Home > acqua, biodiversità, danno erariale, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, giustizia, grandi opere, inquinamento, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, rifiuti, salute pubblica, società, sostenibilità ambientale > Il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane si accorge dell’avvenuto sequestro della Cava Vittoria e ordina (ancora una volta) la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale.

Il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane si accorge dell’avvenuto sequestro della Cava Vittoria e ordina (ancora una volta) la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale.


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Fivizzano, Cava Vittoria, personale e mezzi meccanici (7 ottobre 2017)

Come noto, la Cava Vittoria (Comune di Fivizzano, MS) è stata posta sotto sequestro preventivo eseguito il 12 dicembre 2017 in base a decreto G.I.P. del Tribunale penale di Massa del 6 dicembre 2017 su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, grazie agli accertamenti svolti dai Carabinieri Forestali e alle Guardie del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, da tempo impegnato nella difesa delle Alpi Apuane in particolar modo con il suo Presidio Apuane, ha espresso soddisfazione e apprezzamento per l’attività posta in essere in proposito dalla Magistratura e dalla Polizia giudiziaria per il ripristino della legalità ambientale violata.

Proprio riguardo la Cava Vittoria, il  Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva provveduto a segnalare (11 ottobre 2017) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa la presenza di personale e mezzi apparentemente impegnati in attività lavorative nonostante la revoca della pronuncia di compatibilità ambientale (P.C.A.) n. 4 del 12 aprile 2013 in favore dell’attività estrattiva effettuata con provvedimento n. 20 del 28 settembre 2017 da parte del dirigente del Settore Uffici tecnici del Consorzio di gestione del parco naturale regionale delle Alpi Apuane.

Alpi Apuane, Cava Vittoria, scarico detriti (luglio 2016)

Alpi Apuane, Fivizzano, Cava Vittoria, scarico detriti (15 luglio 2016)

Tale revoca è stata attuata vista la situazione di perdurante illegalità ambientale.

Ora lo stesso Consorzio di gestione del parco naturale regionale delle Alpi Apuane – con ordinanza presidenziale n. 1 del 9 febbraio 2018 – dispone, a due mesi di distanza del sequestro, la sospensione dei lavori estrattivi e il ripristino ambientale, intimando la predisposizione entro 30 giorni di “un progetto di riduzione in pristino e risistemazione ambientale relativo all’area interessata”, da realizzarsi entro il termine complessivo di 90 giorni dalla notifica della medesima ordinanza.

Pur in ritardo, perché tale provvedimento avrebbe dovuto seguire senza indugi la revoca della P.C.A. attuata nel settembre 2017, è comunque un atto dovuto, ma quale sarebbe ora la sua utilità pratica?

Esser utilizzato per la richiesta di revoca del sequestro preventivo per realizzare il progetto di ripristino ambientale?

E chi può affermare – visti i precedenti – che tale malaugurata ipotesi non si risolva in una banale ripresa dei lavori estrattivi?

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Fivizzano, Cava Vittoria, personale e mezzi meccanici (7 ottobre 2017)

Perché la Società estrattiva non presenta richiesta di ravvedimento operoso per l’effettuazione del ripristino ambientale sotto la stretta vigilanza della magistratura (art. 181, comma 1 quinques, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), dimostrando così la sua concreta buona volontà?

Perché il Comune di Fivizzano non adotta il provvedimento di decadenza dalla concessione estrattiva?

Perché il Consorzio di gestione del parco naturale regionale delle Alpi Apuane, quale soggetto istituzionale preposto alla salvaguardia ambientale delle Apuane, non presenta istanza di costituzione di parte civile nel relativo procedimento penale?

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus lo farà al momento opportuno.

Come si ricorda, aveva chiesto (5 agosto 2017) ai Comuni di Fivizzano e di Massa l’adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni estrattive (art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave) rispettivamente per la Cava Vittoria e la Cava Madielle, a causa del mancato ripristino ambientale conclamato.

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d'acqua

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d’acqua

Piuttosto evidenti i danni ambientali e le violazione di legge nel caso specifico, così come è emerso un pesantissimo quadro di illegalità ambientale diffusa dall’audizione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa Aldo Giubilaro e dei suoi Sostituti Procuratori Alessia Iacopini e Alberto Dello Iacono nel corso della missione in Toscana della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati svoltasi nel febbraio 2017.

Non si può, inoltre, dimenticare che gran parte del comparto estrattivo del marmo – ben 178 cave, di cui 118 attive, nei soli bacini imbriferi del Carrione e del Frigido[1] – ricade proprio nell’ambito del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane e che, ai sensi dell’art. 69 della legge regionale Toscana n. 30/2015, “l’ente parco svolge tutte le funzioni relative ad accertamenti, valutazioni, considerazioni, autorizzazioni, atti in proposito”.  Tuttavia, in favore dell’Ente Parco è previsto soltanto il potere di ordinare la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale (art. 64 della legge regionale Toscana n. 30/2015), ma non è prevista la possibilità di revoca delle autorizzazioni in caso di accertata grave violazione delle prescrizioni autorizzative.    Per sua stessa natura, poi, la sospensione dei lavori non può che essere temporanea (vds. Cons. Stato, Sez. IV, 22 febbraio 2017, n. 823).

Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (14 settembre 2017, foto prof. Elia Pegollo), 1

Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (14 settembre 2017, foto prof. Elia Pegollo)

Potrebbe esser applicata la previsione di cui all’art. 21 della legge regionale Toscana n. 35/2015 sulle cave, che dispone (comma 3°) l’adozione da parte del Comune territorialmente competente del provvedimento di decadenza dalla concessione estrattiva, qualora l’Impresa estrattiva non provveda alla sospensione dei lavori in caso di violazione delle prescrizioni autorizzative o alla messa in sicurezza ovvero al ripristino ambientale (commi 1° e 2°).    Potrebbero anche applicarsi la disposizione generale sui provvedimenti sanzionatori in materia di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’art. 29 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (applicata nel caso della Cava Vittoria) e la disposizione generale sulla revoca degli atti amministrativi di cui all’art. 21 quinques della legge n. 241/1990 e s.m.i., ma nella realtà dei fatti questo non avviene.

In parole povere, a fronte di numerosi e reiterati casi di riscontrata grave violazione delle prescrizioni autorizzative da parte di Aziende estrattive del marmo sulle Alpi Apuane con gravissimi danni all’ambiente e alle risorse naturali (soprattutto al patrimonio idrico a causa dell’inquinamento da marmettola, sistematicamente denunciato dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus), non si registrano i conseguenti opportuni provvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi.

La Regione Toscana, poi, sta a guardare, pur sollecitata esplicitamente.

Ma dov’è finito il tradizionale buon governo del territorio toscano?

Tritone alpestre apuano (Ichthyosaura alpestris apuana)

Tritone alpestre apuano (Ichthyosaura alpestris apuana)

Senza contare i danni economici alla collettività: basti pensare ai maggiori costi (300 mila euro annui) per la potabilizzazione delle acque o alle mancate entrate della tassa concessione marmi sugli ingenti quantitativi estratti abusivamente: un vortice di probabili ricavi illeciti e di danni alla collettività sui quali il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto da tempo alle competenti magistrature di far piena luce.

Le zone interessate fan parte del parco naturale regionale delle Alpi Apuane e rientrano in aree (siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) della Rete europea Natura 2000 (direttive n. 92/43/CEE e n. 09/147/CE): sarebbe ora, finalmente, che giungessero in primo luogo dalle amministrazioni pubbliche competenti segnali forti e univoci per la salvaguardia dei valori naturalistici e ambientali delle Alpi Apuane, per la difesa della salute pubblica, ma soprattutto per il ripristino della legalità.

Il sequestro preventivo della Cava Vittoria costituisce un importante monito per le amministrazioni pubbliche pigre e per le imprese troppo disinvolte, costituisce una speranza per tutti i cittadini desiderosi di legalità e della salvaguardia del proprio ambiente e della propria salute.

Si vuol voltare pagina una volta per tutte?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

_____________

[1]  Vds. report A.R.P.A.T. n. 168 del 13 agosto 2015 sulle “Alpi Apuane e marmettola”.

 

Alpi Apuane, Cava Vittoria, scarico detriti (luglio 2016)

Alpi Apuane, Cava Vittoria, scarico detriti (luglio 2016)

(foto Elia Pegollo, A.G., F.L., archivio GrIG)

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  1. febbraio 16, 2018 alle 3:07 pm

    da Il Tirreno, 16 febbraio 2018
    I Grig e Cava Vittoria:revocate la concessione. Per i giuristi-ambientalisti la sola sospensione delle attività estrattive ordinata dal Parco delle Apuane non è sufficiente e può favorire la ripresa dei lavori. (http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/02/16/news/i-grig-e-cava-vittoria-revocate-la-concessione-1.16488143)

    FIVIZZANO – Cava Vittoria, di cui è concessionaria la società Aleph è stata posta sotto sequestro preventivo eseguito il 12 dicembre 2017 in base a decreto Gip. del Tribunale penale di Massa del 6 dicembre 2017 su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa. Il provvedimento è stato preso dopo gli accertamenti svolti dai Carabinieri Forestali e alle Guardie del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane.

    Dubbi e interrogativi del Grig, Gruppo di intervento giuridico sul provvedimento del 9 scorso con cui il Parco Alpi Apuane ha disposto – a due mesi di distanza del sequestro ordinato dalla Procura di Massa – la sospensione dei lavori estrattivi e il ripristino ambientale della Cava Vittoria nel bacino del Sagro, intimando la predisposizione entro 30 giorni di “un progetto di riduzione in pristino e risistemazione ambientale relativo all’area interessata”, da realizzarsi entro il termine complessivo di 90 giorni dalla notifica della medesima ordinanza.

    Secondo i giuristi-ambientalisti il provvedimento èì un atto dovuto assunto peraltro in ritardo. Ma potrebbe essere anche una specie di escamotage, così ragionano i Grig, per favorire la ripresa dell’attività della cava. Non è che, si domandano il provvedimento possa «essere utilizzato per la richiesta di revoca del sequestro preventivo per realizzare il progetto di ripristino ambientale? E chi può affermare, visti i precedenti, che tale malaugurata ipotesi non si risolva in una banale ripresa dei lavori estrattivi? Perché la Società estrattiva non presenta richiesta di ravvedimento operoso per l’effettuazione del ripristino ambientale sotto la stretta vigilanza della magistratura dimostrando così la sua concreta buona volontà? Perché il Comune di Fivizzano non adotta il provvedimento di decadenza dalla concessione estrattiva? Perché il Parco, soggetto istituzionale preposto alla salvaguardia ambientale delle Apuane, non presenta istanza di costituzione di parte civile nel relativo procedimento penale?»

    Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ricorda di avere chiesto (5 agosto 2017) ai Comuni di Fivizzano e di Massa l’adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni estrattive rispettivamente per la Cava Vittoria e la Cava Madielle, a causa del mancato ripristino ambientale conclamato. E più in generale, i Grig parlano di un quadro di illegalità ambientale diffusa «con gravissimi danni all’ambiente e alle risorse naturali (soprattutto al patrimonio idrico a causa dell’inquinamento da marmettola», a fronte del quale «non si registrano i conseguenti opportuni provvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi.

    La Regione Toscana, poi, sta a guardare, pur sollecitata esplicitamente. Ma dov’è finito il tradizionale buon governo del territorio toscano?

    »Senza contare – dicono ancora – «i danni economici alla collettività: basti pensare ai maggiori costi (300 mila euro annui) per la potabilizzazione delle acque o alle mancate entrate della tassa concessione marmi sugli ingenti quantitativi estratti abusivamente: un vortice di probabili ricavi illeciti e di danni alla collettività sui quali il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto da tempo alle competenti magistrature di far piena luce».

    ——————–

    12 febbraio 2018
    Carrara, ecco le produzioni di marmo cava per cava.
    I dati del 2016: 844mila tonnellate di marmo in blocchi, record alla coop Gioia: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/02/12/news/ecco-le-produzioni-cava-per-cava-1.16467555?ref=hftimcec-4

  2. febbraio 17, 2018 alle 6:49 pm

    da La Nazione, 16 febbraio 2018
    Cava Vittoria, l’esultanza del Grig «Monito per le imprese… disinvolte». Il gruppo ambientalista interviene sulla sospensione dei lavori estrattivi (https://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/10896-cava-vittoria-l-esultanza-del-grig-monito-per-le-imprese-disinvolte)

    CAVA Vittoria, nel comune di Fivizzano, è stata posta sotto sequestro preventivo eseguito il 12 dicembre scorso in base a un decreto del gip del Tribunale di Massa del 6 dicembre, su richiesta della Procura, grazie agli accertamenti svolti dai carabinieri forestali e dalle guardie del Parco regionale delle Alpi Apuane. Il Grig (Gruppo d’intervento giuridico onlus) esprime soddisfazione e apprezzamento per l’attività della magistratura e dalla polizia giudiziaria.

    Proprio riguardo la Cava Vittoria, il Grig aveva provveduto a segnalare (11 ottobre 2017) alla Procura la presenzadi personale e mezzi apparentemente impegnati in attività lavorative nonostante la revoca della pronuncia di compatibilità ambientale in favore dell’attività estrattiva effettuata con provvedimento da parte del dirigente del settore uffici tecnici del Consorzio di gestione del parco. Tale revoca è stata attuata vista la situazione di perdurante illegalità ambientale. Ora lo stesso Consorzio di gestione del parco, con un’ordinanza, dispone, a due mesi di distanza del sequestro, la sospensione dei lavori estrattivi e il ripristino ambientale da realizzarsi entro il termine complessivo di 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza (entro 30 giorni il progetto).

    Pur in ritardo, è comunque un atto dovuto: ma quale sarebbe ora la sua utilità pratica? Esser utilizzato per la richiesta di revoca del sequestro preventivo per realizzare il progetto di ripristino ambientale? E chi può affermare – visti i precedenti – che tale malaugurata ipotesi non si risolva in una banale ripresa dei lavori estrattivi? Perché la società estrattiva non presenta richiesta di ravvedimento operoso per l’effettuazione del ripristino ambientale sotto la stretta vigilanza della magistratura dimostrando così la sua concreta buona volontà? Perché il Comune di Fivizzano non adotta il provvedimento di decadenza dalla concessione estrattiva? Perché il Consorzio, quale soggetto istituzionale preposto alla salvaguardia ambientale delle Apuane, non presenta istanza di costituzione di parte civile nel relativo procedimento penale? Il Grig lo farà.

    Lo stesso Grig aveva chiesto (5 agosto 2017) ai Comuni di Fivizzano e di Massa l’adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni estrattive rispettivamente per Cava Vittoria e Cava Madielle, a causa del mancato ripristino ambientale conclamato. Piuttosto evidenti i danni ambientali e le violazione di legge. [1]Ma a fronte di numerosi e reiterati casi di riscontrata violazione delle prescrizioni non si registrano i conseguenti provvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi. Ecco perchè il sequestro preventivo di Cava Vittoria «costituisce – afferma il Grig – un importante monito per le amministrazioni pubbliche pigre e per le imprese troppo disinvolte».

  3. marzo 9, 2018 alle 3:01 pm

    a Fornello del Cartaro.

    da La Nazione, 27 febbraio 2018
    IL CASO. GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AL SINDACO. «Quella cava fa come vuole» Disagi a Fornello del Cartaro: http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/la-nazione/item/11037-quella-cava-fa-come-vuole-disagi-a-fornello-del-cartaro

  4. marzo 22, 2018 alle 3:01 pm

    a Casette.

    da Il Tirreno, 19 marzo 2018
    Rischio detriti: ambientalisti chiedono all’amministrazione di non rinnovare la concessione alla ditta. Sottoscrizione per la sicurezza di Casette: http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/11336-rischio-detriti-ambientalisti-chiedono-all-amministrazione-di-non-rinnovare-la-concessione-alla-ditta-sottoscrizione-per-la-sicurezza-di-casette

  5. aprile 21, 2018 alle 7:31 pm

    da Il Tirreno, 21 aprile 2018
    «Sulle cave ho il diritto di indignarmi».
    La professoressa Franca Leverotti avanza tutta una serie di dubbi sulla gestione a Massa. (Daniela Marzano): http://www.versiliaproduce.it/index.php/il-marmo-sui-quotidiani/il-tirreno/item/11836-sulle-cave-ho-il-diritto-di-indignarmi

  1. marzo 9, 2018 alle 2:58 pm

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