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Calamità innaturali a Genova, vogliamo voltare pagina una volta per tutte?


Genova, 4 novembre 2011, alluvione causata da fortissime piogge (oltre 500 mm in poche ore) e dall’esondazione dei torrenti Bisagno e Fereggiano e dalla piena dei torrenti Sturla, Scrivia e Entella.

Sei morti, fra cui due bambine di uno e otto anni.

Non è stata la prima volta che è accaduta una cosa simile (il 7-8 ottobre 1970 morirono ben 44 persone nelle stesse zone colpite nel 2011 per la caduta di quasi 900 mm di pioggia acqua in poco più di 24 ore) e non è stata nemmeno l’ultima, visto che il 9 ottobre 2014 nelle stesse aree la situazione si è ripresentata analogamente.

Genova, palazzo costruito sul Torrente Chiaravagna (Via Giotto)

Genova, palazzo costruito sul Torrente Chiaravagna (Via Giotto)

Il Tribunale di Genova, con sentenza pronunciata il 28 novembre 2016, ha condannato l’ex sindaco Marta Vincenzi (5 anni di reclusione, accusata di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, disastro colposo, falso e calunnia), l’ex assessore comunale alla protezione civile, Francesco Scidone (4 anni e 9 mesi), i dirigenti comunali Gianfranco Delponte (4 anni e 5 mesi), Pierpaolo Cha (1 anno e 4 mesi) e Sandro Gambelli (un anno), accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso, mentre ha assolto l’ex coordinatore dei volontari di protezione civile Roberto Gabutti, accusato di falso e calunnia.

Sentenza pesante, ma non troppo.   I difensori degli imputati han già annunciato la presentazione di ricorsi in appello, com’è scontato in questi casi.    Annuncia battaglia naturalmente anche l’ex sindaco Marta Vincenzi.

Quella del novembre 2011, è stata, naturalmente, l’ennesima calamità innaturale che ha colpito Genova, l’ennesima calamità innaturale che ha colpito il povero Bel Paese, dove solo negli ultimi 55 anni, sono stati più di 5.000 i morti a causa delle ripetute, consuete calamità innaturali.

Da Olbia a Genova fino a Refrontolo.   In tutta Italia.  Si ripetono sistematicamente.

Le cause?   Sempre le stesse: quelle calamità che si chiamano speculazione immobiliare, selvaggia attività di cava, provocato dissesto idrogeologico.

Oltre 7 milioni di italiani vivono in aree a rischio frane e alluvioni (12% del totale), come emerge dal Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia (anno 2015).

E a Genova che si fa?     Ancora oggi si continua a favorire la peggiore speculazione immobiliare, per esempio quella che pretende e ottiene di realizzare un centro commerciale Bricoman presso il Rio Mermi, con imponenti movimenti terra per metterlo in sicurezza a discapito dei residenti della zona Ponte Carrega – Piazza Adriatico, nella Val Bisagno teatro consueto di calamità innaturaliSenza pudore e senza il minimo semplice buon senso.

Eppure le cause di tanti disastri sono tutt’altro che oscure.  Scrive Francesco Gastaldi, professore associato di Urbanistica presso l’I.U.A.V. di Venezia: altro che cambiamenti climatici, evocati a sproposito spesso e volentieri, “le ultime alluvioni hanno cause molteplici: la prima è senza dubbio la speculazione edilizia degli anni Sessanta che portò a costruire in zone ad alto rischio, come la collina di Quezzi, in secondo luogo la mancata pulizia dei torrenti e infine la scarsa manutenzione urbana (con tombini tappati e cedimenti del terreno stradale). L’eredità della ‘speculazione edilizia’, a Genova, come sulle coste liguri, è ancora pesante, negli anni Cinquanta e Sessanta il litorale è stato travolto dal boom del turismo di massa che richiedeva la costruzione di seconde case, in ambito urbano le strade che portavano ai quartieri di edilizia residenziale pubblica situati sulle colline (INA-Casa aveva dei limiti di spesa per l’acquisizione della disponibilità delle aree) della città costituivano ‘teste di ponte’ per lo sviluppo selvaggio a ‘condomini’ (come nella zona sottostante il Biscione e a Marassi). Nonostante l’alluvione del 1970 avesse messo per prima in evidenza le contraddizioni di uno sviluppo urbano tumultuoso e disordinato, nella città in continua crescita si è costruito dappertutto, sugli argini dei torrenti e perfino in terreni scoscesi e franosi. Il PRG approvato nel 1959 si rivelerà uno strumento inadeguato a guidare le grosse trasformazioni”.

Vogliamo voltare pagina una volta per tutte?

Basta con la speculazione immobiliare, sì al risanamento idrogeologico, sì alla delocalizzazione di edifici a rischio, si alla vita.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

(foto A.N.S.A.)

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  1. dicembre 14, 2016 alle 2:50 pm

    da Tiscali Notizie, 12 dicembre 2016
    Alluvione di Genova, pignorata la casa, la pensione e i conti all’ex sindaca Vincenzi.
    Il nuovo affondo del gruppo di legali che rappresentano i parenti delle vittime sembra aver già avuto un primo effetto: http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/vincenzi-genova-pignoramenti/

  2. dicembre 16, 2016 alle 1:29 am
  3. gennaio 8, 2017 alle 11:07 pm

    cose da pazzi.

    da Il Fatto Quotidiano, 8 gennaio 2017
    Genova, palazzo in bilico dopo la frana. Gli inquilini sfollati: “Rischiamo di pagare noi”. (Pietro Barabino): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/08/genova-palazzo-in-bilico-dopo-la-frana-gli-inquilini-sfollati-rischiamo-di-pagare-noi/3282678/

  4. marzo 1, 2017 alle 2:52 pm

    da La Stampa, 28 febbraio 2017
    “Ad alluvione in corso Marta Vincenzi era a farsi fotografare”.
    Le motivazioni della sentenza con cui il giudice ha condannato l’ex primo cittadino di Genova a 5 anni per disastro e omicidio colposo plurimo. (Marco Grasso): http://www.lastampa.it/2017/02/28/italia/cronache/ad-alluvione-in-corso-marta-vincenzi-era-a-farsi-fotografare-or0TEYI781Z4ELMSYgFySM/pagina.html

  5. aprile 3, 2017 alle 2:48 pm

    i Cinghiali 🙂

    A.N.S.A., 3 aprile 2017
    Cinghiali su lungomare e spiagge Genova.
    In 5 giorni ai vigili urbani 22 segnalazioni di ungulati: http://www.ansa.it/liguria/notizie/2017/04/03/cinghiali-su-lungomare-e-spiagge-genova_37edcd2d-5b9f-4fbf-bde3-9c1c27b992f6.html

  1. novembre 30, 2016 alle 7:44 am
  2. dicembre 16, 2016 alle 1:30 am

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