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Evviva, finalmente è stata ripulita la Torre costiera del Poetto.


Cagliari, Torre del Poetto ripulita (ott. 2020)

Forse ce l’abbiamo fatta.

Dopo più di tre anni la Torre spagnola (o Torre di Mezza Spiaggia)sulla spiaggia del Poetto, vandalizzata dai deliri pseudoartistici di un imbecille cafone alla fine dell’agosto 2017, sta per essere definitivamente ripulita.

Il 20 maggio 2020 l’Agenzia del Demanio aveva, finalmente, pubblicato la gara con il criterio del massimo ribasso (euro 7.279,38 + I.V.A.), poi aggiudicata e messa in esecuzione nelle settimane scorse.

Cagliari, Poetto, Torre costiera vandalizzata

Così, per esempio, a Orosei lo scempio sulle rocce di Cala Liberotto è stato ripulito in pochi giorni (aprile 2019), ad Alghero l’analogo vandalismo sulle rocce di Capo Caccia è stato ripulito a tempo di record dopo un paio di giorni (luglio 2019).

Lo sconcio è rimasto lì, a deturpare “uno dei simboli di Cagliari”, nonostante più richieste d’intervento, nonostante due formali istanze (6 aprile 2019, 9 luglio 2019) del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

L’allora Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, giustamente, interessò la Procura della Repubblica per i reati commessi contro “uno dei simboli di Cagliari” e affermò testualmente: “Faremo in modo, con gli altri enti competenti, di riportare la torre al suo stato originario”.

Eppure l’unica risposta giunse da parte del Comune di Cagliari (nota prot. n. 0210439/2019 del 29 luglio 2019): aveva fornito copia della segnalazione (nota Dir. Gen.le Comune prot. n. 205252 dell’1 settembre 2017) alla Procura della Repubblica, all’Agenzia del Demanio e alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari a suo tempo inoltrata, nonché della risposta dell’Agenzia del Demanio (nota del 28 settembre 2017) che – dopo sopralluogo congiunto del 7 settembre 2017 – chiedeva l’intervento della competente Soprintendenza in quanto bene demaniale statale qualificato “bene culturale” (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.; individuazione con D.M. 18 agosto 1970).

Dopo più di tre anni forse ce l’abbiamo fatta: riavremo “uno dei simboli di Cagliari” al suo stato originario.

Però il cafone pare non aver subito alcuna conseguenza: in un solo gesto ha compiuto almeno tre reati: danneggiamento (art. 635 cod. pen.), degrado di beni tutelati con vincolo ambientale/paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), deturpamento di bene culturale (art. 169 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Non è street art, non si tratta di dar lustro a muri degradati, è vandalismo.   Non si tratta di Banksy, si tratta di cafoni delinquenti.

Sarebbe ora di capirlo una volta per tutte, no?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cagliari, Poetto, Torre spagnola. Era così e così deve ritornare.

 (foto S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    ottobre 5, 2020 alle 7:32 am

    Ne siamo davvero lieti: la “Torre”, per quel che si può vedere, è tornata all’antico splendore. Stavolta sembrerebbe recintata. Protetta da is butzurrus o cabbillus ( nel senso di grezzi). Non mi permetto di aggiungere altro: sono ospite in questo sito.

    Mi chiedo: se si fosse trattato di” street art” alla Banksy, sarebbe cambiato qualcosa o a Cagliari la Sovrintendenza si sarebbe comportata come a Venezia dove Bansky ha dipinto “Il Naufrago bambino”?

    (…) “Lo realizza su un muro scrostato che si affaccia sul Rio di San Pantalon – RioNovo – il canale che costeggiando la sede dell’Università Ca’ Foscari sfocia in Canal Grande. L’edificio, a due passi da Campo Santa Margherita, è privato e disabitato da tempo e non è di rilievo storico-artistico ma la Sovrintendenza, come atto dovuto, presenta una denuncia penale a carico di ignoti per violazione del decreto 42/2004 che impone la richiesta di autorizzazione ad intervenire con decorazioni pittoriche sulle pareti dei palazzi vincolati. La stessa Sovrintendenza evidenzia però che il Naufrago bambino è indiscutibilmente un’opera d’arte e perciò va conservata per garantirne la fruizione nel luogo scelto dall’artista e nel caso in cui il muro dovesse essere ricostruito, il proprietario dell’immobile sarà tenuto a staccarlo per conservarlo.”.

    Mi do la risposta da sola: a Cagliari, evidentemente, nell’amato Poetto, questo non poteva e mai potrà accadere…

    Cordialità di sereno lunedì

    • ottobre 5, 2020 alle 2:35 pm

      La cosiddetta street art è un argomento di non facile gestione e di non semplice individuazione.
      Diciamo intanto che una mera scritta (“ti amo Gessica”) difficilmente è catalogabile nella street art
      La street art prevede un minimo di qualità del lavoro e un discreto impegno/originalità della tematica
      “Il naufrago bambino” è difatti sia un’opera dalla realizzazione non banale inoltre è legata ad una tematica seria e contemporanea
      Infine valutiamo il “supporto” dell’opera: un conto è un bene culturale tutelato (vedasi torre spagnola…), altro è un cavalcavia (e sono sicuramente migliorati quelli della ss131 toccati dal nostro bravo Manu Invisible) altra è una casa diroccata, fatiscente e abbandonata come quella utilizzata da Bansky a Venezia

      • ottobre 5, 2020 alle 3:27 pm

        …diciamo che chi si mette a sparare bombolette spray su una Torre costiera del ‘500 merita solo di vedersi disarticolati i braccini…così non lo fa più 😃…peace and love 😋🎨

        Stefano Deliperi

  2. G.Maiuscolo
    ottobre 6, 2020 alle 9:23 am

    (…) …”diciamo che chi si mette a sparare bombolette spray su una Torre costiera del ‘500 merita solo di vedersi disarticolati i braccini…così non lo fa più 😃…peace and love 😋🎨”

    Su DOTTORI, quel…”dis-articolati”…è una squisitezza lessicale…Complimenti!
    Ahahahahah, ahahahah, ahahahah, ahahahah…

  3. Patrizia
    ottobre 9, 2020 alle 10:33 pm

    Evviva !

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