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Quel cantiere edilizio è in regola? Perché Cagliari è sempre in mano alla speculazione mattonara?


Cagliari, Via Asti, cantiere edilizio

Cagliari, Via Asti, cantiere edilizio

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno inoltrato (5 novembre 2015) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni interventi riguardo il cantiere edilizio aperto in Via Asti, in Comune di Cagliari, dalla Sole Immobiliare s.r.l. (Gruppo Cadeddu) per la realizzazione di due palazzi di sette piani ciascuno (altezza 22 metri) + parte interrata per circa 12 mila metri cubi di volumetrie complessive (zona BS 3* del vigente piano urbanistico comunale – P.U.C.), comprendente la viabilità di congiunzione fra Via Asti e Via Padova. Contigua la demolizione della “storica” Villa Putzu.

Coinvolti il Comune di Cagliari, la Polizia municipale, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Finora non è stata realizzata alcuna viabilità di congiunzione fra Via Asti e Via Padova, con un indubbio aggravio della congestione ambientale e urbanistica gravante sulla Via Asti (strada chiusa) e le Vie contigue.  Inoltre è stata demolita la Villa Putzu, nonostante fosse stata inserita fra le “ville storiche” con divieto di demolizione totale o parziale dalla deliberazione Consiglio comunale di Cagliari n. 16 del 27 febbraio 2012, adottata ai sensi dell’art. 5, comma 6° bis, della legge regionale n. 4/2009 introdotto dalla legge regionale n. n. 21/2011.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno chiesto la verifica della legittimità delle autorizzazioni rilasciate e della rispondenza delle opere a quanto autorizzato.

Cagliari, Villa Putzu prima della demolizione

Cagliari, Villa Putzu prima della demolizione

Al di là della legittimità o meno delle autorizzazioni, si tratta di un caso classico di speculazione edilizia cagliaritana, quella che ha prodotto la bellezza di 5.090 unità immobiliari residenziali non occupate (dati ISTAT, censimento 2011).

Si tratta di una zona – nel quartiere di Bonaria – dov’è presente un costone classificato a rischio, dove già nel marzo 2006 si era verificata una frana, nonostante le relazioni geotecniche (1995-1996) escludessero qualsiasi pericolo.

Una zona ora classificata “BS 3*”[1] del vigente piano urbanistico comunale (P.U.C.), già destinata a “verde pubblico” di quartiere (zona “S 3 – servizi” nel vecchio P.R.G.), dove per anni è stata ubicata la depositeria comunale delle auto rimosse, a sua volta rimossa a suon di esposti ecologisti a causa dei reiterati fatti di inquinamento ambientale.

Una zona dove, pezzo a pezzo, tutte le aree destinate a “servizi pubblici” (verde pubblico, ecc.) sono state consegnate alla speculazione immobiliare, fra una centrale ENEL s.p.a. di trasformazione dell’energia elettrica dall’alta tensione (150 kv) e palazzoni.          Una zona già pesantemente congestionata dal traffico veicolare, davanti alla Fiera campionaria della Sardegna.

Cagliari, Via Bolzano, progetto Tepor s.p.a.

Cagliari, Via Bolzano, progetto Tepor s.p.a.

Una zona dove, per completar l’opera speculativa,  il Consiglio comunale di Cagliari, con deliberazione del 21 aprile 2015 (22 voti a favore, 6 contrari e 2 astenuti), su proposta dell’assessore comunale all’urbanistica Paolo Frau, ha approvato il “Parere preventivo, ex articolo 15 del Regolamento edilizio – ditte Tepor Spa e più – area in Cagliari sita tra la via Messina e la via Bolzano – Piano Attuativo sottozona BS3*”.

In buona sostanza, il Consiglio comunale si è espresso favorevolmente in via preventiva per l’ennesimo caso di speculazione immobiliare in città: 5 palazzi, 73 appartamenti, 3.600 metri quadrati di parcheggi interrati (a pagamento), 2.400 metri quadrati di verde pubblico e 3.593 metri quadri edificati su 6.000 metri quadrati di superficie complessiva.

Il piano attuativo dovrà comunque esser assoggettato a preventiva procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica (V.A.S.), tuttavia l’assessore comunale all’urbanistica Frau ha in proposito vantato il “proficuo dialogo tra Amministrazione comunale e i privati che lo hanno proposto, che ha portato ad alcuni importanti risultati tra cui una progettazione di qualità”.

Follìa, si tratta di ottusa speculazione edilizia.

Ottusa sotto il profilo ambientale, perché aumenta il carico edilizio ai danni di quel verde pubblico che doveva esser realizzato.

Ottusa sotto il profilo imprenditoriale, perché finirà per aumentare gli appartamenti invenduti a Cagliari.

Cagliari, Via Bolzano, area interessata dal progetto immobiliare Tepor s.p.a.

Cagliari, Via Bolzano, area interessata dal progetto immobiliare Tepor s.p.a.

Cagliari ha 154.478 residenti (all’1 gennaio 2015, dati ISTAT) e ne ha perso 13.402 dal 2001, pur avendo la bellezza di oltre 5 mila case non occupate, fra cui un notevole patrimonio immobiliare bisognoso di ristrutturazioni e risanamento.

Si potrebbe fare un elenco chilometrico delle nuove iniziative edilizie rimaste invendute.

Non solo: si ritrova con un’eredità mattonara dell’amministrazione comunale Floris di ben 1.192.935 metri cubi di volumetrie residenziali approvate nella consiliatura 2006-2011, in gran parte nelle famigerate “zone BS3*” del P.U.C. con un vero e proprio massacro di verde pubblico e servizi nell’area urbana, ben poco evidenziato da un piano del verde piuttosto carente.

E parecchi di questa miriade di interventi edilizi, spesso e volentieri di carattere speculativo, oggi sono invenduti e nemmeno affittati, con buona pace dell’aristocrazia mattonara della Città del sole.

Cagliari non ha bisogno di nuovo cemento, non ha bisogno di ulteriore “consumo del territorio”[2], ha bisogno di case ristrutturate e di case a prezzi (acquisto, locazione) accessibili.

Soprattutto ha bisogno di più alberi, più verde pubblico.

albero in autunno

albero in autunno

Per ogni albero che, purtroppo, dev’essere rimosso, per qualsiasi causa, ne devono essere piantati dieci, possibilmente in prossimità dell’albero perso.

Cagliari ha bisogno di un serio e realizzabile piano di housing sociale, per esempio  nell’ex 68° deposito carburanti dell’Aeronautica militare dismesso da anni in favore della Regione autonoma della Sardegna (ben 6.500 mq. coperti di edifici ristrutturabili)[3], di una politica di incentivi per la ristrutturazione degli immobili e la dotazione ove possibile di impianti di produzione di energia da fonti alternative (pannelli fotovoltaici in particolare), di una politica di miglioramento qualitativo e incremento del verde pubblico, di un efficace accesso ai fondi comunitari per la riqualificazione delle aree urbane.

Cagliari ha soprattutto bisogno, finalmente, della revisione del P.U.C. alla luce del piano paesaggistico regionale – P.P.R. (fondamentale passaggio anche per la soluzione virtuosa della vicenda del Colle di Tuvixeddu), come previsto dalla legge e imposto dal buon senso, e, conseguentemente, della rivisitazione e approvazione definitiva del piano attuativo del centro storico (piano particolareggiato del centro storico – zona A del Comune di Cagliari e della Municipalità di Pirri), che non può certo essere il buco della ciambella (il P.U.C. revisionato) inesistente.

E Cagliari, capitale della Sardegna e della sua area vasta, ha bisogno di concertare la sua pianificazione urbanistica con i Comuni contigui, perché si eviti quella squallida marèa di quartieri-dormitorio che sta sorgendo senza alcun criterio se non quello speculativo.

Se da un lato l’Amministrazione comunale cagliaritana – e il sindaco Massimo Zedda in prima persona – ha fatto bene a respingere la proposta di un vero e proprio nuovo quartiere a Su Stangioni[4], dall’altro – nonostante le più volte ribadite intenzioni da parte dell’assessore Frau – in quattro anni non ha fatto nulla di concreto per adeguare il piano urbanistico al piano paesaggistico regionale e affrancarsi dal pesante fardello mattonaro lasciato in eredità dalla precedente amministrazione Floris.

Cagliari, Via Bolzano, progetto Tepor s.p.a.

Cagliari, Via Bolzano, progetto Tepor s.p.a.

A questo punto che cosa voglion fare?

Riempire Cagliari di nuovo inutile e dannoso cemento, come sembrano presagire le stesse dichiarazioni dell’assessore Frau?

E dove sarebbe la differenza con il passato?

Una soluzione ci sarebbe: un provvedimento consiliare di sospensione temporanea di ogni procedimento di nuova trasformazione edificatoria per l’avvio della redazione dell’adeguamento del P.U.C. al piano paesaggistico regionale – P.P.R., come previsto dalla norma.

In fondo i diritti acquisiti sorgono con il rilascio del permesso di costruire e il settore edilizio ben potrebbe dedicarsi alle tante, necessarie, ristrutturazioni.

C’è un chiaro interesse pubblico a fermare l’ottuso consumo di territorio.  Questa è una delle esigenze fondamentali di Cagliari.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

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[1] Le zone “BS3*” sono mostri urbanistici prodotti dal connubio fra Amministrazione comunale Floris e la speculazione immobiliare kasteddaia.  Si tratta di zone del piano urbanistico comunale – P.U.C. dove il proprietario può edificare sul 60% della superficie (con un indice volumetrico di 5 metri cubi per ogni metro quadro di superficie) in cambio della cessione gratuita del 40 % al Comune per la realizzazione di quei servizi pubblici (verde, parcheggi, ecc.) che, comunque, si ritengono necessari. Con, tanto per cambiare, la possibilità di deroga in favore dei costruttori: se si dimostra che l’intervento edilizio con le condizioni ordinarie non è redditizio, si può chiedere di monetizzare una parte della quota destinata ai servizi pubblici.

[2]  E bene aveva fatto nell’autunno 2011 la Commissione consiliare “urbanistica” presieduta da Andrea Scano a dare parere negativo sulle nuove proposte edificatorie a Terramaini e al Fangario, dove in seguito (luglio 2012) ne era stata però approvata un’altra in area vicina.

[3] Appare piuttosto velleitaria l’annunciatacittadella del volontariato” regionale, dove le associazioni di volontariato dovrebbero trovar sede ristrutturando a spese proprie gli immobili.      Chi ha ingenti fondi a disposizione?    Solo i soliti soggetti che beneficiano a vario titolo di contributi pubblici….

Panorama Cagliari da Viale Buoncammino

Panorama Cagliari da Viale Buoncammino

[4]  Si tratta di un piano di lottizzazione di iniziativa privata (qui una parte) di ingenti dimensioni: 807 nuove unità immobiliari (430 residenze private + 377 residenze economico-popolari), 97 esercizi commerciali (due torri alte 45 metri), 3.000 residenti previsti, criteri e materiali di bio-edilizia, nella località Su Stangioni – Is Trincas (19,2 ettari, cioè 192.000 metri quadri, di cui 116.000 metri quadri di edilizia residenziale pubblica, 32.000 metri quadri di servizi, 44.000 metri quadri di verde pubblico e privato), vie pedonali, metropolitana e strade sottoterra, presso l’ex inceneritore (e oggi stazione di stoccaggio dei rifiuti del Comune di Cagliari), la S.S. n. 131 e la S.S. n. 554, una serie di piccoli proprietari e cooperative sono i soggetti proponenti (complessivamente circa 150 proprietari).

Attualmente sono terreni agricoli, ma qualificati nel vigente piano urbanistico comunale – P.U.C. edificabili in varia misura (sottozona urbanistica I.C., quadro normativo n. 2/1, unità cartografica 8).   Non vi sono particolari vincoli ambientali o storico-culturali (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), ma un carico ambientale complessivo piuttosto pesante.  L’operazione sarebbe tutt’altro che a costo zero per le casse pubbliche: basti pensare alla realizzazione della linea della metropolitana e alla viabilità principale, oggi completamente assenti. Inoltre, l’autorizzazione definitiva è in ogni caso vincolata agli esiti del procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S. (determinazione Dirigente Settore ecologia Provincia di Cagliari n. 119 dell’1 settembre 2011 + relazione istruttoria) e del procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. (direttiva n. 2011/92/UE, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

 

Cagliari, Via Asti, cartello "inizio lavori"

Cagliari, Via Asti, cartello “inizio lavori”

(foto per conto GrIG, E.R., S.D., archivio GrIG)

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  1. novembre 6, 2015 alle 3:03 pm

    da L’Unione Sarda, 5 novembre 2015
    Villa Putzu e nuove speculazioni: la denuncia degli ambientalisti. (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=47616)

    La storica Villa Putzu demolita tre anni fa, una congiunzione stradale (tra via Asti e via Padova) ancora sulla carta e un progetto di 12 mila metri cubi da spalmare su due edifici di sei piani ciascuno più uno interrato per parcheggi. Le associazioni Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra denunciano l’ultima speculazione edilizia in città. Soprattutto alla luce del fatto che l’area sia zona “Bs 3”, cioè con la possibilità (grazie al Puc vigente) di costruire sul 60 per cento del lotto (indice 5 di volumetria) con la cessione del restante 40 per cento al Comune. Le associazioni ecologiste hanno chiesto «la verifica della legittimità delle autorizzazioni». Ma, concludono: «Al di là della legittimità o meno delle autorizzazioni, è il caso classico di speculazione edilizia, quella che ha prodotto la bellezza di 5.090 unità immobiliari residenziali non occupate». Bruno Cadeddu, del gruppo che sta realizzando il progetto replica: «Villa Putzu non l’abbiamo demolita noi. I nostri documenti sono perfettamente in regola con le norme del Piano urbanistico e le concessioni sono più che legittime. Abbiamo ceduto al Comune una parte del lotto per farne una zona verde e dei parcheggi e realizzeremo la congiunzione tra via Asti e via Padova, due strade senza sbocco da sempre. Non capisco queste sortite degli ambientalisti».

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    da CagliariPad, 5 novembre 2015
    Cemento e mattoni a Bonaria, giù villa storica. Ambientalisti all’attacco.
    Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno inoltrato (5 novembre 2015) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni interventi riguardo il cantiere edilizio aperto in Via Asti: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=23295

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    da Casteddu online, 5 novembre 2015
    “Paolo Frau, assessore del cemento: Zedda favorisce la speculazione”.
    Durissimo attacco del Gruppo di Intervento Giuridico sulla politica urbanistica del Comune: “Ecco tutte le nuove costruzioni approvate in silenzio, che stanno togliendo il verde e soffocando la città con il cemento”. Tante case invendute, perchè si continua a costruire? (Jacopo Norfo): http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/28960/paolo-frau-assessore-del-cemento-zedda-favorisce-la-speculazione.html#sthash.xXPdgcSL.dpuf

  2. dicembre 18, 2015 alle 2:51 pm

    un po’ di verde pubblico (e uno spazio culturale) prossimo venturo in città. Se ne parla da anni, sarebbe ora.

  3. Fabrizio De Andrè
    dicembre 19, 2015 alle 12:43 pm

    Carloforte invece Nò…….Tutta la Sardegna è ostaggio delle cosche e si continua a far finta di niente.

  4. gennaio 31, 2016 alle 7:37 pm

    qui la deliberazione Giunta regionale n. 4/3 del 22 gennaio 2016, “Progetto di ampliamento del Centro Commerciale Marconi Pirri, in applicazione dell’art. 2 della legge n. 4 del 23.10.2009 e s.m.i., c.d. Piano Casa, sito in Comune di Cagliari. Proponente: Immobiliare europea s.p.a. Procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA. D.Lgs. n. 152/2006”: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_386_20160125172348.pdf

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    da Casteddu online, 31 gennaio 2016
    Auchan di Pirri, sì al maxi ampliamento: “Assist del Pd a Zuncheddu”.
    L’Auchan di Pirri si allarga: 8mila metri quadri in più, 2000 nuovi parcheggi, due autorimesse, percorsi pedonali. E chi costruisce? Sergio Zuncheddu. Lobina: Il Pd si schiera ancora una volta a favore dei grandi centri commerciali. Ecco come l’ex Città Mercato diventerà più grande. (Alice Deidda): http://www.castedduonline.it/cagliari/pirri/31938/auchan-di-pirri-si-al-maxi-ampliamento-assist-del-pd-a-zuncheddu.html

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    Cagliari, i soliti potenti che fanno affari grazie ai soliti partiti.
    Mega ampliamento dell’Auchan di Pirri. Grazie al solito imprenditore che costruirà. Grazie al solito partito che dice sì. Nel solito silenzio di Zedda. E i soliti piccoli commercianti destinati a soffrire ancora. Ecco il progetto che fa discutere. (Jacopo Norfo): http://www.castedduonline.it/rubriche/il-diavolo-sulla-sella/31940/cagliari-i-soliti-potenti-che-fanno-affari-grazie-ai-soliti-partiti.html

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    Ampliamento Auchan, il Comune frena: “Valuteremo bene il progetto”.
    Il presidente della commissione urbanistica: vogliamo tutelare il piccolo commercio, ma le norme regionali ci vincolano. L’ambientalista Deliperi: il Piano Casa favorisce chi specula e a Cagliari si continua a consumare il territorio. (Maurizio Bistrusso): http://www.castedduonline.it/cagliari/pirri/31954/ampliamento-auchan-il-comune-frena-valuteremo-bene-il-progetto.html

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    Bertolotti: “Noi, impotenti contro la crescita dei centri commerciali”.
    Il numero uno della Confcommercio: “La verità è che non esistono leggi per fermare la crescita dei centri commerciali a Cagliari. L’ampliamento dell’Auchan sarà un ulteriore colpo: a Cagliari va fermato l’abusivismo o tanti negozi rischiano di sparire”: http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/31953/bertolotti-noi-impotenti-contro-la-crescita-dei-centri-commerciali.html

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    da CagliariPad, 1 febbraio 2016
    Pirri, Auchan più grande a 2 passi dal parco: sì della Regione a Zuncheddu.
    Niente valutazione ambientale per l’ampliamento del centro commerciale Marconi. Solo alcune prescrizioni per l’Immobiliare Europea e l’azienda francese. E ora più volumi, parcheggi interrati e nuovo look per la grande struttura pirrese accanto a Terramaini. (Ennio Neri): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=25852

  1. gennaio 22, 2016 alle 12:02 pm

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