita dal GRIG è eccellente, operché mai i politici non la prendono in considerazione? E’ pazzesco.

      • Carlo Forte
        luglio 3, 2017 alle 4:42 pm

        “A tanti và bene cosí”dici Grig,penso che sia inesatto.Va bene a chi ruba da 30anni partiti,politici istituzioni e stato.Tutti conniventi in questo silenzio assassino,che parla di prodotti a Km0 e organizza mercati con prodotti locali.Scusami Mara ma è troppo facile scaricare sull’ignoranza della gente o inneggiare alla ribellione come fa notare il Grig.Dimenticate che ci sono gruppi di cittadini sulcitani che si battono da sempre contro lo strapotere delle multinazionali,gli unici ai quali và bene cosí sono lo stato,la regione e gli apparati che dovrebbero intervenire a seguito delle denunce dell’Angelo Ribelle.Invece nulla succede,perchè è ben chiaro che,IL SISTEMA è intoccabili.Guarda caso il PD vince al sud dove fabbriche assassine continuano a produrre silenzio e assistenzialismo.

      • luglio 3, 2017 alle 5:51 pm

        appunto: a tanti, a troppi va bene così. E non è solo “colpa” del P.D.

      • Carlo Forte
        luglio 4, 2017 alle 10:17 am

        Certo non è solo del PD,ma tutto il sistema che lo sostiene.Caro Grig,lo stato dovrebbe tutelare la salute dei suoi cittadini,invece tutela le “cricche”e neanche in maniera tanto velata.I camions da e per la Mortovesme vanno e vengono,il carbone ENEL viene sempre scaricato con le gru agli imbarchi dei traghetti e la polverosità ti avvolge in maniera vergognosa.A pensarci bene hai ragione,la colpa è mia.

      • luglio 4, 2017 alle 4:35 pm

        certo, la colpa è tua perchè non t’iscrivi al GrIG 😛

  3. Giorgio ZINTU
    luglio 1, 2017 alle 2:26 pm

    E’ probabile che da qui in avanti “La sesta estinzione” di Elizabeth Kolbert, vincitrice del Premio Pulitzer nel 2015, debba essere considerata più che una profezia una solida prospettiva in fase di avanzata realizzazione. Senza una classe dirigente, un’informazione e una formazione adeguate ai tempi sarà molto difficile ottenere cambiamenti culturali significativi , qui come altrove.

  4. luglio 4, 2017 alle 2:54 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2017
    Inquinamento: facciamo la classifica? Peggio Portovesme o Taranto? (Enrico Lobina) (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/29/inquinamento-facciamo-la-classifica-peggio-portovesme-o-taranto/3695573/)

    123.000 microgrammi sono molto di più di 5. Ripetete con me: 151.000 microgrammi sono molti di più di 5. Stiamo parlando della concentrazione del cadmio per litro in uno dei pozzetti dell’Alcoa, Portovesme, Sulcis, Sardegna. Il limite è 5. In altre zone si arriva a 7.700 microgrammi, ma anche 28.000. Ripetete con me: 7.700 è molto di più di 5. Il cadmio provoca carcinoma polmonare ed altro. Ripetete con me: 1.100.000 è molto più alto di 200. Il primo è il numero di microgrammi di alluminio in un pozzetto installato nella centrale termoelettrica Enel Sulcis (le sostanze si muovono con le falde). Ripetete con me: 593 è molto più alto di 1. Il primo è il numero di microgrammi/litro del mercurio nel pozzetto 2 della Portovesme srl. Il limite è 1. Il mercurio è mortale e neurotossico.

    Gli esempi sono contenuti nella relazione Arpas del 2014, resa di pubblico dominio negli ultimi mesi e spiegati estesamente da Sardinia Post. Sono dati che dovrebbero essere al centro di un dibattito pubblico ampio, strategico e di azioni politiche chiare. Come vogliamo che crescano i bambini ed i ragazzi di quelle aree? Come vogliamo che il Sulcis, “la provincia più povera d’Italia”, sia nel 2050? Continuiamo come se nulla fosse?

    A quanto pare, a leggere una mozione bipartisan recentemente presentata in Consiglio regionale, sì. Da sinistra a destra, passando per il centro ed i sovranisti, si “impegna la Giunta regionale ad intraprendere, e riferire al Consiglio regionale, tutte le iniziative utili, urgenti e necessarie al fine di evitare l’interruzione delle attività produttive della Portovesme s.r.l.”. Sull’ambiente neanche una riga. Con questi dati come è possibile non scrivere neanche una riga?

    La fabbrica è in difficoltà perché non le viene rilasciato il permesso per realizzare una nuova discarica. Ma con tutti questi dati ambientali, perché non mettere la tutela ambientale e la verità al centro di una grande azione, anche di inversione del modello di sviluppo del Sulcis? Non è che il Sulcis è la provincia più povera d’Italia proprio perché abbiamo imposto e continuato imperterriti con “quel modello di sviluppo”. L’industria meccanica, di trasformazione, di precisione, non potrebbero, insieme al primario ed ad un rinnovato terziario (turismo) andar meglio?

    Portovesme Srl, territorialmente e nell’immaginario collettivo, va di pari passo con Eurallumina, chiusa da nove anni. Sembra che ci siamo dimenticati del processo per disastro ambientale in concorso e traffico illecito di rifiuti che coinvolge i dirigenti Eurallumina? Senza alcuni valorosi che lottano senza sosta controvento, come l’avvocato Riccardo Schirò, il processo non avrebbe avuto luogo. Cosa si è creata nel Sulcis? Una Sulcis connection, trasversale e potente? I criticoni affermano che basta vedere la quantità di politici sardi di alto livello provenienti da quell’area. Saranno bravi a tessere relazioni, ma la rinascita economica di un’area bellissima e piena di potenzialità, beh, quella non l’hanno raggiunta.

    La Fiom e la Cgil (il mio sindacato) si sono costituiti parte civile nel processo “Ambiente svenduto” sul disastro ambientale causato dall’Ilva. A quando un ragionamento simile di così alto livello nel sindacato sardo? Magari mettendoci dentro anche una fabbrica di bombe che, poco lontano, fabbrica ordigni che vendiamo all’Arabia Saudita, la quale li usa per ammazzare bambini e civili in Yemen. Nel 2016 le esportazioni di armi e munizioni dalla Sardegna verso l’estero vale 60,2 milioni di euro, i prodotti lattiero-caseari 123 milioni, poco più del doppio.

    Comunque, ripetete con me: 3.100 è molto più alto di 10. 10 è la soglia di legge della presenza di arsenico, 3.100 quanto rilevato nella centrale Enel Sulcis. Quando vi dicono che non c’è un problema ambientale, fate le proporzioni, e continuate a ripetere i numeri.

    • Carlo Forte
      luglio 5, 2017 alle 10:09 am

      Ripetete con me “Stato,regione,arpas,noe se avete un’anima battete un colpo”oppure siete invitati al 18 compleanno portovesme?Per candeline barre di uganio?Per voi non certo prodotti del terriTORIO o mi sbaglio……Auguri,auguri difare la fine Che fate fare alla gente comune

      • Mara
        luglio 5, 2017 alle 3:54 pm

        Caro Carlofortissimo, mi spiace di sentirti così profondamente amareggiato, ma avendo abitato 10 anni a Portoschifo… ti capisco molto bene. Però mi permetto di dirti che l’unico che non dovresti denigrare è il GRIG. Ha fatto e sta facendo molto, in tutti i sensi, anche per Portoscuso.

      • Carlo Forte
        luglio 6, 2017 alle 11:22 am

        Carissima Mara,non fraintendermi,io non denigro il Grig,è l’unico punto di riferimento per la tutela ambientale,le altre associazioni (non me ne vogliamo)sono comandate a bacchetta da partiti o si sono arrese.Vorrei,non ho la conoscenza ne conosco le leggi,che andasse più a fondo sui silenzi e le connivenze dei controllori sulle fabbriche della morte.Cosa ci devono fare ancora prima di intervenire su quello che definirei senza esagerare un olocausto?Nel sulcis si muore solo di patologie legate all’inquinamento industriale,per questo ci negano il registro dei tumori.Hanno fatto morire in carcere doddore,non so cosa abbia fatto di cosí grave ,ma sò cosa hanno fatto I banditi Della Mortovesme e sono belli liberi di continuare e oliare gli ingranaggi delle macchine della morte.Non sono vinto Mara,amareggiato dal comportamento di chi mi dovrebbe tutelare…….siamo esseri umani non numeri.Ti auguro una buona estate lontano oda acque trasparenti ma prive di vita

      • Mara
        luglio 6, 2017 alle 5:10 pm

        Grazie, anche a te. Con tutto il cuore.

  5. Carlo Forte
    luglio 4, 2017 alle 4:00 pm

    L’informazione poi è veramente di parte.L’unione sarda da quando Muroni ha mollato non parla più del disastro sulcis e promuove I prodotti del sulcis a km 0 delle capre che pascolano nelle vicinanze delle ci miniere.Attenzione Giorgio,potrebbe rimanere coinvolto come colpevole…………..

    • Giorgio Zintu
      luglio 5, 2017 alle 9:57 pm

      L’informazione appartiene a chi fa pubblicità oppure a chi intende indirizzare le scelte economiche, industriali e ovviamente i consumi. A proposito poi di Sindacato, un paio di anni fa, Landini (ero presente,) a un’insegnante in pensione, che dopo aver illustrato i danni del carbone della centrale Enel sottolineava come la salute dei civitavecchiesi fosse ormai in crisi da decenni senza soluzioni concrete, rispose ammettendo il ritardo del sindacato a cui il problema era noto, ribadendo che il lavoro rimaneva un elemento indispensabile per assicurare la vita alle persone. Che poi la vita finisca con un tumore e che i consumi non sempre siano giustificabili dai costi sociali rimane ancora un dato marginale. Credo che i consumi abbiano drogato anche quella che era la parte più avanzata della classe lavoratrice. Il ricatto oggi funziona molto di più di prima.

  6. Carlo Forte
    luglio 6, 2017 alle 11:26 am

    Quale classe lavoratrice?Quella che da 20anni si batte per vivere di assistenzialismo?Laviratori erano I nostri vecchi e chi ancora oggi lavora 15 ore al giorno per pagare e tenere a galla un vero e proprio sistema mafioso,come lo hanno definito I giudici.

  7. luglio 9, 2017 alle 12:42 pm

    BioEcoGeo, 5 luglio 2017
    PORTOVESME: CADMIO 30MILA VOLTE OLTRE LA SOGLIA CONSENTITA: http://www.bioecogeo.com/portovesme-cadmio-30mila-volte-oltre-la-soglia-consentita/

    • luglio 9, 2017 alle 3:32 pm

      I dati che sono a questo punto poco discutibili sul piano scientifico pongono una questione giuridica interessante a fronte degli effetti che tali sostanze producono su tutti gi organismi viventi. Cosa manca quindi alla magistratura per prendere tutti quei provvedimenti che servano a garantire la collettività? Cosa manca ai sindaci per intraprendere quelle strade che i logici principi della precauzione dovrebbero invitare a perseguire? Forse la paura, forse l’incapacità o probabilmente la connivenza. Tutti fattori che insieme portano appunto alla perdita di fiducia nelle istituzioni che favoriscono, più o meno inconsapevolmente, la fine dell’antropocene. Pur essendo agnostico posso condividere le parole di Papa Francesco: Dio perdona sempre, l’uomo a volte, la terra mai.

  8. Carlo Forte
    luglio 9, 2017 alle 4:08 pm

    MI sembra giusto affidarsi ad uno sponsor come la portovesme Srl per la maratona che si svolgerà a Carloforte il 22 luglio.Come vedi Grig non è un discorso di ignoranza,ma di connivenza tra gli organizzatori perfetramente consci e la fabbrica smaltitrice di veleni. Mi chiedo come il comune o gli altri sponsor possano accettare questo compromesso.Oggi ci sono I funerali di una ragazza di 35 anni…….

    • luglio 9, 2017 alle 5:30 pm

      ripeto quello che non ti va di sentire: questo stato di cose sta bene a troppi sulcitani.
      Quasi tutti tacciono e va bene così.

      Stefano Deliperi

  9. Carlo Forte
    luglio 10, 2017 alle 11:07 am

    Piū che altro “non mi và accettare”questo STATO di cose…….e non mi rassegno.Aspettavamo il cambiamento au paize,dai giovani amministratori,che aimè,ho votato mi aspettavo un po piū sensibilità al problema.Tenere lontano almeno il nome dei killers sulcitani dal pubblico e dallo sport.Ma caro Grig,al peggio non c’è limite…..

    • Giorgio Zintu
      luglio 12, 2017 alle 2:41 pm

      Credo che ci sia l’obbligo di informare e credo che GRIG lo faccia molto bene e gratuitamente, non riceverà medaglie purtroppo. Esiste però anche un obbligo a informarsi e qui credo che, nonostante internet abbia fornito un grande contributo, manca il popolo affaccendato in insulsi post . Tutto qui. Ognuno pensa che qualcun altro lo salverà, ho la sensazione che si sbagli. Da qui in avanti, tra le crescenti difficoltà economiche delle famiglie, con una sanità che non fa più prevenzione nei tempi in cui la prevenzione può risultare efficace, avanza solo la mala pianta della disonestà tipica delle società corrotte e le malattie per le quali non ci saranno medicine o soldi per acquistarle.

  10. luglio 12, 2017 alle 2:58 pm

    da Sardinia Post, 12 luglio 2017
    L’inferno a Portoscuso. Dove nei terreni germogliano zinco, piombo e arsenico. (Pablo Sole): http://www.sardiniapost.it/inchieste/linferno-portoscuso-nei-terreni-germogliano-zinco-piombo-arsenico/

    • Carlo Forte
      luglio 13, 2017 alle 10:25 am

      C’è da inoriddire al leggere questi dati….Cosa fare allora se chi dovrebbe non muove un dito?Per piacere legambiente è un mattone del muro di gomma,altro che acque trasparenti……..Mi ripeto,cosa può fare il cittadino per denunciare questo olocausto di stato?

  11. Carlo Forte
    luglio 13, 2017 alle 10:18 am

    Io non vorrei essere frainteso,sono conscio del lavoro del Grig,sono informato del disastro sulcis,ma quello che chiedo sempre è perchè non si denunciano le omissioni di stato.Chiedo Grig,cosa può fare il cittadino davanti ad un muro di gomma eretto dallo stato?Perchè arpas,asl,noe,forestale continuano a negare il diritto alla vita?A chi si potrebbe indirizzare una denuncia sul caso?

    • luglio 13, 2017 alle 4:56 pm

      che cosa vuol dire “denunciare le omissioni di Stato”?
      Le responsabilità penali sono personali e nel caso dell’inquinamento assassino di Portoscuso-Portovesme le necessarie denuncie anche per omissioni e comportamenti di amministratori e funzionari pubblici il GrIG le ha già fatte, più volte.
      Una denuncia fatta da un singolo cittadino è importante, ma ha poche possibilità di venir esaminata: suggeriamo di farla sottoscrivere da 10, 1000, 1000 cittadini oppure di iscriversi al GrIG (che le ha già fatte), anche perchè mi pare un po’ difficile trovare gli alri 9 o 99 o 999 😉

      • Giorgio ZINTU
        luglio 13, 2017 alle 8:16 pm

        Sono d’accordo con quanto scrive GRIG. Occorre trovare altre persone in sintonia e comunicare, denunciare, parlare con sindaci e assessori, coinvolgere operatori agricoli e turistici perché anche loro non possono prosperare in ambiente tossico. Le persone sono diventate molto più attente all’origine dei prodotti.

  12. Carlo Forte
    luglio 13, 2017 alle 6:54 pm

    Sono molto ignorante in materia Grig abbiate pazienza,ma non mi posso dare pace…..Cosa fa la procura quando riceve le vostre denuncie? Risponde alle vostre sante sollecitazioni?Mi piace “inquinamento assassino”,ma mi piacerebbe vedere gli Assassini alle corde,invece sono sempre li….Grazie per la sopportazione

    • luglio 13, 2017 alle 9:01 pm

      si, in genere risponde.
      Considera che in casi come questi le indagini sono molto complesse, perché va dimostrato che l’industria x ha causato lo specifico inquinamento y. In più, poi, c’è la prescrizione e spesso si tratta di fatti risalenti nel tempo. Il “problema dei problemi” sul piano giuridico a Portoscuso é che l’inquinamento é causato da un “mix” di sostanze inquinanti provenienti da più attività industriali, magari chiuse “temporaneamente” da anni.
      Per rinviare a giudizio e accertare le responsabilità sono necessarie le prove e, in situazioni simili, non é facile.
      Sono stato molto generico e sintetico, ma le cose stanno più o meno in questi termini.

      Stefano Deliperi

  13. giorgiozintu
    luglio 13, 2017 alle 9:38 pm

    D’accordo con quanto espresso da Deliperi, gli effetti sanitari dei disastri si scoprono tardivamente. Questo accade per tre motivi: il primo è l’ignoranza generalizzata, il secondo è che che non attua alcun principio di precauzione e il terzo è ché i monitoraggi sono semifasulli sempre che ci siano. In genere i dati diffusi da molte ARPA rimangono tranquillizzanti: il numero di sforamenti annuali è a norma di legge ma non si considera che è l’esposizione costante agli inquinanti a determinare i danni più gravi e soprattutto quei danni che mineranno il corredo genetico delle future generazioni.
    In conclusione da ora in avanti, visto che sul passato c’è poco da fare, qualsiasi impianto e qualsiasi valutazione d’impatto ambientale vanno accompagnate da tutte le osservazioni possibili e dalla protesta più estesa possibile mettendo in conto che per quanto detto precedentemente ci sarà sempre chi è disposto a sacrificare la propria unica vita per una paga sempre più misera..

  14. Carlo Forte
    luglio 15, 2017 alle 11:29 am

    Come sempre,dove c’è stato c’è illegalità…….Su casu è serrau…….

  15. luglio 19, 2017 alle 2:48 pm

    da Sardinia Post, 19 luglio 2017
    Gli usi civici bloccano i fanghi rossi di Eurallumina: “L’iter è illegittimo”. (Pablo Sole): http://www.sardiniapost.it/economia/gli-usi-civici-bloccano-i-fanghi-rossi-di-eurallumina-liter-e-illegittimo/

    * comunicazione ARGEA prot. n. 24743 del 27 maggio 2017: http://www.sardiniapost.it/wp-content/uploads/2017/07/Eurallumina-Argea-Gaspardini-watermark.pdf

    * comunicazione S.V.A. prot. n. 11831 del 7 giugno 2017: http://www.sardiniapost.it/wp-content/uploads/2017/07/Eurallumina-Via-Biggio-watermark.pdf

  16. luglio 19, 2017 alle 5:28 pm

    da Sardinia Post, 19 luglio 2017
    Portovesme srl, braccio di ferro su una discarica da 25mila tonnellate; http://www.sardiniapost.it/economia/portovesme-srl-braccio-di-ferro-su-una-discarica-da-25mila-tonnellate/

  17. luglio 19, 2017 alle 10:54 pm

    Leggo braccio di ferro su una discarica e incendi. Chi vincerà? Ho una pessima sensazione. L’Europa è lontana

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