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Che cosa ruota intorno alla ripresa dei tagli a ceduo nelle foreste demaniali della Sardegna.


Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

E’ ben nota la vicenda della ripresa del governo a ceduo della Foresta demaniale del Marganai, nel Sulcis Iglesiente, in Sardegna, con gli interventi di taglio boschivo in parte già effettuati e nel resto previsti, oggetto di procedimento penale proprio per l’assenza di autorizzazione paesaggistica.[1]

Eppure i soldi pubblici continuano ad affluire, per iniziative discutibili.   Il quadro che si legge è piuttosto preoccupante.

Ecco come.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

_____________________________

[1] Come noto, l’art. 149, comma 1°, lettera c, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. testualmente dispone l’esenzione dall’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica solo per “il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall’articolo 142, comma 1, lettera g), purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia”. In tutte le altre ipotesi i tagli boschivi sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica (sentenza Cass. pen., Sez. III, 13 gennaio 2015, n. 962).

 

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

da Sardinia Post, 22 agosto 2018

Studio con fondi pubblici sui tagli nel Marganai affidato a chi li ha effettuati.  (Pablo Sole)

Senza scomodare Nostradamus, intuire dove andrà a parare l’indagine sulla “Sostenibilità ambientale e socio-economica” delle attività di ceduazione nel Marganai – finanziata dalla Regione con 150mila euro – è impresa abbastanza semplice: basta scorrere la lista dei soggetti promotori e degli esperti coinvolti. I quali, va detto chiaramente, sono tutti di apprezzabilissima levatura professionale. Ma – come vedremo – hanno rapporti molto stretti con chi, nel Marganai, ha già tagliato a raso 33 ettari di lecceta prima che la Sovrintendenza ai Beni paesaggistici di Cagliari guidata da Fausto Martino fermasse i lavori perché nessuno aveva chiesto l’imprescindibile autorizzazione paesaggistica. Rapporti che, bisogna dare atto di questa trasparenza, i vari protagonisti non nascondono affatto. Basti dire che il progetto dell’indagine finanziata dalla Regione a valere sul Progetto Sulcis è stato presentato lo scorso marzo nell’agriturismo Perda Niedda, struttura è gestita dalla cooperativa Agricola mediterranea ’94, che è presieduta da Giuseppe Vargiu, uno dei quattro condannati per i tagli abusivi. Si tratta infatti della coop che ha materialmente eseguito l’attività di ceduazione. Presente all’incontro (come si vede dalle foto pubblicate su progettomarganai.it) anche un altro condannato, Marcello Airi, in forza a Forestas. Mancavano l’allora dg di Forestas Antonio Casula e la collega Marisa Cadoni, gli altri due destinatari del decreto penale di condanna emesso a fine gennaio dal giudice di Cagliari Giovanni Massidda dopo un esposto di Italia Nostra. 

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Motoseghe, autorizzazioni e “comitati scientifici” super partes

Intanto va ricordato che se associazioni ambientaliste come il Gruppo di intervento giuridico e Italia Nostra non avessero acceso i riflettori sul caso e se non fosse arrivato lo stop della Sovrintendenza – cui sono seguite, appunto, quattro condanne penali – nei piani di Forestas 550 ettari di lecceta sarebbero finiti in pellet e legna da ardere. Lo prevedeva il Piano di gestione stilato dalle società aretine Dream e Rdm su incarico dell’agenzia regionale. Un intervento che l’amministratore unico di Forestas, Giuseppe Pulina, ha sempre difeso, criticando severamente qualsiasi oppositore all’attività di ceduazione. Un qualche spiraglio si aprì quando nell’ottobre del 2015 i militanti di Liberu manifestarono sotto gli uffici cagliaritani dell’assessorato all’Ambiente. “Il commissario (Pulina, ndr) ci ha assicurato che sarà istituito un comitato di valutazione, composto da esperti a favore ed esperti contrari ai tagli della lecceta”, dichiarò il leader di Liberu Pierfranco Devias. In effetti, a distanza di tre anni, il “comitato” – nella forma del progetto di indagine finanziato dalla Regione e nella scelta degli esperti – è arrivato. Ed ecco come è composto. A promuovere il “Progetto Marganai” è il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, che oggi conta tra i dottorandi l’ex dg di Forestas Antonio Casula (qui la storia completa) il quale, dopo la condanna per i tagli abusivi nel Marganai, è stato anche promosso dalla giunta regionale a comandante del Corpo forestale. Sempre al Dipartimento di Agraria di Sassari, l’amministratore unico di Forestas Giuseppe Pulina è titolare della cattedra di Zootecnica. Tra i colleghi, anche l’attuale assessore all’Ambiente (favorevole ai tagli nel Marganai) Donatella Spano.

A presentare il progetto in Regione e ottenere il finanziamento di 150mila euro è stato il ricercatore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari Filippo Giadrossich, docente al corso di laurea in Scienze forestali e ambientali a Nuoro, gemmazione dell’ateneo turritano. È il medesimo percorso seguito da un altro componete, Roberto Scotti, “animatore della Nuoro Forestry School, Centro di studi del Dipartimento di Agraria” di Sassari. Che compare nella lista dei consulenti delle società aretine Dream e Rdm, promotrici, come detto, del taglio a raso nei 550 ettari del Marganai. Va da sé che la posizione del docente in merito alla ceduazione non è certo un mistero. D’altra parte, lo stesso Dipartimento di Agraria ha contribuito attivamente alla stesura finale del Piano di gestione che prevede la ceduazione del Marganai.

Né dovrebbe essere ostile ai tagli al Marganai, l’esperto cooptato dall’università sassarese per l’allestimento di “una struttura mobile per la misura dell’erosione con simulatore di pioggia”. Dopo una procedura comparativa per titoli, la scelta è caduta su Enrico Guastini su decreto del direttore del Dipartimento di Agraria Antonio Pazzona, già vicario di Pulina quando quest’ultimo fu nominato a Forestas. Guastini, laureato in Agraria a Firenze nel 2009, ha conseguito il tirocinio nel 2006. Con la Dream, dice il curriculum. E ad oggi la società aretina risulta essere stata l’unica committente del professionista.

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Ancora, del Progetto di indagine fanno parte anche i borsisti Sergio Campus, Antonio Ganga e Irene Piredda. Non risulta che si siano mai pronunciati sui tagli al Marganai. Risulta, però, che sono soci fondatori di Elighes srl, spin-off dell’Università di Sassari nato nelle aule del Dipartimento di Agraria. In particolare, Elighes si occupa di consulenza e supporto tecnico-scientifico nel campo della selvicoltura. Motto della società: “Il bosco, piano piano, si riprende…”. Alla “consegna” delle borse, l’8 maggio scorso nella sede dell’ateneo nuorese, anche l’amministratore di Forestas Pulina, posta la stretta collaborazione tra l’agenzia regionale e UniNuoro. “La notizia – ha dichiarato alla testata L’Ortobene – è che scardiniamo il luogo comune per cui la didattica nelle sedi gemmate e staccate si organizza con docenti “da esportazione”. È una sfida, ma li formiamo qui, dando vita a Nuoro al polo permanente di ricerca”. Tra i corsi da attivare in partenariato con l’ateneo barbaricino, scrive sempre L’Ortobene, quello per “motoseghisti”.

Nel team, come riporta il sito dell’Università di Sassari, c’è anche Raffaella Lovreglio. Ricercatrice del Dipartimento di Agraria, ha curato uno studio sulla ceduazione nel Marganai firmato da una studentessa dell’ateneo e presentato proprio al battesimo del “Progetto Marganai”, nell’agriturismo Perda Niedda. Illuminanti, in particolare, alcuni passaggi laddove si legge che il ripristino del governo a ceduo nel Marganai fortemente voluto da Forestas “ha due punti di forza principali: l’aumento della biodiversità” e il “recupero di uno dei paesaggi storici della foresta del Marganai, che trasforma il cupo paesaggio del bosco senescente, in un bosco vigoroso e ricco di colori”. Per essere ancora più espliciti, si sottolinea che “il Piano di gestione” di Forestas ha l’obiettivo di “esaltare le attività produttive del bosco oramai abbandonate”. Nel lungo peana pro-tagli, la memoria delle condanne pare essersi dissolta.

Tra gli esperti anche Piero Piussi, professionista di fama internazionale, docente di Ecologia forestale e selvicoltura all’Università di Firenze dal 1980 al 2008, che già si era occupato dei tagli nel Marganai nel 2015: dopo una mattinata di sopralluoghi in compagnia dei tecnici di Forestas, il giudizio era stato in larga parte positivo. Va pure detto che un altro esperto di fama internazionale, Angelo Aru, che da anni studia la zona di Monte Linas-Marganai, ha sempre sostenuto il contrario, parlando di interventi “nefasti”, mentre il vicepresidente dell’Accademia di Scienze forestali Raffaello Gianniniha messo in guardia sul rischio desertificazione. 

bosco in passato governato a ceduo

bosco in passato governato a ceduo

Le parole sono importanti

Infine ci sono i responsabili della comunicazione del progetto, Paolo Mori e Luigi Torregiani, della società Compagnia delle foreste, con sede ad Arezzo. Laureati in Scienze forestali, giornalisti pubblicisti e animatori della rivista Sherwood, vantano costanti collaborazioni con la Dream e, tra i vari interventi seguiti c’è anche “Future for coppices” – letteralmente: futuro per i cedui – progetto sulle attività di ceduazione di cui Forestas è partner insieme con il Crea di Arezzo guidato da Piermaria Coronaaltro consulente della Dream per i tagli nella lecceta sulcitana. Non si sa quanto volontariamente, ma al momento la comunicazione curata dalla Compagnia delle foreste non ha fatto nulla per nascondere l’orientamento di partenza del progetto. Che sarebbe “il tentativo di uscire dalle logiche personali per portare il dibattito sul piano della conoscenza scientifica e tecnica”, dopo le polemiche “spesso fondate su ‘solide’ (testuale, ndr) opinioni. Un progetto dell’Università di Sassari punta a riportare la discussione sul piano scientifico”. Va poi ricordata una piccata lettera inviata al giornalista del Corriere Gian Antonio Stella, in cui Mori e Torregiani scambiano un reato paesaggistico per un’amnesia amministrativa e nel computo della foresta infilano pure rocce, corsi d’acqua e praterie, per dimostrare l’esiguità delle aree da ceduare.

A chiudere il cerchio, oltre al partenariato con il già citato progetto “Future for coppices”, alcune cooperative del domusnovese che lavorano e vendono legname e un’impresa con sede a Iglesias. Attività principale: commercio di pellet e legna da ardere.

 

nevicata-nel-bosco

nevicata nel bosco

Sui tagli nella lecceta del Marganai la Sovrintendenza non cambia idea: stop alle motoseghe.

Mentre la Regione finanzia con 150mila euro l’indagine sulla “Sostenibilità ambientale e socio-economica” delle attività di ceduazione nel Marganai, ai piani alti della Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Cagliari, Oristano e sud Sardegna le idee sul futuro del compendio naturalistico sulcitano sono ben chiare. Nella sede di via Battisti la vicenda è nota, posto che nel settembre 2015 fu l’allora sovrintendente Fausto Martino a “spegnere” le motoseghe, che avevano già tagliato a raso 33 ettari di bosco: nessuno aveva chiesto l’imprescindibile autorizzazione paesaggistica. Oltre alle polemiche, seguì l’esposto di Italia Nostra che, nel gennaio scorso, ha portato alla condanna penale di quattro persone: l’ex direttore generale di Forestas Antonio Casula, oggi fresco di nomina al comando del Corpo forestale regionale; i colleghi Marcello Airi e Marisa Cadoni; il presidente della cooperativa Agricola mediterranea di Domusnovas – che effettuò materialmente i tagli – Giuseppe Vargiu.

Oggi al posto di Fausto Martino, che ha lasciato Cagliari nel giugno scorso, c’è Maura Picciau. Che ha sposato in pieno la linea del suo predecessore. Lo si evince chiaramente da un documento – le osservazioni sull’aggiornamento del Piano di gestione del compendio Monte Linas – vergato dalla nuova sovrintendente pochi giorni fa. “La reintroduzione, a partire dal 2009, della conduzione a ceduo di formazioni forestali definite “cedui invecchiati”, prospettata e in parte già intrapresa […] ha manifestato sin dapprincipio forti criticità in ordine al mantenimento della qualità paesaggistica del sito, particolarmente per l’interruzione della continuità della copertura vegetale del suolo, per la privazione, per un intervallo di tempo poliennale, del soprassuolo costituito dal bosco di leccio e per la sottrazione di quei caratteri di compattezza e uniformità espressamente richiamati nel testo del Decreto di notevole interesse pubblico”.

funghi nel sottobosco

funghi nel sottobosco

La posizione della sovrintendenza è chiara: l’attività di ceduazione prospettata da Forestas, che oltre ai 33 ettari già tagliati vorrebbe tagliare il traguardo dei 550 ettari, non è compatibile con i vincoli di conservazione che gravano sul compendio. E infatti, Maura Picciau concorda con l’aggiornamento del Piano di gestione dove si dice che “le pratiche forestali dovranno essere indirizzate ad un corretto utilizzo dei soprassuoli, favorendo l’evoluzione naturale verso formazioni più mature e complesse”. Un indirizzo “coerente con le finalità di tutela paesaggistica previste nel decreto ministeriale” e con l’obiettivo di “preservare i valori e la qualità paesaggistica che hanno determinato la dichiarazione di notevole interesse pubblico” dell’area SiC (Sito di importanza comunitaria) di Monte Linas – Marganai.

In definitiva, la Sovrintendenza non firmerà alcuna autorizzazione paesaggistica che spiani la strada al taglio a raso della lecceta. E difficilmente in via Battisti cambieranno idea alla luce dei futuri risultati delle indagini in corso, in capo ai convinti sostenitori della ceduazione e finanziate con lauti fondi pubblici.

 

Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

 

(foto F.A., S.D., archivio GrIG)

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  1. Riccardo Pusceddu
    agosto 23, 2018 alle 2:28 am

    Un condannato per reati ambientali a capo del corpo di vigilanza forestale e’ una barzelletta. Una cosa spregevole e indegna di un paese che si definisce civile come l’Italia.
    Per non parlare degli altri: una rete di connivenze e interessi di parte che dovrebbe far scendere la gente in piazza, invece che essere ostacolata solo da alcuni valorosi del GrIG.

    • agosto 23, 2018 alle 8:47 am

      Commento ineccepibile, gentile Riccardo. Mi sento impotente, hai idea di cosa potremmo fare?

  2. Perometra FM
    agosto 23, 2018 alle 11:37 am

    Dai fatti si evince chiaramente la necessità di una ceduazione di teste di furbi miserabili , sedicenti esperti titolati.

    • Occhio nudo
      agosto 24, 2018 alle 11:26 am

      La ceduazione di teste e di poltrone effettivamente potrebbe essere una soluzione da valutare.

  3. Enrico Guastini
    • settembre 3, 2018 alle 5:37 pm

      è consigliata la lettura dell’articolo “Il complesso montuoso del Linas-Marganai. Un esempio di area SIC con gestione inadeguata”, pubblicato su “Natura e Montagna”, n. 1 del 2018 (gennaio-aprile) e scritto dal gruppo di esperti coordinato dal “padre” della geopedologia sarda, il prof. Angelo Aru,

    • Juri
      settembre 4, 2018 alle 11:04 am

      Ho letto la replica del “gruppo di lavoro” e mi ha colpito una cosa: non smentiscono nessuno dei fatti riferiti da Sardinia Post ma vi è soltanto l’accusa di infondatezza e di connotazione diffamatoria a deduzioni che invece sono assolutamente logiche e saldamente motivate.
      Una lettera, insomma, che non depone per niente in favore degli autori e anzi accresce le già notevolissime perplessità (per usare un eufemismo) sulla vicenda Marganai.

      Quando si esprimono giudizi surreali come quello riassumibile con “il bosco secolare è paesaggisticamente meno pregiato del bosco tagliato a raso” o quando si usano espedienti semantici quali l’utilizzo dell’aggettivo “senescente” per indicare leccete avviate verso una condizione di splendida naturalità, è evidentemente che, oltre a spararla davvero molto grossa, si manifesta una smaccata adesione alle tesi di chi sostiene la reintroduzione di tagli rasi estensivi nelle foreste demaniali sarde.

  4. settembre 3, 2018 alle 5:39 pm

    da Sardinia Post, 3 settembre 2018
    Marganai, la precisazione del team di esperti e la nostra risposta: http://www.sardiniapost.it/angolo-dei-lettori/marganai-la-precisazione-del-team-esperti-la-nostra-risposta/

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