L’ISTAT analizza i reati ambientali.


Domus de Maria, sequestro cantiere edilizio, Chia (2010)

E’ stato pubblicato lo scorso 10 luglio 2018 l’interessante rapporto dell’ISTAT “I REATI CONTRO AMBIENTE E PAESAGGIO: I DATI DELLE PROCURE (2006-2016)”.

Così l’ISTAT: “nel corso degli ultimi anni, l’aumento delle norme a tutela dell’ambiente e la maggiore attenzione ai temi ambientali hanno trovato corrispondenza in un maggior numero dei procedimenti presso le Procure. Questi sono passati dai 4.774 del 2007 (il Testo unico dell’ambiente èstato varato nel 2006) ai 12.953 del 2014. Nel 2016 sono scesi a 10.320. Tali dati mostrano un maggior numero di procedimenti per violazioni ambientali nel Sud e nelle Isole (47,7% dei procedimenti penali nel 2016), nel Nord sono pari al 30%.

Nel 2016, la maggior parte delle violazioni contestate riguarda la gestione dei rifiuti (8.792 procedimenti) e delle acque reflue (1.636).

scarichi fognari

 In diminuzione il numero complessivo delle violazioni edilizie: meno 55,9% tra il 2006 e il 2016 (sono 10.277 i procedimenti contro autori noti per cui inizia l’azione penale nel 2016, erano 23.323 nel 2006). Il numero dei procedimenti per questo tipo di violazioni è più alto in Campania, nel Lazio, in Sicilia, in Puglia, in Calabria.

Sono ancora in numero elevato i reati relativi agli incendi boschivi a carico di ignoti (3.579 nel 2015), mentre risultano stabili nel tempo i procedimenti contro autori noti (500 nel 2015). Le zone più intensamente colpite dagli incendi boschivi nel corso degli ultimi anni si trovano nei dintorni di Roma, nel Sud pontino e in aree della Liguria e della Puglia”.

Domus de Maria, Piscinnì, demolizione degli abusi edilizi (1999)

 Da evidenziare anche che le violazioni penali in tema di gestione delle acque reflue e il reato di lottizzazione abusiva con mancato rispetto del vincolo paesaggistico colpiscono soprattutto i comuni costieri: è coinvolto il 69,1% dei comuni litoranei rispetto al 14,8% di quelli non litoranei.

Le regioni più interessate sono la Campania, il Lazio e la Basilicata con rispettivamente il 92%, l’88% e l’86% dei comuni interessati.

 Una disamina approfondita è pubblicata sulla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente (V. Paone, I reati contro ambiente e paesaggio nei dati delle Procure: l’ISTAT fa il punto sugli ultimi dieci anni, 23 novembre 2018).

In linea generale, si sono allungati progressivamente i tempi di definizione dei procedimenti, cioè i tempi necessari per concludere le indagini preliminari e pervenire a una decisione di archiviazione o di inizio dell’azione penale da parte delle rispettive Procure, segno di una crescente complessità delle indagini e delle normative di riferimento.

Selargius, discarica abusiva Sa Muxiurida (luglio 2017)

 Purtroppo in aumento anche i tempi delle indagini preliminari: “il tempo medio nazionale tra l’avvio dell’indagine e la sua conclusione è in aumento (i 466 giorni impiegati nel 2011 per chiudere le indagini preliminari aumentano anno per anno fino ai 608 giorni del 2015 con un incremento del 30% nonostante la diminuzione del numero dei procedimenti esaminati)”.

Crescono i casi di responsabilità amministrativa degli Enti (decreto legislativo n. 231/2001 e s.m.i.), mentre l’introduzione nel nostro Ordinamento dei c.d. ecoreati non ha ancora avuto l’esito sperato.

Rilevanteil dato sui reati di lottizzazione abusiva e di violazione del vincolo paesaggistico: “i procedimenti penali per le lottizzazioni e le violazioni su beni con vincolo paesaggistico, che sono un tipo specifico di violazione edilizia grave, dopo un picco nel 2010,diminuiscono in valore assoluto negli anni. Tuttavia la loro proporzione sultotale delle violazioni edilizie aumenta (17% del totale dei procedimenti nel2006, 32,2% nel 2016) … La regione con la maggior incidenza di casi sulla popolazione coinvolta dal fenomeno dell’abuso edilizio e violazione del vincolo ambientale è, nel 2015, la Sardegna, seguita a distanza da altre regioni del Centro e del Meridione come Campania, Molise e Lazio”.

rustico edilizio

 E su tutto continua ad aleggiare lo spettro della prescrizione, particolarmente breve per i reati ambientali.

Le conseguenze sono illegalità, scempi ambientali, inquinamenti e gravi problemi sanitari in un clima di rafforzata impunità.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 qui il rapporto dell’ISTAT “I REATI CONTRO AMBIENTE E PAESAGGIO: I DATI DELLE PROCURE (2006-2016)”.

Volpe (Vulpes vulpes)

(foto da mailing list ambientalista, J.I., S.D., archivio GrIG)

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