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Sorpresa: ottobre 2015, il migliore degli ultimi 6 anni quanto ad apporti agli invasi della Sardegna. Ma ci hanno raccontato l’opposto!


gemme, acqua, bosco

gemme, acqua, bosco

Sardegna alluvionata e assetata“, “siccità e bacini a secco, scatta l’allarme rosso“, “siccità, chiesto lo stato di emergenza“, “emergenza idrica in Sardegna, invasi sempre più vuoti“.

All’inizio di novembre 2015, a sentire i mass-media regionali che han ripreso un po’ troppo acriticamente quanto raccontato dai vertici istituzionali della Regione autonoma della Sardegna, l’Isola sarebbe precipitata in una gravissima crisi idrica. Un’autentica beffa, perché la siccità sarebbe arrivata insieme alle alluvioni che nel mese di ottobre hanno colpito la Sardegna. 

Non erano mancate dotte spiegazioni secondo cui le precipitazioni violente non sarebbero in grado di riempire i bacini, senza che però venisse spiegato il misterioso meccanismo che permetterebbe alle piogge, se violente, di raggiungere il mare saltando a piè pari le dighe (in realtà maggiore è l’intensità della pioggia più rapidamente salgono gli invasi, perché la frazione di pioggia che penetra nelle falde è minore, mentre è maggiore quella si incanala “istantaneamente” nei corsi d’acqua).

Ma basta analizzare con un po’ di attenzione i dati sul riempimento degli invasi per rendersi conto che ci siamo trovati davanti a un tipico caso in cui il dovere di informare si è piegato all’esigenza di sensazionalismo a tutti i costi e un’adesione acritica alle comunicazioni regionali che negli ultimi anni sembra aver pervaso molte redazioni giornalistiche.

Perché se proprio bisognava sparare un titolo sull’andamento delle piogge sarebbe stato forse più consono questo: “Ottobre 2015, apporti record negli invasi dell’Isola“.

Già, tutto l’opposto di quanto ci hanno raccontato.

acqua nei bacini sardi, da agosto a novembre (2010-2015)

acqua nei bacini sardi, da agosto a novembre (2010-2015)

I dati parlano chiaro: dal 31 agosto 2015 al 31 ottobre 2015 il (normalissimo per il periodo) calo dei volumi invasati è stato soltanto di 95 milioni di mc, contro i 189 del 2014, i 147 del 2013, i 101 del 2012, i 157 del 2011 e i 137 del 2010.

Se poi si analizza la differenza tra il 30 settembre e il 31 ottobre, il dato è ancora più eclatante: nel 2015 il calo è stato di soli 6 milioni di mc, contro valori che oscillano tra i 29 del 2012 e gli 86 del 2014.

E i dati dell’ultimo ottobre sarebbero ancora migliori se dalla diga di Macheronis (Posada) intorno al 10 ottobre non si fossero scaricati, per qualche tempo, 1.2 milioni di metri cubi al giorno (anche l’invaso di Macheronis era finito nel calderone del sensazionalismo, indicato come uno di quelli in condizioni “disperate”. E invece era stato svuotato per non farlo “traboccare”…).

GRAFICO_INVASI_ago-ott-2010-15_corr

I numeri dunque dimostrano che l’ottobre passato è stato un ottimo mese sotto il profilo della ripresa degli apporti idrici negli invasi sardi e che l’origine della persistente carenza nei bacini del nord Sardegna è dovuta a un regime siccitoso che si trascina in quelle aree da circa 2 anni e, soprattutto, a un disastroso tasso di perdita delle reti e a una perdurante assenza di connessioni fra gli invasi.

Ma, evidentemente, dare la colpa ad un ottobre in realtà più piovoso della media è molto più semplice, perché evita la fatica di dover ricercare le responsabilità di una simile demenziale gestione dell’enorme quantità di acqua invasata in Sardegna.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

acqua

acqua

 

L'Unione Sarda, 26 novembre 2015

 

(grafici J.I., foto S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Nicola Putzu
    novembre 26, 2015 alle 9:15 am

    A conferma della vostra analisi anche i dati meteorologici di ottobre 2015: http://www.sardegna-clima.it/index.php/dati-climatici/1292-ottobre-2015-tra-funghi-e-alluvioni

  2. novembre 26, 2015 alle 11:42 am

    Certo che siete preparati voi del grig.. in estate piove meno e a ottobre riprendono le piogge. che roba.. probabilmente avete fonti super segrete che i media sardi non hanno, ecco perché!
    Sicuramente domani sull’unione e a videolina diranno “scusate, abbiamo sbagliato. Non è vero che siamo senz’acqua”.

  3. novembre 26, 2015 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 25 novembre 2015
    Emergenza idrica, gli ambientalisti contestano i dati. Bacini vuoti? No, si butta l’acqua. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/25/emergenza_idrica_gli_ambientalisti_contestano_i_dati_bacini_vuoti-68-447538.html)

    Nel bacino di Sos Canales c’è acqua per soli 40 giorni, per 60 nella diga di Mannu e per 90 nel Liscia.
    I numeri diffusi due settimane fa dalla Regione sono inquietanti tanto che la Regione ha valutato l’opportunità di chiedere la dichiarazione dello stato d’emergenza al governo. “Ci servono poteri speciali per realizzare alcuni interventi risolutivi”, ha detto l’assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda annunciando di aver istituito un tavolo per l’emergenza idrica che coinvolge Regione, il Distretto idrografico, Arpas, Protezione Civile, Egas, Abbanoa ed Enas.
    Secondo il monitoraggio mensile del Distretto idrografico, pubblicato sul sito della Regione, nel sistema dell’Alto Coghinas è presente solo il 36% del volume autorizzato, cioè 13,8 mln di metri cubi d’acqua rispetto a una capienza massima di 37,7 milioni nel Liscia, invece, su 104 milioni di metri cubi autorizzati ce ne sono solo 35,9 milioni.

    Fin qui i dati ufficiali. Contestati oggi dal Gruppo di intervento giuridico.
    Secondo il presidente della Onlus ambientalista, Stefano Deliperi, “ottobre 2015 è stato il migliore degli ultimi 6 anni quanto ad apporti agli invasi della Sardegna, anche se all’opinione pubblica è stato raccontato l’opposto”
    “Se poi si analizza la differenza tra il 30 settembre e il 31 ottobre”, prosegue, “il dato è ancora più eclatante: nel 2015 il calo è stato di soli 6 milioni di metri cubi contro valori che oscillano tra i 29 del 2012 e gli 86 del 2014.E i dati dell’ultimo ottobre sarebbero ancora migliori se dalla diga di Macheronis (Posada) intorno al 10 ottobre non fossero stati scaricati 1,2 milioni di metri cubi d’acqua al giorno per un periodo”.

    “Insomma”, sostiene Deliperi, “l’invaso è stato svuotato e i numeri dimostrano che l’ottobre passato è stato un ottimo mese sotto il profilo della ripresa degli apporti idrici negli invasi sardi e che l’origine della persistente carenza nei bacini del nord Sardegna è dovuta a un regime siccitoso che si trascina in quelle aree da circa 2 anni e, soprattutto, a un disastroso tasso di perdita delle reti e a una perdurante assenza di connessioni fra gli invasi”.
    In realtà il fatto che gli invasi del nord dell’Isola siano quasi a secco è un dato incontrovertibile, come si può verificare non solo dai dati ma anche vedendo dal vivo il livello dell’acqua nei bacini più a rischio.
    E in effetti la riattivazione delle connessioni tra i bacini per creare la cosiddetta “ridondanza” è tra gli interventi previsti dalla Regione da sottoporre al tavolo per l’emergenza assieme a quelli già in atto sui potabilizzatori sui quali Abbanoa e al ripristino di pozzi esistenti e abbandonati.
    Il problema è: perché tutto questo si sta facendo solo adesso?

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    da Sardinia Post, 26 novembre 2015
    La denuncia del Grig: “La crisi idrica? Una bufala. Lo dicono i dati”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/la-denuncia-del-grig-la-crisi-idrica-una-bufala-lo-dicono-i-dati/

  4. dicembre 7, 2015 alle 2:58 pm

    “La situazione è nel complesso analoga a quella del 2014 (il sistema di serbatoi artificiali dell’Isola oggi dispone di un volume invasato di 1.018 milioni di metri cubi, nello stesso mese dell’anno passato se ne registravano 1.023)”.

    Testuale: http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7876.

    Dove cavolo sta, allora la pretesa “emergenza”?

    Sta nella scarsa capacità di gestire l’acqua, non nell’inesistente siccità.

    da L’Unione Sarda, 6 dicembre 2015
    I numeri della grande sete nell’Isola: la situazione più critica è al Nord: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/12/06/i_numeri_della_grande_sete_nell_isola_la_situazione_pi_critica_al-68-449813.html

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    da La Nuova Sardegna, 6 dicembre 2015
    Emergenza siccità, -25mila milioni di metri cubi d’acqua negli invasi sardi.
    La situazione continua a peggiorare. Stanziati 190mila euro per collegare i bacini dell’Alto Tirso e del Liscia: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/12/06/news/emergenza-siccita-25mila-metri-cubi-d-acqua-negli-invasi-sardi-1.12572940

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    da Sardinia Post, 6 dicembre 2015
    Siccità, dati preoccupanti. Pigliaru potrebbe chiedere stato di emergenza: http://www.sardiniapost.it/cronaca/siccita-dati-preoccupanti-la-giunta-potrebbe-chiedere-lo-stato-di-emergenza/

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    A.N.S.A., 7 dicembre 2015
    Emergenza siccità: -25 mila mc d’acqua.
    Situazione peggiora, mercoledì si riunisce tavolo tecnico: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/12/07/emergenza-siccita-25-mila-mc-dacqua_799cc92d-b56a-4d4b-bba0-8be697076f34.html

  5. dicembre 8, 2015 alle 11:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 dicembre 2015
    Emergenza idrica: la Regione investe oltre 130 milioni di euro.
    Invasi a secco nel nord dell’isola, interventi immediati. Maninchedda: al lavoro per un piano organico risolutivo. (Luca Rojch): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/12/08/news/emergenza-idrica-la-regione-investe-oltre-130-milioni-di-euro-1.12585258

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    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Emergenza siccità, situazione peggiorata a novembre. Mercoledì si riunisce il tavolo poi parola alla Giunta.
    La situazione è nel complesso analoga a quella del 2014 (il sistema di serbatoi artificiali dell’isola oggi dispone di un volume invasato di 1.018 milioni di metri cubi, nello stesso mese dell’anno passato se ne registravano 1.023), che impone un’attenta vigilanza sui fenomeni. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7876)

    CAGLIARI, 6 DICEMBRE 2015 – Si è concluso il monitoraggio delle riserve idriche voluto dalla Giunta regionale per valutare l’opportunità di richiedere al Governo lo stato di emergenza. In base alle rilevazioni dell’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, l’assenza di piogge ha fatto peggiorare la situazione delle riserve idriche rispetto allo scorso 31 ottobre, registrando uno svaso di circa 25 milioni di metri cubi. Ciò conferma la situazione di preallarme generale e la situazione di evidente criticità che interessa l’area nord occidentale dell’isola. Il tavolo per l’emergenza idrica, di cui fanno parte Assessorato dei Lavori Pubblici, Distretto Idrografico, Arpas, Protezione Civile, Egas, Abbanoa e Enas, è stato istituito lo scorso 10 novembre.

    Situazione peggiorata – La situazione è nel complesso analoga a quella del 2014 (il sistema di serbatoi artificiali dell’isola oggi dispone di un volume invasato di 1.018 milioni di metri cubi, nello stesso mese dell’anno passato se ne registravano 1.023), che impone un’attenta vigilanza sui fenomeni. Ma rispetto all’anno scorso emergono situazioni ancora più critiche che riguardano le aree territoriali servite dai serbatoi dell’Alto Tirso a Sos Canales e del Liscia. Infatti a Sos Canales al 30 novembre erano presenti 0,5 milioni di metri cubi, pari al 14% della capacità mentre alla stessa data del 2014 c’erano 1,6 milioni pari al 44% della capacità. Sul Liscia al 30 novembre scorso erano presenti 36 milioni di metri cubi, pari al 34% della capacità, a fronte di 62 milioni, pari al 60% della capacità, nel novembre 2014.

    L’influenza del clima, monitoraggio no stop – La gravità della siccità sul Nord dell’Isola diventa ancora più evidente se si esamina il bilancio idroclimatico, cioè se si introduce nel bilancio la perdita di umidità per evaporazione e traspirazione vegetale. Quest’ultima analisi mostra come le temperature particolarmente elevate di alcuni mesi abbiano provocato una forte evapotraspirazione che ha prodotto un’ulteriore significativa perdita di risorsa idrica, particolarmente grave nei bacini del Nord Sardegna. L’esame di tali indicatori scientifici oggettivi che misurano l’intensità dell’anomalia climatica è fondamentale per impostare le misure conseguenti. In accordo con ARPAS il sistema di monitoraggio climatico sulla siccità da questo momento resta operativo con continuità per evidenziare e interpretare i fenomeni in atto.

    I prossimi passi – Mercoledì prossimo si riunirà il tavolo per analizzare l’insieme dei dati. Il quadro complessivo consente, con interventi in capo ad Enas e Abbanoa, innanzitutto di aumentare l’autonomia dell’invaso fino al prossimo gennaio e, dopo il completamento del riassetto funzionale dell’interconnessione con l’invaso di Monte Lerno, di dare maggior garanzia all’alimentazione dei centri abitati interessati. Nella prossima Giunta regionale verrà deliberato lo stanziamento per l’intervento per l’interconnessione dei due bacini per un importo di circa 190.000 euro, così come quello, in capo ad ENAS per l’utilizzo delle riserve idriche poste al di sotto dell’attuale opera di presa, così da incrementare le risorse. Gli interventi sono immediatamente realizzabili. Per quel che riguarda il sistema idrico alimentato dal serbatoio del Liscia, oltre agli interventi nell’impianto di potabilizzazione, si sono individuati quelli necessari per incrementare il grado di interconnessione con il sistema Coghinas, massimizzando l’utilizzo in Gallura delle acque potabilizzate nell’impianto di Pedra Maiore alimentato dalla diga di Casteldoria. Il tavolo tecnico integrato dal Consorzio di Bonifica della Gallura ha inoltre individuato una serie di interventi per il pieno utilizzo in agricoltura dei reflui depurati grazie ai nuovi impianti che proprio quest’anno sono stati completati dal Consorzio.

  6. dicembre 10, 2015 alle 2:49 pm

    da L’Unione Sarda, 10 dicembre 2015
    Autunno, siccità da incubo, piogge troppo scarse: allarme nelle campagne: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/12/10/autunno_siccit_da_incubo_piogge_troppo_scarse_allarme_nelle_campa-68-450462.html

  7. dicembre 16, 2015 alle 2:45 pm

    da L’Unione Sarda, 16 dicembre 2015
    Dicembre senza piogge, invasi a secco. Torna l’incubo delle restrizioni idriche: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/12/16/dicembre_senza_piogge_invasi_a_secco_torna_l_incubo_delle_restriz-68-451639.html

  8. dicembre 18, 2015 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 17 dicembre 2015
    Siccità, piano d’emergenza: Abbanoa prepara i razionamenti.
    L’assenza di piogge costringe la società idrica a razionare l’acqua e a recuperare fonti alternative: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/12/17/news/siccita-piano-d-emergenza-abbanoa-prepara-i-razionamenti-1.12636389

  9. dicembre 21, 2015 alle 9:32 pm

    A.N.S.A., 21 dicembre 2015
    Vertice in Regione su emergenza idrica.
    Abbanoa, lavori per 1,4 mln nelle reti idriche Nord Isola:
    http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/12/21/vertice-in-regione-su-emergenza-idrica_dac85fd4-4fc4-42c8-bbd3-1e346ec6bc16.html

    _________________________________________________________

    La Nuova Sardegna, 21 dicembre 2015
    Siccità, la Sardegna rischia lo stato di emergenza.
    Se non pioverà a gennaio la situazione sarà drammatica. Gli invasi del nord dell’isola sono già in sofferenza: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/12/21/news/siccita-la-sardegna-rischia-lo-stato-di-emergenza-1.12658272

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