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Alpi Apuane: niente nuove cave o riattivazione delle dismesse nella zona di protezione speciale!


Tritone alpestre apuano (Ichthyosaura alpestris apuana)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inviato (3 aprile 2019) una nuova specifica istanza di accesso civico, informazione ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti (dopo quella del 18 ottobre 2018) riguardo i piani attuativi dei bacini estrattivi (P.A.B.E.) che, entro il giugno 2019, dovranno pianificare le attività estrattive in attuazione del Piano di indirizzo territoriale (P.I.T.) con valenza di piano paesaggistico e dellalegge regionale Toscana n. 65/2014 sul governo del territorio.

Sono stati coinvolti i Ministeri dell’ambiente e per i beni e attività culturali, la Regione Toscana, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Lucca, il parco naturale regionale delle Alpi Apuane, i Carabinieri Forestale e, per opportuna conoscenza alla Commissione europea e alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Massa e di Lucca.

Si deve ricordare che il censimento delle attività estrattive sulle Alpi Apuane condotto dall’Università degli Studi di Siena – Centro di Geotecnologie avrebbe portato a individuare ben 165 cave attive e 510 cave inattive potenzialmente riattivabili e l’art. 113 della legge regionale Toscana n. 65/2014 subordina “l’apertura di nuove attività estrattive e la riattivazione delle cave dismesse” all’interno dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane – quali individuati dal P.I.T. con valenza di piano paesistico – alla approvazione di un Piano attuativo “riferito all’intera estensione di ciascun bacino estrattivo”.  

   

Centaurea Montis Borlae

Tuttavia, è bene ricordare anche che è stato disposto per le zone di protezione speciale (Z.P.S.) individuate ai sensi della direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica per far parte della Rete Natura 2000 il divieto di “apertura di nuove cave e ampliamento di quelle esistenti, ad eccezione di quelle previste negli strumenti di pianificazione generali e di settore vigenti alla data di emanazione del presente atto o che verranno approvati entro il periodo di transizione” di 18 mesi (art. 5, comma 1°, lett. n, del D.M. Ambiente 17 ottobre 2007, che detta criteri minimi di salvaguardia delle Z.P.S.).

E gran parte delle Alpi Apuane rientra – oltre che nel parco naturale regionale delle Alpi Apuane – proprio nella zona di protezione speciale (Z.P.S.) “Prateria primarie e secondarie delle Apuane” (codice IT5120015), dove in linea di massima non possono, quindi, essere aperte nuove cave o riaperte quelle dismesse.

Alpi Apuane, Fivizzano, Cava Vittoria, scarico detriti (15 luglio 2016)

Decisamente appare piuttosto singolare, per non dire altro, la posizione dell’Ente Parco naturale regionale delle Alpi Apuane che ha chiesto – con la deliberazione Consiglio direttivo n. 2 del dell’1 marzo 2019 – di ottenere dalla Regione Toscana un’interpretazione di manica larga per l’attività estrattiva nella Z.P.S.

Il ruolo del Parco naturale è quello di proteggere l’ambiente delle Alpi Apuane, già fin troppo massacrato dalle cave di marmo, o quello di favorire l’attività estrattiva?

Posizione poco chiara anche rispetto ai Piani attuativi dei bacini estrattivi del Bacino Ficaio, in prossimità del Monte Procinto, proposti dal Comune di Stazzemain buona parte all’interno della … area di Rete Natura 2000 zona speciale di conservazione Monte Croce – Monte Matanna” dove “il Piano Attuativo prevede l’ampliamento di siti esistenti e l’apertura di nuovi siti estrattivi”: altro che richiesta di ridimensionamento dei piani estrattivi (pronuncia di valutazione di incidenza n. 6 del 18 marzo 2019 – Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi delle Alpi Apuane – artt. 113-114 della L.R. 65/2014 – Scheda n. 21 del PIT/PPR, Bacino Ficaio, Comune di Stazzema), qualora ricadano entro la Z.P.S. non sono autorizzabili nuove cave o riattivazione delle cave dismesse

Alpi Apuane, Massa, panoramica fra Padulello e Focolaccia

Speriamo che sul tema di legale non vi sia rimasta solo l’ora: purtroppo non è possibile dimenticare il quadro di scempi ambientali e di illegalità diffusa tratteggiato dallo stesso Procuratore della Repubblica di Massa Aldo Giubilaro in occasione della missione in Toscana della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati (2017), quadro solo un po’ alleggerito dalle indagini sul gravissimo inquinamento da marmettola dei corsi d’acqua delle Alpi Apuane e del mare prospiciente, inquinamento denunciato sistematicamente dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus più volte nel corso degli ultimi anni.

Né è possibile dimenticare la sostanziale operazione di sanatoria per le attività estrattive abusive promossa dalla Regione Toscana ai sensi dell’art. 58 bis della legge regionale Toscana n. 35/2015 e s.m.i., recentemente introdotto[1], operazione avversata dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus perché troppo permissiva e scandalosamente oggetto di un ricorso al T.A.R. da parte di Confindustria e 27 Imprese estrattive che vorrebbero ancora maglie più larghe per la loro attività.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un rapido intervento delle amministrazioni pubbliche competenti per l’inibizione delle attività estrattive non consentite nella Z.P.S.

Alpi Apuane, marmettola in un corso d’acqua

Soprattutto l’Ente Parco naturale regionale delle Alpi Apuane è chiamato a dare finalmente concretezza ed efficacia alle dichiarazioni inerenti la volontà di riduzione delle aree estrattive del 30% più volte effettuate.

Le Alpi Apuane possono e devono essere salvaguardate, per la difesa dell’ambiente e della stessa identità delle collettività locali.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


[1]                                       Art. 58 bis

Disposizioni transitorie per il sanzionamento di difformità volumetriche sino all’approvazione dei piani attuativi dei bacini estrattivi delle Alpi Apuane

1.Fino all’approvazione dei piani attuativi previsti dall’articolo 113 della l.r. 65/2014 e comunque non oltre la data del 5 giugno 2019, qualora il titolare di un’autorizzazione in corso di validità abbia realizzato una difformità volumetrica superiore ai 1000 metri cubi rispetto al progetto di coltivazione autorizzato, ma comunque all’interno dell’area in disponibilità a destinazione estrattiva, il comune ordina la cessazione immediata dell’attività nell’area oggetto della difformità e la presentazione di una perizia giurata attestante la ricorrenza del presupposto di cui al comma 4 del presente articolo. L’ordinanza dispone altresì la presentazione e realizzazione di un progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell’area che tenga conto degli impatti complessivi derivanti dalle lavorazioni difformi, nonché l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’articolo 52, comma 4.

2.L’autorizzazione in essere è sospesa sino all’approvazione del progetto di cui al comma 1 ed al completamento delle opere di messa in sicurezza dell’area in conformità al medesimo progetto. Il comune, in deroga a quanto disposto dall’articolo 19, comma 3, approva il progetto entro sessanta giorni dalla sua presentazione, fermi restando i termini previsti per il rilascio di autorizzazioni o atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa statale di riferimento.

3.Nel caso in cui il titolare non ottemperi agli obblighi stabiliti con l’ordinanza di cui al comma 1 nei termini assegnati, e non realizzi le opere di risistemazione ambientale entro centottanta giorni dall’approvazione del relativo progetto, nonché nel caso in cui, a seguito di nuovo accertamento, venga rilevata una ulteriore difformità, il comune dispone la decadenza dell’autorizzazione ai sensi dell’articolo 21, comma 3, e, qualora si tratti di beni appartenenti al patrimonio indisponibile comunale, la conseguente decadenza della concessione ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera f).

4.La presente disposizione si applica esclusivamente alle difformità eseguite sino alla data dell’entrata in vigore della legge regionale 2 ottobre, 2018, n. 54 (Modifiche alla legge regionale 25 marzo 2015, n. 35 (Disposizioni in materia di cave. Modifiche alla l.r. 104/1995, l.r. 65/1997, l.r. 78/1998, l.r.10/2010 e l.r. 65/2014).

5.Nelle aree di cui al comma 1, ottemperati gli obblighi stabiliti con l’ordinanza di cui al medesimo comma 1 nei termini assegnati e realizzate le opere di risistemazione ambientale entro centottanta giorni dall’approvazione del progetto, può essere autorizzato un nuovo progetto di coltivazione ai sensi dell’articolo 17, nei limiti e alle condizioni previsti nel piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico, approvato con deliberazione del Consiglio regionale 27 marzo 2015, n. 37 (Atto di integrazione del piano di indirizzo territoriale “PIT” con valenza di piano paesaggistico. Approvazione ai sensi dell’articolo 19 della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 “Norme per il governo del territorio”).

6.I comuni provvedono, ove necessario, entro e non oltre trenta giorni dalla data di entrata in vigore della l.r. 54/2018, all’adeguamento delle autorizzazioni rilasciate, in conformità al progetto di coltivazione autorizzato.

Z.P.S. Alpi Apuane

(foto A.G., per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. aprile 4, 2019 alle 3:05 pm

    da La Voce Apuana, 4 aprile 2019
    «No all’apertura di nuove cave nel Parco delle Apuane».
    Lo afferma il Gruppo di intervento giuridico che esprime i suoi dubbi circa la richiesta dell’Ente parco per «ottenere dalla Regione Toscana un’interpretazione di manica larga per l’attività estrattiva nella Zona di protezione speciale»: http://www.voceapuana.com/massa-carrara/attualita/-no-all-apertura-di-nuove-cave-nel-parco-delle-apuane-17739.aspx

    _________________________

    da La Gazzetta di Viareggio, 3 aprile 2019
    GrIG: “Alpi Apuane, niente nuove cave o riattivazione delle dismesse nella zona di protezione speciale”: https://www.lagazzettadiviareggio.it/politica/2019/04/grig-alpi-apuane-niente-nuove-cave-o-riattivazione-delle-dismesse-nella-zona-di-protezione-speciale/

    ______________________

    da La Gazzetta del Serchio, 3 aprile 2019
    Garfagnana. GrIG: “Alpi Apuane, niente nuove cave o riattivazione delle dismesse nella zona di protezione speciale”: https://www.lagazzettadelserchio.it/garfagnana/2019/04/grig-alpi-apuane-niente-nuove-cave-o-riattivazione-delle-dismesse-nella-zona-di-protezione-speciale/

    ___________________

    da La Gazzetta di Massa e Carrara, 3 aprile 2019
    GrIG: “Alpi Apuane, niente nuove cave o riattivazione delle dismesse nella zona di protezione speciale”: https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/politica/2019/04/grig-alpi-apuane-niente-nuove-cave-o-riattivazione-delle-dismesse-nella-zona-di-protezione-speciale/

    _________________________________

    da La Nazione, 4 aprile 2019
    Cave, arrivano i ‘Piani Attuativi’.
    In 20 anni dai monti di Massa spariranno 4 milioni di metri cubi di marmo. (Francesco Scolaro): https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/cave-arrivano-i-piani-attuativi-1.4524114

    ——————

    “Le cave chiuse? Fu un deterrente”.
    L’udienza al Tar sul 58bis. La lettera del sindaco in difesa delle ditte: https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/le-cave-chiuse-fu-un-deterrente-1.4523676

  2. aprile 4, 2019 alle 4:53 pm

    procedono…

    da La Gazzetta del Serchio, 4 aprile 2019
    Approvati i piani attuativi dei bacini estrattivi a Minucciano: https://www.lagazzettadelserchio.it/garfagnana/2019/04/approvati-i-piani-attuativi-dei-bacini-estrattivi-a-minucciano/

    ————–

    28 marzo 2019
    “Vagli: il cuore delle Apuane trafitto per sempre”: https://www.lagazzettadelserchio.it/garfagnana/2019/03/vagli-il-cuore-delle-apuane-trafitto-per-sempre/

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