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Parte la predisposizione del Piano nazionale per il Lupo in Italia.


Lupo europeo (Canis lupus)

Coordinato dall’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (I.S.P.R.A.), si svolgerà nei prossimi mesi un censimento e monitoraggio del Lupo (Canis lupus) in tutta Italia.

La stima della popolazione italiana del Lupo è di 1.000 – 2.500 esemplari, dei quali circa 300 sulle Alpi.

Ora se ne saprà un po’ di più, perché molto si dice, molto se ne parla, molto se ne scrive.

Spesso a sproposito, spesso supera le favole.

Basta che compaia un Lupo, magari in fase di erratismo giovanile, e gli interessi consolidati del territorio (come s’usa dire) non capiscono più nulla.

Al massimo 1.800 Lupi lungo tutto il crinale appenninico, forse 300 su tutto l’arco alpino. Circa 2 mila Lupi in tutta Italia.

Questi sono i numeri del Lupo in Italia, certamente il migliore fattore di contenimento del Cinghiale (Sus scrofa), di cui tanto si lamentano i danni all’agricoltura.

La presenza del Lupo fa bene alla biodiversità, fa bene agli equilibri ecologici, fa bene anche al turismo, fa bene all’anima (per chi ce l’ha).

W il Lupo, W Cappuccetto Rosso (quella vera)…e chi non è d’accordo peste lo colga.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

il Lupo e Cappuccetto Rosso

da La Repubblica, 3 ottobre 2020

Lupi, il primo piano nazionale.

Quanti sono? La stima varia da 1000 a 2500. Ora parte un’operazione di monitoraggio e campionamento senza precedenti. Accordo Ispra-Federparchi, il lavoro sarà svolto sul territorio 20 tecnici, ai quali si affiancheranno esperti delle regioni e province autonome. (Piero Genovesi)

Negli ultimi anni il lupo si è conquistato spesso le prime pagine dei giornali: anche perché dopo 50 anni di protezione questo carnivoro, quasi estinto dal nostro Paese negli anni ‘70, è cresciuto di numero e ha notevolmente espanso il suo spazio di movimento, in alcuni casi creando allarme nelle aree che ha progressivamente ricolonizzato.

Italia, distribuzione del Lupo (Canis lupus)

Oggi il lupo è presente in quasi tutta la penisola, dall’estremità del Salento, fino alla bassa val Padana, e in buona parte delle Alpi. Nonostante l’attenzione mediatica e i molti studi condotti, il lupo resta ancora oggi per molti aspetti misterioso perché la sua elusività e gli amplissimi spostamenti che può compiere rendono particolarmente complesso studiarne le dinamiche di popolazione.

In diverse occasioni si è tentato di valutare lo stato di questo carnivoro nel nostro Paese e l’Italia ogni sei anni trasmette all’Unione Europea la sua valutazione utilizzando i dati raccolti dalle regioni ed analizzate da ISPRA (visibili sul sito www.reportingdirettivahabitat.it). Per valutare lo stato della specie è necessario sapere dove stanno i lupi, e quindi avere una carta di distribuzione, e quanti sono.

espansione del Lupo italiano sulle Alpi orientali (2010)

Contare i lupi non è come contare le pecore di un gregge e difatti, come per la maggior parte delle popolazioni di specie selvatiche, non si fa mai una conta diretta degli animali ma si ricava una stima a partire da conte parziali fatte su campioni che si ritiene siano rappresentativi. Una stima, per essere utile, deve essere accompagnata da una indicazione del suo possibile errore, cioè una misura di quanto la stima sia affidabile. Ridurre questo errore costa molto impegno e denaro perché le tecniche diventano via via più complesse man mano che si vuole aumentare l’affidabilità della stima. E’ così che, fino ad oggi, ci siamo accontentati di sapere che nell’area appenninica ci sono 1000-2500 lupi. Non è una forchetta troppo ampia, la maggior parte delle stime del lupo in altri paesi hanno gli stessi margini di errore. Ma si può e deve fare di meglio, cercare di aumentare la precisione della stima. Per le Alpi le conoscenze sono molto più accurate, grazie al progetto LIFE WolfAlps (www.lifewolfalps.eu/) che ha coinvolto tutte le regioni del nord e ha permesso di stimare in quest’area la presenza di quasi 300 lupi nel periodo 2017-2018.

branco di Lupo europeo (Canis lupus)


Quest’anno, per la prima volta, le istituzioni uniscono le forze a scala nazionale per stimare la distribuzione e la consistenza del lupo dalle Alpi alla Calabria e alla Puglia, in un programma coordinato realizzato sulla base di disegni di campionamento standardizzati, messi a punto da ISPRA. Sul campo, il lavoro sarà svolto da oltre 20 tecnici selezionati nell’ambito di un accordo tra ISPRA e Federparchi, ai quali si affiancheranno esperti delle regioni e province autonome, dei parchi nazionali e di quelli regionali, da una rete di personale appositamente formato del Comando Unità Forestali dell’Arma dei Carabinieri, coinvolgendo anche una rete di volontari delle principali associazioni ambientaliste. Nelle regioni alpine il monitoraggio verrà realizzato nell’ambito del Progetto LIFE WolfAlps EU, in modo strettamente coordinato con il resto d’Italia.

Appennino, Lupo (Canis lupus italicus)


Il piano di campionamento sarà realizzato in due fasi, applicate da questo autunno fino alla primavera 2021. In Italia peninsulare, la verifica della presenza del lupo sarà fatta su circa 400 celle di territorio di 10×10 km, che rappresentano approssimativamente il 50% dell’area di presenza del lupo. La stima del numero di lupi sarà fatta su undici aree campione di 9 celle di 10 km di lato, distribuite in tutte le regioni dell’Italia peninsulare. La selezione delle celle è stata fatta con criteri robusti nell’assicurare la loro rappresentatività. Nelle regioni alpine, invece, si prevede la raccolta dati sulla totalità del territorio, senza celle campione. Rilievo tracce e raccolta campioni da sottoporre ad analisi genetiche saranno gli strumenti principali che, attraverso una rigorosa trattazione statistica, produrranno stime robuste.

Lupo (Canis lupus, foto Raniero Massoli Novelli)



Questo complesso lavoro di raccolta dei dati e di analisi statistica permetterà speriamo di arrivare a una stima più accurata della presenza del lupo in Italia basata per la prima volta su dati raccolti in simultanea e con lo stesso approccio metodologico sull’intero territorio nazionale e anche di definire uno schema di monitoraggio che potrà essere periodicamente ripetuto per valutare gli andamenti della popolazione di lupi in Italia.
È la prima volta che nel nostro Paese si realizza un piano di monitoraggio così complesso, basato su un disegno di campionamento avanzato, e con così tanti soggetti coinvolti. Speriamo che questo possa diventare un primo esempio sia per ripetere in futuro lo schema di monitoraggio sul lupo per capirne meglio le dinamiche di popolazione, sia per applicare schemi simili su altre specie, anche per sviluppare politiche di conservazione basate su solidi dati scientifici.

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

(foto Raniero Massoli Novelli, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    ottobre 6, 2020 alle 9:19 am

    “In bocca al lupo” al …LUPO!
    Viva il Lupo…

    🐺🐺🐺

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