Una scuola per Kibiri.


Uganda, Kibiri, bambini

Uganda, Kibiri, bambini

Vorrei raccontare una storia un po’ diversa da quelle che solitamente vengono pubblicate su questo blog. Una storia incredibile di grande generosità umana. Questa storia si svolge a Kampala, la capitale dell´Uganda: 1.3 milioni di abitanti, smog, sovrappopolazione, sconfinata miseria e immane disparità tra ricchi e poveri. Vita media 55 anni, in una quotidiana lotta per la sopravvivenza. Sono 2,5 milioni gli orfani totali dell´Uganda, quasi la metà di questi sono legati indissolubilmente all´AIDS. Hanno cioè contratto l’AIDS o i loro genitori sono morti di AIDS.

Nel 2014, durante un viaggio in Uganda, sul Lago Vittoria, in una località chiamata Kibiri, alla periferia di Kampala, Roberto Schirru, un bravo tecnico di Sassari, scopre un paio di baracche in mattoni di fango e canne, con il tetto di latta e plastica, senza acqua corrente ed energia elettrica: sono gli edifici della “St. Juliana Parents School”, forse la scuola più povera di tutta Kampala. I locali sono dormitorio notturno e scuola diurna per circa 140 bambini, di cui 40 orfani tra i 5 e i 15 anni.

La “scuola” consiste in un piccolo caseggiato di mattoni con tre stanze dove la notte si ammassano i bambini per dormire sopra dei lerci pezzi di gommapiuma e di giorno fungono da ambiente di lavoro. Ad esso è accostata una baracca di legno che ospita le tre pluriclassi della scuola, dove s´impara seduti per terra o sui pochi banchi a disposizione. Non esiste pavimento, i banchi sono quattro assi inchiodati in cui sono costretti a stare seduti fino a 5 bambini.  Le finestre non ci sono. Il tetto è in condizioni penose e quando piove (e a Kampala piove almeno una volta al giorno) l’acqua entra nelle aule e tutto diventa un pantano di fango. Le aule sono spesso abbattute dal vento o dalla pioggia torrenziale. La cucina è una tenda di stracci con un braciere a legna, il bagno è un buco per terra. Alcuni coraggiosi insegnanti garantiscono le lezioni, ma nelle condizioni logistiche più dure e senza quasi nessun mezzo economico e materiale.

Uganda, Kibiri, bambini

Uganda, Kibiri, bambini

Roberto rimane profondamente colpito da questa terribile situazione e decide di aiutare questi orfani, nati e abbandonati in questa terra dura e selvaggia. Nel gennaio del 2015 l`urgenza di aiutare questa scuola contagia anche un`amica spagnola di Roberto, Victoria González, che diventa immediatamente l’altro pilastro portante di un’iniziativa ai limiti dell’incoscienza e della generosità umana. Insieme lavorano per tutto l´inverno per realizzare un piccolo progetto indipendente d`aiuto. Raccolgono le donazioni di 93 amici che credono in loro e il 29 luglio 2015 partono per l’Uganda. Il loro progetto consiste nel mettere a disposizione i loro soldi, le donazioni ricevute e il loro lavoro per ricostruire la scuola di Kibiri e per garantire migliori condizioni di vita ai bambini e ai loro insegnanti.

Così, dal 29 Luglio fino al 6 Settembre 2015, hanno vissuto in Uganda, donando le loro risorse, le loro mani e la loro volontà per rimettere in piedi questa scuola-orfanotrofio, giorno per giorno, sudando, sporcandosi le mani, vivendo negli stessi spazi abitativi della popolazione locale, senza acqua corrente, fogne e senza energia elettrica, condividendo il loro stesso stile di vita.

Roberto e Victoria con le donazioni ricevute acquistano tutti i materiali e gli attrezzi necessari per realizzare un edificio che funge da dormitorio per gli orfani e in parte per gli insegnanti. Il lavoro consiste nel completare i muri, intonacarli, costruire il tetto, costruire gli infissi, realizzare l´impianto elettrico e costruire i letti a castello. Realizzano poi 7 nuove aule con pareti rivestite in tavole di legno. Inseriscono le porte, alcune finestre e realizzano l´impianto elettrico. Costruiscono ex-novo in legno e muratura un locale cucina dotato di un piano di lavoro, rubinetti con acqua corrente collegati a dei serbatoi, scaffali per le stoviglie, scolapiatti e una cucina economica a gas in modo da ridurre la quantità di legna da ardere. Realizzano una nuova toilette dotata di WC, illuminazione e impianto di fitodepurazione degli scarichi fognari, per evitare che i liquami si disperdano nel terreno.

Uganda, Kibiri, pozzo

Uganda, Kibiri, pozzo

Quindi con l’aiuto di operai locali scavano un pozzo per l’intercettazione della falda acquifera con installazione di una pompa sommersa alla profondità di 27 metri. Sistemano manicotti, tubazioni, galleggianti, cavi elettrici e tutto quanto necessario per il suo funzionamento. Installano poi delle grondaie lungo tutti i tetti e collegano le stesse a mezzo di tubi in PVC a 5 serbatoi da 100 litri l’uno per l’accumulo dell´acqua piovana che serviranno come riserve idriche e docce per i bambini. Costruiscono nuovi banchi e panche per le aule, in modo da far sedere e scrivere tutti i bambini comodamente. Realizzano 30 letti a castello in legno su 3 piani e acquistano i relativi materassi. Per far giocare i bambini fanno realizzare da un fabbro anche due altalene in ferro a tre posti. Collegano poi la scuola alla rete elettrica locale (fino ad ora rischiarata solo dal lume di una piccola lampada a olio). E per finire costruiscono un pollaio e acquistano 100 pulcini da allevare a terra per la sola produzione di uova (in Uganda molto care), per i bambini che frequentano la scuola.

TUTTO QUESTO VIENE REALIZZATO IN SOLI 40 GIORNI !!!

Per portare avanti il loro progetto Roberto e Victoria hanno ricevuto 93 donazioni per un importo totale di 7.419 Euro. Le spese complessive sono state pari a 8.920 Euro. La differenza di 1.501 Euro, l´hanno aggiunta loro. Non è molto, ma per questi bambini orfani è tanto. Non essendoci alcuna organizzazione da mantenere, il 100% delle donazioni è andato alla scuola. I viaggi, il vitto e l´alloggio ognuno di loro li ha pagati con i propri soldi.

Per realizzare questo progetto ci hanno messo la faccia e la propria coscienza per non deludere coloro che gli hanno affidato le loro donazioni e quei piccoli orfani che fin dal primo giorno a Kibiri hanno iniziato ad osservare questi “europei bianchi” con tanta curiosità e speranza.

Nessun bilancio “indecifrabile” di fine anno. Hanno optato subito per la semplicità. Tutti i soldi per l´acquisto dei materiali li hanno spesi loro personalmente, senza intermediari europei o africani, fidandosi solo di se stessi. Ogni volta che hanno acquistato materiali e beni per la scuola, hanno pubblicato immediatamente su Facebook e sul sito internet del progetto le foto dell´acquisto e la relativa fattura o scontrino. Ogni giorno, i donatori hanno potuto vedere in tempo reale, quanto si è speso, cosa si è comprato e quanto rimaneva ancora in cassa.

Uganda, Kibiri, scuola

Uganda, Kibiri, scuola

Poi i soldi sono finiti e Roberto e Victoria non hanno potuto fare altro. Dopo 40 giorni di lavoro sono dovuti rientrare nelle loro case (Roberto a Sassari e Victoria a Madrid) con la consapevolezza di aver fatto molto ma di non aver ancora terminato la loro missione.

Ora continuano a seguire a distanza la scuola di Kibiri, ma stanno già pianificando un nuovo viaggio in Uganda. Sono rimaste ancora tante cose da fare per la scuola: pavimentare tutte le aule, intonacare e tinteggiare tutte le pareti, realizzare altre aule scolastiche e una sala-biblioteca,  installare dei moduli fotovoltaici per scollegare la scuola dalla rete elettrica e renderla autonoma, acquistare una pompa solare, acquistare un kit di pronto soccorso con i medicinali più urgenti.

Stanno inoltre cercando di recuperare quanti più libri possibili in inglese da inviare in Uganda e poi vestiti per i bambini, scarpe, giocattoli, biciclette, utensili da lavoro, ecc. Dato che la formazione professionale locale è molto scarsa, Roberto e Victoria nel lungo periodo vorrebbero organizzare anche dei piccoli laboratori (fabbro, falegname, tecnico per il solare e fotovoltaico, riparatore di bici e moto) e acquistare dei computer in modo da sviluppare una piccola economia che possa consentire alla scuola di mantenersi autonomamente.

Roberto ha descritto lo svolgimento del suo progetto e raccontato giorno per giorno la sua esperienza in Uganda, nel sito internet www.espandereorizzonti.org e nella omonima pagina Facebook. Qui si possono trovare alcune foto della scuola di Kibiri e soprattutto dei suoi piccoli alunni, ma anche un elenco di tutti i materiali che sono stati acquistati con le donazioni ricevute e dei lavori eseguiti. Tra i vari filmati presenti vi segnalo quello che fa capire bene com’era la situazione iniziale e quello di com’è poi diventata la scuola dopo 40 giorni di lavoro.

Dopo aver scoperto ciò che Roberto e Victoria hanno realizzato in Uganda con pochi soldi e molta buona volontà, gli Amici della Terra di Cagliari hanno deciso di sostenere ufficialmente il loro progetto e raccontare questa storia di straordinaria generosità umana. Riteniamo che proprio in un momento come questo, caratterizzato da odi razziali, speculazioni religiose, inaudite violenze e intolleranze di vario genere, si possa e si debba rispondere al mondo e ad una umanità che sembra impazzita con un gesto di grande civiltà. Con 93 donazioni Roberto e Victoria sono riusciti a fare davvero tanto. Ma se i donatori fossero stati 200 o 500, quante cose si sarebbero potute realizzare per quei bambini?

Per cui, vorrei fare un appello a tutti voi lettori del blog che possedete già una sensibilità speciale e che ci avete dato una mano in altre occasioni.

Ci sono dei bambini da aiutare! Non sono sardi, è vero, ma sono certo che per voi un bambino è un bambino, indipendentemente dal luogo di nascita e dal colore della sua pelle, soprattutto se privo dei genitori. Per cui, se durante queste festività riuscirete a risparmiare qualche soldo o deciderete di non fare i soliti inutili regali o se riceverete in dono dei soldi e vi va di destinarne una parte (anche poco) ai bambini della scuola elementare di Kibiri, ecco che avremmo fatto tutti insieme qualcosa di positivo e utile. Insieme, perché anche gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico faranno la loro parte organizzando nei prossimi mesi apposite iniziative a sostegno del progetto e saranno controllori e garanti di tutte le donazioni ricevute. Il nostro obiettivo è raccogliere almeno 5000 euro entro giugno 2016 da utilizzare per completare la scuola di Kibiri.

Un passo importante sarà il gemellaggio della scuola di Kibiri con la Scuola elementare “A. Casula – Montanaru” di via Caboni di Cagliari che ha aderito all’iniziativa. Roberto a gennaio sarà a Cagliari proprio per ufficializzare il gemellaggio e raccontare con l’ausilio di immagini e filmati originali la sua esperienza in Uganda per la costruzione della scuola.

E allora, forza cari Amici, non lasciamo soli Roberto, Victoria e i bambini della scuola di Kibiri: facciamo vedere di cosa siamo capaci!

Queste sono le coordinate bancarie per effettuare una donazione:

IBAN: IT65H0103017200000000898710

MONTE PASCHI DI SIENA, FILIALE N. 1 DI SASSARI

Causale: Donazione scuola per orfani Kampala

Bruno CariaAmici della Terra

Uganda, Kibiri, bambini e Roberto Schirru

Uganda, Kibiri, bambini e Roberto Schirru

(foto R.S., archivio GrIG)

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  1. Mara
    dicembre 20, 2015 alle 9:30 am

    Bellissima storia che restituisce fiducia nel genere umano. Non li lasceremo soli.

  2. Giorgio Mnetto
    dicembre 20, 2015 alle 4:49 pm

    Che bellissima storia,di vera generosità. Siamo in un mondo dove la maggior parte confonde felicità con il denaro senza sapere che la vera ricchezza è saper aiutare gli altri in difficoltà. Senza mezzi termini diciamolo : il mondo sarebbe un luogo più bello se ci fossero più persone come Roberto e Victoria; grazie grazie di cuore vi aiuteremo senza ma o forse o chissa !!!

  3. Giorgio Mnetto
    dicembre 20, 2015 alle 4:50 pm

    Bravi

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