Home > acqua, biodiversità, difesa del territorio, energia, energia solare, fonti rinnovabili, grandi opere, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale > Il progetto di centrale solare termodinamica di Decimoputzu Villasor è un caso emblematico: ora la Giunta Pigliaru dimostri di rappresentare la Sardegna.

Il progetto di centrale solare termodinamica di Decimoputzu Villasor è un caso emblematico: ora la Giunta Pigliaru dimostri di rappresentare la Sardegna.


Bombo (gen. Bombus) su un fiore

Bombo (gen. Bombus) su un fiore

anche su Il Manifesto Sardo (“Centrale solare termodinamica di Decimopurzu Villasor: ora la Giunta Pigliaru dimostri di rappresentare la Sardegna“), n. 221, 1 settembre 2016

 

Il caso relativo al progetto di centrale solare termodinamica a concentrazione (potenza complessiva lorda 55 MWe) su 269 ettari di terreni agricoli fra Decimoputzu e Villasor non riguarda solo aspetti ambientali. Nemmeno può esser limitato a una disputa fra società energetica e proprietari terrieri.

Rappresenta uno snodo importantissimo per il futuro della Sardegna al pari della “battaglia” per ora vinta contro il progetto Saras s.p.a. di ricerche energetiche sulle rive dello Stagno di S’Ena Arrubia, nelle aree agricole di Arborea.

Che cosa vogliamo fare delle nostre terre?   Quale futuro vogliamo avere come comunità regionale?

In un’Isola che importa circa l’80% di quello che mangia ogni anno non sarebbe meglio salvaguardare e migliorare la qualità dei propri suoli agricoli?

Non tutti sono d’accordo.

L'Unione Sarda, 30 agosto 2016

L’Unione Sarda, 30 agosto 2016

Nelle scorse settimane, infatti, la Commissione tecnica VIA/VAS ha espresso il proprio parere conclusivo – probabilmente positivo – nell’ambito del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) avviato nel dicembre 2013 su impulso della Società Flumini Mannu ltd, con sede legale a Londra, in Bow Road n. 221, e sede fiscale a Macomer, in Corso Umberto I n. 226.

Il Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo ha espresso il proprio parere negativo (nota D.G. Paesaggio, Belle Arti, Architettura, Arti Contemporanee n. 16716 del 3 luglio 2014), così come ha espresso parere negativo la Regione autonoma della Sardegna (vds. note Ass.to reg.le Difesa Ambiente prot. n. 3712 del 23 febbraio 2015 e altre).

Siamo all’assurdità: anziché individuare una delle tante aree industriali già dotate di infrastrutture e sottoutilizzate, dove avrebbe senso ubicare progetti industriali di questo tipo, si pretende di utilizzare aree agricole, anche mediante lo strumento dell’esproprio, vista la decisa opposizione dei proprietari delle aziende agricole che su quei terreni lavorano da generazioni[1].

Perché?

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

Ce lo spiega direttamente dalle colonne de L’Unione Sarda (“Energia solare? Non molleremo”, 26 agosto 2016) l’arch. Luciano Lussorio Virdis, della Società energetica proponente: “Lo consente la legge” e poi i terreni agricoli costano di meno, “ma non è l’unico motivo. Servono aree pianeggianti, avremmo potuto farlo solo a Macchiareddu, ma sono andato a parlare con i vertici del Cacip e ci potevano mettere a disposizione solo 30 ettari: ne servivano 269”.

Capito?   L’arch. Virdis è “andato a parlare con i vertici del Cacip”, non c’è una richiesta scritta, non c’è una risposta scritta, non c’è un pezzetto di carta che dimostri che questo progetto di centrale solare termodinamica non si possa realizzare in area industriale.  Così come non c’è nella documentazione depositata in sede di procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

Ma è poi vero che la legge consenta questo tipo di impianti industriali in area agricola?

Sul piano strettamente giuridico, per normativa e giurisprudenza costante, nelle aree agricole sarde non possono essere ubicati impianti industriali di produzione energetica di tali dimensioni: l’art. 13 bis della legge regionale Sardegna n. 4/2009 e s.m.i. (introdotto dall’art. 12 della legge regionale Sardegna n. 21/2011), l’art. 3 del D.P.G.R.  3 agosto 1994 , n. 228 (direttive per le zone agricole, criteri per l’edificazione nelle zone agricole) prevedono che nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possano essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse, non attività di produzione energetica di tipo industriale – come quella in progetto – slegata da attività agricole in esercizio nel sito.

campo di grano

campo di grano

Parte delle aree sono, poi, tutelate con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e nel piano paesaggistico regionale sono individuate come a utilizzazione agro-forestale, dove l’art. 29 delle N.T.A. vieta “…trasformazioni per destinazioni e utilizzazioni diverse da quelle agricole di cui non sia dimostrata la rilevanza pubblica economica e sociale e l’impossibilità di localizzazione alternativa, o che interessino suoli ad elevata capacità d’uso, o paesaggi agrari di particolare pregio o habitat di interesse naturalistico…”.

Non si tratta dell’unico progetto di centrale solare termodinamica a concentrazione presentato in Sardegna.

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

La Gonnosfanadiga ltd, sempre con sede legale a Londra, in Bow Road n. 221, e sede fiscale a Macomer, in Corso Umberto I n. 226, propone anche un progetto (potenza complessiva lorda 55 MWe) su 232 ettari di terreni agricoli fra Gonnosfanadiga e Villacidro (in precedenza Guspini e Villacidro, avviato nel marzo 2014).

In ambedue i casi – analogamente agli altri casi di Cossoine-Giave-Bonorva (SS), di Vallermosa (CA) e di San Quirico (OR) – il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è intervenuto più volte per difendere le aree agricole interessate da progetti di vera e propria speculazione energetica.

E’ netta la contrarietà di amministrazioni comunali, associazioni di categoria dell’agricoltura e dell’allevamento, docenti universitari, associazioni e comitati espressione dei residenti delle zone interessate.  E il vescovo di Nuoro Mosè Marcia è durissimo contro chi “vuole cambiare la vocazione di una terra a scapito della piccola imprenditoria, familiari private, e a favore di grandi potenze economiche”, contro “questo egoismo, questa ricerca del proprio dio-denaro, dio-interesse, a spingerci nel non rispettare il creato: «la nostra casa comune, la nostra sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, la nostra madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» (Laudato Sii, 1)”.

Ora è il momento per la Giunta Pigliaru, che da anni amministra la Regione autonoma della Sardegna e ha recentemente approvato il Piano energetico regionale (P.E.A.R.S.), di dimostrare concretamente la propria rappresentatività della collettività sarda e la propria capacità decisionale presso il Ministero dell’ambiente.

Se c’è, batta un colpo. Dimostri di rappresentare davvero la Sardegna.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

______________________

[1] Le centrali solari termodinamiche più grandi al mondo sono in ambienti desertici: in U.S.A. (quasi 400 MW) nel deserto del Mojave, fra California e Nevada, in Marocco l’impianto Noor I (580 MW) “a Ouarzazate, alle porte del deserto nel sud del Marocco”.

campo di mais

campo di mais

la Sardegna come un depliant pubblicitario per le industrie delle rinnovabili

L'Unione Sarda, 1 settembre 2016

L’Unione Sarda, 1 settembre 2016

c’è chi non ha creduto a vaghe promesse

L'Unione Sarda, 28 agosto 2016

L’Unione Sarda, 28 agosto 2016

c’è chi ci vuol guadagnare

L'Unione Sarda, 1 settembre 2016

L’Unione Sarda, 1 settembre 2016

c’è chi spera di guadagnarci, ma finora non ha visto un soldo

L'Unione Sarda, 8 settembre 2016

L’Unione Sarda, 8 settembre 2016

c’è chi si è ripreso i terreni fiurando il “pacco”

L'Unione Sarda, 6 settembre 2016

L’Unione Sarda, 6 settembre 2016

c’è chi dice che la centrale è un mezzo bidone

L'Unione Sarda, 9 settembre 2016

L’Unione Sarda, 9 settembre 2016

(foto da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. Carlo Forte
    settembre 1, 2016 alle 10:01 am

    Non mi sembra che la giunta piglialu abbia intenzione rappresentare la Sardegna……..

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 6, 2016 alle 1:47 am

      Ma che rappresentare la Sardegna! Anch’io sono sardo e Pigliaru se si mi vuole rappresentare mi deve chiedere cosa ne penso e io sono favorevole alle centrali termodinamiche costruite in aree agricole. E poi le leggi nazionali prevalgono su quelle regionali qualora vi sia un conflitto. Se non vogliamo che sia cosi allora la Sardegna non puo piu far parte dell’Italia.

  2. Orlando Furioso
    settembre 1, 2016 alle 12:27 pm

    Quando si cercano gli esperti, forse si farebbe bene a cercarne qualcuno che abbia lavorato sugli impianti Solari Termodinamici e che quindi ne conosca i dettagli.
    CV Prof. Celli, tratto dal sito unica.it:
    “Attività Scientifica

    I principali temi di ricerca trattati sono i seguenti:
    a) Pianificazione ed esercizio dei sistemi di distribuzione
    Il tema della pianificazione dello sviluppo del sistema di distribuzione è stato affrontato mediante l’applicazione di algoritmi evolutivi e meta-euristici, della programmazione Multi-Obiettivo, di metodi probabilistici e della Teoria delle Decisioni. La letteratura internazionale ha ampiamente riconosciuto il valore del contributo dato a questo filone di ricerca, dove sono state introdotte importanti novità nel problema dell’integrazione delle energie rinnovabili e della generazione distribuita (GD) nel sistema di distribuzione in modo da contenere gli investimenti sulle reti ed evitare il peggioramento dell’attuale livello di affidabilità e qualità del servizio. Inoltre, gli studi condotti sono stati pionieri nel problema dell’allocazione ottima di GD nelle reti di distribuzione mediante l’uso di tecniche multi-obiettivo e algoritmi genertici, come riconosciuto dall’alto numero di citazioni dei lavori di riferimento. Negli ultimi anni, l’attività di ricerca si è prevalentemente orientata all’integrazione degli aspetti di gestione attiva all’interno delle procedure di pianificazione delle reti di distribuzione. Gli articoli più recenti hanno largamente influenzato il gruppo di lavoro CIGRE C6.19 nella definizione delle raccomandazioni pratiche per sviluppare tecniche di pianificazione adeguate alle reti attive di distribuzione e alle Smart Grids.
    b) Affidabilità delle reti di distribuzione
    Il tema della qualità è stato affrontato con particolare riferimento alla riduzione delle interruzioni lunghe e dei buchi di tensione avvertiti dai clienti di MT e BT. Algoritmi per lo sviluppo del sistema elettrico che tengano in debito conto le problematiche di qualità sono stati sviluppati e oggetto di diverse pubblicazioni. I contributi più recenti considerano l’impatto dei sistemi di telecomunicazione sull’affidabilità delle smart grid mediante l’impiego della tecnica di simulazione Monte Carlo di tipo Pseudo-Sequenziale e della co-simulazione del sistema di telecomunicazione e del sistema elettrico di distribuzione.
    c) Modellizzazione di elementi e strutture elettriche soggette a fulminazione
    Lo studio degli impianti di terra in alta frequenza è stato un tema lungamente approfondito nell’ambito dell’attività di ricerca svolta. Il contributo più rilevante è stato la validazione dei modelli a parametri concentrati nei confronti dei più precisi modelli di campo e la conseguente dimostrazione della loro applicabilità in casi ingegneristicamente rilevanti.
    d) Applicazione di Reti Neurali a sistemi industriali
    Lo studio delle reti neurali, affrontato in modo teorico e pratico, ha permesso la realizzazione di sistemi di controllo neurali predittivi applicati alla gestione di sistemi industriali complessi e alla realizzazione di protezioni allo stato solido; in particolare è stato realizzato un trasfer breaker ad alta velocità per il passaggio rete/isola di sistemi dotati di auto produzione.
    e) Tecniche di ottimizzazione
    La ricerca si è incentrata sullo studio, l’analisi, lo sviluppo e l’utilizzazione di algoritmi di ottimizzazione applicati all’ingegneria elettrica e ai sistemi elettrici per l’energia. In questo filone particolari competenze sono riconosciute a livello nazionale e internazionale nell’impiego degli algoritmi metaeuristici e negli algoritmi Multi-Obiettivo genetici.”

    Il Solare Termodinamico a sali fusi è una tecnologia che conoscono in pochi, in quanto esiste un solo impianto in funzione (Priolo) e i cui dati di esercizio non sono mai stati divulgati e pubblicati dall’ENEL.

    • settembre 1, 2016 alle 12:52 pm

      quindi un ignorante? Sembra di no.

      • Orlando Furioso
        settembre 1, 2016 alle 11:58 pm

        Non è un ignorante, ma sicuramente non conosce alcuni dettagli della tecnologia, sopratutto quando il giornalista riporta che la Sardegna non ha abbastanza energia solare per questi impianti.

      • settembre 2, 2016 alle 6:34 am

        mah…

  3. Giusi
    settembre 1, 2016 alle 1:42 pm

    Comunque a prescindere dalla competenza o meno di Celli, qualcuno continua a perdere di vista che per il profitto di una società privata si vuole espropriare il terreno e il lavoro di alcuni contadini e allevatori.

  4. Carlo Forte
    settembre 2, 2016 alle 10:04 am

    In effetti si parlava dei silenzi di chi dovrebbe essere presente………….troppi sulle speculazioni e inquinamenti.Chi li ha votati dovrebbe farsi sentire o no?

  5. settembre 3, 2016 alle 7:32 pm

    da L’Unione Sarda, 3 settembre 2016
    “No all’energia solare nelle nostre terre”. L’ira di parlamentari sardi e cittadini. (Luigi Almiento): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/09/03/il_terminodinamico_solare_non_passer_la_battaglia_comune_di_polit-68-530199.html:

    ____________________

    da Sardinia Post, 2 settembre 2016
    Termodinamico Flumini Mannu, mozione in Consiglio su stop a impianto: http://www.sardiniapost.it/politica/termodinamico-flumini-mannu-mozione-consiglio-lo-stop-allimpianto/

  6. Riccardo Pusceddu
    settembre 6, 2016 alle 2:14 am

    Ma dov’era il caro Monsignor Mose Marcia quando la Regione ha approvato la rete a metano? Il Dio-denaro li gli dev’essere sfuggito.
    E poi basta con questo provincialismo che solo quello che serve alla Sardegna va bene senza pensare alla salute del pianeta in generale. Che visione riduttiva dell’ambiente e’ mai questa? Il GrIG e’ un’associazione ambientalista benemerita ma quando c’e’ di mezzo la possibilita’ di far fare soldi ai “continentali” allora si dimentica dell’ambiente e vi si scaglia contro, preferendo di salvaguardare un pastore con la sua famiglia (che non ha mai fatto niente per migliorare la biodiversita’ dei suoi terreni, limitandoli a sfruttarli e basta senza neanche piantare una siepina) piuttosto che fare qualcosa contro il riscaldamento globale che invece coinvolgera’ milioni di persone nel mondo e ben piu di una famiglia in Sardegna. Per il GrIG il riscaldamento globale andrebbe contrastato solo se si verificasse nella sola Sardegna, come se la Sardegna fosse un pianeta a parte. Il resto del mondo non importa. Il Sig. Cualbu e impedire l’arricchimento dei “signori del sole” (come li definisce Deliperi) sono tutto cio che importa. Il resto del pianeta no.

    • Occhio nudo
      settembre 6, 2016 alle 9:03 am

      Riccardo, va bene che lavori nel settore e ci tieni molto ma mi sa che stai un po’ sfarfallando. A parte il fatto che il GrIG si batte contro la speculazione energetica in tutta Italia, secondo il tuo ragionamento, con il pretesto di “salvare il pianeta”, molti speculatori, interessati esclusivamente al proprio personale profitto, potrebbero distruggere ambiente e paesaggio a proprio piacimento solo professandosi salvatori del mondo. Mi pare una cosa abbastanza paradossale.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 6, 2016 alle 1:43 pm

        Io non lavoro affatto nel settore, faccio tutt’altro. Mi considero pero un vero ambientalista visto che per me “salvare il pianeta” non e’ un pretesto e penso in grande e non solo in modo provinciale e invidioso verso coloro che potrebbero arricchirsi con le rinnovabili. Certo sarei infinitamente piu contento se fossero sardi, magari singoli cittadini uniti in cooperativa sul modello danese. Ma in mancanza dico grazie agli “speculatori” perche speculando fanno del bene non solo alle loro tasche ma anche al pianeta mentre i Cualbu di turno solo alle loro tasche. Spero di essermi spiegato bene.

      • Orlando Furioso
        settembre 6, 2016 alle 1:47 pm

        Vorrei capire quando secondo il GrIG è speculazione e quando è legittimo guadagno. Perchè il termine “speculazione energetica” viene usato solo per le rinnovabili, mentre gli aiuti di stato ad Alcoa, Euralluminia, gli incentivi dati alle centrali a carbone, il metano che verrà acquistato dai sardi, non sono speculazione, sono opere meritorie di danneggare l’ambiente (e non il paesaggio) della Sardegna, senza che si dica nulla, nel silenzio delle masse e degli amministratori locali, che per uno spazio sul giornale sono disposti a tutto, compreso danneggare i propri cittadini per i mancati introiti derivanti dalla mancata realizzazione dell’impianto!

      • settembre 6, 2016 alle 5:40 pm

        Orlando Furioso, è speculazione energetica anche quella e l’abbiamo denunciata in tutte le sedi.
        Se sei “distratto”, non è colpa nostra.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 6, 2016 alle 6:16 pm

        Orlando Furioso, e’ verissimo che il GrIG si scaglia contro la Eurallumina e il metano. Pero’ mi sembra che le rinnovabili ricevano un trattamento particolarmente duro e mi sembra che la causa sia la nostra atavica gelosia e il nostro atteggiamento sospettoso nei confronti dei “continentali” che tanto male hanno fatto alla nostra terra in passato ma questo non vuol dire che si debba fare di tutta l’erba un fascio, soprattutto quando c’e’ di mezzo l’ambiente, non solo quello della Sardegna ma dell’intero globo terracqueo.

    • settembre 6, 2016 alle 5:48 pm

      Riccardo, perchè dici fesserie?
      Dire che il GrIG “quando c’e’ di mezzo la possibilita’ di far fare soldi ai ‘continentali’ allora si dimentica dell’ambiente e vi si scaglia contro” è un’emerita fesseria.
      Dire che “per il GrIG il riscaldamento globale andrebbe contrastato solo se si verificasse nella sola Sardegna, come se la Sardegna fosse un pianeta a parte” è un’altra emerita fesseria.
      Così come aprire le porte allo speculatore di turno solo perchè dice – senza riscontri concreti – che combatte il riscaldamento globale.
      Se tu ti sei fatto l’idea che ‘sto progetto di centrale è una manna dal cielo, buon per te.
      Noi – e non solo noi – ci siamo fatti un’idea ben diversa, dopo aver analizzato progetto, studio di impatto ambientale, alternative.
      Rispetta le scelte altrui come noi rispettiamo le tue.

      Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 6, 2016 alle 6:01 pm

        Io rispetto le scelte di tutti ma questo non vuol dire che non voglia dire la mia su cosa mi sembra siano realmente le scelte degli altri, col massimo rispetto, senza dire che gli altri dicono “fesserie” ma solo limitandomi a dire che sbagliano e il perche io penso che sbaglino. Naturalmente invito chiunque a fare altrettanto e anche a darmi del cretino.
        Questa centrale non e’ una manna dal cielo ma e’ almeno un tentativo nella direzione giusta invece dell’attuale status quo mascherato da tutela del paesaggio (degradato nel caso in questione) a tutti i costi, anche a quello di compromettere paesaggi ben piu integri e ricchi di biodiversita’ al di fuori della Sardegna.

      • settembre 6, 2016 alle 6:06 pm

        Riccardo, una cosa è una “critica”, altra cosa è attribuire al GrIG posizioni non vere.
        Attribuire posizioni mai manifestate, attribuire affermazioni mai fatte è una “fesseria”, non una “critica”, che ti piaccia o no.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 6, 2016 alle 6:24 pm

        Tu puoi dire legittimamente che la mia critica si basa su posizioni non vere ma io penso il contrario e questo non rende la mia critica una fesseria. Sono solo due posizioni opposte entrambe legittime. Tu puoi dirmi lo stesso quali sono le mie vere intenzioni su questo progetto, se pensi che ve ne siano ma questo non vuol dire che la tua opinione sia corretta. Sono solo punti di vista. Io rispetto il tuo e tu dovresti rispettare il mio invece che qualificarlo come “fesserie”.

      • settembre 6, 2016 alle 7:15 pm

        hai ragione, Riccardo.
        Dire che il GrIG “quando c’e’ di mezzo la possibilita’ di far fare soldi ai ‘continentali’ allora si dimentica dell’ambiente e vi si scaglia contro” non è una “un’emerita fesseria”, è proprio una falsità, perchè non ce ne può fregar di meno della differenza fra “continentali” e “sardi” quando si tratta di opporsi ad attività lesive dell’ambiente e della salute.
        Dire che “per il GrIG il riscaldamento globale andrebbe contrastato solo se si verificasse nella sola Sardegna, come se la Sardegna fosse un pianeta a parte” non è “un’altra emerita fesseria”, ma un’altra falsità, perchè ci occupiamo di tutto il territorio nazionale.
        Attribuire al GrIG “invidia” verso questo o quest’altro è semplicemente incommentabile e dimostra solo l’assenza di argomenti seri.
        Riccardo, le critiche sono una cosa, attribuire falsità è una cosa ben diversa e credo che lo capisca benissimo.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 7, 2016 alle 12:48 am

        Per te sono falsita’ mentre per me non lo sono. Lo prova il fatto che quando tali compagnie sono di fuori questo fatto viene sempre messo in evidenza in un modo che tradisce invidia. Sono anch’io un sardo verace e me la sento addosso questa invidia e penso che quelli di noi che si fanno un esame di coscienza condividano la mia opinione. Siamo invidiosi fra di noi, figuriamoci quando si tratta di “continentali” o addirittura dei Giapponesi che pare stiano dietro alla Energogreen! La mia invidia non traspare solo perche’ il mio amore per la natura e’ piu grande di essa.
        Ti occupi di tutto il territorio nazionale ma allora perche’ reiteri sempre il fatto che la Sardegna produce gia piu energia di quanto ne consumi e che quindi non dovrebbe fare di piu contro il riscaldamento globale? Il fatto che in Sardegna c’e’ piu sole in Sardegna che in qualsiasi altra regione d’Italia per te non ha importanza? Allora che senso ha far parte di uno stato nazionale se chi puo fare di piu non lo fa? E far parte dell’ Unione Europea? E dell’ONU?

      • settembre 7, 2016 alle 6:45 am

        Riccardo, si tratta banalmente di un solare principio di giustizia sociale ed “ecologica”.
        In Sardegna oggi vien prodotta il 46,4% di energia in più rispetto alla richiesta.
        É impensabile assoggettare la Sardegna, come qualsiasi altra regione d’Italia, a una folle “servitú energetica”. In piú, c’è un fatto pratico: i collegamenti con la Penisola e la Corsica (1000 + 300 MW) non permettono il trasporto di più di un certo quantitativo di energia, quella prodotta in più non si può utilizzare, é persa. Non si può utilizzare, ma lo Stato deve comunque pagarne gli incentivi. É un affare solo per i produttori.
        Con tanti saluti all’O.N.U. e pure all’invidia.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 9, 2016 alle 2:13 am

        Non c’e’ niente di folle nel produrre piu energia di quella che occorre in un isola con la piu alta insolazione fra tutte le regioni italiane e con una ventosita’ naturale anch’essa fra le piu alte d’Italia. L’energia va prodotta dove conviene di piu e poi la si esporta se non costa troppo esportarla. E’ un principio di banale economia.
        Inoltre l’energia non utilizzata in caso di esubero non sarebbe certamente quella prodotta da fonti rinnovabili, che hanno costi di gestione nettamente inferiori a quelli delle fonti fossili e nel mercato libero dell’energia vince chi fa pagare la propria energia di meno. Quindi a buttare l’energia in eccesso sarebbero le centrali a carbone e a olio combustibile e non certo quelle eoliche e termodinamiche che hanno costi di gestione minimi visto che la fonte e’ illimitata e gratuita. Alla fine chiuderebbero queste ultime perche’ sarebbero fuori mercato. Ho anche letto da qualche parte che l’energia prodotta con le rinnovabile gode del diritto di essere venduta prima dell’altra da fonte fossile ma non so se cio corrisponda a verita’.

      • settembre 9, 2016 alle 6:47 am

        sí, a Paperopoli, ma non in Italia, oggi. Non c’è nessun meccanismo giuridico che imponga quanto dici.

        Stefano Delipri

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 9, 2016 alle 1:28 pm

        Io non mi riferisco a meccanismi giuridici ma ad elementare buon senso.

      • settembre 9, 2016 alle 7:50 pm

        appunto, ti riferisci a Paperopoli, non al quadro normativo vigente in Italia.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 10, 2016 alle 12:25 am

        Allora perche’ la centrale di Flumini Mannu e’ stata dichiarata a norma di legge e ne e’ stata approvata l’edificazione?

      • settembre 10, 2016 alle 7:47 am

        a oggi non c’è nessuna approvazione definitiva.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 10, 2016 alle 10:25 am

        Ha superato la procedura di VIA si o no?

      • settembre 10, 2016 alle 11:17 am

        non c’è il provvedimento conclusivo.

  7. settembre 6, 2016 alle 10:16 am

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Flumini Mannu, direttori Agris e Laore: nessuna condivisione del progetto da parte nostra.
    Nessuna condivisione del progetto per la centrale solare termodinamica nelle campagne di Decimoputzu e Gonnosfanadiga da parte delle agenzie AGRIS e LAORE. Lo precisano con una comunicazione inviata all’architetto Luciano Virdis, amministratore della società Flumini Mannu ltd, i direttori dei due enti regionali Roberto Zurru e Maria Ibba. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=316820&v=2&c=125&t=1)

    Cagliari, 5 settembre 2016 – Nessuna condivisione del progetto per la centrale solare termodinamica nelle campagne di Decimoputzu e Gonnosfanadiga da parte delle agenzie AGRIS e LAORE. Lo precisano con una comunicazione inviata all’architetto Luciano Virdis, amministratore della società Flumini Mannu ltd, i direttori dei due enti regionali Roberto Zurru e Maria Ibba.
    “Il riferimento alle Agenzie da noi rappresentate ha creato un allarme generalizzato dell’opinione pubblica e della Amministrazioni locali – scrivono Zurru e Ibba –, i sindaci dei territori hanno ravvisato in ciò la condivisione incondizionata al progetto da parte di Agris Sardegna e Laore Sardegna”. Pertanto, pur con la sottolineatura che non rientri tra i compiti delle due Agenzie una valutazione sul progetto generale, Zurru e Ibba ribadiscono che “non esiste al momento nessuna condivisione dello stesso da parte nostra”.
    In qualsiasi caso, però, “la nostra eventuale partecipazione per l’innovazione agronomica e il contenimento dell’impatto ambientale nel sito dell’impianto sarà assolutamente condizionata alla realizzazione degli stessi secondo le autorizzazioni e gli indirizzi delle Autorità regionali e sulla base delle priorità e degli indirizzi strategici che verranno specificamente assegnati alle Agenzie dall’Organo esecutivo”. In questa direzione, manifestando perplessità sulla pubblica utilità del progetto e sulle ricadute positive per le imprese agricole della zona, si era espressa nei giorni scorsi anche l’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi.
    In chiusura, Roberto Zurru e Maria Ibba invitano il rappresentante della società Flumini Mannu ltd “a non utilizzare il nome delle Agenzie Agris e Laore per la promozione della vostra iniziativa. In caso contrario, saremmo costretti a tutelare le Agenzie da noi rappresentate nelle sedi opportune”.

    __________________________

    da Sardinia Post, 6 settembre 2016
    Termodinamico, Virdis: “Agris ha aderito al progetto”. L’agenzia: “Nessun sì vincolante”. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/ambiente/termodinamico-virdis-agris-ha-aderito-al-progetto-lagenzia-nessun-si-vincolante/

  8. settembre 6, 2016 alle 9:59 pm

    da L’Unione Sarda, 6 settembre 2016
    Termosolare a Gonnosfanadiga, dietrofront di Tore Marras: “Così salvo le mie terre”. (Stefania Pusceddu): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/09/06/gonnosfanadiga_dietrofront_di_tore_marras_cos_ho_salvato_le_mie_t-68-531036.html

  9. Orlando Furioso
    settembre 8, 2016 alle 10:42 pm

    Cito: “Riccardo, si tratta banalmente di un solare principio di giustizia sociale ed “ecologica”.In Sardegna oggi vien prodotta il 46,4% di energia in più rispetto alla richiesta.É impensabile assoggettare la Sardegna, come qualsiasi altra regione d’Italia, a una folle “servitú energetica”. In piú, c’è un fatto pratico: i collegamenti con la Penisola e la Corsica (1000 + 300 MW) non permettono il trasporto di più di un certo quantitativo di energia, quella prodotta in più non si può utilizzare, é persa. Non si può utilizzare, ma lo Stato deve comunque pagarne gli incentivi. É un affare solo per i produttori.
    Con tanti saluti all’O.N.U. e pure all’invidia.”
    E’ un affare per chi produce bruciando Carbone e olio combustibile che da soli fanno il 71% della produzione energetica sarda. E non è questione di servitu’ energetica, è questione di salute: la salute di chi vive a Porto Torres, Portovesme ed Ottana. Nel nome di un campo coltivato a foraggio, dove ci lavora un pastore con i suoi figli, difendete la Sardità delle scelte che vedono il Carbone, il Petrolio ed il Metano insostituibili per i prossimi 30 anni. Raccontare del Solare Termodinamico posto in un altro luogo, dopo anni di ostruzionismo in ogni luogo ove è stato presentato, dimostra solo la cecità dell’immobilismo paesaggistico che rappresentate, citando docenti universitari senza competenze specifiche sulla tecnologia, date l’impressione di conoscere la materia, mentre affossate un possibile futuro. Leggetevi il decreto sulle rinnovabili, gli incentivi sul solare termodinamico andranno in asta a novembre, da quì a novembre mancano due mesi e dopo due anni di iter è impossibile per chiunque spostare la localizzazione dell’impianto come voi dite. Nei fatti state ammazzando una tecnologia, condannandoci a 30 anni di fonti fossili.

    • settembre 8, 2016 alle 10:51 pm

      caro Orlando Furioso, sei tanto simile all’arch. Virdis che ci si confonde.
      Non c’è uno straccio di pezzetto di carta che dimostri che si sia seriamente cercato di realizzare un progetto di centrale solare termodinamica in area industriale.
      E’ ipocrita non ammetterlo.
      E’ ipocrita non assumersene la responsabilità.
      E’ ipocrita non dire che non esiste alcuna norma che obblighi alla sostituzione delle fonti fossili con le fonti rinnovabili.
      Vorrebbe dire, nel caso della realizzazione della mitica centrale, che l’energia sarebbe obbligatoriamente pagata dallo Stato, cioè da tutti noi, anche se non fosse utilizzata.
      In più terreni agricoli verrebbero snaturati.
      Ci guadagnerebbe sicuramente soltanto il produttore di energia ed è ipocrita tacerlo.

      Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 9, 2016 alle 2:36 am

        Il pezzetto di carta invece c’e’: il sito della societa’ proprietaria dei terreni a Macchiareddu che riguarda la disponibilita’ di aree: solo meno di 30 ettari invece che gli oltre 250 necessari alla centrale. Ecco il link:
        http://www.cacip.it/it/cosa-offriamo/lotti-macchiareddu/it/69040.php

      • settembre 9, 2016 alle 6:45 am

        hai giá fatto quest’affermazione e te l’ho giá smentita: leggiti la pagina principale e non la secondaria.
        Il C.A.C.I.P. a Macchiareddu offre lotti anche di 50 ettari (non esiste solo Elmas, anzi!). Cinque lotti di tale estensione sarebbero 250 ettari, acquisibili anche in leasing.

        Stefano Deliperi

        P.S. eccola, comunque (http://www.cacip.it/it/cosa-offriamo/lotti-macchiareddu/index.php)

        “Lotti a Macchiareddu

        Offerta di lotti attrezzati

        All’interno dell’agglomerato di Macchiareddu il Consorzio ha a disposizione per l’allocazione di imprese produttive numerosi lotti di terreno, debitamente urbanizzati, aventi dimensioni che possono variare dal 2.000 ai 50.000 mq. circa con forme differenti ed in alcuni casi con doppio fronte strada.
        L’ubicazione degli stessi è variabile e si ritiene sia in grado di soddisfare le esigenze più diverse e più aderenti alle diverse realtà produttive.
        Per ogni informazione in merito i responsabili dell’Ufficio Promozione e dell’Ufficio Affari Legali sono a Vs. disposizione.

        Costi di insediamento
        L’imprenditore interessato ad insediarsi nell’area industriale deve contattare il Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari e presentare una richiesta contenente i dati specifici sulle caratteristiche dell’azienda da insediare, le informazioni bancarie e una planimetria di massima indicante la posizione e le dimensioni dei fabbricati e degli impianti che si intende realizzare, in modo da consentire la migliore localizzazione.
        I tempi di assegnazione delle aree sono di circa 15 giorni dal momento del ricevimento della domanda.
        In seguito a deliberazione del Consiglio di Amministrazione, il Consorzio Industriale rilascia inizialmente un’opzione gratuita con validità di 1 mese. Entro tale periodo l’impresa richiedente deve accettare l’assegnazione dell’area industriale fatta dal Consorzio e addivenire alla stipula del compromesso di vendita con validità 6-12 mesi. Tale termine può essere prorogato a giudizio del Consorzio, qualora venga dimostrata l’esigenza obiettiva della proroga. All’atto della firma del compromesso l’investitore deve versare il 30% del prezzo totale del lotto industriale a titolo di caparra, la quale verrà computata e defalcata dall’intero prezzo alla stipula del contratto definitivo di acquisto.
        Le aree possono essere acquistate anche in leasing. In tal caso, dopo aver instaurato il rapporto con il Consorzio Industriale, l’azienda può rivolgersi alla Società di leasing che finanzia l’iniziativa.
        Il prezzo del terreno industriale, immediatamente disponibile per l’insediamento, è fissato in Euro 20,00 al mq..
        I costi relativi agli allacci idrici, fognari, elettrici, telefonici e tutti gli altri servizi di rete sono a carico dell’impresa che si insedia. Le forniture idriche, fognarie e di depurazione fanno capo alla TECNOCASIC mentre i servizi elettrici e telefonici vengono erogati da fornitori vari (ad es. Enel Energia e Telecom Italia) scelti dall’azienda insedianda.
        L’azienda che si insedia gode dell’esenzione dagli oneri di urbanizzazione primaria e della consulenza ed assistenza gratuita da parte del Consorzio Industriale.
        Per ogni lotto industriale gli indici di utilizzo sono:
        • rapporto tra superficie coperta e superficie totale: 0,4
        • distanza minima dei confini (per superfici superiori all’ettaro): 15 metri dalle strade e 12 metri dagli altri lotti;
        • distanza minima dei confini (per superfici inferiori all’ettaro): 10 metri dalle strade e 8 metri dagli altri lotti.

        Costo dei servizi
        Attivazione utenza telefonica (ad es. fornitore Telecom Italia)
        Allaccio rete acqua industriale (fornitore TECNOCASIC)
        Allaccio rete acqua potabile (fornitore TECNOCASIC)
        Allaccio rete fognaria (fornitore TECNOCASIC)
        Tariffe di smaltimento per termovalorizzazione dei rifiuti industriali (solo rifiuti classificati non pericolosi): si prega di contattare l’Ufficio tecnico commerciale della Tecnocasic tel 070 24634305 – 327 fax 070 24634301
        Tariffa di smaltimento per trattamento chimico fisico ed inertizzazione dei rifiuti solidi industriali: si prega di contattare l’Ufficio tecnico commerciale della Tecnocasic tel 070 24634305 – 327 fax 070 24634301
        Tariffa di smaltimento per trattamento per inertizzazione dei rifiuti liquidi industriali: si prega di contattare l’Ufficio tecnico commerciale della Tecnocasic tel 070 24634305 – 327 fax 070 24634301
        Attivazione utenza luce (ad es. fornitore Enel Energia)”

      • Orlando Furioso
        settembre 9, 2016 alle 12:21 pm

        Non sono un architetto, sono un ambientalista che crede nelle scelte da fare. Ho seguito le vostre attività negli ultimi anni e come ambientalista, non capisco come si possa dire che un terreno destinato a pascolo sia snaturato da una centrale che produrrebbe energia pulita. Le pecore non fanno distinzioni fra alberi e pali e possono pascolare sotto gli specchi che occupano più del 90% della superficie degli impianti. Perchè non pubblicate l’articolo dell’Unione Sarda del’otto settembre, dove un proprietario di 140 ettari spiega il motivo per cui ha dato in uso i suoi terreni per l’impianto? Parla di una agricoltura moderna! La nostra è in crisi. Tutto il settore agropastorale è in crisi perchè non riescono a stare dietro al mercato. Per inciso le aziende agricole spagnole che stanno affianco agli impianti Solari esportano e sono floride. Le nostre chiedono sussidi allo stato! Infine chi ci guadagna?

      • settembre 9, 2016 alle 7:55 pm

        “ambientalista” può essere chiunque si attribuisca il titolo di “ambientalista”, cioè chiunque, a prescindere da quanto dice e fa.
        Nell’articolo potrà leggere di chi spera di guadagnarci, di chi afferma che ‘sto progetto di centrale sia un mezzo bidone, di chi non si è fidato, di chi spera di guadagnarci ma non ha visto ancora un soldo, di chi si è ripreso i terreni in assenza di positivi riscontri.
        Lei ci crede? Buon per lei, noi e tanti altri ci siamo fatti un’idea ben diversa.

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 9, 2016 alle 1:05 pm

        Scusa Stefano ma quanti ettari sono 50.000 mq? Di pezzi cosi ce ne dovrebbero essere piu’ di 100 per farci stare la centrale!

      • settembre 9, 2016 alle 7:52 pm

        sono 5 ettari e quindi? Mai sentito parlare di accorpamento di lotti?
        E’ quello che han fatto sempre grandi industrie, dall’Enichem alla Syndial, a Matrìca, alla Saras, a tante altre realtà industriali.
        C’è mai stata una seria e comprovata richiesta scritta? No.
        E allora di che parliamo?

        Stefano Deliperi

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 9, 2016 alle 3:26 am

      Orlando Furioso, purtroppo nel nome dell’immobilismo paesaggistico si stanno condannando proprio quegli stessi paesaggi (gia degradati) che si dichiara di voler tutelare, ad una degradazione ulteriore a causa del riscaldamento globale che si potrebbe ridurre con le centrali termodinamiche ed eoliche che invece il GrIG e la stragrande maggioranza delle associazioni e delle istituzioni cosi duramente contrastano. Quale amara ironia! Pensando di far del bene a volte si fa piu male che non fare niente.

  10. Terrae
    settembre 9, 2016 alle 11:16 pm

    Stasera, al TG3 delle 19:30 si parlava di 5000 nuovi posti di lavoro generati dalle due centrali termodinamiche.

    …inchia! mi sono detto: praticamente 10 occupati per ettaro, Grande!

    Considerando che mediamente un dipendente costa circa 35-40 mila euro l’anno, …inchia! mi sono detto: ma queste centrali quanto rendono se questi possono pagare non meno di 175 milioni all’anno soltanto per gli stipendi?

    Però anche lo Stato, che siamo sempre noi, ci metterebbe del suo; l’assunzione di 5000 persone costerebbe ben 15 milioni di euro l’anno di sgravi fiscali. Cazzarola!

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 10, 2016 alle 2:00 am

      Non sono riuscito a trovare il servizio sulle centrali nel TG3 da te segnalato. Potresti dare dei riferimenti piu dettagliati o magare mettere un link qui?

      • Terrae
        settembre 10, 2016 alle 9:32 am

        Il servizio con l’intervista all’architetto Virdis è passato sulla TGR Rai Sardegna nell’edizione successiva al TG3 delle 19 di ieri 9 settembre.

      • Terrae
      • Riccardo Pusceddu
        settembre 10, 2016 alle 12:45 pm

        Grazie ma non era il link giusto. Quello con l’intervista a Virdis e’ qui:
        http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-c9be07a1-4453-4cfd-b296-30d47339bd1a-archivio.html#

      • Terrae
        settembre 10, 2016 alle 3:20 pm

        Ah, ecco!
        Ma cali esti s’alegusta?
        Custa? O custa?

        Meno male che sono scritti, perché -a me- i links sembrano uguali; anzi, sono lo stesso link, visto che danno lo stesso esito.

        Una scetti est s’alegusta! Custa!
        🙂

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 10, 2016 alle 5:58 pm

        Hai ragionissima! Me ne sono accorto solo dopo che ho fatto click sul mio preteso corretto link, hahaha. Incredibile perche’ ho salvato un link del servizio con Virdis che non e’ quello che hai dato tu e poi anch’io sbagliando a mia volta. E’ come se il link fosse sempre collegato al servizio di 4 minuti (quello senza Virdis) invece che all’intero telegiornale col servizio di Virdis che invece dura intorno ai 14 minuti.

  11. settembre 10, 2016 alle 8:17 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 settembre 2016
    Il nuovo feudalesimo dei cacciatori d’energia. (Sandro Roggio)

    È normale che la Sardegna possa sembrare la terra promessa ai nuovi speculatori dell’energia. Ai quali bastano quelle dei cacciatori di energia due o tre informazioni sull’isola ricattabile: spopolata, povera, in vendita: prezzi stracciati a qualche km dal mare. Ampia scelta di aree e in caso di difficoltà nell’acquisizione, una legge dello Stato (2003) per consentire agli acquirenti di alzare la voce. Pure nella Regione Autonoma. Bentornato Feudalesimo, avrà pensato EnergoGreen. La società decisa a provarci nell’isola, con un nome più domestico – Flumini Mannu –, rassicurante per i sardi notoriamente più indulgenti verso chi esibisce una parentela da queste parti (avranno saputo del successo strepitoso della birra con il marchio QuattroMori ?). Un ufficio a Macomer e via. Dal 2012 a caccia di terre tra le proteste delle comunità locali. Provarci. Come a Decimoputzu ( e non solo) dov’è grande lo sconcerto per l’iniziativa di Flumini Mannu: quando dici “non è possibile!”. Perché non è possibile quella distesa di specchi acchiappasole, circa 270 ettari coinvolti in piena campagna (tre volte i quartieri storici di Cagliari). Quanto basta per sconvolgere un paesaggio e pure il clima dei dintorni.

    Ma la vera sorpresa non è un’azienda che fa il suo mestiere, quanto i risvolti della legislazione nazionale: accondiscendente verso questi impianti al punto di consentirne la realizzazione dovunque. Anche nelle zone dove non sono ammessi – in Sardegna come in altre regioni – usi diversi da quelli agricoli. Per cui non conterebbe nulla la pianificazione locale; e neppure il buon senso: la disponibilità di zone industriali dismesse, adatte ad accogliere con qualche accorgimento quelle attrezzature.

    Ma c’è di più. Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili sono per legge “di pubblica utilità”. E non per il bene dei cittadini preoccupati per i blackout – come verrebbe da pensare. Ma a tutela degli investitori nel caso trovassero resistenze ad acquisire le aree indispensabili per gli insediamenti progettati.

    La legge in sintonia con un’altra (del 2001) ammette, e questo è il punto, l’ esproprio, pure di suoli agricoli in produzione. A garanzia di un interesse privato e a scapito di un altro ben più conveniente alla comunità. Nel nome di un bisogno fittizio (alla Sardegna non serve altra energia); e per soddisfare una domanda esterna e il business dei contributi statali. Come quando le foreste dell’isola erano combustibile gratuito per alimentare le macchine a vapore in Continente nel clima del lungo Medioevo sardo.

    La tecnologia è cambiata ma agli speculatori postmoderni si concedono privilegi da antico regime, quando persa “sa passienzia” si invocava “sa gherra contra de sa prepotenzia”.

    Sta in questo solco la minaccia pendente sull’attività di Giovanni Cualbu allevatore, proprietario di parte delle terre ambite, indisponibile a venderle. E tuttavia espropriabili a richiesta di Flumuni Mannu. Una prepotenza autorizzata, denunciano da un po’ i comitati per la difesa del territorio. E solo l’idea che possa accadere, sta provocando disorientamento e sfiducia verso le istituzioni nella fase delicata di esame del progetto. D’altra parte le contraddizioni sono nella norma che assegna alla Regione la valutazione d’impatto per impianti fino a 300kw, e allo Stato per gli impianti sopra questa soglia. Per cui Flumini Mannu può tentarci e ritentarci. E sarebbe clamoroso se il giudizio negativo già espresso dagli organi tecnici della Regione – per una centrale sotto i 300kw –, fosse contraddetto dal Ministero dello Sviluppo Economico (nell’indifferenza agli aspetti ambientali?) con un verdetto favorevole allo stesso impianto: riproposto lì e con un po’ più di potenza. Ci sarebbe molto da ridire ovviamente, e confidiamo che eventualmente la Regione tenga la schiena dritta, fino in fondo nel confronto con lo Stato – come ha promesso la Giunta regionale. Un valore simbolico la difesa di Giovanni Cualbu. Un messaggio atteso dai comuni che non vogliono restare soli nella lotta contro le nuove e vecchie forme di land grabbing. Le storture si possono correggere. A questo, in fondo, serve la politica.

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 10, 2016 alle 9:30 pm

      Ma come si fa a paragonare una cosa nefasta come la distruzione delle foreste sarde in epoca piemontese ad una centrale termodinamica che invece e’ un simbolo di quello che occorre per cambiare rotta prima che sia troppo tardi per il pianeta intero e non solo per la Sardegna? E l’ipocrisia di scagliarsi contro “la domanda esterna” di energia solo perche’ viene attuata dai nuovi “speculatori” dell’energia che hanno il difetto di non essere sardi, mentre la domanda esterna di pomodori va bene quando a coltivarli siamo noi? E che dire poi sul paragonare la centrale ad una “land grabbing” che invece beneficia solo chi la attua e non il pianeta. E se la land grabbing la farebbe il WWF allora, magari per salvare una zona naturale in pericolo? Allora tutto bene, no? Ecco, io penso che fare centrali termodinamiche ed eoliche dove c’e’ vento e sole sia un po come salvare altrettante zone naturali in pericolo, direttamente, rallentando il riscaldamento globale che sta cambiando il clima, anche in Sardegna, e indirettamente consentendo di salvare posti ben piu preziosi dal punto di vista ambientale evitando che ci si costruisca sopra una diga or ci si scavi fuori il carbone o il petrolio per continuare con lo status quo attuale.
      E poi esportare energia pulita e’ sicuramente meglio di esportare pomodori ai pesticidi coltivati in serre riscaldate a gasolio e coltivate coi trattori. E’ tutto da cambiare.

      • Occhio nudo
        settembre 10, 2016 alle 10:18 pm

        Riccardo, ma ragiona un attimo: ti sembra normale che per salvare il mondo (e di sicuro non è questo l’intento di chi specula sulle rinnovabili) dobbiamo sacrificare la Sardegna? Ma dov’è scritto che dobbiamo giocarci il nostro territorio, senza alcun vantaggio né sotto il profilo economico né sotto quello sociale né tantomeno sotto quello ambientale? Boh.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 10, 2016 alle 10:50 pm

        Occhio Nudo, ora sono io ad invitarti a ragionare: noi non ci stiamo giocando nessun territorio visto che la centrale non verra’ fatta abbattendo una foresta o devastando un’altra area ad alta biodiversita’. Io quell’area la conosco bene perche’ sono di Decimoputzu e ci andavo da ragazzo a caccia di bruchi e li non ho mai trovato neppure quello di un macaone, che e’ uno dei piu comuni. Tutto brucato dalle pecore. E quest’anno ci sono andato di nuovo e non c’era neppure un cespuglio in piu di quanto ce ne fossero 25 anni fa. Solo qualche sparuta fila di Eucaliptus globulus in lontananza.
        I vantaggi ci sono ma non li vedi, forse anche tu accecato come la maggiorparte qui dall’invidia verso gli “speculatori” del continente. Te li descrivo in breve:
        -creazione di posti di lavoro “puliti”, non come quelli proposti dall’Eurallumina a Portovesme, e di professionalita’ spendibili all’estero e per futuri impianti in Sardegna, quando finalmente si decidera’ di chiudere queste maledette centrali a carbone e ad olio combustibile (per non parlare dell’anacronistico progetto di portare il metano nelle case);
        -coesione sociale dovuta al maggior benessere dato dai posti di lavoro di cui sopra;
        -mitigazione del riscaldamento globale e piantumazione di migliaia di alberi e cespugli previsti a schermo dell’impianto.
        E potrei continuare.

      • settembre 10, 2016 alle 10:53 pm

        Riccardo, hai ripetuto gli stessi concetti ormai decine e decine di volte. Le regole di questo blog sono chiare: spiace, ma ulteriori commenti simili non saranno pubblicati.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 10, 2016 alle 10:58 pm

        Scusa Stefano se non ho rispettato le regole del blog ma cosa mi consigli di fare quando qualcuno mi invita per l’ennesima volta a ragionare sui miei concetti ripetuti a iosa? Cosa dicono le regole del blog?

      • settembre 10, 2016 alle 11:19 pm

        dicono che se i propri concetti sono stati espressi e ripetuti parecchie volte basta e avanza.
        Questo è un blog, non è un forum dove si parla quanto e e dell’argomento che si vuole, non è nemmeno uno “sfogatoio”, neppure un posto dove fare il lavaggio del cervello o convincere nessuno.
        Questo vale per tutti, altrimenti è il caos.
        Buona serata a tutti. 😉

        Stefano Deliperi

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 10, 2016 alle 9:39 pm

      Davvero, non c’e’ da meravigliarci che la Sardegna sia ancora cosi arretrata economicamente, visto che quanto scrive il buon Sandro Roggio e’ purtroppo condiviso dalla maggioranza dei sardi. Invidia, sospettosita’ contro il nuovo, specialmente quando a proporlo sono i “continentali”, ostilita’ contro le leggi Nazionali, come se la Sardegna fosse esentata dal rispettarle, ecc. ecc.

  12. settembre 19, 2016 alle 2:54 pm

    e il Presidente della Regione Francesco Pigliaru, finalmente, parla.

    da Sardinia Post, 19 settembre 2016
    Termodinamico Flumini Mannu, Pigliaru: “No alla costruzione di mega impianti”. (http://www.sardiniapost.it/politica/termodinamico-flumini-mannu-pigliaru-no-alla-costruzione-mega-impianti/)

    No alla costruzione dei due impianti solari termodinamici nelle campagne del Medio Campidano. Lo ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, sabato a Guspini, durante un faccia a faccia con i giovani sul palco della Festa dell’Unità. “Confermeremo la nostra opposizione al progetto in sede di conferenza di servizi”, ha spiegato, “perché incoerenti con il nostro Piano energetico regionale appena approvato. Dico sì agli impianti proporzionati alle esigenze e al fabbisogno dei territori”, ha detto Pigliaru davanti ai cittadini e ai rappresentanti dei comitati per il “no” alla mega centrale, “ma non a mega impianti che producono energia in grandi quantità che viene immessa poi nella rete del gestore nazionale e non viene utilizzata nell’isola. Utilizzare quei terreni agricoli e fertili per installare mega impianti che, se cambia il mercato, diventano inutili, ci ricorda errori del passato che noi vogliamo evitare”, ha precisato Pigliaru.Sul progetto della centrale da mesi è in atto un’opposizione da parte dei comitati e degli stessi proprietari dei terreni che si sono opposti alla proposta di affitto (leggi qui).

    Il presidente della Giunta interviene per la prima volta direttamente sui progetti che prevedono l’installazione di 500 ettari di specchi solari con fondazioni in cemento armato tra Decimoputzu, Gonnosfanadiga, Guspini, Villacidro e Villasor. Alle due società, la Gianluigi Angelantoni Group e la Chiyoda Corporation, la Regione ha negato l’autorizzazione per l’impianto inferiore a 55 mega watt, ma ora il progetto è stato ampliato ed è soggetto ad autorizzazioni nazionali.
    “Il Piano energetico regionale”, ha precisato Pigliaru, “segue un indirizzo ben preciso: il futuro sono le smart grid a livello locale e le isole energetiche per promuovere l’autoconsumo, abbattere i costi e creare così vantaggi per cittadini e imprese”. “Dobbiamo spostare la visione dal tempo in cui qualcuno produceva tanta energia in un unico luogo, poi la distribuiva attraverso una grandissima rete con costi altrettanto grandi”, ha concluso, “a una visione autosufficiente in cui è dominante, grazie alla tecnologia, il modello locale, con il conseguente abbattimento dei costi.”

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 19, 2016 alle 2:49 pm

      Finalmente Pigliaru si e’ schierato! Preferisce il metano e le smart grids al termodinamico.
      Peccato che le smart grids non servano a niente se si continua a bruciare carbone, olio combustibile, gas naturale, metano, ecc. ecc. E l’ottimizzazione maggiore viene dalle centrali termodinamiche ed eoliche perché’ esse sono le più efficienti dal punto di vista del EROEI, l’indice di resa energetica dato dal rapporto tra energia totale spesa per costruire e smantellare un’impianto a fine ciclo e quella fornita dall’impianto stesso quando in esercizio. Il fotovoltaico e’ il fanalino di coda fra le energie rinnovabili, paragonabile all’energia nucleare e alle biomasse.
      Ma purtroppo Pigliaru non e’ immune dall’invidia che ci contraddistingue, noi sardi, e fa il populista invece che spiegare alla gente queste verità, ammesso che le conosca. Speriamo che la ragione prevalga, anche con la forza dataci dall’applicazione delle leggi nazionali e degli accordi di Kyoto e di Parigi.

      • settembre 19, 2016 alle 3:41 pm

        ma tu spieghi tutto il mondo in base al concetto di “invidia”?
        Ma non tu pare d’esser un po’ riduttivo?

        Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 19, 2016 alle 4:56 pm

        Non c’e’ solo l’invidia a contraddistinguerci. C’e’ anche il sospetto verso tutto cio’ che e’ nuovo, una sorta di inerzia culturale verso tutto cio che arriva dall’esterno. De Maistre lo aveva spiegato molto bene ai suoi tempi quando parlava dei contadini sardi e della loro refrattarieta’ alle nuonve tecniche di coltivazione e di innesto, se non ricordo male. Se non avessimo questa mentalita’ torneremmo ad essere i primi al mondo, come lo eravamo al tempo dei nuraghi.

      • settembre 19, 2016 alle 5:54 pm

        non eravamo “i primi al mondo” in epoca nuragica né tutti i sardi sono refrattari a novità e cose simili.
        Quando si fa d’ogni erba un fascio si sbaglia, altrimenti si dovrebbe dire che gli inglesi si lavano poco e che i siciliani sono mafiosi. Si chiamano “luoghi comuni” e sono un po’ idioti 😉

      • Terrae
        settembre 19, 2016 alle 4:58 pm

        Abbi pazienza Riccardo, ma la tua fissa per l’invidia che animerebbe noi Sardi comincio a sentirla come un’offesa.

        Mi sembra che pro e contro, sardi e non, qui si sia argomentata la propria posizione con concetti ben più evoluti della tua semplificazione a carattere etnico.

        Ti leggo con interesse e mi sembri persona capace di ragionamenti migliori e non mi capacito del perché ti ostini su una cosa tanto falsa quanto arida.

        Magari siamo caratterialmente diffidenti (che è cosa diversa dall’essere invidiosi), ma questo non significa che siamo retrogradi o, peggio, che abbiamo l’anello al naso se la pensiamo diversamente da te.

        Non me ne volere.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 19, 2016 alle 10:28 pm

        Non sono un’esperto in archeologia e non c’ho voglia di guardare su Wikipedia ma mi pare che la civilta nuragica esistesse gia agli albori di quella Egizia. Diciamo che non eravamo i primi al mondo ma fra le civilta piu avanzate si. Lo stesso mito di Atlantide e’ da taluni fatto risalire alla nostra antica civilta. E i nostri illustri antenati non discutevano sicuramente sul preservare il paesaggio quando si trattava di costruire i nuraghi. Sapevano scegliere cosa era piu’ importante al contrario dei loro discendenti attuali che non alzano un dito sull’agricoltura meccanizzata di oggi perche’ non si vede mentre si stracciano le vesti per 250 ettari di specchi che sicuramente fanno molto meno danni della prima. Certo che 4.000 anni fa il paesaggio non era cosi a rischio come lo e’ oggi perche’ non c’era molta gente a distruggerlo.
        I luoghi comuni invece sono illuminanti se li si applica come una norma statistica anziche assoluta, perche’ offrono un colpo d’occhio sulle caratteristiche di certi gruppi. Gli inglesi non si lavano tanto, in media, e i siciliani hanno un atteggiamento omertoso e truffaldino, in media.
        Noi sardi siamo diffidenti e invidiosi, in media e non prendetela per un’offesa visto che nel fascio mi ci metto anch’io, solo che anziche negare, io lo ammetto apertamente. E mentre tale atteggiamento era giustificabile in epoche piu remote, con tutto quello che abbiamo passato a causa dei vari conquistatori che si sono succeduti al governo dell’isola, saccheggiandola e sfruttandola fin dove era possibile senza pensare al futuro dei suoi abitanti, adesso non lo e’ piu’. Molti di noi sono istruiti e non si fanno piu prendere in giro o spaventarsi che la situazione gli sfugga di mano.
        Altrimenti mi spiegate cos’e’ che ci mantiene cosi indietro nel panorama mondiale? Non siamo certo stupidi, anzi!
        Io penso che l’arretratezza in cui versa la nostra isola sia dovuta alla mancanza di iniziativa nella giusta direzione, quando la direzione giusta sia intrapresa per prima da imprese che arrivano dal cosiddetto continente o peggio ancora da imprese straniere. Ci facciamo prendere la mano da considerazioni assolutamente minori quali preservare i pasesaggi a tutti i costi, anche quelli che sono devastati dalla pastorizia solo perche la pastorizia e una nostra tradizione mentre la produzione di energia pulita non lo e’ (ancora) e a proporla sono gli altri. Puntare tutto sulla pastorizia e sull’agricoltura, soprattutto quelle meccanizzate e a forte impatto ambientale come vengono praticate oggi in Sardegna e altrove e’ sbagliato, sia finanziariamente che direi soprattutto eticamente.
        Certo sono d’accordo che qualsiasi popolo abbia diritto di fare le proprie scelte, anche qualora queste siano sbagliate ma io spero che sempre piu sardi come me si rendano conto dei nostri limiti e difetti e decidano che sia tempo di cambiare atteggiamento di fronte ad un mondo cosi sbagliato. Siamo quasi ad un bivio tra le forze della conservazione e quelle del progresso sostenibile e secondo me la Sardegna e il mondo nella sua interezza, potranno succedere nell’intento di renderlo piu giusto e migliore solo facendo le scelte giuste.

      • settembre 19, 2016 alle 10:45 pm

        vabbè, Riccardo, Shardana uber alles! 😛 😛 😛

      • Terrae
        settembre 19, 2016 alle 11:06 pm

        😦

        Non t’invidio.

        Resettiamoci … please!

      • Terrae
      • Riccardo Pusceddu
        settembre 21, 2016 alle 12:50 pm

        Ma certo che non siamo i soli! Ma noi siamo affetti da una combinazione di invidia e di sospetto verso gli altri, soprattutto se sono “di fuori”. Tedeschi e inglesi, questi ultimi che conosco bene, sono molto piu pronti a rischiare di dare un vantaggio ad altri qualora intravvedano un vantaggio uguale per loro. Noi sardi questo non lo sappiamo fare, in media. E’ per questo che le cooperative in Sardegna falliscono quasi sempre, quando anche se ne formino. Siamo terrorizzati dal fare qualsiasi cosa che possa dare un vantaggio anche a terzi. Preferiamo non fare niente. Ti potrei raccontare mille aneddoti ma mi astengo. L’eccezione alla regola si verifica quando c’e’ da osteggiare qualcosa di nuovo proposto da “continentali” o da gruppi stranieri. Allora l’invidia e il sospetto fra noi si assopisce e tutti uniti contro gli invasori, anche se portano un po di benessere. Io la vedo cosi.

  13. settembre 28, 2016 alle 5:31 pm

    A.N.S.A., 28 settembre 2016
    Ambientalisti, no termodinamico Flumini.
    Presidio in Consiglio regionale di cittadini, comitati e sindaci: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/09/28/ambientalisti-no-termodinamico-flumini_274eb88b-d317-4657-8be9-2ed4b99c5bc2.html

    ____________________

    da Sardinia Post, 28 settembre 2016
    Il Consiglio boccia i termodinamici e spinge la giunta allo scontro col governo: http://www.sardiniapost.it/politica/consiglio-boccia-termodinamici-spinge-la-giunta-allo-scontro-col-governo/

    ___________

    da La Nuova Sardegna, 28 settembre 2016
    Termodinamico, il Consiglio regionale approva la mozione contro i megaimpianti.
    Il documento fa riferimento, in particolare, al progetto della Flumini Mannu ltd nei comuni di Decimoputzu e Villasor e a uno analogo fra Gonnosfanadiga e Villacidro: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2016/09/28/news/termodinamico-il-consiglio-regionale-approva-la-mozione-contro-i-megaimpianti-1.14168493

    • Riccardo Pusceddu
      settembre 28, 2016 alle 9:45 pm

      Ma quale difesa dei terreni agricoli! Ma quali aziende di riferimento! Affermazioni grottesche se riferite all’attività agricola come viene espletata al giorno d’oggi, fortemente meccanizzata e dipendente, ma che dico, tossico-dipendente dai pesticidi e fertilizzanti! E’ sarebbe questa l’agricoltura a cui i 51 consiglieri regionali, gli assessorati competenti in materia si riferiscono quando parlano di “base di partenza per una nuova idea di sviluppo”? Al limite del grottesco sentirsi dire cose simili proprio da coloro che dovrebbero saperne di più e deliberare di conseguenza!
      L’indicazione di non consumare suolo non vale per i trattori, le serre, la pastorizia più sfrenata e le altre nefaste pratiche agricole praticate nei suddetti terreni che stanno tanto a cuore ai cari sindaci?
      E che dire poi dell’assessore all’Ambiente Spano quando delira dicendo che l’esproprio deve essere legato al possesso? Ma se c’e’ possesso allora l’esproprio non serve!
      Avanti così Sardegna, nel refrattario e miope atteggiamento di sempre, ostile a chiunque proponga qualcosa di meglio solo perché non e’ della nostra terra. Continuiamo così, ci aspetta un radioso futuro, senza ingerenze straniere ma sempre più poveri sia di ambiente che di quattrini. Ma alla maggiorparte dei sardi piace così purtroppo.

  14. ottobre 18, 2016 alle 2:52 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Flumini Mannu, Spano a Roma: Regione contraria, il progetto ha direzione diversa da nostre politiche di sviluppo.
    “Oggi ho ricordato che la Regione Sardegna ha espresso parere negativo sull’intervento a febbraio 2015, ottobre 2015 e a giugno di quest’anno”, ha dichiarato la titolare dell’Ambiente. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=320258&v=2&c=149&t=1)

    ROMA, 17 OTTOBRE 2016 – Questa mattina, a Roma, l’assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano ha partecipato con il direttore generale Paola Zinzula e uno dei tecnici regionali al tavolo convocato dalla Presidenza del Consiglio per la discussione sull’impianto solare termodinamico di Villasor-Decimoputzu presentato dalla società Fluminimannu Limited.

    “Oggi ho ricordato che la Regione Sardegna ha espresso parere negativo sull’intervento a febbraio 2015, ottobre 2015 e a giugno di quest’anno”, ha dichiarato la titolare dell’Ambiente.
    “Il progetto, che impatta sulle risorse ambientali, non solo è in contrasto con il piano energetico ambientale regionale e con il piano paesaggistico ma anche con le nostre politiche agricole. La Giunta sta infatti investendo su prospettive economiche e occupazionali per i sardi e il progetto dell’impianto non va certo in questa direzione”, ha proseguito l’assessore Spano, “In questi mesi il presidente Pigliaru e la Giunta hanno manifestato una contrarietà al progetto. E sulla stessa linea si è espresso all’unanimità il Consiglio regionale”.

    L’incontro odierno, alla presenza dei soggetti territoriali interessati, è previsto dalla procedura nei casi di discordanza tra Amministrazioni statali su un parere tecnico istruttorio nell’ambito dell’iter di valutazione ambientale nazionale. La Commissione tecnica nazionale aveva fornito un parere positivo sul progetto mentre era stato negativo quello del Ministero dei Beni culturali.

    ____________________________

    da Sardinia Post, 17 ottobre 2016
    Impianto solare Villasor-Decimoputzu, la Regione ribadisce il proprio No: http://www.sardiniapost.it/politica/impianto-solare-villasor-decimoputzu-la-regione-ribadisce-il-proprio-no/

  15. ottobre 19, 2016 alle 6:45 pm

    da Sardinia Post, 19 ottobre 2016
    “Terreni e paesaggio di poco valore”. Dal ministero sì al termodinamico. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/ambiente/terreni-piu-fertili-con-limpianto-il-ministero-dellambiente-dice-si-al-termodinamico/

  16. Luciano Matta
    ottobre 28, 2016 alle 8:11 pm

    Sono un apicoltore che ha le postazioni nell’azienda AGRIS praticamente a ridosso della centrale solare termodinamico Flumini Mannu. Immagino che dovrò spostare gli alveari non credo che non ci saranno incompatibilità visto la tipologia dell’impianto che prevede anche una centrale a gasolio oltre alle altre cose negative che ancora non mi sono note ma o timore che non mancheranno.

    • Riccardo Pusceddu
      ottobre 29, 2016 alle 4:39 pm

      Egregio Sig. Matta, se fossi in Lei io invece me ne rallegrerei perche’ la centrale, lungi dalla descrizione negativa che se ne e’ fatta in tutti i mas media e fra la popolazione, prevede la piantumazione di migliaia di alberi e cespugli dove adesso invece c’e’ solo qualche sparuta fila di Eucaliptus globulus. La centrale a gasolio verra’ usata solo in inverno nelle poche giornate, ahime’, nuvolose e fredde che ci saranno e non mi stupirei se non ce ne fosse bisogno punto.

      • Luciano Matta
        ottobre 31, 2016 alle 2:09 pm

        A parte che di eucaliptus globulus non se ne vede neanche l’ombra, caso mai si tratta di camaldulensis o rostrata. Diciamo anche che Villasor con le rinnovabili da Lei non si deve fare rimproverare niente. Infatti a Su Scioffu in agro di Villasor c’è installato e funzionante dal 2011, un impianto fotovoltaico serricolo considerato il più grande d’Europa, in cui sono installati 20 MW di potenza su un’rea di 26 Ha, 84000 pannelli solari , e 134 serricoli. Con un piccolo particolare , le serre che avrebbero dovuto creare come indotto molte decine di posti di lavoro, a tuttoggi non ne hanno creato neanche uno. Inoltre come Lei certamente sa le società coinvolte nel progetto e nella gestione sono indagate dalla magistratura per truffa. L’impianto solare termodinamico a ciclo combinato che Lei difende, secondo me sarebbe stato molto più conforme alle indicazioni propagandate da Flumini Mannu Limited di energia pulita e sostenibile, se avreste proposto un altro impianto anche più grande di Su Scioffu ma di tipo fotovoltaico e non termodinamico combinato. Questo perchè l’impianto da voi proposto, quello che fa uscire dalla porta lo fa rientrare dalla finestra. Mi spiego meglio dicendo che un impianto termodinamico solare che funziona in continuo 24 ore al giorno per tutto l’anno ha bisogno di utilizzare gas o gasolio o olio combustibile che sono combustibili propri degli impianti di cui si dice che non vogliamo più avere a che fare, e sappiamo bene che di notte e in inverno il sole deve essere integrato con altre energie che diciamo di non volere più, mentre si propugna che è un impianto che sfrutta solo l’irraggiamento solare , il che è vero solo in parte. Per dare un giudizio più completo bisognerebbe avere lo schema dell’impianto, la relazione tecnica con la descrizione dell’impianto, i costi di esercizio di gestione, e la forza di lavoro impiegata a regime di funzionamento. Comunque anche se 55 MW di potenza ipotizzati in progetto sono tanti, salta agli occhi che 269 ettari di territorio sono troppi per la finalità che si vuole perseguire, sopratutto considerando tutte le incognite che ancora non si conoscono, e che secondo me non mancheranno di esserci in negativo.

  17. febbraio 9, 2017 alle 4:28 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Termodinamico, Spano scrive a Galletti: la Regione è contraria a impianto di Gonnosfanadiga e Guspini.
    “In vista dell’imminente espressione del parere da parte della Commissione tecnica nazionale di valutazione dell’impatto ambientale, intendo ribadire la contrarietà della Regione Sardegna alla realizzazione dell’impianto solare termodinamico da 55 MWe denominato ‘Gonnosfanadiga, Comuni di Gonnosfanadiga e Guspini”. Questa la posizione illustrata dall’assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, in una lettera inviata questa mattina a Roma al ministro Gianluca Galletti. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7873)

    CAGLIARI, 9 FEBBRAIO 2017 – “In vista dell’imminente espressione del parere da parte della Commissione tecnica nazionale di valutazione dell’impatto ambientale, intendo ribadire la contrarietà della Regione Sardegna alla realizzazione dell’impianto solare termodinamico da 55 MWe denominato ‘Gonnosfanadiga, Comuni di Gonnosfanadiga e Guspini”. Questa la posizione illustrata dall’assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, in una lettera inviata questa mattina a Roma al ministro Gianluca Galletti.

    Come per il progetto di Fluminimannu. La posizione espressa oggi ribadisce la linea che la Regione aveva manifestato in passato a proposito dell’analogo progetto “Fluminimannu” da realizzarsi, secondo le proposte, nei territori dei Comuni di Villasor e Decimoputzu. Per tale progetto è in corso la procedura, indicata dalla normativa, che prevede “il deferimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per una valutazione complessiva a seguito di pareri, tra loro contrastanti, resi dalle Amministrazioni competenti, a diverso titolo, per la definizione di atti e provvedimenti”.

    Su mandato del Consiglio regionale. Lo scorso 28 settembre, con la mozione n. 250, il Consiglio regionale impegnava il presidente della Giunta a porre in essere, in tutte le sedi istituzionali, ogni azione utile a impedire la realizzazione degli impianti nei territori di Gonnosfanadiga e Guspini.
    Le motivazioni. Sul progetto, gli uffici della direzione generale dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente avevano già espresso parere tecnico negativo con due distinte note: una del 22 ottobre 2015 e l’altra del 14 giugno 2016. “Le motivazioni che sottendono al netto diniego da parte della Regione Sardegna – è scritto nella lettera – sono riconducibili alle seguenti notevoli criticità: la sottrazione di suolo all’uso agricolo; l’incoerenza col Piano energetico regionale; la forte opposizione del territorio in merito alla realizzazione dell’impianto”.

    Per quanto riguarda il primo aspetto, la dimensione degli spazi interessati per la realizzazione del sito comporterebbe il sacrificio di un’area produttiva, attualmente adibita a uso agricolo e al pascolo del bestiame. Ciò sarebbe in contrasto con gli obiettivi della politica agricola regionale per il consistente consumo di suolo agrario e produrrebbe un inevitabile impatto negativo anche sugli ecosistemi coinvolti, che svolgono un ruolo ecologico di primaria importanza per il mantenimento dell’agro-biodiversità, per il flusso dei servizi ecosistemici e per la capacità di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Allo stesso tempo si mortificherebbero le aziende agricole che operano in quei luoghi alle quali verrebbe negata la disponibilità di quegli spazi con effetti di carattere economico-sociale facilmente immaginabili.
    L’incoerenza col Piano energetico regionale deriva dal fatto che un impianto di tali dimensioni non è in linea con la strategia energetica regionale che si basa invece su principi europei di generazione distribuita ed efficiente, con impianti di piccola taglia e micro reti di distribuzione. Va quindi ulteriormente evidenziato il forte malcontento e la netta contrarietà della popolazione alla realizzazione del progetto, soprattutto per le forti tensioni di carattere economico-sociale che potrebbero derivarne.

    La richiesta. “Con questa nota – si chiude la missiva di Spano al Ministro – chiedo un suo autorevole intervento affinché, nell’ambito delle procedure di legge, siano tenute nella giusta considerazione tutte le osservazioni evidenziate nei pareri resi dalla Regione Sardegna e nelle quali sono stati analizzati gli aspetti di impatto negativo dell’impianto e i pareri di altri enti e soggetti che operano sul territorio e conoscono perfettamente la realtà nella quale esso si inquadra”.

    _____________________

    A.N.S.A., 9 febbraio 2017
    Sardegna dice No a termodinamico.
    Progetto sottrae suolo agricolo e incoerente con Piano energia. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/02/09/sardegna-dice-no-a-termodinamico_00583ac0-f623-4521-b19e-fe8d15065660.html)

    Stop della Sardegna alla realizzazione dell’impianto solare termodinamico da 55 MWe nei Comuni di Gonnosfanadiga e Guspini. L’assessora dell’Ambiente, Donatella Spano ha scritto al ministro Gianluca Galletti opponendosi al progetto “in vista dell’imminente espressione del parere da parte della Commissione tecnica nazionale di valutazione dell’impatto ambientale”.

    Stessa contrarietà per l’analogo progetto “Fluminimannu”, che è stato proposto tra Villasor e Decimoputzu, sempre nel Campidano. Per questo progetto ad esprimersi sarà la presidenza del Consiglio dei Ministri “per una valutazione complessiva a seguito di pareri, tra loro contrastanti, resi dalle amministrazioni competenti”, spiega l’esponente della Giunta Pigliaru.

    Lo scorso 28 settembre il Consiglio regionale si era già espresso contro la realizzazione degli impianti a Gonnosfanadiga e Guspini, e sul progetto pesa anche il parere tecnico negativo degli uffici dell’assessorato dell’Ambiente deliberato il 22 ottobre 2015 e il 14 giugno 2016. Tra le motivazioni della bocciatura, “la sottrazione di suolo all’uso agricolo, l’incoerenza col Piano energetico regionale e la forte opposizione del territorio in merito alla realizzazione dell’impianto”.

    ________________

    da Il Fatto Quotidiano, 9 febbraio 2017
    Sulcis, il via libera all’Eurallumina stretto tra esigenze occupazionali e incognite per ambiente e salute.
    er una terra di ammortizzatori sociali in una regione con la disoccupazione al 15,9% contro il 10%, il riavvio e ammodernamento della fabbrica resta una buona notizia a cui si reagisce con abbracci e il ritiro degli striscioni. Ma da mesi le associazioni e comitati popolari depositano osservazioni sul progetto e ribadiscono la loro opposizione. Del resto la Sardegna resta in bilico da decenni sullo stesso rebus: da una parte il miraggio del lavoro, dall’altra quello delle bonifiche, del risanamento e dell’economia sostenibile, alternativa e ‘pulita’. (Monia Melis): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/09/sulcis-il-via-libera-alleurallumina-stretto-tra-esigenze-occupazionali-e-incognite-per-ambiente-e-salute/3379589/

    ———-

    7 febbraio 2017
    Eurallumina, scontro tra ministeri sul futuro dello stabilimento di Portovesme.
    Il soprintendente dei Beni culturali stoppa la riapertura della fabbrica, chiusa dal 2009 e con molti problemi ambientali. Pressing di sindacati, Pd e ministero dello Sviluppo. (Roberto Rotunno): http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/guerra-tra-governo-e-tecnico-sul-futuro-dello-stabilimento/

  18. marzo 24, 2017 alle 2:46 pm

    da Cagliaripad, 24 marzo 2017
    Corteo per dire “No” alla centrale elettrica termodinamica.
    I Comitati di Cittadini, Amministrazioni Comunali e Associazioni Ambientaliste (Consulta ATE), Invitano tutta la cittadinanza a ritrovarsi per una manifestazione unitaria contro le attuali proposte per il Termodinamico Solare in Sardegna: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=47727

    _______________

    da Sardinia Post, 25 marzo 2017
    Gonnosfanadiga, manifestazione contro il Termodinamico: http://www.sardiniapost.it/multimedia/gonnosfanadiga-manifestazione-contro-il-termodinamico/

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: