Lettera aperta ai Consiglieri delle Marche sul gasdotto “Rete Adriatica”.


simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

Lettera aperta ai Consiglieri regionali delle Marche

Egr. Consiglieri regionali,

Abbiamo appreso con grande rabbia e con tristezza che la Giunta regionale ha formalizzato l’assenso al progettato gasdotto appenninico.

Dopo 12 anni di lotte, confronti e dibattiti che hanno coinvolto sulla problematica tutte le forze politiche, l’attuale Presidente della Regione Ceriscioli ha firmato l’intesa con SNAM senza accettare alcun confronto con i cittadini e le amministrazioni che lottano da molto tempo per tutelare le aree più delicate e importanti del nostro ambiente naturale e nel contempo la propria sicurezza e la propria economia.

NoTuboHead860Ricordiamo che:

* le aree attraversate dal Megagasdotto appenninico sono quelle a maggior rischio sismico di tutto il territorio italiano.

* è di due giorni fa l’esplosione di un gasdotto in Valmarecchia a causa di un modesto smottamento. L’esplosione è risultata visibile a oltre 40 km di distanza e il cratere prodotto è impressionante. E’ la seconda esplosione in Valmarecchia, la prima risale al 1997, con case scoperchiate e gente in preda al panico. E in entrambi i casi si trattava di un “giocattolo” se rapportato a quello che la Snam ( e l’attuale Giunta delle Marche) vorrebbe far passare in Appennino, una superpipeline con un diametro di c.ca 125 cm, alla pressione di 75 bar !  Passerebbe alle porte di piccoli paesi, e soprattutto in aree montane ad altissima instabilità, con frane sia attive che quiescenti anche di imponenti dimensioni. Sono bastati due piccoli movimenti franosi per produrre altrettante esplosioni in Valmarecchia. Che cosa succede se esplode un gasdotto da 48 pollici ?  Chi si assume la responsabilità ?

Umbria, Appennino sotto la neve

Umbria, Appennino sotto la neve

* le stesse aree sono tra le più delicate e pregiate dal punto di vista naturale, su tutto l’appennino sono interessati dall’attraversamento dell’opera parchi, riserve, zone di protezione speciale e di importanza comunitaria.

* nell’Appennino Pesarese verranno attraversati importanti tratti forestali e tranciati alla sorgente tutti i corsi d’acqua principali che affluiscono al Metauro con uno scavo profondo cinque metri; considerando la delicata struttura geomorfologica dei nostri territori probabilmente molti corsi d’acqua si perderanno per sempre.

Ricordiamo inoltre che:

* nel corso degli ultimi anni l’impegno dei cittadini sulla questione ha coinvolto tutte le forze politiche e le amministrazioni. Sono stati fatti dibattiti riunioni, confronti.

* molte amministrazioni comunali, amministrazioni provinciali, comunità montane hanno preso posizione netta contro questo progetto.Il Consiglio Regionale delle Marche ha, per ben due volte in diverse legislature, votato all’unanimità una delibera di consiglio, che impegnava la presidenza, contro il tracciato proposto da SNAM.

* l’impegno particolare di alcuni deputati e senatori , tra questi Massimo Vannucci, ha prodotto una chiara presa di posizione della Commissione Ambiente della Camera che con una risoluzione votata all’unanimità, ha impegnato il governo di fermare il progetto e aprire un confronto tra le parti per l’individuazione di un tracciato alternativo.

* il Presidente uscente della Regione Marche Giammario Spacca, ha più volte incontrato i rappresentanti dei Comitati che si battono contro l’opera così come proposta e si era impegnato, coerentemente con quanto chiesto dal consiglio, anche a negare l’intesa con lo stato se non fosse stato presentato e discusso un progetto alternativo.

Tutti i risultati che è possibile ottenere in un paese democratico sono, nel corso degli anni, stati raggiunti dai cittadini che si battono contro questa mostruosità.

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto "Rete Adriatica"

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto “Rete Adriatica”

ORA LEI PRESIDENTE CERISCIOLI, CALPESTANDO LE PIU’ ELEMENTARI REGOLE DELLA SOCIETA’ CIVILE, E’ PASSATO SOPRA TUTTO QUESTO PER IMPORRE CON LA FORZA UN’OPERA DEVASTANTE CHE FARA’ FELICI SOLO I PROPONENTI E IL SUO CAPO DEL GOVERNO.

Cos’è per lei la democrazia Presidente Ceriscioli?

Cosa rappresenta nella sua scala di valori la sicurezza dei cittadini rispetto agli affari di una società?

MA NESSUNO SI FACCIA TROPPE ILLUSIONI SULL’ESITO DI QUESTA VICENDA, I CITTADINI CONTINUERANNO LA LOTTA E RINNOVERANNO IL PROPRIO IMPEGNO CONTRO QUESTO ECOMOSTRO E LEI, IN OGNI CASO, SI E’ ASSUNTO LA RESPONSABILITA’ DIRETTA DI TUTTE LE CONSEGUENZE CHE LA REALIZZAZIONE DELL’OPERA COMPORTA. NON POTEVA PROPRIO FARNE A MENO ?

Quindi chiediamo a tutti i consiglieri all’indirizzo di mostrare, con atti concreti, solidarietà con chi sta impegnando il proprio tempo, le proprie risorse e la propria esistenza in una lotta che difende valori che appartengono a tutti.

Chiediamo anche a tutti i consiglieri di prendere le distanze da questo atto arrogante, che ha tradito le aspettative di molti cittadini marchigiani e che travolge quelle che dovrebbero essere le prassi di rispetto degli atti pregressi e il concetto stesso di democrazia partecipata, confondendo tra loro i concetti di “amministrare” e “comandare”.stendardo GrIG

Chiediamo agli amministratori locali di fare fronte comune contro la decisione della giunta regionale e di tenere in debito conto, in tutte le occasioni, di avere a che fare con dei vertici che non hanno altro orizzonte se non i vertici stessi.  E pronti a condannare a morte interi territori pur di non dispiacere “all’uomo solo al comando” e probabilmente ad altri potentati.

Comitato No Tubo             Gruppo di intervento giuridico onlus – Marche

 

 

 

(simulazione Studio Newton – Fano, foto S.L., G.M., archivio GrIG)

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  1. dicembre 17, 2015 alle 2:49 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    METANODOTTO SNAM “RETE ADRIATICA” E CENTRALE DI COMPRESSIONE A SULMONA: PARLAMENTARI DELLA MAGGIORANZA E DELL’OPPOSIZIONE UNITI NEL CHIEDERE A RENZI DI FERMARSI ED ISTITUIRE IL TAVOLO TECNICO ISTITUZIONALE PER LE ALTERNATIVE.

    Lo hanno deciso, impegnandosi, i Parlamentari della maggioranza e dell’opposizione che ieri hanno partecipato a Roma, nella sala Caduti di Nassirya del Senato, alla conferenza stampa indetta dai comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona e dal comitato interregionale No tubo di Abruzzo, Umbria e Marche. Oggi stesso sarà consegnata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, la richiesta di fermare l’iter autorizzativo della centrale di compressione Snam di Sulmona e di istituire immediamente il tavolo tecnico istituzionale previsto dalla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, del 26 ottobre 2011, per la individuazione di alternative al progetto della Snam, al di fuori della dorsale appenninica.
    La richiesta porterà le firme dei rappresentanti di tutte le componenti politiche, gli stessi che ieri hanno preso parte all’iniziativa dei comitati ambientalisti: i Parlamentari di quattro Regioni – Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio, – rispettivamente del PD, Walter Verini (promotore della risoluzione del 2011) e Stefania Pezzopane; di Forza Italia, Paola Pelino e Fabrizio Di Stefano; del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, Gianluca Vacca e Patrizia Terzoni; di Sinistra Italiana, Gianni Melilla e Loredana De Petris. Ad essi potrebbero aggiungersi anche le firme di altri Parlamentari.
    “La questione è ormai nelle mani del Presidente del Consiglio ed è una decisione eminentemente politica, come quella che ha riguardato Ombrina – ha affermato Mario Pizzola, portavoce dei comitati -: non è ammissibile che a dettare legge siano gli interessi delle multinazionali del petrolio e del gas, non siamo in uno Stato militare ma in un Paese democratico la cui Costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo. E le Istituzioni elette dai cittadini sono unanimi nel dire “no” al progetto della Snam ( che insiste in aree ad altissimo rischio sismico e di grande qualità ambientale quali sono quelle dell’Appennino) e nel chiedere il pieno rispetto della decisione del Parlamento”.
    Il Sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, intervenuto nella conferenza stampa, ha evidenziato che ormai è una corsa contro il tempo perché c’è il rischio che la decisione di dare il via libera alla centrale potrebbe essere presa già nel Consiglio dei Ministri del 21 dicembre prossimo. “La politica deve svolgere fino in fondo il suo ruolo – ha sottolineato Ranalli –; scelte come questa non possono essere imposte dall’alto, ma devono passare attraverso la partecipazione e la condivisione dei territori coinvolti. L’unità della politica e la determinazione nei confronti del Governo possono ancora impedire una decisione che avrebbe conseguenze nefaste per Sulmona, per il comprensorio peligno e per l’intera area appenninica”.
    I comitati cittadini auspicano che in queste ore decisive di una vicenda che va avanti da ben 11 anni facciano sentire la loro voce anche i massimi esponenti della Regione Abruzzo (che ieri, benché invitati, non hanno partecipato) i quali, dopo aver promesso di voler dare battaglia, sono invece completamente scomparsi dalla scena!

    Sulmona, 17/12/2015

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: sulmonambiente@gmail.comhttp://sulmonambientewordpress.com/
    https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

  2. dicembre 23, 2015 alle 2:42 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    IL REGALO DI NATALE

    Puntuale arriva, per il nostro territorio, il “regalo di Natale “ . Non ci sono ripensamenti, come per Ombrina: per il Governo la centrale di compressione Snam a Sulmona ( e quindi il metanodotto) si deve fare e basta.
    Il provvedimento potrebbe essere adottato oggi stesso, nel Consiglio dei Ministri convocato per le ore 16. Infatti, il Presidente della Regione D’Alfonso, è stato convocato per oggi, 23 dicembre, a Palazzo Chigi.
    E’ quello che prevede la procedura e cioè che il provvedimento autorizzativo finale, viene adottato con la “partecipazione” della Regione. Ma questa “partecipazione” è un fatto puramente formale in quanto si estrinseca nella semplice comunicazione che il Governo fa al rappresentante della Regione. Sembra che D’Alfonso, per precedenti impegni, non andrà all’incontro. Ma questo non cambia la sostanza delle cose.
    Tutto inutile dunque? Inutile anche la lettera che 14 Parlamentari di 6 Regioni e di tutti gli schieramenti politici hanno recapitato nei giorni scorsi a Renzi? Ci sarà tempo per ricostruire tutte le responsabilità di questa vicenda e lo faremo nel momento appropriato.
    Oggi ci preme mettere in evidenza un dato soprattutto: il fallimento della Politica, quella vera, con la P maiuscola. La Politica che avrebbe dovuto difendere, in nome della Costituzione, i sacrosanti diritti del territorio e che invece non si è vista (inadeguatezza, superficialità, dolo). O, se si è vista, ha fatto solo qualche timida e fugace apparizione, lasciando campo libero all’arroganza della Snam e al comportamento prevaricatore ed antidemocratico del Governo.
    Eppure le premesse per vincere questa battaglia c’erano (e forse ci sono ancora) tutte. Caso forse unico in Italia, l’opera che il Governo in queste ore si appresta ad autorizzare, registra la contrarietà di tutte le Istituzioni democratiche: dal Comune fino al Parlamento. In un Paese normale, che applica la propria Costituzione (la quale, non dimentichiamolo, affida la sovranità al popolo) quest’opera sarebbe stata cancellata da tempo. Ma non viviamo in un Paese normale. Viviamo in un Paese governato da un gruppo di potere che considera la Costituzione un inutile e ingombrante pezzo di carta e che, in pratica, è il braccio operativo di fortissimi interessi economici e finanziari.
    Ma, non possiamo sottacere un altro elemento: la grossa mano che il comportamento dei “nostri” rappresentanti ha dato affinché si giungesse a questo risultato. Consideriamo quanto accaduto solo gli ultimi 40 giorni. La risoluzione approvata alla unanimità dalla Commissione Territorio della Regione il 12 novembre scorso, impegnava il Presidente e la giunta regionale ad intervenire subito nei confronti del Governo. Invece abbiamo assistito ad un totale vuoto di iniziative. Sono scomparsi tutti : D’Alfonso, Lolli e Mazzocca. Scomparsi anche il Presidente della Provincia De Crescentiis e l’Assessore alle aree interne Gerosolimo. Si poteva e si può, vincere con una classe politica che , nel momento decisivo, se la squaglia di fronte al Governo? Quanto ai Parlamentari era evidente che non bastava scrivere una lettera a “babbo natale” Renzi. Occorreva affiancare all’iniziativa interventi diretti sul Governo, soprattutto dal parte dei Parlamentari del PD.
    Esiste ancora uno spazio , sia pure ridottissimo, per impedire una decisione nefasta per il nostro territorio? Noi pensiamo di sì e – in queste ore – esso deve essere riempito da chi è stato eletto per questo scopo. Tocca ad essi agire: immediatamente.

    Sulmona, 23 dicembre 2015

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: sulmonambiente@gmail.comhttp://sulmonambientewordpress.com/
    https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

  3. dicembre 26, 2015 alle 10:37 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    CENTRALE SNAM : LA DEMOCRAZIA SOTTO I PIEDI

    Un comunicato ufficiale del Governo del 23 dicembre scorso, informa che il Consiglio dei ministri ha rinviato alla seduta successiva la decisione sulla Centrale di compressione gas a Sulmona perché il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, con una lettera “ha comunicato la volontà della Regione di adottare un atto della giunta che consenta di concludere il procedimento amministrativo raggiungendo gli obiettivi che esso si propone con una soluzione ambientalmente più sostenibile”.
    L’atto di giunta di cui si parla non può che essere la revoca del dissenso della Regione (espresso attraverso diverse delibere) e la “soluzione ambientalmente più sostenibile” è, con tutta evidenza, l’ipotesi di centrale a propulsione elettrica.
    Si torna indietro, così, di oltre due mesi : al 13 ottobre, giorno in cui D’Alfonso si era impegnato con il Governo ad adottare l’”atto tipico” che avrebbe rimosso ogni ostacolo. Ma D’Alfonso quell’atto non poté adottarlo a fronte delle decisioni espresse, in modo unanime, sia dal Consiglio comunale di Sulmona che dal Consiglio regionale : con esse si dice un chiaro “no” ad ogni tipo di centrale a Sulmona, sia a gas che elettrica.
    La risoluzione regionale (la quinta sull’argomento) “impegna il Presidente Luciano D’Alfonso e la giunta regionale a confermare e sostenere in tutte le sedi istituzionali la posizione di assoluta contrarietà all’opera unitaria ,(metanodotto e centrale di compressione), mantenendo la negazione delle intese già espresse e ribadendo la contrarietà, per eventuali futuri procedimenti, anche a centrali di compressione con alimentazione diversa da quella a gas”. La risoluzione, inoltre, impegna il Presidente D’Alfonso e la giunta regionale ad agire immediatamente nei confronti del Governo affinché venga data piena attuazione alla volontà del Parlamento : un tavolo tecnico istituzionale per individuare una soluzione alternativa al di fuori della dorsale appenninica.
    Ma D’Alfonso, unitamente ai suoi più stretti collaboratori Lolli, Mazzocca e Gerosolimo, ha disatteso la volontà del Consiglio regionale: egli, non solo è rimasto inerte nei confronti del Governo, ma ha impiegato il tempo unicamente per mettersi d’accordo con quest’ultimo.
    Se D’Alfonso adotterà l’atto di cui si parla, e quindi azzererà il dissenso della Regione, ciò significherà una sola cosa : che egli dimostra un disprezzo profondo per la democrazia e per i principi che la sostanziano, un profondo e ingiustificabile disprezzo verso questo territorio e i suoi abitanti. Altrettanto responsabili saranno coloro che, con le loro firme o con il loro silenzio, avalleranno una simile decisione.
    Tutti costoro non saranno più degni di rappresentare il popolo abruzzese che, attraverso i suoi organi elettivi, ha ripetutamente espresso una posizione inequivocabile sulla “questione Snam”. Essi, inoltre, si porranno al di fuori e in totale contrasto con la volontà del Parlamento, affermata con la risoluzione del 26 ottobre 2011 e ribadita attraverso la lettera del 17 dicembre scorso, firmata da 14 Parlamentari di tutti gli schieramenti politici.
    Quello che ci colpisce, in queste ore, è il “silenzio assordante” del Sindaco di Sulmona Peppino Ranalli, dell’Assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo e del Presidente della Provincia Antonio De Crescentiis. Essi sono al corrente più di noi, di ciò che sta avvenendo. Sono d’accordo con quanto D’Alfonso sta per fare? E se non lo sono, perché stanno zitti?

    Sulmona, 26 dicembre 2015
    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario: 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: sulmonambiente@gmail.comhttp://sulmonambientewordpress.com/
    https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

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