Ma Cagliari vuole avere una vera politica di gestione del territorio?


Cagliari, area del Quartiere Fonsarda dove, fino ai primi anni ’80 del secolo scorso, era presente un bell’oliveto, poi distrutto dalla speculazione immobiliare

anche su Il Manifesto Sardo (“Ma Cagliari vuole avere una vera politica di gestione del territorio“), n. 25316 gennaio 2018

 

Il 19 dicembre 2017 il Consiglio comunale di Cagliari approva definitivamente la variante alla lottizzazione immobiliare “Oliveto”, al Quartiere Fonsarda.

75 mila metri cubi, palazzi alti 24 metri, un centro commerciale, un centro direzionale, negozi, 4 aree verdi.

Il 13 gennaio 2018 una manifestazione popolare spontanea denuncia pubblicamente la situazione di abbandono e isolamento del quartiere storico di Castello.

Cagliari, Castello, l’Elefante sulla Torre

In queste ultime settimane c’è la fotografia della situazione della gestione del territorio di Cagliari.

Dopo l’approvazione del piano di utilizzo dei litorali (P.U.L.), dopo l’adozione del piano particolareggiato del centro storico, oggi in corso di approvazione definitiva, previa procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), latita ancora l’adeguamento del piano urbanistico comunale (P.U.C.) al piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Si fanno piani attuativi (P.U.L., piano centro storico), ma manca lo strumento generale di pianificazione del territorio. Come il buco della ciambella (il P.U.C. revisionato) inesistente.

Nel mentre, ancora, continuano a procedere nuovi progetti edilizi, come quello di Via Bolzano-Via Messina (5 palazzi, 73 appartamenti, 3.600 metri quadrati di parcheggi interrati a pagamento, 2.400 metri quadrati di verde pubblico e 3.593 metri quadri edificati su 6.000 metri quadrati di superficie complessiva) e prosegue la cementificazione delle zone “BS 3*”, cioè le aree già previste dallo strumento urbanistico generale come destinate a “servizi pubblici di quartiere”.

Verde pubblico, parcheggi, per capirci.   

Cagliari, Via Bolzano, progetto Tepor s.p.a.

Cagliari, Via Bolzano, progetto Tepor s.p.a.

Le zone “BS3*” sono mostri urbanistici prodotti dal connubio fra Amministrazione comunale Floris e la speculazione immobiliare Kasteddaia.  Si tratta di zone del vigente piano urbanistico comunale – P.U.C. dove il proprietario può edificare sul 60% della superficie (con un indice volumetrico di 5 metri cubi per ogni metro quadro di superficie) in cambio della cessione gratuita del 40 % al Comune per la realizzazione di quei servizi pubblici (verde, parcheggi, ecc.) che, comunque, si ritengono necessari. Con, tanto per cambiare, la possibilità di deroga in favore dei costruttori: se si dimostra che l’intervento edilizio con le condizioni ordinarie non è redditizio, si può chiedere di monetizzare una parte della quota destinata ai servizi pubblici.

E’ in gran parte in queste aree l’eredità mattonara dell’amministrazione comunale Floris di ben 1.192.935 metri cubi di volumetrie residenziali approvate nella consiliatura 2006-2011.

Cagliari, Via Asti, cantiere edilizio

In questi anni in queste zone si è costruito con continuità (soprattutto a Bonaria, es. Via Asti, Via Milano) o si è programmato (es. Via Bolzano), mentre anche la sola predisposizione del nuovo P.U.C. avrebbe costituito valido motivo per “congelare” queste aree in vista del nuovo strumento urbanistico.  Oggi a Cagliari c’è la bellezza di 5.090 unità immobiliari residenziali non occupate (dati ISTAT, censimento 2011).

Parecchi di questa miriade di interventi edilizi, spesso e volentieri di carattere speculativo, oggi sono invenduti e nemmeno affittati, con buona pace e tanti debiti con le banche dell’aristocrazia mattonara della Città del sole.

Eppure, dal 2001 al 2016 Cagliari ha perso ben 9.588 residenti, dai 163.671 residenti al 31 dicembre 2001 ai 154.083 residenti al 31 dicembre 2016 (elaborazione dati ISTAT, 2017).

Cagliari non ha bisogno di nuovo cemento, non ha bisogno di ulteriore “consumo del territorio”, ha bisogno di case ristrutturate e di case a prezzi (acquisto, locazione) accessibili.

Cagliari, cantieri edilizi nel centro storico

Cagliari ha bisogno di interventi di housing sociale, non solo nell’ex Mattatoio di Via Po, ma anche nell’ex deposito dell’Aeronautica di Via dei Conversi, già dismesso da anni in favore della Regione autonoma della Sardegna e colpevolmente inutilizzato.

Ha bisogno di una politica di incentivi per la ristrutturazione degli immobili e la dotazione ove possibile di impianti di produzione di energia da fonti alternative (pannelli fotovoltaici in particolare), di un efficace accesso ai fondi comunitari per la riqualificazione delle aree urbane.

Soprattutto ha bisogno di più alberi, più verde pubblico.

Cagliari, Terrapieno, albero capitozzato e vandalizzato (ott. 2013)

Per ogni albero che, purtroppo, dev’essere rimosso, per qualsiasi causa, ne devono essere piantati dieci, possibilmente in prossimità dell’albero perso.

Cagliari ha bisogno, finalmente, della revisione del P.U.C. alla luce del piano paesaggistico regionale – P.P.R. (fondamentale passaggio anche per la soluzione virtuosa della vicenda del Colle di Tuvixeddu), come previsto dalla legge e imposto dal buon senso.

L’amministrazione Zedda è al secondo mandato, sono passati ormai sei anni dal suo insediamento.

Che cosa aspetta?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

 

Cagliari, panorama da Viale Buoncammino

(rendering progettuali, foto S.D., archivio GrIG)

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  1. gennaio 19, 2018 alle 9:14 am

    A proposito di quanto scritto in via Bellavista a Pirri c’è un edificio “il grande palazzo Giallo” che domina dall’alto della collina il quartiere sottostante, con annesso area ceduta al comune, consistente in giardini e parcheggio il tutto dopo 3-4anni ancora inaccessibili a causa di recinzione di cantiere rimsta sul posto assieme anche a notevole quantità di rifiuti edili.

  2. gennaio 21, 2018 alle 12:50 pm

    politiche urbanistiche a Cagliari.

    da L’Unione Sarda, 20 gennaio 2018
    Sant’Elia, i residenti scendono in piazza: “Da qui non ce ne andiamo”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/01/20/sant_elia_i_residenti_scendono_in_piazza_da_qui_non_ce_ne_andiamo-68-688735.html

  3. febbraio 12, 2018 alle 2:48 pm

    ancora “cemento” destinato a esser invenduto?

    da Cagliaripad, 12 febbraio 2018
    Torri e palazzi: nuove costruzioni a Pirri. Ecco il maxi progetto.
    Torna d’attualità a Cagliari un progetto vecchio di 34 anni che prevede nuovi palazzi a Pirri: sei torri alte venti metri ciascuna e capaci di ospitare quasi 800 abitanti. Ma l’assessorato all’Urbanistica frena: esigenze mutate e impattante: http://www.cagliaripad.it/290880/torri-e-palazzi-nuove-costruzioni-a-pirri-ecco-il-maxi-progetto

  4. marzo 25, 2018 alle 11:53 pm

    e dove dovrebbero passare i nuovi tronchi della metropolitana leggera di Cagliari?

    A.N.S.A.,
    Metro:Zedda,progetto speculazione edilizia. Sindaco, mi fa pensare all’autostrada a Capaci. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/03/24/metro-cagliarizeddain-corso-progetto-speculazione-edilizia_b7c88275-da93-47bf-bd13-0aa191c5f381.html)

    “Sulla metropolitana leggera si sta praticando il più grande progetto di speculazione edilizia in corso a Cagliari”. Lo ha denunciato il sindaco Massimo Zedda, intervenuto ad un confronto con il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, in occasione di un convegno organizzato dal Campo Progressista Sardegna.
    “L’ho già detto al presidente della Regione, Francesco Pigliaru – ha aggiunto Zedda – una metro leggera che passa dove non è possibile mettere alcunché, anzi bisognerebbe togliere ciò che c’è a causa del rischio dissesto idrogeologico, e che poi passa in mezzo alle campagne, non è un progetto di trasporto di persone per connettere Quartu a Cagliari, è un progetto di speculazione edilizia, funzionale al fatto che un domani lì si potrà costruire, perché una volta che ci costruisci la metropolitana, allora ci devi mettere qualcuno ad abitare, altrimenti chi trasporta?”.
    Zedda ricorda i 120 milioni di euro di denari pubblici stanziati: “L’unico percorso che ho visto che si snoda toccando stranamente proprietà è l’autostrada di Capaci che doveva sfiorare i terreni dei mafiosi – ha aggiunto tra gli applausi della platea del Teatro Massimo – Ma su questo io farò le barricate, l’ho già detto agli altri sindaci interessati, bisogna passare prima sul mio cadavere prima di spendere in questo modo 120 milioni di fondi pubblici”.

  5. maggio 24, 2018 alle 4:06 pm

    A.N.S.A., 24 maggio 2018
    Cagliari, 140 alloggi all’ex mattatoio.
    Intesa Comune-Regione per riqualificazione Sant’Avendrace: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/05/24/cagliari-140-alloggi-allex-mattatoio_f2fc55aa-5bc5-44ad-96b7-283565e49620.html

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