Milleproroghe e tanto smog.


Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Portoscuso, zona industriale di Portovesme, centrale termoelettrica Enel

Sapete qual è stato uno dei principali provvedimenti preso dal Governo Renzi nel bel mezzo dell’ennesima emergenza smog?

Il decreto-legge Milleproroghe, con cui è stata prorogata di un anno, al 1 gennaio 2017, l’entrata in vigore dei limiti europei per le emissioni dei grandi impianti di combustione!

Eppure ci son già stati ben dieci anni di tempo (2006-1 gennaio 2016) per adeguarsi.

Il decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210 (art. 8, comma 2°) permette, quindi, alle varie centrali a carbone (fra cui quella ENEL di Portovesme, che però sembrerebbe in regola con i limiti di emissione dal 2014)  e alle centrali che funzionano con scarti della produzione (come quella Sarlux del gruppo Saras s.p.a. a Sarroch) di continuare a inquinarci i polmoni e allietarci l’esistenza.

Da Taranto a Genova, da Brindisi a Civitavecchia, da Monfalcone a Porto Tolle, a Vado Ligure, ad Augusta, Priolo, Melilli.

Ce ne parla Gianfranco Amendola, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, uno dei padri del diritto ambientale in Italia.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Sarroch, impianti Gruppo Saras s.p.a., fumo nero (23 dicembre 2015)

Sarroch, impianti Gruppo Saras s.p.a., fumo nero (23 dicembre 2015)

da Il Fatto Quotidiano, 8 gennaio 2016

Smog, per il governo si combatte con il Milleproroghe. (Gianfranco Amendola)

Mentre, a fine anno, l’Italia soffocava nello smog, il governo, zitto zitto, che ti ha fatto? Ha approvato un bel decreto legge Milleproroghe con cui ha prorogato di un anno, al 1 gennaio 2017, la entrata in vigore dei limiti stabiliti dall’Europa per le emissioni dei grandi impianti di combustione, i quali avevano già avuto ben 10 anni di tempo (dal 2006 al 1 gennaio 2016) per adeguarvisi.

Quindi, per almeno un altro anno – fino al prossimo Milleproroghe – la nostra salute sarà ancora “tutelata” con dei limiti che, da tempo, sono stati ripudiati in sede europea perché ritenuti troppo blandi.

E’ vero che la proroga riguarda i “vecchi” impianti, che hanno presentato istanza di deroga ma, in realtà, come bene ha scritto Il Fatto Quotidiano, di impianti nuovi, dal 2006, ce ne sono ben pochi; e tutti hanno chiesto la deroga E, peraltro, se anche non ci sarà un altro Milleproroghe, niente paura, il Testo Unico ambientale prevede che, a certe condizioni (certificate dai gestori degli impianti), la proroga possa arrivare fino al 2023.

Taranto, acciaieria Ilva

Taranto, acciaieria Ilva

Di certo, riguarda, tra l’altro, tutte le centrali Enel a carbone: quelle – per intenderci – che, come avviene a Civitavecchia (situazione che conosco bene per esperienza personale), quando si vedono pennacchi di fumo e si va a chiedere conto, risultano sempre in regola con i limiti di legge e con le prescrizioni della loro speciale autorizzazione (Aia, Autorizzazione integrata ambientale, rilasciata dal Ministero dell’Ambiente, dopo un iter complesso che si fonda, in gran parte, sulle dichiarazioni relative al ciclo produttivo, provenienti dalla stessa azienda interessata).

Tanto più che il controllo sul rispetto di queste prescrizioni è affidato, sostanzialmente, alle stesse aziende. Ripetendo quanto 6 mesi fa ho già scritto su questo blog, a Civitavecchia, la verifica sul rispetto dei limiti si basa sui rilevamenti fatti solo dall’Enel stessa; gli organi di controllo pubblici previsti dalla legge (Ispra e Arpa) non hanno neppure lo strumento idoneo a campionare i fumi delle ciminiere e sono così carenti di personale e mezzi da rendere veramente utopistico pensare che possa esservi un controllo pubblico, adeguato e continuato, su aziende di grandi dimensioni e complessità. Una richiesta della Procura di istituire un presidio di controllo fisso presso l’Enel non ha mai avuto risposta.

Il che significa che queste grandi aziende non rischiano niente neppure se provocano un disastro ambientale. La nuova legge sugli ecoreati, infatti, richiede che il disastro sia provocato “abusivamente”; e come si fa a dirlo, di un disastro che non viola la legge (con le sue deroghe e le sue proroghe) senza alcuna prova di superamento dei limiti? L’assurdo più grave è che questa situazione di favore riguarda proprio le industrie più potenzialmente inquinanti e pericolose per la salute pubblica, cioè quelle con Aia.

Ed è ancora più grave che, negli ultimi anni, in nome della “crescita”, proprio queste industrie siano state favorite apertamente. Nel 2014, il governo Renzi, con il D. Lgs n. 46 del 4 marzo, ha addolcito o depenalizzato le violazioni commesse da aziende con Aia. E così oggi, se una carrozzeria non rispetta le prescrizioni dell’autorizzazione rischia sanzione penale; ma se è una centrale Enel (con Aia) la sanzione è, di regola, solo amministrativa e il gestore non si sporca neppure la fedina penale.

Tre mesi dopo, lo stesso governo, con il decreto legge n. 91 (del 24 giugno) aggiungeva, per gli impianti con Aia che“….le Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate per l’esercizio di dette installazioni possono prevedere valori limite di emissione anche più elevati e proporzionati ai livelli di produzione….” (art. 13, comma 7).

Insomma, l’importante è questa “crescita” basata sui combustibili fossili. Tutto il resto è “emergenza” che passa e si dimentica. Ma fino a quando?

 

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

 

(foto A.N.S.A., per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    gennaio 10, 2016 alle 5:02 pm

    Ormai chi crede ancora alle chiacchere dell’attila fiorentino dovrebbe farsi curare la vista, l’udito e anche il cervello.
    Credo che l’unica declinazione di “ambiente” che lui conosca sia quello dei corridoi di palazzo, ricco di poltrone. Che immane schifo. Quand’ero giovane ero convinta che a sinistra tutelassero l’ambiente… sono troppo scema eh?

  2. Carlo Forte
    gennaio 11, 2016 alle 11:21 am

    È da un bel pezzo che le sinistre prendevano per il culo la gente,dico prendevano perchè io il naso non me lo sono mai tappato…….Che non tutelassero l’ambiente era evidente per noi sulcitani che subivamo i loro silenzi…….Complici vergognosi delle multinazionali e dei giochi di potere esercitati per lopiù da parti dello stato che hanno formato dei veri e propri gruppi di potere dediti al voto di scambio e all’accapparamento di soldi europei per lo più distribuiti in maniera illeggittima che servivano per arricchire i capi e mantenere il parentado.Con due mesi di carcere si lavano le coscienze sti FANGHI ROSSI

    • Mara
      gennaio 11, 2016 alle 5:04 pm

      Caro Carlo, hai veramente ragione. FANGHI ROSSI è sublime, complimenti!

  3. Bio IX
    gennaio 12, 2016 alle 11:56 am

    Senza dimenticare i 12 nuovi inceneritori previsti dallo sblocca italia. La coerenza, questa sconosciuta …

  4. febbraio 16, 2017 alle 2:48 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2017
    Inquinamento, ultimatum Ue a Italia: “Due mesi per ridurre le emissioni o giudizio di fronte a Corte di Giustizia”.
    Bruxelles ha avviato la seconda fase della procedura di infrazione legata alla cattiva qualità dell’aria. La Penisola non ha “affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento per il biossido di azoto (NO2) che costituisce un grave rischio per la salute” e ci sono state persistenti violazioni dei valori limite per il biossido di azoto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/15/inquinamento-ultimatum-allitalia-due-mesi-per-ridurre-le-emissioni-inquinanti-o-giudizio-di-fronte-a-corte-di-giustizia/3393035/

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