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Ente Foreste della Sardegna e Foresta demaniale del Marganai, raccontatela tutta!


Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Nelle scorse settimane l’Ente Foreste della Sardegna (E.F.S.) ha prodotto e distribuito un agile opuscolo che giustifica – con toni divulgativi – i noti tagli boschivi in parte realizzati e in gran parte previsti nella Foresta demaniale del Marganai (Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore).

All’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – così come a tantissimi sardi (e non), esperti o semplici cittadini – non interessa fare polemiche. L’abbiamo detto in mille occasioni e in mille modi.

Interessa, però, fare completa chiarezza e trasparenza sulla gestione presente e, soprattutto, futura delle nostre foreste demaniali.

EFS Marganai

Il contenuto dell’opuscolo merita qualche riflessione:

* l’E.F.S. dice che il Marganai “non è una foresta preistorica”.       E chi lo sostiene? Tutto nasce dal titolo dell’articolo di Gian Antonio Stella (IL CASO. La selva preistorica del Sulcis che diventa legna da ardere, Il Corriere della Sera, 7 settembre 2015). Com’è noto, il titolo non è nemmeno predisposto dall’autore dell’articolo ed è fatto per richiamare l’attenzione dei lettori. E’ detto chiaramente che si tratta di una foresta demaniale già massacrata dai tagli nei lunghi anni dell’attività mineraria svolta nella zona.   Ciò non autorizza senza se e senza ma la reintroduzione del governo a ceduo dopo 40-50 anni: se così fosse, riprenderebbero i tagli boschivi di ottocentesca memoria in mezza Sardegna;

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

* l’E.F.S. dice che sul Marganai “non si rade al suolo” e che non è vero che “gli esperti dicono che i tagli sono nefasti”.       Di nuovo, chi lo sostiene?   Sono state chiesti i dovuti e necessari monitoraggi scientifici al termine della prima fase di taglio (2011-2013) per verificare che non vi siano problemi di erosione e, in generale, di “salute” del bosco e della fauna.   A oggi, nonostante tante dichiarazioni, una relazione di monitoraggio ufficiale non è stata pubblicizzata. A precisa istanza del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (21 gennaio 2015) non è pervenuta alcuna risposta. Lo stesso prof. Pietro Piussi, “già ordinario di Ecologia e Selvicoltura generale a Firenze” recentemente portato “a visitare le foreste di Marganai, is Arenas, Arborea, Montes e Talana”, pur con tante osservazioni positive al lavoro fatto, afferma che con il governo a ceduo del bosco “è certamente possibile si verifichi erosione del suolo in funzione di caratteri stazionali (pendenza, presenza di copertura morta), modalità di utilizzazione (impiego di mezzi meccanici, rilascio e distribuzione della ramaglia), attività di animali brucatori, andamento delle precipitazioni (stagionalità, eventi meteorici cosiddetti ‘eccezionali’)”. Quindi il rischio di erosione realmente esiste.   Per accertare se vi sia o meno sarebbero necessarie “osservazioni ripetute in aree di monitoraggio disposte sistematicamente”: è stato fatto?     Ripetiamo: finora non è stata data risposta scritta all’istanza ecologista del gennaio 2015 che chiedeva la revoca delle autorizzazioni ai tagli in assenza di certezze scientifiche positive per il bosco nè è  stata pubblicizzata alcuna relazione di monitoraggio scientifico che abbia escluso problemi di erosione nell’area della Foresta demaniale del Marganai assoggettata al taglio, smentendo quanto affermato e documentato dal gruppo dei redattori (prof. A. Aru, geol. D. Tomasi, biol. F. Aru) del piano di gestione del S.I.C. “Monte Linas – Marganai”;

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

* l’E.F.S. dice che il governo a ceduo del bosco non “succede solo in Sardegna” e che non è vero che “il Demanio acquistò il Marganai per la tutela integrale”.       Ancora una volta, ma chi ha mai affermato una cosa simile? Ma, ancora una volta, ciò non autorizza senza se e senza ma la reintroduzione del governo a ceduo dopo 40-50 anni: se così fosse, riprenderebbero i tagli boschivi di ottocentesca memoria in mezza Sardegna;

* l’E.F.S. dice che non è vero che “i tagli sono illegali nel SIC” e, in buona sostanza, che l’intervento di taglio è autorizzato (“Il Corpo Forestale ha ritenuto l’intervento conforme alle norme tecniche e alle leggi”).       L’E.F.S. “dimentica” che il Soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio di Cagliari arch. Fausto Martino ha sospeso con ordinanza del 24 settembre 2015 i tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai in quanto mai autorizzati sotto il profilo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Afferma che “non si tratta di un taglio colturale, il taglio ceduo è finalizzato a produrre legname: ebbene questo tipo di taglio deve essere autorizzato. Non solo nel Marganai: ovunque”.   Su segnalazione del Soprintendente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha aperto un procedimento penale. La giurisprudenza penale è chiara nel ritenere necessaria l’autorizzazione paesaggistica per tutti gli interventi che non rientrino nella nozione di “taglio colturale”. Recentemente la sentenza Cass. pen., Sez. III, 13 gennaio 2015, n. 962 ha ricordato che soltanto il taglio colturale per il miglioramento del bosco, rientrando nella previsione di cui all’art. 149 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (attività agro-silvo-pastorali), non necessita di preventiva autorizzazione paesaggistica.[1]  Il taglio del bosco e la successiva aratura del terreno comportano la commissione del reato di cui all’art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio);

bosco in passato governato a ceduo

bosco in passato governato a ceduo

* l’E.F.S. dice che non è vero che “si taglia solo per produrre pellet”.   E chi l’ha detto? Vero è che, curiosamente, proprio a Domusnovas, dove il sindaco insiste in ogni modo per proseguire e ampliare i tagli boschivi, è in progetto una fabbrica di pellet. Ovviamente è una coincidenza.

Insomma, un po’ di conti non tornano.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

_____________________________________________

[1] E’ giurisprudenza ormai costante: vds. Cass. pen., Sez. III, 29 settembre 2011, n. 35308Cass. pen., Sez. III, 13 maggio 2009, n. 20138; Cass. pen., Sez. III, 25 gennaio 2007 n. 2864; Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2004, n. 35689.

 

L'Unione Sarda, 5 novembre 2015, inchiesta penale

 

Sardegna, versanti boscosi

Sardegna, versanti boscosi

(foto F.A., S.D., archivio GrIG)

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  1. Fabrizio De Andrè
    novembre 8, 2015 alle 11:23 am

    Pellet e bombe azzoooooo che futuro sostenibile…….Possibile che tutto quello che è consumo del territorio debba finire nel Sulcis?Cricca ci cova………

  2. Daniel
    novembre 8, 2015 alle 4:20 pm

    Se la Sardegna non avesse la piaga degli incendi, sarebbe anche un ragionamento accettabile, ma con tutti gli ettari che perdiamo in fumo, non è il caso di tutelare quel poco che non è già diventato nero?
    Per il pellet e la legna, non basterebbe far funzionare BENE la raccolta degli sfalci di potatura, specie a livello di grandi aziende agricole ma anche comunale? Ci sono comuni (es.: Villasimius) dove si fanno pagare a metro cubo di sfalcio gli utenti, se si supera un minimo mensile, o se viene conferito da un professionista (giardiniere, etc). Non ricordo i dettagli. Ecco però un bel modo per incentivare lo scempio dei giardinetti piastrellati, con erba sintetica, e obbrobri del genere. Alla faccia dell’ambiente. Ed ecco che improvvisamente è giusto tagliare alberi sani delle foreste per farne legna da camino… Il pellet è ecologico (forse) se è da scarti…

  3. Juri
    novembre 8, 2015 alle 6:44 pm

    Provo a dare il mio contributo per contrastare le tante cose “diversamente vere” lette e sentite in questi mesi a proposito dell’intenzione di retrocedere a ceduo ampie porzioni di foreste demaniali sarde.

    Non è vero che le ceduazioni fanno bene alla foresta.

    Non è vero che le ceduazioni non aumentano il rischio di erosione.

    Non è vero che le ceduazioni siano l’unica forma di utilizzo delle foreste.

    Non è vero che dopo il taglio un leccio ricresce in fretta dato che un albero di medie dimensioni impiega decenni ad assumere la stessa dimensione e portanza di prima.

    Non è vero che un tronco di leccio tagliato si “riforma” perché al posto del tronco spuntano tanti “rami” esili e spesso “rachitici” che solo dopo decenni, se va bene, assumono una portanza che comincia a ricordare quella dell'”albero originale”. E a quel punto viene tagliato di nuovo. E si ricomincia da zero.

    Non è vero che le ceduazioni non comportino una degradazione del paesaggio che, al contrario, viene pesantemente offeso.

    Non è vero che la legittimità dei tagli effettuati e di quelli in programma (al Marganai e altrove) sia stata accertata e anzi, secondo l’Ente preposto alla tutela paesaggistica mancherebbe la relativa obbligatoria autorizzazione.

    Non è vero che le ceduazioni del passato dimostrino la bontà di tale pratica, ma anzi costituiscono la prova provata che tale tipo di governo produce una strutturale degradazione della foresta. Degradazione che l’ Ente Foreste portava ad esempio negativo del governo a ceduo quando, anziché le ceduazioni, perseguiva e promuoveva, anche mediaticamente, la conversione da ceduo a fustaia.

    Non è vero che la cessazione del governo a ceduo abbia rappresentato una perdita, perché, al contrario, ha consentito a decine di migliaia di ettari di territorio di riacquistare una qualità della copertura forestale che era andata perduta da oltre un secolo proprio a causa del governo a ceduo.

    Non è vero che il tentativo di reintrodurre il governo a ceduo sia scevro da motivazioni di mero profitto economico e anzi nella maggior parte dei casi sono quelle le uniche che lo sostengono.

    Non è etichettando come “cedui stramaturi” le più belle porzioni di foreste oramai restituite alla loro naturalità (grazie alla cessazione delle ceduazioni) che si cancella il loro grande valore ecologico e paesaggistico in modo da poterle considerare mere riserve di legna da ardere.

    Non è con campagne di stampa volte a far passare il messaggio “ceduo è bello e alla foresta fa tanto bene” che si dovrebbe ricercare il consenso per vaste operazioni di taglio di foreste oramai tornate a condizioni di piena naturalità.

  4. Genius Loci
    novembre 8, 2015 alle 7:45 pm

    L’E.F.S. sta esagerando. Qui nessuno dorme.
    Se deve giustificare l’occupazione di mille e passa dipendenti che cambi almeno percorso verso riconversioni sostenibili.
    Sarebbe il caso di chiedere un’opinione alla Comunità Europea sui grossi finanziamenti percepiti per la costruzione degli itinerari naturalistici nei territori da loro gestiti e regolarmente concessi per manifestazioni e competizioni fuoristrada.
    E’ questa mobilità sostenibile?
    Giù le mani dalle foreste sarde!!!!

  5. Lettore
    novembre 9, 2015 alle 3:41 pm

    Grande Juri! E non c’è bisogno di alcuna “querelle” ceduo si ceduo no!

  6. Fabrizio De Andrè
    novembre 9, 2015 alle 6:26 pm

    Mi chiedo perchè questi “AMPUNITIIIIIIIIIIIIIIIII”continuano a fare quello che vogliono.

  7. novembre 15, 2015 alle 9:27 am

    dal sito web istituzionale Sardegna Ambiente, 12 novembre 2015
    Intervento del prof. Agnoletti sul Marganai: http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=293042&v=2&c=12078&t=1

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