Home > biodiversità, viaggi > Vacanza a km zero: Ingurtosu e le dune di Piscinas.

Vacanza a km zero: Ingurtosu e le dune di Piscinas.


Piscinas 8

Continua la nostra rubrica sulle “Vacanze a km zero”. Oggi vi portiamo a Piscinas e Ingurtosu. Mandateci i vostri suggerimenti!!!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

INGURTOSU E LE DUNE DI PISCINAS.

In Sardegna esiste un luogo bellissimo e affascinante che, sembrerà strano, non è molto conosciuto neanche dagli stessi Sardi: Piscinas nella Costa verde. Il punto in cui la Sardegna incontra l’Africa, e dove si innalzano le dune tipiche dei deserti costieri come quelli del Marocco o dell’Algeria, alte e candide di sottile sabbia dorata decorate da secolari ginepri piegati dal vento. L’area è senza alcun dubbio una delle meraviglie della Sardegna e dell’Italia intera. Un vero peccato per un turista che visiti la nostra Isola non cogliere l’occasione per ammirare questi luoghi straordinari e unici del Mediterraneo. Un autentico delitto per un sardo non aver mai visitato le dune di Piscinas che ricoprono un’area di 20 Km quadrati e raggiunge in alcuni punti altezze di quasi 100 metri costituendo il complesso di più alte ed estese dune di sabbia europee, dando al visitatore l’incredibile impressione di trovarsi all’interno di un deserto africano. Siamo nella Costa Verde e la formazione di questi meravigliosi sistemi dunali è attribuita all’abbassamento, di varie decine di metri, del livello del mare avvenuto nel periodo delle glaciazioni. Il fenomeno ha comportato l’emersione di vasti tratti di litorale sabbioso che la forza dei venti, Maestrale e Libeccio, hanno trasportato, accumulato e modellato verso l’interno. Questi stessi venti avrebbero probabilmente fatto sparire le dune se queste non si fossero consolidate e stabilizzate grazie all’intricato reticolato sotterraneo formato dalle radici di splendidi ginepri secolari, lentischi, e nel periodo primaverile violacciocca, giglio marittimopapavero della sabbia.

Sulle dune sono spesso riconoscibili delle inconfondibili orme, che rivelano i percorsi e la presenza nella zona del Cervo Sardo, che vive indisturbato ai confini della zona dunale e la attraversa sistematicamente. Ai piedi delle dune si trova la lunga spiaggia di Piscinas, un litorale vastissimo e molto profondo che consente un facile e tranquillo isolamento. Qui il mare è subito piuttosto profondo, con un fondale sabbioso e ricco di fauna. Non troppo distante dalla riva, giace da oltre 200 anni, il relitto di un vascello che trasportava dei pani di piombo. Sarà sufficiente una maschera e una breve nuotata per ammirare il carico di piombo, la sagoma del relitto ed un cannone che spunta dalla sabbia.

piscinas 033rid

 

Sulla spiaggia di Piscinas si trova il vecchio deposito dei minerali della miniera di Ingurtosu, completamente ristrutturato e poi trasformato nell’esclusivo Hotel Le Dune, piccolo e discreto come dovrebbero essere tutte le strutture ricettive ubicate in simili paradisi terrestri. Lungo la strada che dal borgo di Ingurtosu scende verso il mare si incontrano i numerosi e suggestivi ruderi delle strutture del periodo minerario, che creano un paesaggio ed un’atmosfera da villaggio fantasma del Far West. Costruiti a partire dal 1850, il villaggio e la miniera di Ingurtosu continuarono ad espandersi fino al 1963, quando terreni e impianti passarono sotto il controllo della vicina miniera di Montevecchio. Per decenni essi furono guidati da dirigenti inglesi e francesi, tra i quali Lord Thomas Alnutt Visconte di Brassey, figura di rilievo nella storia mineraria mondiale. Da lui prese il nome la splendida Laveria di Naracauli realizzata per la separazione di piombo e zinco che, seppur fatiscente e dismessa, con le sue eleganti strutture caratterizza ancora una vasta area mostrando evidenti segni dell’attività passata. Il villaggio di Ingurtosu si è sviluppato ai piedi dei cantieri minerari: decine di casette attorno all’antico Pozzo Maria Teresa, oggi adibito ad ufficio postale, su cui domina il Palazzo della Direzione, oggi completamente restaurato, dalle linee tipicamente anglosassoni.  Presso il borgo minerario di Ingurtosu è possibile poi vedere quella che era la residenza del direttore della miniera, Villa Idina (o Villa Ginestra) in stile liberty, la chiesa e l’ospedale. Non distante dal villaggio si trova il Pozzo Gal del quale si conserva la sala argano e il silos per il carico dei camion. Il pozzo è stato recentemente restaurato e gli edifici adiacenti sono oggi diventati il Museo Multimediale della Miniera.

La strada di accesso prosegue poi fra i boschi della valle del rio Naracauli, consentendo di ammirare l’antica Laveria, costeggiando e sovrapponendosi alle traversine in legno della vecchia ferrovia a scartamento ridotto, utilizzata per trasportare il materiale estratto fino al mare, all’attracco di Piscinas, ed essere poi imbarcato per Carloforte. Se decidete di andare con un fuoristrada levatevi dalla testa l’idea di scorrazzare sopra le dune di sabbia. E’ assolutamente proibito, per cui parcheggiate l’auto (nell’apposito spazio riservato e non oltre) e se volete salire sulle dune fatelo a piedi: è più faticoso ma vi consentirà meglio di apprezzare questo lembo di deserto. Poi magari provate l’ebbrezza di rotolarvi giù a perdifiato: sarà infantile e le cadute non mancheranno, ma il divertimento è assicurato. Se invece siete degli inguaribili romantici una passeggiata fra le dune sarà sicuramente un’esperienza assai intensa: le luci, i colori, i silenzi creeranno sensazioni e forti emozioni che resteranno per sempre impresse nella mente.

Le prime luci del mattino creano uno scenario dolce e affascinante tingendo le dune di un pallido e delicato colore rosa che con il trascorrere delle ore il sole tende a indorare. Da non perdere sono le ore del tramonto quando le dune si tingono d’oro chiaro per poi colorarsi nuovamente di rosa: uno spettacolo magico!

piscinas mare

COME ARRIVARE

Alla spiaggia di Piscinas ci si può arrivare in vari modi. Una soluzione prevede di percorrere la SS 131 fino all’altezza di Sanluri, poi si prende l’incrocio per San Gavino Monreale, si prosegue per Guspini e si va in direzione di Montevecchio (6 km) e poi di Ingurtosu e Piscinas (circa 10 km di strada non asfaltata, da fare lentamente per salvaguardare gli ammortizzatori dell’auto e per consentire di ammirare gli affascinanti paesaggi delle dune di sabbia e le famose miniere dell’arburese). Oppure si prosegue direttamente per Arbus e dopo aver superato il centro abitato si imbocca il bivio a destra posto a circa 6 km dal paese in direzione Ingurtosu  e quindi si prosegue per la spiaggia di Piscinas (la strada è segnalata). Se si parte da Cagliari e non si vuole percorrere la SS 131 (tuttora piena di lavori in corso e deviazioni) una bella alternativa è quella di percorrere la SS 130 fino a Decimomannu e quindi imboccare la strada 196 e seguire la direttrice Villasor, Villacidro, Guspini e da lì in poi Montevecchio o Arbus (la strada è gradevole e priva di traffico).

 

RACCOMANDAZIONI E SERVIZI

La spiaggia di Piscinas, come quelle di buona parte della Costa Verde e della costa occidentale della Sardegna, è uno dei siti preferiti dai surfisti che qui possono praticare il loro sport preferito grazie alla costante presenza di onde lunghe ed alte. Facciano particolarmente attenzione i bagnanti non esperti perché qui il mare è raramente calmo e fa brutti scherzi: la risacca è micidiale e tende a trascinare il corpo sott’acqua. Occorre essere buoni nuotatori per non trovarsi in difficoltà. Mare non adatto ai bambini, visto che dopo pochi passi già non si tocca più il fondo. In compenso si ha a disposizione una spiaggia larghissima e lunga 7 km che consente il completo relax e la giusta distanza con i bagnanti più vicini. I servizi comprendono un parcheggio (a pagamento e non), un hotel-bar-ristorante, due chioschi, il noleggio di sedie a sdraio e ombrelloni e un servizio di noleggio canoe, pattini e gommoni. Vista la costante vivacità del mare è da segnalare la costante e vigile presenza di un efficiente servizio di salvataggio.

 

Bruno Caria

Amici della Terra

  1. mara
    agosto 6, 2014 alle 8:06 am

    Aggiungo che all’alba, con molta cautela, è possibile ammirare i cervi all’abbeverata nel piccolo rio che scende dal monte e d’inverno sotto ai ginepri crescono rari ma profumatissimi porcini. Tutta la zona è un Paradiso da conservare il più possibile intatto per la gioia delle future generazioni.

  2. Nicola Putzu
    agosto 6, 2014 alle 8:34 am

    Bellissimo resoconto. Ho frequentato questo sito innumerevoli volte e confermo quasi totalmente quanto descritto da Bruno Caria. Unica precisazione riguardo al primato europeo delle dune. Ci sono cascato anche io anni fa, ma poi ho scoperto che sono le più alte nel contesto europeo mediterraneo, mentre le formazioni dunali più alte sono quelle di Pilat (nella Francia Atlantica). http://it.wikipedia.org/wiki/Duna_di_Pilat.
    Ciò non toglie che il sistema dunale Piscinas-Scivu rimanga spettacolare e incredibile quando lo si incontra con i propri occhi la prima volta!

  3. raniero massoli novelli
    agosto 6, 2014 alle 9:13 am

    sapiente descrizione di uno degli angoli meglio conservati della costa sarda, veramente eccezionale. bravo Bruno!

  4. Francesco
    agosto 7, 2014 alle 12:30 pm

    Tutto il compendio di Ingurtosu-Piscinas è di una bellezza unica; il suo fascino ambientale unito alla storia che ha attraversato quei luoghi ne fanno un luogo magico dove ognuno di noi dovrebbe davvero avvicinarsi con rispetto, in silenzio…quasi in punta di piedi! Mi unisco ai complimenti per la bella descrizione fatta; volevo aggiungere che a 2 Km dalla spiaggia c’è pure un camping accogliente con ristorante e degli alloggi, il tutto ricavato da un buon lavoro di recupero di vecchie strutture legate alla passata attività mineraria.

  5. daniela
    agosto 9, 2014 alle 4:35 pm

    Grazie per questo articolo che rende bellezza a questo luogo del mio territorio.
    In questi giorni il mare profuma anche di fiori.
    la fioritura dei gigli di San Pancrazio è inebriante.
    Grazie Bruno!!!

  6. novembre 22, 2015 alle 11:41 am

    Anche al ristorante il minatore su nel paesino di INGURTOSU usano prodotti a km zero, dalle carni ai pesci e naturale anche gli ortaggi, i formaggi dei pastori e tanto altro… Provatelo !!

  7. Francesco
    giugno 1, 2017 alle 7:48 am

    Non vorrei insistere ma molti anni fa (non dico quanti, per non illudermi di essere troppo anziano) per arrivarci passai lungo il perimetro di una colonia penale =IS ARENAS=? poi Ingortuso e Piscinas. Comunque era un luogo meraviglioso, incontaminato. Spero sia stato conservato tal quale. Confermo le difficoltá per arrivarci il bellissimo mare e la sua pericolosità

  8. roberto
    luglio 3, 2017 alle 4:08 pm

    Scusate ma quale è la strada migliore per arrivare alla soiaggia di piscinas con auto normale e non fuoristrada….intendo quella sterrata ma con meno buche e difficoltà di transito….

    Grazie a tutti per le risposte

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: