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Caccia 2015-2016 in Sardegna, continuano i feriti “umani”.


Germano reale (Anas platyrhynchos)

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Continuano gli incidenti di caccia anche in Sardegna.

A Budoni, nelle campagne di Solità, Giovanni Piras, pensionato di Posada, è stato ferito a un braccio da un compagno di battuta. Soccorso e trasportato in Ospedale, è fuori pericolo di vita.

Indagano i Carabinieri, mentre sono discordanti le notizie su età (60 o 70 anni) e ospedale di ricovero (Olbia o Nuoro).   Di sicuro è stato ferito ed è quello che interessa in questa sede.

Lo scorso 1 novembre 2015 a Scano di Montiferro (OR) è stata sfiorata una tragedia: un cacciatore ha sparato e ha colpito la parte esterna della casa di Francesco Loche, alla periferia del paese, nel cui giardino giocavano i tre figli.   Un incidente di caccia mancato, per fortuna, sul quale indagano ora i Carabinieri.

L’ennesimo campanello d’allarme inascoltato sulle carenti condizioni di sicurezza di un passatempo armato piuttosto pericoloso.

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2015-2016 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti già a 16 morti (tutti cacciatori) e a 36 feriti (27 cacciatori, 9 persone comuni).

La contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2014-2015 si era fermata a 41 morti (38 cacciatori, 3 persone comuni) e a 66 feriti (51 cacciatori, 15 persone comuni).

"incidente" di caccia

“incidente” di caccia

Di questi 2 morti (tutti cacciatori) e 9 feriti (tutti cacciatori) in Sardegna.

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Al di là delle diverse posizioni sulla caccia, crediamo che sia il caso di fare una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

anatre_in_volostagione di caccia 2015-2016 in Sardegna.

* feriti: Ignazia Medde (60 anni, di Norbello), ferita in vari punti del corpo mentre era impegnata nella raccolta delle olive (18 ottobre 2015, presso il Novenario di S. Ignazio, Norbello); Giovanni Piras (60 o 70 anni, di Posada), ferito a un braccio durante una battuta di caccia (8 novembre 2015, nelle campagne di Solità, Budoni).

 

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

 

A.N.S.A., 8 novembre 2015

Incidente di caccia a Budoni. 70enne colpito per errore a un braccio, non è grave.

NUORO, 8 NOV – Un cacciatore di Posada, Giovanni Piras, di 70 anni, è rimasto ferito a un braccio questa mattina durante una battuta nelle campagne di Budoni, in località Solità. L’uomo è stato trasportato con un’ambulanza del 118 all’ospedale di Olbia: avrebbe una frattura al gomito e non è in pericolo di vita. Tutto è successo intorno alle 10 quando un proiettile esploso per errore è entrato e uscito dal gomito del cacciatore. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Budoni che stanno accertando la dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità.

 

 

Merlo (Turdus merula)

Merlo (Turdus merula)

da La Nuova Sardegna, 8 novembre 2015

Budoni, cacciatore ferito a un braccio durante la battuta.

L’uomo è stato soccorso dal 118 e portato all’ospedale di Olbia.

Intorno alle 10 di questa mattina, 8 novembre, mentre era nel pieno di una battuta di caccia  nelle campagne di Solità, vicino a Budoni, insieme ad alcuni amici, è stato ferito per sbaglio da un colpo di fucile che lo ha centrato a un braccio. Giovanni Piras, 60 anni, nato a Posada, è stato immediatamente soccorso dai suoi amici che hanno avvisato anche il 118. Un’ambulanza dotata di personale medico è subito partita da Siniscola e ha raggiunto il luogo dell’incidente di caccia in poco tempo. Giovanni Piras è stato portato all’ospedale più vicino, quello di Olbia, per essere medicato. I medici gli hanno diagnosticato una frattura al gomito. Non è in pericolo di vita.

 

 

Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

da L’Unione Sarda, 8 novembre 2015

Budoni, incidente durante la battuta di caccia: l’amico gli spara al braccio. (Fabrizio Ungredda)

Un colpo esploso per sbaglio durante la battuta di caccia nelle campagne di Solità, comune di Budoni.

Giovanni Piras pensionato di 70 anni, è stato ferito al gomito destro dal proiettile partito dal fucile di un suo compaesano e compagno di battuta.

Immediatamente sono scattati i soccorsi: Piras è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro da un’ambulanza del 118, mentre sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Siniscola.

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

(foto da La Nuova Sardegna, S.D., archivio GrIG)

  1. novembre 9, 2015 alle 8:24 am

    Gli stessi giornali riportano la notizia dell’uscursionista precipitato in un burrone a Guspini: forse tra le riflessioni sulle attività pericolose e costose per la collettività, sarà opportuno inserire anche quella relativa a chi frequenta le campagne per motivi diversi dall’attività venatoria.

    • M.A.
      novembre 9, 2015 alle 1:05 PM

      Bravo Giannantonio condivido! Senza contare quanti cercatori di funghi sono stati vittima di incidenti o si sono smarriti in mezzo ai monti e le relative segnalazioni, mobilitazione di mezzi e uomini causando un inutile sperpero di soldi pubblici. Per un intervento si parla dai millecinque fino ai due mila euro..e ricordo che gli unici fruitori dei boschi che pagano le tasse allo Stato sono solo i cacciatori!

      • Occhio nudo
        novembre 9, 2015 alle 2:40 PM

        Cari Giannantonio e M.A. non so se ci siete o ci fate, cioè se siete così ingenui da pensare che andare armati in un bosco e ferire, o uccidere, anche solo accidentalmente, qualcuno equivalga a mettere male un piede, oppure se fate solo i finti tonti. Se la cosa fosse così lineare, potremmo tutti quanti andare in giro armati, anche al supermercato, perché in effetti anche al reparto surgelati si potrebbe scivolare su una lastra di ghiaccio o scontrarsi con un iceberg. Fingere che tutto sia “normale” non fa bene né ai cacciatori né a chi non possiede un’arma.
        Solo una cosa M.A.: i cacciatori sono gli unici a pagare? E ci ada mancai puru! Mi pare che la vostra “fruizione” comporti un bel bottino, alla fine, o no? O vorreste pure andare in giro armati, farvi le bistecchine di cinghiale a spese di Stato e Regioni? Te lo ricordi che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, vero? Aiò!

  2. Terrae
    novembre 9, 2015 alle 2:54 PM

    Ma allora anche panettieri, salumieri, macellai, pizzicagnoli, pizzaioli, pescivendoli, lattai, birrai, ortolani, fruttivendoli, pasticceri, etc. etc., etc. girano armati!

    Sarà appena il caso di vietare la vendita di cibi e bevande, visto che con una certa frequenza c’è qualcuno che muore intossicato o strafogato o subisce incidenti nella preparazione del cibo.

    Eppure come consumatori di cibo tutti paghiamo imposte sui consumi, sull’acquisto di cucine, frigoriferi, corrente elettrica, gas e acqua, detersivi per lavaggio stoviglie, piatti, stoviglie e pentolame, tovagliati, sale e pepe … ecco, il sale grosso e il lardo possono dare origine a detenzione di munizioni da offesa. Nooo?!

  3. novembre 9, 2015 alle 2:57 PM

    il brav’uomo armato va in galera…

    da Il Tirreno, 8 novembre 2015
    In carcere il cacciatore che ha sparato al contadino.
    Lucca, è un 58enne di Ghivizzano: si è presentato alla caserma dei carabinieri di Coreglia. Le forze dell’ordine si erano mobilitate per le ricerche dell’uomo che sabato mattina ha colpito Gianfranco Barsi, riducendolo in fin di vita: http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2015/11/08/news/spari-al-contadino-continua-la-caccia-all-uomo-1.12407963?ref=hftiluec-1

  4. M.A.
    novembre 9, 2015 alle 3:11 PM

    Occhio nudo la nostra fruizione “nara tui”, non è tanto diversa da colui che raccoglie i funghi, lumache o se ne va in spiaggia a farsi qualche kg di spigole o orate. C’è quindi chi usufruisce del bosco per farsi provvista di funghi o chi si fa la grigliata del pesce a gratis. I cacciatori oltre a pagare una tassa di concessione a Stato e Regione, sono assicurati per praticare l’attività venatoria, per assistenza medica e danni a cose o a terzi. Fatto sta che gli incidenti di caccia per la caccia sono “normali” per il semplice fatto che vengono utilizzate armi per il prelievo venatorio. Buon senso, norme sulla sicurezza limitano al massimo gli incidenti. Siete li tipo corvi chr apsettate l’incidente per far notizia, ma non dite mai che gli incidenti di caccia sono sempre accaduti e anzi con gli anni sono diminuiti sia in funzione alla sicurezza, sia perché sono diminuiti i Cacciatori. La differenza con gli anni ’80 è che gli incidenti di caccia non venivano considerati da nessuno, in quanto ritenuti naturali di quell’attività, senza farne un articolo di giornale o utilizzarli come uno strumento di propaganda contro la caccia. Oggi quei pochi che accadano, (gli incidenti di caccia paragonati ad altre attività sono irrisori). In confronto al passato quando di cacciatori ve n’erano il doppio (1500000 confronto ai 700000 ed erano anche più frequenti), vengono utilizzati per fare esclusivamente “notizia” strumentalizzata ad hoc, dai soliti anti caccia, per sensibilizzare l’opinione pubblica. È o non è così??
    P.S. mia nonna ad esempio non ha mai fatto un incidentra stradale. Indovina perché? grazie al cappero..non aveva la patente :DD. Gli incidenti accadano quando sono impliciti oggetti utilizzati per lo svolgimento dell’attività stessa, (auto, armi ecc ecc), il rischio zero come ben sapete non esiste!

    • Occhio nudo
      novembre 9, 2015 alle 6:32 PM

      M.A., sono d’accordo con te sul fatto che esistono tantissime attività umane rischiose, ma questo è il blog di un’associazione ambientalista, quindi si parla di ambiente, fauna, salute etc., non mi pare che nei siti di caccia si cerchi di risolvere il problema degli incidenti stradali o no? Quella che tu chiami “strumentalizzazione” forse è solo un piccolo contributo (piccolo rispetto, per esempio, ai paginoni lacrimevoli acquistati da qualche associazione venatoria, e piccolo anche rispetto a certi programmi che si vedono in tv, sempre gestiti da associazioni venatorie) per una riflessione seria sugli incidenti di caccia che si verificano oggi, non nel medioevo, nell’ottocento o negli anni ’50. Oggi dovrebbe esserci una maggiore consapevolezza da parte di chi imbraccia il fucile per andare a caccia, e dovremmo avere mezzi più evoluti per prevenire il rischio che qualcuno rimanga impallinato, non credi? Usare sempre il solito argomento degli ambientalisti talebani, senza nemmeno fare un passo avanti, non porta da nessuna parte, mi pare. Per usare un paragone al quale tieni particolarmente: se nessuno si fosse messo il problema degli incidenti stradali, non avremmo avuto nemmeno il codice della strada, perché “tanto il rischio zero non esiste”!

    • novembre 9, 2015 alle 6:41 PM

      Aggiungo solo per il caro Occhio Nudo che oltre alla caccia avevo un’altra passione: la bici da corsa. Da qualche anno, purtroppo, é appesa in garage: la paura di usarla su strada é troppo forte; sembrerà strano a chi parla di attività venatoria senza averla mai praticata ma maneggiare un fucile é meno pericoloso di andare in bicicletta.

  5. .308 Winchester
    novembre 9, 2015 alle 6:35 PM

    Alle istituzioni non interessa migliorare la situazione della sicurezza di chi utilizza armi a qualsiasi titolo e per qualsiasi disciplina (sport-caccia-difesa personale-maneggio ai fini della pulizia)
    Lo dico da appassionato cacciatore!
    Di fatto prendere il maneggio armi é una pura formalità !
    Prima col servizio militare il giovane veniva istruito sul maneggio delle armi.
    É ora che,come in altre Nazioni, il maneggio,l’uso e la detenzione siano curate a livello Nazionale!
    Proporrei in sede di rilascio della prima licenza: Corsi con obbligo di frequenza (della durata di un mese almeno) con tanto di esame teorico e poi pratico sarebbero un inizio!
    É anche vero che statisticamente gli incidenti sono causati da persone di età oltre i 50 anni.
    Anche qui sarebbe ora che si prevedessero dei corsi di aggiornamento obbligatori per chiunque detenga armi in casa, almeno 2 volte all’anno documentate! Le spese sono davvero irrisorie e i poligoni privati all’aperto anche in Sardegna sono tantissimi e le persone che li gestiscono sono di alta professionalità.
    Forze dell’ordine e istituti di vigilanza sono da sempre obbligati a fare corsi di aggiornamento annuali!
    Se invece vai a parlare coi cacciatori ahimé non sanno nemmeno dove sia un poligono…

    In più: Ancora oggi in Sardegna, nonostante siano vietati da tempo, in alcune zone si continuano a usare,per la caccia al cinghiale cartucce a pallettoni. Segno secondo me di totale ignoranza.
    Ecco perché propendo da tempo di obbligare chi va in posta ad utilizzare solo armi a canna rigata che sono balisticamente a parità di tiro,molto più sicure!
    Si deve tenere conto del fatto che il cinghiale non vola!

    Seguendo queste mie proposte avremmo una drastica diminuzione degli incidenti . Ripeto riduzione perché come in ogni attività si può sperare che il valore sia vicino e mai uguale allo zero.

    • Occhio nudo
      novembre 9, 2015 alle 6:49 PM

      Finalmente, qualcuno che fa un passo avanti! Certamente non si può pretendere il rischio zero, ma si può lavorare, e ragionare insieme, per ridurlo. Ci voleva un Winchester per parlare di corsi di aggiornamento per i cacciatori!

    • novembre 9, 2015 alle 9:28 PM

      concordiamo. Lo diciamo e ripetiamo da sempre.
      E’ una fondamentale esigenza di sicurezza.
      Non si tratta di confronto cacciatori – anticaccia, ma di elementare richiesta di buon senso per contrastare seriamente “incidenti” e sangue.

      Stefano Deliperi

  6. dicembre 25, 2015 alle 8:37 PM

    nel Lazio.

    da Il Corriere della Sera, 25 dicembre 2015
    LATINA. Incidente di caccia: uccide l’amico per errore alla Vigilia di Natale.
    È accaduto durante una battuta di caccia al cinghiale nei boschi di Fondi. Per il 51enne è scattata la denuncia per omicidio colposo. (Michele Marangon): http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_dicembre_25/incidente-caccia-uccide-l-amico-errore-vigilia-natale-6b42ee90-ab2c-11e5-a17b-123257f46421.shtml

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