Corsi d’acqua tombati, corsi d’acqua rinaturalizzati.


Milano, Niguarda, Fiume Seveso (inizio ‘900)

L’uomo (Homo sapiens) passa per essere la specie animale più intelligente della Terra, ma sono innumerevoli i fatti che evidenziano una robusta costante di idiozia, trasversale nei luoghi e nei tempi.

Una delle attività umane frutto di avidità e idiozia ai più elevati livelli è la tombatura dei corsi d’acqua.

Milano, Niguarda, sul Fiume Seveso ora corre una strada

Nel corso del tempo – anche in Italia – abbiamo inscatolato in cemento e coperto torrenti, rogge, fiumi che continuano a scorrere sotto strade, piazze, palazzi.

Alle prime piogge un po’ consistenti l’acqua riprende i suoi spazi e avviene la consueta, devastante, calamità innaturale, perché la causa è esclusivamente umana.

A Milano è ben noto il caso del povero Fiume Seveso, a Genova sono decine i corsi d’acqua tombati, anche nel piccolo centro di Bitti la copertura dei torrenti è una bomba ad orologeria.

L’unica soluzione effettivamente sensata e valida è il ripristino naturale del corso d’acqua.

E’ stato fatto a Seul, dove al posto di una strada sopraelevata è stato riportato alla luce del sole il Fiume Cheonggyecheon, è stato realizzato a Utrecht, dove è stato ripristinato lo storico canale Catharijnesinge, a suo tempo trasformato in strada urbana di scorrimento veloce.

Si può fare, insomma.

Utrecht, ripristino del canale Catharijnesingel

Si guadagna in qualità della vita, in contenimento delle temperature, in aumento della fauna selvatica, in miglioramento della salubrità dell’aria. 

E si evitano ulteriori calamità innaturali, vittime, danni economicamente rilevanti.

L’art. 9 del Regolamento per il Ripristino della Natura (Regolamento (UE) 2024/1991 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2024, sul ripristino della natura e che modifica il regolamento (UE) 2022/869) esplicitamente prevede il ripristino della connettività naturale dei fiumi e delle funzioni naturali delle relative pianure alluvionali. L’obiettivo è quello di identificare e successivamente, rimuovere le barriere artificiali al fine di ristabilire almeno 25.000 chilometri di fiumi a scorrimento libero nell’Unione Europea entro il 2030 e ripristinare la connettività fluviale nelle tre dimensioni spaziali, inclusa la riconnessione con le piane inondabili e misure volte a migliorarne il funzionamento naturale.

Il Piano Nazionale di Ripristino della Natura in Italia è in corso di definizione definitiva.

Era ora, ma saremo in grado di farlo?

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

che cosa succede quando si violenta un corso d’acqua: con un disegnino, comprensibile anche per un bimbo, forse si riesce a capire
corso d’acqua “tombato” e rinaturalizzazione (immagine esemplificativa generata da IA)

Garzetta (Egretta garzetta)

(foto da Wikipedia, S.D., archivio GrIG)

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