Poggibonsi, che c’è da festeggiare?


Poggibonsi, inaugurazione della “nuova” Piazza Mazzini (6 aprile 2019)

Come il Cielo ha voluto, a Poggibonsi (SI) i lavori per la realizzazione del progettoIntervento di riqualificazione di Piazza Mazzini (importo euro 2,3 milioni) sono stati completati e la nuova piazza è stata inaugurata dall’Amministrazione comunale.

Come si ricorderà, per realizzare il progetto nell’agosto 2018 sono stati eliminati tutti i grandi alberi storici che adornavano la Piazza Mazzini.

Un Corbezzolo, quattro Ippocastani, ventuno Lecci e nove maestosi Cedri del Libano. Un prato, cespugli e 120 metri di siepe.  Vi soggiornavano quindici specie di avifauna selvatica.

Merlo femmina (Turdus merula)

Oggi tutto questo non c’è più.

Ecco il commento di Donatella Mercatelli, cittadina di Poggibonsi, medico pediatra e, quindi, attenta anche ai benefici per la salute dati dalla presenza del verde pubblico.

Gruppo d’intervento Giuridico onlus

Poggibonsi, Piazza Mazzini con gli alberi “storici” sotto la la neve

Poggibonsi festeggia la sua vergogna.

Ad un anno dall’inizio del vergognoso cantiere di “riqualificazione di Piazza Mazzini”, iniziato il 3 aprile 2018, dal costo esorbitante di 2 milioni e 350mila euro di finanziamenti europei, Poggibonsi ha inaugurato oggi la “nuova piazza mazzini”, quella con la lettera minuscola, quella di oggi, coi palloncini dei tre colori della Bandiera Italiana (a ricordare la nostra Patria?) legati alle forche (lampioni?) e ai passeggini dei bambini (figli della Patria?).

Questa piazza mazzini con la lettera minuscola dove la Storia è cancellata, i monumenti violati, i grandi immensi meravigliosi 35 Grandi Alberi annientati per sempre e, oggi, tra danze tribali, offesi con due orrendi alberelli finti, col tronco di gommapiuma e chioma di palloncini tricolore.

In un mondo bisognoso di Natura, di Suolo fonte della Vita, di Biodiversità salvifica, la nuova piazza mazzini, sempre quella con la lettera minuscola, lastricata, asfaltata, cementificata, rispecchia la testa vuota di valori di chi l’ha voluta, progettata, realizzata, approvata, come oltraggio alla Natura, alla Vita, al Suolo fonte di Vita, alla Biodiversità, uccidendo proprio quella Storica Piazza Mazzini, quella con la lettera maiuscola, come l’aveva progettata l’esimio architetto, figlio di Poggibonsi, Carlo Del Zanna, quella della rinascita di Poggibonsi dopo la Seconda Guerra Mondiale, quella ricca della Vita inestimabile di Flora e Fauna, meraviglioso regalo per la città di Poggibonsi che l’ha rinnegata e scancellata per sempre.

Vergogna!

Donatella Mercatelli

Poggibonsi, 6 aprile 2019

Poggibonsi, abbattimento alberi “storici” di Piazza Mazzini

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. G.Maiuscolo
    aprile 12, 2019 alle 6:41 am

    Rispettosi, lasciamo che sia la Dott.ssa Mercatelli a parlare di Poggibonsi: noi possiamo solo unirci al suo grido di VERGOGNA.

    Gli amministratori devono essere preparati e sottoposti a verifiche e interrogati, proprio come si fa, a scuola, con gli alunni, prima di essere promossi… A fare il sindaco, dico.

    Cordialità al “Gruppo” ed alla dott.ssa Mercatelli, non certo agli amministratori della sua comunità.

  2. aprile 12, 2019 alle 9:03 am

    I comunisti hanno un impulso irresistibile a distruggere.

  3. G.Maiuscolo
    aprile 12, 2019 alle 11:09 am

    Sì, come no: solo i comunisti…
    Dove siano poi i …”comunisti” nel PD, francamente, non è dato sapere; Casalvento se riesce a trovarli lei, la prego, faccia un fischio…

  4. PATRIZIA PILI
    aprile 12, 2019 alle 4:33 pm

    Mi chiedo…ma chi permette tanto scempio ? E non si poteva intervenire prima ?

  5. Juri
    aprile 12, 2019 alle 10:51 pm

    Una vergogna indegna di un paese civile.

  6. aprile 12, 2019 alle 11:37 pm

    Mi domando e mi chiedo, chi ha firmato la perizia che gli alberi impiccciavano o erano di intoppo xchè pericolosi? E’ stato un Tecnico Forestale magistrale o al limite un agronomo? Se non queste figure tecniche c’è reato xchè riaulta violata la legge che stabilisce che di balberi se ne può occupare solo un tecnico forestale. Che è stato sancito dalla Corte Suprema. Quindi sono fuorilegge?

    • aprile 12, 2019 alle 11:42 pm

      dalla documentazione che abbiamo a disposizione si tratta semplicemente di un progetto di rifacimento della Piazza. Una piazza priva di vincoli ambientali e culturali. E han così fatto fuori gli alberi “storici”.

      • aprile 12, 2019 alle 11:45 pm

        Ma si tratta sempre di alberi, quindi x toccarli ci deve essere sempre una perizia di un tecnico forestale, come ho specificato che esiste x legge nazionale e sancito anhe dalla Corte Suprema.

  7. Alessandro
    aprile 14, 2019 alle 8:58 am

    Ma che faccia la pediatra! Viva la nuova e stupenda piazza.

  8. G.Maiuscolo
    aprile 14, 2019 alle 11:52 am

    Caro Alessandro, la pediatra cura i piccoli, spesso indifesi e teneri, anzi tenerissimi!
    Gli alberi sono come i …piccoli, spesso indifesi e teneri, anzi ..tenerissimi!

    Viva con serenità questa bella domenica delle Palme e stia tranquillo.

    Buona domenica a voi, gentili di “Gruppo” e non solo a voi…
    Sorrisi per tutti oggi!

  9. aprile 14, 2019 alle 6:42 pm

    Anche a Firenze stanno completando il massacro del verde storico, abbattendo gli ultimi alberi del centro. Vogliono cambiare la faccia della città, sostituendo la flora urbana, fatta di cipressi, pini, allori, con peri cinesi, come urlato dall’assessora PD, decisamente scatenata, in un dibattito radio con un Oliviero Toscani ammutolito.
    Giorni fa guardavo il piazzale Michelangelo dall’Arno ed è irriconoscibile. Un tempo si vedeva una cupola verde, mentre ora si notano tutte le costruzioni e la massa aerea è scomparsa, come dopo una esplosione. Vogliono passare in qualche modo alla storia e ci stanno riuscendo, eliminando ogni ricordo dei tempi aristocratici dei Lorena ed il famoso profilo nobile della città.
    Sono convinto che tali fenomeni di distruzione sistematica del bello che altri in passato hanno creato, costituiscano vendette politiche verso le classi sociali che un tempo governavano, per cancellarne anche la memoria.

  10. aprile 15, 2019 alle 1:14 am

    Siete troppo buoni. Mi pare ci sia un vero accanimento, con importanti spese, nella distruzione del verde urbano. Comunque certo non hanno idea di come si tiene una città moderna. Forse sono ispirati dalla hultura hontadina e invece di potare olivi e viti, come facevano i nonni, massacrano gli ormai ex giardini della bella époque.

  11. chalten
    aprile 17, 2019 alle 10:06 am

    Non mi sembra che quelli di destra brillino particolarmente per cultura ambientale. Tanto per dirne una in Liguria hanno eliminato 540 ettari di aree protette da 4 parchi regionali per poterli ‘ripopolare’ meglio. Roba da pazzi. (https://www.finestresullarte.info/flash-news/3720n_liguria-cancellati-540-ettari-parchi-regionali.php).
    E allora il problema non è politico, è culturale.
    Invece di becchettarvi come scimmie studiate e cercate di capire quali sono le politiche ambientali da sostenere. Quali sono le strategie per cercare di salvare quel poco che è rimasto.
    Di tempo non ne è rimasto molto.

  12. Donatella
    aprile 22, 2019 alle 10:44 pm

    Grazie a chi comprende la mostruosità di queste distruzioni di Memoria e Vita in nome del bene comune compiute solo per interessi di pochi . Sarà grazie a persone oneste, umili e riconoscenti verso la Nostra Comune Madre Natura che il Mondo e l’uomo potranno forse avere un futuro. Grazie a Stefano Deliperi e alla sua associazione Grig che si impegnano costantemente e tenacemente in questa lotta durissima, un abbraccio riconoscente, Donatella

  13. Mario Bencivenni
    aprile 23, 2019 alle 11:15 am

    Sono totalmente d’accordo: è la celebrazione della cancellazione di una piazza storica sistemata a giardino pubblico, è la celebrazione della disattenzione al principio costituzionale della tutela di un bene culturale collettivo da parte delle autorità locali ( Sindaco e Consiglio comunale) e statali ( Soprintendenza di Siena e MIBACT), è l’ennesimo monumento celebrativo di quella genìa di distruttori che Antonio Cederna denominava “ i vandali in casa” che come si può vedere non si è affatto estinta ma prolifera impunemente anche ai nostri giorni.

  1. aprile 12, 2019 alle 11:40 pm

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