No al folle tentativo di sventrare l’Appennino per un gasdotto inutile e dannoso!


Sulmona, manifestazione contro il gasdotto "Rete Adriatica"

Sulmona, manifestazione contro il gasdotto “Rete Adriatica”

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (13 gennaio 2015) un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento per l’autorizzazione alla costruzione del “Metanodotto Sulmona-Foligno DN 1200 (48”) DP 75 bar” e per la costituzione del vincolo preordinato all’esproprio della Snam Rete Gas s.p.a. (art. 52 quinques del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.).

Il metanodotto che s’intende realizzare non è altro che l’artata suddivisione dell’unico progetto denominato gasdotto “Rete Adriatica”, noto anche  come “gasdotto appenninico”, opera che, nella sua attuale configurazione, riuscirebbe a unire lo scempio ambientale della dorsale dell’Appennino con l’aumento del pericolo per l’incolumità pubblica a causa del rischio sismico fra i più elevati in Italia per giunta con l’esborso di ingenti fondi pubblici.

Infatti, la “grande opera” d’interesse privato ma di finanziamento pubblico determinerebbe – per il suo folle tracciato – un vero e proprio disastro ambientale (interseca pesantemente ben 3 parchi nazionali, 1 parco naturale regionale, 21 fra siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) ed economico-sociale (basti pensare ai danni alle zone turistiche umbre e marchigiane, nonché alle pregiate tartufaie appenniniche), senza contare il gravissimo pericolo determinato dall’interessare numerose aree in zona sismica “1”, nel tratti abruzzese, umbro e marchigiano, alcune fra le zone maggiormente a rischio sismico d’Italia[1].

Umbria, paesaggio appenninico

Umbria, paesaggio appenninico

Inoltre, il tracciato in argomento interessa anche terreni a uso civico appartenenti al demanio civico (legge n. 1766/1927, regio decreto n. 332/1928, normative regionali di settore) di Paganica – San Gregorio, nel territorio comunale di L’Aquila, per i quali non può esser promosso alcun esproprio in assenza della conclusione di eventuali procedure di sdemanializzazione previste dal vigente quadro normativo.

L’intenzione del Gruppo Snam è chiara: costituire in Italia una “piattaforma” per vendere gas nel resto d’Europa.  In origine in sinergia con British Gas, interessata alla realizzazione del rigassificatore a Brindisi, progetto poi abbandonato per le resistenze locali (2012).

Esclusivamente forti interessi economici, non il benessere delle popolazioni interessate, muovono il Gruppo Snam.

Sulla spinta delle determinatissime azioni legali e iniziative di sensibilizzazione di associazioni e comitati ecologisti, nonché da parte di Enti locali, anche l’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati aveva approvato il 26 ottobre 2011 all’unanimità la risoluzione n. 7/00518 presentata il 15 marzo 2011 (prima firmataria on. Raffaella Mariani, P.D.) che impegna il Governo alla modifica del tracciato del gasdotto appenninico “Rete Adriatica”.

Umbria, Appennino, boschi

Umbria, Appennino, boschi

Tuttora i provvedimenti di approvazione ambientale del progetto di gasdotto sono oggetto di contenzioso in sede nazionale ed europea.

Sarebbe ora che gli interessi ambientali ed economico-sociali delle popolazioni interessate venissero presi in giusta considerazione: invece, il Gruppo Snam ora procede alla richiesta di realizzazione del tratto Sulmona (PG) – Foligno (PG) e dell’apposizione del vincolo finalizzato all’esproprio, istanza pubblicata recentemente negli albi pretori dei Comuni interessati.

Avverso la richiesta Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è al fianco dei residenti abruzzesi, umbri, marchigiani interessati dal devastante progetto e rappresentati dai Comitati cittadini per l’ambiente – Sulmona e dal Comitato interregionale “No Tubo”: ha inoltrato l’atto di intervento con “osservazioni” coinvolgendo il Ministero per lo sviluppo economico, il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo.

Salviamo l’Appennino da questo barbaro e pericoloso scempio!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus       

 

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[1] il gasdotto “Rete Adriatica” si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e il terremoto del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche.  Solo due anni fa, il 20 aprile 2013 un nuovo terremoto e un preoccupante sciame sismico anche aCittà di Castello (PG).

Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal progetto di metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado.

E’ agevolmente documentabile quanto sopra con l’impressionante mòle di dati presente sul sito web istituzionale (http://www.ingv.it/) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.), la massima Istituzione scientifica nazionale in materia.

 

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

(foto G.M., S.L., archivio GrIG)

  1. gennaio 14, 2015 alle 2:50 PM

    e non s’impara nulla dalla storia…

    A.N.S.A., 14 gennaio 2015
    Rintocchi per cento anni sisma Marsica.
    Alle 7,52 suonate campane 37 comuni. Cerimonia ad Avezzano: http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2015/01/13/rintocchi-per-cento-anni-sisma-marsica_44b451ad-2b60-4672-8374-664f60783961.html

    ________________________________________________________

    da Il Corriere della Sera, 14 gennaio 2015
    Marsica, 100 anni fa il devastante terremoto: http://www.corriere.it/foto-gallery/cronache/15_gennaio_12/marsica-terremoto-100-anni-fa-25eafa3a-9a8a-11e4-806b-2b4cc98e1f17.shtml

  2. febbraio 3, 2015 alle 2:58 PM

    da Il Messaggero, 3 febbraio 2015
    LA VERTENZA. Metanodotto la Regione gioca l’ultima carta. (Patrizio Iavarone)

    SULMONA. Sarà un No deciso e supportato, non solo dalle «solite» motivazioni (la sismicità e il valore paesaggistico dei territori attraversati), ma anche da una copiosa documentazione di reintegro dei terreni agli usi civici, specie nei Comuni montani. Un piccolo escamotage per rendere non attraversabile il territorio, che la Regione in questi giorni sta incentivando, tanto da aver implementato il personale negli Uffici: «Una carta – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca – che per la Snam sarà difficile da superare ».
    La Regione si presentera agguerrita, così, alla Conferenza dei Servizi sulla realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno, convocata dal Ministero per il 24 febbraio. Passaggio importante per disegnare il futuro dell’opera e della centrale ad essa collegata che la Snam ha intenzione di realizzare a Sulmona e per la quale la Regione Abruzzo ha già espresso il suo diniego. «Al no detto per la centrale di Sulmona – spiega Mazzocca – il Ministero avrebbe dovuto rispondere entro metà gennaio, avocando a sé la decisione. E ‘chiaro che se finora non l’ha fatto, è perché entrerebbe in contrasto con l’Istituzione regionale ».
    Una luce di speranza, dunque, che resta accesa, ma che potrebbe spegnersi nel caso, al contrario, si accordasse l’attuale tracciato del metanodotto.
    «Quello del 24 febbraio è un passaggio delicato – continua l’assessore – e noi ci stiamo attrezzando per evitare l’opera, o meglio per proporre un tracciato alternativo». Così oltre alla mole di reintegri agli usi civici di molti terreni montani, la Regione si presentera a Roma con un parere legale e con una strategia concordata con le altre Regioni Interessate. «Al Ministero chiederemo 180 giorni per proporre noi un tracciato alternativo».

  3. febbraio 5, 2015 alle 9:46 am

    SNAM: NON BASTA DIRE NO, LE ISTITUZIONI MOBILITINO I CITTADINI

    Lo avevamo anticipato con il nostro comunicato della settimana scorsa. : si va rapidamente verso la conclusione del procedimento autorizzativo. E’stata, infatti, fissata a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, martedi 24 febbraio alle ore 10, la Conferenza di Servizi per autorizzare la costruzione del metanodotto Sulmona – Foligno.
    Sono state convocate le Regioni Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio, le Province di L’Aquila, Perugia, Macerata, Pescara e Rieti, le 8 Comunità montane e i 26 Comuni interessati dall’attraversamento dell’opera.
    Le recenti dichiarazioni dell’Assessore Mazzocca, forse anche in risposta alle domande da noi formulate con l’ultimo comunicato, lascerebbero intravedere spiragli ottimistici che francamente ci riesce difficile cogliere da quanto sta avvenendo. Di fronte ad un Governo nazionale che è totalmente schiacciato sulle posizioni della multinazionale e che disattende clamorosamente le regole basilari della democrazia (vedi la risoluzione della Camera dei Deputati che impegna il Governo a disporre la modifica del tracciato e mai attuata), le delibere e gli altri atti istituzionali, come la negazione dell’intesa da estendere anche al metanodotto, possono avere un peso solo se sostenuti da una forte e convinta azione politica e solo se si mettono in campo tutti i mezzi tecnici e giuridici atti a contrastare efficacemente il devastante progetto della Snam. Tutto questo finora, da parte della Regione Abruzzo, non c’è stato.
    Per cui prendiamo atto di quanto annunciato dall’Assessore Mazzocca, ma riteniamo indispensabile la coordinazione delle iniziative con tutti i Sindaci dei territori attraversati (dell’aquilano e del pescarese) e con le altre Regioni coinvolte; occorre portare a conoscenza dei cittadini le ipotesi alternative che la Regione intende proporre. Non basta dire di no. I rappresentanti istituzionali, in primo luogo i Sindaci, mobilitino i cittadini attraverso assemblee pubbliche. Ribadiamo che il tempo delle belle frasi roboanti è superato: o si agisce o si sceglie di condannare definitivamente il territorio ed i suoi abitanti. La Valle Peligna, nella quale dovrebbero insediarsi ambedue le infrastrutture, centrale e metanodotto, sarà quella condannata a pagare il tributo più alto in termini di salute, devastazione ambientale, preclusione di uno sviluppo consono alla vocazione del territorio stesso.
    Ed è per questo che rinnoviamo l’appello al Sindaco Ranalli affinché si ponga alla guida della lotta ed attui un crono programma che preveda consulenze sismiche, tecniche e legali e la prima fase dello studio e monitoraggio della qualità dell’aria in Valle Peligna. Ai Sindaci del comprensorio ricordiamo che essi sono stati eletti per tutelare i diritti ed i legittimi interessi della nostra comunità contro tutti coloro che considerano il nostro territorio una “terra di conquista”. Scelgano perciò, non la rassegnazione, ma una salutare ribellione.
    Rivolgiamo un appello anche alle categorie produttive e alle associazioni affinché facciano sentire la loro voce; in particolare ai medici del territorio che già hanno dato un rilevante contributo di conoscenza scientifica circa gli elevati rischi connessi alle industrie insalubri, affinché scendano nuovamente in campo in un momento che è decisivo per la difesa della salute e della sicurezza dei cittadini.

    Sulmona, 5 febbraio 2015
    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: sulmonambiente@gmail.comgiomargi54@gmail.com
    http://sulmonambientewordpress.com/

  4. febbraio 19, 2015 alle 2:50 PM

    da Abruzzo Independent, 18 febbraio 2015
    SNAM, DOCUMENTAZIONE TRASMESSA ALLA PRESIDENZA DEL CDM.
    Due mesi di tempo per pronunciarsi sul procedimento di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della centrale di compressione di Sulmona: http://www.abruzzoindependent.it/news/SNAM-TRASMESSA-LA-DOCUMENTAZIONE-ALLA-PRESIDENZA-DEL-CDM/14002.htm

  5. marzo 6, 2015 alle 3:00 PM

    è il “sicurissimo” gasdotto ha fatto bum! 😦

    A.N.S.A., 6 marzo 2015
    Maltempo sull’Italia. In Abruzzo gasdotto in fiamme: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/03/05/meteo-piogge-e-raffiche-di-vento-disagi-sulla-linea-ferroviaria-tirrenica-_78786dc0-8f98-4e7f-bdd6-126f17402c71.html

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    da Il Corriere della Sera, 6 marzo 2015
    Maltempo, incendio a impianto gas.
    Fiamme visibili da chilometri.
    All’origine dell’incidente, a Mutignano (Teramo) uno smottamento che avrebbe provocato la caduta di un traliccio della corrente sulla condotta: http://www.corriere.it/cronache/15_marzo_06/maltempo-incendio-impianto-gas-fiamme-visibili-chilometri-c717a5f2-c3d9-11e4-8449-728dbb91cb1a.shtml

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