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Il disastro ambientale determinato dall’I.L.V.A. va a giudizio.


Mauro Zaratta (Taranto, 17 agosto 2012, da www.gettyimages.com)

Mauro Zaratta (Taranto, 17 agosto 2012, da http://www.gettyimages.com)

Fra politici, industriali, funzionari pubblici, appartenenti alle Forze dell’ordine, preti, dirigenti d’azienda erano 53 le persone per cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto aveva chiesto il rinvio a giudizio.

47 sono state rinviate a giudizio dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, 2 sono già state condannate con giudizio abbreviato.

Le ipotesi penali in contestazione sono pesantissime: dai reati contro la pubblica amministrazione all’avvelenamento di acque e sostanze destinate all’uso alimentare, dai reati ambientali all’omicidio colposo.

Il disastro ambientale e sanitario determinato dagli impianti industriali dell’ILVA s.p.a. finisce, quindi, alla sbarra insieme ai suoi presunti responsabili, diretti e indiretti.

Forse , finalmente, Lorenzo Zaratta avrà un po’ di giustizia e come lui tanti altri bambini, donne, uomini, anziani.

Sembrano ormai finiti i tempi gloriosi dell’arroganza dei proprietari Riva, dello stesso commissario straordinario Enrico Bondi, accomunati dal disprezzo per l’ambiente, la salute pubblica e l’intelligenza del prossimo.

Taranto, acciaieria Ilva

Taranto, acciaieria Ilva

Ricordiamo qualche dato contenuto in atti giudiziari, precisamente in Tribunale di Taranto, sez. feriale, in sede di riesame, 20 agosto 2012, n. 98/12 (ord.).

Nei 13 anni esaminati (1998-2010), secondo le stime peritali, nei due quartieri tarantini di Tamburi e Borgo sono stati causati dall’inquinamento dell’ILVA ben 386 decessi totali, in gran parte per cause cardiache (30 all’anno), 237 casi di tumore maligno (18 all’anno), 247 eventi coronarici (19 all’anno) e 937 casi di malattie respiratorie (74 all’anno), in gran parte della popolazione infantile (638 casi totali, 49 all’anno). A Taranto, sempre secondo i periti, la mortalità, per patologie tumorali e del sistema cardiocircolatorio, per malattie ischemiche e dell’apparato respiratorio, è “più alta rispetto alla Puglia”, mentre per la mortalità infantile si registra “un eccesso, soprattutto con riferimento alle malattie respiratorie acute al di sotto dell’anno di età, oltre che a quelle tumorali”.

Pesanti le conseguenze per la salute dei lavoratori del siderurgico che nello stesso periodo hanno accusato malattie respiratorie e tumorali non da asbesto: “tale evidenza può essere collegata all’esposizione dei lavoratori Ilva a cancerogeni ambientali diversi dall’asbesto, in particolare Ipa (idrocarburi policiclici aromatici, n.d.r.) e benzene”.

Le conclusioni peritali sono lapidarie: l’Ilva ha provocato “malattia e morte”.

L’Azienda – favorita anche da una scandalosa norma ad aziendam contro ogni buon senso, oggi finita davanti alla Corte costituzionale – e le amministrazioni pubbliche competenti dovrebbero avere un sussulto di decenza e avviare seriamente quelle prescritte bonifiche ambientali, necessarie perché l’impresa e il lavoro non siano a discapito della salute e dell’ambiente.

Intanto chi ne è responsabile paghi, sotto ogni profilo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

anatre_in_voloqui lo Studio epidemiologico S.E.N.T.I.E.R.I. – risultati (2012)

 

 

Taranto, manifestazione contro l'inquinamento

Taranto, manifestazione contro l’inquinamento

A.N.S.A., 23 luglio 2015

Ilva: disastro ambientale, 47 a giudizio, anche Vendola. Due condanne con abbreviato.

Il gup del tribunale di Taranto Vilma Gilli ha rinviato a giudizio 44 persone fisiche e tre società per l’inchiesta sul presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Tra gli imputati rinviati a giudizio c’è anche l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata in concorso. Altri due imputati sono stati condannati con rito abbreviato: sono don Marco Gerardo, ex segretario dell’ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa, e l’ex consulente della Procura ionica Roberto Primerano. Al sacerdote, accusato di favoreggiamento personale, sono stati inflitti 10 mesi di reclusione (stessa richiesta della Procura); Primerano è stato condannato tre anni e quattro mesi per falso ideologico e assolto dalle accuse di disastro doloso in concorso e avvelenamento in concorso di acque o di sostanze alimentari. E’ stato invece assolto l’ex assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro dall’accusa di favoreggiamento personale. Il processo comincerà il 20 ottobre.

Secondo l’accusa, Vendola avrebbe esercitato pressioni sul direttore generale di Arpa Puglia (Agenzia regionale di protezione ambientale), Giorgio Assennato (a sua volta a giudizio per favoreggiamento personale), per far “ammorbidire” la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva. In questo modo, sostiene la Procura, Vendola avrebbe consentito all’azienda di continuare a produrre senza riduzioni di emissioni inquinanti, come invece suggerito dall’Arpa in una nota del 21 giugno 2010 stilata dopo una campionatura che aveva rilevato picchi di benzoapirene.

Sempre secondo l’accusa, Vendola avrebbe ‘minacciato’ la non riconferma di Assennato, il cui mandato scadeva nel febbraio 2011. I fatti contestati sono compresi nel periodo che va dal 22 giugno 2010 al 28 marzo 2011. La concussione aggravata è contestata a Vendola in concorso con l’ex responsabile Rapporti istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà, l’ex vice presidente di Riva Fire Fabio Riva, l’ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto Luigi Capogrosso e il legale dell’Ilva Francesco Perli.

I due imputati condannati – Condannati con rito abbreviato sono don Marco Gerardo, ex segretario dell’ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa, e l’ex consulente della Procura ionica Roberto Primerano. Al sacerdote, accusato di favoreggiamento personale, sono stati inflitti 10 mesi di reclusione (stessa richiesta della Procura); Primerano è stato condannato tre anni e quattro mesi per falso ideologico e assolto dalle accuse di disastro doloso in concorso e avvelenamento in concorso di acque o di sostanze alimentari.

Vendola, vado a processo con coscienza pulita – “Sarei insincero se dicessi, come si usa fare in queste circostanze, che sono sereno. Sento come insopportabile la ferita che mi viene inferta da un’accusa che cancella la verità storica dei fatti: quella verita’ e’ scritta in migliaia di atti, di documenti, di fatti. Io ho rappresentato la prima e l’unica classe dirigente che ha sfidato l’onnipotenza dell’Ilva e che ha prodotto leggi regionali all’avanguardia per il contrasto dell’inquinamento ambientale a Taranto”. Lo afferma il leader di Sel ed ex governatore della Puglia Nichi Vendola.

“Io ho rappresentato, in un territorio colonizzato dai Riva, – prosegue Vendola – la politica che non ha preso soldi e non si e’ piegata. Io ho rappresentato la prima e unica istituzione che ha posto sotto monitoraggio i camini del grande siderurgico e che, con la produzione dei dati dell’inquinamento, ha consentito alla magistratura di procedere nei confronti dell’Ilva: la quale ha inquinato anche nei cinquant’anni precedenti al mio governo, senza che alcuna autorità se ne occupasse. L’unica mia colpa e’ di aver cercato di costruire un doveroso equilibrio tra diritto alla salute e diritto al lavoro: ma non credo che questo sia un reato. Mi aspettavo che l’inconsistenza del teorema accusatorio producesse il mio proscioglimento già a conclusione dell’udienza preliminare. Per chi come me crede nei valori della giustizia e della legalità oggi e’ un giorno di delusione e di amarezza. Ma vado a processo con la coscienza pulita – conclude Vendola – di chi sa di aver sempre operato per il bene comune. Come sempre mi difendero’ nel processo e non dal processo. Nel contempo non posso non esprimere viva soddisfazione per la piena assoluzione dell’ex Assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, che rispondeva di un’accusa che offendeva la sua storia di uomo e di magistrato”.

Il procuratore: nostra tesi accolta quasi in toto da gup – ”Sembra, anche se poi dobbiamo leggere le motivazioni, che l’istanza accusatoria portata avanti dal mio ufficio abbia trovato quasi completo accoglimento”. Lo ha detto il procuratore di Taranto Franco Sebastio commentando la decisione del gup Vilma Gilli sui rinvii a giudizio e i riti abbreviati degli imputati dell’inchiesta per il disastro ambientale dell’Ilva. ”Da una parte – ha aggiunto – per noi è un motivo di tranquillità. Siccome noi siamo sempre preoccupati per il fatto di poter commettere errori, sempre dietro l’angolo. Questa prima pronuncia, che va inquadrata nei tempi contenuti e ridotti di un provvedimento di rinvio a giudizio, ci rassicura, ci rasserena. A quanto pare errori, quanto meno madornali, non ne abbiamo commessi, fermo restando – ha osservato Sebastio – che ci sarà un approfondimento dibattimentale e poi si andrà alle decisioni di merito”.

 

 

Taranto, complesso siderurgico Ilva

Taranto, complesso siderurgico Ilva

da Il Corriere della Sera, 23 luglio 2015

TARANTO. Dagli arresti alla telefonata di Vendola.        L’INCHIESTA «AMBIENTE SVENDUTO» A TARANTO. Copertura politica a favore dell’Ilva. Vendola a processo.

 

da Il Fatto Quotidiano, 23 luglio 2015

Ilva, rinvio a giudizio per Nichi Vendola e la famiglia Riva. 44 persone a processo. A dibattimento tutti gli imputati che hanno scelto il rito ordinario e tre società. Tra cui l’ex presidente della provincia di Taranto, Gianni Florido, e il sindaco del capoluogo ionico Ippazio Stefano. Assolto ex assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro. Ex governatore: “Ho coscienza pulita”. (Francesco Casula).

 

Ilva, audio choc di Vendola: risate per le domande a Riva sui tumori: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/15/ilva-audio-choc-di-vendola-risate-per-domande-sui-tumori-di-cronista-a-emilio-riva/253445/

 

Ilva, l’audio choc di Riva: “Due casi di tumore in più all’anno? Una minchiata”: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/15/ilva-laudio-choc-di-riva-due-casi-di-tumore-in-piu-allanno-minchiata/253567/

 

Ilva, Archinà ordina al sindaco di Taranto: “Sposta la data del referendum su di noi”: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/15/ilva-archina-ordina-al-sindaco-di-taranto-sposta-data-del-referendum-su-di-noi/253576/

 

Ilva, Perli a Riva: “Ministero farà sopralluogo, ma senza sorprese”: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/15/ilva-ministero-fara-sopralluogo-ma-senza-sorprese/253580/

 

Ilva, le pressioni sul ministero Ambiente: “Senza Aia salta la Prestigiacomo”: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/15/ilva-pressioni-sul-ministero-ambiente-senza-aia-salta-prestigiacomo/253582/

 

Ilva, il segretario della Prestigiacomo chiede a Riva di finanziare la sua fondazione: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/15/ilva-segretario-della-prestigiacomo-a-riva-finanzia-sua-fondazione/253584/

 

fumi industrialida La Repubblica, 23 luglio 2015

Disastro Ilva, Vendola a processo a Taranto con la famiglia Riva e l’ex prefetto Ferrante.

Quarantaquattro persone e tre società a giudizio per l’inchiesta sul presunto disastro ambientale. L’ex governatore è accusato di concussione aggravata in concorso: “Sento come insopportabile la ferita che mi viene inferta da un’accusa che cancella la verità storica dei fatti”. Dieci mesi a monsignor Marco Gerardo.

 

da Il Corriere del Mezzogiorno, 14 luglio 2015

Decreto salva-Ilva incostituzionale. Il gip rimette gli atti dalla Consulta.
La motivazione.

La questione è stata sollevata dal giudice nella motivazione con cui lo stesso gip ha ritenuto «non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma. Alla luce della decisione del gip, è ufficiale la sospensione del giudizio in corso promosso dai legali di Ilva Spa in amministrazione straordinaria. Tutti gli atti saranno trasmessi alla Corte Costituzionale; l’iniziativa sarà comunicata per conoscenza al presidente della Repubblica Mattarella». Nelle 14 pagine della motivazione il gip Rosati demolisce la sostanza del decreto che ha consentito alla società Ilva di continuare a produrre, ma che nulla ha previsto per la «tutela dei lavoratori e per garantire la sicurezza nell’impianto».

Le conclusioni.

«Su un assetto normativo siffatto – scrive il giudice -, che si vorrebbe ispirare a quello del decreto legge 207 del 2012 ma che non gli somiglia affatto, se non nell’obiettivo di neutralizzare gli effetti di una pronuncia giurisdizionale (il sequestro dell’altoforno, ndr), s’impone dunque al giudice di invocare lo scrutinio di legittimità».

Taranto, acciaieria Ilva

Taranto, acciaieria Ilva

(foto http://www.gettyimages.com, A.N.S.A., da mailing list ecologista)

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  1. Mara
    luglio 24, 2015 alle 8:06 am

    Non pagheranno mai abbastanza, nemmeno dopo morti.

  2. luglio 25, 2015 alle 6:43 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2015
    Ilva, Enel, Tirreno Power: i pm aprono inchieste, la politica bastona chi indaga.
    Il ministro Guidi ammonisce ancora i giudici: “Attenti alle conseguenze delle vostre azioni”. Tre giorni prima il suo nome era comparso nelle carte dell’indagine sulla centrale di Savona insieme al suo vice De Vincenti, che voleva presentare un esposto al Csm contro i pm liguri. A Rovigo chi indagava sulla centrale Enel è finito davvero sotto disciplinare. Ci sono voluti 5 anni per prosciogliere il pm Manuela Fasolato, più che per il mega-processo che ha poi condannato Tatò e Scaroni. (Thomas Mackinson, Ferruccio Sansa ): http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/24/ilva-enel-tirreno-power-i-pm-aprono-inchieste-la-politica-bastona-chi-indaga/1893632/

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    23 luglio 2015
    Ilva, Gnudi: “L’adeguamento è all’80%” Ma mancano interventi fondamentali. (Francesco Casula): http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/23/ilva-gnudi-ladeguamento-e-all80-ma-mancano-interventi-fondamentali/1900965/

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