Stop alla centrale di compressione del metano sulla faglia sismica di Sulmona!


Camoscio d’Abruzzo (foto Raniero Massoli Novelli)

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, al fianco dei Comitati popolari – in particolare il Comitato interregionale “No Tubo” e i Comitati cittadini di Sulmona – e delle Amministrazioni locali interessate, ha inoltrato (9 aprile 2019) al Ministero dell’Ambiente uno specifico atto di intervento nel procedimento amministrativo per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) in favore della centrale di compressione del gas naturale di Sulmona proposta dal Gruppo Snam.

Avverso l’impianto il GrIG ha effettuato (giugno 2018) anche l’intervento ad adiuvandum davanti al T.A.R. Lazio a sostegno del ricorso della Regione Abruzzo contro la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella seduta di venerdi 22 dicembre 2017 con cui ha approvato la centrale Snam di compressione del gas naturale.

Il progetto della centrale di compressione del gas di Sulmona è una parte del gasdotto “Rete Adriatica”, il ben noto gasdotto dei terremoti, ed è pesantemente contestato dalla popolazione.

tracciato progetto gasdotto “Rete Adriatica” e rischio sismico (elaborazione Il Fatto Quotidiano su dati I.N.G.V.)

L’area è fortemente a rischio sismico, come l’intero Appennino fra Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche.

L’intera popolazione dell’area interessata, gli amministratori locali e regionali, il tessuto economico-sociale del territorio sono assolutamente contrari e si oppongono da anni in ogni modo.

Ma il gasdotto “Rete Adriatica” interessa parecchio, perché costituirebbe un utile prosecuzione ulteriore rispetto ai gasdotti già esistenti al gasdotto T.A.P., la cui realizzazione è stata recentemente avviata.

Umbria, Appennino sotto la neve

L’obiettivo è stato dichiarato con enfasi nelle campagne pubblicitarie del Gruppo Snam effettua: diventare l’hub europeo del gas.  In parole povere, il gas che arriverà attraverso le nuove infrastrutture sarà rivenduto ai Paesi del centro Europa.

In realtà, dal 2005 al 2015 i consumi di gas naturale sono diminuiti praticamente in tutta Europa, solo in Italia c’è stato un modesto aumento, confermato nel 2016 (+ 5,2%): sono stati immessi in rete 68,8 miliardi di metri cubi (2016), quantitativo comunque ben lontano dai livelli pre-crisi del 2008 (-16,7%).  

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto “Rete Adriatica”

Non vi quindi sono aumenti della richiesta di gas naturale. I consumi di gas, nel nostro Paese, non hanno mai superato gli 85 miliardi di metri cubi l’anno, mentre le infrastrutture esistenti (metanodotti e rigassificatori) hanno la ben superiore capacità di importazione di 107 miliardi di metri cubi annui.  Abbiamo, inoltre, un’ottima diversificazione degli approvvigionamenti di gas: l’85-90% viaggia in gasdotti che arrivano dal nord Europa (Olanda e Norvegia), dall’Est (Russia) e dall’Africa (Algeria e Libia). Inoltre, sono operativi due rigassificatori (Rovigo e Panigaglia) che danno circa il 15% del gas consumato in Italia.   Gli impianti di stoccaggio (8 strategici principali, 15 miliardi di metri cubi) sono in mano alla Stogits.p.a., controllata dalla S.N.A.M. anch’essa.

In buona sostanza, la questione centrale in Italia non è la carenza di gas, piuttosto la gestione del sistema gas, svolta in regime di sostanziale monopolio. Una corretta gestione potrebbe evitare qualsiasi genere di emergenza per gli approvvigionamenti.

Ciò che non quadra è perché un’operazione puramente commerciale, che ha per scopo quello di portare enormi profitti nelle casse dell’Eni e della Snam, debba essere pagata dai nostri territori e dalle nostre popolazioni in termini di rischi e costi elevatissimi per la salute, la sicurezza, l’ambiente e le economie locali.

Naturalmente, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus continuerà a battersi, fino in fondo, insieme a comitati, associazioni, residenti, amministrazioni locali.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

(simulazione Studio Newton – Fano, foto Raniero Massoli Novelli, A.L.C., S.L., archivio GrIG)

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  1. aprile 11, 2019 alle 3:03 pm

    da Abruzzo 24 Ore, 10 aprile 2019
    Stop alla centrale di compressione del metano sulla faglia sismica di Sulmona! https://www.abruzzo24ore.tv/news/Stop-alla-centrale-di-compressione-del-metano-sulla-faglia-sismica-di-Sulmona/191000.htm

    _______________

    da Il Germe, 10 aprile 2019
    Centrale Snam, presentate le osservazioni contro l’autorizzazione integrata ambientale: https://www.ilgerme.it/centrale-snam-presentate-le-osservazioni-contro-lautorizzazione-integrata-ambientale/

    _____________________

    da Centro Abruzzo News, 10 aprile 2019
    Stop alla centrale di compressione del metano: http://centroabruzzonews.blogspot.com/2019/04/stop-alla-centrale-di-compressione-del.html

  2. maggio 7, 2019 alle 2:48 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    SNAM: IL SINDACO DI SULMONA CONVOCHI CON URGENZA UNA ASSEMBLEA PUBBLICA.

    I Comitati cittadini per l’ambiente hanno inviato al Sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, una lettera in cui le chiedono di convocare con urgenza una assemblea pubblica sulla questione Snam.
    Ad avviso dei Comitati all’assemblea, aperta alla partecipazione dei cittadini, dovrebbero prendere parte tutti i rappresentanti istituzionali del territorio: i Sindaci della Valle Peligna, la Provincia, la Comunità Montana, Parlamentari e Consiglieri Regionali.
    “Oltre undici anni di lotte non sono bastate, sino ad ora, ad impedire la realizzazione del progetto Rete Adriatica – si legge nella lettera -, un progetto che avrà conseguenze disastrose per l’ambiente, l’economia, la salute e la sicurezza dei cittadini”.
    Secondo i Comitati la partita è ancora aperta ed esistono ancora spazi per scongiurare il devastante disegno della Snam. Ma tali spazi vanno riempiti attraverso una mobilitazione che coinvolga tutte le componenti del nostro territorio.
    “Spetta al Comune di Sulmona – aggiungono i Comitati – il compito di essere il propulsore e il raccordo di tale mobilitazione. Tutti i Governi che si sono succeduti dal 2005 al marzo 2018, hanno anteposto gli interessi della Snam e delle altre multinazionali del gas, ai legittimi diritti dei cittadini.
    Calpestando i principi che sono alla base del nostro Stato costituzionale, essi hanno ignorato la volontà delle popolazioni e delle Istituzioni che le rappresentano autorizzando la centrale di compressione e portando avanti, in stato avanzato, l’iter per l’autorizzazione del metanodotto.
    L’attuale Governo, pur non avendo rilasciato autorizzazioni, non ha tuttavia compiuto alcun atto concreto che rimetta in discussione le decisioni precedentemente assunte”.
    Gli ambientalisti sottolineano che da mesi hanno chiesto un incontro al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, sia direttamente in occasione della sua visita alla mega discarica di Bussi e sia per lettera, ma fino ad oggi, nonostante ripetuti solleciti, non hanno avuto risposta.
    Anche da parte del Sindaco di Sulmona ci sono state più richieste di incontro al Ministro, ma senza esito.
    “Solo una iniziativa forte – concludono i Comitati – può sbloccare l’attuale situazione di stallo e di ambiguità ed indurre il Governo a fornire risposte chiare e in netta discontinuità con i Governi precedenti”.

    Sulmona, 7 maggio 2019

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Giovanna 3284776001 – Mario 3478859019 – Lola 3498762841 Email: sulmonambiente@gmail.com –http://sulmonambientewordpress.com/https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

  3. giugno 28, 2019 alle 2:46 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Comunicato stampa

    Al termine dei lavori del convegno scientifico sul tema “Centrale e Metanodotto Snam, una battaglia da vincere” svoltosi ieri, 27 giugno nell’aula consiliare del Comune di Sulmona, l’assemblea dei cittadini ha approvato all’unanimità il seguente documento indirizzato al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio:
    Sulmona, 28/06/2019
    Coordinamento No Hub del Gas

    Info:
    Giovanna 3284776001 – Mario 3478859019 – Riccardo 3471809769 Email: sulmonambiente@gmail.com

    “L’ assemblea dei cittadini riunita a Sulmona nella sala Consiliare del Comune il 27 Giugno 2019 per discutere del tema «Centrale e Metanodotto Snam: una battaglia da vincere», dopo aver ascoltato le relazioni degli esperti sugli aspetti sismici, climatici, energetici, sanitari e giuridici del problema, e dopo ampio dibattito, ha approvato alla unanimità la seguente risoluzione:
    L’ assemblea esprime la propria totale contrarietà al progetto della Snam denominato «Rete Adriatica», con particolare riferimento ai tratti appenninici.
    Trattasi di un progetto assolutamente inutile poiché l’Italia non necessita di ulteriori approvvigionamenti di gas in quanto i consumi interni sono notevolmente inferiori alla capacità di importazione già esistente. Tale progetto si configura come un inammissibile spreco di denaro pubblico che verrebbe a gravare sui cittadini. La Snam, che ambisce a diventare l’ Hub del Gas del sud Europa, ne ricaverebbe lauti profitti mentre tutti i costi e i rischi verrebbero scaricati sulle popolazioni dei territori attraversati dal mega gasdotto.
    È del tutto irragionevole insistere nel far passare il «Rete Adriatica» lungo la dorsale appenninica, ovvero nelle aree più altamente sismiche della penisola, già colpite pesantemente dai disastrosi terremoti degli ultimi anni.
    Come è irragionevole la distruzione di territori di elevatissima qualità ambientale e ricchi di biodiversità quali sono quelli dell’ Appennino.
    Ai danni ambientali si sommerebbero quelli causati alle economie locali e quelli alla salute dei cittadini in conseguenza delle sostanze inquinanti emesse dalla centrale di compressione che la Snam intende costruire a Sulmona in località Case Pente. Anche la centrale di compressione verrebbe situata in un’area ad altissimo rischio sismico.
    Quando la scienza non è in grado di dare risposte certe e definitive, quale è appunto il caso del rischio sismico, i pubblici poteri devono applicare il principio di precauzione, sancito dalla normativa italiana ed europea.
    Questo, però, nel caso in oggetto non è avvenuto, anteponendo così, ai diritti costituzionalmente riconosciuti dei cittadini e dei territori, i cospicui interessi economici e finanziari che sono dietro a questa operazione. È paradossale, inoltre, che a fronte degli impegni che il nostro Paese è tenuto ad assumere per l’abbandono delle fonti fossili, causa prima dei cambiamenti climatici che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza del pianeta Terra, si continui ad autorizzare, in modo del tutto anacronistico, impianti come quelli in discussione.
    Il Governo di un Paese, la cui Costituzione afferma solennemente che «la sovranità appartiene al popolo», ha il dovere di ascoltare la volontà popolare e quella dei suoi rappresentanti istituzionali che, alla unanimità, si sono pronunciati contro il progetto della Snam.
    Pertanto l’assemblea chiede:
    • che non vengano autorizzati i tratti appenninici della «Rete Adriatica»;
    • che non venga rilasciata l’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’ esercizio della centrale di compressione prevista a Sulmona;
    • che venga effettuata una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sui tratti appenninici del mega gasdotto e della centrale, essendo inconcepibile una VIA senza scadenza, cioè «eterna»;
    • che, sull’ intera opera, venga effettuata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
    Si chiede inoltre un incontro urgente al fine di discutere l’intera problematica”.
    L’Assemblea dei cittadini

  4. agosto 26, 2019 alle 2:50 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    CENTRALE SNAM: IL MINISTERO DELL’AMBIENTE SOSPENDA LA PROCEDURA PER IL RILASCIO DELL’A.I.A.

    Il 4 settembre è stata convocata a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente la riunione istruttoria finalizzata al rilascio dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’esercizio della centrale di compressione Snam di Sulmona. Per tale Autorizzazione vengono prese in esame la tipologia dell’impianto, la capacità di trasporto, le materie prime e l’energia usate o prodotte, le fonti di emissioni, il tipo e l’entità delle emissioni dell’impianto e gli impatti significativi di esse sull’ambiente (aria, acqua, suolo), i rifiuti prodotti dall’attività dell’impianto, la tecnologia usata e le altre eventuali misure da adottare per ottemperare ai principi direttivi dell’A.I.A.
    Tutto ciò evidenzia l’importanza e la delicatezza degli argomenti da trattare e dai quali si intuisce come la realizzazione e gestione dell’impianto hanno dirette ripercussioni sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Il 4 settembre sono state convocate anche la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila e il Comune di Sulmona, tutte e tre le Istituzioni locali che, sin dall’inizio del contrasto all’opera insieme ai cittadini, comitati e associazioni, si sono ripetutamente espresse contro l’autorizzazione del progetto Snam con numerosi e unanimi atti deliberativi. Anche l’attuale Consiglio Regionale lo scorso luglio, ha approvato all’unanimità una nuova risoluzione con cui impegna il Presidente della Giunta Regionale, Marco Marsilio, a promuovere una specifica azione volta a sottoporre il progetto della Snam (metanodotto e centrale) a una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale (quella precedente risale ad oltre otto anni fa) e alla V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) dell’intera opera, necessaria, ma mai effettuata.
    La riapertura della V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) si rende necessaria e ineludibile, non solo per le modifiche all’assetto geologico causato dagli ultimi eventi sismici dell’Appennino Centrale, ma soprattutto per i cambiamenti climatici già in atto -riscaldamento globale- causato dalle emissioni di gas ad effetto serra in atmosfera, come la CO2 e il metano (il gas naturale è composto generalmente dal 97% di metano, gas serra 23 volte più potente dell’anidride carbonica).
    Basti pensare che l’Unione Europea mira a ridurre, entro il 2050, le proprie emissioni di gas effetto serra dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990! Ma per raggiungere tale obiettivo è necessario un decisivo stop alle nuove infrastrutture che impiegano fonti fossili come il metano che dovrebbe alimentare l’impianto di compressione che la Snam vuole realizzare a Sulmona, in un contesto particolarmente fragile sotto il profilo orografico (valle chiusa con inversione termica) e sismico (zona sismica 1°).
    Dalla documentazione che la Snam ha depositato nel marzo scorso presso il Ministero dell’Ambiente per la richiesta dell’A.I.A., (Autorizzazione Integrata Ambientale)- sia per le emissioni che per la sismicità dell’area- emerge che la stessa Snam riconosce che il metano contribuisce all’inquinamento atmosferico quale gas ad effetto serra e fa menzione di emissioni fuggitive della centrale: è noto che le stazioni di compressione sono costituite da numerose flange, valvole e connessioni che comportano un alto rischio di perdite alle quali si sommano, fra l’altro, quelle degli snodi dei gasdotti (valvole posizionate ogni 30 Km. circa).
    Relativamente al rischio sismico, poi, la Snam ammette che “possono esserci degli effetti di amplificazione locale delle onde sismiche nell’area della centrale, procedendo da nord a sud, per la presenza di un contrasto sismico al di sotto del sito (maggiore strato di sedimenti nella parte nord e presenza di un piano carbonatico a sud)”.
    Questi aspetti devono essere necessariamente considerati in maniera approfondita sia dall’Organo decisore (Ministero dell’Ambiente) che dai rappresentanti diretti dei cittadini: ed è per questo che il Coordinamento No Hub del Gas, con una lettera indirizzata al Governatore Marco Marsilio, al Presidente della Provincia Angelo Caruso ed al Sindaco di Sulmona Annamaria Casini, auspica che i tre rappresentanti istituzionali, coerentemente con le posizioni da sempre assunte sulla questione Snam, chiedano formalmente e con determinazione al Ministero dell’Ambiente di sospendere la procedura A.I.A. per la centrale di Sulmona, di annullare la riunione istruttoria del 4 settembre e di avviare la procedura per una nuova V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) e la sottoposizione a V.A.S. dell’intera opera.
    Nell’ambito del procedimento A.I.A. si potranno specificatamente argomentare tutte le criticità dell’opera che abbiamo sempre evidenziato e le sacrosante ragioni del territorio!
    Sulmona, 26 agosto 2019
    Coordinamento No Hub del Gas

    Info: Giovanna 3284776001 – Mario 3478859019 – Riccardo 3471809769 Email: sulmonambiente@gmail.com –http://sulmonambientewordpress.com/https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

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