I tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai sono abusivi.


Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Il G.I.P. del Tribunale di Cagliari ha emesso, come scrive Sardinia Post, su richiesta (ottobre 2016) della  Procura della Repubblica specifico decreto penale di condanna nei confronti di quattro indagati – fra cui due dirigenti dell’Agenzia regionale Forestas – per gli ormai noti interventi di taglio boschivo in parte già effettuati e nel resto previsti nella Foresta demaniale del Marganai, oggetto di procedimento penale proprio per l’assenza di autorizzazione paesaggistica [1].

Tale rito penale si svolge quando il pubblico ministero ritenga di avere prove evidenti su base documentale, ma gli eventuali condannati possono rivolgersi al giudice monocratico in sede di reclamo.

L’assenza di autorizzazioni paesaggistiche è palese e incontestabile.

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Ora, dopo la condanna in sede penale, dopo le mille e mille attività dei vertici dell’agenzia regionale Forestas in difesa di tali tagli boschivi, sarebbe opportuno un gesto di responsabilità e di decenza: le dimissioni irrevocabili degli stessi vertici.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

_________________

[1] Come noto, l’art. 149, comma 1°, lettera c, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. testualmente dispone l’esenzione dall’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica solo per “il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall’articolo 142, comma 1, lettera g), purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia”. In tutte le altre ipotesi i tagli boschivi sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica (sentenza Cass. pen., Sez. III, 13 gennaio 2015, n. 962).

 

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

da Sardinia Post, 5 febbraio 2018

Quattro condanne per i tagli boschivi nel Marganai. C’è anche Dg di Forestas. (Pablo Sole)

Quattro condanne per i 36 ettari di lecceta rasi al suolo tra il 2011 e la fine del 2013 nel compendio naturalistico del Marganai, nel Comune di Domusnovas, senza la vincolante autorizzazione paesaggistica. Pochi giorni fa il Tribunale di Cagliari ha emesso i decreti penali di condanna, poi notificati al direttore generale di Forestas (e progettista dei tagli)  Antonio Casula, al secondo progettista per conto di Forestas Marcello Airi – nominato in seguito responsabile del compendio del Marganai – e alla collega Marisa Cadoni, che per prima aveva diretto gli interventi di ceduazione. Il quarto decreto di condanna è stato notificato a Giuseppe Vargiu,presidente della cooperativa Agricola mediterranea di Domusnovas, che aveva materialmente effettuato i tagli. Il Gip ha così accolto le richieste formulate alla fine del 2016 dal titolare dell’inchiesta sui tagli nel Marganai, il Pm Andrea Schirra,che aveva aperto un fascicolo dopo che nel settembre del 2015 il Sovrintendente ai beni paesaggistici di Cagliari e Oristano, Fausto Martino, aveva imposto lo stop ai tagli perché il progetto era privo della necessaria e vincolante autorizzazione paesaggistica.

In totale, il progetto stilato da Forestas prevedeva il taglio di 550 ettari ettari di lecceta, da trasformare in pellet e legna da ardere. Progetto poi rimasto al palo. Chiuse le indagini, il Pm Schirra aveva chiesto, in sostituzione di 60 giorni di arresto, l’irrogazione di un’ammenda di 31mila euro per ognuno dei quattro imputati. Il Gip, applicando le attenuanti del caso, ha disposto il pagamento di un’ammenda di 16mila euro. 

Autorizzazioni a parte, già dopo il primo anno di tagli, gli stessi esperti nominati da Forestas avevano evidenziato danni al territorio e un team di professionisti composto da Angelo Aru – il padre nobile della geopedologia in Sardegna – dal biologo Francesco Aru e dal geologo Daniele Tomasiaveva lanciato l’allarme sulla ricrescita pressoché inesistente degli alberi tagliati, denunciando inoltre l’erosione costante dell’area interessata dagli interventi di ceduazione (guarda i video). La mobilitazione delle associazioni ambientaliste, in primis Gruppo di intervento giuridico e Italia Nostra, e sigle politiche come Liberu, aveva acceso i riflettori sulla vicenda – finita pure sul Corriere grazie ad un articolo di Gian Antonio Stella e su RaiTre grazie a Igor Staglianò – e interessato la Sovrintendenza, che aveva verificato l’assenza delle autorizzazioni e chiesto un parere all’ufficio legale del ministero dei Beni e delle attività culturali.

Dal canto loro, i vertici di Forestas – vale a dire l’amministratore unico Giuseppe Pulina e il direttore generale Antonio Casula – e l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano, avevano sempre difeso il progetto, sostenendo che le autorizzazioni paesaggistiche non erano necessarie. Di diverso avviso l’ufficio legislativo del ministero dei Beni e delle attività culturali, che l’otto settembre 2016 aveva chiarito: “L’area è sottoposta a vincolo e ogni intervento deve ottenere l’autorizzazione paesaggistica”. Un documento, quest’ultimo, che Forestas non aveva nemmeno richiesto. Poche settimane dopo il Pm Schirra firmò la richiesta di emissione dei decreti penali di condanna e pochi giorni fa, il Gip ha dato il via libera. Ora i quattro destinatari del provvedimento hanno quindici giorni per opporsi al decreto di condanna – contromossa presumibile – e richiedere dunque il dibattimento in Aula.

 

foresta mediterranea

L’Unione Sarda, 7 febbraio 2018

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Mara
    febbraio 6, 2018 alle 8:39 am

    DIMISSIONI SUBITO ed eterna vergogna.

  2. Carlo Forte
    febbraio 6, 2018 alle 11:14 am

    Non avevamo dubbi Grig……questi cialtroni possono fare quello che vogliono perchè il sistema è quello.Gli ordini non piovono certo dal cielo……..Dimissioni? Dovrebbero arrestarli tutti,come fanno con le persone comuni.Banditi

  3. Juri
    febbraio 6, 2018 alle 1:41 pm

    Una vicenda molto grave che effettivamente, in un contesto di dovuta serietà istituzionale, non lascia spazio ad alternative se non alle dimissioni dei vertici di Forestas.

    Non solo perché non è ammissibile che coloro istituzionalmente preposti alla tutela dell’ambiente sardo, a fronte di interventi così impattanti e dannosi, si siano “dimenticati” la necessità di coinvolgere gli enti preposti alla tutela del paesaggio in un’area sottoposta a specifico vincolo paesaggistico (nozione base), ma anche – l’aspetto più grave – per l’atteggiamento davvero arrogante che i vertici di Forestas hanno manifestato nel momento in cui la Sovrintendenza e le associazioni ecologiste hanno contestato l’assenza del titolo paesaggistico. Fino a rispondere sprezzantemente che l’autorizzazione paesaggistica “è solo un pezzo di carta” o contestare i titoli di studio di chi osava criticare l’operato dell’allora Ente Foreste.

    E anche l’Assessore all’Ambiente della Regione Sardegna, che aveva difeso a spada tratta lo scempio del Marganai, dovrebbe trarre le dovute conclusioni sulla sua permanenza nell’incarico.

  4. febbraio 6, 2018 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 6 febbraio 2018
    Taglio del bosco a Marganai: quattro condanne.
    Il Tribunale dà ragione al soprintendente ai beni paesaggistici che aveva bloccato il progetto privo della necessaria autorizzazione: http://www.lanuovasardegna.it/cagliari/cronaca/2018/02/05/news/taglio-del-bosco-a-marganai-quattro-condanne-1.16439317

    ________________

    da L’Unione Sarda, 6 febbraio 2018
    Taglio degli alberi a Marganai, 4 decreti penali di condanna. (Andrea Manunza): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/02/06/taglio_degli_alberi_a_marganai_4_decreti_penali_di_condanna-68-694561.html

  5. febbraio 6, 2018 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 6 febbraio 2018
    Tagli a Marganai: chieste le dimissioni dei vertici di Forestas. (Simone Farris): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/02/06/domusnovas_chieste_le_dimissioni_dei_vertici_di_forestas_dopo_la-68-694913.html

    ____________________________

    da Sardinia Post, 6 febbraio 2018
    Il Grig dopo le condanne per i tagli abusivi nel Marganai: “Ora i vertici di Forestas si dimettano”: http://www.sardiniapost.it/ambiente/grig-le-condanne-tagli-abusivi-nel-marganai-ora-vertici-forestas-si-dimettano/

    ________________________

    da Alghero Live, 6 febbraio 2018
    GrIG: “i tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai sono abusivi”: http://algherolive.it/2018/02/06/grig-i-tagli-boschivi-nella-foresta-demaniale-del-marganai-sono-abusivi/

    __________________

    da Cagliaripad, 6 febbraio 2018
    Foresta demaniale, associazione Grig: “I tagli boschivi nel Marganai sono abusivi”: http://www.cagliaripad.it/289481/foresta-demaniale-associazione-grig-tagli-boschivi-nel-marganai-abusivi

  6. Occhio nudo
    febbraio 6, 2018 alle 3:16 pm

    Non è vero che …

  7. Luca Carta Escana
    febbraio 6, 2018 alle 4:07 pm

    Un fatto così grave dovrebbe scuotere il Parlamento sardo. Ma, non essendoci opposizione, temo dovremo assistere a una Donatella Spano ancora al suo posto. Una cosa francamente inaccettabile.

  8. Porico
    febbraio 6, 2018 alle 6:23 pm

    Ma l’ Agenzia Regionale ” Forestas” non era forse creata per proteggere e incrementare il patrimonio forestale?
    Distruggere ,per miserabile interesse privato,(produrre pellets !!) una delle poche foreste di leccio rimaste in Sardegna , è un crimine così offensivo da meritare bel altra punizione di una multa pecuniaria. Forse il vero problema è quello di impedire l’assalto dei masnadieri agli organi dello Stato.

    • Juri
      febbraio 7, 2018 alle 10:50 am

      Peraltro i tagli rasi (a zero, tutti gli alberi tagliati tranne uno ogni 100 m^2) hanno interessato porzioni di foresta di grande pregio in quanto avevano raggiunto un elevato grado di naturalizzazione, con splendidi esemplari di leccio di 70-80 anni fatti fuori come se niente fosse, con aperture di nuove piste nel cuore della foresta e conseguente vistoso dissesto ed erosione dei suoli. Tutto documentato.
      In un paese che tutela seriamente il proprio patrimonio ambientale per simili comportamenti sarebbero arrivate sanzioni ben più pesanti di una banale contravvenzione peraltro a rischio prescrizione.

  9. Pino
    febbraio 7, 2018 alle 1:03 pm

    D. Lgs 152/06- Norme in materia ambientale[
    1 il D.Lgs 152/06 art.300 c.1: “Qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.”
    2 l D.Lgs 152/06 art.300 c.2, lett. a: “Ai sensi della direttiva 2004/35/CE costituisce danno ambientale il deterioramento, in confronto alle condizioni originarie, provocato: a) alle specie e agli habitat naturali protetti dalla normativa nazionale e comunitaria di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica, che recepisce le direttive 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979; 85/411/CEE della Commissione del 25 luglio 1985 e 91/244/CEE della Commissione del 6 marzo 1991 ed attua le convenzioni di Parigi del 18 ottobre 1950 e di Berna del 19 settembre 1979, e di cui al D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, recante regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, nonché alle aree naturali protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive norme di attuazione.”
    3 il D.Lgs 152/06 art.300 c.2, lett. d:”Ai sensi della direttiva 2004/35/CE costituisce danno ambientale il deterioramento, in confronto alle condizioni originarie, provocato: al terreno, mediante qualsiasi contaminazione che crei un rischio significativo di effetti nocivi, anche indiretti, sulla salute umana a seguito dell’introduzione nel suolo, sul suolo o nel sottosuolo di sostanze, preparati, organismi o microrganismi nocivi per l’ambiente.”
    ANCORA: Il danno ambientale è previsto e disciplinato dall’art.18 della legge n. 349 dell’8 luglio 1986 e s.m.i., nel quale il legislatore sancisce che “qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l’ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l’autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato”
    Legge, 22/05/2015 n° 68, G.U. 28/05/2015
    Numerosissime del sentenze in materia emanate dalla Cassazione…….
    Ma allora perché non si procede nei confronti di questi spregiudicati individui anche per i reati penali di maggior entità?
    Per non parlare del fatto che tutte le attività di sbancamento, apertura nuove strade con ricarichi di materiali prelevati da discariche minerarie, sono stati eseguiti in area SIN (sito d’interesse nazionale del Sulcis-Iglesiente-Guspinese) senza nessuna autorizzazione in materia ambientale e senza le opportune caratterizzazioni dei suoli e delle terre movimentate……
    Non vogliamo inoltre considerare il danno alla stessa Agenzia per aver sperperato oltre un milione di euro per eseguire progettazioni e pianificazioni in un territorio che di fatto è gravato da vincoli che non permetteranno mai, ci si augura,la ceduazione? cosa fa la Corte dei Conti non verifica queste cose?????
    Il Piano Nazionale anticorruzione prevede:Revoca straordinaria obbligatoria: All. 1, punto B.5. del PNA e Tavola n. 5. per i dipendenti che sono stati condannati, o sbaglio
    Per me è uno schifo totale, coro dott. Deliperi bisogna raccogliere le firma di tutti i cittadini onesti e che hanno ancora un minimo di coscienza per chiedere la cacciata di questi cialtroni e ladri delle risorse dei nostri Figli………..

    • febbraio 7, 2018 alle 4:30 pm

      banalmente: esiste un p.m. che esercita l’azione penale e un p.m. erariale che esercita l’azione per danno erariale.
      Non è una competenza delle Associazioni ecologiste.
      Il GrIG ha fatto tutto quello che poteva – e doveva – fare come associazione ecologista.

  10. Carlo Forte
    febbraio 8, 2018 alle 10:49 am

    Qua casca l’asino Grig,alla fine il potere fa quello che vuole e il cane continua a mordersi la coda………

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