Ecco finalmente il piano energetico regionale della Sardegna!


Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

In una delle ultime sedute la Giunta Cappellacci ha finalmente adottato il Piano energetico ambientale regionale della Sardegna con la deliberazione Giunta regionale n. 4/3 del 5 febbraio 2014.

Non risulta ancora pubblicato sul B.U.R.A.S. e nemmeno nel sito web istituzionale delle valutazioni ambientali.

A prima vista sembra una mera fotografia del Far West esistente, priva di indirizzi politico-ambientali concreti, salta subito agli occhi una curiosità: la parte relativa alle “risorse endogene” riguardo il gas naturale (cap. 7, par. 4.4, pagine 96-99) della proposta tecnica sembra presa in prestito dal progetto di ricerca estrattiva della Saras s.p.a. ad Arborea.

Sarà un caso?

E ora via alla partecipazione di associazioni, comitati, cittadini!

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Iris planifolia

Iris planifolia

 

I “numeri” dell’energia in Sardegna, come emergono dai dati Terna s.p.a. (31 dicembre 2012) e dal P.E.A.R.S.

* 18 impianti idroelettrici (potenza efficiente lorda MW 466,7; producibilità media annua GWh 699)

* 44 impianti termoelettrici (potenza efficiente lorda MW 2.822,5)

* 47 impianti eolici (potenza efficiente lorda MW 988,6)

* 22.287 impianti fotovoltaici (potenza efficiente lorda MW 558,2)

* energia richiesta in Sardegna: GWh 10.998,8; energia prodotta in più rispetto alla richiesta: GWh 2.348 (+ 21,3%)

* produzione energia: GWh 14.535; produzione netta per il consumo: GWh 13.346,8

* energia esportata verso la Penisola: GWh 1.632,5; energia esportata verso l’Estero (Corsica): Gwh 715,6; Terna s.p.a. stima un’esportazione complessiva di energia pari GWh 4.000 per l’anno 2013; perdita complessiva della rete: MWh 600

* fonte di  produzione: 78% termoelettrica, 11% eolica, 5% bioenergie, 5% fotovoltaico, 1% idroelettrico.

 

centrale eolica

centrale eolica

 

 

 

 

Delibera del 5 febbraio 2014, n. 4/3 [file .pdf]
Piano energetico ambientale regionale. Adozione e avvio della fase di consultazione. 

bosco e cielo

bosco e cielo

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. artemio casula
    marzo 6, 2014 alle 7:47 pm

    dobbiamo impegnarci molto per far circolare queste informazioni, nel mio piccolo lo faRò, GRAZIE per la segnakìlazione sempre puntuali, cari saluti artemio casula

  2. marzo 7, 2014 alle 3:05 pm

    da Sardinia Post, 6 marzo 2014
    Colpo di mano di Cappellacci, approvato il Piano energetico. Ma nessuno lo sa. (Piero Loi) (http://www.sardiniapost.it/economia/colpo-di-mano-di-cappellacci-approvato-il-piano-energetico-ma-nessuno-lo-sa/)

    La Sardegna ha un nuovo Piano Energetico Ambientale (Pears) ma nessuno – o quasi – lo sa. È l’ultimo ‘regalo’ della giunta Cappellacci prima dei commiati, confezionato in perfetto silenzio il 5 febbraio scorso, a ridosso delle elezioni del 16. Sta di fatto che la delibera (guarda) è consultabile sul sito della Regione solo da poche ore e fino ad oggi non era trapelato niente: sull’energia Cappellacci è andato avanti a fari spenti, al contrario di quanto fatto con il Piano paesaggistico. Il nuovo piano (leggi: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20140226122339.pdf) punta sia sui combustibili fossili, sia sulle rinnovabili. E nonostante l’Isola produca il 30 per cento in più rispetto al fabbisogno energetico, il documento dice a chiare lettere che occorre potenziare ulteriormente la produzione. Al momento il Piano non è esecutivo: mancano all’appello la pubblicazione sul Buras e la Valutazione ambientale strategica. Ciononostante,potrebbe orientare le scelte dei funzionari regionali che si occupano di energia. Almeno fino all’arrivo di un contrordine.

    Qual è dunque la ricetta energetica dell’ex giunta? “A prima vista sembra una mera fotografia del Far West esistente, priva di indirizzi politico-ambientali concreti”, denuncia Stefano Deliperi, dell’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico. “Salta subito agli occhi una curiosità: la parte relativa alle ’risorse endogene’ riguardo il gas naturale della proposta tecnica sembra presa in prestito dal progetto di ricerca estrattiva ‘Eleonora’ della Saras ad Arborea” continua Deliperi. Che conclude con una domanda dal sapore retorico: “Sarà un caso?”.

    Va giù duro anche il presidente dell’Isde – Medici per l’ambiente Sardegna Vincenzo Migaleddu: “L’obiettivo, sempre meno nascosto, è quello di fare della Sardegna una piattaforma energetica per il continente, ma produrre energia non equivale a produrre ricchezza o benessere, si pensi al Sulcis”.

    In effetti, il bilancio energetico presentato nel documento fresco di pubblicazione parla chiaro: nel 2012 la Sardegna ha prodotto 14.535 Gwh, mentre ne ha consumato appena 10.522. Insomma, c’è un’eccedenza di circa 4000 Gwh che corrisponde a poco meno del 30% della produzione energetica totale. Il Piano ci dice anche che fine ha fatto tutta questa energia: una parte è andata dispersa a causa del cattivo stato della rete elettrica, mentre 2348 Gwh sono transitati per il cavo sottomarino ‘Sapei’, destinazione penisola. Si tratta di una quota record, che fa segnare un aumento delle esportazioni del 160% rispetto al 2009. E le stime per il 2013 sono al rialzo: la previsione è di 4000 Gwh in transito verso la penisola.

    Questa la panoramica ad ampio angolo del settore energetico in Sardegna, la situazione da cui l’assessorato all’Industria è partito per elaborare le nuove strategie in campo energetico, diminuire i consumi e rendere il sistema elettrico più efficiente. E cosa ha deciso di fare? Da una parte – sostengono i redattori del documento – occorre realizzare nuove e più efficienti infrastrutture di trasmissione e distribuzione, mentre dall’altra si evidenzia la necessità di conservare e, laddove possibile, potenziare l’attuale parco di generazione elettrica. Tradotto: l’energia prodotta deve essere gestita meglio, ma occorre in ogni caso incrementare la produzione. In primo luogo attraverso “l’ottimizzazione della produttività delle centrali termoelettriche già in funzione, che generano il 78% dell’energia prodotta nell’isola”, scrivono i redattori del Piano. Ma il Piano auspica anche l’arrivo di almeno una nuova centrale termoelettrica a carbone. Si tratta del sistema integrato centrale – miniera – sito di stoccaggio dell’anidride carbonica di Nuraxi Figus cui il decreto Destinazione Italia di recente convertito in legge ha già dato licenza di inquinare nel caso in cui lo stoccaggio sotterraneo dell’anidride carbonica non dovesse decollare.

    La terza azione programmata riguarda il metano. Il piano prevede infatti la realizzazione di nuovi impianti per lo stoccaggio e la rigassificazione del metano trasportato allo stato liquido dalle navi gasiere. “In questo modo, sarà possibile ridurre i costi energetici”, scrive in premessa Antonello Liori, assessore all’Industria uscente. Solo che, qualche pagina più avanti, i suoi stessi funzionari sostengono che “il metano non presenta allo stato attuale caratteristiche di economicità tali da renderlo competitivo rispetto alle fonti già utilizzate in Sardegna per la produzione di energia elettrica”.

    Spazio, dunque, alle fonti fossili e alla combustione, i veri ingredienti forti della nuova ricetta energetica Nonostante “le emissioni di Co2 generate dal settore elettrico siano aumentate del 60% dal 1990 al 2011 (da 6,3 a 10 milioni di tonnellate)”, scrivono i curatori del nuovo Pears.

    “Tale aumento – precisa il Pears – è in massima parte dovuto alla centrale Sarlux che, avendo priorità di dispacciamento, ha influenzato la distribuzione finale per fonte della produzione di energia elettrica”, causando dunque un aumento delle emissioni.
    Non potevano poi mancare le “rinnovabili”, cui il Piano dedica ampio spazio, anche attraverso studi approfonditi volti a valutare il potenziale delle rinnovabili, che nel 2012 hanno coperto il 21,2% della produzione totale di energia in Sardegna. In questo caso, l’obiettivo è quello di coprire, esclusivamente attraverso le rinnovabili, una quota dei consumi totali pari al 17, 6 %. Ce lo chiedono l’Europa e l’Italia con il decreto Burden Sharing.

    Il documento si apre dunque con una certa apprensione rispetto al raggiungimento di questo obiettivo: ed è proprio per arrivare alla fatidica soglia che si programma un più ampio ricorso alle rinnovabili. Si punta dunque sul biogas e sulle centrali a biomasse, su cui hanno già scommesso l’Enel e l’Eni, che salvo incidenti di percorso, sono pronte a piazzare complessivamente 100 Mwe tra Porto Torres e Cagliari, nell’area industriale di Macchiareddu. Nonostante dalle caldaie di questi impianti, adatte anche per l’incenerimento dei rifiuti, fuoriescano diossine, polveri ultrasottili e altre sostanze cancerogene, come messo in luce dalla ricerca scientifica.

    Si dedica poi un approfondito studio alle risorse geotermiche, per lo sfruttamento delle quali le trivelle di numerose società sono pronte ad entrare in azione. Al momento, ricorda il piano, sono 14 richieste di autorizzazione presso l’assessorato all’Industria. In arrivo anche altre centinaia (500, per l’esattezza) di Mw di eolico. E non manca la programmazione di nuovi impianti fotovoltaici.

    In pratica, si decide di installare nuova potenza per raggiungere la fatidica soglia del 17,6%. Ma andando avanti nella lettura del documento si scopre che questa soglia è già stata raggiunta. I funzionari dell’assessorato all’Industria non sarebbero potuti essere più chiari: la ricostruzione dei consumi finali lordi complessivi e i dati relativi al consumo di energia da fonte rinnovabile nel settore termico ed elettrico hanno permesso di verificare che la Regione Sardegna ha superato nel 2011 l’obiettivo definito dal Decreto Burden Sharing pari al 17,8%:

    Insomma, il nuovo Piano Energetico punta sia sui fossili che sulle rinnovabili, quando invece avrebbe potuto scegliere di valorizzare le seconde (evitando quelle più impattanti sotto il profilo sanitario ed economico) e limitare il ricorso alle prime, inaugurando una vera e propria transizione. “D’altra parte, gli impianti che sfruttano le rinnovabili esistenti potrebbero già soddisfare i picchi di consumo giornalieri. Basterebbe collegarli agli impianti idroelettrici, peraltro sottoutilizzati, per eliminare il problema dell’interrompibilità presentato dal vento e dal sole. L’energia verrebbe così immagazzinata e usata all’occorrenza”, sostiene Vincenzo Migaleddu.

  3. Mirko
    marzo 8, 2014 alle 11:13 pm

    Questo piano energetico è un incubo. Chissà come andrà a finire… anche se: con Pili è arrivato il business dell’energia eolica, con Soru il progetto delle centrali a carbone e il metanodotto Galsi, con Cappellacci sono spuntate le trivelle ed ora che il PD, con Pigliaru, ha nuovamente il primato in giunta, cosa ci dobbiamo aspettare? Gli inceneritori? ah, dimenticavo, già proposti anche questi con un altro nome…
    Mi auguro solo, ma non ci conto più di tanto, che non vogliano ultimare il lavoro iniziato dai predecessori (anche se sarebbe meglio dire -viste le molte facce conosciute, più o meno in prima fila- iniziato e portato avanti da loro stessi)
    L’unica speranza sono le popolazioni locali consapevoli, la Val di Susa insegna…

  4. Sabs
  5. marzo 13, 2014 alle 2:58 pm

    scambio di opinioni molto interessante, da leggere!

    da Sardinia Post, 12 marzo 2014
    Un intervento della dirigente regionale Simona Murroni sul Piano energetico regionale. (http://www.sardiniapost.it/angolo-dei-lettori/un-intervento-della-dirigente-regionale-simona-murroni-sul-piano-energetico-regionale/)

    Dalla dottoressa Simona Murroni, direttore del Servizio energia dell’assessorato regionale all’industria, riceviamo e pubblichiamo. Segue una nota di Piero Loi, autore dell’articolo sul Piano energetico regionale pubblicato dalla nostra testata pochi giorni fa.

    A proposito del Piano Energetico

    Ringrazio il vostro giornale per l’attenzione posta al piano energetico ambientale regionale di recente adozione, anche se stupisce che in un articolo possano essere scritte tante inesattezze in così poche righe. Sono così tante che la domanda nata spontanea è stata: L’avranno letto davvero? E poi: ma avranno letto il piano energetico di un altra Regione?

    Si tratta infatti di una proposta tecnica di più di 300 pagine ricca di dati, analisi scenari e azioni che le poche ore che si dice siano state dedicate alla lettura fanno apparire il commentatore un esperto non solo in materia energetica ma anche in lettura veloce. In realtà seppure con molto ritardo il piano è stato pubblicato sul sio della RAS la mattina del 24 febbraio , l’articolo è stato pubblicato il 6 marzo , il tempo di leggerlo c’è stato e allora? Probabilmente la fretta ha fatto sfuggire che il documento punta non tanto a incrementare la produzione di energia elettrica da fonte fossile quanto ad efficientare le centrali isolane. Efficientare vuole dire produrre energia elettrica a minori costi e con minori emissioni ossia dare un servizio migliore a costi simili a quelli registrati nel resto della Penisola, a tutto beneficio del prezzo dell’energia elettrica acquistata dai consumatori di tutta l’Italia.

    E’ inoltre sfuggito che a pagina 297 del documento è proposta una moratoria alla creazione di nuove centrali termoelettriche non destinate alla sostituzione di quelle esistenti e che la centrale del Sulcis indicata negli scenari proposti è quella sperimentale da 50 MW prevista dal protocollo di intesa Stato Regione siglato il 2 agosto 2013 come primo step della ricerca sul carbone pulito.

    Si è giustamente considerato che l’obbligo del Burden Sharing è stato raggiunto nel 2011. Peccato che si sia dimenticato di dire che va raggiunto nel 2020 e che non è bene pensare che la crisi economica con la conseguente caduta dei consumi registrata dal circa 2009 a oggi, resti una costante per la nostra isola. Un pianificatore pubblico al contrario deve operare e pianificare su una varietà di scenari che prevedano di adottare azioni che puntino sul miglioramento della condizione economica della Regione in cui opera.

    Si parla di metano nel mix energetico proposto ma per produrre energia termica non elettrica. Per cui il dire che il metano è più caro del carbone resta un’affermazione vera ma ribadisco per la produzione di energia elettrica. Il metano consente infatti di avere quel mix energetico di fonti necessario a realizzare la generazione distribuita non solo per i privati, oggi quasi una realtà, ma anche per gli imprenditori che vedrebbero finalmente diminuire i loro costi energetici. La proposta del Piano è quella di creare interconnessione tra le fonti e le infrastrutture energetiche allo scopo di realizzare un modello di generazione distribuita integrato capace di utilizzare nella maniera più efficiente e redditizia l’energia disponibile, stimolare l’efficientamento in diversi settori contribuendo a rilanciare l’economia e superare proprio quelle gravi criticità rilevate nel sistema energetico sardo. Sono state quindi individuate opportunità di rilancio e ammodernamento infrastrutturale che farebbero dell’Isola un riferimento per le tematiche energetiche (smart grid e sistemi di accumulo). Gli effetti di tali azioni permetteranno la riduzione del consumo a parità di prodotto interno lordo, e soprattutto l’aumento della competitività del mercato energetico che si ricorda e sottolinea è un libero mercato e come tale vincolato alle regole che lo governano.

    Si tratta quindi di una proposta tecnica che nella fase di consultazione prevista dalla valutazione ambientale strategica, ben potrà recepire suggerimenti, osservazioni e critiche costruttive perché il documento diventi un piano di tutti coloro che vorranno contribuire.

    Spiace quindi ancora una volta constatare che invece che un confronto nelle sedi opportune si sia preferito dare una cattiva informazione, infangare e distruggere il lavoro di alcuni funzionari e a vario titolo di privati, che per circa due anni nel silenzio e dedizione hanno lavorato per consegnare alla collettività una fotografia dell’esistente proponendo soluzioni perseguibili in una logica di svolgimento del proprio ruolo e funzione di servizio pubblico.

    Simona Murroni – Direttore del Servizio Energia Assessorato dell’Industria Regione Sardegna

    ————————–

    In primo luogo, l’articolo contestato non dice che la Regione intende avvallare la realizzazione di nuovi impianti termoelettrici, eccezion fatta per il sistema integrato centrale – sito di stoccaggio dell’anidride carbonica di Nuraxi Figus. Né si dimentica di evidenziare che il piano cerca di migliorare il sistema energetico sardo tramite nuove e più efficienti strutture di trasmissione e distribuzione dell’energia. Piuttosto, l’articolo sostiene che l’Assessorato all’Industria punta sia sui combustibili fossili, portando al massimo livello la capacità produttiva delle centrali termoelettriche esistenti, sia sulle rinnovabili, installando nuova potenza, come si trova scritto nel documento. Non è forse questo un tentativo di incrementare la produzione di energia elettrica?

    Per convincersene basta andare a vedere lo scenario base (di tipo statico, perché non ipotizza nessun aumento di consumi energetici, anzi) presentato a pag. 229 del Pears. Ebbene, il punto è che nonostante si preveda un ulteriore contrazione dei consumi energetici, stimati a 9.700 Gwh per il 2020, si predispone l’installazione di nuova potenza nel settore dell’eolico, del fotovoltaico e delle biomasse.

    Ulteriori nuovi impianti, specie da fonti rinnovabili, vengono poi programmati in caso di ripresa dell’economia, ricorda la dottoressa Murroni. Tuttavia, se s’installa nuova potenza, si ottimizza la capacità produttiva delle centrali termoelettriche esistenti, si sostituiscono gli impianti desueti con nuove strutture (senza che nessuno dei grandi produttori interrompa la produzione di energia elettrica), e si migliorano le prestazioni energetiche, qualcosa non torna.

    I conti invece ‘tornano’ se nello schema si introduce la variabile export.E l’idea che ci si fa dopo un’attenta lettura del piano è proprio questa: che la Sardegna sia destinata a diventare una sorta di piattaforma energetica per il continente. Lo confermano i dati: nel 2013, questa la stime dei redattori del Pears, sono previsti 4000 Gwh in transito verso il continente attraverso il cavo sottomarino Sapei. In pratica, con l’installazione di nuova potenza, al netto di un sistema energetico efficientato, sembra si voglia consolidare o innalzare questo trend.

    Veniamo ora alla seconda critica. “Si è giustamente considerato – scrivono dall’Assessorato – che l’obbligo del Burden Sharing è stato raggiunto nel 2011. Peccato che si sia dimenticato di dire che va raggiunto nel 2020 e che non è bene pensare che la crisi economica con la conseguente caduta dei consumi registrata dal circa 2009 a oggi, resti una costante per la nostra isola”. A riguardo, basterà osservare che l’energia necessaria per lo sviluppo interno potrebbe essere ricavata da un blocco, totale o parziale, delle esportazioni. In ogni caso, nonostante la Sardegna abbia già raggiunto l’obiettivo di coprire attraverso le rinnovabili una quota dei consumi totali pari al 17, 6 % (è questo il Burden Sharing), non s’intendeva in alcun modo sostenere che si debbano mettere da parte le rinnovabili stesse. Tant’è che l’articolo specifica che il nuovo Piano Energetico avrebbe potuto scegliere di valorizzare queste fonti energetiche (evitando quelle più impattanti sotto il profilo sanitario ed economico) e limitare il ricorso ai fossili, avviando così una fase di transizione. Ma questa decisione non è stata presa.

    E infine la terza critica. “Nel Piano – specifica la dottoressa Murroni – si parla di metano solo per produrre energia termica, non elettrica. Insomma, al contrario di quanto fatto dall’improbo giornalista”. Ma è davvero così? Non sembra proprio, visto che a pag.291 del Pears si legge che “la Regione Sardegna individua 10 distretti energetici in cui sperimentare sistemi di microrigassificazione del gas al fine di realizzare l’integrazione tra la produzione, il consumo e l’accumulo di energia nel settore elettrico, termico e dei trasporti” “Il metano – si legge poi a pag 294 – contribuirà allo sviluppo della generazione elettrica distribuita, ma non si ritiene che il suo utilizzo possa entro il 2020 contribuire in maniera sostanziale alla diversificazione delle fonti energetiche utilizzate nel grandi centrali termoelettriche della Sardegna”. Tuttavia, come si legge a pag.298, “la Regione si pone l’obiettivo di promuovere una riconversione a metano entro il 2020 della centrale cogenerativa di Ottana, con il superamento dell’attuale configurazione ad olio combustibile”.

    E insomma, “l’obiettivo – si dichiara a pagina 297, quando il piano incomincia a tirare le conclusioni – per il 2020 è quello sia di incrementare l’efficienza del parco di generazione elettrico rispetto al valore registrato nel 2011 sia di giungere ad una produzione di energia elettrica così ripartita: 34% fonti rinnovabili, 30% petrolio e metano, 36% carbone”. Visto così, il mix energetico scaturito dall’efficientamento del parco di generazione elettrico parrebbero anche positivi: ma il dato è che a fronte di una diminuzione del loro peso relativo (dovuto essenzialmente all’incremento della produzione da rinnovabili), i combustibili fossili non perdono quote in termini assoluti. Per rendersene conto basta consultare le tabelle 12.15 e 12.36 a pagina 234 e 248 del Piano. Insomma, da qui al 2020 metano, carbone e derivati del petrolio faranno ancora la parte del leone.

    Oltre alle rinnovabili, dunque, spazio al carbone e al metano: è questa la strategia dell’ex giunta. Ma come dimostrano le recenti vicende dell’utility dell’elettricità Sorgenia, puntare su queste due fonti fossili potrebbe non risultare conveniente: rispetto alla metà degli anni 2000, le centrali a gas e carbone non se la passano più così bene: restano spente la maggior parte del tempo. Per effetto della crisi, del boom delle rinnovabili e dell’elevato prezzo dei contratti a lungo termine (take or pay) del gas. Ed è proprio per questo motivo che, rivela il Corriere della Sera, AssoEnergia sta tentando di rinegoziare con il nuovo governo Renzi gli incentivi conosciuti come capacity payment che valorizzano la potenza installata piuttosto che l’energia prodotta. In pratica, si riceve denaro per stare fermi, gravando ulteriormente sul costo delle bollette degli utenti.

    E ora? Come ricorda la dott.ssa Murroni è alle porte la Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Così, dopo due anni di serrati lavori nelle chiuse stanze, tutti potranno intervenire per apportare modifiche al nuovo Pears.

    Piero Loi

  6. marzo 19, 2014 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 19 marzo 2014
    Il governo: sotto il mare dell’isola giacimenti di metano.
    Il direttore generale del Mse: studio per verificare la presenza di idrocarburi. Venerdì a Sassari convegno della Fondazione Segni. (Alfredo Franchini): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/03/19/news/il-governo-sotto-il-mare-dell-isola-giacimenti-di-metano-1.8880931

  7. marzo 22, 2014 alle 12:02 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 marzo 2014
    Petrolio, ricerche in mare fino al 2020.
    Terlizzese (ministero Sviluppo): tra Sardegna, Francia e Spagna situazioni simili ad altre che hanno prodotto ricchezza. (Giampaolo Meloni)

  8. marzo 26, 2014 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 26 marzo 2014
    Energia pulita per la Gallura. (Andrea Busia): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/90655_Energia_pulita_per_la_Gallura.pdf

    _______________________

    da La Nuova Sardegna, 26 marzo 2014
    In Gallura la prima centrale idroelettrica per le Bonifiche. (Giampaolo Meloni): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/90669_In_Gallura_la_prima_centrale_idroelettrica_p.pdf

  9. giugno 6, 2014 alle 2:55 pm

    A.G.I., 6 giugno 2014
    Energia: metano priorità Regione, piano pronto entro settembre : http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/94135_Energia_metano_priorita_Regione_piano_pronto.pdf

    _____________________________

    da La Nuova Sardegna, 6 giugno 2014
    Il piano energetico regionale in Consiglio entro settembre: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/94129_Il_piano_energetico_regionale_in_Consiglio_e.pdf

  10. settembre 2, 2014 alle 2:55 pm

    da L’Unione Sarda, 2 settembre 2014
    Energia, l’assalto di pale e trivelle. (Enrico Fresu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20140902103858.pdf

  11. febbraio 17, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 17 febbraio 2015
    FORUM. Metanodotto e programmazione delle “rinnovabili” tra le priorità.
    Energia, un cappio al collo. Allarme di Conndustria: serve un piano regionale. (Mauro Madeddu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150217084836.pdf

    —————————

    PROGETTO GALSI. L’assessore promette: tre mesi per decidere: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150217084931.pdf

    ___________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 17 febbraio 2015
    Confindustria: «Metano indispensabile». (Alfredo Franchini): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/107792_Confindustria_Metano_indispensabile.pdf

  12. maggio 21, 2015 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 maggio 2015
    Piras: «Grazie al metano più sicurezza a costi minori»: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/112667_Piras_Grazie_al_metano_piu_sicurezza_a_cost.pdf

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    da L’Unione Sarda, 21 maggio 2015
    La Giunta: pronto all’inizio di giugno il piano energetico: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/112650_La_Giunta_pronto_allinizio_di_giugno_il_pia.pdf

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    da Sardinia Post, 21 maggio 2015
    Piano energetico sardo: sì al metano, ma niente condotta Olbia-Piombino. (Alessandra Carta): http://www.sardiniapost.it/politica/piano-energetico-sardo-si-al-metano-ma-niente-condotta-olbia-piombino/

  13. luglio 14, 2015 alle 12:30 pm

    parla, parla, parla, ma il piano energetico regionale ancora non c’è. E la Sardegna è il Far West della speculazione energetica.

    da Sardinia Post, 13 luglio 2015
    Piano regionale per l’energia: metano e rinnovabili, consumi giù del 10%: http://www.sardiniapost.it/politica/piano-regionale-per-lenergia-mix-di-rinnovabili-e-metano-giu-consumi-del-10/

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    da L’Unione Sarda, 14 luglio 2015
    L’assessore all’Industria Piras. «Un piano energetico con fonti rinnovabili e metano liquido»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150714084402.pdf

    ____________________________

    da La Nuova Sardegna, 14 luglio 2015
    Piano del governo: rigassificatori nell’isola: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/115502_Piano_del_governo_rigassificatori_nellisola.pdf

  14. luglio 22, 2015 alle 6:01 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    La Giunta adotta le linee strategiche del Piano energetico regionale.
    “Il nostro obiettivo è allinearci alle politiche energetiche già definite a livello europeo – ha detto l’assessore Piras – la nostra strategia è trasformare il sistema energetico regionale per favorire la competitività e rilanciare il sistema sociale ed economico della Sardegna. Dobbiamo puntare sull’innovazione e sulla qualità delle attività programmate piuttosto che sulla quantità di energia producibile o consumabile”. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7873)

    CAGLIARI, 21 LUGLIO 2015 – Ridurre il livello di emissioni di CO2 del 40% rispetto al 1990, privilegiare lo sviluppo di fonti rinnovabili, rendere più efficienti dal punto di vista energetico gli immobili pubblici regionali, portare il gas naturale in Sardegna grazie al metano liquido: sono questi i punti più importanti delle Linee di Indirizzo del PEARS, il Piano Energetico Ambientale Regionale della Sardegna, adottato dalla Giunta su proposta dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras.

    Il Piano, che prima dell’approvazione definitiva sarà sottoposto al dibattito pubblico per 15 giorni sul sito della Regione, nella sezione Sardegna Partecipa, contiene le scelte strategiche e gli orientamenti in tema di Energia che la Regione intende perseguire con un orizzonte almeno fino al 2030.

    “Il nostro obiettivo è allinearci alle politiche energetiche già definite a livello europeo – ha detto l’assessore Piras – la nostra strategia è trasformare il sistema energetico regionale per favorire la competitività e rilanciare il sistema sociale ed economico della Sardegna. Dobbiamo puntare sull’innovazione e sulla qualità delle attività programmate piuttosto che sulla quantità di energia producibile o consumabile”.

    “Per questo – ha detto ancora l’assessore – è necessario passare gradualmente dalle fonti fossili a quelle rinnovabili”. Per la metanizzazione della Sardegna, il Piano sceglie il GNL (Gas Naturale Liquido) per permettere la distribuzione della risorsa là dove richiesta e necessaria a costi comparabili a quelli presenti sul territorio nazionale, minimizzando i rischi connessi alla presenza di una domanda potenzialmente limitata e distribuita. “Il GNL è la nostra fonte di competitività, il vettore che dovrà accompagnare il passaggio dal vecchio al nuovo modello energetico”, ha detto l’assessore Piras. “Il GNL è la risposta più rapida ed efficace all’emergenza energetica della Sardegna, permette una elevata flessibilità tecnologica, una piena integrazione con la strategia energetica nazionale e il raggiungimento degli obiettivi comunitari”.

    L’altro pilastro del Piano è il sostegno allo sviluppo di energie rinnovabili con l’obiettivo di riequilibrare la produzione destinata al consumo elettrico, termico e dei trasporti. Non meno importante, poi, è la generazione distribuita dedicata all’autoconsumo istantaneo: c’è un obiettivo ambizioso che è quello di fissare al 50 per cento il limite inferiore di autoconsumo per la pianificazione di nuove infrastrutture. Infine, la strategia di efficientamento.

    Uno degli strumenti per attuarla è la gestione integrata e intelligente dei sistemi energetici secondo i modelli “smart grid”, “smart city” e “smart land”. La Regione, inoltre, intende promuovere attività di integrazione tra Ricerca, imprese del settore energetico e piccole e medie aziende con l’obiettivo di contribuire a realizzare un modello energetico che sia fondato sulla qualità e crei nuova occupazione. La Regione avrà un ruolo nella gestione del Piano e, nei prossimi mesi, si doterà degli opportuni strumenti di governance.

    ————————————————————-

    qui la DELIBERAZIONE N. 37/21 DELIBERAZIONE N. 37/21DEL 21.7.2015: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20150722095234.pdf

    qui le linee d’indirizzo, in allegato: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20150722095258.pdf

  15. luglio 29, 2015 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 29 luglio 2015
    ENERGIA . Il nuovo piano regionale completato entro la fine della legislatura.
    Navi per il metano sardo. L’assessore: due rigassificatori, sei depositi costieri. (Mauro Madeddu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150729091704.pdf

    —————————–

    Rinnovabili: una quota ai consumi in proprio: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150729091745.pdf

  16. settembre 8, 2015 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 8 settembre 2015
    Il Rapporto Terna: dal 1° gennaio sono stati “bruciati” 6,3 miliardi di kilowattora.
    Sale la domanda di energia. I consumi nell’Isola crescono del 4,6% rispetto al 2014. (Eleonora Bullegas): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150908084753.pdf

  17. settembre 15, 2015 alle 7:34 pm

    da L’Unione Sarda, 15 settembre 2015
    La Regione dice no agli aerogeneratori nel Medio Campidano: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/09/15/la_regione_dice_no_agli_aerogeneratori_nel_medio_campidano-68-435012.html

  18. ottobre 13, 2015 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 13 ottobre 2015
    «Il metano? Dalla Toscana». (Giuseppe Deiana): http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=290645&v=2&c=1489&t=1

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