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Concretezza e buon senso o demagogia sui beni dismessi dal demanio militare?


Panorama Cagliari da Viale Buoncammino

Panorama Cagliari da Viale Buoncammino

 

anche su Il Manifesto Sardo (“Concretezza o demagogia sui beni dismessi dal demanio militare”), n. 204, 1 dicembre 2015

 

Con la deliberazione n. 50/3 del 16 ottobre 2015 (“Riqualificazione e valorizzazione del compendio immobiliare ubicato in Comune di Cagliari, località Monte Urpinu denominato ex 68° Deposito Carburanti. Istituzione”) la Giunta regionale della Sardegna ha formalizzato la sua intenzione di realizzare in un’area di Cagliari, alle pendici di Monte Urpinu, “una cittadella della solidarietà e del volontariato, senza costi per l’amministrazione regionale”.

Palazzine e strutture connesse da affidare alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, alle istituzioni, alle fondazioni e associazioni non aventi scopo di lucro, alle organizzazioni del terzo settore e alle cooperative sociali onlus, che dovranno garantire l’effettiva fruibilità degli stessi da parte della collettività”, quindi da ristrutturare a spese delle associazioni stesse.

Non ci vuole particolare genialità per immaginare quali possano essere i “soggetti del terzo settore” che potranno permettersi di spendere un bel po’ di soldi per ristrutturare e render fruibili gli immobili assegnati.

Cagliari, Villa di Tigellio

Cagliari, Villa di Tigellio

Più che “cittadella della solidarietà” potrà essere una “cittadella dei soliti noti” del terzo settore.

Qual è stata finora la storia dell’area in questione?

Nel maggio 2015 la Giunta regionale della Sardegna ha predisposto e avviato l’attuazione al progetto pluriennale “Il patrimonio è risorsa – IN PARIS” e ha avviato la predisposizione del disegno di legge in tema di gestione, valorizzazione e dismissione di beni appartenenti al patrimonio regionale. L’obiettivo è razionalizzare la gestione di tutto il patrimonio immobiliare, compresi i numerosi beni ferroviari (ex Ferrovie della Sardegna e Ferrovie Meridionali Sarde) e quelli in capo alle agenzie agricole AGRIS e LAORE.

Secondo i dati regionali, il patrimonio regionale attualmente è composto da 2.457 cespiti: 688 fabbricati e 1.769 terreni. Per il 2015 si prevede un incremento del patrimonio pari al 270%: la Regione autonoma della Sardegna arriverà, così, a gestire circa 14 mila unità immobiliari accatastate.

Da tempo, con intensità altalenante, la Regione e una parte dell’opinione pubblica insistono perché si giunga a sempre maggiori dismissioni di beni immobili appartenenti al demanio militare in base all’art. 14 dello statuto speciale per la Sardegna. In molti casi, infatti, si tratta di beni non più utili alle esigenze della difesa, mentre potrebbero esser destinati ad altre finalità pubbliche.

Nel 2008 un accordo Stato – Regione ha previsto la dismissione di ben 350 beni demaniali militari (elenco E1, elenco B) in favore della Regione autonoma della Sardegna.

Cagliari, Bastione di S. Croce

Cagliari, Bastione di S. Croce

Così si esprimeva l’allora Presidente della Regione Renato Soru: “La stima del Demanio parla di un valore di mercato di 200 milioni di euro. Ma per noi questo patrimonio rappresenta un valore ben più rilevante perché non abbiamo intenzione di venderli: intendiamo destinarli a politiche di sviluppo, alla creazione di posti di lavoro e alla riqualificazione delle aree urbane.

Oggi la Giunta regionale coerentemente ha messo in vendita diversi beni immobili per fare cassa, sperando di ricavarne complessivamente 50 milioni di euro.   Fra questi l’ex alloggio del comandante del 68° deposito carburanti dell’Aereonautica Militare, situato alle pendici di Monte Urpinu (Cagliari), bene acquisito proprio con le dismissioni del 2008.   Prezzo a base d’asta euro 5.990.000,00.

L’ex deposito carburanti è tuttora inutilizzato e ogni anno la Regione spende centinaia di migliaia di euro (erano 200 mila nel 2011) per la sola vigilanza, mentre l’ex alloggio del comandante appare destinato a divenire oggetto dell’ennesima speculazione immobiliare cagliaritana.   Molto probabilmente l’asta andrà deserta e in seguito si procederà alla vendita a trattativa privata: gli unici soggetti a cui può interessare sono imprese edilizie per tirar su i soliti palazzoni destinati a rimanere invenduti. Cagliari, infatti, ha la bellezza di più di 5 mila unità immobiliari residenziali non occupate.

In parole povere, in questi casi le dismissioni di beni demaniali militari in favore della Regione si sono rivelate fonte di cattivo utilizzo di soldi pubblici e di speculazioni immobiliari annunciate.

Cagliari, il quartiere storico di Stampace visto dal Bastione di S. Croce

Cagliari, il quartiere storico di Stampace visto dal Bastione di S. Croce

Commissariata e narcotizzata l’Agenzia della Conservatoria delle coste, che cosa farebbe la Regione, per esempio, del compendio della Sella del Diavolo (valore stimato euro 1.799.852,00) se fosse dismesso dal demanio militare?     Lo venderebbe al Fondo sovrano del Qatar?

In questa situazione è meglio che certe aree, spesso di grande interesse ambientale, rimangano demanio militare.

Almeno fin quando non saremo in grado di capire che cosa vogliamo fare da grandi.

Che fare però delle aree già dismesse, come l’ex 68° deposito dell’Aeronautica militare?

Una proposta di buon senso, in linea con le esigenze della città di Cagliari, sarebbe la destinazione a housing sociale nell’ambito di un programma Regione autonoma della Sardegna – Comune di Cagliari.

Quasi 15 ettari, un “quartiere modello”, palazzine e verde pubblico davvero accessibile alla cittadinanza.

E’ di questo che Cagliari ha bisogno, non di soluzioni demagogiche.

Cagliari ha 154.478 residenti (all’1 gennaio 2015, dati ISTAT) e ne ha perso 13.402 dal 2001, pur avendo la bellezza di 5.090 case non occupate (dati ISTAT, censimento 2011), fra cui un notevole patrimonio immobiliare nuovo e mai occupato e una parte bisognosa di ristrutturazioni e risanamento.

Gli oltre 13 mila residenti cagliaritani sono stati costretti ad andar via soprattutto per gli alti costi di acquisti e affitti delle abitazioni in città. E’ il segreto di Pulcinella, lo sanno anche le pietre.

Si potrebbe fare un elenco chilometrico delle nuove iniziative edilizie rimaste invendute, frutto classico di speculazione edilizia.

Non sarebbe ora di cambiare registro?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Cagliari, veduta da Castello in direzione di S. Elia

Cagliari, veduta da Castello in direzione di S. Elia

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Paolo Sommaruga
    dicembre 2, 2015 alle 4:17 pm

    allo stato dei fatti non si può che condividere: ‘In questa situazione è meglio che certe aree, spesso di grande interesse ambientale, rimangano demanio militare.
    Almeno fin quando non saremo in grado di capire che cosa vogliamo fare da grandi’

  2. Paolo Sommaruga
    dicembre 2, 2015 alle 4:33 pm

    quando ormai anni, fa durante un viaggio in vela ebbi l’occasione di vedere dal mare le dune di Teulada ho pensato la stessa cosa. Triste a dirsi, ma se molte zone uscissero dal demanio militare sarebbero certamente rovinate o abbruttite per sempre da speculazioni immobiliari o dubbi interventi di ‘riqualificazione’ decisi da politici impreparati o collusi

    • Terrae
      dicembre 2, 2015 alle 11:01 pm

      Certo che si … purtroppo!
      Intanto, senza nemmeno scomodare la speculazione edilizia, invito tutti a dare uno sguardo all’impatto prodotto sulle nostre (un tempo meravigliose e amene) spiagge sulcitane dalla “valorizzazione” dei litorali attrezzati con stabilimenti balneari e parcheggi sempre più invasivi ed invadenti.
      Per tutti valga come esempio negativo la spiaggia di Tuarredda.
      Un semplice sorvolo con Google Earth ci rivela gli appetiti attuali e futuri sulla nostra costa.
      Leggi “servizi balneari” e pronunci “ingordigia e sfruttamento”.
      E allora preferisco che a Teulada si giochi a Risiko piuttosto che a Monopoli.

  3. febbraio 2, 2016 alle 10:11 pm

    tanto per cambiare, nessuna obiezione concreta, solo demagogia d’accatto.

    da Casteddu online, 2 febbraio 2016
    Vogliono un nuovo quartiere a Monte Urpinu: sparata elettorale? L’editoriale di Antonello Gregorini:
    http://www.castedduonline.it/rubriche/il-diavolo-sulla-sella/32009/vogliono-un-nuovo-quartiere-a-monte-urpinu-sparata-elettorale.html

  4. ottobre 14, 2016 alle 2:46 pm

    da L’Unione Sarda, 14 ottobre 2016
    Beni inutilizzati: la lotta ai vandali costa alla Regione un milione di euro. (Andrea Artizzu): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/10/14/beni_inutilizzati_la_lotta_ai_vandali_costa_alla_regione_un_milio-68-541111.html

  5. Carlo Forte
    ottobre 14, 2016 alle 3:57 pm

    Il business è proprio nel ricostruire……o nella sorveglianza.Del resto paghiamo noi……

  6. novembre 16, 2017 alle 2:50 pm

    housing sociale, a Olbia.

    A.N.S.A., 16 novembre 2017
    Edilizia sociale,60 appartamenti a Olbia.
    Immobile acquistato da Torre Spa, fondo housing sociale Regione: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/11/16/edilizia-sociale60-appartamenti-a-olbia_f12438c0-ee8a-49f8-bb6c-89e4242fceee.html

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