A che serve quella centrale a biomassa a Iglesias?


centrale a biomassa

centrale a biomassa

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, dietro preoccupate segnalazioni di residenti locali, ha inoltrato una specifica richiesta di informazioni ambientali riguardo un progetto di centrale a biomassa che sarebbe in procinto di esser realizzato presso gli impianti fuori produzione della Rockwool, nella zone industriale di Sa Stoia, prossima al centro abitato di Iglesias.

Non sono conosciuti la potenza e le fonti di approvvigionamento degli impianti in progetto, né l’utilità sotto il profilo energetico, visto il ben noto surplus di produzione energetica isolano (+ 21,3% rispetto alle necessità, dati 2013).

Nel progetto sembrerebbe coinvolta la Renovo s.p.a., società delle energie rinnovabili controllata dalla holding Fingest s.p.a. della famiglia mantovana Arvati, e potrebbe coinvolgere il noto progetto (in parte avviato con il progetto pilota su 34 ettari in loc. Caraviu e su Isteri, Domusnovas) per la ripresa del governo a ceduo di 305 ettari della Foresta demaniale del Marganai, progetto decisamente preoccupante sul piano ambientale e geopedologico.

Interessati il Ministero dell’ambiente, il Servizio energia della Regione autonoma della Sardegna, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Provincia di Carbonia Iglesias, il Comune di Iglesias.

foresta mediterranea

foresta mediterranea

In ogni caso, prima del rilascio della c.d. autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.), il progetto deve esser sottoposto alle procedure di valutazione di impatto ambientale (direttiva n. 2011/92/UE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., parte II; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012 + allegati), come riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale e amministrativa (vds. sentenza Corte cost. n. 93/2013sentenza T.A.R. Marche Sez. I, 10 ottobre 2013, n. 659).

Infatti, “la Corte (costituzionale, n.d.r.) ha affermato in maniera decisa ed inequivocabile che la corretta applicazione della direttiva 2011/92/UE … impone al legislatore nazionale e regionale di tenere conto, in sede di definizione dei progetti che vanno sottoposti o, al contrario, esonerati dalla VIA, dei criteri di cui all’allegato III alla direttiva 92/2011”e non di semplici soglie dimensionali o ubicazioni degli impianti in progetto.     La giurisprudenza costituzionale ha ribadito che la VIA non può essere esclusa sulla semplice base della soglia di potenza, …. una norma del genere, che esclude del tutto un livello procedimentale di tutela ambientale in precedenza previsto e di origine comunitaria”, dev’essere “applicata, proprio in base al principio di precauzione proprio del diritto Comunitario, con particolare prudenza. Come è noto, il principio di cui all’art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea prevede che ‘la politica della Comunità in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni della Comunità. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio chi inquina paga’.” (Corte cost. n. 93/2013).

La salute dei cittadini e il patrimonio boschivo demaniale non possono essere sacrificati alla speculazione energetica e al ricatto occupazionale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Foresta demaniale Marganai, tagli boschivi

Foresta demaniale Marganai, tagli boschivi

(foto E.F.S., da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

  1. Giorgio Zintu
    agosto 5, 2014 alle 4:47 pm

    Fatevi spiegare cosa c’è di bio in un impianto a biogas, quali sostanze vengono emesse, quanto sono nocive per la salute umana e animale, e soprattutto cosa ci vogliono bruciare dentro. Questi impianti sono un fallimento economico e se non fosse per gli incentivi nessuno ne costruirebbe uno.
    Ma non è strano che in una Regione dove brucia ogni anno un non indifferente patrimonio boschivo e macchia ci sia qualcuno che vuole bruciare altro ancora?
    A quali industrie servirebbe altra energia NON RINNOVABILE visto quella già sovrabbondante prodotta da siti, pure quelli inquinanti? Non sarebbe preferibile, per mantenere una produzione agroalimentare di qualità, conservare caratteristiche uniche (ancora per poco) di un territorio? Se proprio serve energia elettrica, perché non puntare tutto sul sole?
    Attenzione, perché nelle biomasse di bio non c’è nulla ma di non bio c’è quasi tutto.

  2. Fabrizio De Andrè
    agosto 5, 2014 alle 5:11 pm

    Farã parte di quel progetto che prevedeva il taglio delle foreste demagnali……….e a mantenere in vita la solita cricca sulcitana che da anni mangia a 4ganasce con i soldi pubblici.Elenco delle cattedrali nel deserto,nel deserto sulcitano?…………..Anche se voi vi credete assolti siete tutti coinvolti

  3. Sardo
    agosto 5, 2014 alle 9:45 pm

    A chiudere il cerchio per utilizzare a ceduo anche gli ultimi boschi demaniali? O da mesi stiamo sbagliando interpretazione prorpio su questo blog?

  4. Pietro
    agosto 6, 2014 alle 10:30 am

    Roba da non credere,inquinamento su inquinamento……povero sulcis,povera sardegna,poveri noi.

  5. Pietro
    agosto 6, 2014 alle 10:44 am

    Ma come a che serve,a portare una boccata di aria fresca ad iglesias e dintorni,caso mai c’è ne fosse bisogno.Come ha scritto Fabrizio sono tutti coinvolti ed il processo di degrado è innarestabile,la “cricca sulcitana” conta molti adepti ed è facile per loro muovere progetti inutili che otterranno il lascia passare per divorare territorio.Sembra quasi impossibile ma la miopia di chi ci governa è quasi sistema

  6. Genius Loci
    agosto 6, 2014 alle 4:21 pm

    Se la realtà è quella ipotizzata dal GrIG, siamo ancora una volta di fronte ad un’ennesima beffa speculativa nei confronti del patrimonio ambientale sardo, perpetrato da chi dovrebbe invece salvaguardarlo e proteggerlo, così come è stato per anni.
    Non si sa più da chi guardarsi, è come essere in guerra e sotto il fuoco amico.
    Fermiamo i nemici del patrimonio ambientale sardo, denunciamo il silenzio dei “compagni di merenda” e della loro giunta regionale, opponiamoci a questa logica speculativa giustificata con posti di lavoro e/o per sanare bilanci aziendali.
    Le foreste demaniali sarde, oltre che patrimonio culturale e identitario dei sardi, sono patrimonio ambientale di carattere mediterraneo e umanitario.
    Forza GrIG!

  7. Patrizia Pili
    agosto 7, 2014 alle 1:31 am

    Il business delle rinnovabili. Toglietegli gli incentivi, vediamo che faranno, questi nuovi colonizzatori…

  8. Domenico Mugugno
    agosto 7, 2014 alle 10:43 am

    Se i colonizzatori trovassero ostilità ai loro progetti inutili,tossici e senza futuro, invece di complicità nelle popolazioni e apparati statali non potrebbero fare le porcate che fanno.”COMPAGNI DI MERENDA”sminuisce il loro operato ed hai perfettamente ragione genius,gli attila del patrimonio sardo vanno fermati…….LEGALITÀ.Tolto il Grig ci rimane ben poco.Dove sono le altre associazioni ambientaliste,si sono aggregate al “FEROCE PASTO”?

  9. Genius Loci
    agosto 7, 2014 alle 7:08 pm

    Purtroppo Domenico le altre associazioni ambientaliste sono impegnate a pulirsi la faccia, a fare “qua qua” nei salotti e a cercare proseliti fra i chierichetti nelle parrocchie.
    Considerato lo stato di emergenza in diversi campi sarebbe invece il caso che anche loro si facessero sentire con prese di posizione decise e pubbliche.
    Ho invece anche io il sospetto che, purtroppo, si stanno lasciando assorbire dall’attuale volgarità sociale e politica in cui ci troviamo a vivere.

  10. Riccardo
    agosto 9, 2014 alle 6:10 pm

    Forse La centrale a biomassa di Iglesias serve a prendere soldi pubblici usando il paravento della green economy e della creazione di posti di lavoro.
    Il progetto completo recita che: verrà realizzato un sito produttivo per la bioedilizia.
    Cosa c’è di sostenibile nel produrre pannelli isolanti di fibre naturali ( di legno, di lana di pecora, di terra cruda) realizzati bruciando legno?
    Cosa c’è di sostenibile nel produrre materiali per l’edilizia che per essere prodotti inquinano e soprattutto costano un così alto e spropositato investimento di denaro pubblico?
    Ci sono tanti esempi di produzioni sostenibili in edilizia che fanno occupazione senza comportare consumo di ambiente e neppure di finanziamenti pubblici.
    Produrre in modo sostenibile e fare economia sana e sobria si può fare e si deve fare senza speculazioni energetiche e senza ricatti occupazionali.
    Un altro scempio su cui vi invito a riflettere riguarda tutti quei milioni di investimenti previsti che ricadranno anche sulle nostre tasche, considerato in buona parte si tratta di finanziamenti pubblici.
    Oltre all’imbatto ambientale occorre fare una valutazione di impatto economico. Facendo due conti si scopre che il progetto dal punto di vista finanziario non si regge in piedi.
    Il concetto di sostenibilità va a farsi benedire con i soliti imprenditori volti noti…che si riciclano nel green…benedetti anche dalla Chiesa.
    E noi sardi come al solito ci caschiamo con l’illusione dell’occupazione, e dei posti di lavoro che per restare in piedi, avranno sempre bisogno di denaro pubblico…e quindi dei politici protettori…che grazie a queste mangiatoie mantengono il potere sui luoghi e pacchetti di voti sicuri.

  11. Shardana
    agosto 10, 2014 alle 11:23 am

    Grande Riccardo…………..la cricca sulcitana ruba soldi si stà evolvendo e si trasforma in GREEN POWER.Noi non solo non ci caschiamo,NON CI STIAMO.Continuiamo a parlare di questi cattivucci(se nò Grig mi censura)e del loro operato criminale e dei loro complici.Vedrai che come per i TECNICI imputati della PORTOVESME SRL, anche per loro verrà il momento vedere il cielo a striscie……….altro che scie chimiche.Saluti riccardo

  12. Shardana.
    agosto 10, 2014 alle 8:01 pm

    Non capisco perchè avete sostituito pregiudicati con imputati,però se vi fà sentire in pace…….con la portovesme srl……

    • agosto 10, 2014 alle 8:28 pm

      perchè “pregiudicato” è chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato, cioè definitiva.
      Attualmente non è così.

  13. Shardana.
    agosto 11, 2014 alle 1:24 am

    Scusa la mia ignoranza e grazie

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