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Sarroch, regno della leucemia, delle alterazioni del d.n.a. infantile e del silenzio.


fumi industriali

 

anche su Il Manifesto Sardo (“Sarroch regno della leucemia infantile“), n. 182, 16 dicembre 2014

 

Quattordici casi di tumore al sistema emo-linfatico su 5.500 residenti. Le leucemie colpiscono a Sarroch il 30 per cento in più al resto della Sardegna e potrebbero esser collegate al benzene distribuito nell’aria dalle grandi industrie a stretto contatto con case e palazzine”.

Così scrive Paolo Carta, sull’edizione del 29 novembre 2014 del quotidiano L’Unione Sarda.

Scrive onestamente dei risultati presentati lo scorso 28 novembre 2014 presso il Comune di Sarroch (CA) del Progetto “Sarroch Ambiente e Salute”, in corso dal 2005 e coordinato dal prof. Annibale Biggeri, statistico dell’Università degli Studi di Firenze.

Il Progetto e i relativi risultati, di cui è titolare il Comune di Sarroch, non sono disponibili sul sito web istituzionale, ma le relative informazioni vengono distribuite con il contagocce, su richiesta.

Al sindaco di Sarroch Salvatore Mattana, per esempio, non è andata giù la “rappresentazione non corretta e fuorviante della situazione … , oltretutto, senza sottolineare i risultati positivi raggiunti attraverso gli studi nel miglioramento della qualità dell’aria e dello stato di salute dei cittadini ed il lavoro svolto dagli studiosi” (L’Unione Sarda, 3 dicembre 2014) e, oltre che sul quotidiano regionale, non l’ha mandata a dire ovviamente sul proprio sito web istituzionale.

A parte il fatto che Paolo Carta aveva esplicitamente parlato del miglioramento riguardo le malattie dell’apparato respiratorio[1], il sindaco Mattana dimentica diversi altri particolari non secondari, per non dire altro.

Sarroch, raffineria Saras s.p.a.

Sarroch, raffineria Saras s.p.a.

I 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch (CA) costituenti il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna” (Burcei, in Provincia di Cagliari).

Questo è uno dei passaggi fondamentali della ricerca svolta da otto ricercatori di assoluta fama internazionale (Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri) e pubblicata nel 2013 sulla prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford Mutagenesis.

Risultati altamente preoccupanti (a tacer oltre) “in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia”, due fra i siti più conosciuti dagli epidemiologi quali luoghi a rischio di neoplasie e altre malattie provocate dall’inquinamento atmosferico.

Romulea ligustica

Romulea ligustica

Il sindaco Mattana informa quindi i propri concittadini dei “miglioramenti … in virtù delle azioni adottate negli ultimi anni e che proseguono per aumentare il livello di conoscenza e contribuire a migliorare l´ambiente e lo stato di salute della popolazione”, ma non si ricorda una sua parola in merito agli “incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna” nel campione di bambini sarrochesi e si devono tristemente registrare le espressioni di stizza nei confronti della doverosa citazione giornalistica del “30 per cento in più al resto della Sardegna” di “casi di tumore al sistema emo-linfatico”.

In buona sostanza, vi sono alterazioni e danni al d.n.a. infantile e abnormi casi di leucemia a Sarroch, ma il silenzio è apprezzato nelle stanze istituzionali.

Altrove ci sarebbero state reazioni veementi, qui in Sardegna, invece, quasi tutti tacciono.   Genitori compresi.

Che società è quella che permette silente l’avvelenamento dei propri bambini?

Evitiamo noi sardi una volta tanto vittimismo e ignavia, è necessario realizzare bonifiche ambientali, riconversioni economico-sociali e anche almeno un po’ di giustizia.  Con un impegno in prima persona.

Non siamo stati, non siamo e non saremo complici di questa vergognastendardo GrIG

Abbiamo in proposito coinvolto (23 febbraio 2013) tutte le amministrazioni pubbliche competenti, interessando contemporaneamente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. E continuiamo, con i mezzi a disposizione a fare informazione.

Ecco allora qualche elemento in più.

Sono i dati provenienti dal Registro europeo delle emissioni European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR).

E’ vero che nel 2012 le emissioni di anidride carbonica (CO2) prodotte dagli impianti industriali sardi sono diminuite del 4% (cioè 12.936.000 tonnellate) in rapporto al 2011, ma si tratta sempre del 22,5% in più rispetto ai limiti assegnati dall’Unione europea.  Il risultato, poi, è dovuto alla diminuzione delle attività industriali rispetto all’anno precedente. Scenari confermati dal recente Rapporto Air Quality 2014, sulla qualità dell’aria in Europa.

La parte del leone la fanno – proprio a Sarroch – gli impianti Saras s.p.a. con 5.930.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) emesse nell’aria, insieme a 8,19 tonnellate di benzene, 3.790 tonnellate di anidride solforosa (SO2), 2.430 tonnellate di diossido di azoto (NO2) e tante altre amene sostanze.

Solo un’ultima considerazione: avran tempo e voglia prima o poi in quel di Sarroch di occuparsi del d.n.a. dei propri bambini alterato dai fattori inquinanti?    Avran tempo e voglia di occuparsi del picco dei casi di leucemia?

Avran voglia prima o poi di vedere il dio industria per quel che è, nudo?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Sarroch, raffineria gruppo Saras

Sarroch, raffineria gruppo Saras

 

qui il report Saras 2012 dal Registro europeo delle emissioni

 

 

L'Unione Sarda, 29 novembre 2014

L’Unione Sarda, 29 novembre 2014

 

L'Unione Sarda, 3 dicembre 2014

L’Unione Sarda, 3 dicembre 2014

________________________________________________

[1]  “ … sino al 2006 un bambino ogni cinque soffriva di asma per colpa dell’anidride solforosa che esce dalle ciminiere della Saras e delle altre industrie della zona. Oggi il dato delle malattie respiratorie nella popolazione da 0 a 14 anni è inferiore alla media regionale” (L’Unione Sarda, 29 novembre 2014).

 

(foto da mailing list ecologista, S.D., archivio GrIG)

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  1. Shardana
    dicembre 16, 2014 alle 1:48 pm

    Mi chiedo Grig,cosa possono fare i cittadini……….È possibile che chi dovrebbe intervenire è sempre assente?È possibile che le procure nonostante abbiamo chiaro l’avvelenamento in atto di un intero territorio continuino a non intervenire?Voi che potete perchè non denunciate le omissioni dello stato?Grazie

    • dicembre 16, 2014 alle 3:57 pm

      Shardana, il GrIG è un’associazione di cittadini, esattamente come te, che fanno quello che possono, ma non si può sostituire né alla politica né a un intero territorio silente. Per giunta, ha già segnalato alla magistratura e alle amministrazioni pubbliche competenti tutto quanto, come scritto nell’articolo.

  2. Sardo
    dicembre 16, 2014 alle 3:49 pm

    E questa gente vorrebbe anche trivellare il resto della Sardegna. E’ uno scandalo.

  3. Shardana
    dicembre 16, 2014 alle 6:34 pm

    La mia non vuole essere un’accusa e sò bene che non potete sostituirvi ai gruppi di politicanti pappadinai che ci lasciano morire,ma se potete denunciate chi dovrebbe intervenire per legge,a fermare l’olocausto sardo,ma non lo fà.Grazie

  4. Bio IX
    dicembre 18, 2014 alle 10:56 am

    “Tumori nella media, sarebbe la migliore notizia possibile”: siamo a un livello di aberrazione che lascia senza parole…

  5. dicembre 18, 2014 alle 2:55 pm

    continuate così…

    da L’Unione Sarda, 18 dicembre 2014
    SARROCH. Perdita da un serbatoio: c’è chi lamenta bruciori e nausea.
    Saras, guasto in raffineria: l’aria diventa irrespirabile. (Ivan Murgana): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141218090618.pdf

  6. Pietro
    febbraio 17, 2015 alle 5:21 pm

    A questo punto ci toccherà dargli un indennizzo,così nessuno si lamenterà più del petrolio in mare e continuiamo a rovinare la salute di tutti tutti come già stiamo facendo.

  7. marzo 27, 2015 alle 2:56 pm

    squallido marketing d’immagine.

    da L’Unione Sarda, 27 marzo 2015
    Papa testimonial. È bufera su Saras. (Cristina Cossu): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/110039_Papa_testimonial__bufera_su_Saras.pdf

  1. marzo 11, 2018 alle 7:44 pm

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