Nessun trionfalismo sugli ecoreati.


Roma, Corte di cassazione

La legge 22 maggio 2015, n. 68, quella sui c.d. nuovi reati ambientali, è ormai in vigore da anni.

Come si ricorderà, la sua approvazione è stata accompagnata da forti critiche provenienti da numerosi operatori del diritto, da associazioni ecologiste e da alcuni titolati padri del diritto ambientale in Italia, come i magistrati Gianfranco Amendola e Raffaele Guariniello.

Legambiente, fra i sostenitori di questa legge con questo testo, ha fatto il punto dei primi mesi di applicazione della legge con il rapporto Ecogiustizia è fatta (maggio 2016), ricevendo fondate obiezioni dal magistrato in quiescenza Gianfranco Amendola, fra i padri del diritto ambientale in Italia.

Anche il rapporto Ecomafia 2017 non sfugge alla stessa logica: un eccesso di trionfalismo che rischia di essere controproducente.

Gianfranco Amendola ha rimesso un po’ di numeri a posto, ancora una volta.     Ecco di seguito la relativa analisi.

Questa, per esempio, è la tabella degli “ecoreati” realmente rubricati come tali presso le Procure della Repubblica in tutta Italia nel periodo 2015-2017, come raccolti dalla Commissione parlamentare di inchiesta per gli illeciti connessi con il ciclo dei rifiuti (elaborazione febbraio 2017).

Procure della Repubblica – reati ambientali (dati Commissione parlamentare di inchiesta per gli illeciti connessi con il ciclo dei rifiuti, febbraio 2017)

Insomma, un po’ di realismo non guasta.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Selargius, loc. Sa Muxiurida, rogo notturno di rifiuti

dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 13 ottobre 2017

Ecomafia e legge su ecoreati: diciamo la verità. (Gianfranco Amendola)

 

 

 

 

Cagliari, S. S. n. 554, campo nomadi abusivo, incendio di rifiuti (6 novembre 2016)

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. capitonegatto
    ottobre 15, 2017 alle 10:00 am

    Numeri bassissimi , e inoltre manca in tabella il n^ di condanne !!!

  2. novembre 29, 2017 alle 2:44 pm

    dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 29 novembre 2017
    Cass. Sez. III n. 52436 del 16 novembre 2017 (Cc 6 lug 2017)
    Presidente: Amoroso Estensore: Socci Imputato: Campione
    Ambiente in genere. Caratteristiche del delitto di inquinamento ambientale.

    Il delitto di inquinamento ambientale, di cui all’art. 452-bis cod. pen., è reato di danno, integrato da un evento di danneggiamento che, nel caso del “deterioramento”, consiste in una riduzione della cosa che ne costituisce oggetto in uno stato tale da diminuirne in modo apprezzabile, il valore o da impedirne anche parzialmente l’uso, ovvero da rendere necessaria, per il ripristino, una attività non agevole, mentre, nel caso della “compromissione”, consiste in uno squilibrio funzionale che attiene alla relazione del bene aggredito con l’uomo e ai bisogni o interessi che il bene medesimo deve soddisfare, e ai fini del sequestro preventivo (nel caso di depuratori) è sufficiente accertare il deterioramento significativo o la compromissione come altamente probabili, desunti dalla natura e dalla durata nel tempo degli scarichi abusivi: http://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/164-cassazione-penale164/13369-ambiente-in-genere-caratteristiche-del-delitto-di-inquinamento-ambientale.html

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: