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Violare la normativa comunitaria costa caro, anche a Vallermosa.


acqua e gemme

acqua e gemme

Affollata assemblea lo scorso 31 maggio 2013 a Vallermosa (CA) promossa dal locale Comitato “Sa Nuxedda Free” riguardo il progetto Sardinia Green Island s.r.l. di una centrale solare termodinamica nelle campagne del piccolo centro del Campidano.

Diversi interventi hanno ricordato quanto in proposito dichiarato pubblicamente di recente dall’Assessore regionale dell’industria Antonello Liori: “per la realizzazione dell’impianto di Vallermosa si dovrà procedere con la Valutazione di impatto ambientale, ma si sta comunque lavorando per definire una leggina così da evitare questo passaggio che allungherebbe i tempi di realizzazione del progetto”.

Senza nemmeno entrare nel merito del criticabilissimo progetto, si spera soltanto che l’Assessore Liori non sappia di che cosa sta parlando.

Infatti, il procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) per progetti simili è obbligatorio e vincolante per la normativa comunitaria e la normativa nazionale e regionale di attuazione (direttiva n. 2011/92/UE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 5/11 del 23 aprile 2008 + allegati), come disposto dalla deliberazione Giunta regionale n. 34/22 del 18 agosto 2011 conclusiva della procedura di verifica di assoggettabilità a cui il progetto era stato sottoposto.

Hanno un senso concreto le parole dell’Assessore Liori?

Vallermosa, Sa Nuxedda, panoramica

Vallermosa, Sa Nuxedda, panoramica

Se non viene rispettata la normativa comunitaria, la Commissione europea – su ricorso o d’ufficio – avvia una procedura di infrazione (art. 258 Trattato U.E. versione unificata): se lo Stato membro non si adegua ai “pareri motivati” comunitari, la Commissione  può inoltrare ricorso alla Corte di Giustizia europea, che, in caso di violazioni del diritto comunitario, dispone sentenza di condanna con una sanzione pecuniaria (oltre alle spese del procedimento) commisurata alla gravità della violazione e al periodo di durata.

Si ricorda che le sanzioni pecuniarie conseguenti a una condanna al termine di una procedura di infrazione sono state fissate recentemente dalla Commissione europea con la Comunicazione Commissione SEC 2005 (1658): la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro, mentre la penalità di mora può oscillare tra 22.000 e 700.000 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento, in base alla gravità dell’infrazione.

Fino a qualche anno fa le sentenze della Corte di Giustizia europea avevano solo valore dichiarativo, cioè contenevano l’affermazione dell’avvenuta violazione della normativa comunitaria da parte dello Stato membro, senza ulteriori conseguenze.    Ora non più.

Vallermosa, cascata Su Caddaxiu

Vallermosa, cascata Su Caddaxiu

Attualmente sono ben 103 le procedure di infrazione aperte contro l’Italia dalla Commissione europea. Di queste addirittura 31 (quasi un terzo) riguardano materie ambientali.

L’esecuzione delle sentenze della Corte di Giustizia per gli aspetti pecuniari avviene molto rapidamente: la Commissione europea decurta direttamente i trasferimenti finanziari dovuti allo Stato membro condannato: in Italia gli effetti della sanzione pecuniaria vengono scaricati sull’Ente pubblico territoriale o altra amministrazione pubblica responsabile dell’illecito comunitario (art. 16 bis della legge n. 11/2005 e s.m.i.).

Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario ne risponderanno in sede di danno erariale.

Vallermosa e Bruxelles sono molto più vicine di quanto possiamo pensare.

Non è più tempo per comportamenti illeciti o semplicemente con aggiramento della normativa comunitaria, anche sui temi ambientali: lo vogliamo capire o no?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

 

 

da Arrexini, 1 giugno 2013

Il no alla speculazione energetica passa anche per Vallermosa.

Piero Loi

Sala consiliare piena a Vallermosa per l’assemblea informativa organizzata dal comitato Sa Nuxedda Free che si oppone alla costruzione dell’impianto solare termodinamico voluto dalla Sardinia Green Island del presidente di Confindustria Sardegna Alberto Scano.

I relatori che si sono susseguiti hanno sviscerato tutte le criticità connaturate ad una eventuale realizzazione dell’impianto, dal consumo del suolo e dell’acqua alla perdita di identità del luogo.

Per l’ing. Mauro Gargiulo, reesponsabile di WWF per il settore energia, che ha spiegato le caratteristiche tecniche dell’impianto all’attenta platea, «il problema fondamentale è che le comunità sarde stanno subendo un sistematico esproprio di gestione e decisione sul proprio territorio». Presente anche la consigliera regionale di Sardigna Libera Claudia Zuncheddu, che punta il dito sulla gestione complessiva del fenomeno da parte delle istituzioni: «All’interno delle istituzioni c’è una crisi di democrazia spaventosa, c’è una violazione della legalità, c’è una violazione della trasparenza. A nessuno è dato sapere cosa stanno combinando nelle camere, diciamo, oscure. È inquietante».

Netto il parere contrario al nuovo impianto espresso dal presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori, che denuncia come già il territorio abbia subito le più dure conseguenze della speculazione legata al fotovoltaico, da cui l’agricoltura non ha tratto nessun beneficio, e che ribadisce che al comparto produttivo serve un sistema di produzione di energia rinnovabile pensato per l’agricoltura che tagli i costi, e la politica regionale non è stata in grado di risolvere questo problema.

Spazio alle valutazioni anche per quanto riguarda le presunte ricadute occupazionali, questione che è stata al centro della comunicazione dell’azienda di Scano nei mesi scorsi e che – come svela Silvia Doneddu, esperta in sviluppo rurale – leggendo il progetto appare un miraggio, visto che nero su bianco si parla di numeri ben distanti da quello degli operai della Sardinia Green Island, attualmente in cassa integrazione, che la centrale dovrebbe impiegare.

Stefano Deliperi, del Gruppo di Intervento Giuridico, si allarma per la leggerezza con cui ha sentito affrontare la questione della procedura per la valutazione d’impatto ambientale: «Quando sento un rappresentante della Regione dire: “Vabbé facciamo una leggina e risolviamo tutto” mi domando come si possano creare delle false aspettative in questo modo. Le valutazioni d’impatto sono delle procedure di cui si deve rispondere a livello europeo, e chi fa degli errori in merito ne paga le conseguenze».

Tante le perplessità dei cittadini («mi sembra che qua il termine “green” si riferisca solo al colore delle banconote che qualcuno vuole intascarsi») tra cui spicca il consiglio di un vallermosino: «Vorrei dare un messaggio ai giovani: diffidate da chi promette posti di lavoro, è come quella vecchia commedia “M’anti promitiu unu postu”. Qua a Vallermosa l’Aias ha fatto un ospedale promettendo cinquanta posti di lavoro per gli abitanti del paese, che poi sono diventati cinque».

Perplessità sull’attività imprenditoriale di Alberto Scano vengono espresse anche da Paolo Piras del comitato No al Progetto Eleonora di Arborea, che ritiene quantomeno «curioso che lui sia così “green” a Vallermosa e così favorevole alle trivellazioni della Saras ad Arborea».

Alla serata era presente anche il sindaco Francesco Spiga, che sta ancora valutando che posizione assumere rispetto alla centrale: «I relatori vengono a darci una visione diversa rispetto alle tante che abbiamo avuto fino ad oggi. In apertura delle altre assemblee abbiamo sempre detto che l’interesse principale della popolazione di Vallermosa è di conoscere, sapere e avere sempre maggiori notizie. Sono presenti anche i rappresentanti dell’azienda che ha presentato il progetto di Vallermosa».

I rappresentanti dell’azienda però hanno preferito non intervenire, anche quando chiamati direttamente in causa: il collettivo Carraxu, che si occupa di speculazione energetica, ha chiesto delucidazioni sull’effettiva ricaduta occupazionale divisa per mansioni, ma non ha ricevuto risposta, i tecnici della Sardinia Green Island hanno preferito esprimere i loro malumori su quanto veniva detto in una sorta di assemblea parallela informale nel corridoio e nel cortile adiacente.

L’assemblea si chiude oltre le dieci di sera, e rappresenta un ulteriore dimostrazione di come la popolazione sarda sia sempre più interessata a partecipare alle decisioni sull’utilizzo del proprio territorio, un fenomeno che sta contagiando ormai tutta l’isola.

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

(foto da mailing list ambientalista, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. giugno 6, 2013 alle 2:14 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  2. Giancarlo Nonis
    giugno 7, 2013 alle 2:02 pm

    Dobbiamo liberarci al più presto di questa ignobile casta politica, per impedirgli di proseguire a far danni della nostra amata isola-nazione Sarda

  3. giugno 21, 2013 alle 2:53 pm

    capito?

    da La Nuova Sardegna, 21 giugno 2013
    RIFIUTI CAMPANIA. La Ue minaccia stangata.

    BRUXELLES. L’Italia e la Regione Campania hanno avuto tre anni dalla sentenza della Corte Ue per mettersi in regola nella gestione dei rifiuti, sei dall’apertura della procedura di infrazione della Commissione, «un periodo di inadempienza troppo lungo» per Bruxelles che ieri ha portato di nuovo il Belpaese davanti ai giudici di Lussemburgo con l’applicazione di multe salate. Due le sanzioni proposte. Una di queste inevitabile: 28.090 euro per ogni giorno che intercorrerà tra la prima e la seconda sentenza. La penalità dalla quale invece l’Italia si può ancora salvare sono i 256.819 euro per ogni giorno di ritardo che accumulerà nel mettersi in regola dalla seconda decisione della Corte.

  4. luglio 31, 2013 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 31 luglio 2013
    PROGETTO DI SARDINIA GREEN ISLAND. Pannelli solari e 50mila ulivi nella centrale di Vallermosa.

    VALLERMOSA. In un incontro aperto al pubblico a THotel di di Cagliari, Sardinia Green Island ha presentato il progetto dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte solare nella zona di Vallermosa. L’azienda ha illustrato i principali aspetti tecnici, con particolare attenzione all’impatto sull’ambiente e sul contesto economico e sociale. “Sole e sale” gli unici ingredienti per la produzione di 100 GWh di energia elettrica l’anno di un impianto a “impatto zero” che punta a a ricoprire un ruolo centrale per il riequilibrio della rete elettrica sarda nei prossimi anni. Con la partnership strategica della multinazionale spagnola ACS-Cobra, Sardinia Green Island prevede di investire 250 milioni di euro impiegando 380 persone per due anni e mezzo di lavoro necessari per la messa in opera. A regime i lavoratori saranno 50. La società propone di impiegare lo spazio libero all’interno dell’impianto (oltre il 97% dei 138 ettari della zona di intervento) per la realizzazione di un oliveto di 50mila piante in grado di produrre a regime oltre 400 quintali di olio.

    _____________________________________

    da L’Unione Sarda, 31 luglio 2013
    A Vallermosa un impianto solare. TERMODINAMICO. Anche il presidente del Real Madrid tra i finanziatori dell’iniziativa. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130731090053.pdf)

    Quello che Sardinia Green Island vorrebbe realizzare a Vallermosa, potrebbe essere il primo e il più grande impianto solare termodinamico in Italia, in grado di immagazzinare l’energia. Il progetto è stato definito un anno fa ma il procedimento è fermo. Manca il via libera da parte della Regione che «ha richiesto un parere legale», ha spiegato il presidente della Sardinia Green Island, Alberto Scanu, «perché ci sono riserve sulle normative e sulle procedure. Per domani è stato fissato un incontro con l’assessorato regionale dell’Industria. Speriamo che venga esposto il risultato del parere legale, per capire come potrà concludersi l’iter per le autorizzazioni».
    LA PRESENTAZIONE. Il progetto, presentato ieri durante un incontro aperto al pubblico, prevede la realizzazione dell’impianto in due anni e mezzo con un investimento di 250 milioni di euro, in collaborazione con l’ACS-Cobra, multinazionale spagnola, con esperienza nel settore delle energie rinnovabili, guidata da Florentino Pérez Rodríguez che, tra l’altro, è anche presidente della squadra di calcio del Real Madrid. Per l’esecuzione dell’opera verrebbero impiegate 380 persone, mentre 50 sarebbero quelle assunte stabilmente. «L’impianto, realizzato su un’area di 138 ettari, avrebbe una sottostazione a Villasor. Riuscirebbe a produrre 100 giga-watt ore all’anno», ha chiarito Romano Fischetti, amministratore delegato Sardinia Green Island, «pari a un quinto della produzione di energia di una piccola centrale nucleare. Non ci sarebbero però scorie. L’energia del sole viene catturata con gli eliostati, pannelli ricoperti di specchi, indirizzata su una torre alta 205 metri e convogliata su un fluido termodinamico di sale fuso, composto da nitrati di sodio e nitrati di potassio, in grado di immagazzinare grandi quantità di energia». GLI ESEMPI Gli Stati che stanno puntando sul solare termodinamico sono Stati Uniti, Spagna, India e Australia. «Gli Stati Uniti con 65 miliardi di dollari di investimento e 49 giga-watt prodotti», ha sottolineato Fischetti, «detengono il primato. Entro il 2032, l’Arabia Saudita conta di investire 60 milioni di dollari per produrre circa 42 giga-watt». L’area scelta, che si trova a 1,7 chilometri dal centro di Vallermosa, è stata ritenuta idonea per la purezza dell’aria, per il Csp-Dni (l’irraggiamento normale diretto), per la bassa produzione agricola e perché si è rivelata meno adatta per altri tipi di attività. Nello spazio residuo dell’impianto – pari al 97% del totale – verrebbe avviata una coltivazione intensiva di ulivi, con il supporto di Agriventure, la società creditizia specializzata nel settore agricolo che fa capo al gruppo Intesa SanPaolo. Da una prima stima, si potrebbero piantare 50mila ulivi che riuscirebbero a produrre oltre 400 quintali di olio.

  5. ottobre 4, 2013 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 4 ottobre 2013
    Energia solare, parola al ministro Orlando.
    Domani un incontro che potrebbe sbloccare la questione delle competenze sui quattro impianti sardi. (Giampaolo Meloni)

    SASSARI. Forse domani a Genova dal ministro dell’Ambiente Orlando verrà risolto l’inghippo delle competenze per dare il via alla costruzione di quattro impianti di solare termodinamico in Sardegna: Villasor, Giave-Cossoine, Giave-Bonorva, Gonnosfanadiga. Gianluigi Angelantoni, amministratore delegato della Archimede Solar Energy, l’azienda che costruisce i ricevitori, il cuore produttivo dell’energia in queste centrali, lo incontrerà in una manifestazione nazionale. «Spero – dice Angelantoni – che il ministro possa risolvere il nodo: basta una circolare del ministero dell’Ambiente nel quale si affermi che le centrali termodinamiche sono centrali termiche e che quindi la competenza sulla Valutazione ambientale è del ministero per le centrali con una potenza installata superiore ai 300 Megawatt termici». Il nodo passerebbe quindi con chiarezza dalla Regione al ministero, il quale finora nicchia. «Una volta che c’è la Via via dell’Ambiente, la Regione potrà dare il permesso a costruire», auspica Angelantoni. Ma sulle centrali ci sono le polemiche locali sull’impatto ambientale e il consumo dei terreni. «Gli specchi utilizzati – spiega l’Ad di Ase – sono alti al massimo 6 metri. Tra uno specchio e l’altro ci sono almeno 15 metri di distanza per cui il pascolo e l’agricoltura non vengono compromessi. Anzi, sarebbe auspicabile il pascolo perchè l’erba verrebbe controllata naturalmente dal bestiame. Vista dall’alto la centrale sembra un lago. Inoltre, il fluido (questa è l’innovazione fatta da Rubbia con l’Enea e che noi utilizziamo come esclusivisti), è un fertilizzante naturale non sintetico (il famoso guano cileno) che viene utilizzato in agricoltura e che portato a temperature elevate si fonde, è trasparente come l’acqua e ha queste grandi capacità termiche. Mentre tutte le centrali al mondo utilizzano olio, un combustibile altamente inquinante». Le bonifiche per il futuro? «Il materiale utilizzato – spiega l’Ad – è vetro, ferro e acciaio, tutto quanto riciclabile e smaltibile almeno al 98 per cento». I cinquemila posti di lavoro previsti? «Sono valutati in relazione ai primi tre anni circa per la costruzione degli impianti. Poi per la gestione e la manutenzione si considera l’impegno di tre persone a megawatt: complessivamente circa 500 persone, tutte locali, impiegate per almeno trent’anni, la durata delle centrali». In attesa del nullaosta è anche Tiziano Giovannetti, proprietario e amministratore delegato di Fintel EnergoGreen, la società che ha presentato alla Regione le richieste per i progetti a nome degli investitori che sono i partner finanziari esteri di Chiyoda Corporation, un gruppo giapponese che vuole sviluppare il programma tecnologico di Archimede e che ha investito in questi impianti un miliardo di euro. Giovannetti contesta ai comitati locali che si oppongono, di non accettare la disponibilità dei terreni per uso agricolo «che restituiamo gratuitamente per trasformarli in terre produttive». E dice Giovannetti,che, attraverso Invitalia e la collaborazione della Regione, sono stati avviati incontri che hanno selezionato circa 40 aziende locali dell’area industriale di Porto Torres e Macchiareddu per fornitura materiali e costruzione: «Ma i contratti non si possono firmare perchè manca il via libera all’installazione delle centrali».

  6. dicembre 10, 2013 alle 3:07 pm

    qui la penosa proposta di legge regionale: http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Disegni%20e%20proposte%20di%20legge/propleg536A.asp

    ___________

    da Sardinia Post, 10 dicembre 2013
    Termodinamico, c’è una legge “ad personam”? (Piero Loi) (http://www.sardiniapost.it/cronaca/termodinamico-ce-una-legge-ad-personam/)

    Approda oggi sui banchi del Consiglio Regionale il testo di legge bipartisan proposto da Giampaolo Diana (Pd) e Edoardo Tocco (Pdl) che permette ai progetti di impianti solari termodinamici inferiori ai 50 Mw di potenza presentati prima del 7 agosto 2012 di bypassare la Valutazione di impatto ambientale. “Una vera e propria legge ad personam o ad impiantum – attacca Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico – dato che l’unico progetto di di solare termodinamico presentato prima di quella data è quello che la Sardinia Green Island di Alberto Scanu vuole costruire a Vallermosa”. Insomma, una centrale con torre di 200 metri senza verifiche da parte del Savi (il Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi della Regione). Secondo Deliperi, se oggi il consiglio approverà la disposizione “rischierà di incappare nelle pesanti sanzioni della Corte di Giustizia Europea (la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro) qualora venisse aperta una procedura d’infrazione”.

    E infatti in aula si annuncia battaglia. Tra gli oppositori alla ‘leggina salva Scanu’, come la definiscono polemicamente i suoi contestatori, ci sono il democratico Tarcisio Agus, compagno di partito del proponente Giampaolo Diana, ed Efisio Planetta del Partito sardo d’Azione.

    Per Agus, “la Regione dovrebbe sospendere ogni autorizzazione in attesa della stesura di un piano in grado di indirizzare le decisioni in campo energetico. Inoltre, aggiunge, “non possiamo ignorare i dati che vedono la Sardegna produrre più energia di quanta gliene serva, né possiamo far finta che negli ultimi anni non siano sorti impianti che sfruttano le energie rinnovabili”. Dello stesso avviso il sardistao Planetta: “Occorre evitare il consumo di territorio, specie nelle aree di maggior pregio come quelle su cui hanno puntato gli occhi Archimede Solar e Scanu”.

    Secondo Agus e Planetta, impianti di questo genere dovrebbero sorgere nelle aree industriali dismesse, come del resto sostiene anche l’ideatore del termodinamico Carlo Rubbia. Ma sempre “a patto che si riducano le quote di energia prodotte attraverso la combustione di fonti fossili”, specificano. Inoltre, per il consigliere Pd “la Regione dovrebbe avere un ruolo attivo nella realizzazione degli impianti che sfruttino il sole per la produzione di energia elettrica, che a queste condizioni potrebbe anche essere redistribuita a famiglie e aziende a prezzi più bassi”.

    Ma oggi in consiglio regionale non si parlerà solo di Sardinia Green Island e Vallermosa. Agus intende ance porre il problema dei progetti dell’Archimede Solar Energy (ASE), la società che vuole costruire quattro impianti termodinamici a Guspini-Gonnosfanadiga, Bonorva, Giave-Cossoine e Villasor (in tutto 927 ettari per un totale di 389 Mw termici). Nonostante la Regione li abbia già sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale, l’iter autorizzativo si è spostato da Cagliari a Roma. “Occorre bloccare l’interferenza dello Stato”, afferma Agus. Il rischio è che gli impianti vengano approvati e definiti di rilevanza strategica nazionale, come già accaduto per la megacentrale a biomasse che la Power Crop sta costruendo a Macchiareddu.

    Sul progetto dell’Archimede Solar Energy ieri i comitati di cittadini che ci si oppongono a Guspini, Gonnosfanadiga e Pabillonis hanno diffuso una nota nella quale sottolineano “si tenta di accorpare progetti differenti, presentati in tempi e luoghi diversi” per superare la soglia dei 300 Mw termici, oltre la quale la competenza passa al Ministero: “Una furbata, l’ennesima consumata in assenza completa di regole o in assenza di istituzioni che le rispettino e sappiano farle rispettare”.

    Tra l’altro, denunciano i comitati, le annunciate ricadute in termini occupazionali non ci saranno. E comunque non saranno in Sardegna. Dal solo esame dei progetti già presentati, emerge che se saranno creati nuovi posti di lavoro, “riguarderanno solo la penisola”.

  7. giovanni
    dicembre 11, 2013 alle 11:49 pm

    salve, mi presento , sono un dipendente della Sardinia Green Island e vengo in pace:).
    Come sa, siamo tra due fuochi Azienda e regione , e siamo anche quelli che ci rimettono. Personalmente ci tengo a che il progetto vada avanti, ma solo ci sono tutte le carte in regola per l’attuazione. Nell’articolo del 5 giugno ha scritto : “il procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) per progetti simili è obbligatorio e vincolante per la normativa comunitaria e la normativa nazionale e regionale di attuazione (direttiva n. 2011/92/UE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 5/11 del 23 aprile 2008 + allegati)”
    Io sono andato a leggere queste normative, ma ovviamente mi sono perso . Mi potrebbe mandare anche via mail se vuole i trafiletti dove c’è scritto che per impianti del genere è obbligatoria il procedimento di V.I.A.
    Grazie

    • dicembre 12, 2013 alle 3:19 pm

      salve Giovanni, benvenuto.

      Qui non siamo in guerra con nessuno, tantomeno con lavoratori che vogliono semplicemente lavorare onestamente, anzi.

      Comprendiamo benissimo la vostra situazione e manifestiamo tutta la solidarietà. Comprendiamo molto meno l’atteggiamento della Regione e dell’Azienda.

      La direttiva n. 97/11/CE sulla valutazione d’impatto ambientale, vigente al momento della presentazione dell’istanza di autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.) per la realizzazione della centrale solare termodinamica a concentrazione Sardinia Green Island prescrive per tutti gli “impianti industriali per la produzione di energia elettrica, vapore e acqua calda” non compresi nell’allegato I (cioè quelli per cui è immediatamente obbligatoria la procedura di V.I.A.) lo svolgimento della preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (allegato II, punto 3, lettera a).

      La direttiva doveva avere esecuzione all’interno degli Stati membri, fra cui l’Italia, entro il 14 marzo 1999, pena il possibile avvio di una procedura di infrazione, con una serie di conseguenze negative per l’Italia e la Sardegna in particolare, che trovi descritte in questo articolo.

      In più, è intervenuta la recente sentenza sentenza Corte cost. n. 93/2013 (vds. http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2013&numero=93), che ha ricordato come “la VIA non può essere esclusa sulla semplice base della soglia di potenza, …. una norma del genere, che esclude del tutto un livello procedimentale di tutela ambientale in precedenza previsto e di origine comunitaria”, dev’essere “applicata, proprio in base al principio di precauzione proprio del diritto Comunitario, con particolare prudenza. Come è noto, il principio di cui all’art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea prevede che ‘la politica della Comunità in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni della Comunità. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio chi inquina paga’.”

      Le direttiva comunitarie sulla valutazione di impatto ambientale (n. 85/337/CEE, n. 97/11/CE, n. 2011/92/UE) sonon state introdotte nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni e a livello regionale con la legge regionale n. 1/1999 (art. 31) e successive modifiche e integrazioni.

      A livello regionale le procedure sono contenute nelle deliberazioni Giunta regionale n. n. 5/11 del 23 aprile 2008 + allegati e, in seguito, n. 43/33 del 7 agosto 2012 + allegati.

      La Sardinia Green Island aveva già presentato un progetto di centrale , assoggettato alla prevista procedura di verifica di assoggettabilità conclusa con la deliberazione Giunta regionale n. 34/22 del 18 agosto 2011, che aveva indicato la successiva e vincolante procedura di valutazione di impatto ambientale (vds. http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_72_20110906173052.pdf).

      Al di là degli obblighi di legge, per quale motivo la Sardinia Green Island non vuole sottoporre il proprio progetto alle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente?

      Se il progetto è così positivo, come dice, non dovrebbe incontrare problemi. Oppure le cose non stanno in questi termini?

      Stefano Deliperi

  8. giugno 12, 2014 alle 3:03 pm

    finalmente un po’ di buon senso 🙂

    Sarebbe la cosa migliore e lo sosteniamo fin dall’inizio.

    da Arrexini, 11 giugno 2014
    Vallermosa. Sardinia Green Island si sposta a Macchiareddu. (Betti Pau): http://www.arrexini.info/vallermosa-sardinia-green-island-si-sposta-a-macchiareddu/

  9. marzo 18, 2015 alle 2:53 pm

    da L’Unione Sarda, 18 marzo 2015
    ASSEMINI. La Sardinia Green Island ricorre al Consiglio di Stato.
    Il Tar blocca il progetto del parco termodinamico. (Marcello Zasso): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20150318092030.pdf

  1. giugno 5, 2013 alle 7:17 am
  2. giugno 21, 2016 alle 7:19 pm
  3. agosto 22, 2016 alle 10:43 am

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